per
questo spazio
 
Altopiano di Piné e Valle di Cembra
22 maggio 2004
home page
 
Nei boschi con la Forestale: l'ispettore Tarcisio Ballerin e l'assistente Adriano Moltrer (foto Agh)

Girovagando ritorna sull'Altopiano di Piné - Valle di Cembra, per offrirvi un assaggio delle principali attrattive del luogo e per presentarvi alcune novità della stagione turistica. Anche quest'anno, come di consueto, le bellezze naturali sono il punto di forza, con i laghi soprattutto ma anche con la montagna, i boschi, le passeggiate. Ricchissima anche l'offerta culturale: tra le cose più interessanti l'ormai celeberrimo Sentiero del Dürer (vedi Girovagando 17/01/2004) e gli itinerari spirituali-religiosi nelle chiese e nei santuari della zona.

   
Enrico Colombini, presidente APT   Sergio Revolti, dir. APT (foto Agh)  
Laghi, boschi e vigneti

Come sempre siamo accolti con proverbiale gentilezza dal presidente dell'APT, Enrico Colombini, e dal direttore Sergio Revolti che ci accompagna nella nostra visita. Nelle sette puntate precedenti di Girovagando in Trentino (otto con questa che state leggendo) trovate un'amplissima panoramica sulle bellezze e attrattive dell'Altopiano di Piné - Valle di Cembra. Sul sito ufficiale APT ci sono tutte le offerte turistiche illustrate nel dettaglio ed i recapiti per richiedere eventualmente ulteriori informazioni.

Baselga di Piné e il Lago di Serraia dalla cima del Monte Costalta (foto Agh)

 
Un'allieva in meditazione (foto Agh)  
 
Incontro sul Dosso di Vigo (foto Agh)  
 
Chiesetta di S. Giuseppe sul Dosso di Vigo (foto Agh)  
Respira il silenzio con Hannelore

A pochi minuti d'auto da Baselga, ci attende il primo momento "spirituale". Ci spostiamo infatti nella frazione di Vigo, dove su un caratteristico e panoramico dosso sorge la bella Chiesetta di San Giuseppe. Le notizie sulla sua origine sono incerte: fu edificata, sembra, nella prima metà del XVII secolo e consacrata nel 1652. Dalla chiesa si gode una bellissima vista sui monti trentini: dal massiccio della Vigolana alla Valle dell’Adige, dal Bondone al Baldo. Verso ovest, oltre la lunga dorsale di Gaza-Paganella, si scorge il maestoso gruppo dolomitico del Brenta. In questo ambiente che ispira una grande serenità avvengono gli incontri con Hannelore Groetsch, terapeuta di floriterapia di Bach, rilflessologia plantare, massaggio californiano e altre tecniche di rilassamento. Gli incontri sono rivolti a tutti coloro, neofiti e non, desiderano trovare un momento di relax profondo e di pace interiore. Poco prima del tramonto, all'imbrunire, è il momento ideale per scaricare le tensioni e liberare la mente dallo stress quotidiano. Gli esercizi proposti servono fondamentalmente a diventare consapevoli della propria respirazione: adottati con una certa regolarità, permettono di imparare nel tempo a gestire situazioni di stress in modo più equilibrato e distaccato. Hannelore utilizza tecniche miste di respirazione, visualizzazione, meditazione, training autogeno, bioenergetica; durante gli incontri ci sono anche degli spunti per considerare una diversa filosofia di vita che mira all'equilibrio e alla serenità interiore. Hannelore fa accomodare i suoi ospiti sull'erba, su morbidi cuscini disposti a semicerchio, e con voce calma insegna come prendere consapevolezza di sè e del proprio corpo, del respiro, del battito del cuore, come allentare la tensione della muscolatura e delle articolazioni, come imparare insomma a fare qualcosa di cui purtroppo abbiamo perso conoscenza: imparare ad ascoltarsi. Gli incontri sono previsti per tutta l'estate, ogni giovedì di luglio e agosto, sul Dosso di Vigo (ritrovo ad ore 18 c/o Piazza Vigo), ed esattamente: 8, 15, 22, 29 luglio e 5, 12, 19, 26 agosto 2004. In caso di maltempo si tengono all'Hotel Olimpic di Miola. Informazioni ulteriori possono essere richieste all'APT.

