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polSA DI BRENTONICO
Inizia la stagione invernale sull'Altopiano di Brentonico - 11 dicembre 2004
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La chiesetta di S. Giacomo (foto Agh)

Oggi siamo sull'Altopiano di Brentonico, alla vigilia dell'apertura della stagione invernale. Tutto è pronto per una partenza alla grande: piste perfette e soprattutto, come testimoniano le foto, un'abbondante nevicata di mezzo metro di neve fresca!

   
Luciano alla Polsa di Brentonico   Fabiola Uberti (foto Agh)  
   
Simon Campostrini (foto Agh)   Dante Dossi (foto Agh)  
   
Il sito Apt Altopiano di Brentonico   Il Consorzio Brentonico Vacanze  
Altopiano di Brentonico

Girovagando in Trentino ha dedicato in precedenza tre puntate all'Altopiano di Brentonico (quattro con questa), alle quali vi rimandiamo per avere notizie ed approfondimenti sulle maggiori attrattive dell'altopiano. Dante Dossi, vicesindaco di Brentonico nonché assessore alla cultura, turismo, sport e attività ricreative, ribadisce la qualità dell'Altopiano, che si distingue per l'ambiente ancora vivibile e integro, ideale per un turismo "tranquillo" e a misura d'uomo, dove le bellezze paesaggistiche si sposano alle attrattive culturali e storico-artistiche. Un'altra fonte interessante per le proposte-vacanze ci è illustrata da Fabiola Uberti e Simon Campostrini, rispettivamente collaboratrice e vicepresidente del consorzio turistico Brentonico Vacanze, che offre una nutrita serie di opportunità in grado di soddisfare ogni esigenza riguardo a vacanze di sport, natura, cultura, enogastronomia. Tra gli appuntamenti segnaliamo Golosaneve, percorso enogastronomico con gli sci o le ciaspole sulle malghe dell'altopiano. Particolare attenzione è rivolta a scuole, gruppi o associazioni, per i quali vi sono interessantissime proposte di vacanze didattiche.

Brentonico Vacanze
via Mantova,4 - 38060 Brentonico (TN)
tel. e fax 0464 / 395335
www.brentonicovacanze.it | info@brentonicovacanze.it

Lezione di snow board (foto Agh)
 
Il nuovo impianto (foto Agh)   Corsi di sci (foto Agh)
 
Corsi di snow board (foto Agh)   Dalla cima della "Montagnola" (foto Agh)
La ski area di Brentonico (clicca per ingrandire)

 
La chiesetta di S. Giacomo dedicata ai viandanti  
 
Augusto Girardelli, memoria storica del Monte Baldo  
 
Albergo S. Giacomo nel 1958 (foto)  
San Giacomo e i Girardelli

In località S. Giacomo, presso l'omonima storica chiesetta dedicata ai viandanti che giungevano a questo passo, siamo ospiti a pranzo all'Hotel S. Giacomo gestito dalla famiglia Girardelli, un "pezzo di storia" del Monte Baldo. Fu Augusto Girardelli, classe 1923, originario di Besagno, contadino, tipico montanaro tutto d'un pezzo, a capire per primo che S. Giacomo poteva svilupparsi col turismo. Nonostante lo scetticismo che lo circondava, lui proseguì imperterrito e caparbio per la sua strada, costruendo l'albergo quasi da solo: gli furono inizialmente negati i contributi previsti dalla legge poiché la zona non era ritenuta turistica. Ma lui non si perse d'animo: quasi da solo sbancò i terreni, scavò a picconate le fondamenta, impastò quintali di malta, spinse per chilometri carriole di mattoni, segò tronchi, fece di tutto insomma lavorando quasi giorno e notte come un bue. Nonostante difficoltà di tutti i tipi, debiti e varie peripezie, riuscì nell'impresa e nel 1948 l'albergo era avviato. Poteva uno come Augusto Girardelli, a quel punto, tirare i remi in barca e star fermo? No, dieci anni dopo aveva costruito un altro albergo, più vicino alla strada, quello dove sorge ora l'attuale Hotel S. Giacomo. Augusto Girardelli, scarpe grosse e cervello fino, era uno che vedeva lontano: fu il primo ad ottenere la concessione per impiantare una sciovia, e coi fratelli Broggi avviò in seguito quella che sarà la stazione sciistica della Polsa. Ma Girardelli sarà ricordato non solo per essere uno dei maggiori artefici e pionieri del turismo sull'Altopiano di Brentonico, ma soprattutto per la sua epica impresa di rimboschimento dell'Altissimo, di cui parleremo più avanti. Tornando all'albergo, la gestione è passata gradualmente di mano al figlio Maurizio e ai fratelli Claudio, Elio e Roberto, che stanno preparando ora la strada a figli e nipoti, che subentreranno quando, acnhe loro, saranno "pronti".

