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citta' di trento - monte bondone
19 giugno 2004
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Le aiole fiorite di "Trento Città in Giardino" in piazza del Duomo (foto Agh)

Girovagando oggi fa tappa a Trento, capoluogo di provincia, e sul Monte Bondone, la "montagna dei trentini" per antonomasia. Al CastelIo del Buonconsiglio visitiamo in anteprima la splendida mostra Guerrieri, principi ed eroi fra il Danubio e il Po - Dalla preistoria all'alto Medioevo. In città fervono i preparativi per le imminenti Feste Vigiliane dal 19 al 26 giugno, in onore del santo patrono della città: parate e disfide in costume rievocano le tradizioni medievali e rinascimentali della Città del Concilio. Infine visitiamo il bellissimo Giardino Botanico Viotte di Monte Bondone.

 
Il manifesto della mostra  
 
Franco Marzatico, direttore Castello Buonconsiglio  
 
Fausta Slanzi, resp. comunicazione (foto Agh)  
 
Volto maschile romano di età tardo repubblicana I° secolo a. C. (foto www.buonconsiglio.it)  
Guerrieri, principi ed eroi fra il Danubio e il Po. Dalla Preistoria all'Alto Medioevo.

L'affascinante tema delle origini del potere e dell’autorità viene illustrato per la prima volta in una grande mostra archeologica internazionale. Quali erano i segni distintivi dei capi a partire dalla Preistoria fino ai tempi delle invasioni barbariche? Di quali codici di comunicazione si servivano le aristocrazie per esibire il potere e sfoggiare il proprio prestigio? Le più straordinarie testimonianze lasciate dalle antiche élite che hanno esercitato il potere nell'ampio territorio compreso fra il corso del Danubio e del Po, sono riunite in un evento espositivo senza precedenti. Dalle più antiche rappresentazioni a livello europeo di personaggi eccezionali, come le figure dello sciamano e dell'adorante di 32.000 anni fa, provenienti rispettivamente da Fumane nel veronese e dal Baden Württemberg in Germania, il percorso è scandito dalla presentazione delle più prestigiose espressioni simboliche del potere. In mostra sono dunque esposti asce e pugnali, dapprima in pietra e poi in metallo, preziosi ornamenti in oro, ambra e pasta vitrea, corone in bronzo e in foglie d'oro, come lo splendido esemplare da Montefortino di Arcevia del Museo Archeologico di Ancona. Si possono ammirare elaborati finimenti di cavallo, spade, un copricapo cerimoniale in oro da Schifferstadt (Germania) risalente al 1300-1100 avanti Cristo, elmi di tradizione etrusca e celtica, due spettacolari esemplari da parata in bronzo di epoca romana, provenienti dalla Germania, nonché corazze, le più antiche dell'Europa centrale, date in prestito dai musei di Ginevra, Graz, Lubiana. L'esposizione comprende anche un significativo repertorio di vasi cerimoniali e contenitori in ceramica, bronzo, oro e argento, destinati ai banchetti sontuosi e ai simposi dei capi e dei dignitari di corte che in questo modo rinsaldavano il loro legame, secondo un'usanza già degli eroi ai tempi della Guerra di Troia. Se nella società contemporanea un'automobile di lusso, un orologio esclusivo, un vestito e una borsa "firmati" rappresentano degli status symbol immediatamente riconoscibili, fra i segni di distinzione più rappresentativi dei ceti emergenti dell'antichità figuravano il possesso del carro, il livello dell'armamento, la ricchezza e complessità degli ornamenti e la disponibilità di prestigiosi servizi da banchetto e simposio. Oltre ai più antichi segni di distinzione la mostra raccoglie in particolare gli status symbol dei ceti dominanti delle popolazioni alpine, etrusca, veneta, dei Celti transalpini e della pianura padana il cui potere è ostentato attraverso l’equipaggiamento militare e beni di lusso, spesso di importazione. La mostra è resa possibile grazie all’importante collaborazione instaurata con numerosi musei, soprintendenze, istituti di ricerca e università italiane ed estere che hanno generosamente messo a disposizione fra i maggiori tesori delle proprie raccolte. Ideatore, coordinatore del comitato scientifico della mostra è Franco Marzatico, archeologo, cultore di Paletnologia presso l’Università degli Studi di Trento, direttore del Castello del Buonconsiglio.

