 |
| Malga di "Coredo Vecchia"
semisepolta di neve (foto Agh) |
 |
|
| Salendo alla Coste Belle (foto Agh) |
|
Il mini trekking che proponiamo questa
settimana (con una variante) è un classico percorso
escursionistico pressoché perfetto da fare in ciaspole:
è la traversata delle Coste Belle
(Schönleiten) sull'Altopiano della Predaia,
in Val di Non. Andamento
molto vario, grandi panorami, niente rampe o discese micidiali, niente costoni
che in ciaspole sono molto scomodi, generalmente sicuro dal rischio valanghe,
è un itinerario adatto a tutti coloro che abbiano una buona gamba,
poiché 18 km in ciaspole non sono proprio una passeggiata e richiedono
un certo allenamento. In ogni caso, nessuno vieta di fare anche dei tratti
parziali. E' un percorso particolarmente adatto
anche allo sci
escursionismo (però con qualche breve tratto un po' rognosetto
in discesa) che presenta, tra l'altro, il vantaggio di molti "punti
di fuga" (rientri) in caso di maltempo o altri problemi, grazie alla
forestale sottostante che corre parallela sotto al percorso in quota.
| TREKKING "COSTE BELLE" |
|
Altopiano della Predaia |
| quota massima |
|
m 1868 sperone presso Wetterkreuz - Croce
del Tempo |
| lunghezza |
|
km. 18 circa a/r |
| dislivello |
|
m 670 |
| partenza e arrivo |
|
Rif.
Sores (Predaia, Coredo, Val di Non) m 1205 |
| sentieri |
|
503, 525b, B, 501, 530, |
| difficoltà |
|
EE - escursionisti esperti |
| tempo |
|
1 giornata |
| mappa |
|
Kompass 685 |
 |
|
| Il Lago di Caldaro dalle "Coste
Belle" (foto Agh) |
|
 |
|
| Salendo alle "Coste Belle"
(foto Agh) |
|
Descrizione
Il percorso si svolge in gran parte per il lunghissimo
e panoramico crinale che collega il Corno
di Tres con il Monte
Roen (vedi anche escursione
sul M. Roen). Si accede dalla Predaia
(dal dialetto "pradaia" = prati o prateria) in Val
di Non, un vasto
altopiano ondulato disteso fra i due profondi
canyon della Val di Toc e Rodeza, da secoli utilizzato per lo sfalcio dai
contadini di Taio, Tres, Vervò, Sfruz, Smarano e Coredo. Dal Rifugio
Sores in circa 4 km (in gran parte strada forestale)
ci si porta in quota a circa 1700-1800 metri, dopodiché il percorso
si snoda sempre a ridosso della lunghissima
ed ampia spalla che porta al Roen, con continui
saliscendi e leggeri dislivelli), e grandiosi squarci sulla sottostante
Val D'Adige
coi paesi altoatesini di Margreid (Magré), Kurtasch (Cortaccia),
Tramin (Termeno). Arrivati quasi a ridosso del Roen
alla Bocca di Val Calana,
con eventuale breve salita al punto superpanoramico dello Schwarzer
Kopf (Testanera), si abbandona il passo e si
inizia il rientro, scendendo per la stretta Val
Calana e poi per la lunghissima strada forestale
che ci riporta a valle fino al punto di partenza, al Rifugio Sores.
 |
| La bellissima forestale che sale
a Malga Rodeza (foto Agh) |
 |
| Le prime rampe che portano alle Coste Belle (foto Agh) |
 |
|
 |
|
| Malga Rodeza (foto Agh) |
|
Verso Costa Larga (foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| Salita alle Coste Belle (foto Agh) |
|
La segnaletica è buona (foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| Verso Bocca di Val Calana (foto Agh) |
|
Baita Kuhleger, m 1819 (foto Agh) |
|
Percorso
Il percorso è di solito ben frequentato dagli escursionisti locali
e, a meno di nevicate abbondanti o recentissime, si trova quasi sempre una
traccia su cui fare affidamento (sempre cum grano salis e cartina alla mano).
Si parte a piedi dal Rifugio
Sores m 1205 lungo la strada forestale per
sentiero 503. Dopo
circa 1 km occhio al bivio (ce ne sono parecchi ma basta seguire la strada
principale): si deve tenere la sinistra e raggiungere il Rifugio
Predaia m 1400. Dopo un altro km si arriva ad
una radura pianeggiante detta "Bus
del Spin", una spianata poco a monte della
quale vi è una interessante voragine
carsica profonda 70 m. Di qui si continua per
la forestale fino alla Malga Rodeza m 1570
(detta anche Malga di Tres). Qui bisogna fare un po' di attenzione perché
se non c'è la traccia sulla neve bisogna arrangiarsi a trovare la
giusta direzione, ovvero il sentiero 525b
che, subito a nord della malga (presso la grande croce), si alza e si dirige
con un traversone verso nord est, in direzione dell'ampia insellatura Costa
Larga. Di qui in poi i problemi di orientamento
sono quasi risolti, poiché il percorso si sviluppa in gran parte
a ridosso del crinale.
