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| Lago di Tovel con le montagne del
Gruppo di Brenta sullo sfondo (foto Agh) |
Oggi siamo nel Parco Naturale
Adamello-Brenta, allo splendido Lago di Tovel,
un tempo chiamato anche lago rosso per
un fenomeno naturale unico al mondo: l'arrossamento delle acque per via
di un'alga particolare che, proliferando in modo abnorme, affiorava in superficie
durante il periodo estivo. Purtroppo questo spettacolare naturale, che si
manifestò intensamente fino alla metà degli anni '60, è
via via diminuito fino a scomparire del tutto.
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| Passeggiata sul sentiero lungo il lago di Tovel
(foto Agh) |
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| Lago di Tovel (foto Agh) |
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| Le fantastiche pozze d'acqua cristallina
alle "Marocche" (foto Agh) |
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| Quasi in ginocchio davanti a tanta
bellezza... (foto Agh) |
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La Val di Tovel
Questa splendida valle è situata nel settore settentrionale del celeberrimo
Gruppo di Brenta. Dalla conca tettonica
della Val di Non si insinua per uno sviluppo di 17 km. tra il Monte
Peller a ovest e il Monte Corno ad est, fino all’imponente
anfiteatro roccioso che circoscrive l’alta valle, tra il passo
del Grosté e il Passo della Gaiarda,
nel cuore del massiccio dolomitico. Per la sua estensione la valle è
caratterizzata dalla presenza di ambienti fortemente differenziati. Superato
all’imbocco della valle il dosso di S. Emerenziana, con l’antica
chiesetta – romitorio del XVI secolo, si procede tra le strette
e verticali pareti rocciose scavate dal Rio Tresenga.
Dalla località Cantier (dove un tempo sorgevano i depositi di tronchi
destinati alle ferrovie e ai cantieri navali) la valle si presenta più
aperta: il fondovalle è caratterizzato dai “Lageti”,
una zona umida ricca di pozze naturali
ai margini della distesa delle Marocche,
un caotico e spettacolare deserto di pietre
ancora scarsamente popolato dalla vegetazione e originato dalla gigantesca
frana che nel 1300 precipitò dal Monte Corno. Oltre il lago di Tòvel
la valle prosegue con il nome di Valle di S. Maria
Flavona, poco sopra la Malga Pozzòl il bosco lascia il posto
alle praterie alpine del Campo di Flavona,
segnate dai relitti delle peccete e dei lariceti tagliati nel corso del
1800 durante la costruzione della Ferrovia del Brennero. Tra le specie faunistiche
presenti nella valle troviamo il camoscio, il capriolo, la marmotta, la
lepre variabile, la volpe, il gallo cedrone, il gallo forcello, la pernice
bianca, il francolino, la coturnice, il corvo imperiale. L'orso, sopravvissuto
solo qui in pochi esemplari in tutto l'arco alpino, è stato recentemente
reintrodotto grazie al progetto Life
Ursus. Rettili, rane, rospi e il salmerino alpino vivono nel bacino
del lago. La Val di Tòvel costituisce un vero e proprio giardino
botanico alpino: dai 600 m. di S. Emerenziana ai 2900 m. delle cime Grostè
e Vallazza si trovano rappresentate tutte le fascie vegetazionali, ciascuna
caratterizzata da particolari associazioni vegetali. Il toponimo “Tovel”
ha origine dalla parola latina “tubus” con cui si indicavano
i canaloni molto ripidi lungo i quali veniva fatto scivolare il legname
verso valle.
