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| Nei boschi con la Forestale: l'ispettore
Tarcisio Ballerin e l'assistente Adriano Moltrer (foto Agh) |
Girovagando ritorna sull'Altopiano di Piné
- Valle di Cembra, per offrirvi un assaggio delle principali attrattive
del luogo e per presentarvi alcune novità della stagione turistica.
Anche quest'anno, come di consueto, le bellezze
naturali sono il punto di forza, con i laghi soprattutto ma anche
con la montagna, i boschi, le passeggiate. Ricchissima anche l'offerta culturale:
tra le cose più interessanti l'ormai celeberrimo Sentiero
del Dürer (vedi Girovagando
17/01/2004) e gli itinerari spirituali-religiosi
nelle chiese e nei santuari della zona.
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| Enrico Colombini, presidente APT |
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Sergio Revolti, dir. APT (foto Agh) |
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Laghi, boschi e vigneti
Come sempre siamo accolti con proverbiale gentilezza dal presidente dell'APT,
Enrico Colombini, e dal direttore Sergio Revolti che ci accompagna nella
nostra visita. Nelle sette puntate precedenti
di Girovagando in Trentino (otto con questa che state leggendo) trovate
un'amplissima panoramica sulle bellezze e attrattive dell'Altopiano di Piné
- Valle di Cembra. Sul sito ufficiale
APT ci sono tutte le offerte turistiche illustrate nel dettaglio ed
i recapiti per richiedere eventualmente ulteriori informazioni.
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| Baselga di Piné e il Lago
di Serraia dalla cima del Monte Costalta (foto Agh) |
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| Un'allieva in meditazione (foto Agh) |
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| Incontro sul Dosso di Vigo (foto Agh) |
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| Chiesetta di S. Giuseppe sul Dosso di Vigo (foto Agh) |
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Respira il silenzio con Hannelore
A pochi minuti d'auto da Baselga, ci attende il primo momento "spirituale".
Ci spostiamo infatti nella frazione di Vigo,
dove su un caratteristico e panoramico dosso sorge la bella Chiesetta
di San Giuseppe. Le notizie sulla sua origine sono incerte: fu edificata,
sembra, nella prima metà del XVII secolo e consacrata nel 1652. Dalla
chiesa si gode una bellissima vista sui monti trentini: dal massiccio della
Vigolana alla Valle dell’Adige, dal Bondone al Baldo. Verso ovest,
oltre la lunga dorsale di Gaza-Paganella, si scorge il maestoso gruppo dolomitico
del Brenta. In questo ambiente che ispira
una grande serenità avvengono gli incontri con Hannelore
Groetsch, terapeuta di floriterapia di
Bach, rilflessologia plantare, massaggio
californiano e altre tecniche di rilassamento.
Gli incontri sono rivolti a tutti coloro, neofiti e non, desiderano trovare
un momento di relax profondo e di pace interiore.
Poco prima del tramonto, all'imbrunire, è il momento ideale per scaricare
le tensioni e liberare la mente dallo stress quotidiano. Gli esercizi proposti
servono fondamentalmente a diventare consapevoli
della propria respirazione: adottati con una certa regolarità,
permettono di imparare nel tempo a gestire situazioni di stress in modo
più equilibrato e distaccato. Hannelore utilizza tecniche miste di
respirazione, visualizzazione, meditazione, training autogeno, bioenergetica;
durante gli incontri ci sono anche degli spunti per considerare una diversa
filosofia di vita che mira all'equilibrio
e alla serenità interiore. Hannelore
fa accomodare i suoi ospiti sull'erba, su morbidi cuscini disposti a semicerchio,
e con voce calma insegna come prendere consapevolezza
di sè e del proprio corpo, del respiro,
del battito del cuore, come allentare la tensione
della muscolatura e delle articolazioni, come imparare insomma a fare qualcosa
di cui purtroppo abbiamo perso conoscenza: imparare
ad ascoltarsi. Gli incontri sono previsti per tutta l'estate, ogni
giovedì di luglio e agosto, sul Dosso di Vigo (ritrovo ad
ore 18 c/o Piazza Vigo), ed esattamente: 8, 15, 22, 29 luglio e 5, 12, 19,
26 agosto 2004. In caso di maltempo si tengono all'Hotel
Olimpic di Miola. Informazioni ulteriori possono essere richieste all'APT.
