per
questo spazio
 
Autunno Trentino in Vallagarina
La Casa del Vino di Isera - 24 settembre 2005
home page
 
Prodotti tipici della Vallagarina esposti alla Casa del Vino di Isera (foto Agh)

Questa è la prima di sei puntate del ciclo Autunno Trentino Colori e Sapori. Iniziamo dalla Vallagarina e da Isera, "regno" del vino Marzemino. In questa giornata siamo ospiti della Casa del Vino di Isera, fulcro della promozione culturale dei prodotti del territorio. Ci accompagna nella nostra visita il vicesindaco di Isera, Mario Cossali.

 
Luca Bini, resp. settore eno-gastronomico della Casa del Vino (foto Agh)  
   
Con Mario Cossali (foto Agh)   Il cuoco Federico Veronesi (foto Agh)  
   
Un prelibato porcino (foto Agh)   Formaggi, affettati, verdure...  
   
Casa del Vino a Isera (foto Agh)   Marzemino Superiore di Isera  
   
Sergio Valentini (foto Agh)   Prodotti tipici della Vallagarina  
 
Veduta di Isera da Castel Pradaglia (foto Agh)  
Casa del Vino della Vallagarina

Voluta da una cooperativa di produttori, la Casa del Vino della Vallagarina si trova ad Isera, situata in un bel palazzo seicentesco di proprietà comunale, sede anche di mostre e di iniziative culturali. Luca Bini, responsabile del settore eno-gastronomico e il cuoco Federico Veronesi, ci parlano dell'attività della Casa del Vino. L'enoteca propone la migliore produzione dei vini e delle grappe della terra lagarina, accompagnati dalla degustazione di salumi e formaggi nostrani e da piatti tipici della tradizione locale. E' una sorta di "ambasciata del gusto e del sapore della Vallagarina", che si propone anche come centro d'informazione sulla cultura e la storia del territorio lagarino, la tradizione eno-gastronomica, la produzione agricola e vitivinicola della valle. Questa terra ha infatti una vocazione viticola vecchia di secoli, favorita dalla composizione geologica del suolo, ricca di tufi e rocce basaltiche che conferiscono alle uve, e quindi al vino, struttura e bouquet del tutto particolari. A questo si aggiunga la felice posizione geografica sulle colline che fiancheggiano il fiume Adige, e soprattutto la paziente e appassionata opera dell'uomo. Attivo sostenitore da sempre delle potenzialità eno-gastronomiche della Vallagarina è Sergio Valentini, con il quale scambiamo due chiacchiere, presidente dell'associazione ristoratori della Vallagarina, promotore di iniziative legate a Slow Food ed oste della Locanda Tre Chiavi, che abbiamo visitato nella puntata del 23 ottobre 2004). Testimonianza della peculiarità eno-gastronomica di questa zona del Trentino è la nuova Strada del Vino e dei Sapori, che offre ben duecento chilometri di itinerari enogastronomici con oltre 100 aziende aderenti. Si tratta di percorsi turistici in cui le bellezze del paesaggio, dell'arte, della storia e della cultura si sposano con la migliore offerta della cucina e dei prodotti legati al territorio. Quindi vini soprattutto, ma anche formaggi, salumi, insaccati, specialità alimentari e piatti tipici.

Sala da pranzo alla Casa del Vino della Vallagarina (foto Agh)
Tavolata di prodotti tipici (foto Agh)

Casa del Vino della Vallagarina
Piazza S. Vincenzo 1
38060 Isera (Trento)
Enoteca tel. 0464 / 486057 - fax. 0464 / 400371
Strada del Vino e dei Sapori

 
La Vallagarina vista da Malga Cimana (foto Agh)  
 
Rovereto nord con il fiume Adige (foto Agh)  
 
