 |
| Prodotti tipici della Vallagarina
esposti alla Casa del Vino di Isera (foto Agh) |
Questa è la prima di sei puntate
del ciclo Autunno Trentino Colori e Sapori.
Iniziamo dalla Vallagarina e da Isera,
"regno" del vino Marzemino. In
questa giornata siamo ospiti della Casa del Vino
di Isera, fulcro della promozione culturale dei prodotti del territorio.
Ci accompagna nella nostra visita il vicesindaco di Isera, Mario Cossali.
 |
|
| Luca Bini, resp. settore eno-gastronomico della Casa
del Vino (foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| Con Mario Cossali (foto Agh) |
|
Il cuoco Federico Veronesi (foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| Un prelibato porcino (foto Agh) |
|
Formaggi, affettati, verdure... |
|
 |
|
 |
|
| Casa del Vino a Isera (foto Agh) |
|
Marzemino Superiore di Isera |
|
 |
|
 |
|
| Sergio Valentini (foto Agh) |
|
Prodotti tipici della Vallagarina |
|
 |
|
| Veduta di Isera da Castel Pradaglia
(foto Agh) |
|
Casa
del Vino della Vallagarina
Voluta da una cooperativa di produttori, la Casa
del Vino della Vallagarina si trova ad Isera,
situata in un bel palazzo seicentesco di proprietà comunale, sede
anche di mostre e di iniziative culturali. Luca Bini, responsabile del settore
eno-gastronomico e il cuoco Federico Veronesi, ci parlano dell'attività
della Casa del Vino. L'enoteca propone
la migliore produzione dei vini e delle grappe
della terra lagarina, accompagnati dalla degustazione di salumi e
formaggi nostrani e da piatti tipici della tradizione
locale. E' una sorta di "ambasciata del gusto e del sapore della
Vallagarina", che si propone anche come centro d'informazione sulla
cultura e la storia del territorio lagarino, la tradizione eno-gastronomica,
la produzione agricola e vitivinicola della valle. Questa terra ha infatti
una vocazione viticola vecchia di secoli, favorita dalla composizione
geologica del suolo, ricca di tufi
e rocce basaltiche che
conferiscono alle uve, e quindi al vino, struttura e bouquet del
tutto particolari. A questo si aggiunga la felice posizione
geografica sulle colline che fiancheggiano il fiume Adige,
e soprattutto la paziente e appassionata opera dell'uomo. Attivo sostenitore
da sempre delle potenzialità eno-gastronomiche della Vallagarina
è Sergio Valentini, con il quale scambiamo due chiacchiere, presidente
dell'associazione ristoratori della Vallagarina, promotore di iniziative
legate a Slow Food ed oste della Locanda
Tre Chiavi, che abbiamo visitato nella puntata del 23 ottobre 2004).
Testimonianza della peculiarità eno-gastronomica di questa zona del
Trentino è la nuova Strada
del Vino e dei Sapori, che offre ben duecento
chilometri di itinerari enogastronomici con oltre 100
aziende aderenti. Si tratta di percorsi turistici in cui le bellezze
del paesaggio, dell'arte, della storia e della cultura si sposano con la
migliore offerta della cucina e dei prodotti legati al territorio. Quindi
vini soprattutto, ma anche formaggi, salumi, insaccati, specialità
alimentari e piatti tipici.
 |
| Sala da pranzo alla Casa del Vino
della Vallagarina (foto Agh) |
 |
| Tavolata di prodotti tipici (foto Agh) |
Casa del Vino della Vallagarina
Piazza S. Vincenzo 1
38060 Isera (Trento)
Enoteca tel. 0464 / 486057 - fax. 0464 / 400371
Strada
del Vino e dei Sapori |
 |
|
| La Vallagarina vista da Malga
Cimana (foto Agh) |
|
 |
|
| Rovereto nord con il fiume Adige (foto Agh) |
|
 |
|
| Rovereto sud con il fiume Leno (foto Agh) |
|
La Vallagarina
E’ la zona a sud di Trento, costellata di vigneti e castelli, protagonista
della storia trentina, e il cui centro è Rovereto,
cittadina sensibile all’arte ed alla cultura, ricca di attrattive.
