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S. Massenza VALLE DEI LAGHI
Puntata di fine anno a "L'Osteria dal Lorenzin" 1 gennaio 2005
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A "L'Osteria dal Lorenzin" con la stirpe dei "Poli", produttori di grappe e vini di S. Massenza (foto Agh)

Per la puntata di fine anno siamo in una piccolissima località del Trentino, la graziosa S. Massenza. Con i suoi 150 abitanti circa, si trova in Valle dei Laghi tre km a sud di Vezzano, a 255 m di altitudine, su un dosso roccioso accanto alI'omonimo lago.

 
S. Massenza prima della costruzione della centrale idroelettrica (foto)  
 
S. Massenza negli anni '30 (foto)  
 
S. Massenza vista da sud (foto)  
L'antico splendore di S. Massenza

Nell'antico agglomerato, caratterizzato da corti, spiccano il Palazzo Vescovile e la Chiesa; qui storia e leggenda si intrecciano indissolubilmente. Si narra che nel quinto secolo Santa Massenza, madre di San Vigilio primo vescovo di Trento, si fosse ritirata coi due figli Claudiano e Magoriano, e che qui sia morta e quindi seppellita. L 'agiografo domenicano Bartolomeo da Trento, vissuto tra il XII e il XIII sec. nel ministero di San Lorenzo, racconta che verso il 1145 il vescovo di Trento, Altemanno, restauratore della basilica vigiliana di Trento, avrebbe trasportato le spoglie di S. Massenza da "Magnano presso il Lago di Toblino" nella nuova cripta del duomo deponendole nell'altare occidentale. Il paese Majanum, Magnano o Maiano, cambiò poi il nome in S. Massenza in sua memoria. Maiano è un nome frequentemente utilizzato nelle regioni italiche romanizzate; gli studiosi sono propensi a ritenere che il nome derivi dal gentilizio Magius o Magnanum, cioè da una delle casate dei colonizzatori romani. A Santa Massenza nel 1300 c'era il magazzino vescovile (cànipa), il più importante della Valle, destinato alla raccolta delle derrate agricole provenienti dalle decime, i possedimenti della Chiesa Tridentina, il Monastero di San Lorenzo, il Convento dei Celestini delle Sarche, i nobili Madruzzo, Terlago ed altri di casate minori. S. Massenza fu poi residenza estiva di caccia e pesca dei Principi Vescovi di Trento. I palazzi e portali testimoniano l'antico splendore di questo abitato. La data più vecchia rinvenuta su un portale è il 1696, in una casa appartenuta ai conti di Terlago, poi venduta al notaio Zulbert di San Lorenzo ed infine ceduta a un Poli nativo del paese.

 
Laghi di S, Massenza e, sullo sfondo, Toblino   Lago di S. Massenza visto dalla strada per Ranzo
 
S. Massenza oggi: Palazzo Bonazza (foto Agh)   I Poli produttori di grappe a S. Massenza (foto Agh)
 
(foto Agh)   Barca scolpita su un portale (foto Agh)
Una romantica immagine di S. Massenza perduta, di inizio secolo (foto)

 
Costruzione della centrale di S. Massenza  
 
Condotta forzata (www.enel.it)  
Centrale di S. Massenza, tra le più grandi centrali "in caverna" del mondo

In epoca moderna S. Massenza, un tempo chiamata "La Nizza del Trentino" per il suo clima particolarmente mite, è stata sacrificata sull'altare dello sviluppo: dopo la seconda guerra mondiale fu infatti realizzata la più grande e potente centrale idroelettrica d'Italia. Di quelle interamente scavate nella roccia, è tra le più grandi del mondo. L’impianto idroelettrico di S.Massenza è stato realizzato alla fine della Seconda Guerra Mondiale, principalmente tra il 1948 e il 1957, su iniziativa della Società Idroelettrica Sarca Molveno (S.I.S.M.). Successivamente è passato all’ENEL con la nazionalizzazione dell’energia elettrica. Fu un’opera grandiosa per l’epoca, in particolare per la centrale in caverna contenente sei gruppi Pelton orizzontali ed un gruppo Francis verticale. I Laghi di Toblino e S. Massenza si trovano al centro di un imponente sistema di produzione idroelettrica che utilizza le acque captate, già in alta quota, nell'alto bacino del Sarca e che vengono raccolte nel Lago di Molveno (puntata Girovagando del 3 luglio 2004) trasformato a sua volta in un serbatoio idroelettrico. Le acque, insieme alle portate residuali derivate dal medio corso del Sarca (diga di Ponte Pià), vengono turbinate presso la centrale idroelettrica di S. Massenza, che le scarica poi nel lago omonimo e quindi nel lago di Toblino. Di qui, attraverso il canale artificiale del Rimone, arrivano al Lago di Cavedine che alimenta la centrale di Fies e, poco più a valle, quella di Dro, per poi arrivare finalmente alla centrale di Torbole sul Garda.

