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altopiano del tesino, Valsugana
22 gennaio 2005
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Castel Tesino, Piazza Trento: gente del Tesino nei tipici costumi (foto da Les Hommes des Images)

Oggi siamo sullo splendido Altopiano del Tesino in Valsugana, ai piedi della catena del Lagorai, per parlarvi di questa caratteristica comunità montana formata dai tre paesi di Cinte, Pieve e Castello Tesino. I Tesini sono conosciuti soprattutto per l'epopea degli "uomini delle immagini", cioè i famosi venditori ambulanti di stampe che per tre secoli, dagli inizi del '600 fino alla Prima Guerra Mondiale, portarono le loro immagini in tutto il mondo.

   
La zona del Passo Brocon (foto Agh)   Sci nella ski area Brocon-Marande  
   
Enzo Boso (foto Agh)   Mario Pernèchele (foto Agh)  
   
Leonardo Ceccato, sindaco di Cinte   Giacomino Dorigato detto "Jaco"  
Turismo nel Tesino

Anche il Tesino, come altre comunità alpine basate storicamente sull'economia povera delle popolazioni di montagna, si sta aprendo gradualmente al turismo. Anzi, è tra le zone del Trentino all'avanguardia nel puntare ad una forma di sviluppo sostenibile, che non stravolga le straordinarie bellezze ambientali che qui si sono conservate miracolosamente quasi intatte, come la Catena del Lagorai. Ma il Tesino ha molto da offrire anche per quanto riguarda storia, arte, cultura e tradizioni. Per capire meglio tutto questo siamo accompagnati nella nostra visita di oggi da Enzo Boso, presidente della storica Cassa Rurale di Castello Tesino che da oltre cento anni (è nata nel 1896) è tra i più importanti sostegni economici allo sviluppo locale, Mario Pernèchele presidente del Centro Tesino di Cultura, Giacomino Dorigato detto "Jaco", ex-albergatore e memoria storica del Tesino.

Panoramica del Tesino coi tre paesi di Cinte, Pieve e Castello (foto Agh)

 
Sebastiano Avanzo e compagni in Messico, 1887  
I Tesini, "gli uomini delle immagini"

Nei secoli passati, sulle strade d’Europa, malcerte e difficili, si spostavano non solo eserciti, carovane di mercanti o vagabondi di varia natura, ma anche un gran numero di persone alla ricerca di condizioni di vita migliori. Spesso venivano dalla montagna a offrire le merci più svariate o la propria abilità in particolari mestieri. Una sorte, quella dell’emigrazione stagionale o temporanea, che è patrimonio comune delle genti alpine e che le vede percorrere piste o sentieri che dai paesi di origine raggiungono le pianure e le città. Così partono dai Grigioni o dall’Engadina, dalla Savoia o dal Piemonte, dalla Carnia, dalle valli del Trentino. Così partono anche i Tesini. La loro terra è nelle Alpi Orientali. Piccola conca del Trentino, ai confini col Veneto, appartata rispetto alla grande via di comunicazione della Valsugana, che si raggiungeva con un paio d’ore di cammino.

Inizia il commercio delle pietre focaie

All’inizio del Seicento i Tesini cominciano a vendere, come complemento all’attività di pastori, pietre focaie da archibugio. E’ una famiglia di Castello Tesino, la famiglia Gallo, che da alcune cave della valle estrae la selce e la prepara nella forma e nella misura adatta ad essere inserita nel cane degli archibugi dell’epoca. I Tesini da pastori diventano mercanti e poiché le “pietre di Tesino” sono di buona qualità, il commercio si estende ed essi, oltre a scendere nella pianura, valicano le Alpi verso il cuore dell’Europa, in Germania, Polonia e Ungheria. A piedi, con la giacca sulle spalle e le pietre dentro le maniche.