 |
| "Indovinando" il sentiero
sotto la neve... (foto Agh) |
 |
|
 |
|
| Presso Bocca di Val Calana (foto Agh) |
|
Cartelli a Bocca Val Calana (foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| Val d'Adige con il Lago di Caldaro |
|
Uno dei tanti saliscendi (foto L.R.) |
|
 |
|
 |
|
| Discesa in Val Calana (foto Agh) |
|
Agh schiva un pino per miracolo (L.R.) |
|
Da Costa Larga si risale, tra spettacolari larici
centenari, il costone di Cima
Battaglione di m 1700, costeggiando il pauroso
salto a precipizio sulla Val D'Adige. Si prosegue raggiungendo la località
S. Barbara (capitello) quindi una leggera discesa fino a Passo
Predaia. Superato il passo si risale di nuovo,
sempre a ridosso del crinale, si costeggia il biotopo
di flora protetta Schönleiten fino alla
bella Baita Kuhleger
(m 1819), luogo ideale per una sosta al riparo. Nei pressi c'è una
panca sull'orlo del costone a sbalzo sulla Val d'Adige da cui si gode un
panorama fantastico. Si prosegue ancora, per percorso praticamente pianeggiante,
incontrando dopo circa 1 km e mezzo presso il passo
Grauner Joch m 1800 (Giovo di Coredo) l'intersezione
con la strada che sale da Graun (Corona). Tiriamo dritti, dopo un altro
km incontriamo la tabella per il sottostante Schweigel
Hutte m 1837, che però non si vede dal
sentiero. Andiamo ancora avanti, risalendo brevemente il crinale possiamo
vedere il panorama della Val d'Adige con il Lago
di Caldaro.
 |
| Schwarzer Kopf (Testanera), un punto
panoramico davvero grandioso (foto Agh) |
 |
|
 |
|
| Il sentiero nel bosco (foto Agh) |
|
Le indicazioni per "Testa Nera"
|
|
 |
|
| Dalla "Schwarzer Kopf"
verso il Catinaccio (foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| Dalla "Schwarzer Kopf"
verso Caldaro |
|
Camoscio in fuga (foto Agh) |
|
Il punto panoramico Schwarzer Kopf
Siamo quasi al giro di boa, una breve discesa ci porta alla Bocca di Val
Calana, con una grande croce in legno detta Wetterkreuz
o "Croce del Tempo" a quota 1868. Se le gambe reggono ancora,
si può affrontare la modesta salitella (160 metri di dislivello per
1 km scarso) fino alla Schwarzer Kopf
(Testanera), un punto panoramico davvero grandioso. Si inizia il rientro
quindi scendendo per la ripida Val Calana
(circa 1 km), che è l'unico punto un po' "rognoso" per
chi ha gli sci da sci-escursionismo. La valletta è ripida e stretta
e gli spazi di manovra piuttosto angusti: se la neve è dura o peggio
ghiacciata, meglio levarsi gli sci e scendere questo tratto a piedi invece
di fare i soliti traversoni. Non ci sono grossi pericoli comunque: la zona
è tutta boscosa e, alla peggio, si fa un bel frontale con un abete.
Alla Malga di Coredo vecchia a m 1624
si può fare una bella sosta (la strada è ancora lunga), in
caso di maltempo c'è un locale sempre aperto. Dalla malga si prende
la strada forestale, inizialmente pianeggiante e in costa, con segnavia
530, che punta diretta a sud. A questo punto non ci sono più
problemi di orientamento, basta seguire la forestale che con leggeri saliscendi
per circa 3,5 km raggiunge la Malga Nuova di Coredo
m. 1562. Si scende ancora per altri 2 km scarsi per la bella forestale
nel bosco, e dopo due tornanti attraversando la angusta
Val de la Lama prestare attenzione al bivio,
si deve mantenenre la strada in quota che sbuca nella spianata del Bus
del Spin, ovvero ricongiungendosi con il percorso dell'andata. Ancora
altri 3 km scarsi di discesa e si arriva finalmente al Rifugio Sores dove
abbiamo l'auto.
 |
| Il fantastico percorso in quota,
sullo sfondo tra gli alberi si intravede la spalla del Roen (foto Agh) |
 |
|
 |
|
| Malga Coredo Vecchia (foto Agh) |
|
L'imbocco della Val Calana (foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| Volo in neve fresca, vergogna! |
|
Agh affronta la discesa (foto L.R.) |
|
Variante di discesa
Potendo contare su due auto, una da lasciare circa 3,5 km più a nord
in località Sette Larici,
è possibile allargare il percorso ad anello e
scendere con una lunga discesa (tutta su strada forestale) per la Val
di Calana e Val Verdes.