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| Quando il giorno volge al tramonto,
è il momento ideale per il relax (foto Agh) |
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| Hannelore spiega come rilassarsi (foto Agh) |
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Gli incontri sul Dosso di Vigo (foto Agh) |
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| Corso di rilassamento sul Dosso di
Vigo (foto Agh) |
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| Serenità interiore (foto Agh) |
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La terapeuta Hannelore Groetsch (foto Agh) |
Bibliografia
per approfondire i temi della medicina non convenzionale
www.ilgiardinodeilibri.it
libri on line su: corpo, mente, spirito, ambiente
Riza
Psicosomatica rivista mensile
"Respira il silenzio"
con Hannelore Groetsch
Vigo di Piné (Dosso di Vigo)
Info: APT Baselga di Piné (TN) Via C. Battisti,
106
tel. 0461 557028 - 0461 558500 - Fax 0461 557577
infopine@aptpinecembra.it |
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| Il Gronlait e il Fravort visti da
Malga Pez, sul Monte Costalta (foto Agh) |
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| "Pulsatilla vernalis" o
primaverile (foto Agh) |
Animazione sull'Altopiano
Baselga di Piné è il maggiore comune dell'Altopiano
(l'altro è Bedollo). Formato da
10 frazioni, si trova a 967 metri di altitudine e si espande su una superficie
di circa 40 chilometri quadrati. Nel 2001 contava 4399 abitanti. Baselga
è il centro economico, turistico, culturale e religioso del comune.
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| Lago di Serraia (foto Agh) |
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In pedalò sul Lago di Serraia (foto Agh) |
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| Germani si riscaldano al sole (foto Agh) |
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All'Hotel Caminetto a Cembra con
Cosimo e Bianca |
Il Lago della Serraia, circondato da montagne
e boschi, è il fulcro dell'attrazione turistica che tuttavia offre,
nel circondario, infiniti spunti per altre attività, specialmente
escursioni e passeggiate. Solo per citarne alcuni: il biotopo del Laghestèl,
il soprastante panoramico Monte Costalta,
Passo Redebus e Malga
Stramaiolo con le magnifiche escursioni, il famoso Santuario
Mariano di Montagnaga, le molte chiese di grande interesse artistico
nelle frazioni e nei paesi vicini. A titolo di curiosità la chiesa
più antica è quella di San Mauro,
nella frazione omonima, citata già in un documento del 1242.
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| Con Franca Broseghini dell'Albergo Serraia a Baselga
di Piné (foto Agh) |
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L'attività
di Copiné
Franca Broseghini, amica di Girovagando in Trentino e titolare dell'Albergo
Serraia e presidente di Copiné - Consorzio
Operatori Piné, ci presenta il ricco programma estivo di animazione
sull'Altopiano. Sono previste animazioni pomeridiane
per bambini e ragazzi con laboratori creativi di pittura, disegno,
modellazione della creta, collage, origami, aquiloni, burattini, ecc., animazione
sportiva con giochi a squadre e di gruppo, gimcane, cacce al tesoro, feste
sulla spiaggia, balli, baby dance, teatro.
Per tutte le informazioni ci si può rivolgere all'APT Piné
Cembra, Baselga di Piné, Via C. Battisti 106, tel. 0461 557028. Di
seguito pubblichiamo il programma integrale.