Giovanni Fietta con la sua carrozza-laboratorio in Lorena (Francia), 1930 circa

 
Giovanni Fietta, 1890  
Partire a tredici anni Dalle memorie di Giulio Fietta, figlio di Giovanni

"Il 1908 fu l'ultimo anno della mia infanzia a Pieve. In quell'autunno in Malene pensavo, ed anche desideravo, che a Primavera sarei partito da Pieve, con mio papà, per emigrare. In casa si parlava sempre che a Pieve non c'era un avvenire e che in famiglia c'era già uno che studiava! C'era anche un po' di orgoglio; partire per l'estero! In ogni modo io partivo con mio padre e sapevo dove andavo. (...)

E venne la domenica delle Palme, la giornata dei saluti a parenti e amici. Poi la mattina svegli all'una e partenza alle due. L'addio alla mamma ed il suo pianto e il mio è scolpito nella mia memoria, il 31 marzo! Partivo con papà ed Emiliano Martini, a piedi, con la valigia sulla schiena, portata col bastone, in piena notte, con una trincea di un metro di neve, per raggiungere la stazione di Strigno da dove partiva alle cinque il treno per Trento. "Addio bel Pieve piantà sul sasso!..". Era la patetica canzone di chi lasciava casa e famiglia! Salii in treno per la prima volta. Alla stazione di Trento una colazione poi un breve giro in città, la prima che vedevo. Poi partenza per Innsbruch; sempre al finestrino del treno, per vedere il paesaggio, costeggiando il fiume Adige che si faceva sempre più piccolo. Prima di notte eravamo ad Innsbruch.

Anche lì una breve visita in città, vento e molto freddo. Mangiai una scodella di pasta in brodo; poi in treno a risalire la valle dell’Inn; la luna piena si rifletteva nel fiume che pareva un nastro d’argento. Poi dovetti fare la pipì dal finestrino perché sul treno non c’era né corridoio né gabinetti. Attraversata la galleria dell' Arlberg, lasciata la valle dell'Inn, giungemmo nella notte a Bregenz dove c'era il battello per Costanza. Era per me uno spettacolo nuovo e meraviglioso vedere dalla tolda del battello, nella notte, tutte quelle cittadine illuminate che si riflettevano sul lago. Poco dopo l’alba sbarcammo a Costanza. Anche in questa città una sosta ed una breve visita vicino alla stazione con tanti bei palazzi.

Alla stazione, una minestra, che mangiai solo un poco perché era acida. Poi partenza in treno attraverso la Selva Nera, boschi, prati e tanti incontri col piccolo Danubio neonato! Salita ad un monte presso Freiburg quindi giù verso la valle del Reno e Strassburgo. Ancora una tappa notturna fra Strassburgo e Metz e finalmente arrivati. Credo sia stato circa le ore 21. Solo due giorni erano passati e mi trovavo in un altro mondo
".

da "Il Trentino" n. 233 Giugno 2000

 
Tesini e Remondini, l'incontro che cambia la storia della valle

Ma dopo poche generazioni già cambiano mercanzia perché a Bassano - a due giorni di cammino da Tesino - Giovanni Antonio Remondini ha cominciato la sua attività di stampatore e deve smerciare stampe e libri di gusto popolare che produce in gran copia, sfruttando l’idea dei calchi in legno prodotti da frate Antonio Morandi, oriundo di Pieve Tesino. Sono per lo più soggetti religiosi, figure di animali, di mestieri, giochi, calendari, almanacchi e libri di devozione; opere di modesta fattura ma prodotte in gran quantità, adatte a essere vendute nelle campagne dove l’unico sistema di vendita possibile è il commercio ambulante. Sul finire del Seicento l’incontro fra Tesini e Remondini è fondamentale per entrambi: coi guadagni ottenuti da questo commercio Giovanni Antonio Remondini getta le basi di un’impresa che, sotto la guida dei suoi successori, raggiungerà il massimo splendore nel XVIII secolo tanto da essere considerata la più grande d’Europa in questo campo. I Tesini si caricano sulle spalle non più le pietre focaie, ma quella cassetta di legno (cassèla) per trasportare la nuova merce che diventerà la loro inseparabile compagna di viaggio. Acquistano ora la loro precisa fisionomia di venditori di immagini, di “santari”, che li farà conoscere e riconoscere molto lontano dalla loro valle. L’identificazione è così forte che a volte basterà il nome “Tesino” a qualificarli come mercanti di stampe. La loro diventa una specializzazione di vallata, che coinvolge la maggior parte della popolazione. A casa restano, perlopiù, i vecchi, i bambini e soprattutto le donne che mandano avanti la famiglia, la stalla e i campi ...continua

