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| Il maestoso spettacolo del Lago di
Garda dalla cima del Monte Stivo (foto Agh) |
Puntata specialissima quella di oggi,
tutta dedicata al Monte Stivo, allo storico
rifugio Prospero Marchetti, che nel 2006
festeggerà il centenario della fondazione, e a Roberto
Leonardi, il gestore del rifugio. Al quale avevamo fatto una promessa
quando eravamo saliti allo Stivo per una puntata di Girovagando nell'estate
del 2000: ritornare con la neve. Oggi manteniamo la promessa.
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| Il rifugio Prospero Marchetti (foto Agh) |
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| Roberto Leonardi, gestore del rifugio (foto Agh) |
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Il Rifugio Prospero Marchetti allo Stivo
Quale roveretano non è mai salito, almeno una volta, al Rifugio
Marchetti sul monte Stivo? ll rifugio
è nato per volere dei "satini" arcensi, ovvero gli iscritti
alla SAT Società
degli Alpinisti Tridentini. Ma il Marchetti non è sempre stato
gestito dalla SAT di Arco.
Dal 1924 al 1954 se n’è occupata la SAT
di Rovereto. Sarà per questo motivo che i roveretani sono
rimasti affezionati a questo storico rifugio in cima allo Stivo, che offre
a chi lo visita un punto panoramico a dir poco
straordinario. Quando il cielo è limpido, in genere dopo una
giornata di pioggia, si può vedere tutto il Lago
di Garda fino a Sirmione sulla riva meridionale. Tutt’intorno
si possono ammirare le Dolomiti di Brenta,
Il Gruppo del Carè Alto, la Presanella,
la Valle
dei Laghi con i laghi di Cavedine e
Toblino, ed intravedere perfino il Gruppo
dell'Ortles-Cevedale. Classica mèta
scialpinistica durante l'inverno, in estate offre molti percorsi
di salita sui diversi versanti. E' possibile anche concatenare i vari itinerari
con percorsi ad anello.
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| Panoramica dal Rif. Marchetti verso
sud (foto Agh) |
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| ll rifugio poco sotto la cima, con la pala
eolica |
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Arrivo al rifugio (foto Agh) |
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| Il grandioso panorama dal Rifugio
Marchetti sullo Stivo, sullo sfondo il Gruppo del Carè Alto
(foto Agh) |
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| Kompass 687 |
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| Ramponi per il ghiaccio |
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Itinerari ed escursioni
Riproponiamo qui gli itinerari sullo Stivo
che Girovagando ha presentato nella puntata
del 1° novembre 2003. Gli accessi che descriviamo, quasi sempre
percorribili anche l'inverno salvo nevicate abbondanti e recenti, sono principalmente
tre: 1) dal Passo S. Barbara m. 1175, 2)
dal Passo Bordàla m. 1253, 3) da
Malga Campo di Drena m. 1379. Tutti i percorsi proposti sono abbastanza
facili e non presentano particolari difficoltà: è necessario
avere solo una discreta "gamba" in grado di reggere 2-3 ore di
salita e un dislivello di circa 700-800 metri. Attenzione in caso di nebbia
o maltempo, l'orientamento può essere problematico, il versante est
è assai dirupato con salti di roccia e ripidi canaloni. Nell'inverno
la salita si fa a piedi o in ciaspole,
in sci dal versante sud-ovest da S. Barbara,
quello più facile ma anche più remunerativo in discesa. In
certe condizioni climatiche, peraltro non frequenti, la neve può
essere gelata e perciò piuttosto insidiosa con presenza di ghiaccio
o vetrato: molto utili in questi casi i ramponi
per una salita e discesa in tutta sicurezza. Indispensabile, come sempre,
una buona cartina escursionistica in scala 1:25.000.
Noi consigliamo la Kompass
687. Per informarsi sulle condizioni dei sentieri e sull'apertura del
rifugio, basta una telefonata: tel. 0464 / 520664 (rifugio Marchetti) o
direttamente al gestore Roberto Leonardi: 0461 / 858331 - cell. 338 / 7033945.