Rovereto sud con il fiume Leno (foto Agh)  
La Vallagarina

E’ la zona a sud di Trento, costellata di vigneti e castelli, protagonista della storia trentina, e il cui centro è Rovereto, cittadina sensibile all’arte ed alla cultura, ricca di attrattive. Tra le principali il MART, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea progettato da Mario Botta ed inaugurato a dicembre dello scorso anno, l'interessantissimo Museo Storico Italiano della Guerra al Castello di Rovereto, che da più di ottant'anni raccoglie e conserva reperti e documenti relativi alla Prima guerra mondiale. Sul Monte Zugna, poco a sud di Rovereto, lo straordinario ritrovamento delle piste dei dinosauri, ben visibili in un costone roccioso. Assai ricca l'attività culturale, coi grandi festival della musica e della danza come Oriente Occidente, la Rassegna del Cinema Archeologico, di richiamo internazionale, organizzata da un attivissimo Museo Civico, al quale Girovagando ha dedicato la puntata del 5 luglio 2003. Le colline della Vallgarina sono punteggiate di castelli: tra i più spettacolari vi è certamente Castel Beseno, che domina la piana di Besenello, poi Castel Noarna, Castello di Castellano, Castel Pietra, il già citato Castello di Rovereto e Castello di Sabbionara d'Avio.

Vallagarina vista dall'alto (foto Agh)

 
Balcone del Palazzo Fedrigotti sede del Comune di Isera (foto Agh)  
 
Chiesa parocchiale di S. Vincenzo (foto Agh)  
Isera

Il paese di Isera è rinomato per i suoi preziosi vigneti da cui si ricava il Marzemino. L'abitato è ricco di scorci e monumenti interessanti: volti, androni, antichi portali, strette viuzze e palazzi signorili. Oltre alla visita alle cantine è consigliabile quella alla Chiesa parrocchiale di San Vincenzo, di origini antiche ma ricostruita tra il 1655 e il 1683, in cui il campanile sarebbe parte del mastio di un antico castello. Da segnalare anche il Palazzo Fedrigotti, sede municipale, con decorazioni settecentesche e soggetti affrescati. Tutto il vecchio nucleo si articola attorno ad edifici barocchi che denotano origini medioevali, tra cui il Palazzo de' Probizer e il Palazzo Vannetti. Nei pressi della scuola elementare, sono visibili i resti di una villa romana affacciata sull´Adige che doveva disporre di sale affrescate su piani sovrapposti, di cui sono rimasti brani di pavimentazione musiva, di intonaco affrescato, vasi e tegoloni (databile al I° secolo d.C.). Nei dintorni di Isera meritano una visita la chiesa di San Pancrazio a Marano, soprattutto per la bella posizione, ma ancora di più la chiesa di Santa Maria a Brancolino, fra le più ammirate architetture religiose della valle. Ricostruita in epoca barocca su di un precedente edificio, vi operarono artisti di area bresciana nelle tele e affreschi che la decorano, sia internamente che esternamente. Nei dintorni di Isera abbiamo due castelli: Castel Corno (Girovagando in Trentino 5 luglio 2003) arroccato su un roccione con splendida vista sulla Vallagarina, ristrutturato di recente, e Castel Pradaglia, sul dosso di fronte al paese, oggi ridotto in ruderi ma per il quale esiste un ambizioso progetto di recupero.

Storia: il territorio di Isera

I vigneti nei dintorni di Isera (foto Agh)
 
Portale (foto Agh)   Palazzo Fedrigotti (foto Agh)
 
Statua nella Chiesa di S. Vincenzo (foto Agh)   Monumento all'accademico Clementino Vannetti
Chiesa di S. Vincenzo (foto Agh)

 
Museo della Cartolina Salvatore Nuvoli a Isera (foto Agh)  
   
(foto Agh)   (foto Agh)  
   
(foto Agh)   (foto Agh)  
   
Cartolina decorata a mano (foto Agh)   Stampa da xilografia (foto Agh)  
 
Lago di Garda  
Museo della Cartolina

Attrattiva singolare di Isera è il Museo della Cartolina allestito nel Palazzo Galvagni, una collezione di cartoline assolutamente unica nel suo genere in Italia. L’idea del Museo della Cartolina di Isera è nata dal fondatore, Carmelo Nuvoli, alla fine degli anni 80, dopo aver organizzato tre mostre in Vallagarina sulle tematiche del Regionalismo locale e della Prima Guerra Mondiale che riscossero un ottimo successo.