"Il grande serpente di mare", litografia seconda metà del XIX sec, stampatore Lemercier, coll. Marchetto

 
Biagio delle Castellare (foto Gianni Volpi)  
 
(foto Gianni Volpi)  
 
(foto Gianni Volpi)  
 
(foto Gianni Volpi)  
 
(foto Gianni Volpi)  
Biagio delle Castellare
(di Renato Morelli)

Solitamente ogni cinque anni, proprio nel giorno - il mercoledì delle ceneri - che decreta inequivocabilmente la fine degli eccessi carnevaleschi e l'inizio dei rigori quaresimali, la comunità di Castello, Cinte e Pieve Tesino celebra il processo al Biagio, tiranno crudele e vessatore del Tesino. I preparativi ufficiali hanno luogo il martedì grasso: mani esperte danno gli ultimi ritocchi ai costumi dei componenti il corteo, composto da armigeri (equipaggiati con autentiche corazze di rame predisposte per l’occasione da artigiani locali), giudici, avvocati, polizia segreta, cavalieri. Inizia quindi la ricerca del Biagio che si conclude a Ivano Fracena, nell’imponente maniero sovrastante il paese, dove il crudele tiranno attorniato dalla moglie piangente e dai figli sconsolati, attende rassegnato l’ormai inevitabile cattura. Il giorno successivo, mercoledì delle ceneri, è dedicato al processo: la prima udienza si svolge sulla piazza di Pieve Tesino, dove è stato allestito il palco sotto il portico del Municipio vecchio, un palazzo che risale al XV secolo. Accanto alla corte ed ai giurati sono presenti il cancelliere che espone al pubblico gli antefatti storici del processo al Biagio, il pubblico ministero (particolarmente dettagliato nell’elencare delitti e malefatte del crudele tiranno), l’avvocato difensore (molto poco convinto del suo incarico accettato peraltro a malincuore e solo per dovere professionale), un primo testimone (al quale la soldataglia del Biagio ha saccheggiato tutto quello che possedeva), infine un secondo testimone (la cui moglie in base allo jus primae noctis è stata costretta a soddisfare le insane voglie del Biagio per ben otto giorni). Manca però l’unico testimone a favore, per cui la corte - costretta ad accogliere le eccezioni della difesa - decide di sospendere il processo e di rimandarlo immediatamente, spostandolo però sulla piazza di Castello Tesino. Qui di fronte alla chiesa di san Giorgio è stato allestito il grande palco, mentre sull’altro lato della piazza è gia stata eretta la forca. Il canovaccio del processo ricalca fedelmente l’udienza di Pieve: l’unica novità è il testimone a favore, ovviamente quintessenza di ignoranza e dabbenaggine. Le fasi del dibattito processuale, vistosamente esagerate e dilatate, vengono concluse dalle arringhe dell’accusa e della difesa. Si da quindi finalmente lettura della peraltro scontatissima sentenza. Nel frattempo l’attore che interpreta il Biagio viene sostituito da un fantoccio, attraverso un collaudato stratagemma. L’eliminazione del tiranno avviene solitamente per impiccagione, ma in passato fu usata anche la ghigliottina o la scure. La festa si conclude con una colossale "Sbigolada"’ e l’immancabile grande ballo finale. Il carnevale del Biagio trae origine da un evento storico realmente accaduto nel 1365, quando si registrò la sconfitta, ad opera delle truppe di Francesco da Carrara, di Biagio delle Castellare, tiranno crudele e vessatore del Tesino. Questo signorotto, con la protezione dei Carraresi, aveva spadroneggiato per nove anni, oltre che sulla Bassa Valsugana, sulla Valle del Tesino, tiranneggiandola e sottoponendola a violenze inaudite. Anche in campo politico riuscì a distinguersi per abiezione ed inaffidabilità; quando Rodolfo d’Austria mosse guerra ai Carraresi, egli non solo tradì i suoi protettori, ma subito si schierò dalla parte austriaca, ritenendola più forte. I carraresi però riuscirono a capovolgere le sorti della guerra riconquistando nuovamente la Valsugana, decisi a far pagare a Biagio il prezzo del tradimento. Appena i Tesini lo vennero a sapere, si unirono alle truppe che assediavano il maniero di Biagio in quel di Grigno (appunto Le Castellare) e lo espugnarono rapidamente. Il tiranno però era già riuscito a mettersi in fuga; dopo affannose ricerche fu quindi individuato a Castel Ivano, che a sua volta fu messo in stato di assedio ed espugnato dopo sanguinosi combattimenti. I Tesini chiesero insistentemente la consegna del Biagio per giustiziarlo, ma inutilmente, perché Francesco da Carrara intendeva sfruttarlo come ostaggio. I valligiani sfogarono quindi la loro rabbia impiccando gli sgherri del despota ed il suo fantoccio. Quel giorno si decise di perpetuare la memoria dell’infame tiranno facendogli un processo in contumacia ed eseguendo la sentenza impiccandone l’effige sulla pubblica piazza. Questo anche per tener vivo quello spirito di indipendenza di cui i Tesini andavano tanto fieri, avendo per esso lottato in periodi ben difficili; con Biagio veniva impiccata simbolicamente la figura di ogni tiranno.