Tutto
il programma estate 2004 Altopiano di Piné Valle di Cembra (rtf)
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| Riflesso nell'acqua (foto Agh) |
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| Lago di Serraia, riva ovest (foto Agh) |
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Lago di Serraia, riva est (foto Agh) |
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| Hoabonti (sullo sfondo) e Gronlait
visti da Malga Pez (foto Agh) |
Galleria di foto storiche
Segnaliamo qui una lodevole iniziativa del Comune
di Baselga, che sul suo sito on line ha pubblicato delle bellissime
foto d'epoca di cui riportiamo alcune immagini. Peccato per la bassa
risoluzione che permette solo in parte di cogliere questa affascinanti atmosfere
perdute.
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| Lago Serraia e imbarcadero (foto Comune Baselga) |
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Baselga, un po' di storia
Le rapidissime trasformazioni culturali e sociali degli ultimi anni hanno
radicalmente capovolto l'economia e i luoghi dell'Altopiano. Da un'economia
profondamente agro-forestale-pastorale si è passati nell'ultimo mezzo
secolo a un'economia integrata che coinvolge l'industria
estrattiva, il turismo, il commercio,
il terziario, il pendolarismo, ed ha specializzato l' agricoltura. Gli effetti
sul paesaggio sono evidenti. Ci sono da aggiungere il legname
pregiato, la legna da fuoco di cui si faceva gran commercio, e le
lastre di porfido di S. Mauro le cui cave
la Comunità concedeva di coltivare ai censiti. Innocenzo a Prato
(sec.XVI-XVII) parla delle vaste selve e dei «moltissimi armenti».
Nel suo «Dizionario geografico statistico» edito nel 1853, Agostino
Perini elogia i «capussi» di
Piné che d'autunno si conducevano «a carri» a Trento.
C'è da aggiungere l'attività mineraria
e di ricerca mineraria medievale, e posteriore, nelle zone della Faida e
della Valle del rio Nero. Era connessa a quella del bacino
minerario giuridico di Pergine e richiamò una certa immigrazione
specializzata tedesca.
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| Lago di Serraia (foto Comune Baselga) |
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Vista sul lago a Baselga, inizio '900 |
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| L'attuale Via Battisti (foto Comune Baselga) |
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"Pensione alla città di Trento", oggi
"Hotel Krone" |
Nello scorso secolo e all'inizio dell'attuale si cavava la
torba di cui si faceva commercio con le industrie e le filande di
Trento e Pergine. L'Unione Minatori Pinetani
sorta a Miola di Piné verso la fine dello scorso secolo è
una delle attive reminiscenze dell'industria estrattiva premoderna. Il profilo
economico quale si ricava dai conferimenti medievali e dalle statistiche
fra le due guerre appare uniforme pur nelle variazioni conseguenti all'introduzione
di nuove colture (si veda la patata nel primo ventennio del secolo XIX)
e di nuove attività produttive, quali il turismo sia di soggiorno
estivo che religioso.
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| Antico Albergo Serraia (foto Comune Baselga) |
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| Albergo Serraia (foto Comune Baselga) |
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| Lago di Serraia (foto Comune Baselga) |
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| Lago di Serraia (foto Comune Baselga) |
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| Lago di Serraia, riva est (foto Comune Baselga) |
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Inizia il turismo
Una modica attività turistica iniziò a incidere sul paesaggio
(Serraia) già alla fine dello scorso secolo, mentre il turismo
religioso, attratto dal santuario mariano
di Montagnaga, risale alla prima metà del Settecento. Tra
le due guerre del 900 erano in attività cento affittacamere («i
quartieri»), 9 esercizi alberghieri con massima concentrazione alla
Serraia (4) e a Montagnaga (3), 4 trattorie, 20 apicoltori, 1 fioricoltore,
5 caseifici sociali, 3 mulini, 3 segherie, 11 venditori ambulanti, 4 sartorie,
3 «Cave di ardesia», l'Azienda elettrica dell'«Unione
Minatori Pinetani» oltre a varie attività commerciali e artigianali.