Tra le principali il MART,
Museo d'Arte Moderna e Contemporanea progettato
da Mario Botta ed inaugurato a dicembre dello scorso anno, l'interessantissimo
Museo Storico
Italiano della Guerra al Castello
di Rovereto, che da più di ottant'anni raccoglie e conserva reperti
e documenti relativi alla Prima guerra mondiale. Sul Monte Zugna, poco a
sud di Rovereto, lo straordinario ritrovamento delle piste
dei dinosauri, ben visibili in un costone roccioso. Assai ricca l'attività
culturale, coi grandi festival della musica e della danza come Oriente
Occidente, la Rassegna
del Cinema Archeologico, di richiamo internazionale, organizzata da
un attivissimo Museo
Civico, al quale Girovagando ha dedicato la puntata
del 5 luglio 2003. Le colline della Vallgarina sono punteggiate di castelli:
tra i più spettacolari vi è certamente Castel
Beseno, che domina la piana di Besenello, poi Castel
Noarna, Castello
di Castellano, Castel
Pietra, il già citato Castello di Rovereto e Castello
di Sabbionara d'Avio.
 |
| Vallagarina vista dall'alto (foto Agh) |
 |
|
| Balcone del Palazzo Fedrigotti sede
del Comune di Isera (foto Agh) |
|
 |
|
| Chiesa parocchiale di S. Vincenzo (foto Agh) |
|
Isera
Il paese di Isera è rinomato per i suoi preziosi vigneti da cui si
ricava il Marzemino. L'abitato è ricco di scorci e monumenti interessanti:
volti, androni, antichi portali, strette viuzze e palazzi signorili. Oltre
alla visita alle cantine è consigliabile quella alla Chiesa
parrocchiale di San Vincenzo, di origini antiche ma ricostruita tra
il 1655 e il 1683, in cui il campanile sarebbe parte del mastio di un antico
castello. Da segnalare anche il Palazzo Fedrigotti,
sede municipale, con decorazioni settecentesche e soggetti affrescati. Tutto
il vecchio nucleo si articola attorno ad edifici barocchi che denotano origini
medioevali, tra cui il Palazzo de' Probizer
e il Palazzo Vannetti. Nei pressi della
scuola elementare, sono visibili i resti di una
villa romana affacciata sull´Adige che doveva disporre di sale
affrescate su piani sovrapposti, di cui sono rimasti brani di pavimentazione
musiva, di intonaco affrescato, vasi e tegoloni (databile al I° secolo
d.C.). Nei dintorni di Isera meritano una visita la chiesa
di San Pancrazio a Marano, soprattutto per la bella posizione, ma
ancora di più la chiesa di Santa Maria
a Brancolino, fra le più ammirate architetture religiose della
valle. Ricostruita in epoca barocca su di un precedente edificio, vi operarono
artisti di area bresciana nelle tele e affreschi che la decorano, sia internamente
che esternamente. Nei dintorni di Isera abbiamo due castelli: Castel
Corno (Girovagando
in Trentino 5 luglio 2003) arroccato su un roccione con splendida vista
sulla Vallagarina, ristrutturato di recente, e Castel
Pradaglia, sul dosso di fronte al paese, oggi ridotto in ruderi
ma per il quale esiste un ambizioso progetto di recupero.
Storia:
il territorio di Isera
 |
| I vigneti nei dintorni di Isera (foto Agh) |
 |
|
 |
| Portale (foto Agh) |
|
Palazzo Fedrigotti (foto Agh) |
 |
|
 |
| Statua nella Chiesa di S. Vincenzo
(foto Agh) |
|
Monumento all'accademico Clementino
Vannetti |
 |
| Chiesa di S. Vincenzo (foto Agh) |
 |
|
| Museo della Cartolina Salvatore Nuvoli
a Isera (foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| (foto Agh) |
|
(foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| (foto Agh) |
|
(foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| Cartolina decorata a mano (foto Agh) |
|
Stampa da xilografia (foto Agh) |
|
 |
|
| Lago di Garda |
|
Museo della Cartolina
Attrattiva singolare di Isera è il Museo
della Cartolina allestito nel Palazzo Galvagni, una collezione
di cartoline assolutamente unica nel suo genere in Italia. L’idea
del Museo della Cartolina di Isera è nata dal fondatore, Carmelo
Nuvoli, alla fine degli anni 80, dopo aver organizzato tre mostre
in Vallagarina sulle tematiche del Regionalismo locale e della Prima Guerra
Mondiale che riscossero un ottimo successo.
Carmelo Nuvoli, il fondatore
Figlio di un filatelico e filatelico egli stesso, fin da giovinetto ereditò
questa passione da papà Salvatore, a cui ha intitolato il museo.