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| Si avvicina lo spettacolo del tramonto...
(foto Agh) |
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1) Salita da S. Barbara
E' la salita più frequentata. Si sale dal versante sud, sud-ovest,
per mulattiera inizialmente un po' monotona fino a Malga Stivo, quindi
per facile sentiero fino al rifugio e in pochi minuti alla vetta.
Spettacolare il panorama sull'alto Garda man mano che ci si alza di
quota. Lunghezza km 4, disl. 890 metri |
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2)
Da Passo Bordala
L'alternativa classica a quella da S. Barbara è la salita
da Passo Bordala. Noi la preferiamo perché meno frequentata,
più varia e con uno spettacolare panorama sulla Vallagarina.
Grandioso anche il colpo d'occhio sul Garda quando si sbuca sulla
cima dal versante nord. Lunghezza km 14 (ad anello), disl. 806 metri. |
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3)
Da Malga Campo
Giro ad anello molto bello, vario e panoramico: comprende la vetta
dello Stivo e si sviluppa principalmente sul versante nord. Nessuna
difficoltà, a parte l'itinerario un po' articolato che impone
di sapere usare bene l'immancabile cartina.
Lunghezza 10 km (ad anello), disl. 680 metri |
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| La breve salita dal rifugio Marchetti
verso la cima dello Stivo (foto Agh) |
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| Tramonto sul Garda (foto Agh) |
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| L'osservatorio delle cime (foto Agh) |
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Roberto ci indica le vette (foto Agh) |
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| Ute e Domenico (foto Agh) |
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Uno scialpinista arriva in vetta |
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L'osservatorio delle cime
Sulla cima dello Stivo c'è un'interessante
osservatorio delle cime, un punto
panoramico realizzato nel 1989 da Giuliano e Sergio della sezione
SAT di Arco. E' una sorta di “bussola
gigante” nella quale l’escursionista entra e, traguardando
le targhette metalliche poste lungo il perimetro, e riportanti i
nomi delle cime, può identificare tutte le cime delle montagne principali
circostanti. Una curiosità: dalla cima dello Stivo si può
osservare uno dei maggiori dislivelli in regione: in pochi chilometri in
linea d'aria si va dai 64 metri di quota
del Lago di Garda ai quasi
4000 dell'Ortles-Cevedale! Qui sotto vi proponiamo 2 versioni della
foto panoramica a 360 gradi scattata dall'anticima
dello Stivo: la prima con la legenda
delle cime principali (1,5 mb), la seconda in movimento in un file
autoeseguibile (2,9 mb, non necessita di installazione, si apre con
un doppio clic).
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| Domenico Hollerbach, Roberto Leonardi,
Silvano Solcia, Antonio Vecchi, Gilberto Galvagni, Renzo Tonetta |
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| Il rifugio Marchetti oggi (foto Agh) |
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| Il primo gestore, Angelo Conti con la famiglia
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Rifugio
centenario
L’idea di un rifugio sullo Stivo nacque il 13
settembre 1904, quando Vittorio Stenico scrisse al presidente della
SAT che i fratelli Finotti avevano deciso di vendere il terreno di loro
proprietà in cima allo Stivo. La notizia a dir poco allarmante era
che della vendita si era già interessata la locale sezione austriaca
del D.u.oe.V.A., una sorta di “SAT” tedesca. Urgeva dunque un
intervento per evitare che i “rivali” tedeschi realizzassero
l’opera. Detto fatto la SAT intervenne
e, nell’aprile del 1905, fu firmato il contratto con i fratelli Finotti.
Non si trattò in realtà di una vera e propria compravendita:
la proprietà rimase ai Finotti, che concessero alla SAT un permesso
di edificazione. Fu Carlo Marchetti,
ingegnere e podestà di Arco, a disegnare il progetto del rifugio,
poi costruito da Giacomo Martinelli con la sua ditta edile di Vignole. Nel
1905 partirono i lavori e la costruzione fu terminata a tempo di record.