Il paesaggio economico contemporaneo è rilevabile sia nella dilatazione
urbanistica residenziale, commerciale, artigianale, di servizio, sportiva,
alberghiero-ricettiva, sia nelle rielaborazioni agricole dei territori più
favorevoli, sia nell'estensione di quella che i geografi definiscono «economia
distruttiva», vale a dire le «cave di porfido» (S. Mauro,
Tressilla). Queste ultime, infatti, costituiscono dei pilastri economici
e di benessere portanti seppur a scapito della qualità dell'ambiente
che stanno brutalmente modificando. Il turismo ha creato un intreccio di
infrastrutture pubbliche e private di rilievo. E' soprattutto estivo (alberghiero,
affittacamere, seconde case) con punte invernali (Stadio
del ghiaccio) e di fine settimana. L'agricoltura si è industrializzata
specializzandosi nelle monoculture dei «piccoli
frutti di montagna», mentre sostenuto è il pendolarismo
giornaliero (e settimanale) verso i bacini industriali e del terziario di
Trento e di Pergine. A cavallo del secolo lo scenario economico-sociale
risulta storicamente di una certa vivacità in rapporto alla consistenza
demografica e al convenzionale isolamento dai poli direzionali. Accanto
al diffondersi nei primi anni del '900 della cooperazione di consumo (Famiglie
Cooperative) e di risparmio-credito (Casse Rurali), sorsero la «Società
operaia cattolica minatori pinetani S. Barbara» con sede a
Baselga e fondata nel 1896, la «Società
di abbellimento di Piné in Baselga» che nel 1896 ottenne
dal Comune di Trento, proprietario del lago, di erigere «cabine da
bagno lungo la strada di Grauno»), la «Società
apicoltori Piné» (1905). Nel campo socio-culturale furono
fondati il «Gruppo della Lega nazionale di Miola»(1895), la
«Società dell'asilo infantile di Miola» (1898), la «Bandina
sociale pinetana» (1908), il «Gruppo della Lega popolare tirolese»
di Tressilla (1913), il Ricreatorio parrocchiale festivo di Baselga (1904)
e furono erette ex-novo le chiese parrocchiali di Baselga (1908) e di Miola
(1914). Nulla invece si riuscì a fare per la progettata valorizzazione
«termale» delle fonti di acqua ferruginosa-arsenicale di Costalta,
dopo gli entusiasmi e le speranze delle prime classificazioni chimiche del
1879 e del 1890.
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| Lago Serraia sponda est (foto Comune Baselga) |
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Lago di Serraia da Baselga (foto Comune Baselga) |
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| Cartolina d'epoca (foto Comune Baselga) |
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L'abitato di Baselga (foto Comune Baselga) |
Nel 1891 Ottone Brentari segnalava a Baselga, oltre alla sede comunale e
della parrocchia, l'ufficio postale, la gendarmeria, la scuola e cinque
osterie. La descrizione si riferisce al nucleo antico, un aggregato di «case
vecchie, fornite di grandi pontesei». «Centro dei villeggianti»
era la Serraia dove c'erano l'albergo «al Pavone» di Antonio
Anesi detto Gnago, sito in riva al lago, l'albergo dei Fratelli Broseghini
comunemente detto "alla Tea" e poche altre case. L'altro centro
turistico, non solo religioso, indicato dal Brentari, era Montagnaga,
«località sempre più frequentata come soggiorno estivo
dai cittadini di Pergine, Trento, del rimanente Trentino ed anche del Regno».
C'erano poi 3 alberghi, «Corona», «Tiglio», «Toller»
e 4 osterie. (tratto da "Premessa" di Aldo Gorfer allo Statuto
Comunale in vigore dal 18.03.1996)
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| La catena del Brenta dal Monte Costalta
(foto Agh) |
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| La riconoscete? E' Giulietta Masina a Piné |
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La "tata" di Giulietta
Forse non tutti sanno che negli anni '70 sull'Altopiano di Piné,
precisamente a Montagnaga, la famiglia
Leonardelli dell'Hotel Posta (vedi Girovagando
del 11/10/2003) era solita accogliere un'illustre ospite: Giulietta
Masina, la grande attrice moglie di Federico
Fellini, protagonista di indimenticabli film come "La
strada". Anna Leonardelli infatti, che l'aveva vista nascere, le
fece da "tata" per oltre 20 anni. Giulietta, rimasta legatissima
alla signora Anna, quando poteva veniva a trovarla trascorrendo qualche
giorno di quiete a Montagnaga nell'albergo dei Leonardelli. Nella puntata
di Girovagando un ricordo di Giulietta Masina quand'era in vacanza sull'Altopiano
di Piné.