Da Malga Coredo vecchia si punta
decisi verso valle lungo la stretta Val Calana
fino a raggiungere quota 1238 (croce) dove si incontra la lunga forestale
(4 km circa) che porta fino ai Molini di Verdès
e quindi, calando gradualmente, fino a raggiungere il rifugio
Sette Larici a quota 1145. Di qui si piglia l'auto lasciata al mattino
e si raggiunge il Rif. Sores.
 |
| E' bellissimo aprire per primi la
traccia nella neve fresca in un paesaggio così... (foto Agh) |
 |
|
| Un'ottima ciaspola, la TSL 255 Rando |
|
 |
|
| Ciaspolatori (foto Agh) |
|
La ciaspola ideale
Sul mercato esistono molti tipi di ciaspole ed orientarsi tra i tanti modelli
non è facile, specie per il profano. Abbiamo quindi chiesto un parere
a due professionisti della montagna, le guide alpine Simone
Elmi e Marco
Bozzetta, che abbiamo conosciuto durante le nostre "girovagate".
Qual è la ciaspola ideale per l'escursionista medio o principiante?
Il giudizio di entrambi converge positivamente sul modello TSL
225 Rando. Dice Elmi: "Vanno
bene per qualsiasi livello, sono facili da indossare, solide, sicure. Le
vendono con forma ovale o a coda di rondine. Io personalmente preferisco
le ovali, sono meno ingombranti ed hanno la stessa capacità di galleggiamento".
Bozzetta: "Utilizzo da anni le
ciaspole e penso di essermi fatto un'idea su quali possano andar meglio.
Le TSL sono ottime su tutti i tipi di neve. Hanno un buon attacco e sono
molto robuste. L'unico piccolo difetto è che per indossarle bisogna
avere per forza degli scarponcini. Se si hanno scarpe troppo larghe ed ingombranti,
per esempio calzature da snow board, moon boot ecc., può essere difficoltoso
indossarle". Le TSL 225 Si trovano in commercio
a circa 90-110 euro.
 |
| Sull'ampia spalla boscosa delle Coste
Belle (foto Agh) |
 |
|
| Agh nel classico "pelle di leone" (foto L.R.) |
|
 |
|
| Altro pelle di leone (foto Agh) |
|
 |
|
| Sforbiciata alla Fantozzi (foto Agh) |
|
Ma come cavolo fate a scendere?
E' la domanda più frequente che ci sentiamo rivolgere quando noi
sci escursionisti,
razza ormai in estinzione, incontriamo gli sci
alpinisti, che ci guardano come se fossimo marziani
o quasi. In ogni caso percepiamo quasi sempre un vago senso di compatimento,
probabilmente siamo considerati alla stregua di masochisti. E in effetti
il dubbio a volte ci coglie, specie quando affrontiamo impervie discese
o bestemmiamo in mezzo ai mughi. Ma poi, quando ci capita di salire leggiadri
come caprioli (evabbè), non di rado risucchiando con la nostra leggerissima
attrezzatura gli sci alpinisti nel loro goffo "ciabattamento",
ogni perplessità scompare rapidamente. Lo sci-escursionismo è
un ritorno alle origini antiche dello sci, quando non esistevano scarponi
di plastica, attacchi di sicurezza, alzatacchi o rampanti: ci si muove con
la massima naturalezza, lo sci diventa un prolungamento fisico del piede
che neanche pare di averlo. In effetti è difficile immaginare la
discesa con gli stretti scietti da sci
escursionismo e soprattutto il tallone
libero. Eppure si può! Ovviamente bisogna
dimenticarsi le curve a serpentina, per ripiegare su prosaici traversoni
e robusti dietro-front da fermi. Ma con questa tecnica rudimentale è
possibile scendere praticamente dappertutto. Se poi la neve non è
particolarmente infame, cioè gelata, crostosa, cementizia o papposa,
si possono affrontare entusiasmanti discese con un'impagabile leggerezza.
E se si cade pazienza, fa parte del gioco, anzi può essere persino
divertente fare a gara con chi cade di meno nella comitiva. Poi rarissimamente
ci si fa male (tocchiamo ferro) poiché il piede non è bloccato
allo sci dall'attacco e dallo scarpone rigido. Scendere con gli scietti
a tallone libero richiede ottimo equilibrio, agilità,
sensibilità di gambe e di piede. Ovviamente un minimo di tecnica
di discesa, magari acquisita in precedenza sulle piste, o con gli sci di
fondo, aiuta parecchio. Lo sci escursionismo è un modo atavico di
girovagare in montagna che ha un fascino tutto particolare: la grande naturalezza
della camminata e l'attrezzatura ridotta ai minimi termini ci fa sentire
tutt'uno con la natura.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2007 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
 |
| Paesaggio incantato (foto Agh) |
|