per
questo spazio
 
monte stivo m 2058
Una giornata al Rif. Marchetti con il gestore Roberto Leonardi - 12 febbraio 2005
home page
 
Il maestoso spettacolo del Lago di Garda dalla cima del Monte Stivo (foto Agh)

Puntata specialissima quella di oggi, tutta dedicata al Monte Stivo, allo storico rifugio Prospero Marchetti, che nel 2006 festeggerà il centenario della fondazione, e a Roberto Leonardi, il gestore del rifugio. Al quale avevamo fatto una promessa quando eravamo saliti allo Stivo per una puntata di Girovagando nell'estate del 2000: ritornare con la neve. Oggi manteniamo la promessa.

 
Il rifugio Prospero Marchetti (foto Agh)  
 
Roberto Leonardi, gestore del rifugio (foto Agh)  
Il Rifugio Prospero Marchetti allo Stivo

Quale roveretano non è mai salito, almeno una volta, al Rifugio Marchetti sul monte Stivo? ll rifugio è nato per volere dei "satini" arcensi, ovvero gli iscritti alla SAT Società degli Alpinisti Tridentini. Ma il Marchetti non è sempre stato gestito dalla SAT di Arco. Dal 1924 al 1954 se n’è occupata la SAT di Rovereto. Sarà per questo motivo che i roveretani sono rimasti affezionati a questo storico rifugio in cima allo Stivo, che offre a chi lo visita un punto panoramico a dir poco straordinario. Quando il cielo è limpido, in genere dopo una giornata di pioggia, si può vedere tutto il Lago di Garda fino a Sirmione sulla riva meridionale. Tutt’intorno si possono ammirare le Dolomiti di Brenta, Il Gruppo del Carè Alto, la Presanella, la Valle dei Laghi con i laghi di Cavedine e Toblino, ed intravedere perfino il Gruppo dell'Ortles-Cevedale. Classica mèta scialpinistica durante l'inverno, in estate offre molti percorsi di salita sui diversi versanti. E' possibile anche concatenare i vari itinerari con percorsi ad anello.

Panoramica dal Rif. Marchetti verso sud (foto Agh)
 
ll rifugio poco sotto la cima, con la pala eolica   Arrivo al rifugio (foto Agh)
Il grandioso panorama dal Rifugio Marchetti sullo Stivo, sullo sfondo il Gruppo del Carè Alto (foto Agh)

 
Kompass 687  
 
Ramponi per il ghiaccio  
Itinerari ed escursioni

Riproponiamo qui gli itinerari sullo Stivo che Girovagando ha presentato nella puntata del 1° novembre 2003. Gli accessi che descriviamo, quasi sempre percorribili anche l'inverno salvo nevicate abbondanti e recenti, sono principalmente tre: 1) dal Passo S. Barbara m. 1175, 2) dal Passo Bordàla m. 1253, 3) da Malga Campo di Drena m. 1379. Tutti i percorsi proposti sono abbastanza facili e non presentano particolari difficoltà: è necessario avere solo una discreta "gamba" in grado di reggere 2-3 ore di salita e un dislivello di circa 700-800 metri. Attenzione in caso di nebbia o maltempo, l'orientamento può essere problematico, il versante est è assai dirupato con salti di roccia e ripidi canaloni. Nell'inverno la salita si fa a piedi o in ciaspole, in sci dal versante sud-ovest da S. Barbara, quello più facile ma anche più remunerativo in discesa. In certe condizioni climatiche, peraltro non frequenti, la neve può essere gelata e perciò piuttosto insidiosa con presenza di ghiaccio o vetrato: molto utili in questi casi i ramponi per una salita e discesa in tutta sicurezza. Indispensabile, come sempre, una buona cartina escursionistica in scala 1:25.000. Noi consigliamo la Kompass 687. Per informarsi sulle condizioni dei sentieri e sull'apertura del rifugio, basta una telefonata: tel. 0464 / 520664 (rifugio Marchetti) o direttamente al gestore Roberto Leonardi: 0461 / 858331 - cell. 338 / 7033945.