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| Articolo de "L'Adige " 11 aprile 1972 |
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Giulietta Masina con la sua "tata" Anna Leonardelli |
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| Tramonto sui laghi di Piné
da Bedollo (foto Agh) |
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| L'Hotel Krone a Baselga di Piné (foto Agh) |
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Hotel Krone
In pieno centro a Baselga, a pochi passi
dal lago, incontriamo i titolari e gestori dell'Hotel
Krone, storico albergo di Piné risalente ai tempi del Kajser,
successivamente divenuto "Pensione alla Città
di Trento". Si tratta di Clara Pedrelli
e del marito Fausto Broseghini, il cui
papà, Mario, nel 1975 aveva iniziato la prima ristrutturazione del
vecchio albergo, cercando di conservare la struttura coi suoi vecchi legni
originari. Quest'anno una nuova importante ristrutturazione, nello stesso
spirito conservativo di allora, ha ammodernato l'Hotel Krone con nuove
camere, balconi, una sala
da pranzo più capiente e lo sbarrieramento
per l'accesso ai disabili, ai quali sono ora riservate camere apposite.
Fausto e Clara hanno trasformato con amore l'albergo nella loro casa, che
volentieri mettono a disposizione dei loro graditi ospiti. Una simpatica
coppia di gentilissimi romeni, Sorin e Daniela, aiuta i titolari nella gestione.
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| L'antico albergo oggi "Hotel Krone" (foto
H. Krone) |
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Con Clara Pedrelli (foto Agh) |
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| Sala da pranzo con stufa a olle (foto Agh) |
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Sala da pranzo (foto Agh) |
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| Brindisi con la troupe di Girovagando (foto Agh) |
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La ricca carta dei vini (foto Agh) |
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| I bagni rinnovati (foto Agh) |
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Le camere dispongono di balconi vista lago |
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| Sorin e Daniela Dragusin, marito
e moglie, sono originari di Brasov in Romania (foto Agh) |
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| Malga Pez (foto Agh) |
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| Dall'Olanda a Baselga in bici |
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Dall'Olanda in bici
Oltre 2500 chilometri in bicicletta (tra andata e ritorno) per visitare
l'Italia e la comunità di Baselga: questa la bella impresa
di 26 giovani studenti della "Oss Sevenwolden School" di Heerenveen,
Olanda. Accompagnati dal sindaco della città, Bob de Jong, sono giunti
a Baselga pedalando per 10 giorni, con una media di 120 km giornaliera.
L'iniziativa fa parte del previsto gemellaggio tra le due comunità
di Heerenveen e Baselga, e porterà nel prossimo autunno ad uno scambio
culturale e didattico tra le scuole medie delle due località, unite
dalla comune passione del pattinaggio velocità: Heerenveen ospita
infatti una delle strutture più note al mondo. Il sindaco di Baselga
Sergio Anesi ha fatto gli onori di casa alla simpatica comitiva, che ha
dedicato all'impresa sportiva un sito internet:
www.heerenveen-baselga.tk
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| Posa ricordo dei pedalatori della
"Oss Sevenwolden School" di Heerenveen (foto Agh) |
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| Maso Sveseri a Sover (foto Agh) |
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| Cinzia ai fornelli (foto Agh) |
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A tavola a Maso Sveseri
Per il pranzo siamo attesi a Maso Sveseri,
che si trova a Montesover, a circa 2 km
da Brusago. Ha iniziato la sua attività nel 1984 come agritur, rigorosamente
a conduzione familiare. Tuttora propone specialità casalinghe frutto
di una lunga esperienza al servizio di chi ricerca la cucina buona e genuina
e i prodotti tipici trentini, vero "credo" di Dario Bazzanella.