Quando il giorno volge al tramonto, è il momento ideale per il relax (foto Agh)
 
Hannelore spiega come rilassarsi (foto Agh)   Gli incontri sul Dosso di Vigo (foto Agh)
Corso di rilassamento sul Dosso di Vigo (foto Agh)
 
Serenità interiore (foto Agh)   La terapeuta Hannelore Groetsch (foto Agh)

Bibliografia per approfondire i temi della medicina non convenzionale
www.ilgiardinodeilibri.it libri on line su: corpo, mente, spirito, ambiente
Riza Psicosomatica rivista mensile

"Respira il silenzio"
con Hannelore Groetsch
Vigo di Piné (Dosso di Vigo)
Info: APT Baselga di Piné (TN) Via C. Battisti, 106
tel. 0461 557028 - 0461 558500 - Fax 0461 557577
infopine@aptpinecembra.it

Il Gronlait e il Fravort visti da Malga Pez, sul Monte Costalta (foto Agh)
"Pulsatilla vernalis" o primaverile (foto Agh)

Animazione sull'Altopiano

Baselga di Piné
è il maggiore comune dell'Altopiano (l'altro è Bedollo). Formato da 10 frazioni, si trova a 967 metri di altitudine e si espande su una superficie di circa 40 chilometri quadrati. Nel 2001 contava 4399 abitanti. Baselga è il centro economico, turistico, culturale e religioso del comune.

 
Lago di Serraia (foto Agh)   In pedalò sul Lago di Serraia (foto Agh)
 
Germani si riscaldano al sole (foto Agh)   All'Hotel Caminetto a Cembra con Cosimo e Bianca

Il Lago della Serraia, circondato da montagne e boschi, è il fulcro dell'attrazione turistica che tuttavia offre, nel circondario, infiniti spunti per altre attività, specialmente escursioni e passeggiate. Solo per citarne alcuni: il biotopo del Laghestèl, il soprastante panoramico Monte Costalta, Passo Redebus e Malga Stramaiolo con le magnifiche escursioni, il famoso Santuario Mariano di Montagnaga, le molte chiese di grande interesse artistico nelle frazioni e nei paesi vicini. A titolo di curiosità la chiesa più antica è quella di San Mauro, nella frazione omonima, citata già in un documento del 1242.

 
Con Franca Broseghini dell'Albergo Serraia a Baselga di Piné (foto Agh)  
L'attività di Copiné

Franca Broseghini
, amica di Girovagando in Trentino e titolare dell'Albergo Serraia e presidente di Copiné - Consorzio Operatori Piné, ci presenta il ricco programma estivo di animazione sull'Altopiano. Sono previste animazioni pomeridiane per bambini e ragazzi con laboratori creativi di pittura, disegno, modellazione della creta, collage, origami, aquiloni, burattini, ecc., animazione sportiva con giochi a squadre e di gruppo, gimcane, cacce al tesoro, feste sulla spiaggia, balli, baby dance, teatro. Per tutte le informazioni ci si può rivolgere all'APT Piné Cembra, Baselga di Piné, Via C. Battisti 106, tel. 0461 557028. Di seguito pubblichiamo il programma integrale.

Tutto il programma estate 2004 Altopiano di Piné Valle di Cembra (rtf)

Riflesso nell'acqua (foto Agh)
 
Lago di Serraia, riva ovest (foto Agh)   Lago di Serraia, riva est (foto Agh)
Hoabonti (sullo sfondo) e Gronlait visti da Malga Pez (foto Agh)

Galleria di foto storiche

Segnaliamo qui una lodevole iniziativa del Comune di Baselga, che sul suo sito on line ha pubblicato delle bellissime foto d'epoca di cui riportiamo alcune immagini. Peccato per la bassa risoluzione che permette solo in parte di cogliere questa affascinanti atmosfere perdute.