Carmelo Nuvoli, il fondatore

Figlio di un filatelico e filatelico egli stesso, fin da giovinetto ereditò questa passione da papà Salvatore, a cui ha intitolato il museo. Solo che, a furia di veder francobolli, Carmelo finì per appassionarsi più alle cartoline che ai valori filatelici, che tra l'altro si deprezzavano rapidamente. La collezione attuale, divisa in 19 aree tematiche (storia della cartolina e precursori, amore, arte, costumi e moda, guerre, lavoro, letteratura e giornali, militari, politica, posta e telecomunicazioni, pubblicitarie, regionalismo, religione, scienza e tecnica, spettacolo, sport, turismo, trasporti, varie), è vastissima e comprende oltre 30.000 pezzi, con esemplari rarissimi, praticamente copre tutta la storia della cartolina, ,dalle prime cartoline fatte e mano fino a quelle dei giorni nostri. Le 5 principali aree tematiche sono esposte in vetrine, per circa 1000 pezzi, consultabili direttamente dal pubblico: le rimanenti sono contenute in raccoglitori e sono consultabili seguendo le indicazioni e i suggerimenti di Carmelo Nuvoli, molto disponibile e assai prodigo di spiegazioni. Il Museo è stato creato grazie alla collaborazione con il Comune di Isera, al quale Nuvoli ha donato il materiale in suo possesso. Oltre alle collezioni di cartoline vi sono anche stampe, manifesti, locandine, monete, volumi di diversa specie, tutti in fase di sistemazione.

 
Cartolina apribile a libro con farfalla decorata  
 
Cartolina in rilievo (foto Agh)  
 
Cartolina "animata " (foto Agh)  
 
Cartolina commemorativa (foto Agh)  
Breve storia della Cartolina e curiosità

La prima cartolina del mondo venne emessa dall’amministrazione postale dell’impero austro-ungarico il 1° aprile 1869. Si trattava di un cartoncino color avorio di 8,5x12,5 cm. di dimensione con, da un lato (il “Recto”), in alto la scritta “Correspondenz-Karte”, l’aquila tricipite tricoronata e l’impronta in giallo del francobollo da due kreuzer, tratto dalla sesta emissione, ed in basso lo spazio per l’indirizzo. L’altro lato (il “Verso”), era invece riservato per le comunicazioni del mittente. Nell’Impero Austro-Ungarico si parlavano varie lingue oltre al tedesco e per questo vennero emesse cartoline bilingui nella quale alla dicitura in tedesco ne seguiva un’altra in boemo, ceco, polacco, russo, sloveno e italiano. Con il 1870 anche la Germania e la Gran Bretagna emisero le loro cartoline postali. I motivi dell’emissione della cartolina postale erano due: la cartolina postale costava circa la metà di un’affrancatura per lettera e non occorreva procurarsi busta e foglio e lo spazio per le comunicazioni era più che sufficiente sollecitando così il mittente ad essere anche più conciso. Anche per questi motivi va notato come sin da subito ditte ed industrie usarono queste prime cartoline per apporvi a stampa le loro intestazioni e dei formulari per semplificare la loro corrispondenza. Queste cartoline risultano perciò essere le prime cartoline pubblicitarie e sono molto ricercate dai collezionisti. Venendo al concetto di “cartolina illustrata”, se ne può far risalire l’origine al 1870 grazie all’idea del libraio Schwartz che, a corto di carta da lettera, pensò bene di utilizzare le cartoline postali sovra-stampandole con l’immagine di un artigliere, ed in seguito con altri motivi. Qualche anno dopo, nel 1875, diede alle stampe una serie di 25 cartoline di carattere patriottico. Il loro apparire coincise con la nuova moda dei viaggi e dell’esigenza di saluti, volti piuttosto all’attestazione della propria presenza in “quel” luogo. L’illustrazione consisteva in uno o più “medaglioni”, racchiusi entro fregi floreali che riproducevano disegni illustranti le bellezze paesaggistiche del luogo. In Germania, una sorta di “Gruss” in grande formato (17,5x11,5) comparve già nel 1874-75. In seguito, nell’ultimo decennio del secolo, la diffusione delle cartoline divenne un fenomeno dilagante, tanto che anche il più piccolo paesino aveva le sue cartoline. Con il nuovo secolo la cartolina illustrata divenne un vero e proprio fenomeno epocale: collezionare cartoline fu uno degli hobby più diffusi. Nacquero delle riviste di collezionismo e sorsero case editrici che spesso iniziarono a sfornare milioni di esemplari. Ben presto, al tipo di cartolina “Saluti da…” si affiancarono tutta una serie di tematiche: dalle commemorative alle pubblicitarie, dai fidanzati, agli auguri, alle cartoline animate, sagomate, a rebus, e perfino a puzzle. Altra invenzione curiosa fu quella delle “cartoline animate”, cartoline con buchi che servivano per infilarci le dita che divenivano le gambe di una ballerina, oppure il naso nel caso che la cartolina servisse da mascherina.