Solo che, a furia di veder francobolli, Carmelo finì per appassionarsi
più alle cartoline che ai valori filatelici, che tra l'altro si deprezzavano
rapidamente. La collezione attuale, divisa in
19 aree tematiche (storia della cartolina e precursori, amore, arte,
costumi e moda, guerre, lavoro, letteratura e giornali, militari, politica,
posta e telecomunicazioni, pubblicitarie, regionalismo, religione, scienza
e tecnica, spettacolo, sport, turismo, trasporti, varie), è vastissima
e comprende oltre 30.000 pezzi, con esemplari
rarissimi, praticamente copre tutta la storia della cartolina, ,dalle prime
cartoline fatte e mano fino a quelle dei giorni nostri. Le 5 principali
aree tematiche sono esposte in vetrine, per circa 1000
pezzi, consultabili direttamente dal pubblico: le rimanenti sono
contenute in raccoglitori e sono consultabili seguendo le indicazioni e
i suggerimenti di Carmelo Nuvoli, molto disponibile e assai prodigo di spiegazioni.
Il Museo è stato creato grazie alla collaborazione con il Comune
di Isera, al quale Nuvoli ha donato il materiale in suo possesso. Oltre
alle collezioni di cartoline vi sono anche stampe, manifesti, locandine,
monete, volumi di diversa specie, tutti in fase di sistemazione.
 |
|
| Cartolina apribile a libro con farfalla decorata
|
|
 |
|
| Cartolina in rilievo (foto Agh) |
|
 |
|
| Cartolina "animata " (foto Agh) |
|
 |
|
| Cartolina commemorativa (foto Agh) |
|
Breve
storia della Cartolina e curiosità
La prima cartolina del mondo venne emessa
dall’amministrazione postale dell’impero austro-ungarico il
1° aprile 1869. Si trattava di un cartoncino
color avorio di 8,5x12,5 cm. di dimensione con, da un lato (il “Recto”),
in alto la scritta “Correspondenz-Karte”, l’aquila tricipite
tricoronata e l’impronta in giallo del francobollo da due kreuzer,
tratto dalla sesta emissione, ed in basso lo spazio per l’indirizzo.
L’altro lato (il “Verso”), era invece riservato per le
comunicazioni del mittente. Nell’Impero Austro-Ungarico si parlavano
varie lingue oltre al tedesco e per questo vennero emesse cartoline
bilingui nella quale alla dicitura in tedesco ne seguiva un’altra
in boemo, ceco, polacco, russo, sloveno e italiano. Con il 1870 anche la
Germania e la Gran Bretagna emisero le loro cartoline postali. I motivi
dell’emissione della cartolina postale erano due: la cartolina postale
costava circa la metà di un’affrancatura
per lettera e non occorreva procurarsi busta e foglio e lo spazio per le
comunicazioni era più che sufficiente sollecitando così il
mittente ad essere anche più conciso. Anche per questi motivi va
notato come sin da subito ditte ed industrie
usarono queste prime cartoline per apporvi a stampa le loro intestazioni
e dei formulari per semplificare la loro corrispondenza. Queste cartoline
risultano perciò essere le prime cartoline
pubblicitarie e sono molto ricercate dai collezionisti. Venendo al
concetto di “cartolina illustrata”, se ne può far risalire
l’origine al 1870 grazie all’idea del libraio
Schwartz che, a corto di carta da lettera, pensò bene di utilizzare
le cartoline postali sovra-stampandole con l’immagine di un artigliere,
ed in seguito con altri motivi. Qualche anno dopo, nel 1875, diede alle
stampe una serie di 25 cartoline di carattere
patriottico. Il loro apparire coincise con la nuova
moda dei viaggi e dell’esigenza di saluti, volti piuttosto
all’attestazione della propria presenza in “quel” luogo.
L’illustrazione consisteva in uno o più “medaglioni”,
racchiusi entro fregi floreali che riproducevano disegni illustranti le
bellezze paesaggistiche del luogo. In Germania, una sorta di “Gruss”
in grande formato (17,5x11,5) comparve già nel 1874-75. In seguito,
nell’ultimo decennio del secolo, la diffusione delle cartoline divenne
un fenomeno dilagante, tanto che anche il più piccolo paesino aveva
le sue cartoline. Con il nuovo secolo la
cartolina illustrata divenne un vero e proprio fenomeno
epocale: collezionare cartoline fu uno degli hobby più diffusi.