 
Lago Serraia e imbarcadero (foto Comune Baselga)  
Baselga, un po' di storia

Le rapidissime trasformazioni culturali e sociali degli ultimi anni hanno radicalmente capovolto l'economia e i luoghi dell'Altopiano. Da un'economia profondamente agro-forestale-pastorale si è passati nell'ultimo mezzo secolo a un'economia integrata che coinvolge l'industria estrattiva, il turismo, il commercio, il terziario, il pendolarismo, ed ha specializzato l' agricoltura. Gli effetti sul paesaggio sono evidenti. Ci sono da aggiungere il legname pregiato, la legna da fuoco di cui si faceva gran commercio, e le lastre di porfido di S. Mauro le cui cave la Comunità concedeva di coltivare ai censiti. Innocenzo a Prato (sec.XVI-XVII) parla delle vaste selve e dei «moltissimi armenti». Nel suo «Dizionario geografico statistico» edito nel 1853, Agostino Perini elogia i «capussi» di Piné che d'autunno si conducevano «a carri» a Trento. C'è da aggiungere l'attività mineraria e di ricerca mineraria medievale, e posteriore, nelle zone della Faida e della Valle del rio Nero. Era connessa a quella del bacino minerario giuridico di Pergine e richiamò una certa immigrazione specializzata tedesca.

 
Lago di Serraia (foto Comune Baselga)   Vista sul lago a Baselga, inizio '900
 
L'attuale Via Battisti (foto Comune Baselga)   "Pensione alla città di Trento", oggi "Hotel Krone"

Nello scorso secolo e all'inizio dell'attuale si cavava la torba di cui si faceva commercio con le industrie e le filande di Trento e Pergine. L'Unione Minatori Pinetani sorta a Miola di Piné verso la fine dello scorso secolo è una delle attive reminiscenze dell'industria estrattiva premoderna. Il profilo economico quale si ricava dai conferimenti medievali e dalle statistiche fra le due guerre appare uniforme pur nelle variazioni conseguenti all'introduzione di nuove colture (si veda la patata nel primo ventennio del secolo XIX) e di nuove attività produttive, quali il turismo sia di soggiorno estivo che religioso.

 
Antico Albergo Serraia (foto Comune Baselga)  
 
Albergo Serraia (foto Comune Baselga)  
 
Lago di Serraia (foto Comune Baselga)  
 
Lago di Serraia (foto Comune Baselga)  
 
Lago di Serraia, riva est (foto Comune Baselga)  
Inizia il turismo

Una modica attività turistica iniziò a incidere sul paesaggio (Serraia) già alla fine dello scorso secolo, mentre il turismo religioso, attratto dal santuario mariano di Montagnaga, risale alla prima metà del Settecento. Tra le due guerre del 900 erano in attività cento affittacamere («i quartieri»), 9 esercizi alberghieri con massima concentrazione alla Serraia (4) e a Montagnaga (3), 4 trattorie, 20 apicoltori, 1 fioricoltore, 5 caseifici sociali, 3 mulini, 3 segherie, 11 venditori ambulanti, 4 sartorie, 3 «Cave di ardesia», l'Azienda elettrica dell'«Unione Minatori Pinetani» oltre a varie attività commerciali e artigianali. Il paesaggio economico contemporaneo è rilevabile sia nella dilatazione urbanistica residenziale, commerciale, artigianale, di servizio, sportiva, alberghiero-ricettiva, sia nelle rielaborazioni agricole dei territori più favorevoli, sia nell'estensione di quella che i geografi definiscono «economia distruttiva», vale a dire le «cave di porfido» (S. Mauro, Tressilla). Queste ultime, infatti, costituiscono dei pilastri economici e di benessere portanti seppur a scapito della qualità dell'ambiente che stanno brutalmente modificando. Il turismo ha creato un intreccio di infrastrutture pubbliche e private di rilievo. E' soprattutto estivo (alberghiero, affittacamere, seconde case) con punte invernali (Stadio del ghiaccio) e di fine settimana. L'agricoltura si è industrializzata specializzandosi nelle monoculture dei «piccoli frutti di montagna», mentre sostenuto è il pendolarismo giornaliero (e settimanale) verso i bacini industriali e del terziario di Trento e di Pergine. A cavallo del secolo lo scenario economico-sociale risulta storicamente di una certa vivacità in rapporto alla consistenza demografica e al convenzionale isolamento dai poli direzionali. Accanto al diffondersi nei primi anni del '900 della cooperazione di consumo (Famiglie Cooperative) e di risparmio-credito (Casse Rurali), sorsero la «Società operaia cattolica minatori pinetani S. Barbara» con sede a Baselga e fondata nel 1896, la «Società di abbellimento di Piné in Baselga» che nel 1896 ottenne dal Comune di Trento, proprietario del lago, di erigere «cabine da bagno lungo la strada di Grauno»), la «Società apicoltori Piné» (1905). Nel campo socio-culturale furono fondati il «Gruppo della Lega nazionale di Miola»(1895), la «Società dell'asilo infantile di Miola» (1898), la «Bandina sociale pinetana» (1908), il «Gruppo della Lega popolare tirolese» di Tressilla (1913), il Ricreatorio parrocchiale festivo di Baselga (1904) e furono erette ex-novo le chiese parrocchiali di Baselga (1908) e di Miola (1914). Nulla invece si riuscì a fare per la progettata valorizzazione «termale» delle fonti di acqua ferruginosa-arsenicale di Costalta, dopo gli entusiasmi e le speranze delle prime classificazioni chimiche del 1879 e del 1890.

