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| Arrampicata sportiva nella palestra
di roccia di Val Lomasone (foto Agh) |
Le valli Giudicarie, nel Trentino sud occidentale,
richiamano subito alle mente soprattutto due parole: "terme"
e "Comano", un binomio inscindibile
che per il quale è nata la definizione "la
valle della salute e del benessere". Le terme quindi, ma non
solo: le Giudicarie offrono tantissime attrattive (vedi puntate
precedenti) ed oggi ne scopriremo alcune con Alessandra Odorizzi, direttore
dell'Apt Terme di Comano
- Dolomiti di Brenta, che ci accompagnerà durante la giornata.
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| Terme di Comano (foto Agh) |
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Terme di Comano
Una risposta curativa del tutto naturale alle malattie
della pelle viene dalle Terme di Comano.
La stazione termale, nota fin dagli antichi romani,
si trova ai piedi delle Dolomiti di Brenta,
dalle cui rocce sgorga la preziosa sorgente. E' un'acqua
oligometallica, bicarbonato-calcio-magnesiaca, con presenza in quantità
rilevante di fluoro, ed esce dalla roccia alla temperatura di 28°
centigradi, un'eccezione per le acque oligominerali che in genere
non superano i 10 gradi. La peculiarità che contraddistingue le Terme
di Comano da tutte le altre stazioni termali è la sua specifica
indicazione contro le affezioni cutanee, infatti la dermatite più
frequente tra gli ospiti di Comano è la psoriasi,
malattia cronica ed imprevedibile nella sua evoluzione.
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| Relax nel parco delle Terme di Comano
(foto Agh)
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| Fausto Stefani, animatore (foto Agh) |
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Rosanna Bassetti (foto Agh) |
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| Scivolo pneumatico (foto Agh) |
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Il divertimento dei bambini (foto Agh) |
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| Animazione prima della cura |
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Il divertimento dei bambini (foto Agh) |
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| Un momento dell'animazione |
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Alessandra Odorizzi (foto Agh) |
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"Comano Junior", curarsi divertendosi
Comano Junior è il nome di una specifica
iniziativa per i bambini. Ne parliamo con
Rosanna Bassetti, responsabile del progetto. "L'idea è nata
constatando il progressivo aumento di malattie della pelle nei bambini:
si è pensato quindi di realizzare dei pacchetti-soggiorno
ricchi di animazione e divertimento, in cui la parte della terapia, quella
più noiosa per i bambini, diventa anch'essa un gioco grazie agli
esperti animatori capitanati da Fausto
Stefani. I bambini, coi loro genitori, possono quindi godere appieno di
una vera vacanza abbinata ad un ciclo di cure termali". Ottimi risultati
si ottengono anche nella dermatite atopica
che colpisce in particolare i bambini nei primi anni di vita. Sono migliaia
i piccoli ospiti che ogni anno effettuano un ciclo di bagni e di cura idropinica
con acqua di Comano, ottenendo nel 70% dei casi
la remissione clinica della dermatite e del prurito, anche dopo sei
mesi dalla sospensione del trattamento termale, pur in assenza di terapie
farmacologiche. Tra le affezioni dermatologiche curate a Comano, vi sono
le orticarie ostinate, il lichen
ruber planus e le neurodermiti (eczema
della pelle). Alle Terme si possono fare anche altre cure: per le vie
respiratorie si praticano inalazioni, aerosol e docce nasali micronizzate;
per l’apparato circolatorio l’acqua
viene utilizzata nell’idromassaggio. Il centro di medicina
estetica, oltre a proporre i classici trattamenti viso, corpo e di
massoterapia, si è specializzato nel trattamento
della cellulite attraverso l’associazione di varie metodiche:
idromassaggio, linfodrenaggio, pressoterapia e mesoterapia, sempre abbinate
alla cura idropinica. L’acqua di Comano presa come bibita ha un effetto
diuretico e quindi disintossicante.