S. Massenza vista da nord (foto Agh)

 
Castel Toblino (foto Agh)  
 
Lago di Toblino (foto Agh)  
Laghi di S. Massenza e Toblino, il sogno della rinascita

Le conseguenze dello sfruttamento idroelettrico sono state pesanti per S. Massenza, e non solo dal punto di vista meramente estetico. Il flusso di acque fredde di origine glaciale ha determinato un abbassamento della temperature dell'acqua del lago di circa 10 gradi, con le conseguenze per la fauna e per il microclima lacustre che si possono immaginare. Ma, a quell'epoca, la costruzione di una centrale elettrica significava soprattutto "lavoro", sviluppo, e le sensibilità per l'ambiente passavano senz'altro in secondo piano. Oggi non sarebbe certamente possibile costruire una centrale elettrica proprio davanti a un paese, e sulla riva di un lago che era tra i più ameni del Trentino. Già alla fine degli anni ’60 ci si rese conto del danno ambientale, e qualcuno vagheggiò l'idea di un recupero ambientale, che prevedeva di convogliare le acque di scarico dalla centrale direttamente nel Rimone, il canale artificiale emissario del Lago di Toblino che convoglia le acque nel Lago di Cavedine. Il progetto è stato ripreso successivamente da Michele Bortoli e Gabriele Venturini, che in una tesi di laurea hanno esaminato e approfondito tutte le problematiche del grande "by-pass" che consentirebbe il pieno recupero del clima originale riportando tutta la zona al suo antico splendore.

 
Approfondimento

Progetto per salvare
il lago di Santa Massenza e il lago di Toblino

La tesi di laurea di Michele Bortoli e Gabriele Venturini


"Osteria dal Lorenzin" di S. Massenza (foto Agh)

 
Silvia Righi, lo chef Eros Civettini e Ettore Bassetti con Luciano Da Canal  
 
Un angolo del locale (foto Agh)  
A tavola, "Osteria dal Lorenzin"

Nel centro di S. Massenza scopriamo con sorpresa un bellissimo locale recentemente ristrutturato: "L'Osteria dal Lorenzin" di Ettore Bassetti, che ha voluto riprendere e continuare la lunga tradizione dei suoi avi fin da quando, nel 1838, il suo trisnonno Lorenzo avviò, con apposita licenza rilasciata dalle Autorità dell'impero Austro-Ungarico, la prima distilleria della valle per la produzione della grappa poi divenuta, nel 1920, osteria e una sorta di "dopolavoro" del paese. Quel locale dove si distillò la grappa più di un secolo fa, detto "volt", esiste ancora, trasformato oggi in cantinetta-esposizione di vini nella nuova "Osteria dal Lorenzin". A dar manforte a Ettore c'è la moglie Daniela, la cameriera Silvia Righi e lo chef Eros Civettini, che cura una cucina molto originale e ricercata, con ampia scelta di vini. Le specialità: sformatino di trota, salmerino in carpione, salumi nostrani, carne salada di maiale, carne salada di cervo in stagione, gnocchetti di patate e rucola con salmerino e pomodorini freschi, tagliolini al caffé con panna grappa e scorzettina di limone. L'ambiente è molto bello, caldo e accogliente, totalmente in pietra con le sale ricavate da una curata ristrutturazione, con molti oggetti del secolo scorso alloggiati in piccole nicchie nei muri. Il servizio è ottimo e ci si può affidare con fiducia ai suggerimenti del titolare, simpatico, umile e alla mano, per la scelta delle pietanze e dei vini.