 
Lago Serraia sponda est (foto Comune Baselga)   Lago di Serraia da Baselga (foto Comune Baselga)
 
Cartolina d'epoca (foto Comune Baselga)   L'abitato di Baselga (foto Comune Baselga)

Nel 1891 Ottone Brentari segnalava a Baselga, oltre alla sede comunale e della parrocchia, l'ufficio postale, la gendarmeria, la scuola e cinque osterie. La descrizione si riferisce al nucleo antico, un aggregato di «case vecchie, fornite di grandi pontesei». «Centro dei villeggianti» era la Serraia dove c'erano l'albergo «al Pavone» di Antonio Anesi detto Gnago, sito in riva al lago, l'albergo dei Fratelli Broseghini comunemente detto "alla Tea" e poche altre case. L'altro centro turistico, non solo religioso, indicato dal Brentari, era Montagnaga, «località sempre più frequentata come soggiorno estivo dai cittadini di Pergine, Trento, del rimanente Trentino ed anche del Regno». C'erano poi 3 alberghi, «Corona», «Tiglio», «Toller» e 4 osterie. (tratto da "Premessa" di Aldo Gorfer allo Statuto Comunale in vigore dal 18.03.1996)

La catena del Brenta dal Monte Costalta (foto Agh)

 
La riconoscete? E' Giulietta Masina a Piné  
La "tata" di Giulietta

Forse non tutti sanno che negli anni '70 sull'Altopiano di Piné, precisamente a Montagnaga, la famiglia Leonardelli dell'Hotel Posta (vedi Girovagando del 11/10/2003) era solita accogliere un'illustre ospite: Giulietta Masina, la grande attrice moglie di Federico Fellini, protagonista di indimenticabli film come "La strada". Anna Leonardelli infatti, che l'aveva vista nascere, le fece da "tata" per oltre 20 anni. Giulietta, rimasta legatissima alla signora Anna, quando poteva veniva a trovarla trascorrendo qualche giorno di quiete a Montagnaga nell'albergo dei Leonardelli. Nella puntata di Girovagando un ricordo di Giulietta Masina quand'era in vacanza sull'Altopiano di Piné.

 
Articolo de "L'Adige " 11 aprile 1972   Giulietta Masina con la sua "tata" Anna Leonardelli

Giulietta Masina
Biografia da Rai International
Giulietta Masina foto
http://www.imdb.com/name/nm0556399/ (filmografia - database mondiale cinema)
Fondazione Federico Fellini

Tramonto sui laghi di Piné da Bedollo (foto Agh)

 
L'Hotel Krone a Baselga di Piné (foto Agh)  
Hotel Krone

In pieno centro a Baselga, a pochi passi dal lago, incontriamo i titolari e gestori dell'Hotel Krone, storico albergo di Piné risalente ai tempi del Kajser, successivamente divenuto "Pensione alla Città di Trento". Si tratta di Clara Pedrelli e del marito Fausto Broseghini, il cui papà, Mario, nel 1975 aveva iniziato la prima ristrutturazione del vecchio albergo, cercando di conservare la struttura coi suoi vecchi legni originari. Quest'anno una nuova importante ristrutturazione, nello stesso spirito conservativo di allora, ha ammodernato l'Hotel Krone con nuove camere, balconi, una sala da pranzo più capiente e lo sbarrieramento per l'accesso ai disabili, ai quali sono ora riservate camere apposite. Fausto e Clara hanno trasformato con amore l'albergo nella loro casa, che volentieri mettono a disposizione dei loro graditi ospiti. Una simpatica coppia di gentilissimi romeni, Sorin e Daniela, aiuta i titolari nella gestione.