Nacquero delle riviste di collezionismo e sorsero case editrici che spesso
iniziarono a sfornare milioni di esemplari. Ben presto, al tipo di cartolina
“Saluti da…” si affiancarono tutta una serie di tematiche:
dalle commemorative alle pubblicitarie, dai fidanzati, agli auguri, alle
cartoline animate, sagomate, a rebus, e perfino a puzzle. Altra invenzione
curiosa fu quella delle “cartoline animate”, cartoline con buchi
che servivano per infilarci le dita che divenivano le gambe di una ballerina,
oppure il naso nel caso che la cartolina servisse da mascherina.
 |
| Riva del Garda |
Museo della Cartolina
Via Galvagni 10, Isera
tel. 0464 / 420840
orario lunedì al giovedì 9.30-12.00, 14.30-17.00, si
consiglia la prenotazione per comitive |
 |
|
| Azienda agricola de Tarczal (foto Agh) |
|
 |
|
| Ruggero dell'Adami de Tarczal (foto Agh) |
|
 |
|
| Il bellissimo cortile interno dell'Azienda
agricola de Tarczal (foto Agh) |
|
A
tavola, Agritur de Tarczal
A Marano d'Isera, presso l'Azienda
Agricola de Tarczal incontriamo il titolare, Ruggero dell'Adami de Tarczal,
piuttosto indaffarato perché la vendemmia è in pieno corso.
Ci racconta brevemente la storia dell'azienda. "Le terre che ora noi
lavoriamo appartenevano un tempo ai Conti Alberti,
vecchia ed illustre famiglia trentina, nota fra l'altro per aver dato i
natali ad un Principe Vescovo della città
di Trento. Da più di un secolo tali terre sono passate alla nostra
famiglia, da quando la Contessa Alberti
le portò in dote a Gèza dell'Adami de Tarczal, ammiraglio
della Regia Imperial Flotta Austro-Ungarica e nostro diretto antenato.
L'azienda iniziò perciò il suo sviluppo negli anni d'oro dell'Impero
Austro-Ungarico, quando sulle tavole di Corte, il Marzemino
era di rigore". Da qualche tempo l'azienda agricola offre al visitatore
una vineria per le degustazioni accompagnate
da salumi, formaggi, piatti tipici della zona. Un'iniziativa che ha avuto
un buon successo e a cui si è perciò aggiunta la possibilità
di pranzare, anche all'aperto, con piatti tipici della cucina trentina e
altre sapienti "mescolanze" con cucine regionali d'Italia curate
dalla cuoca signora Luciana Ceriani. Noi abbiamo degustato un antipasto
"bis" di trota marinata e affumicata, con valeriana e pomodorini,
degli strepitosi fusilli alla trentina
con sugo fatto con la pasta di mortadella, poi il goulasch
con polenta fatta con farina gialla di Storo e crauti del Trentino;
quindi un piatto che esula dalla tradizione trentina ma non per questo meno
buono: dei gustosi calamaretti con sugo di pomodoro
e piselli. Infine una specialità esclusiva della signora Luciana,
un buonissimo tiramisù alle fragole.
 |
|
 |
| La vineria, sala degustazione (foto Agh) |
|
Nella sala da pranzo (foto Agh) |
 |
|
 |
| Luciana Ceriani ai fornelli (foto Agh) |
|
Marzemino di Isera (foto Agh) |
 |
|
 |
| Angolo della sala da pranzo (foto Agh) |
|
Trota marinata e trota affumicata
(foto Agh) |
 |
|
 |
| Calamaretti con piselli e e polenta
(foto Agh) |
|
Luciana e Luciano (foto Agh) |
 |
|
| La cantina (foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| Con Fausto Campostrini (foto Agh) |
|
Marco Tonini (foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| Matteo Spagnolli, socio della cantina |
|
Il punto vendita (foto Agh) |
|
 |
|
| Marzemino d'Isera (foto Agh) |
|
 |
|
| Brindisi finale al punto vendita
della Cantina d'Isera (foto Agh) |
|
Cantina di Isera
Nel 1907, quando il Trentino ancora sottostava all’Impero
Asburgico, si costituiva ad Isera l’omonima Cantina Sociale.
Nata per volontà dei viticoltori della zona, la Cantina d’Isera
raccoglieva già allora le uve pregiate delle colline basaltiche di
Isera, prime fra tutte quelle di Marzemino.