Si avvicina lo spettacolo del tramonto... (foto Agh)

  1) Salita da S. Barbara
E' la salita più frequentata. Si sale dal versante sud, sud-ovest, per mulattiera inizialmente un po' monotona fino a Malga Stivo, quindi per facile sentiero fino al rifugio e in pochi minuti alla vetta. Spettacolare il panorama sull'alto Garda man mano che ci si alza di quota. Lunghezza km 4, disl. 890 metri
     
  2) Da Passo Bordala
L'alternativa classica a quella da S. Barbara è la salita da Passo Bordala. Noi la preferiamo perché meno frequentata, più varia e con uno spettacolare panorama sulla Vallagarina. Grandioso anche il colpo d'occhio sul Garda quando si sbuca sulla cima dal versante nord. Lunghezza km 14 (ad anello), disl. 806 metri.
     
  3) Da Malga Campo
Giro ad anello molto bello, vario e panoramico: comprende la vetta dello Stivo e si sviluppa principalmente sul versante nord. Nessuna difficoltà, a parte l'itinerario un po' articolato che impone di sapere usare bene l'immancabile cartina.
Lunghezza 10 km (ad anello), disl. 680 metri

La breve salita dal rifugio Marchetti verso la cima dello Stivo (foto Agh)

 
Tramonto sul Garda (foto Agh)  
   
L'osservatorio delle cime (foto Agh)   Roberto ci indica le vette (foto Agh)  
   
Ute e Domenico (foto Agh)   Uno scialpinista arriva in vetta  
L'osservatorio delle cime

Sulla cima dello Stivo c'è un'interessante osservatorio delle cime, un punto panoramico realizzato nel 1989 da Giuliano e Sergio della sezione SAT di Arco. E' una sorta di “bussola gigante” nella quale l’escursionista entra e, traguardando le targhette metalliche poste lungo il perimetro, e riportanti i nomi delle cime, può identificare tutte le cime delle montagne principali circostanti. Una curiosità: dalla cima dello Stivo si può osservare uno dei maggiori dislivelli in regione: in pochi chilometri in linea d'aria si va dai 64 metri di quota del Lago di Garda ai quasi 4000 dell'Ortles-Cevedale! Qui sotto vi proponiamo 2 versioni della foto panoramica a 360 gradi scattata dall'anticima dello Stivo: la prima con la legenda delle cime principali (1,5 mb), la seconda in movimento in un file autoeseguibile (2,9 mb, non necessita di installazione, si apre con un doppio clic).

Panoramica con legenda cime dall'anticima dello Stivo, clicca per ingrandire (foto Agh)

Domenico Hollerbach, Roberto Leonardi, Silvano Solcia, Antonio Vecchi, Gilberto Galvagni, Renzo Tonetta

 
Il rifugio Marchetti oggi (foto Agh)  
 
Il primo gestore, Angelo Conti con la famiglia  
Rifugio centenario

L’idea di un rifugio sullo Stivo nacque il 13 settembre 1904, quando Vittorio Stenico scrisse al presidente della SAT che i fratelli Finotti avevano deciso di vendere il terreno di loro proprietà in cima allo Stivo. La notizia a dir poco allarmante era che della vendita si era già interessata la locale sezione austriaca del D.u.oe.V.A., una sorta di “SAT” tedesca. Urgeva dunque un intervento per evitare che i “rivali” tedeschi realizzassero l’opera. Detto fatto la SAT intervenne e, nell’aprile del 1905, fu firmato il contratto con i fratelli Finotti. Non si trattò in realtà di una vera e propria compravendita: la proprietà rimase ai Finotti, che concessero alla SAT un permesso di edificazione. Fu Carlo Marchetti, ingegnere e podestà di Arco, a disegnare il progetto del rifugio, poi costruito da Giacomo Martinelli con la sua ditta edile di Vignole. Nel 1905 partirono i lavori e la costruzione fu terminata a tempo di record. Tutto il materiale fu portato in quota a spalla, con gli zaini, e con l’aiuto dei muli. I Finotti concessero anche l’utilizzo dell’acqua della malga sottostante e delle pietre che erano sul posto. La teleferica, che oggi il gestore utilizza per portare in cima viveri e materiali, è stata costruita solo trent’anni fa. Il conto alla fine su salato, molto più del preventivo che parlava di circa 2000 corone. Martinelli ne pretendeva 14.000, ne ottenne diecimila, per le altre 4000 intentò causa.