 
L'antico albergo oggi "Hotel Krone" (foto H. Krone)   Con Clara Pedrelli (foto Agh)
 
Sala da pranzo con stufa a olle (foto Agh)   Sala da pranzo (foto Agh)
 
Brindisi con la troupe di Girovagando (foto Agh)   La ricca carta dei vini (foto Agh)
 
I bagni rinnovati (foto Agh)   Le camere dispongono di balconi vista lago
Sorin e Daniela Dragusin, marito e moglie, sono originari di Brasov in Romania (foto Agh)

Hotel Krone
Via C. Battisti 109/111
38042 - Baselga di Piné (Trento)
Tel. 0461 / 553160 - fax. 0461 / 557678
http://hotelkrone.interfree.it | hotelkrone@interfree.it

Malga Pez (foto Agh)

 
Dall'Olanda a Baselga in bici  
Dall'Olanda in bici

Oltre 2500 chilometri in bicicletta (tra andata e ritorno) per visitare l'Italia e la comunità di Baselga: questa la bella impresa di 26 giovani studenti della "Oss Sevenwolden School" di Heerenveen, Olanda. Accompagnati dal sindaco della città, Bob de Jong, sono giunti a Baselga pedalando per 10 giorni, con una media di 120 km giornaliera. L'iniziativa fa parte del previsto gemellaggio tra le due comunità di Heerenveen e Baselga, e porterà nel prossimo autunno ad uno scambio culturale e didattico tra le scuole medie delle due località, unite dalla comune passione del pattinaggio velocità: Heerenveen ospita infatti una delle strutture più note al mondo. Il sindaco di Baselga Sergio Anesi ha fatto gli onori di casa alla simpatica comitiva, che ha dedicato all'impresa sportiva un sito internet:

www.heerenveen-baselga.tk

 
Tempo da lupi sulle Alpi   Arrivo a Trento (foto www.heerenveen-baselga.tk)
 
(foto www.heerenveen-baselga.tk)   Interviste ai rappresentanti della comitiva olandese
 
Due degli accompagnatori (foto Agh)   La comitiva a Baselga di Piné (foto Agh)
Posa ricordo dei pedalatori della "Oss Sevenwolden School" di Heerenveen (foto Agh)

 
Maso Sveseri a Sover (foto Agh)  
 
Cinzia ai fornelli (foto Agh)  
A tavola a Maso Sveseri

Per il pranzo siamo attesi a Maso Sveseri, che si trova a Montesover, a circa 2 km da Brusago. Ha iniziato la sua attività nel 1984 come agritur, rigorosamente a conduzione familiare. Tuttora propone specialità casalinghe frutto di una lunga esperienza al servizio di chi ricerca la cucina buona e genuina e i prodotti tipici trentini, vero "credo" di Dario Bazzanella. Con la moglie Liliana, la graziosa figlia Cinzia e il fratello Romano, lavorano con passione tutti insieme e cercando di migliorare sempre.
Nel 1986 l'agritur si è trasformato in ristorante con una sala da 80 posti adatta per comitive, cene sociali e matrimoni. Noi abbiamo avuto l'onore di un menù dedicato a Girovagando da parte dello chef Dario, che ci ha preparato alcuni tra i migliori piatti di Maso Sveseri: antipasto di funghi, un piatto tris con maliziosi alla coltellata, cappellacci alla tirolese, rusteghi con aromi e speck, sorbetto all’arancio, un mega piatto unico detto "parafam" (tradotto significa grosso modo "ferma la fame"), poi stinco al forno, bocconcini di cervo, funghi misti trifolati, deliziose lumache alla Bourguignon, polenta e crauti, il tutto accompagnato naturalmente dai vini della Cantina di Toblino, nostro sponsor. Infine l'ottimo gelato della casa e, per concludere in bellezza, il "mangiaebevi": il dolce digestivo in un fresco bicchierino di cioccolato fondente da ingollare in un sol colpo. Il menù era speciale ma sono piatti che si possono trovare qausi sempre, secondo la stagione: per esigenze particolari basta un colpo di telefono.