Il lago rosso
Il lago di Tovel, le cui acque limpidissime assumono incredibili
tonalità di blu e di verde, si trova a quota quota m 1178: non è
molto grande, è lungo circa 1 km, largo m 570 e la profondità
massima è di 39 metri. Fino a pochi decenni fa era soggetto ad un
fenomeno di arrossamento naturale unico al mondo per intensità di
colore ed estensione. L'inspiegabile scomparsa del fenomeno verso la metà
degli anni '60 non è mai stata del tutto chiarita nonostante studi
e analisi. L'alga responsabile del fenomeno, Il Glenodium
Sanguineum (chiamato anche Woloszynskya coronata), lungo appena 1/50
di mm, in particolari condizioni di stress accumula particolari pigmenti,
chiamati carotenoidi, che la fanno apparire
completamente rossa, con concentrazioni di 2000/3000
microrganismi per centimetro cubo di acqua. Il microorganismo non
è scomparso dal lago: è ancora presente ma non riesce a proliferare
come un tempo provocando quegli spettacolari arrossamenti che avevano reso
famoso il Lago di Tovel in tutto il mondo.
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| Il progetto SALTO (foto MTSN) |
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| Lago di Tovel (foto Consorzio Pro Loco) |
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Il progetto SALTO: perché il lago non si
arrossa più
Per chiarire il mistero del mancato arrossamento, la Provincia
Autonoma di Trento ha deciso di sostenere e di finanziare il progetto
SALTO
- Studio sul mancato Arrossamento del Lago di
Tovel, uno dei primi esempi di approccio coordinato e multidisciplinare
ad un problema ambientale. Il progetto coinvolge infatti cinque istituzioni
trentine organizzate in unità di ricerca: il Museo
Tridentino di Scienze naturali, il Parco
Naturale Adamello Brenta, il Dipartimento
di Fisica e quello di Ingegneria
Civile ed Ambientale dell’Università
degli Studi di Trento; il ruolo di coordinatore scientifico è
svolto dall’Istituto
Agrario di S. Michele all’Adige. L'Istituto
Agrario di S. Michele all'Adige ha coordinato una specifica équipe
di ricerca, comprendente tutte le competenze professionali sul territorio
trentino e le migliori competenze europee relative alle varie problematiche
affrontate dal progetto. Il progetto SALTO, nato circa 3 anni fa, è
stato finanziato dalla Provincia autonoma di Trento per 3,7 miliardi di
lire, ai quali sono stati aggiunti 2,3 miliardi a carico degli enti partecipanti
al progetto (21 istituzioni, dei quali 6 fuori dai confini nazionali). Il
progetto non ha lo scopo di ripristinare le condizioni che nel passato portavano
alla fioritura dell'alga, ma intende solamente acquisire tutte quelle informazioni
e conoscenze riguardanti la peculiarità del lago di Tovel, allo scopo
di consentire agli amministratori locali di effettuare le migliori scelte
circa il futuro destino del lago.
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| Il Lago di Tovel oggi (foto Apt) |
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| La troupe di Girovagando al lago di Tovel (foto Agh) |
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Le vecchie ipotesi
Quando il fenomeno dell'arrossamento, noto già alla fine del 1800,
iniziò a diradarsi gradualmente dopo il 1964 fino a scomparire poi
del tutto, furono in molti a chiedersi per quale motivo le acque non si
arrossavano più. Negli anni passati furono avanzate diverse ipotesi:
tutte tendevano a porre al centro dell'attenzione l'uomo quale responsabile
dell'alterazione di un ecosistema unico al mondo. 1) Si pensò che
la causa potesse essere la presenza, in prossimità del lago, di attività
umane in misura maggiore che non nel passato (nuova strada, alberghetti,
seconde case etc); 2) la realizzazione dell'invaso
artificiale di Santa Giustina con conseguente cambiamento del clima;
3) lo svaso eccessivo delle acque del lago
effettuato nell'estate del 1964; 4) le modifiche
dei regimi di gestione del bosco e dell'uso del sottobosco, vennero
messe sotto accusa e sospettate di aver variato l'equilibrio naturale della
valle; 5) anche la frutticoltura della
Valle di Non, ed in particolare la sua intensificazione con l'aumentata
necessità di impiego di fitofarmaci,
che potevano spostarsi nell'aria come una specie di "aerosol",
fu ritenuta possibile responsabile.