Fondisti sulle piste di S. Giacomo (foto Agh)

 
Hotel S. Giacomo (foto Agh)  
 
Sala da pranzo (foto Agh)  
A tavola, Hotel S. Giacomo

Per la famiglia Girardelli parla Maurizio, che gestisce l'Hotel coi fratelli sotto l'occhiuta "vigilanza" di papà Augusto, che dà una mano e fornisce frutta e verdura proveniente direttamente dalla sua campagna. "L'albergo va molto bene" dice Maurizio "le prenotazioni anche per quest'anno sono a buon punto, speriamo ora che il tempo non faccia i capricci. Qui davanti abbiamo il centro del fondo con le piste che sono molto apprezzate dagli sportivi. Noi abbiamo sempre investito nell'albergo, l'ultima grossa ristrutturazione è stata circa 12 anni fa col grande salone da pranzo. Oggi abbiamo il nuovo centro benessere "Il Fiore del Baldo", una vera e propria oasi del rilassamento: sauna, piscina, whirlpool, solarium e fitness, per offrire alla clientela un sano relax dopo una giornata di svago. Sotto abbiamo anche la discoteca Papillon, gestita dal figlio di Claudio, Alberto, che è anche responsabile dell'albergo. Lavoriamo molto bene da maggio a settembre coi tedeschi, da luglio ad agosto la clientela è prevalentemente italiana, come nell'inverno. Siamo sempre piacevolmente sorpresi nel constatare come il Monte Baldo sia conosciuto all'estero, soprattutto per la flora: qui vengono comitive di tedeschi sull'altopiano, coi libri alla mano, soprattutto per vedere i fiori: sanno i nomi in latino a memoria, riconoscono le varie specie, sono molto preparati. Gli italiani no: anche a loro piacciono i fiori, ma solo per dargli un'occhiata".

 
Il centro benessere "Fiore del Baldo "   Il wine-bar (foto Agh)
 
Alberto Girardelli (foto Agh)   La discoteca Papillon (foto Agh)

"La nostra cucina" dice Maurizio "prevede piatti nazionali e internazionali per accontentare tutti, ma anche e soprattutto i piatti tipicamente trentini, che sono sempre molto apprezzati". In cucina la cuoca Ilia Chizzola, di Mori, aiutata da Giannina e Fabiola, prepara una serie di squisite prelibatezze: impossibile nominarle tutte, citiamo tra le tante la torta bèca (torta di pane o "torta dei poveri") un soufflè di pane con provola affumicata e verdure varie come radicchio, zucca, zucchine o come l'estro del momento suggerisce.