Tutto il materiale fu portato in quota a spalla,
con gli zaini, e con l’aiuto dei muli. I Finotti concessero anche
l’utilizzo dell’acqua della malga sottostante e delle pietre
che erano sul posto. La teleferica, che oggi il gestore utilizza per portare
in cima viveri e materiali, è stata costruita solo trent’anni
fa. Il conto alla fine su salato, molto più del preventivo che parlava
di circa 2000 corone. Martinelli ne pretendeva 14.000, ne ottenne diecimila,
per le altre 4000 intentò causa.
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| Prospero Marchetti (foto
SAT Arco) |
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Italo Marchetti (foto
SAT Arco) |
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| Rif. Marchetti in una cartolina d'epoca |
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Il Marchetti nei primi '900 |
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I Marchetti
Il rifugio fu intitolato a Prospero Marchetti,
uno dei fondatori nel 1872 della SAT
Trentina e suo primo presidente. Italo
Marchetti (ascolta
la sua voce), noto irridentista, era suo nipote (e figlio di Carlo,
il progettista del rifugio): fu un altro personaggio insigne della stirpe
dei Marchetti, presidente onorario della sezione SAT di Arco, al quale è
dedicato l’osservatorio delle cime
sulla vetta dello Stivo. Angelo Conti,
prima guida alpina della sezione fu anche il primo gestore del rifugio.
L'attuale struttura “a capanna” del rifugio ricalca il progetto
originale di Marchetti del 1906. Fino al 1989 fu gestito dai soci della
SAT: all’inizio degli anni ’60 nacque anzi un gruppo di appassionati
che si occupava della gestione, “Gli orsi
dello Stivo”. L’intervento di ristrutturazione più
consistente avvenne nel 1989, e coincise con la nuova gestione affidata
a Roberto Leonardi, figlio di rifugisti,
che Girovagando ha conosciuto in una puntata dell'estate 2000. Purtroppo
all'epoca questo sito web non esisteva e perciò non è rimasta
documentazione su internet della puntata di allora. Con la messa a norma
della struttura si è proceduto anche all’ampliamento: oggi
i posti letto sono venti e la sala ristoro può accogliere fino a
quaranta persone. E' disponibile anche un bivacco
invernale sempre aperto, con 4 posti letto.
Uno speciale generatore eolico
provvede a integrare (fino al 50%) il rifornimento
di energia elettrica.
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| Roberto Leonardi, gestore del Rif.
Marchetti (foto Agh) |
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| Roberto impegnato in un'esibizione
musicale (foto Agh) |
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| Giornate in allegria con la musica di Roberto
(foto Agh) |
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Roberto "baffo" Leonardi
Roberto Leonardi è davvero un bel personaggio: estroso, alla
mano, sempre disponibile, è cresciuto in una famiglia di rifugisti
(i suoi genitori avevano un rifugio in Paganella) e perciò ha ereditato
la passione per la vita in montagna. Perché tenere un rifugio in
alta quota come il suo, senza alcun collegamento stradale, non è
facile. Tutto va trasportato di persona, prima con la jeep su una lunga
e disagevole mulattiera (in inverno con un piccolo gatto delle nevi o con
la motoslitta) e poi con la teleferica. Oggi lo Stivo ci regala una giornata
da favola, con un sole caldo e l'aria tersa ma, come dice Roberto, non sempre
è così: capitano giornate di bufera, di freddo, di neve, se
non c'è la passione non si resiste. Con l'amico Angelo Morandi ricorda
sempre con nostalgia un grandioso viaggio nel 1998 in Patagonia
(Argentina). Grazie all'impegno di Roberto il rifugio Marchetti è
uno dei pochi rifugi a tenere aperto anche l'inverno,
durante i week end. Questo ha reso lo Stivo
una meta molto conosciuta e frequentata, sia per il grandioso panorama ma
anche per la comodità di un punto di appoggio a
soli 10 minuti dalla cima. Molto interessante la collezione
di attrezzi di vita contadina che Roberto ha appeso in ogni angolo
della sala da pranzo. Oggi al rifugio siamo in compagnia di Ute
e Domenico, due tedeschi originari della Bavaria ormai residenti
da anni in Trentino: spesso vengono fin quassù per godere della pace
del luogo e per dare una mano al loro amico Roberto.