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| I meravigliosi colori dell'acqua
del Lago di Tovel (foto Agh) |
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| Il lago è monitorato costantemente (foto Agh) |
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Il
mistero svelato
Il progetto SALTO, i cui studi sono ancora in corso, è in grado oggi
di dare le prime risposte ad un mistero che durava ormai da quarant'anni.
L'Istituto ha stabilito, con ragionevole certezza scientifica, che il fattore
determinate del mancato arrossamento del lago di Tovel consiste nei cambiamenti
intervenuti nell'ultimo secolo nella gestione
dell'alpeggio. Il carico estivo di nutrienti (azoto e fosforo) conseguente
alla monticazione del bestiame infatti, creava i presupposti per la spettacolare
fioritura algale. A metà degli anni Sessanta la drastica riduzione
degli apporti nutrizionali ha impedito le fioriture algali, senza tuttavia
pregiudicarne l'esistenza.
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| I microorganismi non si vedono....
(foto Agh)
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.. in compenso ci sono tantissimi
girini! (foto Agh) |
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| Anche se non si arrossa più
il lago resta bellissimo |
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Il sentiero fa il giro completo del
lago (foto Agh) |
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| Glenodinium sanguineum (foto MTSN) |
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| Lago di Tovel (foto Agh) |
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| Lago di Tovel (foto Agh) |
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Il "colpevole"
Gli studi hanno individuato una stretta correlazione tra la modalità
di gestione degli animali all'alpeggio e la comparsa delle fioriture
algali. La presenza di nutrienti nelle acque era una condizione necessaria
per scatenare le fioriture, ma non sufficiente in quanto dovevano poi verificarsi
favorevoli condizioni meteorologiche, in
particolare una bassa piovosità estiva.
L'arrossamento si presenta come un fenomeno naturale con una razionale spiegazione
biologica. La scomparsa delle fioriture dopo il 1964 sarebbe dunque legata
alla riduzione degli apporti nutrizionali dovuti a significativi cambiamenti
nelle modalità di monticazione degli animali nella valle di Tovel.
Ma vediamo in dettaglio quali sono questi cambiamenti: 1)
il bosco ha occupato gradatamente
le aree a pascolo. 2) nel secondo dopoguerra
diminuiscono gradualmente le greggi che
soggiornavano nei pascoli alti sino a scomparire del tutto anni prima della
cessazione del fenomeno dell'arrossamento. 3)
il carico globale di bovini rimane sostanzialmente
costante nel tempo. 4) cambiamenti significativi
nel modo di gestire i bovini all'alpeggio:
animali da latte parzialmente sostituiti da bestiame in asciutta che non
rientra alla sera in malga; vacche da latte tenute per tempi più
brevi in stalla; significativa riduzione degli apporti di azoto e fosforo
al lago. 5) l'arrossamento avveniva in prossimità
delle sorgenti che immettono nel lago acque transitate in prossimità
delle malghe.
Le questioni aperte
Anche se le cause del mancato arrossamento sembrano ormai definitivamente
chiarite, restano tuttavia aperte alcune questioni: il carico
di nutrienti che affluiva al lago a seguito delle pratiche di alpeggio
in malga pregiudicava in qualche modo la qualità delle acque del
lago? E' ipotizzabile un ritorno a forme di gestione
del bestiame in malga simili a quelle adottate sino agli anni '60?
E' possibile indurre le fioriture algali
senza ricorrere all'apporto di deiezioni animali? L'Istituto Agrario propone
di allestire un microcosmo (cioè un "modellino" del lago
di Tovel con la presenza dell'alga) presso il centro visitatori, che riproduca
in scala ridotta il fenomeno dell'arrossamento.
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| I depositi glaciali della zona detta
"Marocche", a nord del lago di Tovel (foto Agh) |
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| Albergo "Lago Rosso" a
Tovel (foto Agh) |
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Albergo
"Lago Rosso"
All'Albergo Lago Rosso incontriamo Pia
Egizia Menapace e il marito Adriano Stevanin, da 18 anni titolari e gestori
dell'albergo a pochi passi dal lago, che ha mantenuto un fascino decisamente
"old style" da anni sessanta che piace tantissimo ai turisti.