 
Lo chef Ilia Chizzola (foto Agh)   Carpaccio di cervo con scaglie di grana e pinoli
 
Tortelloni al burro fuso con funghi porcini (foto Agh)   Insalatina di mele di Maso Palù (foto Agh)
 
Il coniglio (foto Agh)   Assortimento di salse (foto Agh)
 
Maurizio Girardelli mentre serve al tavolo (foto Agh)   Semifreddo alle castagne con salsa di cachi

Quindi l'insalatina di mele di Maso Palù con aringhe e formaggio, il prosciutto di cervo e capriolo, il carpaccio, il lardo trentino, la polentina tartufata, l'insalata di farro con pomodorini secchi e verdurine scottate in acqua e aceto, formaggio, olio e aceto balsamico, strangolapreti al sugo di lepre, tortelloni al burro fuso con porcini, bolliti misti, arrosto e stinco di maiale. Per i dolci "al cucchiaio" l'eccellente semifreddo alle castagne con salsa di cachi.

 
Meridiana verticale  
La curiosità: la meridiana verticale

Nel piazzale antistante l'Hotel S. Giacomo è possibile osservare l'unico esempio di meridiana azimutale verticale (analemmatica) esistente in Trentino Alto Adige. Essa fornisce l'ora attraverso la misura dell'azimut, cioè dell'angolo, che si forma sul piano orizzontale, tra la direzione del Sole e la retta Nord-Sud. Questo tipo di orologio solare è stato "inventato" nella prima metà del XVI secolo. Sul sagrato della chiesa di Brou, vicino a Bourg-en-Bresse (Francia) si conserva il più antico esemplare, costruito probabilmente nei primi anni del 1500. La meridiana dell'Hotel S. Giacomo è stata realizzata dall'artista locale Franco La Spada.

Hotel S. Giacomo
38060 - Brentonico (TN)
Tel. (+39) 0464 391560 - Fax: (+39) 0464 391633
www.emmeti.it/HGiacomo

Baita solitaria (foto Agh)

 
Augusto Girardelli (foto Agh)  
 
Il fianco est del Monte Altissimo (foto)  
 
Girardelli annaffia i suoi cirmoli (foto)  
 
I ripidi costoni del Monte Altissimo (foto)  
 
Augusto Girardelli, 82 anni portati alla grande  
Augusto Girardelli, l'uomo dei cirmoli