 
Lo chef Eros Civettini (foto Agh)   Antipasto (foto Agh)
 
Il "Lagrein" di Francesco Poli (foto Agh)   "Kerner" della Cantina Toblino (foto Agh)
 
Il tartufo della Valle dei Laghi (foto Agh)   Tagliatelle al tartufo (foto Agh)
 
"Sinfonia di lago" (foto Agh)   Il dessert (foto Agh)

Noi abbiamo degustato: per antipasto, terrina di trota all'arancio, carpaccio di trota e salmerino, filetto di cervo marinato e carpaccio di cervo; come primo tagliatelle con farina di castagne e tartufo della Valle dei Laghi; per secondo una "sinfonia di lago con tortino di patate composta da trota e salmerino". Il dessert: dolce con mousse di castagna con salsa zabaione, salame al cioccolato e il zelten, dolce tradizionale trentino, accompagnato dal vino Saros di S. Massenza.

Osteria dal Lorenzin
S. Massenza di Vezzano
tel. 0461 / 340029 - cell. 347 / 3559617

www.osteriadallorenzin.it

La Valle dei Laghi vista dalla strada per Ranzo (foto Agh)

 
Romano Lunelli, cerca tartufi per hobby (foto Agh)  
 
Un grosso esemplare di tartufo nero (foto Agh)  
Romano, l'uomo dei tartufi

Romano Lunelli, di S. Massenza, è uno dei rari raccoglitori di tartufi in Valle dei Laghi. In tutto il Trentino ce ne sono appena 200 scarsi, con apposita licenza rilasciata dalla Provincia Autonoma di Trento. La "scoperta" dei tartufi trentini è relativamente recente: la raccolta è incoraggiata dai ristoratori, che in questo modo possono disporre di un tartufo di pregio eccellente ma non eccessivamente caro come quelli raccolti nelle zone tipiche e più rinomate di pianura. Secondo Lunelli i Tartufi crescono in Trentino un po' dappertutto, fino a 1500 metri di altitudine. Ovviamente la produzione è scarsa perché la regione è in gran parte montagnosa e i terreni adatti sono pochi; la maggior parte è raccolta infatti nei fondovalle e in collina. In un giorno fortunato se ne può trovare al massimo 1 chilogrammo, ma normalmente la raccolta è di un etto o due di tartufo nero o "Tuber melanosporum". Un tartufo da mezzo chilo, una rarità, si può vendere anche a 500 euro. I tartufi si trovano nei boschi, associati a diverse essenze arboree tra cui principalmente la roverella, il carpino nero, il tiglio, il leccio ed il nocciolo. Crescono sotto terra, da pochi centimetri fino ad un massimo di 20: se il "tartufo prende la luce", dice Lunelli, si rovina. In Trentino ci sono tutte le specie, anche se il tartufo bianco è assai raro. Noi di Girovagando tentiamo di estorcere a Romano qualche preziosa informazione sull'ubicazione dei ritrovamenti più recenti, ma lui divaga abilmente. Ci facciamo allora spiegare, dopo solenne promessa di non dirlo a nessuno, come ha addestrato il suo cane: "E' un bastardino simpaticissimo" dice Romano "ma in realtà va bene qualsiasi cane, basta che sia un po' sveglio da capire cosa deve fare. Gli ho fatto imparare a riconoscere gli odori forti: all'inizio facevo un impasto di gorgonzola e noce moscata, che racchiudevo in un ovetto di plastica della "Kinder" bucherellato, che poi nascondevo in casa nei posti più disparati. Ogni volta che il cane lo trovava riceveva un premio, un croccantino o un pezzo di carne o speck. Poi sono passato ai tartufi, nascondendo l'ovetto nei campi, nel bosco, quindi sottoterra. Il cane ha imparato presto: praticamente ora fa lui tutto il lavoro, io devo solo stare all'erta perché quando il cane ha fiutato il tartufo lo vuole assolutamente scavare lui, col rischio che lo rovini. Io lavoro per la Forestale e raccolgo i tartufi per hobby, nel tempo libero, e quando capita li vendo ai ristoratori della zona che me li chiedono: fanno loro il prezzo e io accetto, perché altrimenti non potrei smerciarli facilmente, tantoché qualche volta li regalo".