Stevanin è anche presidente della Pro Loco
di Tuenno e vicepresidente del Consorzio
Tovel - Val di Non. Capitò qui in Val di Non quasi per caso
tanti anni fa, quand'era direttore di supermercati nel Veneto, di cui è
orginario. Si fece trasferire in valle di Cembra per stare vicino alla "morosa"
di allora poi, finito l'amore, altro trasferimento, stavolta a Tuenno. Amante
della montagna da sempre, non si lasciò sfuggire l'occasione quando
il vecchio proprietario dell'albergo Lago Rosso gli telefonò per
chiedergli se voleva comprare. Con quell'albergo era stato subito amore
a prima vista e perciò disse subito "si" ad occhi chiusi,
senza sapere bene cosa comprava esattamente. In seguito conobbe la futura
moglie Pia ed ora sono quasi vent'anni che il loro albergo è diventato
un punto di riferimento del turismo sul lago.
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| Adriano Stevanin (foto Agh) |
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Spuntino di mezza mattina (foto Agh) |
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| Interno "old style" dell'albergo
Lago Rosso (foto Agh) |
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La signora Pia Egizia (foto Agh) |
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| La passeggiata intorno al lago (foto Agh) |
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Lago di Tovel (foto Agh) |
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| Brindisi con i gestori e titolari
dell'Albergo Lago Rosso: Pia Egizia e Adriano Stevanin (foto Agh) |
La signora Pia ci mostra alcune vecchie foto d'epoca
scattate nella zona e che è riuscita a recuperare fortunosamente,
di cui però ignora l'origine, la data e i nomi delle persone ritratte.
Lancia a questo proposito una specie di pubblico appello: chi avesse notizie
o informazioni in proposito, è pregato di farsi avanti. Le foto (clicca
per ingrandire) sono state scattate in zona e in riva al lago, dove esisteva
a pochi passi dall'Albergo Lago Rosso un altro punto di ristoro oggi scomparso.
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| Il vecchio punto di ristoro, oggi
scomparso, in riva al lago di Tovel |
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| Foto presumibilmente in una malga
della zona |
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Qualcuno riconosce le persone ritratte
nella foto? |
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| Raduno di paesani |
Albergo Lago Rosso
Lago di Tovel - Tuenno (Tn)
Tel. 0463 / 451242 - recapito invernale novembre-aprile tel e fax
0463 / 450486 |
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| Lago di Tovel (foto Agh) |
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| Alberto Miralago al Lago di Tovel
(foto Agh)
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A tavola, albergo Miralago
E' con una certa sorpresa che all'Albergo
Miralago troviamo come gestori quattro simpatici ragazzi... di Napoli!
Si tratta di Iole, Vincenzo, Mina ed Oreste, napoletani veraci giunti sul
lago sulla "scia" di Vincenzo Prota, che ha lavorato per anni
come chef negli alberghi del Trentino fino a trovare questa magnifica sistemazione.
La cucina è trentina ma anche napoletana, con ottimi menù
di pesce e grigliate di carne. Noi abbiamo degustato: antipasto di salumi
tipici del posto con finferle all'aceto
balsamico, misto di formaggi con
fantasia di pere e noci; quindi un eccellente primo di lasagne
ai funghi porcini, quindi un tenerissimo stinco
di maiale con patate al forno. Per dolce la mousse
alla fragola e la torta della casa.
Il tutto accompagnato da un ottimo vino Rebo
della Cantina di Toblino, nostro sponsor.