Il Castello del Buonconsiglio, sede della mostra "Guerrieri, principi ed eroi fra il Danubio e il Po" (foto Agh)
 
Elmo d'oro del 1350 a. C. (foto www.buonconsiglio.it)   Elmo, età del Ferro, 620-550 a.C. (foto C.B)
 
Piatto d'argento da Isola Rizza (Verona),
VI-VII secolo d.C. (foto C.B)
  Corona in lamina d’oro, necropoli di Montefortino d’Arcevia (Ancona). IV-III sec. a. C. (foto C.B)
 
Dischi in argento, probabili bardature da parata di cavalli, decorati a sbalzo, con serie di volti. Prima metà I secolo a. C. (Brescia, Italia) (foto C.B)   Maschera da parata in lega di rame lavorata a sbalzo Inizi III sec. d.C. (Baviera, Germania)
(foto C.B)
 
Corredo di un principe guerriero, seconda metà VII sec. a. C. Narodni muzej Slovenije, Ljubljana (C.B)   Coppia di orecchini in oro e ametista da Civezzano (Trento), VII secolo a. C. (foto C.B)
Collana d'ambra in perle e “distanziatori”, da torbiera Cles-Tuenno (Trento), XVI-XV secolo a. C. (foto C.B)

Guerrieri, principi ed eroi tra il Danubio e il Po, dalla Preistoria all’Alto Medioevo (rtf)
Presentazione della mostra (flash, 13 mb per Adsl)

Castello del Buonconsiglio
Via Bernardo Clesio, 5 - Trento
Tel 0461/233770 - Fax 0461/239497
www.buonconsiglio.it
info@buonconsiglio.it

La fontana del Nettuno in Piazza Duomo a Trento: fu progettata e scolpita dello scultore trentino Francesco Antonio Giongo (1720-1776), nativo di Lavarone nella frazione Gionghi (foto Agh)

 
Feste Vigiliane (foto M. Montibeller)
 
 
Guido Malossini, presidente del Comitato organizzatore delle Feste Vigiliane (foto Agh)  
Feste Vigiliane: il borgo antico e la fiera di S. Vigilio

A distanza di secoli nel centro storico di Trento in occasione delle Feste Vigiliane , che si tengono dal 19 al 26 giugno, ritornerà l’antica fiera per il Patrono (S. Vigilio), che un tempo faceva confluire in città centinaia di mercanti da tutte le valli trentine. All’iniziativa partecipano Comuni, Comprensori, APT e Pro loco con i loro lavori artigianali, i costumi tipici delle valli e le manifestazioni storiche più importanti e tradizionali, nonché le associazioni di categoria e vari sponsor. La Fiera di San Vigilio rappresenta un’anteprima, proprio all’inizio della stagione, delle manifestazioni che si svolgeranno sul territorio provinciale in estate e autunno. Non si tratta di una fiera tradizionale ma, con essa, si intende promuovere la storia e la cultura locale.
Presentando il progetto della “Fiera di San Vigilio”, Guido Malossini, presidente del Comitato organizzatore, ha sottolineato che esso rappresenta un momento unico di promozione per le valli trentine, offrendo a migliaia di persone, turisti italiani e stranieri, l’opportunità di conoscere questo territorio ricco di cultura e di tradizioni. La Fiera si svolgerà all’interno del borgo rinascimentale, il Borgo di San Vigilio ricreato in alcune vie e piazze significative del centro storico, al quale si accede attraverso quattro "porte": Porta Santa Croce in via Garibaldi, Porta San Martino in via degli Orti, Porta San Lorenzo in via Santissima Trinità e Porta Aquileia in piazza Garretti. Il borgo, fiera compresa, sarà aperto da lunedì 21 a sabato 26 giugno, dalle ore 19 fino alle 23.00.

