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| Selvaggio Lagorai dalla vetta del
Monte Croce (foto Agh) |
Concludiamo questa serie di "Anteprima
primavera" dedicata alle escursioni
con una splendida classica in Lagorai:
la salita al Monte Croce. Dal 16 aprile
prossimo riprenderemo le trasmissioni in tv e quindi sul sito troverete,
come di consueto, la sintesi della puntata televisiva.
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| Val Calamento (foto Agh) |
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Lagorai
Questa magnifica escursione si svolge nel Lagorai
occidentale. Per Lagorai occidentale si intende generalmente la catena
di cime che dal Passo Manghen si estende
verso ovest diramandosi in due dorsali distinte, una verso il Rujoch
- Monte Costalta, l'altra in direzione
della Panarotta. ll Lagorai orientale è
invece quello che va da Passo Manghen fino a Passo
Rolle. L'intera catena, lunga circa 70 km, ha andamento ovest-est
e si frappone tra la Valsugana, sul versante
a sud, e la Val di Fiemme su quello nord.
Sono zone fantastiche, ancora relativamente poco turisticizzate, quasi selvagge
in quota, con grandiosi e solitari panorami. Le cime più elevate
sono Cima Cece m 2754 e Cima D'Asta m 2847.
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| Malga Cagnon di Sotto (foto Agh) |
| MONTE CROCE m 2490 |
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da Val Calamento, Valsugana |
| quota massima |
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m 2490 |
| lunghezza |
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km. 14 circa |
| dislivello |
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m 1057 |
| partenza e arrivo |
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Malga Valtrighetta m 1433 |
| sentieri |
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strada forestale, 314, 460, 407 |
| difficoltà |
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E escursionistico |
| tempo |
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1 giornata |
| mappa |
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Kompass n. 621 "Valsugana - Tesino",
scala 1:25.000 |
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| Val Calamento nei pressi di Malga Valtrighetta (foto Agh) |
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Descrizione
Una delle più belle valli del Lagorai, la
Val Calamento, è l'ingresso privilegiato per la salita all'imponente
piramide del Monte Croce, la vetta più
alta del Lagorai occidentale con i suoi quasi 2500 metri (2490). Oltre la
metà del percorso si svolge su comoda e lunga forestale che porta
fino a Malga Cagnon di sotto. Fin qui il percorso è sicuro da valanghe,
oltre si dovranno fare le opportune valutazioni, specialmente nella parte
ripida finale. Come sempre utilissimo il bollettino valanghe di Meteotrentino.
Strepitoso il panorama dalla cima, che spazia a 360° su tutto il Lagorai
e le principali montagne del Trentino. Il percorso tocca ben 5 malghe, ed
è ideale in sci, ciaspole e, neve permettendo, a piedi. Fantastico
anche in estate.
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| Val Calamento verso Malga Cagnon
di Sotto (foto Agh) |
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| Rifugio Malga Valtrighetta (foto Agh) |
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La comoda ma lunga forestale |
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| Verso Malga Bolenghetta (foto Agh) |
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Sci alpinisti (foto Agh) |
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| Malga Bolenga (foto Agh) |
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Nei pressi di Malga Bolenga (foto Agh) |
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| Malga Cagnon di Sotto (foto Agh) |
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Tabelle a Malga Cagnon di sotto |
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| Bosco di larici |
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Piana di Campiò (foto Agh) |
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| Malga Cagnon di Sopra (foto Agh) |
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Passo Cadin con Cima Bolenga |
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Percorso
Da Borgo Valsugana nel Trentino orientale
(45 km da Trento), si sale in direzione del Passo
Manghen. A quota 1450 prestare attenzione al bivio sulla sinistra
che conduce in breve a Rifugio Malga Valtrighetta,
dove si parcheggia. Si piglia la strada forestale che si addentra nella
valle verso ovest, sfiorando Malga Bolenghetta
nei pressi di un gruppetto di baite. Dapprima si attraversano splendide
abetaie poi salendo di quota la valle improvvisamente si spalanca con la
vista spettacolare di Malga Bolenga circondata
da cime selvagge. Si prosegue ancora senza difficoltà lungo la forestale
fino ad un'ampia radura con Malga Cagnon di Sotto.
Poco a monte della malga la forestale sterza decisamente verso nord con
un tornante quindi, traversando a zig zag uno splendido bosco di larici,
sbuca nella spettacolare piana del Campiò,
che anticamente era un lago, oggi completamente intorbato. Finalmente vediamo
l'inconfondibile sagoma del Monte Croce e, ad est, il passo Cadin. Si costeggia
la piana per la forestale, arrivando rapidamente a Malga Cagnon di sopra,
in splendida posizione, ideale anche per una sosta per uno spuntino sui
tavoli di legno all'aperto. A nord-est della Malga il sentiero
314 risale un lungo traverso dentro un fitto
bosco, per sbucare finalmente sul fianco sud-est del Monte Croce nei pressi
della Busa della Fornace, quindi
in breve fino a Passo Cadin
m 2108. Ora inizia la parte più impegnativa, con gli ultimi ma più
duri 380 metri di dislivello su sfasciumi e roccette.
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| La spettacolare piana del Campiò
verso il Monte Croce (foto Agh) |
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| La piana del Campiò vista da Malga Cagnon
di Sopra (foto Agh)
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| Campiò dall'alto, dal Monte Croce (foto Agh) |
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| La piramide del M. Croce (foto Agh) |
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| Arrivo in cima al Monte Croce |
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In vetta (foto Agh) |
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La piramide finale
Si risale il costone, spesso sventato e con poca neve (ma con possibili
grandi accumuli nei canaloni), su percorso libero, eventualmente per tracce
o mantenendosi sui facili costoloni rocciosi, di solito liberi da neve,
assecondando le varie balze fino alla cresta e quindi alla piramide finale
con grande croce in ferro. Bellissimo e indescrivibile "l'effetto
Himalaya" appena si arriva in cima: tutte le vette circostanti
sono più in basso e la grandiosità del panorama, con le montagne
che si perdono a vista d'occhio in ogni direzione, fa provare anche a noi,
escursionisti della domenica, l'emozione che devono provare i grandi alpinisti
sul "tetto del mondo".
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| Panoramica dal Monte Croce, clicca
per ingrandire o scarica la foto
in movimento, 2 mb (foto Agh) |
Dopo aver assaporato a lungo il panorama e lasciato la firma sul libro di
vetta (per chi vuol controllare, "Agh, 18 marzo 2005") iniziamo
la discesa lungo il crinale sud ovest (attenzione ad eventuali cornici di
neve sulla cresta verso nord) scendendo il segnavia
460 fino all'evidente Passo Scalet
m 2212. Dal passo si scende per ripido vallone per segnavia
407 fino a raggiungere direttamente Malga Cagnon
di Sopra, quindi si ritorna seguendo il medesimo percorso dell'andata.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2005 - E' vietata la riproduzione di testi
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| Il bel bosco di larici salendo al
Monte Croce (foto Agh) |
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