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| Paesaggio di fiaba salendo sulla
Paganella, con lo sfondo delle guglie del Brenta (foto Agh) |
Un eccezionale innevamento di oltre 60 cm di neve
polverosissima ci ha accolto sulle piste della Paganella,
perfettamente battute. Ci accompagna nella nostra visita la simpatica Laura
Vigorelli, addetta alla ricezione dei turisti dell'ufficio di Andalo - APT
Dolomiti di Brenta - Altopiano della Paganella.
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| Laura Vigorelli (foto Agh) |
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Freschino ma non troppo... (foto Agh) |
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| Yuri Chechi in Paganella (foto APT) |
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Escursione in slitta (foto APT) |
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| Le piste con lo scenario del Brenta |
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Telemark (foto APT) |
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| La troupe di Girovagando (foto Agh) |
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Ruggero Ghezzi (foto APT) |
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| Le piste della Paganella (foto APT) |
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Cima Paganella (foto Agh) |
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| Paganella con lo sfondo del Garda
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Cima Paganella (foto Agh) |
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| La nuova seggiova Albi de Mez |
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Località Doss Pelà (foto Agh) |
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Il paradiso sull'Altopiano
L’Altopiano della Paganella è stato fin dall’inizio
del ‘900 una delle mete privilegiate per gli appassionati degli sport
invernali. Ruggero Ghezzi, sindaco di Andalo e direttore del Consorzio
Skipass Paganella Dolomiti ci illustra le caratteristiche della ski
area, una tra le più note del Trentino grazie ad un comprensorio
sciistico moderno e all’avanguardia. Con impianti di risalita funzionali
e veloci, la Paganella offre ben 50 chilometri
di piste sempre perfettamente preparate e battute anche grazie ad
un sistema di innevamento artificiale. Le piste si sviluppano lungo il versante
nord-ovest, partendo dai 2.125 metri della vetta per arrivare a fondovalle
nei centri di Andalo e Fai,
attraverso magnifiche abetaie. È questo il luogo dove oltre 40 anni
fa Zeno
Colò e Celina Seghi hanno entusiasmato
gli appassionati di sci con le loro imprese lungo la mitica pista “3-Tre”,
che ha dato inizio alla famosa gara di Coppa del Mondo proprio sul versante
di Fai della Paganella. Andalo e Fai sono collegati da un’efficiente
rete di impianti accessibili grazie ad un unico
skipass che permette di sciare su tutte le piste della Ski Area utilizzando
i 26 impianti di risalita.
Tra le novità di quest'anno la nuova
seggiovia quadriposto Albi de Mez - Cima
Paganella, la nuova seggiovia quadriposto
La Rocca - La Selletta e l'ampliamento delle piste Olimpionica
3, Panoramica, Malga
Fai e Dosso Larici. Le continue opere di miglioria realizzate negli
ultimi anni hanno trasformato l’Altopiano della Paganella in un vero
paradiso sia per gli sciatori esperti che per i neofiti, per gli amanti
dello snowboard, del telemark e del carving, che qui trovano il terreno
ideale per le loro evoluzioni. Oltre 100 maestri
di sci di grande professionalità offrono l’insegnamento
migliore nelle diverse discipline, inoltre maestri specializzati sono in
grado di seguire i portatori di handicap e i non-vedenti con programmi specifici
che consentono di sviluppare la coordinazione e le capacità motorie.