 
A tavola a Maso Sveseri (foto Agh)   Antipasto di funghi (foto Agh)
 
Piatto tris (foto Agh)   il "parafam" (foto Agh)
 
Lumache alla Bourguignon (foto Agh)   Stinco al forno con polenta (foto Agh)
Dario Bazzanella con la figlia Cinzia, la moglie Liliana e il fratello Romano (foto Agh)

Grazie ad una decennale esperienza acquisita all'estero di Romano, il ristorante Maso Sveseri è anche un'affermata gelateria. Nel 1997 si è aggiunta un'ottima pizzeria che con uno speciale forno a legna computerizzato si preparano pizze croccanti e gustose. Cinque confortevoli camere in mansarda completano l'offerta turistica della famiglia Bazzanella, con la possibilità di soggiornare tra la splendida valli trentine di Cembra e l'Altopiano di Piné, a circa mezz'ora di auto dal cuore delle Dolomiti.

Ristorante Maso Sveseri
Località Sveseri, 22
38048 Sover (Trento)
Tel. e fax 0461 / 698106
www.maso-sveseri.it
| info@maso-sveseri.it

Veduta di Valcava (foto Agh)

   
Santuario Madonna dell'Aiuto   Il tiglio bi-centenario (foto Agh)  
Santuario Madonna dell'Aiuto

Accompagnati dal gentilissimo personale del Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento ci rechiamo poco a nord di Segonzano, dove si trova uno dei santuari più noti del Trentino, dedicato a Maria Ausiliatrice meglio conosciuta come "Madonna dell'Aiuto". Il santuario è formato da una chiesetta che sorge in una radura nel bosco, all'ombra di un gigantesco tiglio plurisecolare. L'edificio, come si presenta oggi, è il risultato del recente ampliamento del 1961. All'interno conserva il "miracoloso" quadro della Madonna dell'Aiuto che è una copia della Mariahilf di Lukas Cranach conservato a Innsbruck. Il quadro fu commissionato e portato a Segonzano nel 1682-83 dal barone Francesco Ferdinando a Prato. Subito collocato in un capitello nei pressi di Segonzano, ben presto divenne meta di pellegrinaggio di molti devoti.

L'interno del Santuario Madonna dell'Aiuto nei pressi di Segonzano (foto Agh)
 
L'altare (foto Agh)   Il quadro "miracoloso" (foto Agh)
 
Ex voto, Italia 1935 (foto Agh)   Ex voto, America 1927 (foto Agh)

Seguirono più fasi di ampliamento del capitello e nel 1820 l'edificio fu trasformato in santuario. Accanto alla chiesa sorgeva un eremo eretto nella prima metà del XIX secolo e dismesso nel 1971 alla morte dell'ultimo eremita. Interessante, come sempre, l'arte naif degli "ex voto", ovvero i quadretti "per grazia ricevuta", appesi in una stanzetta a fianco della navata centrale.

L'ispettore Tarcisio Ballerin ci illustra le magnifiche passeggiate nei boschi partendo dal santuario (foto Agh)

 
Tarcisio Ballerin mostra il foro nel grosso larice per l'estrazione della resina (foto Agh)  
Con il Servizio Foreste e Fauna

Nei pressi del santuario, nel bel bosco misto di latifoglie e conifere, l'ispettore forestale Tarcisio Ballerin e l'assistente Adriano Moltrer ci mostrano un particolare curioso: quasi tutti i grossi larici hanno una specie di "tappo" di legno alla base. Di cosa si tratta? E' il retaggio di un'attività piuttosto comune in passato, quando dalla resine di larice si ricavava la trementina (detta anche "trementina di Venezia"). Era utilizzata per vari scopi, soprattutto in farmacologia per la preparazione di unguenti, per inalazioni, oppure trovava largo impiego nell'industria delle vernici. Si praticava un foro alla base dell'albero di circa 2 centimetri di diametro, dal quale nel corso dell'anno, in ripetute estrazioni, si ottenevano alcuni barattolini di preziosissima resina. Il foro era quindi sigillato onde evitare l'essicazione e per ripetere l'estrazione dopo qualche mese. Questa attività è sopravvissuta fino ai giorni nostri, praticata ormai da pochissimi specialisti, che sono in possesso di un'apposita concessione comunale.