Con la moglie Liliana, la graziosa figlia Cinzia e il fratello Romano, lavorano
con passione tutti insieme e cercando di migliorare sempre.
Nel 1986 l'agritur si è trasformato in ristorante con una sala da
80 posti adatta per comitive, cene sociali e matrimoni. Noi abbiamo avuto
l'onore di un menù dedicato a Girovagando
da parte dello chef Dario, che ci ha preparato alcuni tra i migliori piatti
di Maso Sveseri: antipasto di funghi, un
piatto tris con maliziosi alla coltellata,
cappellacci alla tirolese, rusteghi
con aromi e speck, sorbetto all’arancio, un mega piatto unico
detto "parafam" (tradotto significa
grosso modo "ferma la fame"), poi stinco
al forno, bocconcini di cervo, funghi
misti trifolati, deliziose lumache alla Bourguignon,
polenta e crauti, il tutto accompagnato naturalmente dai vini della Cantina
di Toblino, nostro sponsor. Infine l'ottimo gelato della casa e,
per concludere in bellezza, il "mangiaebevi": il dolce digestivo
in un fresco bicchierino di cioccolato fondente da ingollare in un sol colpo.
Il menù era speciale ma sono piatti che si possono trovare qausi
sempre, secondo la stagione: per esigenze particolari basta un colpo di
telefono.
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| A tavola a Maso Sveseri (foto Agh) |
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Antipasto di funghi (foto Agh) |
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| Piatto tris (foto Agh) |
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il "parafam" (foto Agh) |
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| Lumache alla Bourguignon (foto Agh) |
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Stinco al forno con polenta (foto Agh) |
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| Dario Bazzanella con la figlia Cinzia,
la moglie Liliana e il fratello Romano (foto Agh) |
Grazie ad una decennale esperienza acquisita all'estero di Romano, il ristorante
Maso Sveseri è anche un'affermata gelateria.
Nel 1997 si è aggiunta un'ottima pizzeria che con uno speciale forno
a legna computerizzato si preparano pizze croccanti e gustose. Cinque
confortevoli camere in mansarda completano l'offerta turistica della
famiglia Bazzanella, con la possibilità di soggiornare tra la splendida
valli trentine di Cembra e l'Altopiano
di Piné, a circa mezz'ora di auto dal cuore delle Dolomiti.
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| Veduta di Valcava (foto Agh) |
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| Santuario Madonna dell'Aiuto |
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Il tiglio bi-centenario (foto Agh) |
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Santuario Madonna dell'Aiuto
Accompagnati dal gentilissimo personale del Servizio
Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento ci rechiamo poco
a nord di Segonzano, dove si trova uno
dei santuari più noti del Trentino, dedicato a Maria Ausiliatrice
meglio conosciuta come "Madonna dell'Aiuto".
Il santuario è formato da una chiesetta che sorge in una radura nel
bosco, all'ombra di un gigantesco tiglio plurisecolare. L'edificio, come
si presenta oggi, è il risultato del recente ampliamento del 1961.
All'interno conserva il "miracoloso" quadro della Madonna
dell'Aiuto che è una copia della Mariahilf di Lukas
Cranach conservato a Innsbruck. Il quadro fu commissionato e portato
a Segonzano nel 1682-83 dal barone Francesco Ferdinando
a Prato. Subito collocato in un capitello nei pressi di Segonzano,
ben presto divenne meta di pellegrinaggio di molti devoti.