Terme
di Comano per i bambini (rtf)
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| Le cure per i bambini diventano un
gioco grazie allo staff di esperti animatori (foto Agh) |
Le Terme di Comano sono aperte da aprile a novembre e da metà dicembre
a metà gennaio, sono convenzionate con
il Servizio Sanitario Nazionale che riconosce un ciclo di cure gratuito
(sono esenti anche dal pagamento del ticket i bambini fino ai 6 anni e gli
adulti oltre i 65 anni). Sulle proprietà degli oligoelementi dell’acqua
di Comano si basano i cosmetici della linea Salus
per Aquam, una serie di prodotti di altissima qualità scientificamente
studiata per ripristinare il corretto indice di idratazione e per donare
freschezza e morbidezza alla pelle.
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| La bellissima campagna delle Giudicarie
(foto Agh)
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| Una biccherata improvvisata con degli amici di
Fiavé (foto M. Dalpalù) |
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| Antonio Nicolussi Golo, resp. produz. |
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Boscatella (foto Agh) |
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| Preparazione del burro |
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Alpeggio (foto Caseificio) |
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| La Spressa Dop |
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Il punto vendita (foto Agh) |
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| "Dolce Fiavé" (foto Agh) |
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Giorgio Gosetti, direttore Caseificio |
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Caseificio Sociale Pinzolo - Fiavé
Attraversiamo la bellissima piana coltivata del Lomaso, a sud di Comano,
per arrivare a Fiavè dove visitiamo, accompagnati da Antonio Nicolussi
Golo, responsabile della produzione, un'importante realtà economica
della valle e del Trentino: il Caseificio Pinzolo
- Fiavè. Sorto originariamente nel 1892
per iniziativa di un gruppo di allevatori di bovini da latte di Fiavé,
il primo nucleo di aggregazione era rappresentato da un caseificio turnario.
In un locale privato ogni conferitore lavorava a turno il proprio latte
e quello degli altri soci, portandosi a casa burro e formaggio di giornata.
Si passò alla società cooperativa
nel 1948. Da allora il caseificio ha acquisito gradualmente, per
adesione spontanea, produttori di latte di zone e comuni delle Giudicarie
ed ha aggregato altre realtà cooperative operanti nello stesso settore.
La crescita numerica dei soci conferenti ed il continuo aumento della quantità
di latte prodotto, hanno determinato da un lato la necessità di ampliare
la struttura originaria e dall'altro hanno consentito di riunire sotto un'unica
ragione sociale realtà, esperienze e tipologie di prodotti eterogenei,
ma di grande valore aggiunto. La gamma dei prodotti (formaggi, burro, latte
alimentare, yogurt, latte gelato, ecc.) del caseificio sociale Fiavé-Pinzolo
è caratterizzata dall'ampiezza e varietà di tipologia: sono
prevalenti per numero e quantità i formaggi
freschi, quali la Mozzarella e la
Boscatella. La Spressa
è tipica, anzi esclusiva, delle Valli del
Chiese (Roncone) e Rendena (Pinzolo)
ed è molto richiesta per le sue caratteristiche di formaggio magro,
stagionato dagli 8 ai 12 mesi.
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| Vecchi malgari, anni '30 (foto Caseificio
Pinzolo Fiavè) |
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| Salendo in Val D'Algone (foto Agh) |
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| Sosta all'Albergo Brenta in Val D'Algone
(foto Agh)
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| Val D'Algone (foto Agh) |
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| Sala caminetto dell'Albergo Brenta
(foto Agh)
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A tavola: "Albergo Ristorante Brenta"
in Val D'Algone
Per pranzo siamo ospiti al "Ristorante Brenta" nella splendida
e poco conosciuta Val D'Algone. E' situata
nel settore meridionale del Gruppo di Brenta,
e si sviluppa dalla forra di Ponte Pià
(Fiume Sarca) sino al Passo del Gotro
( m. 1847) che la separa dalla Val d'Agola.