Tramonto sul Lago di Toblino (foto Agh)

 
Grappe e vini dei produttori Poli (foto Agh)  
I Poli, produttori di grappe e vini

Da sempre, a S. Massenza, vino e grappa, sono fra i prodotti più classici della zona. Non c'è una data precisa che riporti l'inizio di questa attività. Gli abitanti sono sempre stati per lo più contadini, famosi i broccoli e la schiava da tavola che maturava in agosto, ma altrettanto noti e classici della zona i "sottoprodotti" dell'uva: grappe, vini, e Vino Santo. Ai giorni nostri sono ancora in attività ben 5 distillerie (della trentina che esistevano ai tempo d'oro) con annessa azienda agricola: Bernardino, Giulio con Mauro, Francesco con Alessandro, Giovanni con Graziano, Valerio con Enzo, che di cognome fanno tutti Poli. Le loro sono tutte aziende a conduzione familiare, casa e bottega, perciò si trova sempre qualcuno che ti apre la porta e ti accoglie con cortesia.

Alcuni rappresentanti della "stirpe dei Poli": da sx Mauro Poli, Graziano Poli, Enzo Poli (Luciano Da Canal) Bernardino Poli (Ettore Bassetti e Eros Civettini), Alessandro Poli (foto Agh)

   
Coro della Sat   Cantina del Barone a Prato (foto Agh)  
   
Con Franca Broseghini (foto Agh)   Gastronomia in Val di Cembra  
Altri argomenti nella puntata in tv

Tra gli altri argomenti della puntata in onda in tv il 1° gennaio 2005, una vera chicca: il celeberrimo Coro della Sat canta "La Montanara". Il filmato è tratto dal video del regista trentino Francesco Dal Bosco dal titolo "Il coro" (65' (Italia), ovvero la storia del più famoso coro di montagna. Con Franca Broseghini, neo presidente dell'Apt Piné Cembra, parliamo del nuovo filmato promozionale sulla Valle di Cembra, con particolare riferimento all'enogastronomia. Quindi Beppino Ferretti ci illustra l'importanza e i punti salienti dei patti territoriali della Valle di Cembra.

testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2005 - E' vietata la riproduzione di testi o foto, salvo esplicita autorizzazione
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Le foto d'epoca e parte dei testi sono tratti dalla pubblicazione
"S.Massenza - storia-cultura-tradizione-società-ambiente" stampato in occasione del XI palio delle 7 Frazioni del 14 luglio 2002

Castel Toblino (foto di Luciano Parisi)
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Puntate precedenti in zona

  Valle dei laghi
Tra laghi e castelli, 31 maggio 2003
    Vendemmia in Valle dei Laghi
5 ottobre 2002

Approfondimenti

  Progetto per salvare
il lago di Santa Massenza e il lago di Toblino

La tesi di laurea di
Michele Bortoli e Gabriele Venturini
     
  Il sentiero geologico / naturalistico A. Stoppani

link

Istituzioni e portali locali
www.comune.vezzano.tn.it
www.vallelaghi.it
www.valledeilaghiturismo.it
www.vallelaghi.com realtà economiche della Valle dei Laghi
Cassa Rurale della Valle dei Laghi

Centrale idroelettrica
Centrale di S.Massenza
Enel


Ambiente
www.ambientetrentino.it
Verdi del Trentino

Sport

Scuola di parapendio Lilienthal Club
Associazione pescatori Basso Sarca
Gruppo sportivo di Fraveggio

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www.corovalledeilaghi.it
Coro della Sat

Enogastronomia
Broccolo di S. Massenza
Atlante dei Prodotti Tradizionali Trentini
Palazzo Roccabruna La Casa dei prodotti trentini
Aziende agricole Valle dei Laghi
Trentino in tavola guida all'offerta gastronomica trentina
Biteg Borsa Internazionale del Turismo Eno Gastronomico
Associazione Ristoratori del Trentino (ricerca ristoranti)
Associazione Agriturismo Trentino
Poolsar Consorzio per lo sviluppo della ristorazione trentina
Slow Food
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A tavola

Osteria dal Lorenzin
S. Massenza di Vezzano
tel. 0461 / 340029 - cell. 347 / 3559617

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Vini e grappe
Casimiro Poli
Valerio ed Enzo Poli
Francesco Poli
Mauro Poli
Giulio e Mauro
Giovanni Poli

Cantina Toblino
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