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| L'interno del Santuario Madonna dell'Aiuto
nei pressi di Segonzano (foto Agh) |
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| L'altare (foto Agh) |
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Il quadro "miracoloso" (foto Agh) |
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| Ex voto, Italia 1935 (foto Agh) |
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Ex voto, America 1927 (foto Agh) |
Seguirono più fasi di ampliamento del capitello e nel 1820 l'edificio
fu trasformato in santuario. Accanto alla chiesa sorgeva un eremo eretto
nella prima metà del XIX secolo e dismesso nel 1971 alla morte dell'ultimo
eremita. Interessante, come sempre, l'arte naif degli "ex voto",
ovvero i quadretti "per grazia ricevuta", appesi in una stanzetta
a fianco della navata centrale.
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| L'ispettore Tarcisio Ballerin ci
illustra le magnifiche passeggiate nei boschi partendo dal santuario
(foto Agh) |
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| Tarcisio Ballerin mostra il foro nel grosso larice per
l'estrazione della resina (foto Agh) |
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Con il Servizio Foreste
e Fauna
Nei pressi del santuario, nel bel bosco misto di latifoglie e conifere,
l'ispettore forestale Tarcisio Ballerin e l'assistente Adriano Moltrer ci
mostrano un particolare curioso: quasi tutti i grossi
larici hanno una specie di "tappo" di legno alla base.
Di cosa si tratta? E' il retaggio di un'attività piuttosto comune
in passato, quando dalla resine di larice si ricavava la trementina
(detta anche "trementina di Venezia"). Era utilizzata per vari
scopi, soprattutto in farmacologia per
la preparazione di unguenti, per inalazioni,
oppure trovava largo impiego nell'industria delle
vernici. Si praticava un foro alla base dell'albero di circa 2 centimetri
di diametro, dal quale nel corso dell'anno, in ripetute estrazioni, si ottenevano
alcuni barattolini di preziosissima resina. Il foro era quindi sigillato
onde evitare l'essicazione e per ripetere l'estrazione dopo qualche mese.
Questa attività è sopravvissuta fino ai giorni nostri, praticata
ormai da pochissimi specialisti, che sono in possesso di un'apposita concessione
comunale.
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| Il tappo di legno alla base del larice (foto Agh) |
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La resina da cui si ricava la trementina (foto Agh) |
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| Polla d'acqua nel bosco (foto Agh) |
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| La squadra di forestali che ci ha
accompagnato sull'Altopiano di Piné: Maurizio Mezzanotte, Luca
Chistè, Adriano Moltrer e Tarcisio Ballerin del Servizio Foreste
e Fauna Provincia Autonoma di Trento (foto Agh) |
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| Biotopo Laghestèl(f. M. Dalpalù) |
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| Al biotopo del Laghestèl (f. M. Dalpalù) |
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| Rana di montagna (foto Serv. Foreste) |
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| Maurizio Mezzanotte e Luca Chistè |
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| Cannaiola verdognola (foto Serv. Foreste) |
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| Forestali in perlustrazione (foto Agh) |
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Biotopo Laghestèl
Il Laghestèl di Piné è
senza dubbio uno dei Biotopi più famosi del Trentino: deve sicuramente
la sua fama per il fatto di essere una sorta di progenitore degli attuali
biotopi, ovvero i "piccoli territori tutelati" protetti ai sensi
della legge provinciale 14/86. Fu infatti il Comune di Baselga di Piné
a porre il Laghestèl sotto vincolo di tutela in qualità di
Riserva Naturale, riconoscendone l'elevato
valore naturalistico e dimostrando così una notevole sensiblità
ambientale, precorrendo i tempi nell'Italia intera poiché correva
infatti l'anno 1974, quando parlare di ambiente non era ancora diventato
"di moda". Da allora la fama del Laghestèl crebbe continuamente,
