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| In vetta al Gronlait m 2383, sullo
sfondo il Fravort (foto Agh) |
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| Il Gronlait visto dalla Val dei Mòcheni
(foto Agh)
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Il Gronlait
Ecco una bellissima classica dello scialpinismo
in Lagorai, che si può fare anche
in ciaspole e, se non c'è troppa
neve, a piedi: si tratta della panoramicissima vetta del Gronlait
m 2383, raggiungibile dalla Valsugana,
nel Trentino sud orientale. Il suo lungo profilo si staglia, inconfondibile,
a est della Valle
dei Mòcheni (puntata Girovagando 24/01/2004), ed è visibile
anche dai dintorni di Trento. Gli itinerari principali d'accesso a questa
cima sono svariati, piuttosto facili, praticamente da ogni lato escluso
quello nord che è dirupato. Abbiamo proposto in precedenza la salita
estiva dalla Val Cava (Val dei Mòcheni),
che però in inverno non è molto consigliabile per via del
ripido canalino che sale al Passo Portella,
che richiede attenzione ed esperienza, anche per il pericolo valanghe.
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| Il Gronlait visto da sud, con la
lunga dorsale che sale da Forcella Fravort (foto Agh) |
| GRONLAIT m 2383 |
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accesso dalla Panarotta |
| quota massima |
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m 2383 |
| lunghezza |
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km.18 circa |
| dislivello |
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m 600 |
| partenza e arrivo |
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parcheggio impianti Panarotta 1780 |
| sentieri |
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325, 372, 371 |
| difficoltà |
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E - escursionistico |
| tempo |
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1 giornata |
| mappa |
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Kompass 621 in scala 1:25.000 |
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| Da sx: l'Hoabonti, la Val Cava con il passo Portella,
il Gronlait (foto Agh) |
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| La parete est che da Passo Portella porta alla vetta
del Gronlait (foto Agh) |
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Descrizione
La zona delle cime Gronlait e Fravort
è certamente tra le più belle del Lagorai
occidentale: dalla Panarotta
una lunga dorsale in direzione nord-est si salda, con parecchi saliscendi,
al gruppo dell'Hoabonti-Monte Cola, per
proseguire in direzione del Lago di Erdemolo
ed il gruppo di cime soprastante che culmina nella cima di Sette
Selle m 2396 (vedi anche Escursioni
d'autunno in Val dei Mòcheni). Man mano che ci si allontana dalla
zona degli impianti di sci della Panarotta, si entra gradualmente in una
natura sempre più selvaggia e solitaria, percorrendo alte creste
e spettacolari dorsali. L'itinerario proposto è abbastanza lungo
(circa 18 km) ma praticamente senza difficoltà: ovviamente le condizione
della neve (quantità e consistenza del manto) possono condizionare
molto i tempi di marcia. Il percorso costeggia in piano il fianco est del
Fravort e quindi risale la Val Portelle
fino al passo omonimo: di qui si sale con un'ultima erta sulla lunga e pianeggiante
cima del Gronlait: il panorama a 360° è a dir poco grandioso
(vedi foto panoramica).
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| La Bassa: due sci-alpinisti vanno
all'attacco della spalla del Fravort, noi lo aggiriamo sulla destra
(foto Agh) |
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| Il "baito" nell'alta Val
Portelle, sullo sfondo Cima Dodici e Portule (foto Agh) |
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| Gli impianti Panarotta (foto Agh) |
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Fravort visto da Panarotta (foto Agh) |
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| Costeggiando il Fravort (foto Agh) |
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Sci alpinisti alla "Bassa"
(foto Agh)
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| Verso la Val Portelle (foto Agh) |
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Baite lungo il percorso (foto Agh) |
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Percorso
L'itinerario proposto può presentare, specie nella parte finale e
con innevamento consistente, qualche rischio di
valanghe, è perciò assai consigliabile, come sempre
del resto quando ci si muove in montagna l'inverno, consultare il bollettino
valanghe di Meteotrentino.
Si parte dal parcheggio degli impianti della Panarotta,
a monte di Vetriolo: si attraversa con
attenzione la pista di sci e si prende la comoda strada
forestale quasi pianeggiante a ridosso dello Chalet
Panarotta, con segnavia 325. In
circa 2 km siamo all'ampia e panoramica sella La
Bassa m 1834. Siamo ai piedi della dorsale che sale al Fravort,
ma noi proseguiamo aggirando la spalla verso est e prendendo il bellissimo
sentiero 372, che procede a lungo in costa, aggirando lentamente
il Fravort tra bei boschi radi di larice, per circa 4 chilometri. Si entra
ed esce da vari valloncelli, si oltrepassano delle vecchie baite e infine,
quindi il sentiero si affaccia sulla magnifica val
Portelle, che si attraversa con un tornante oltrepassando un piccolo
rio e portandosi sul versante opposto, fino a incrociare il
sentiero 371. In basso scorgiamo l'Agritur
Rincher, visitato nella puntata Valsugana
4 ottobre 2003, e la bella zona de Le Pozze,
anche questa visitata nella puntata Le
Pozze 30 agosto 2003.