  Annullo filatelico

In occasione della rievocazione storico carnevalesca "Biagio delle Castellare"
le Poste Italiane rilasciano uno
speciale annullo filatelico

(foto Gianni Volpi)

   
Gianni Facchin (foto Agh)   I costumi di scena degli armigeri  
   
Elmi realizzati da artigiani (foto Agh)   Il nostro aiuto Aldo prova un elmo  
La Compagnia Teatrale S. Giorgio

Le recenti edizioni del processo a Biagio di Castellare sono state affidate alla Compagnia Teatrale S. Giorgio di Castello Tesino, retta da Gianni Facchin, regista della compagnia e responsabile della manifestazione. La compagnia teatrale è nata nel 1988 da una sua vecchia idea che teneva nel cassetto da anni: contrariamente alle pessimistiche previsioni, l'accoglienza fu assai favorevole tantoché Facchin scrisse la prima commedia sulla storia delle Marande. Scrisse poi altre sei commedie tra cui "La Credenza", con cui partecipò al Sipario D'Oro e vinse anche il premio Mario Roat (1994). La rappresentazione fu portata presso gli emigrati trentini del sud del Brasile, poi tradotta in portoghese e in altri dialetti regionali italiani. Il Comitato organizzatore, composto da 9 persone, delega alla compagnia teatrale la rappresentazione del processo a Biagio delle Castellare, che coinvolge circa 250 tra figuranti e comparse, ed attira ben 4000 visitatori.

Giacomino Dorigato detto "Jaco", memoria storica del Tesino: sa tutto di storie e tradizioni (foto Agh)

   
Panorama dal Brocon (S. Paternolli)   Le Marande (Stefano Paternolli)  
   
(foto Stefano Paternolli)   (foto Stefano Paternolli)  
   
Un buon Parampampoli (foto Agh)   Sergio Oss, pres. impianti Tesino Spa  
   
Campo scuola (foto Agh)   Lezione di sci (foto Agh)  
Il passo Brocon e la Ski Area Brocon Marande

Il Passo Brocon è un valico fra la valle del Vanoi e del Tesino a 1616 metri. E' un passo molto aperto, per circa 4 km pianeggiante, quasi un piccolo altopiano, assai importante nella storia per essere stato un punto strategico delle due guerre mondiali. Ancor oggi si possono trovare i bunker sotterranei e le trincee scavate dalle milizie austriache. Ora il passo rappresenta una zona turistica sia estiva che invernale: nell'estate offre gite ed escursioni con splendidi panorami, nell'inverno diventa il regno dello sci con la ski area Passo Brocon - Marande, che offre una vasta scelta di divertimenti sulla neve, dallo sci da discesa allo sci di fondo, l'alpinismo, le piste per i bob, le escursioni con racchette da neve. Non manca una efficiente Scuola di sci Lagorai, con relativo campo scuola. Un'importante fonte economica durante la buona stagione è il pascolo bovino, grazie al quale viene prodotto il latte che viene poi portato ne locale caseificio per la produzione di formaggi "doc" quali l'Asiago e il Grana Padano.