 
(Foto Dino Panato)   (Foto Dino Panato)
 
(foto M. Montibeller)   (foto M. Montibeller)
 
(foto M. Montibeller)   (foto M. Montibeller)
Feste Vigiliane in Piazza del Duomo a Trento (foto APT Trento - Monte Bondone)

Le attività che animeranno il centro rinascimentale sono molteplici: il Villaggio del Canopo con la zona mineraria e la “Locanda del minatore” (in piazza Garzetti), dove si potranno degustare i piatti tipici di quel tempo; l’Antico mercato del borgo con le arti e i mestieri di una volta; il Campo storico dei guerrieri mercenari con la “Taverna dei Mercenari”. Inoltre per le vie del borgo vi saranno animazioni con musici, giullari e mangiafuoco, mentre piazza Fiera tutte le sere ospiterà spettacoli e concerti.

Feste Vigiliane
Servizi Organizzativi ed immagine città di Trento
Via F.lli Bronzetti, 21 - 38100 Trento
Tel. 0461 / 91711 fax 0461 / 917116
www.festevigiliane.it | trento.immagine@tin.it

 
San Vigilio: battistero della Pieve di Tavodo (Tn)
 
 
La cripta del Duomo di Trento (foto Agh)  
 
La tomba con le spoglie di S. Vigilio (foto Agh)  
Il martirio di San Vigilio

San Vigilio fu il terzo vescovo di Trento e il più grande evangelizzatore del Trentino. Vissuto alla fine del quarto secolo, egli svolse la sua opera in profonda e concreta unità con i "Padri della Chiesa" del suo tempo, soprattutto Ambrogio, Giovanni Crisostomo, Simpliciano, grandi maestri e guide delle comunità cristiane dell’Impero e trasmise alle genti trentine i contenuti essenziali dell’avvenimento cristiano, dedicandosi senza riserve al servizio alla chiesa locale. Vigilio nacque in Trentino da famiglia di origine romana. Nella seconda metà del IV secolo fu consacrato vescovo di Trento da sant'Ambrogio, vescovo di Milano, durante il pontificato di Papa Siricio. Una gran parte del territorio della sua diocesi non era ancora evangelizzata e mancavano gli evangelizzatori, per cui chiese aiuto proprio ad Ambrogio per avere validi missionari. Sant'Ambrogio, col quale Vigilio teneva una corrispondenza epistolare, inviò alcuni cristiani provenienti della Cappadocia (nell'attuale Turchia): Sisinio e i fratelli Martirio e Alessandro. Il vescovo Vigilio affidò loro la predicazione nella parte occidentale della diocesi costituita dalla regione dell’Anaunia (Val di Non) compito assai arduo per l'ostilità delle popolazioni. Lo stesso vescovo preparò i suoi inviati ad evangelizzare attraverso l'esempio della loro vita, con amicizia e carità. L'evangelizzazione portò i suoi frutti, i tre furono ben accolti e divennero soccorritori e amici di tutti. La loro casa diventò un luogo di assemblea e di preghiera. Dopo una decina di anni accade però un evento tragico: scoppiò a Sanzeno una lite tra pagani ed un cristiano che si era rifiutato di venerare una statua del dio Saturno. Una parte della popolazione, rimasta legata ai culti pagani, individuò nei tre missionari i responsabili della presenza cristiana e li percosse a morte per poi bruciarli. I loro resti furono raccolti con cura e amore proprio dal vescovo Virgilio, che però non cambiò il suo stile di pastore evangelico: non solo perdonò i responsabili del martirio dei suoi missionari, ma intercedette egli stesso in loro favore per chiedere la grazia all’imperatore Onorio. Le reliquie dei tre evangelizzatori furono inviate a Costantinopoli, accolte da san Giovanni Crisostomo, e a Milano, dove ad accoglierle c’era il successore di Ambrogio, San Simpliciano. Nel XX secolo parte di quei resti ritornarono nella chiesa di Sanzeno in Trentino. Non si hanno invece notizie certe sulla morte di Vigilio. La storia del suo martirio per lapidazione avvenuto in Val Rendena, dove egli stesso si era recato ad evangelizzare, è ritenuta dagli studiosi una leggenda, diffusa da una iconografia popolare che lo rappresenta con accanto uno zoccolo, ritenuto lo strumento del suo martirio. I suoi resti sono custoditi nel Duomo di Trento.