   
Prospero Marchetti (foto SAT Arco)   Italo Marchetti (foto SAT Arco)  
   
Rif. Marchetti in una cartolina d'epoca   Il Marchetti nei primi '900  
I Marchetti

Il rifugio fu intitolato a Prospero Marchetti, uno dei fondatori nel 1872 della SAT Trentina e suo primo presidente. Italo Marchetti (ascolta la sua voce), noto irridentista, era suo nipote (e figlio di Carlo, il progettista del rifugio): fu un altro personaggio insigne della stirpe dei Marchetti, presidente onorario della sezione SAT di Arco, al quale è dedicato l’osservatorio delle cime sulla vetta dello Stivo. Angelo Conti, prima guida alpina della sezione fu anche il primo gestore del rifugio. L'attuale struttura “a capanna” del rifugio ricalca il progetto originale di Marchetti del 1906. Fino al 1989 fu gestito dai soci della SAT: all’inizio degli anni ’60 nacque anzi un gruppo di appassionati che si occupava della gestione, “Gli orsi dello Stivo”. L’intervento di ristrutturazione più consistente avvenne nel 1989, e coincise con la nuova gestione affidata a Roberto Leonardi, figlio di rifugisti, che Girovagando ha conosciuto in una puntata dell'estate 2000. Purtroppo all'epoca questo sito web non esisteva e perciò non è rimasta documentazione su internet della puntata di allora. Con la messa a norma della struttura si è proceduto anche all’ampliamento: oggi i posti letto sono venti e la sala ristoro può accogliere fino a quaranta persone. E' disponibile anche un bivacco invernale sempre aperto, con 4 posti letto. Uno speciale generatore eolico provvede a integrare (fino al 50%) il rifornimento di energia elettrica.

Roberto Leonardi, gestore del Rif. Marchetti (foto Agh)

 
Roberto impegnato in un'esibizione musicale (foto Agh)  
 
Giornate in allegria con la musica di Roberto (foto Agh)  
Roberto "baffo" Leonardi

Roberto Leonardi
è davvero un bel personaggio: estroso, alla mano, sempre disponibile, è cresciuto in una famiglia di rifugisti (i suoi genitori avevano un rifugio in Paganella) e perciò ha ereditato la passione per la vita in montagna. Perché tenere un rifugio in alta quota come il suo, senza alcun collegamento stradale, non è facile. Tutto va trasportato di persona, prima con la jeep su una lunga e disagevole mulattiera (in inverno con un piccolo gatto delle nevi o con la motoslitta) e poi con la teleferica. Oggi lo Stivo ci regala una giornata da favola, con un sole caldo e l'aria tersa ma, come dice Roberto, non sempre è così: capitano giornate di bufera, di freddo, di neve, se non c'è la passione non si resiste. Con l'amico Angelo Morandi ricorda sempre con nostalgia un grandioso viaggio nel 1998 in Patagonia (Argentina). Grazie all'impegno di Roberto il rifugio Marchetti è uno dei pochi rifugi a tenere aperto anche l'inverno, durante i week end. Questo ha reso lo Stivo una meta molto conosciuta e frequentata, sia per il grandioso panorama ma anche per la comodità di un punto di appoggio a soli 10 minuti dalla cima. Molto interessante la collezione di attrezzi di vita contadina che Roberto ha appeso in ogni angolo della sala da pranzo. Oggi al rifugio siamo in compagnia di Ute e Domenico, due tedeschi originari della Bavaria ormai residenti da anni in Trentino: spesso vengono fin quassù per godere della pace del luogo e per dare una mano al loro amico Roberto.