TESINO S.p.a. Società Impianti
Via Municipio Vecchio, 2/E 38053 Castello Tesino (TN)
Ufficio - Tel. 0461 594727 Fax 0461 592591 - Biglietteria Impianti - Tel. 0461 594366
Noleggio Sci Malga Marande - Tel. 0461 594366
Noleggio Sci Albergo Pizzo degli Uccelli - Tel. 0461 594365
www.tesino.it
| tesino@tesino.it

Scuola Italiana Sci Lagorai

Loc. Marande - Passo Brocon - 38053 Castello Tesino (TN)
Tel 0461 / 594366 - fax 0461 / 592591


   
Pizzo degli Uccelli al Passo Brocon   La sala da pranzo (foto Agh)  
   
La tavolata di Girovagando (foto Agh)   Il gestore Roberto Boso (foto Agh)  
   
Fagottini di finferli e porcini (foto Agh)   Moretta, polenta e formaggio fritto  
   
Fagiano al vino bianco e rosmarino   Spaetzli allo speck (foto Agh)  
A tavola, ristorante "Pizzo degli Uccelli"

Al Passo Brocon nella puntata del 7 agosto 2004 scorso avevamo mangiato al Ristorante Brocon, oggi per "par condicio" siamo a pranzo nel ristorante di fronte all'altro lato della strada, ovvero al Pizzo degli Uccelli gestito da Roberto Boso e famiglia. L'Hotel è ideale per le famiglie con bambini, in un posto tranquillo senza pericoli, con piste facili e ben attrezzate anche con noleggio slitte, gommoni e bob; Roberto tra l'altro è anche un apprezzato maestro di sci. La cucina, davvero buona e saporita, è quella tipica locale con specialità tesine e trentine. Noi abbiamo degustato: canederli di spinaci e formaggio, spaetzli allo speck, pappardelle alle noci e pancetta, fagottini di finferli e porcini, "moretta" (un piatto tipico del tesino con carne di maiale), formaggio "Asiago" fritto del caseificio locale, fagiano al vino bianco e rosmarino, carne salada, crauti e polenta. Quindi lo speciale dolce di mele ed amaretti fatto in casa. Una cucina da provare!

Hotel Pizzo degli Uccelli
Passo del Brocon - 38053 - Castello Tesino (TN) - Trentino - Italia
Tel. e Fax 046 / 594365 - Tel. 0461.593050 - 348 / 3886076
www.hotelpizzodegliuccelli.it | info@hotelpizzodegliuccelli.it

   
Giorgio Dalceggio (foto Agh)   In scena  
   
Una sala del locale di Dalceggio   Cliente del bar assiste all'intervista  
   
Altro cliente di Dalceggio (foto Agh)   In scena  
Giorgio Dalceggio, attore

La nostra giornata nel Tesino volge al termine, prima però di rientrare a Trento ci fermiamo per un caffè a Castello, al bar di un simpatico personaggio. Si tratta di Giorgio Dalceggio, ex perito minerario diventato attore. Giorgio ha sempre avuto una grande passione per il teatro, che ha potuto finalmente coltivare al suo rientro in Italia dopo un'esperienza di lavoro in Turchia, come responsabile di un cantiere minerario. In Italia incontra uno dei maestri riconosciuti del teatro di ricerca del secondo Novecento, Eugenio Barba, fondatore dell'Odin Teatret, quindi incontra il suo regista e maestro Nin Scolari, con il quale stabilisce un lungo sodalizio artistico. Delceggio si ispira al cosiddetto Terzo Teatro (vedi Manifesto del terzo teatro di E. Barba) di Stanislavskij e Grotowski, un teatro di ricerca proposto da gruppi che vivono la marginalità e che non si ricollegano al teatro di tradizione, tanto meno a quello dell'avanguardia. La rappresentazione è solo la parte finale di un percorso esplorativo sull'attore, sulla psiche, sulla tecnica, sulla voce e la fisicità del corpo. Dalceggio nel 2004 apre un locale a Castello Tesino, un bar - pizzeria, con lintenzione di farne un punto di incontro per iniziative culturali e gastronomiche con musica, teatro e poesia.