Busto di S. Vigilio nella cattedrale di Trento (foto Agh)

 
La "Trento Card"  
Trento Card, musei e servizi a portata di turista

Michela Filippi, dell'ufficio promozione APT di Trento, e Paola Galiani, operatore professionale e segretaria della direzione, ci illustrano le principali novità della stagione turistica, per le quali vi rimandiamo al sito ufficiale per tutte le informazioni in dettaglio. Qui segnaliamo un'interessante iniziativa, la Trento Card. E' una carta prepagata e viene proposta in due versioni: con validità di 24 ore (9,00 euro) e di 48 ore (14,00 euro), con la quale si riceve un completo ed utile “kit info” che guiderà il turista alla scoperta del territorio e dei servizi. Sono inclusi gli accessi ai Musei di Trento e loro mostre, il Giardino Botanico Alpino sul Monte Bondone, le visite guidate alle cantine con degustazione, il servizio di trasporto pubblico urbano, la Funivia Trento - Sardagna, il prestito biciclette, inoltre il 10% di sconto per parcheggi, negozi, ristoranti, taxi convenzionati e molto altro ancora.

Azienda di Promozione Turistica di Trento
38100 Trento (Italy)
via Manci 2
Tel. 0461 / 983880 - fax 0461 / 232426
www.apt.trento.it | informazioni@apt.trento.it

Interno della navata centrale della cattedrale di S. Vigilio a Trento (foto Agh)

 
La trattoria "Ai Tre Garofani" è a Trento in v. Mazzini  
 
Giovanna Linardi, cuoca e titolare (foto Agh)  
A tavola: Ristorante ai Tre Garofani

L'antica trattoria Ai tre Garofani a Trento vanta una tradizione che risale addirittura al 1275: fu un certo Bartolo da Ravina, pare, ad apporre una palma nel rione cittadino di Borgo Nuovo: secondo la tradizione latina ciò significava che c'era vino nuovo, cibo e da dormire. La locanda fu gestita attraverso i secoli come punto di ristoro per i viandanti e per coloro che soggiornavano in città. Tra gli ospiti più illustri della storia recente il giovane giornalista Benito Mussolini, non ancora Duce, che nel 1909 fu nominato caporedattore de "Il Popolo" di Trento, e l'irredentista Cesare Battisti. Nel 1947 Maurizio Linardi rilevò il locale dal padre e lo gestì fino a tre anni fa. Il testimone quindi è passato alla figlia Giovanna e al marito Niko Marzari: grazie all'aiuto prezioso di un amico, il bravissimo chef Rudy Flaim, che ha insegnato i segreti della cucina a Giovanna, il locale è stato quindi profondamente ristrutturato, mantenendo però lo stile "locanda" con l'utilizzo degli stessi legni, dei colori di pareti e pavimenti, delle forme di tavoli e sedie. Niko e Giovanna propongono un'osteria moderna, dove la cucina "non dorme" sugli allori dei soliti piatti tradizionali ma viene continuamente reinterpretata per offrire all'ospite gradevoli novità pur restando fedeli alla tradizione, con l'utilizzo degli ingredienti e dei prodotti tipici.