Il bel volto da "filosofo" di Gilberto Galvagni (foto Agh)

   
La "snuf pistole" spara tabacco   Gilberto e Gianni (foto Agh)  
   
Affettati e formaggi tipici (foto Agh)   Minestrone (foto Agh)  
   
Polenta, spezzatino e fagioli   Silvano e Roberto (foto Agh)  
   
Roberto e Claudio Verza (foto Agh)   Il formaggio fuso (foto Agh)  
   
I dolci annaffiati col cognac (foto Agh)   Roberto con Angelo Morandi  
   
Cartello nel rifugio (foto Agh)   La grappa del Roberto (foto Agh)  
A tavola al Rifugio Marchetti

La gestione è famigliare, con la mamma di Roberto, Bruna, che spadella spesso in cucina nonostante la non più verde età. Roberto sulla cucina ha le idee chiare: inutile stare a fare cinquanta piatti diversi, dice. Meglio 10-15 piatti, i classici, ma fatti come Dio comanda. E possiamo testimoniare che la cucina del Rifugio Marchetti, nella sua gustosa semplicità, potrebbe tener testa tranquillamente a molti ristoranti di valle più blasonati. Dopo un assaggio di deliziosi salumi e formaggi, per noi Roberto ha preparato un minestrone a dir poco soave, quindi la classica polenta preparata dal fido Giovanni Tamburini, detto "Gianni", con lo spezzatino: la ricetta è quella specialissima e segreta, di origine austriaca, di mamma Bruna: una via di mezzo tra lo spezzatino e il goulasch, con aromi come la cannella e i chiodi di garofano. Un piatto semplicemente ghiottissimo, accompagnato da uno squisito piatto di formaggio fuso e dei meravigliosi "fasoi en bronzon". Infine un dolce straordinario per gusto e semplicità presentato su un tagliere con fette d'arancia e annaffiato di cognac. Un pranzetto davvero grandioso, concluso con un'ottima "Grappa del Roberto", che ripaga la fatica di essere saliti fin quassù. E dopo aver ben mangiato e bevuto, Roberto rallegra la compagnia imbracciando la sua fisarmonica con cui si lancia in divertenti ed apprezzate esibizioni. Al rifugio è possibile prenotare cene con pernottamenti, intrattenimento musicale e serate con diapositive su vari argomenti legati alla montagna (max 20 persone).

Bisboccia al Rif. Marchetti: Giovanni Tamburini detto Gianni, Renzo Tonetta e Antonio Vecchi (foto Agh)

Rifugio Prospero Marchetti allo Stivo
tel. rifugio 0464 / 520664 (rifugio)
nuovo gestore Matteo Calzà cell 39 347 7221324
www.rifugiostivo.com

Lo Stivo, visto da ovest, domina tutto l'Alto Garda (foto Agh)

 
Soldati alla "Tagliata del Ponale " (foto C.R.)  
 
Riva del Garda, imbarco di prigionieri austriaci (foto)  
 