Oggi oltre 200 soci, con una superficie
di circa 200 ettari, conferiscono ad ogni
vendemmia mediamente 22.000 quintali di uve scelte
e pregiate. “Il buon vino nasce in campagna” è
una delle massime alle quali la Cantina d’Isera si attiene fermamente.
Dalla scelta dei nuovi impianti sino al controllo
sistematico dell’intero ciclo vegetativo, tutto è seguito
e controllato rigorosamente per ottenere una produzione viticola di alta
qualità. Sotto la guida di esperti enologi, la Cantina d’Isera
provvede quindi alla vinificazione delle uve fornite dai soci, bilanciando
sapientemente i vantaggi delle nuove tecnologie e la saggezza delle antiche
tradizioni. "La qualità non accetta compromessi" dicono
Fausto Campostrini e Marco Tonini, rispettivamente direttore della Cantina
e responsabile commerciale: "per noi della Cantina d’Isera questo
è un imperativo, un impegno nei confronti del consumatore e la garanzia
di poter assaporare, apprezzare e amare i vini creati dalla passione dell’uomo
e dalla generosità della collina di Isera". Già nel XV°
secolo vi è infatti testimonianza in Vallagarina della presenza del
Marzemino. Una delle zone classiche in
cui il vitigno raggiunge la massima espressione qualitativa è sicuramente
quella di Isera. I grappoli del Marzemino si presentano di medie dimensioni
con le caratteristiche “ali”, gli acini sono medio-piccoli di
color nero-bluastro con buccia molto resistente e pruinosa. Pur generoso
in termini qualitativi il Marzemino non lo è altrettanto in fase
produttiva; gelate e venti primaverili vanno ad aggiungersi alla già
scarsa fertilità varietale, così il viticoltore può
contare su quantitativi di produzione piuttosto modesti. Il Marzemino
della Cantina d’Isera è la sintesi di un'arte della
vinificazione che viene da lontano, è il risultato finale di una
tradizione centenaria.
 |
|
| Nella stube del Gigi (foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| Lambrusco "Don Camillo" (foto Agh) |
|
Vino "Il Camerata" (foto Agh) |
|
 |
|
 |
|
| Gigi da giovane (foto Agh) |
|
Festa di paese, Gigi è il 2° da sx |
|
 |
|
| La casa di Gigi Fiorini ospita un
piccolo museo etnografico (foto Agh) |
|
La
"Stube del Gigi" a Noarna
Luigi Fiorini detto "Gigi", di Noarna, è un tipo piccoletto,
allegro, gioviale e molto socievole. Ha fatto il muratore per quasi 40 anni:
appassionato di montagna, e di cori, nel '75 ha realizzato un localetto
per gli amici, in cui festeggiare qualche evento o per bere un bicchiere
in allegria. Via via il locale si è ingrandito e ha iniziato a riempirsi
di bottiglie, portate dagli amici ma anche trovate qui e là da Gigi
che ha iniziato a farne collezione. Oggi la sua "stube" conta
oltre 3000 bottiglie, con esemplari che vanno dal 1919 fino ai giorni nostri.
Col tempo il locale è diventato il luogo di ritrovo del paese e del
circondario: qui sono passati politici illustri, sportivi -uno su tutti
Francesco Moser- cori alpini tra i quali quello prestigiosissimo della SAT.
Pur rimanendo un luogo privato, la Stube del Gigi è diventata meta
di curiosi e turisti, attratti anche dalla ricca
collezione di attrezzi agricoli e di vita
contadina che fanno bella mostra sulle pareti, e che rappresentano
un piccolo museo etnografico che testimonia l'amore di Gigi per la propria
terra e anche per il prossimo. Gigi è molto cordiale e disponibile,
il suo locale può essere visitato da tutti, meglio se annunciati
da una telefonata o anche andando direttamente, lui non ha mandato mai via
nessuno. E magari ci scappa anche un buon bicchiere, accompagnato dagli
squisiti stuzzichini caserecci di donna Gianna.
 |
|
| Alla fisarmonica (foto Agh) |
|
Gigi alla fisarmonica (video)
Vincendo la sua ritrosia ("no son alenà", non sono allenato)
siamo riusciti a convincere Gigi ad imbracciare la sua fisarmonica e a suonare
un pezzo per Girovagando, che siamo lieti di offrirvi.
Gigi Fiorini esegue
"Carissimo
Pinocchio" (file in streaming)
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2007 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
 |
| Brindisi finale alla Stube del Gigi:
da sx: Aldo, Maria Pia, Marta, Luciano, Gigi, Gianna (foto Agh) |
|