Una strada asfaltata arriva fino all'albergo Brenta, quindi diventa forestale
(bianca) fino a Malga Movlina. Ad ovest
è delimitata dai contrafforti della catena del Sabbion-Tov-Iron,
ad est è dominata dalla Cresta dei Camosci e dal Sottogruppo del
Vallon. Le sue valli laterali più rilevanti sono la Valle di Sacco
e la Val Vallon che conducono verso le vedrette di Prato
Fiorito e rappresentano vie di salita alternative, seppur faticose,
per il rifugio Dodici Apostoli o per il
sentiero dell'Ideale. Dal punto di vista
geologico la Val D'Algone presenta delle formazioni cristalline (granito)
che si alternano alle rocce dolomitiche del Gruppo di Brenta. Nei pressi
del Rifugio Ghedina (m.1120) si possono distinguere i
resti di un antico opificio del vetro di origini settecentesche.
La flora presenta una notevole varietà di specie arboree:
la fauna è varia e può godere di ampi spazi incontaminati,
i caprioli si possono osservare nel fondovalle e ai limiti delle numerose
radure, i camosci frequentano le pendici rocciose di Cima Vallon e del Castello
dei Camosci, nella Val di Sacco si incontra facilmente la marmotta. Nei
cieli volteggiano il gipeto e l'aquila
reale. L'attuale Albergo Brenta nacque nel '68 come "Pensione
Erina", costruito da due valligiani del paese di Coltura, nel fondovalle,
che lo edificarono in alcuni anni poiché tutto il materiale doveva
essere portato in quota tramite carri trainati da cavalli. Dopo un intervallo
di qualche anno in cui l'albergo fu gestito da una persona di Cremona, la
gestione passò alla famiglia Gallazzini di Villa Rendena, Carlo e
Flavia ed i figli Davide ed Enrico, che acquistò la struttura, completamente
rinnovata e ristrutturata nel 2004. L'albergo ha 10 stanze, è aperto
verso la fine di maggio fino ad inizio ottobre.
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| La sala da pranzo dell'Albergo ristorante
Brenta (foto Agh) |
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| Francesco Terzi (foto Agh) |
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Un angolo della sala da pranzo |
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| Antipasto (foto Agh) |
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I primi (foto Agh) |
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| La caratteristica chiesetta (foto Agh) |
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Le belle camere per gli ospiti... |
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A tavola
La particolarità della cucina del ristorante
Brenta, che si ispira ovviamente a quella tipica
trentina, è di non avere un menù
fisso: "Le ricette proposte" dice il gentilissimo e simpatico
Francesco Terzi, amico e factotum dei gestori "dipendono un po' dall'estro
del cuoco e dall'andamento stagionale con la relativa disponibilità
di prodotti". Noi abbiamo degustato ottimi piatti quali: antipasto
di affettati misti con radicchio dell'orso e
polenta con lardo, orzotto ai funghi
servito in cialda di formaggio grana, strangolapreti
al burro fuso, canederli ai funghi
col burro fuso come primi: capriolo in
salmì con polenta, brasato
di manzo, funghi, crauti, formaggio alla piastra
per secondi. Infine i dolci, fatti rigorosamente in casa: strudel
di mele, torta
di ricotta, crostata
alle noci e crostata
alla frutta.
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| L'auto di Girovagando all'Albergo
Brenta: una "Seat Toledo" della concessionaria Seat-Dorigoni
spa, |
Albergo Ristorante Brenta
Val D'Algone
38071 Bleggio Inferiore
tel. 0465 / 322 350 |
La rinascita del
Lago Nembia
Con il vicesindaco di S.
Lorenzo in Banale, Ivo Cornella, ci rechiamo al rinato Lago
Nembia, recuperato splendidamente dopo anni di oblio. L'origine di
questo lago è comune a quella del Lago
di Molveno, poiché esso si è formato in seguito alla
gigantesca frana che anticamente sbarrò la valle.