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| Aridaje col brindisi... (foto Agh) |
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Oreste Prota (foto Agh) |
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| Affettati misti (foto Agh) |
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Piatto di formaggi (foto Agh) |
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| Lasagne ai funghi porcini (foto Agh) |
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Stinco di maiale con patate al forno
(foto Agh)
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| Oreste stappa il Rebo (foto Agh) |
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Il Rebo della Cantina di Toblino (foto Agh) |
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| Iole, Vincenzo, Mina e Oreste, tutti
di Napoli, gestiscono l'Albergo Miralago (foto Agh) |
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| Lago di Tovel (foto Agh) |
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| Agritur Leita a Tuenno (foto Agh) |
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Agritur Leita
A Tuenno siamo ospiti dell'agritur di Giovanni Leita, che oggi ci fa anche
da "Cicerone" accompagnandoci in giro per la Val di Non. Prima
di concludere la nostra giornata visitando la mostra etnografica di Palazzo
Grandi a Tuenno, ci offre una "merenda" nel suo agritur, nato
da una preesistente struttura rurale, convertita da zootecnica ad agrituristica
circa 10 anni fa. L'agritur Leita è particolarmente adatto alle famiglie
con bambini, che possono giocare tranquilli nel giardino al riparo
dai pericoli, dotato anche di ping pong, piccolo parco giochi, calcetto
etc. L'agritur è anche azienda agricola,
disponendo di circa 5 mila metri quadri coltivati a melo tipo Renetta, Golden,
Stark. Giovanni, che è anche vice-presidente dell'Associazione
Agriturismo Trentino, è un tipo allegrone, sempre gentile ed
entusiasta: "Tre ani fa ho batù fòra do file de pomari
per l'ort" dice con soddisfazione (ho abbattuto due file di meli per
l'orto) . Lui fornisce gli attrezzi, gli ospiti la "mano d'opera".
L'orto è infatti a loro completa disposizione, e possono prelevare
direttamente dal terreno, con le loro stesse mani, la frutta e la verdura
da mangiare. Un'esperienza che riempie sempre d'entusiasmo chi proviene
dalla città, che a queste cose purtroppo non è più
abituato.
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| Giovanni Leita (foto Agh) |
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Relax sull'amaca in giardino (foto Agh) |
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| Giulio raccoglie le ciliege (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| L'orto a disposizione degli ospiti (foto Agh) |
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Dal produttore al consumatore... (foto Agh) |
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| Nido prefabbricato "Melinda"
(foto Agh)
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L'eterna sfida "Italia - Germania"
(foto Agh)
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L'agritur Leita, a gestione prettamente famigliare, dispone di 4 appartamentini
e due stanze con bagno e zona cucina, mountain bike per le escursioni (una
"classica" è la salita di 11 km al lago di Tovel). Da quando
l'agritur dispone di un proprio
sito internet arrivano ospiti da tutto il mondo, tra i più recenti
una comitiva da Israele che ha poi fatto pubblicare un
articolo entusiasta su un loro giornale. Le mamme dei gestori, ancora
assai in gamba a dispetto dell'età, gironzolano discretamente nei
pressi per dare una mano, controllare che tutto sia a posto o per due chiacchiere
con gli ospiti.
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| Giovanni Leita accoglie due graziose
motocicliste di Stoccarda (foto Agh) |
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| I fratelli Enrico e Giovanni Leita
(foto Agh)
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Luciano conversa coi motociclisti
tedeschi (foto Agh) |
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| La signora Giuseppina intrattiene una motociclista |
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Noemi Pasquin, mamma della signora Gabriella |
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| L'angolo cucina (foto Agh)
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Una delle stanza da letto (foto Agh) |
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| Luciano Da Canal con i gestori dell'Agrtiur
Leita: Giovanni con la moglie Gabriella (foto Agh) |
Giovanni accompagna volentieri gli ospiti per visitare le bellezze della
Valle di Non, per esempio al Santuario di S. Romedio
o ai "canyon" del Lago Smeraldo e S.
Giustina . Collabora anche con il consorzio frutticolo Melinda
(vedi Girovagando puntata
8 maggio 2004), con visite guidate allo stabilimento, ed è in
grado di organizzare merende all'aperto fino a 50 persone. L'agritur Leita
infine fa parte del Patto per Tovel,
l'associazione che si propone un tipo di agriturismo eco-sostenibile, per
il quale è stato redatto un apposito decalogo
al quale gli iscritti debbono attenersi.