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| Dalla Cima Paganella verso il Lago
di Garda (foto Agh) |
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| Simone Elmi, guida alpina (foto Agh) |
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| Escursioni con le ciaspole (foto Agh) |
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Libera la mente con Simone Elmi
"Libera il tallone, libera la mente" è il noto slogan di
chi fa telemark, a significare la libertà
che si prova praticando questa affascinante disciplina sportiva. Alla partenza
della nuova seggiovia Albi de Mez incontriamo Simone Elmi, guida alpina
e capogruppo delle Guide Alpine Dolomiti di Brenta
- Paganella, nonché grande appassionato di telemark. Simone
è un tipo molto simpatico e vitale: cittadino di nascita, è
originario del Lodigiano nella “Bassa”, dove le uniche alture
nei pressi sono le ciminiere in mezzo alla nebbia e allo smog. Tuttavia
arrampica dall'età di 16 anni e oggi è guida alpina, istruttore
di alpinismo del Cai e
tecnico del soccorso alpino. Nel 1990 il richiamo delle montagne e della
libertà è troppo forte e si trasferisce a Molveno, che lui
considera una “piccola Cortina” ai piedi delle Dolomiti
di Brenta. Qui può dare finalmente sfogo alla sua passione
per la montagna. Le guide alpine organizzano escursioni
in montagna di ogni difficoltà, uscite in ciaspole o gite
sci alpinistiche. Affidarsi alle guide
per affrontare le prime esperienze, o anche per perfezionare le proprie
conoscenze, è il modo migliore per vivere il fascino della montagna
in completa sicurezza. Proprio alla sicurezza
sono dedicati corsi specifici, dalla progressione su roccia con l'uso di
corde, chiodi e moschettoni, all'utilizzo dell'ARVA
in inverno sulla neve. Durante tutta la stagione invernale l'Ente
Parco Naturale Adamello Brenta, in collaborazione con l'Azienda
per il Turismo dell'Altopiano della Paganella, propone agli ospiti diverse
attività per entrare in contato diretto con la natura: facili
escursioni con racchette da neve con l'accompagnamento
di una Guida Alpina, o di un esperto del
Parco che illustrerà gli aspetti naturalistici. Per i più
giovani "Caprioli e Capriole",
un'attività ludica rivolta ai bambini per scoprire le tracce degli
animali e i segreti del Parco nel periodo invernale.
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| Luciano versione "addominevole
uomo delle nevi" |
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La ciaspolada di Luciano
Luciano si sottopone coraggiosamente alla prova
delle ciaspole, pur essendo un esordiente quasi totale e su un terreno
certamente non facile, con oltre 60 cm di neve fresca ed una stazza non
proprio da libellula. Dopo aver calzato le ciaspole parte entusiasta con
(troppa) baldanza, nella foto 1 (sotto) è evidentemente troppo sbilanciato
in avanti: nella neve fonda bisogna assestare
bene i bastoni e mantenere il peso centrale
procedendo con passo lento e regolare.
Nella foto 3 Luciano commette l'errore fatale: anziché mantenersi
lungo il crinale si avventura nel bosco scendendo per il ripido costoncello
e "capottando" quasi subito. Dibattendosi nella neve fresca commette
un altro errore: si leva una ciaspola cosicché sprofonda ancor di
più. Parte subito l'operazione di soccorso, conclusasi con successo
e con il recupero di Luciano sano e salvo. Sarà per un'altra volta
:)
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| Partenza lanciata... (foto Agh) |
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rimonta con baldanza un costone.. |
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si inoltra nel bosco.... (foto Agh) |
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| l'inevitabile capottamento... (foto Agh) |
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l'operazione di soccorso... (foto Agh) |
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| Il salvataggio... (foto Agh) |
Cos'è il telemark
Il telemark è una sorta di ritorno
alle origini, ovvero alla nascita dello sci da discesa (vedi Girovagando
Breve storia dello sci), che a sua volta deriva da quello di fondo.
Nacque circa 150 anni fa nel sud della Norvegia, nella regione di Telemark
per l'appunto. Il principale pioniere fu il norvegese
Sondre Norheim (1825-1897). Si praticava con un'attrezzatura simile
a quella per lo sci nordico, ma più robusta. La tecnica era uno strano
miscuglio di sci di fondo, saltelli con gli sci e curvature, sempre comunque
rigorosamente a "tallone libero". Fu agli inizi del '900 che il
telemark fu soppiantato dalla tecnica detta christiania
(dal nome della regione di Oslo in cui si sviluppò), grazie
a nuovi attacchi che bloccavano
il tallone e che permettevano di curvare con gli sci
paralleli. Il telemark fu fatto rinascere dagli americani negli anni
'60, quindi si diffuse nella natìa Scandinavia e di qui nel continente.