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| Il Lago Nembia oggi (foto Agh) |
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| Lago Nembia (foto Agh) |
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Sul pontile (foto Agh) |
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| Ivo Cornella (foto Agh) |
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Sandro Calvetti detto "Boro" |
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| Alla baita di Sandro "Boro " |
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Le case in pietra di Nembia (foto Agh) |
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| Sandro "Boro", la memoria
storica di Nembia (foto Agh) |
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Il laghetto, lungo circa 400 m e largo 120 m, è poco profondo: originariamente
era alimentato per via sotterranea, cioè
tramite acque che scorrevano sotto la frana provenendo dal Lago di Molveno
che è circa 70 metri più in alto e distante circa 1 chilometro.
Dal 1952 la zona del Lago di Nembia fu
interessata dai grandiosi lavori per la
realizzazione del sistema idroelettrico del Sarca,
che modificarono drasticamente il sistema idrico naturale portando, nel
1953, al totale prosciugamento del piccolo
bacino. Negli anni seguenti la depressione inaridita del lago fu invasa
da erbe e cespugli. Alla metà degli anni ’90, nell’ambito
del riordino delle infrastrutture idroelettriche, l’Enel,
su pressione delle amministrazioni locali, ha restituito
alla comunità il Lago di Nembia, riscavando e rimodellando
la conca, impermeabilizzando il fondo e garantendo un continuo apporto d’acqua
tramite un nuovo immissario. Il Servizio Ripristino
e Valorizzazione Ambientale della Provincia Autonoma di Trento ha
poi provveduto a rinverdire le rive e ad attrezzarle per l’utilizzo
ricreativo. Nei pressi del lago Nembia ci sono alcune storiche "baite"
in pietra: in una di esse ci accoglie Sandro
Calvetti detto "Boro", memoria storica del posto, autentico
archivio vivente di ricordi, fatti, persone. Dopo averci offerto un bicchiere
di vinello fresco, ci mostra qualche foto del suo ricco archivio fotografico
d'epoca, del quale vi offriamo alcune belle immagini. Al lago di Nembia
il WWF ha creato un'oasi
con funzione di tutela e di educazione ambientale, richiamo per un
turismo eco-compatibile.
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| La "maestra Valeria" con
degli amici al Lago Nembia (foto cortesia S. Calvetti) |
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| Parenti di Sandro Calvetti |
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Sandro Bono (2° da sx) con il nonno Eugenio |
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| Cacciatori in Val D'Ambiez (foto Agh) |
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| Lago di Molveno (foto cortesia S.
Calvetti) |
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| La locandina della competizione |
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Ivo Cornella (foto Agh) |
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"In Ambiez", gara di corsa in montagna
"Open"
Ivo Cornella, presidente della associazione sportiva
Atletica Ambiez ci parla anche di un'importante manifestazione
sportiva, giunta felicemente al decennale: la corsa in montagna "In
Ambiez" (e della "Caminada
Sana", non competitiva), una delle più partecipate
e spettacolari corse in montagna della
regione, che si terrà il 10 luglio 2005. La partecipazione e l'entusiasmo
per la competizione trovano riscontro anche nel prestigioso cast di atleti
che ogni anno partecipa alla manifestazione.