 
Prodotti tipici (foto Agh)   Una delle sale da pranzo (foto Agh)
 
Sala da pranzo (foto Agh)   Lo stile è rimasto fedele alla vecchia locanda
Con Niko e Giovanna, i gestori dell'antica trattoria "Ai Tre Garofani" (foto Agh)

Tutti i tipi di pasta sono fatti rigorosamente in casa, così come i sughi, i fondi di carne, pesce e verdura. Le proposte gastronomiche sono molto varie e cambiano di continuo: interessanti sono i menù a tema come Trento la città in Giardino (dedicata alla nota manifestazione), Un giro in malga, a base di vari formaggi di alpeggio, Il piatto del cacciatore curato da Massimo Corrà, un bravissimo macellaio di Coredo che prepara personalmente salumi di grandissimo pregio, utilizzando per l'affumicatura solo bacche di ginepro. Noi abbiamo degustato: antipasto di trota salmonata con melissa ed erbette aromatiche croccanti, tagliatelle fatte in casa, aromatizzate con timo fresco e pomodoro "confit" e asparagini freschi, branzino in forno servito con verdure croccanti, rotolino di coniglio al profumo di timo e limone, con polenta e cappelle di porcini, assaggio di puzzone (tipico formaggio della val di Fassa) speciale prodotto nella zona di Moena, accompagnato da confettura di pere e rabarbaro, gelatina di vino rosso e gelatina di vino bianco, alcune gocce di miele marmellata. Il tutto accompagnato da uno splendido Kerner della Cantina di Toblino.

 
Antipasto di trota salmonata (foto Agh)   Tagliatelle fatte in casa (foto Agh)
 
Branzino al forno con verdure croccanti (foto Agh)   Rotolino di coniglio (foto Agh)
 
Lorenzo Filippi, sommelier (foto Agh)   "Kerner" della Cantina di Toblino (foto Agh)

Antica trattoria "Ai tre Garofani"
via Mazzini 35
Trento 38100
tel. e fax. 0461 / 237543
aitregarofani@libero.it

 
Il Giardino Botanico alle Viotte (foto Agh)  
Giardino Botanico alle Viotte sul Monte Bondone

A circa mezz'ora d'auto dalla città di Trento si può visitare il bellissimo Giardino Botanico Alpino “Viotte” sul Monte Bondone, uno dei più antichi e più grandi delle Alpi. Fu fondato nel 1938, dal Museo Tridentino di Scienze Naturali che tutt'ora lo gestisce, e dalla SAT (Società degli alpinisti tridentini), per promuovere la conoscenza e la salvaguardia della flora alpina. Le numerose piante sono raggruppate secondo i grandi areali di origine. Così, ad esempio, nel complesso eurasiatico sono raccolte specie dei Pirenei, delle Alpi, dell'Appennino, dei Balcani, dei Carpazi, del Caucaso ed entità comuni ai due continenti.

 
Visita guidata con il custode Emilio Coser (foto Agh)   Nel giardino sono riprodotti vari ecosistemi (foto Agh)
 
il rinnovato rif. Viote presso il Giardino Botanico   Emilio Coser, il giardiniere (foto Agh)

2000 specie vegetali da tutto il mondo

Le collezioni di piante alpine di tutto il mondo costituiscono una vasta documentazione vivente della biodiversità vegetale dell’ambiente alpino. I semi delle piante a rischio di estinzione vengono raccolti per formare una ricca collezione, la seed bank, a disposizione della rete internazionale dei giardini botanici. In questo ambito è pubblicato annualmente, fin dal 1959, Delectus seminum, la lista dei semi offerti dall'Orto Botanico del Museo, da scambiare con altri giardini.

 
Silene acaulis (foto Agh)   Clematide alpina (foto Agh)
 
Giglio rosso o di S. Giovanni (foto Agh)   Ranuncolo comune (foto Agh)
Lathyrus vernus (foto Agh)
 
Primula veris (foto Agh)   Sassifraga di Burser (foto Agh)
 
Scarabeo e peonia (foto Agh)   Viola biflora o violetta gialla (foto Agh)
 
Genziane (foto Agh)   Soldanella (foto Agh)
Caltha palustris (foto Agh)

La piana delle Viotte, a circa 1500 metri di quota, famosa per le sue torbiere e le meravigliose praterie ricchissime di fiori, fu scelta per realizzare il giardino botanico. Oggi conta circa 2000 specie di piante e fiori, sia italiane che provenienti dai principali gruppi montuosi del pianeta. Il giardino roccioso, ricco di specie officinali, spontanee e ornamentali si estende per circa un ettaro ed è circondato da prati e boschi per altri 9 ettari.