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| Il bel volto da "filosofo"
di Gilberto Galvagni (foto Agh) |
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| La "snuf pistole" spara
tabacco |
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Gilberto e Gianni (foto Agh) |
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| Affettati e formaggi tipici (foto Agh) |
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Minestrone (foto Agh) |
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| Polenta, spezzatino e fagioli |
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Silvano e Roberto (foto Agh) |
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| Roberto e Claudio Verza (foto Agh) |
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Il formaggio fuso (foto Agh) |
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| I dolci annaffiati col cognac (foto Agh) |
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Roberto con Angelo Morandi |
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| Cartello nel rifugio (foto Agh) |
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La grappa del Roberto (foto Agh) |
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A tavola al Rifugio Marchetti
La gestione è famigliare, con la mamma di Roberto, Bruna,
che spadella spesso in cucina nonostante la non più verde età.
Roberto sulla cucina ha le idee chiare: inutile stare a fare cinquanta piatti
diversi, dice. Meglio 10-15 piatti, i classici, ma fatti come Dio comanda.
E possiamo testimoniare che la cucina del Rifugio Marchetti, nella sua gustosa
semplicità, potrebbe tener testa tranquillamente a molti ristoranti
di valle più blasonati. Dopo un assaggio di deliziosi
salumi e formaggi, per noi Roberto ha preparato un minestrone
a dir poco soave, quindi la classica polenta preparata
dal fido Giovanni Tamburini, detto "Gianni", con lo spezzatino:
la ricetta è quella specialissima e segreta, di origine austriaca,
di mamma Bruna: una via di mezzo tra lo spezzatino e il goulasch, con aromi
come la cannella e i chiodi di garofano. Un piatto semplicemente ghiottissimo,
accompagnato da uno squisito piatto di formaggio
fuso e dei meravigliosi "fasoi en
bronzon". Infine un dolce straordinario
per gusto e semplicità presentato su un tagliere con fette d'arancia
e annaffiato di cognac. Un pranzetto davvero
grandioso, concluso con un'ottima "Grappa del Roberto", che ripaga
la fatica di essere saliti fin quassù. E dopo aver ben mangiato e
bevuto, Roberto rallegra la compagnia imbracciando la sua fisarmonica
con cui si lancia in divertenti ed apprezzate esibizioni. Al rifugio è
possibile prenotare cene con pernottamenti, intrattenimento musicale e serate
con diapositive su vari argomenti legati alla montagna (max 20 persone).
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| Bisboccia al Rif. Marchetti: Giovanni
Tamburini detto Gianni, Renzo Tonetta e Antonio Vecchi (foto Agh) |
Rifugio Prospero Marchetti allo Stivo
tel. rifugio 0464 / 520664 (rifugio)
nuovo gestore Matteo Calzà cell 39 347 7221324
www.rifugiostivo.com
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| Lo Stivo, visto da ovest, domina
tutto l'Alto Garda (foto Agh) |
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| Soldati alla "Tagliata del Ponale
" (foto
C.R.) |
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| Riva del Garda, imbarco di prigionieri
austriaci (foto)
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| Monte Altissimo, camionabile verso
Avio (foto) |
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Durante la Grande Guerra
Durante la Grande Guerra il Monte Stivo
faceva parte del grandioso sistema difensivo austroungarico
dell’Alto Garda: dal Creino
la linea di fronte arrivava sulla vetta dello Stivo dove, presso il rifugio,
vi erano parecchi baraccamenti per la truppa
e la stazione d’arrivo delle teleferiche. Attraverso dei camminamenti
si potevano raggiungere tre postazioni d’artiglieria:
una dietro la cima, una a nord e l’altra a sud; dotate in tutto di
due pezzi da 12 cm e tre da 15 cm. Sullo Stivo vi era inoltre una stazione
radiotelegrafica, in quanto esso era un
eccezionale punto d’avvistamento su tutto l'Alto Garda e la
Vallagarina. Sui prati di Malga Stivo vi
erano tre grandi baracche, probabilmente l’attuale malga è
stata costruita su tali precedenti insediamenti. Più in basso, in
località S.