Giorgio Dalceggio
Via Roma 16
38053 Castel Tesino
Tel. 0461 / 592108 - cell. 333 / 4633365 - fax 0461 / 594363


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)


Si ringraziano:
Enzo Boso e la Cassa Rurale del Tesino per il supporto organizzativo nella realizzazione di questa puntata
Mario Pernèchele per la documentazione, le fonti storiche e iconografiche

Immagini d'epoca tratte da "Les Hommes des Images" edito da Regione Aut. Trentino Alto Adige 1988

Il Brocon con lo sfondo del Monte Pavione m 2335 (foto Agh)
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38053 Castello Tesino (TN)
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Puntate precedenti in zona Lagorai

  Passo Brocon - Lagorai
7 agosto 2004
    Le Pozze - Lagorai - Tre escursioni scelte
30 agosto 2003
             
  Val Campelle- Lagorai
2 escursioni scelte
25 ottobre 2002
    Escursione ai Laghi di Bombasèl
10 agosto 2002
             
  Tesino - Campo di Golf La Farfalla
13 luglio 2002
    Tesino, Trekking invernale nel Lagorai, 2 febbraio 2002
             
  Lago delle Stellune
18 agosto 2001
       
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Approfondimenti (testi doc-rtf)

  La grandiosa epopea
degli "uomini delle immagini"

I Tesini nel mondo

La flora del Tesino e del "Trodo dei Fiori"
di Rino Ballerin
Il Lagorai di Franco Gioppi e Giordano Balzani
Il periodo feltrino di Giulio Perotto
Gli uomini delle immagini: i perteganti di Maurizio Gioseffi
Architettura rurale di Giovanni Pezzato e Roberto Pezzato
Arte Sacra Ezio Chini
Archeologia e storia dell’antico Tesino Enrico Cavada
Speleologia nel Tesino di Paolo Zambotto
La Grande Guerra nel Tesino di Luca Girotto
Storia della Cassa Rurale del Tesino di Simone Gabrielli
Giorgio Dalceggio, attore curriculum

link

Istituzioni

Comprensorio Bassa Valsugana e Tesino
Cassa Rurale di Castello Tesino
Patti territoriali

Portali locali
www.brocon.it
www.tesino.it
www.sviluppovalsugana.it
www.tesinoholidays.com
Vacanze in Baita
Gruppo folk Castello Tesino

Sci
Tesino Spa impianti sci

Montagna - Lagorai
Lagorai grandioso archivio fotografico di Franzi Vitlacil (con itinerari)
Trodo dei Fiori
Storia di un'escursione in Lagorai di Andrea Calori
Catena del Lagorai e Cima d'Asta di Andrea Ceolan (con itinerari)
SAT - Società Alpinisti Tridentini

Ambiente

MuseoTridentino di Scienze Naturali
Parco Naturale Paneveggio Pale di S. Martino
Agenzia Provinciale per la protezione dell'Ambiente
Lega Ambiente
www.unitus.it
Università della Tuscia

Uomini illustri del Tesino
Alcide De Gasperi

A tavola

Hotel Pizzo degli Uccelli

Passo del Brocon - 38053 - Castello Tesino (TN) - Trentino - Italia
Tel. e Fax 046 / 594365 - Tel. 0461.593050 - 348 / 3886076
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Filatelia

  Annullo filatelico

Lo speciale annullo filatelico rilasciato da
Poste Italiane
in occasione della rievocazione storico carnevalesca "Biagio delle Castellare"