Le Viotte in inverno, quando si trasformano in paradiso dello sci di fondo, clicca per ingrandire (foto Agh)

 
Il lichene "Caloplaca biatorina" (foto Agh)  
 
Eriofori (foto Agh)  
 
Peonia selvatica (foto Agh)  
Storia della flora alpina

Circa 75 milioni di anni fa l'emisfero settentrionale era coperto di boschi e di piante tropicali come magnolie, liriodendri, palme, i cui parenti più prossimi sono oggi diffusi nell'Asia orientale e negli Stati Uniti meridionali. Un lento abbassamento della temperatura e la formazione della catena montuosa alpina produssero un cambiamento radicale nella flora. Sulle giovani Alpi si affermò una vegetazione in parte completamente nuova formata da specie prettamente alpine come Aquilegia alpina, Daphne striata, Viola cenisia e in parte migrata dalle più antiche montagne del bacino del Mediterraneo e dell'Asia. Sono di origine mediterranea piante come il narciso, il garofanino dei ghiacciai, le campanule. Di provenienza asiatica sono i generi Aconitum, Rhododendrum, Primula, Gentiana. All'epoca delle glaciazioni, nell'ultimo milione di anni, i ghiacciai avanzarono a più riprese dalla calotta artica verso l'Europa centrale, espandendosi anche sulle Alpi, alternandosi con periodi interglaciali di clima più caldo. Così molte piante si estinsero o si spostarono nelle zone più temperate dove sono rimaste fino ad oggi nella loro migrazione verso sud. Dalla Siberia giunsero sulle Alpi Salix reticulata, Salix erbacea, Dryas octopetala. Affascinante testimonianza di questi processi e di queste trasformazioni restano i pollini fossili delle torbiere alpine, che permettono di ricostruire la storia antica della vegetazione delle nostre montagne.

 
Orchidea sambucina (foto Agh)  
 
Primula auricola (foto L.R.)  
Un baluardo contro l’estinzione

Sulla Terra esistono circa 350.000 specie diverse di piante. Negli ultimi decenni le attività umane stanno distruggendo grandi quantità di ambienti naturali, mettendo a rischio la sopravvivenza di molte piante. Se in futuro le cose non cambieranno gli scienziati prevedono che tra mezzo secolo il 35% delle specie vegetali saranno condannate all’estinzione. Il Giardino Botanico Alpino “Viotte” difende la biodiversità vegetale coltivando le specie alpine a rischio di estinzione e conservandone i semi. Dal giardino botanico parte anche un percorso naturalistico attraverso gli ambienti montani più significativi: prati fioriti, boschi, arbusteti, torbiere, prati umidi, e tra gli alberi e gli arbusti più comuni come il faggio, il pino silvestre, il sorbo, il pino cembro, il larice e la betulla. Il percorso licheni è un approfondimento dedicato a questi insoliti organismi. Una piattaforma attrezzata permette di godere una vista panoramica eccezionale sulle vicine Dolomiti di Brenta. Ogni estate nei mesi di luglio e agosto il Giardino Botanico Alpino offre alle famiglie, ai gruppi organizzati e ai ragazzi un ricco programma di appuntamenti per conoscere le piante divertendosi. Tra le attività (vedi programma) ricordiamo il "Gioco per giocare" e "Non ti arrabbiare... con le piante", e la splendida Terrazza delle stelle per osservare la volta stellata da un punto privilegiato.

clicca per ingrandire
La piana delle Viotte sul Monte Bondone vista dalla Cima Verde, clicca per ingrandire (foto Agh)

Giardino botanico alle "Viotte"
Museo Tridentino di Scienze Naturali
Via Calepina, 14 - 38100 Trento
Tel. +39 0461 / 270311
fax +39 0461 / 233830
www.mtsn.tn.it
| info@mtsn.tn.it