Riva del Garda

Museo della Cartolina
Via Galvagni 10, Isera
tel. 0464 / 420840
orario lunedì al giovedì 9.30-12.00, 14.30-17.00, si consiglia la prenotazione per comitive

 
Azienda agricola de Tarczal (foto Agh)  
 
Ruggero dell'Adami de Tarczal (foto Agh)  
 
Il bellissimo cortile interno dell'Azienda agricola de Tarczal (foto Agh)  
A tavola, Agritur de Tarczal

A Marano d'Isera, presso l'Azienda Agricola de Tarczal incontriamo il titolare, Ruggero dell'Adami de Tarczal, piuttosto indaffarato perché la vendemmia è in pieno corso. Ci racconta brevemente la storia dell'azienda. "Le terre che ora noi lavoriamo appartenevano un tempo ai Conti Alberti, vecchia ed illustre famiglia trentina, nota fra l'altro per aver dato i natali ad un Principe Vescovo della città di Trento. Da più di un secolo tali terre sono passate alla nostra famiglia, da quando la Contessa Alberti le portò in dote a Gèza dell'Adami de Tarczal, ammiraglio della Regia Imperial Flotta Austro-Ungarica e nostro diretto antenato. L'azienda iniziò perciò il suo sviluppo negli anni d'oro dell'Impero Austro-Ungarico, quando sulle tavole di Corte, il Marzemino era di rigore". Da qualche tempo l'azienda agricola offre al visitatore una vineria per le degustazioni accompagnate da salumi, formaggi, piatti tipici della zona. Un'iniziativa che ha avuto un buon successo e a cui si è perciò aggiunta la possibilità di pranzare, anche all'aperto, con piatti tipici della cucina trentina e altre sapienti "mescolanze" con cucine regionali d'Italia curate dalla cuoca signora Luciana Ceriani. Noi abbiamo degustato un antipasto "bis" di trota marinata e affumicata, con valeriana e pomodorini, degli strepitosi fusilli alla trentina con sugo fatto con la pasta di mortadella, poi il goulasch con polenta fatta con farina gialla di Storo e crauti del Trentino; quindi un piatto che esula dalla tradizione trentina ma non per questo meno buono: dei gustosi calamaretti con sugo di pomodoro e piselli. Infine una specialità esclusiva della signora Luciana, un buonissimo tiramisù alle fragole.