Oggi esiste una specifica attrezzatura da telemark,
simile a quella da sci alpinismo, ovviamente molto più sofisticata
di quella di un tempo. Gli scarponi in pelle sono stati sostituiti da quelli
con lo scafo in plastica, gli sci sono ultraleggeri con attacchi di sicurezza.
Il tallone resta libero anche durante la
discesa, come da tradizione. La salita avviene grazie alle solite pelli
di foca, di materiale sintetico. Anche la tecnica si è perfezionata,
ed è totalmente differente da quella dello sci alpino. E' consigliabile
quindi un approccio con un maestro per apprendere i primi rudimenti e soprattutto
la corretta impostazione.
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| Sci in neve fresca (foto D. Cesare) |
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| Una classica insidiosa valanga a lastrone (S.v.i.) |
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| ARVA, Apparecchio ricerca in valanga
(foto Agh) |
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| Serpentina in neve fresca (foto A. Alborno) |
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Cos'è
l'ARVA e a cosa serve
Simone Elmi ci ricorda che chi si avventura sulla neve al di fuori di tracciati
sicuri, a piedi, con gli sci o con le ciaspole, deve considerare l'importanza
della propria e altrui sicurezza. Il pericolo maggiore è rappresentato
dalle valanghe. Avere con sé l'ARVA
(Apparecchio di Ricerca
in VAlanga) e non saperlo usare, come capita
talvolta agli sci escursionisti improvvisati, è
del tutto inutile. L'ARVA, è importante sottolinearlo, è
uno strumento primario di autosoccorso,
poiché anche la squadra di soccorritori più veloce, sia pure
elitrasportata, difficilmente riuscirà a raggiungere il luogo dell'incidente
in meno di un quarto d'ora, ovvero la soglia
critica di tempo al di sotto della quale il travolto ha le maggiori
possibilità di sopravvivere sotto una valanga. Le possibilità
di sopravvivenza oltre il quarto d'ora infatti diminuiscono drasticamente.
Devono quindi essere i compagni di gita i primi
soccorritori ad intervenire. L'ARVA non deve tuttavia indurre una
falsa sensazione di sicurezza, poiché si tratta veramente "dell'ultima
spiaggia", in quanto la valanga può uccidere sul colpo, quindi
l'imperativo è anzitutto non essere travolti evitando quei pendii
potenzialmente pericolosi. Dal momento del travolgimento in valanga abbiamo
a disposizione dunque non più di 15 minuti
per il disseppellimento. Entro questo intervallo, e salvo
gravi traumi subìti durante il travolgimento, la vittima ha
buone possibilità di sopravvivenza. E’ necessaria però
una chiara metodologia di ricerca e un
continuo allenamento che permetta di eseguire le varie operazioni in modo
quasi "automatico", tenendo sotto controllo il grande stress emotivo
del momento. L' intervento di autosoccorso
è possibile esclusivamente con un
sistema di sicurezza composto dai 3 attrezzi inscindibili
l’uno dall’altro: ARVA-PALA-SONDA.
La mancanza anche di un solo attrezzo del sistema dilata
notevolmente i tempi di intervento. Una valanga infatti può avere
una consistenza simile al "cemento", e scavare senza pala significa
allungare drammaticamente i tempi di disseppellimento. Anche la sonda
ha un'importanza fondamentale per localizzare esattamente la posizione del
travolto: ciò è estremamente importante per scavare nella
giusta direzione senza correre il rischio di soffocare il ferito, ad esempio
scavando da sopra. L'ARVA, indossato sempre sotto
ai vestiti (la valanga può strapparlo via), è in sostanza
un apparecchio radio rice-trasmittente:
all'inizio della gita, dopo il controllo del corretto funzionamento dell'apparecchio
di ogni partecipante, gli ARVA sono commutati
in trasmissione: in caso di valanga, i superstiti commutano gli apparecchi
in ricezione, in modo da percepire il segnale
del travolto e localizzarlo rapidamente. Per questo è importante
conoscere alla perfezione tale tecnica, per ridurre
al minimo il tempo di permanenza del travolto sotto la neve. Prima
avviene il recupero, e più sono le possibilità di salvargli
la vita.