 
I logo di Trentinosalumi  
 
i salumi trentini (f. M. Dalpalù)  
 
Lavorazione (f. M. Dalpalù)  
 
Lucaniche trentine (foto Agh)  
Trentinosalumi

Un tempo, quando la dieta dei contadini di montagna era tra le più povere in Europa, gli insaccati fornivano l’unico apporto di proteine e grassi animali che permetteva loro di nutrirsi durante le lunghe stagioni di freddo pungente. Non esisteva casa o maso in Trentino che non avesse una càneva o vòlt (cantina) dove lasciare appesi i salumi a “maturare”, o un caminetto dove affumicare le carni che dovevano servire ad alimentarsi durante le lunghe giornate di lavoro nei campi. Ma i prodotti che gustiamo ancora oggi non sarebbero mai diventati una tradizione senza il grande patrimonio zootecnico di questa terra e la grande passione e tenacia dei suoi abitanti. Il 1° dicembre 2003, ben 38 realtà economiche hanno sottoscritto l’atto costitutivo di Trentinosalumi, il Consorzio dei produttori trentini di salumi con lo scopo di valorizzare i salumi trentini di qualità. Con progetti mirati sul territorio a salvaguardia di ogni specialità, il consorzio si prefigge obiettivi economici e commerciali, ma anche culturali, sociali e ambientali. Un Consorzio che si definisce trasversale in quanto unisce piccole e medie imprese, con esperienze professionali diverse: 41 i soci, fra i quali 16 sono piccoli produttori con laboratorio annesso, 19 i produttori con bollo sanitario CEE limitato e 6 quelli con bollo sanitario CEE illimitato. Trentinosalumi va a rappresentare tutta la produzione della salumeria trentina che produce ogni anno oltre 13 milioni di chilogrammi di salumi per un fatturato annuo stimato in 80 milioni di euro. Il solo Consorzio raggruppa alla sua nascita più del 60% della produzione. Un settore che occupa circa 1000 persone, delle quali più di un centinaio sono salumieri con oltre venti anni di esperienza. Un patrimonio che deve essere tutelato, valorizzato, incentivato e rappresentato, seppur in nicchie di mercato ben precise, sotto un marchio di serietà, professionalità e qualità. Fra gli obiettivi principali del Consorzio Produttori Trentini di Salumi la promozione dei prodotti delle aziende consorziate, la definizione di protocolli di qualità dei salumi trentini al fine di richiedere l’utilizzo del marchio territoriale agro alimentare trentino e i riconoscimenti comunitari IGP e DOP, la promozione e la commercializzazione del marchio “Trentinosalumi”.

Trentinosalumi
via Brennero, 182
38100 Trento
Tel. 0461 / 420300 - fax 0461 / 803856
www.trentinosalumi.it | info@trentinosalumi.it

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2009 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved


Si ringrazia per la documentazione:
Fausta Slanzi resp. comunicazioni Castello del Buonconsiglio
Antonia Caola, resp. relazioni esterne Museo Tridentino di Scienze Naturali

Prato fiorito (foto Agh)
  APT TRENTO, MONTE BONDONE, VALLE DEI LAGHI
38100 Trento (Italy)
via Manci 2
tel. 0461 / 216000
www.apt.trento.it
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
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Museo del Castello del Buonconsiglio | Guerrieri, principi ed eroi (testo rtf)
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Centro di Ecologia Alpina

Monte Bondone

Monte Bondone
Centro di Ecologia Alpina
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Patto Territoriale del Monte Bondone

A tavola

Antica trattoria "Ai tre Garofani"
via Mazzini 35
trento 38100
tel. e fax. 0461 / 237543
aitregarofani@libero.it


Vini
Cantina Toblino
Via Ponte Oliveti, 1 38070 Sarche (Trento)
tel. 0461 / 564168 - Fax 0461 / 561026
www.toblino.it | toblino@tin.it
Vino Kerner

www.trentinosalumi.it
 
clicca per ingrandire