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| Cucina contadina (foto Agh) |
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Mostra etnografica del Parco Adamello - Brenta
Nel centro di Tuenno, a Palazzo Grandi,
segnaliamo la bellissima mostra etnografica che, nonostante la bellezza
dei reperti e degli allestimenti, è spesso purtroppo chiusa per ristrutturazioni
varie. Ciononostante è possibile visitarla previa una telefonata
in comune allo 0463 / 451191, chiedendo dell'assessore alla cultura Maria
Zanini. Un vero peccato per questo intoppo poiché l'esposizione è
davvero splendida e merita senz'altro una visita. La mostra ricalca l'impostazione
del Museo degli
Usi e Costumi della gente Trentina di S. Michele all'Adige, con riferimento
però ad oggetti d'uso strettamente locale. Per un approfondimento
sul tema vi rimandiamo alla puntata dedicata al museo di S. Michele:
Girovagando
del 29 maggio 2004,
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| Ricostruzione di una stanza da letto
(foto Agh)
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| Maria Zanini ass. cultura comune di Tuenno |
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Vecchio baule (foto Agh) |
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| Strumenti per la tessitura (foto Agh) |
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Vari tipi di scaldaletto (foto Agh) |
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| Stanza da letto con il letto dei
ragazzini (foto Agh) |
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Lavabo (foto Agh) |
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| Girelli (foto Agh) |
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Orsetto di peluche (foto Agh) |
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| Cucina contadina, clicca per ingrandire
(foto Agh)
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Mostra etnografica del Parco Adamello
Brenta
Palazzo Grandi, Tuenno (Tn)
Per visite: comune di Tuenno tel. 0463 / 451191 (chiedere di ass.
Maria Zanini)
www.parcoadamellobrenta.tn.it
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In conclusione di puntata vi invitiamo, per chi volesse approfondire argomenti
o cercare informazioni, a sperimentare il nostro motore
di ricerca nel sito o a consultare l'archivio.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
Si ringrazia vivamente per la documentazione:
Museo Tridentino di Scienze Naturali
Parco Naturale
Adamello Brenta
Museo degli Usi
e Costimi della gente Trentina di S. Michele
Pro Loco di Tuenno e Consorzio Tovel - Val di Non
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| Nuovo Hotel Terme Comano |
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Nuovo
Hotel Terme a Comano
Nella puntata in tv andrà in onda un redazionale sul nuovo
Hotel delle Terme di Comano inaugurato il 5 giugno 2004, autentico
fiore all’occhiello della località delle Giudicarie,
rinomata stazione termale specializzata per il trattamento delle malattie
della pelle e oggi anche tempio del nuovo “star bene”. Una struttura
a lungo attesa: 5 anni, tanto sono durati i lavori, la cui realizzazione
costituisce l’ultima significativa tappa del progetto di sistemazione
del parco termale di Comano sulla sponda
sinistra del torrente Sarca: nuove colline, specchi d’acqua, percorsi
che si snodano sotto i giganteschi alberi dello splendido parco accuratamente
sistemato e ripulito. Il nuovo hotel occupa una superficie di 10.240 mq
per un un volume complessivo di 37 mila metri cubi. Dispone di 82 camere,
tra cui cui 2 suite e 5 junior suite, una sala ristorante con 292 coperti,
la zona termale con reparto curativo per le malattie
della pelle e trattamenti di estetica,
la zona wellness con sauna, idromassaggio,
bagno turco, piscina interna ed esterna
ed una sala conferenze da 100 posti.
comunicato
stampa (rtf)
Nuovo
Hotel Terme Comano (sito ufficiale)
vedi
anche puntata
Girovagando 13 dicembre 2003
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| Plastigrafia del Gruppo di Brenta
con il Lago di Tovel (Consorzio Pro Loco Tovel) |
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