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| Animazione sulla Paganella (foto Agh) |
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| Con il maestro di sci (foto Agh) |
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| Lezione al campo scuola "Rindole"
di Andalo |
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Disney Mountain Fun
Disney
Mountain Fun è il nome dell’ambizioso progetto voluto dalla
Walt Disney Company in collaborazione con
la Trentino Spa: un
grande evento di forte valenza educativa, ambientale e sportiva. La Walt
Disney infatti ha identificato il Trentino come
luogo ideale per promuovere valori fondamentali quali l’amicizia,
l’attività all’aria aperta e il rispetto dell’ambiente
e degli animali. La località di Andalo,
fino alla primavera del 2006 avrà il lusinghiero compito di ospitare
gli irresistibili personaggi dei cartoon Disney.
Del resto, tutto l’Altopiano della Paganella è, da sempre,
ricco di attività studiate apposta per i più piccoli. Andalo,
Molveno e Fai
della Paganella sono infatti tre località rinomate in questo
senso per la forte attenzione alle famiglie. Andalo vanta un Centro
Sportivo tra i più completi e ben organizzati di tutto il Trentino,
dove su un pianoro di ben 100.000 mq, a
pochi passi dal centro di Andalo, si possono trovare strutture sportive
per tutti i gusti. Dal campo da calcio regolamentare
con pista di atletica, al minigolf,
dalla palestra artificiale di roccia al
campo di calcetto e basket,
dal campo di pallavolo al tiro
con l’arco, dalla piscina coperta
allo stadio del ghiaccio con una pista
di ben 1800 mq. A questo si aggiungono campi da tennis, bocce, sala giochi
e calcetto. Il tutto è sapientemente completato con un’area
tutta dedicata ai più piccini ed appositamente attrezzata
con giochi di ogni genere, comprese le grandi attrazioni gonfiabili di Bimbolandia,
le macchinine elettriche ed un trenino “Girolago”, che attraversando
la salubre abetaia che circonda il lago carsico di Andalo, porta i bambini
a scoprirne le varie angolazioni. Di recentissima costruzione è la
piscina ludica di Molveno, con scivoli,
getti d’acqua, lettini idromassaggio (vedi anche Girovagando
del 3 luglio 2004). Ma davvero unici sono i “miniclub” presenti
sia ad Andalo, che a Molveno che a Fai della Paganella; i bambini non hanno
tempo di annoiarsi perché qualificate equipe di animatori li seguono
nell’arco dell’intera giornata, coinvolgendoli in giochi, tornei,
laboratori, teatrini ecc.
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| Lezione di sci (foto Agh) |
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| Campo scuola Rindole (foto Agh) |
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Andalo (foto Agh) |
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| Con l'animatore Fausto Stefani (foto Agh) |
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Campo scuola Rindole di Andalo (foto Agh) |
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| Bimbo durante una lezione di sci
(foto Agh) |
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| In slitta alla Tana dell'Ermellino
(foto Agh) |
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Escursioni con le slitte a cavallo
Al Centro Sportivo di Andalo, vicino alla
palestra di arrampicata, parte la slitta trainata
da cavalli che fa servizio di trasporto fino al ristorante La
Tana dell'Ermellino, circa 15-20 minuti di passeggiata lungo una
bellissima strada nel bosco. Per i meno romantici c'è anche il servizio
di motoslitta. Con la slitta trainata da cavallo fornita dalla Scuderia
al Sole di Maso Pegorar di Andalo è però molto più
affascinante, e perciò vi consigliamo decisamente il tragitto a cavallo,
oppure a piedi. Matteo e Giovanna, i due istruttori, organizzano anche gite,
passeggiate e trekking
per cavalieri più esperti.