 
Il tappo di legno alla base del larice (foto Agh)   La resina da cui si ricava la trementina (foto Agh)
Polla d'acqua nel bosco (foto Agh)
La squadra di forestali che ci ha accompagnato sull'Altopiano di Piné: Maurizio Mezzanotte, Luca Chistè, Adriano Moltrer e Tarcisio Ballerin del Servizio Foreste e Fauna Provincia Autonoma di Trento (foto Agh)

 
Biotopo Laghestèl(f. M. Dalpalù)  
 
Al biotopo del Laghestèl (f. M. Dalpalù)  
 
Rana di montagna (foto Serv. Foreste)  
 
Maurizio Mezzanotte e Luca Chistè  
 
Cannaiola verdognola (foto Serv. Foreste)  
 
Forestali in perlustrazione (foto Agh)  
Biotopo Laghestèl

Il Laghestèl di Piné è senza dubbio uno dei Biotopi più famosi del Trentino: deve sicuramente la sua fama per il fatto di essere una sorta di progenitore degli attuali biotopi, ovvero i "piccoli territori tutelati" protetti ai sensi della legge provinciale 14/86. Fu infatti il Comune di Baselga di Piné a porre il Laghestèl sotto vincolo di tutela in qualità di Riserva Naturale, riconoscendone l'elevato valore naturalistico e dimostrando così una notevole sensiblità ambientale, precorrendo i tempi nell'Italia intera poiché correva infatti l'anno 1974, quando parlare di ambiente non era ancora diventato "di moda". Da allora la fama del Laghestèl crebbe continuamente, con una sempre crescente affluenza di visitatori. Nonostante il suo aspetto "integro", il piccolo bacino del Laghestèl di Piné è stato per secoli, in realtà, al centro di varie attività umane, come documenta lo studioso Padre F. Ghetta in una ricerca storica basata su antichi documenti. Nel 1613 il lago e il territorio circostante fu venduto al Principe Vescovo di Trento Cardinale Madruzzo dalla comunità di Piné, che però si riservava il diritto di sfalcio dei prati, di pascolo e di abbeverata del bestiame. I documenti riportano anche vari tentativi di bonifica condotti in tempi successivi, tramite lo scavo di fossi e canali. Attorno al 1870 è documentata anche una modesta attività di estrazione della torba. A partire dal secondo dopoguerra sono stati abbandonati i prati e le colture presenti nella conca (cavoli e patate) e la vegetazione naturale si è progressivamente riappropriata del territorio. La preziosità del Laghestèl, da un punto di vista vegetale, è descritta nella dettagliata carta della vegetazione elaborata dai professori Pedrotti e Chemini: oltre 200 le specie presenti, alcune delle quali molto rare. Tra le più interessanti, ricordiamo la Utricularia vulgaris, pianta carnivora che vive completamente immersa in acqua e nei mesi estivi presenta alcuni grandi fiori gialli su un peduncolo emergente dall'acqua. C'è poi un fenomeno botanico che ha reso celebre il Laghestèl di Piné: dal 1975, in particolari condizioni climatiche, si verifica l'arrossamento estivo delle acque ad opera dell'alga Euglena Sanguinea, fenomeno simile che accadeva al più famoso lago di Tovel. La grande varietà di ambienti presenti nel biotopo (boschi, prati, zona umida, ecc.) si riflette anche sulla fauna che si presenta particolarmente ricca: tra tutti gli animali, l’interesse preminente è rivestito dalle specie legate all’acqua, che qui sono numerose e rappresentate da entità che in Trentino sono divenute rare a causa della distruzione degli ecosistemi acquatici. A titolo di esempio, basti considerare che il Laghestèl di Piné costituisce il luogo di riproduzione per ben 7 specie di Anfibi, ovvero più della metà dell’intera fauna di anfibi della provincia. Il biotopo è visitabile tramite un percorso ad anello percorribile in circa due ore e mezzo con passo tranquillo, tenendo conto di brevi soste per osservare, fotografare scrivere e riposare. Il tracciato non comporta alcuna difficoltà e si svolge su un territorio pressoché pianeggiante. Lungo il percorso sono indicati 12 punti di particolare interesse, in corrispondenza dei quali è collocata una tabella con una breve testo illustrativo. I temi proposti sono: l’origine, le glaciazioni e i massi erratici, il porfido, la vegetazione della zona umida, il dinamismo della vegetazione, boschi naturali e artificiali, il Laghestèl e l’uomo, l’emissario, la fauna, la pineta, il bosco igrofilo, le vecchie strade.