Monte Altissimo, camionabile verso Avio (foto)  
Durante la Grande Guerra

Durante la Grande Guerra il Monte Stivo faceva parte del grandioso sistema difensivo austroungarico dell’Alto Garda: dal Creino la linea di fronte arrivava sulla vetta dello Stivo dove, presso il rifugio, vi erano parecchi baraccamenti per la truppa e la stazione d’arrivo delle teleferiche. Attraverso dei camminamenti si potevano raggiungere tre postazioni d’artiglieria: una dietro la cima, una a nord e l’altra a sud; dotate in tutto di due pezzi da 12 cm e tre da 15 cm. Sullo Stivo vi era inoltre una stazione radiotelegrafica, in quanto esso era un eccezionale punto d’avvistamento su tutto l'Alto Garda e la Vallagarina. Sui prati di Malga Stivo vi erano tre grandi baracche, probabilmente l’attuale malga è stata costruita su tali precedenti insediamenti. Più in basso, in località S. Barbara alla base dello Stivo, fu allestito un vasto e riparato baraccamento, fornito di acqua potabile e di energia elettrica: i boschi ricchi di legname erano utilizzati per le opere belliche e i pascoli con il bestiame per la sussistenza alimentare. L’intero fronte difensivo veniva rifornito dall'abitato di Vignole con due teleferiche: una passava dalla stazione intermedia a Brugnolo per poi risalire sino a quota 1280 m sul Creino per raggiungere, infine, la stazione nei pressi del rifugio dello Stivo, ricoprendo così una distanza di 3 km. L’altra raggiungeva la stazione intermedia di Castil a quota 1105 metri ed arrivava quindi sullo Stivo, ricoprendo una distanza di ben 4,2 chilometri. Il motore elettrico che azionava le teleferiche era alimentato dalla centrale del Varone. Per alcuni mesi fu di stanza sullo Stivo il tenente dei Kaiserjäger Felix Hecht, famoso per il suo diario. Trasferito sul Corno di Cavento, morirà durante la conquista italiana della cima. Il suo corpo non è mai stato ritrovato.

Monte Altissimo: il tenente generale Vittorio de Albertis in visita alle postazioni di artiglieria (f. prov. Vi)

  Coro della SAT
Nella puntata in tv, un brano del celeberrimo Coro della SAT, tratto dal video del regista trentino Francesco Dal Bosco
("Il coro" 65' (Italia)


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2005 - E' vietata la riproduzione di testi o foto, salvo esplicita autorizzazione
Tutti i diritti riservati / All rights reserved


Segnavento del rifugio Marchetti (foto Agh)
L'Alto Garda, sulla destra al centro il Monte Stivo (clicca per ingrandire)
  A.P.T. DEL GARDA TRENTINO
38066 Riva del Garda
Giardini di Porta Orientale, 8
Tel. 0464/554444
Fax 0464/520308
www.gardatrentino.it | info@gardatrentino.it
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
www.trentino.to
vai al sito ufficiale di Trentinoi Spa
Puntate-escursioni in in zona

  Monte Stivo
Panorami mozzafiato salendo
1 novembre 2003
    Escursioni nell'Alto Garda
15 novembre 2003

Foto panoramica

Panoramica con legenda cime dall'anticima dello Stivo, clicca per ingrandire (foto Agh)

scarica la foto panoramica in movimento a 360° (2,9 mb)

link

Istituzioni
www.comune.arco.tn.it

Montagna
Escursioni di Girovagando
Escursioni di Girovagando nell'Alto Garda
SAT Società Alpinisti Tridentini
| Rifugio Prospero Marchetti allo Stivo
SAT - Sezione di Arco
SAT - Sezione di Rovereto
Soccorso Alpino
Simboli segnaletica sentieri
Monte Stivo da www.arco.org
Le fortificazioni austroungariche ed italiane nell'Alto Garda

Grande Guerra
Museo della Guerra di Rovereto | Puntata di Girovagando 3 gennaio 2004
www.grandeguerra.com
Forti austroungarici dell'Alto Garda
Forti e trincee
www.cimeetrincee.it
www.guerrabianca.it
www.fortificazioni.com
Museo Storico di Trento
Felix Hecht il tenente austriaco autore del famoso diario di guerra
www.kaiserjäger.com di Lavarone

Guide escursionistiche e cartine

Guide
Guida dei sentieri e rifugi Trentino Occidentale, Adolfo Valcanover, Tarcisio Deflorian, Trento, SAT 1992

Cartografia
Monte Stivo: itinerari turistici, Riva del Garda (TN), APT, 1992, Scala 1:20.000
Kompass in scala 1:25.000 n. 687 "Monte Stivo- Bondone-Rovereto-Mori-Arco"

Video

 

Quel mazzolin di fiori... (1,8 mb)
coro con Antonio, Silvano, Gianni, Gilberto e Roberto

 


A tavola

Rifugio Prospero Marchetti allo Stivo
www.rifugiostivo.com