In
Ambiez corsa in montagna, con storia della Valle D'Ambiez e dei rifugi
(pdf, 5mb)
"In Ambiez" - Gara di corsa in
montagna "Open"
info: Gianfranco Rigotti 340 6096553, Angelo Giuliani 347 6936772,
Ivo Cornella 0465 / 734365 |
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| Gabriele Azzolini in azione (foto Agh) |
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Palestra
di roccia Val Lomasone
La Val Lomasone è una piccola valle
appartata molto interessante per diversi aspetti: geomorfologico, botanico
e faunistico soprattutto. Vi si può trovare tra l’altro una
zona umida di tutela ambientale, il biotopo,
che ospita alcune tra le specie rare di piante ed insetti. Racchiusa tra
le pareti strapiombanti del Monte Misone
e del Monte Casale, ha nel Passo
San Pietro il collegamento alla conca del
lago di Garda. E proprio sulla parete Ovest
del Monte Casale, in una zona isolata ma che offre un bellissimo
panorama su tutta la valle, è stata realizzata la Palestra
di Roccia della Val Lomasone. Essa e contrapposta geograficamente
alle più famose Palestre del Basso Sarca
della zona di Pietramurata, Dro e Arco
che sono situate sulla parete est della stessa montagna. La Palestra di
Roccia della Val Lomasone nasce nel ‘94 per iniziativa di alcuni arrampicatori
della zona, riunitisi nel “Gruppo Rocciatori del Lomaso". All’inizio
con un duro lavoro di disgaggio e stabilizzazione del terreno sottostante,
poi con l’apertura e la chiodatura delle vie che pian piano hanno
dato vita alla palestra. Oggi queste vie sono 56,
tutte chiodate ad espansione con spit,
catene di sosta e segnalazione del nome
della via alla base. Le difficoltà vanno da un 5° all’
8° grado, con qualche via ancora da “aprire” viste le difficoltà
superiori all’8° grado; alcune sono di due tiri e raggiungono
i 60 metri circa di altezza.
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| Le tabelle all'inizio delle vie |
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Preparativi (foto Agh) |
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| Alessandro Alimonta (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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La parete ha uno sviluppo di circa 200 metri ed è divisa in tre
settori, facilmente rilevabili dalla segnaletica e dalla cartina,
che si può trovare alla bacheca presente sul sentiero di accesso.
Accessi: da Ponte Arche si segue la strada per il Passo
Ballino fino a Dasindo, di qui si
prende per la Val Lomasone fino al bivio
della Piscicoltura, poi si prosegue fino al parcheggio facilmente individuabile
sulla strada dopo aver oltrepassato la malga
ed alzando lo sguardo sulla sinistra già si intravvede la parete
di roccia. Dal parcheggio per un comodo sentiero, sulla sinistra della strada,
si arriva alla base della parete di roccia in circa 15 minuti. La palestra
in questi anni è stata meta di molti arrampicatori italiani e stranieri
ed ha destato un’ottima impressione sia per la qualità della
roccia che per la sua morfologia molto particolare e naturalmente anche
per la buona chiodatura. Il Gruppo Rocciatori sta lavorando in questo periodo
su una nuova placca al “ 3°settore” per tracciare una decina
di vie nuove. Vie che saranno piuttosto impegnative ma con tracciati bellissimi
e molto panoramici che faranno divertire i climber che si cimenteranno alla
loro conquista. Alessandro Alimonta e Gabriele Azzolini della SAT
di Ponte Arche ci accompagnano alla palestra offrendoci delle
dimostrazioni di salita su alcune vie. "Ci teniamo a far sapere"
dice Alessandro "che la palestra ha vie difficili ma anche vie facili
adattissime per chi vuole cominciare questo bellissimo sport".
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| (foto Agh) |
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| Il sito dell'Apt |
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Prossimi appuntamenti in Giudicarie
Segnaliamo tra gli appuntamenti più interessanti nelle Giudicarie:
Ecomuseo:
propone I viaggi dell'emozione...tra le
mura di Castel Stenico, un intrigante percorso
sulle tracce del poeta romantico Giovanni Prati.
Escursione
settimanale fino alla Cascate del Varone, ogni martedì.
Le
notti dei musei a Rango.
Archelogia
sperimentale. Passeggiata al Giardino botanico
di Stenico, per i bambini il "Parco
da favola".
Il
Parco da camminare: Sui sentieri dell'orso,
una giornata tipo con il personale della Forestale che segue gli spostamenti
dell'orso.
Escursioni
in Val di Genova e in val
D'Algone.
Tutti i dettagli sul sito ufficiale www.comano.to
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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o foto, salvo esplicita autorizzazione
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| Santuario della "Madonna di
Deggia" (foto Agh) |
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