Laghestèl (dal sito della P.a.t.)
I biotopi del Trentino

Servizio Foreste e Fauna
Provincia Autonoma di Trento
Via G. B. Trener 3, Trento (38100)
Telefono: 0461 / 495943 - fax: 0461.495957
Responsabile: dott. Romano Masè
serv.foreste@provincia.tn.it
www.provincia.tn.it/foreste

 
Santuario di Montagnaga nel 1925  
I "percorsi dello spirito": la via dei santuari

Accenniamo qui ad uno degli interessanti
itinerari ideati dall'APT riguardo ai "percorsi dello spirito", altri tre li rendiamo disponibili di seguito (in formato "RTF"). Si tratta della Via dei Santuari, una proposta di cammino in uno o più giorni, secondo le proprie capacità, per vivere da vicino la spiritualità dal Santuario della Madonna di Montagnaga di Piné fino al Santuario della Madonna dell’Aiuto a Segonzano. Il percorso è lungo 22 km e si svolge quasi tutto su strade o sentieri nella pace dei boschi di pini, larici e faggeti, costeggiando laghi e torrenti fino alle celeberrime Piramidi di Segonzano. Ogni informazione sui percorsi può essere richiesta all'APT.

Gli itinerari in formato RTF:

La via dei Santuari
Sulle vie dei Castelli e delle dimore principesche
Sulle vie della Cristianità Romanica e Gotica
Sulle vie di Maria


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2009 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved

.
Le vette del Lagorai da Cima Costalta, clicca per ingrandire (foto Agh)
clicca per ingrandire
  A.P.T. ALTOPIANO PINE' VALLE DI CEMBRA
38042 Baselga di Piné
Via C. Battisti, 98
Tel. 0461/557028 - Fax 0461/557577
www.aptpinecembra.it
infopine@aptpinecembra.it ufficio Piné
infocembra@aptpinecembra.it ufficio Cembra
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
www.visittrentino.it

Puntate precedenti

  Altopiano di Piné Valle di Cembra
17 gennaio 2004
    Altopiano di Piné - Valle di Cembra
24 maggio 2003
             
  Altopiano di Piné - Valle di Cembra 11 gennaio 2003     Altopiano di Piné - Valle di Cembra 15 giugno 2002
             
  Altopiano Piné - Valle di Cembra 12 gennaio 2002     Vendemmia sulle Colline Avisiane 13 ottobre 2001
             
  Altopiano Piné - Valle di Cembra 30 giugno 2001        

Link

Istituzioni
Altopiano di Piné:
Comune di Baselga di Piné
Comune di Bedollo
Valle di Cembra:
Comune di Albiano
Comune di Segonzano
Comune di Sover
Comune di Valda
Comune di Grauno

Manifestazioni
Tutto il programma estivo 2004 Altopiano di Piné Valle di Cembra (rtf)
Rassegna del Müller Thurgau

Portali locali
www.valdicembra.it
www.altopianodipine.com
www.bedollo.com

Itinerari
La via dei Santuari (rtf)
Sulle vie dei Castelli e delle dimore principesche (rtf)
Sulle vie della Cristianità Romanica e Gotica (rtf)
Sulle vie di Maria
(rtf)
In bici | a piedi (da www.cicloweb.net)
Dürerweg sito ufficiale del sentiero del Dürer

Cartografia
Cartografia on line del Trentino della Provincia Autonoma di Trento

Natura
Servizio Foreste e Fauna Provincia Autonoma di Trento
Biotopo Laghestèl
I biotopi del Trentino
Piramidi di Segonzano

Foto d'epoca
Galleria fotografica (Comune di Baselga)

Economia
ESPO Ente Sviluppo Porfido

Dall'Olanda in bici
www.heerenveen-baselga.tk la documentazione dell'impresa

Libri
www.ilgiardinodeilibri.it libri on line: corpo, mente, spirito, ambiente

Santuario
Santuario Mariano di Montagnaga (sito ufficiale)

Sport
Circolo Pattinatori Piné

Roberto Sighel sito ufficiale
Stadio del Ghiaccio

Turismo

Consorzio Turistico Piné Cembra Vacanze
Trentino Holidays
www.trentinobooking.com prenotazioni pacchetti turistici
Stradario europeo Michelin trova l'itinerario dalla tua città

A tavola

Ristorante Maso Sveseri
Località Sveseri, 22
38048 Sover (Trento)
Tel. e fax 0461 / 698106
www.maso-sveseri.it
| info@maso-sveseri.it
 
clicca per ingrandire