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| La strada forestale che costeggia
la Panarotta fino a "La Bassa" (foto Agh) |
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| Val Portelle con il passo (foto Agh) |
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Sci-alpinisti (foto Agh) |
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| La baita poco sotto il Passo Portella |
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Il Portule (foto Agh) |
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| Gruppo di Cima Dodici (foto Agh) |
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Val Cava da Passo Portella (foto Agh) |
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| Passo Portella e Hoabonti (foto Agh) |
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Sulla cima del Gronlait (foto Agh) |
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| Cima Gronlait verso nord (foto Agh) |
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Cima Gronlait (foto Agh) |
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La Val Portelle
Ora si sale decisamente in direzione nord verso
il passo, si raggiunge una piccola baita
in legno (non segnata sulla carta), ideale per una sosta eventuale,
quindi si arriva per facili balze all'antico passo
Portella, che metteva in comunicazione la Valsugana
con la Valle dei Mòcheni attraverso
la Val Cava. Ora c'è l'ultima erta
finale, ovvero il ripido fianco est del
Gronlait, che si rimonta tenendosi a ridosso della cresta (attenzione all'eventuale
presenza di cornici di neve) per facili roccette e sfasciumi fino alla cima.
Bellissimo il colpo d'occhio che si apre quando si arriva alla croce (vedi
foto panoramica): ai nostri piedi,
ad ovest, la splendida Valle dei Mòcheni, col profilo inconfondibile
del Monte Costalta e del Rujoch,
separati dal passo Redebus, di fronte ad
est il gruppo Hoabonti-Cola-Col Omenetti,
e dietro, verso nord est, la serie sconfinata di cime e cimette verso Monte
del Lago e il gruppo della Cima di Sette
Selle. Con questa direzione, partendo dalla Panarotta, si può
compiere la Translagorai,
un'entusiasmante traversata- trekking che in circa 80 km arriva, sempre
mantenendosi sulle creste in quota, fino al Passo
Rolle, ai piedi delle Pale di S. Martino.
Il percorso di ritorno ricalca quello dell'andata:
un'alternativa ad anello, neve permettendo, consiste nel tornare percorrendo
la dorsale verso sud, calando alla forcella e risalendo il Fravort, quindi
sempre per dorsale raggiungendo La Bassa
e rientrando al parcheggio della Panarotta.
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| Lagorai occidentale visto da nord
, con il Gronlait all'estrema destra, clicca per ingrandire (foto Agh) |
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| Tramonto a "La Bassa" (foto Agh) |
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| Tracce che salgono dalla Val Cava,
da passo Portella (foto Agh) |
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Altri accessi al Gronlait
L'itinerario proposto è probabilmente il più facile,
ma non è certo l'unico possibile. Altre vie di accesso al Gronlait
sono: da ovest in Valle dei Mòcheni,
dalla località Prati Imperiali , prediletta dagli sci alpinisti per
la bella e appagante discesa; da sud aggirando
il Fravort sul fianco ovest, guadagnando la forcella Fravort e quindi per
la lunga (quasi 2 km) e facile dorsale fino alla cima; dalla cima del Fravort
stesso, scendendo verso nord (attenzione al costone ripido e al traverso)
alla forcella omonima e risalendo quindi la dorsale anzidetta fino alla
cima. La percorribilità degli itinerari descritti dipende molto dalle
condizioni dell'innevamento, e saranno quindi da valutare di volta in volta.
Il percorso più sicuro da valanghe è in genere quello lungo
le dorsali.
La Grande Guerra in Lagorai
Sulle montagne della Catena del Lagorai
correva la linea di fronte durante la Grande
Guerra del 15-18. Anche nella parte occidentale, ovvero dalla cima della
Panarotta lungo tutto il crinale (circa
30 km) fino al Monte Croce, passando per
la Bassa, il Fravort, il Gronlait, il Passo Portella, il Sasso Rosso, il
Sasso Rotto, Setteselle, lo Slimber e i monti sovrastanti Palù del
Fersina (Valle dei Mòcheni), si possono osservare ancor oggi numerose
tracce della Grande Guerra. Qui si trovavano
affiancati gli standschuetzen ("tiratori
territoriali") del Battaglione Reutte II, Rattemberg, Kaltern I e Meran
II, tutti composti da volontari di lingua tedesca, nonché il 169°
Battaglione della Landsturm. In queste zone si possono osservare con abbondanza
resti e tracce di trinceramenti, caverne,
camminamenti, reticolati,
baracche ed altre manufatti, postazioni
di artiglieria, osservatori, ma
soprattutto un reticolo impressionante di strade
militari costruite a mano, molte della quali ancora in buonissime
condizioni. Sono le zone di cui parla il poeta Robert
Musil, ufficiale su quel fronte, ma anche quelle che, più
drammaticamente, erano percorse dai mòcheni che trasportavano, sulla
schiena, i viveri e i materiali che occorrevano agli austriaci su quel fronte.
Esiste oggi un interessante progetto per il recupero
delle opere storiche lungo il fronte austroungarico
che vedeva la Valle dei Mòcheni da una parte e la Valsugana dall’altra.
La spesa prevista, di 900.000 euro, è finanziata dall'Unione
Europea, dalla Provincia
di Trento e dai tre Comuni interessati: Fierozzo, Frassilongo e Palù
del Fersina.
Approfondimento:
vedi escursioni "storiche" sulle tracce della Grande Guerra:
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Giro
della Cavallazza m 2324
Sulle tracce della Grande Guerra nella zona di Passo Rolle tra trincee,
gallerie, caverne, fortificazioni (di Agh) 9/SET/2004 |
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Piccolo
Colbricon m 2511
Salita al Piccolo Colbricon dalle Buse dell'Oro, attraverso la "cittadella"
di trincee e fortificazioni austriache (di Agh)
23/09/2004 |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| Baite sul Fravort (foto Agh) |
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