"Le montagne sono tutte belle, ma la più bella è dove si nasce e dove si vive" scrive Augusto Girardelli nella sua autobiografia Una vita con entusiasmo. Un libro scritto semplicemente, ma che si legge in un fiato. Racconta la vita di un uomo che ha affrontato sempre la vita con energica baldanza, a volte forse con un pizzico di incoscienza, però sempre sorretto dalla forza di una grande famiglia alle spalle. Iniziò a lavorare prestissimo, come si usava a quei tempi, addirittura a 10 anni. Quelli erano anni duri e in famiglia servivano braccia. Ripetè tre volte la quinta elementare pur di non dover andare alla scuola di Mori che era troppo lontana! Ha fatto il malgaro ("el vachèr", il vaccaro), il contadino, quindi l'albergatore e il cuoco. Oggi, a 82 anni suonati, Augusto Girardelli ha un fisico asciutto che sprigiona ancora energia. In gioventù era una vera forza della natura, forte come un bue. Fu un ottimo atleta di sci di fondo e discesa: nel '41, durante il servizio militare nel secondo Reggimento di Artiglieria Alpina, fu campione nazionale dei "giovani fascisti". Sull'altopiano è lui "quel dei zirmoi" (quello dei cirmoli), che trent'anni fa si lanciò nella folle impresa di rimboschire da solo il Monte Altissimo di Nago. Una montagna che lui ha aveva sempre amato profondamente, fin quando da ragazzino vi saliva per solitarie escursioni. Nel 1969, il colpo di fortuna: seppe che Malga Pesna era in vendita, e con essa praticamente tutto il fianco est della montagna fino alla cima, oltre il Rifugio Damiano Chiesa. Un sogno. Si precipitò dal proprietario e concluse l'affare all'insaputa della moglie Bruna, che quando lo venne a sapere si mise a piangere. "Non la voglio!" disse pensando a tutti i patimenti già passati. Ma Augusto era testardo come un mulo. L'albergo ormai era avviato, andava avanti praticamente da solo grazie ai figli. Sentiva ormai di avere una missione da compiere, la missione della sua vita: proteggere la sua montagna, custodirla, difenderla dalle intemperie e dalle valanghe. Iniziò a rimboschire, da solo. Quando lo disse ad un ispettore forestale, questi lo apostrofò quasi beffardo: "Te voi piantar en bosc su quei quatro crozi?" (vuoi piantare un bosco su quelle quattro pietre?). In effetti all'epoca il fianco est dell'Altissimo era brullo e desolato, nell'inverno spazzato continuamente dal vento e dalle valanghe. Anche stavolta Augusto non si perse d'animo, continuò quasi come un forsennato la sua opera, piantando migliaia di alberi su un terreno magro, scavando col piccone e cercando dove c'era più terra, che però era sempre scarsa. Iniziò con larici, abeti e betulle. Un giorno gli regalarono dei cirmoli, e lui si innamorò subito di questa splendida conifera d'alta montagna, forte ed elegante, anche se non era tipica della zona. Realizzò anche un grande vivaio per poter incrementare il numero di piantine e rimpiazzare quelle che non sopravvivevano. Ne piantò a migliaia, senza sosta, lavorando ogni volta che era possibile, con qualsiasi tempo. Andò a comprarli perfino in Austria quando il suo vivaio si esaurì. Purtroppo una buona parte delle piante moriva per mancanza d'acqua. Decise allora di costruire un vascone sulla montagna nel quale convogliare l'acqua piovana, per placare la sete dei suoi alberi. I contributi provinciali però non arrivavano, mentre la siccità continuava e le sue piante morivano una dopo l'altra. Decise di costruirlo da sé, a sue spese. Stese tremila metri di canalizzazioni sul fianco scosceso della montagna per far arrivare l'acqua dove serviva, costruendo anche i pozzetti con le relative diramazioni. Quando il vascone fu terminato poté finalmente irrigare i suoi alberi: finalmente non morivano più di sete. Intanto continuò ad acquistare i terreni vicini per ingrandire la proprietà. Comprò a caro prezzo anche l'appezzamento della "Sella" pur di poter completare il rimboschimento. Divenne "l'uomo dei cirmoli", sull'altopiano tutti ormai lo conoscevano per la sua folle impresa. Dopo la diffidenza iniziale i paesani iniziarono a prenderlo in simpatia, tanti ammiravano la sua caparbietà, la sua forza di volontà incrollabile. Ricevette aiuti, anche i tanto sospirati contributi, e il suo sogno si realizzò anno dopo anno.

La famiglia Girardelli nel 1938: al centro papà Domenico e mamma Luigia (foto)

Oggi, dopo trent'anni di lavoro, si calcola che abbia piantato circa mezzo milione di alberi su un'estensione superiore ai 100 ettari, gran parte dei quali sono ancora in vita e formano uno splendido bosco di cirmoli. Quando Augusto torna dalla montagna qualcuno gli dice "Sono belli i tuoi cirmoli" ma lui ribatte pronto "I nostri cirmoli!". La montagna è sua ma lui la considera di tutti. Ad osservarlo meglio, somiglia lui stesso ad un cirmolo, alto grande e fiero.


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)


Nota: UNA VITA CON ENTUSIASMO, autobiografia di Augusto Girardelli - Stampa "La Grafica", Mori 2003

La Seat Altea di Girovagando alla Polsa (foto Agh)
  APT di ROVERETO
Uff. di Brentonico
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(TN) Via Mantova - 38060 Brentonico
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Puntate precedenti sull'Altopiano di Brentonico

  Altopiano di Brentonico
5 giugno 2004
    Altopiano di Brentonico
12 luglio 2003
             
  Polsa di Brentonico
18 gennaio 2003
    Castione di Brentonico
12 ottobre 2002

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