con una sempre crescente affluenza di visitatori. Nonostante il suo aspetto
"integro", il piccolo bacino del Laghestèl di Piné
è stato per secoli, in realtà, al centro di varie attività
umane, come documenta lo studioso Padre F. Ghetta in una ricerca storica
basata su antichi documenti. Nel 1613 il lago e il territorio circostante
fu venduto al Principe Vescovo di Trento Cardinale
Madruzzo dalla comunità di Piné, che però si
riservava il diritto di sfalcio dei prati, di pascolo e di abbeverata del
bestiame. I documenti riportano anche vari tentativi di bonifica condotti
in tempi successivi, tramite lo scavo di fossi e canali. Attorno al 1870
è documentata anche una modesta attività di estrazione
della torba. A partire dal secondo dopoguerra sono stati abbandonati
i prati e le colture presenti nella conca (cavoli e patate) e la vegetazione
naturale si è progressivamente riappropriata del territorio. La preziosità
del Laghestèl, da un punto di vista vegetale, è descritta
nella dettagliata carta della vegetazione elaborata dai professori Pedrotti
e Chemini: oltre 200 le specie presenti,
alcune delle quali molto rare. Tra le più interessanti, ricordiamo
la Utricularia vulgaris, pianta carnivora
che vive completamente immersa in acqua e nei mesi estivi presenta alcuni
grandi fiori gialli su un peduncolo emergente dall'acqua. C'è poi
un fenomeno botanico che ha reso celebre il Laghestèl di Piné:
dal 1975, in particolari condizioni climatiche, si verifica l'arrossamento
estivo delle acque ad opera dell'alga Euglena Sanguinea, fenomeno simile
che accadeva al più famoso lago di Tovel. La grande varietà
di ambienti presenti nel biotopo (boschi, prati, zona umida, ecc.) si riflette
anche sulla fauna che si presenta particolarmente ricca: tra tutti gli animali,
l’interesse preminente è rivestito dalle specie legate all’acqua,
che qui sono numerose e rappresentate da entità che in Trentino sono
divenute rare a causa della distruzione degli ecosistemi acquatici. A titolo
di esempio, basti considerare che il Laghestèl di Piné costituisce
il luogo di riproduzione per ben 7 specie di Anfibi,
ovvero più della metà dell’intera fauna di anfibi della
provincia. Il biotopo è visitabile tramite un percorso
ad anello percorribile in circa due ore
e mezzo con passo tranquillo, tenendo conto di brevi soste per osservare,
fotografare scrivere e riposare. Il tracciato non comporta alcuna difficoltà
e si svolge su un territorio pressoché pianeggiante. Lungo il percorso
sono indicati 12 punti di particolare interesse, in corrispondenza dei quali
è collocata una tabella con una breve testo illustrativo. I temi
proposti sono: l’origine, le glaciazioni e i massi erratici, il porfido,
la vegetazione della zona umida, il dinamismo della vegetazione, boschi
naturali e artificiali, il Laghestèl e l’uomo, l’emissario,
la fauna, la pineta, il bosco igrofilo, le vecchie strade.
Laghestèl
(dal sito della P.a.t.)
I
biotopi del Trentino
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| Santuario di Montagnaga nel 1925 |
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I "percorsi dello spirito": la via dei
santuari
Accenniamo qui ad uno degli interessanti itinerari
ideati dall'APT riguardo ai "percorsi dello
spirito", altri tre li rendiamo disponibili di seguito (in formato
"RTF"). Si tratta della Via dei
Santuari, una proposta di cammino in uno o più
giorni, secondo le proprie capacità, per vivere da vicino la spiritualità
dal Santuario della Madonna di Montagnaga
di Piné fino al Santuario della
Madonna dell’Aiuto a Segonzano. Il percorso
è lungo 22 km
e si svolge quasi tutto su strade o sentieri nella pace dei boschi di pini,
larici e faggeti, costeggiando laghi e torrenti fino alle celeberrime Piramidi
di Segonzano. Ogni informazione sui percorsi
può essere richiesta all'APT.
Gli itinerari in formato RTF:
La
via dei Santuari
Sulle
vie dei Castelli e delle dimore principesche
Sulle
vie della Cristianità Romanica e Gotica
Sulle
vie di Maria
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
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| Le vette del Lagorai da Cima Costalta, clicca
per ingrandire (foto Agh) |
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