 
La vineria, sala degustazione (foto Agh)   Nella sala da pranzo (foto Agh)
 
Luciana Ceriani ai fornelli (foto Agh)   Marzemino di Isera (foto Agh)
 
Angolo della sala da pranzo (foto Agh)   Trota marinata e trota affumicata (foto Agh)
 
Calamaretti con piselli e e polenta (foto Agh)   Luciana e Luciano (foto Agh)

Azienda Agricola de Tarczal
38060 Marano D'Isera
Telefono 39 0464 / 409134 - vineria 0464 / 450707
Fax 39 0464 / 409086
www.detarczal.it | info@detarczal.com

 
La cantina (foto Agh)  
   
Con Fausto Campostrini (foto Agh)   Marco Tonini (foto Agh)  
   
Matteo Spagnolli, socio della cantina   Il punto vendita (foto Agh)  
 
Marzemino d'Isera (foto Agh)  
 
Brindisi finale al punto vendita della Cantina d'Isera (foto Agh)  
Cantina di Isera

Nel 1907, quando il Trentino ancora sottostava all’Impero Asburgico, si costituiva ad Isera l’omonima Cantina Sociale. Nata per volontà dei viticoltori della zona, la Cantina d’Isera raccoglieva già allora le uve pregiate delle colline basaltiche di Isera, prime fra tutte quelle di Marzemino. Oggi oltre 200 soci, con una superficie di circa 200 ettari, conferiscono ad ogni vendemmia mediamente 22.000 quintali di uve scelte e pregiate. “Il buon vino nasce in campagna” è una delle massime alle quali la Cantina d’Isera si attiene fermamente. Dalla scelta dei nuovi impianti sino al controllo sistematico dell’intero ciclo vegetativo, tutto è seguito e controllato rigorosamente per ottenere una produzione viticola di alta qualità. Sotto la guida di esperti enologi, la Cantina d’Isera provvede quindi alla vinificazione delle uve fornite dai soci, bilanciando sapientemente i vantaggi delle nuove tecnologie e la saggezza delle antiche tradizioni. "La qualità non accetta compromessi" dicono Fausto Campostrini e Marco Tonini, rispettivamente direttore della Cantina e responsabile commerciale: "per noi della Cantina d’Isera questo è un imperativo, un impegno nei confronti del consumatore e la garanzia di poter assaporare, apprezzare e amare i vini creati dalla passione dell’uomo e dalla generosità della collina di Isera". Già nel XV° secolo vi è infatti testimonianza in Vallagarina della presenza del Marzemino. Una delle zone classiche in cui il vitigno raggiunge la massima espressione qualitativa è sicuramente quella di Isera. I grappoli del Marzemino si presentano di medie dimensioni con le caratteristiche “ali”, gli acini sono medio-piccoli di color nero-bluastro con buccia molto resistente e pruinosa. Pur generoso in termini qualitativi il Marzemino non lo è altrettanto in fase produttiva; gelate e venti primaverili vanno ad aggiungersi alla già scarsa fertilità varietale, così il viticoltore può contare su quantitativi di produzione piuttosto modesti. Il Marzemino della Cantina d’Isera è la sintesi di un'arte della vinificazione che viene da lontano, è il risultato finale di una tradizione centenaria.

Cantina D'Isera
via al Ponte 1
38060 Isera
tel. 0463 / 433795
www.cantinaisera.it | info@cantinaisera.it

 
Nella stube del Gigi (foto Agh)  
   
Lambrusco "Don Camillo" (foto Agh)   Vino "Il Camerata" (foto Agh)  
   
Gigi da giovane (foto Agh)   Festa di paese, Gigi è il 2° da sx  
 
La casa di Gigi Fiorini ospita un piccolo museo etnografico (foto Agh)  
La "Stube del Gigi" a Noarna