Barbara alla base dello Stivo, fu allestito un vasto
e riparato baraccamento, fornito di acqua potabile e di energia elettrica:
i boschi ricchi di legname erano utilizzati per le opere belliche e i pascoli
con il bestiame per la sussistenza alimentare. L’intero fronte difensivo
veniva rifornito dall'abitato di Vignole con due
teleferiche: una passava dalla stazione intermedia a Brugnolo per
poi risalire sino a quota 1280 m sul Creino per raggiungere, infine, la
stazione nei pressi del rifugio dello Stivo, ricoprendo così una
distanza di 3 km. L’altra raggiungeva la stazione intermedia di Castil
a quota 1105 metri ed arrivava quindi sullo Stivo, ricoprendo una distanza
di ben 4,2 chilometri. Il motore elettrico che azionava le teleferiche era
alimentato dalla centrale del Varone. Per
alcuni mesi fu di stanza sullo Stivo il tenente dei Kaiserjäger Felix
Hecht, famoso per il suo diario. Trasferito sul Corno
di Cavento, morirà durante la conquista italiana della cima.
Il suo corpo non è mai stato ritrovato.
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| Monte Altissimo: il tenente generale
Vittorio de Albertis in visita alle postazioni di artiglieria (f.
prov.
Vi) |
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Coro
della SAT
Nella puntata in tv, un brano del celeberrimo Coro della SAT, tratto
dal video del regista trentino Francesco Dal Bosco
("Il coro" 65' (Italia) |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2005 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto, salvo esplicita autorizzazione
Tutti i diritti riservati / All rights reserved
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| Segnavento del rifugio Marchetti
(foto Agh) |
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| L'Alto Garda, sulla destra al centro
il Monte Stivo (clicca per ingrandire) |
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A.P.T.
DEL GARDA TRENTINO
38066 Riva del Garda
Giardini di Porta Orientale, 8
Tel. 0464/554444
Fax 0464/520308 www.gardatrentino.it
| info@gardatrentino.it |
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TRENTINO
SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
www.trentino.to |
| Puntate-escursioni
in in zona |
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la foto panoramica in movimento a
360° (2,9 mb)
Istituzioni
www.comune.arco.tn.it
Montagna
Escursioni di Girovagando
Escursioni
di Girovagando nell'Alto Garda
SAT Società Alpinisti Tridentini | Rifugio
Prospero Marchetti allo Stivo
SAT - Sezione di Arco SAT
- Sezione di Rovereto Soccorso
Alpino Simboli
segnaletica sentieri Monte
Stivo da www.arco.org
Le fortificazioni
austroungariche ed italiane nell'Alto Garda
Grande Guerra
Museo
della Guerra di Rovereto | Puntata
di Girovagando 3 gennaio 2004
www.grandeguerra.com
Forti
austroungarici dell'Alto Garda
Forti
e trincee
www.cimeetrincee.it
www.guerrabianca.it
www.fortificazioni.com
Museo Storico di Trento
Felix
Hecht il tenente austriaco autore del famoso diario di guerra
www.kaiserjäger.com
di Lavarone
| Guide escursionistiche
e cartine |
Guide
Guida dei sentieri e rifugi Trentino Occidentale, Adolfo Valcanover,
Tarcisio Deflorian, Trento, SAT 1992 Cartografia
Monte Stivo: itinerari turistici, Riva del Garda (TN), APT, 1992,
Scala 1:20.000
Kompass in scala 1:25.000 n. 687 "Monte Stivo- Bondone-Rovereto-Mori-Arco"
Rifugio Prospero Marchetti allo Stivo
www.rifugiostivo.com |
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