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| Matteo Bottamedi e Giovanna Betti
della "Scuderia al Sole" di Maso Pegorar di Andalo (foto Agh) |
Scuderia al Sole - Maso Pegorar
per informazioni: Giovanna tel. 347 / 0334004 - Matteo 335 / 6876792
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| "La Tana dell'Ermellino"
(foto Agh) |
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A tavola a "La
tana dell'Ermellino"
Accompagnati dal gentilissimo Giulio Clementel, presidente dell'Azienda
per il turismo Dolomiti di Brenta - Paganella, arriviamo in slitta fin
sulla soglia del ristorante "La Tana dell'Ermellino". Il locale
è praticamente nuovo di zecca: l'idea è partita l'anno scorso
da Paolo Bonetti di Molveno, che aveva visto il posto e la struttura, di
proprietà del Comune di Cavedago, praticamente inutilizzata. Avendo
già un albergo ad Andalo, l'Hotel
Garden, gli venne l'idea di farne una mèta per le escursioni
dei propri clienti, organizzando merende e cenette tipiche. L'idea funzionò
talmente bene che decise di ristrutturare i locali ed aprire il ristorante
anche alla clientela esterna. Noi abbiamo degustato un
tagliere assortito con salumi e formaggi locali, degli strepitosi
canederlotti in brodo al burro versato
(da provare!), poi gnocchetti di patate al sugo
di selvaggina, polenta con capriolo,
strudel, torta
Sacher e torta di mandorle. Tutto
veramente ottimo, da provare!
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| Durante l'intervista sulla slitta (foto Agh) |
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Con Laura Vigorelli e Giulio Clementel (foto Agh) |
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| Escursione notturna (foto Agh) |
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Debora Caldonazzi e Paolo Bonetti (foto Agh) |
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| La tavolata (foto Agh) |
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Gli strepitosi "canederlotti"
(foto Agh) |
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| Un classico: polenta con capriolo (foto Agh) |
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Paolo Bonetti, chef e titolare (foto Agh) |
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| Fai della Paganella (foto APT) |
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Due "centri benessere" a Fai della Paganella
Concludiamo la puntata visitando due bellissimi "centri benessere"
a Fai della Paganella, che arricchiscono
ulteriormente l'offerta turistica dell'altopiano. I centri benessere o wellness
sono molto apprezzati dai turisti (e anche dai locali), che al termine
di una giornata sugli sci possono rilassarsi con una bella nuotata in piscina,
o dedicarsi alla cura del corpo. Le due strutture sono il Paradise
Club Center, presso l'Hotel
Belvedere, e il Centro Benessere presso l'Hotel
Arcobaleno.
Paradise Club Center - Hotel Belvedere
Il Centro Benessere Paradise
Club Center presso l'Hotel Belvedere,
veramente splendido, occupa ben 1200 mq ed è dotato di: piscina con
grotta e cascata, giochi d'acqua, nuoto controcorrente, geyser, whirlpool,
palestra attrezzata Panatta, zona wellness con sauna finlandese, bagno turco,
calidarium, laconicum, ninfea rivitalizzante, percorso Kneipp, Paradise
Island, zona relax, solarium alta e bassa pressione, salone parrucchiera
uomo e donna, beauty farm con massaggi estetici e fisioterapici, Rasul,
Nuvola, Vitalbar ed altro ancora...
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| Lorena Tretter, responsabile Paradise
Club Center |
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La bellissima piscina (foto Pcc) |
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| Veduta della piscina (foto Pcc) |
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La cascata (foto Pcc) |
Hotel Arcobaleno
Il Centro Welness - Benessere dell'Hotel Arcobaleno
offre una vasta gamma di opportunità e di trattamenti: whirlpool,
sauna finlandese, bagno turco, doccia aromatica, zona relax, palestra, bagni
di fieno abbinati a massaggi rilassanti, solarium, linfodrenaggi manuali,
pressoterapia, trattamenti di bellezza viso-corpo.
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| L'ingresso (foto Valerio Banal) |
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Elena Tonidandel, estetista (foto Agh) |
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| Sauna (foto Valerio Banal) |
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Relax (foto Valerio Banal) |
Hotel Arcobaleno
via Cesare Battisti 29
Fai della Paganella 3810
Tel. +30 0461 583306 - Fax. +39 0461 583535
www.hotelarcobaleno.it
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testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2005 - E' vietata la riproduzione di testi o foto, salvo
esplicita autorizzazione
Tutti i diritti riservati / All rights reserved
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| Sciare in Paganella, 50 km di piste!
(clicca per ingrandire) |
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