Luigi Fiorini detto "Gigi", di Noarna, è un tipo piccoletto, allegro, gioviale e molto socievole. Ha fatto il muratore per quasi 40 anni: appassionato di montagna, e di cori, nel '75 ha realizzato un localetto per gli amici, in cui festeggiare qualche evento o per bere un bicchiere in allegria. Via via il locale si è ingrandito e ha iniziato a riempirsi di bottiglie, portate dagli amici ma anche trovate qui e là da Gigi che ha iniziato a farne collezione. Oggi la sua "stube" conta oltre 3000 bottiglie, con esemplari che vanno dal 1919 fino ai giorni nostri. Col tempo il locale è diventato il luogo di ritrovo del paese e del circondario: qui sono passati politici illustri, sportivi -uno su tutti Francesco Moser- cori alpini tra i quali quello prestigiosissimo della SAT. Pur rimanendo un luogo privato, la Stube del Gigi è diventata meta di curiosi e turisti, attratti anche dalla ricca collezione di attrezzi agricoli e di vita contadina che fanno bella mostra sulle pareti, e che rappresentano un piccolo museo etnografico che testimonia l'amore di Gigi per la propria terra e anche per il prossimo. Gigi è molto cordiale e disponibile, il suo locale può essere visitato da tutti, meglio se annunciati da una telefonata o anche andando direttamente, lui non ha mandato mai via nessuno. E magari ci scappa anche un buon bicchiere, accompagnato dagli squisiti stuzzichini caserecci di donna Gianna.

 
Alla fisarmonica (foto Agh)  
Gigi alla fisarmonica (video)

Vincendo la sua ritrosia ("no son alenà", non sono allenato) siamo riusciti a convincere Gigi ad imbracciare la sua fisarmonica e a suonare un pezzo per Girovagando, che siamo lieti di offrirvi.

Gigi Fiorini esegue
"Carissimo Pinocchio" (file in streaming)



testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2007 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved


Brindisi finale alla Stube del Gigi: da sx: Aldo, Maria Pia, Marta, Luciano, Gigi, Gianna (foto Agh)
  APT di ROVERETO
38068 Rovereto
Corso Rosmini 6/A
Tel. 0464 430363 | Fax 0464 435528
www.apt.rovereto.tn.it | rovereto@apt.rovereto.tn.it
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
www.trentino.to

Puntate precedenti in Vallagarina e zone limitrofe

  Autunno Trentino in Vallagarina
23 ottobre 2004
    Speciale Marzemino 2
18 ottobre 2003
             
  Speciale Marzemino 1
11 ottobre 2003
    Rovereto e Altopiano di Brentonico
12 luglio 2003
             
  Museo Civico di Rovereto
12 luglio 2003
    Altopiano di Brentonico
16 gennaio 2003
             
  Castione di Brentonico
12 ottobre 2002
    Cammina Grestana
31 agosto 2002
             
  Biotopo Lago di Cei
24 agosto 2002
    Valle di Gresta
6 ottobre 2001

Links

Istituzioni

Comune di Isera
Comune di Rovereto

Arte
www.mart.trento.it

Cantine

Cantina di Isera
www.detarczal.it

Enogastronomia

Strada del Vino e dei sapori della Vallagarina
Progetto Vino di Trentino Spa
Atlante dei Prodotti Tradizionali Trentini
Elenco delle Ricette tradizionali trentine
(file formato pdf)
Vinitaly Salone dei vini doc italiani e internazionali
www.goodwinetrentino.it portale sul vino trentino
Goodtimetrentino portale della gastronomia trentina
Associazione ristoratori del Trentino
Osteria Tipica Trentina
Trentino in tavola guida all'offerta gastronomica trentina
Associazione Agriturismo Trentino
Movimento turismo del Vino
Mescolanze festival del cibo
Biteg Borsa Internazionale del Turismo Eno Gastronomico
Slow Food

A tavola

Casa del Vino della Vallagarina
Piazza S. Vincenzo 1
38060 Isera (Trento)
tel. 0464 / 486057 - fax. 0464 / 400371


Azienda Agricola de Tarczal
I-38060 Marano D'Isera
Telefono 39 0464 / 409134 - vineria 0464 / 450707
Fax 39 0464 / 409086
www.detarczal.it | info@detarczal.com