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valle di fiemme
16 luglio 2005
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Le praterie di Passo Lavazè (foto Agh)

Questa è la 16a puntata dedicata alla bellissima Valle di Fiemme: nelle puntate precedenti, estive e invernali, trovate una amplissima panoramica delle attrattive della zona. Oggi ci accompagna nella nostra visita il simpatico Michele Barcatta dell'APT Fiemme.

 
Canyoning nella forra del Travignolo (foto Agh)  
 
La parte iniziale del percorso... (foto Agh)  
Canyoning sul Travignolo

Pochi sanno che in Val di Fiemme si può praticare il canyoning in una spettacolare forra del torrente Travignolo. Marco Bozzetta e Davide Deflorian, guide alpine di Dolomite Experience, ce ne danno una entusiasmante dimostrazione. Il Travignolo nasce direttamente dal ghiacciaio del Cimon della Pala (m 3184) e, dopo aver percorso la splendida Val Venegia e attraversato il Parco Naturale di Paneveggio - Pale di S. Martino, si immette nel fiume Avisio (che nasce dalla Marmolada) oltrepassando una stretta e selvaggia gola poco a monte del paese di Predazzo. Raggiungiamo in auto un antico ponte romano che oltrepassa la gola, quindi proseguiamo lungo una comoda strada forestale per circa 1 km, fino a raggiungere un punto di facile accesso al greto del torrente, da dove parte il percorso attrezzato dalle guide. Qui il gruppo si cala brevemente con la corda, dopodiché inizia (per loro) l'avventura! Noi purtroppo dobbiamo seguire le loro evoluzioni da terra poiché non siamo equipaggiati con telecamere a "tenuta d'acqua". Iniziano a scendere, sempre assistiti passo passo dalle guide, nella gola che si incassa sempre più tra le rocce a picco sull'acqua. Fanno tuffi in pozze limpidissime, passano sotto a fragorose cascatelle, compiono, tra urla e risate, "scivolate" in toboga naturali di roccia. Un'esperienza davvero insolita ed entusiasmante, alla portata di tutti grazie alle guide di Dolomite Experience. Gli unici requisiti sono una certa confidenza con l’acqua e un minimo di spirito d’avventura. Davide e Marco si esibiscono, per Girovagando, in due spettacolari tuffi dalla grande cascata finale. Davide in particolare ci lascia a bocca aperta per il coraggio: si arrampica su un roccione (queste guide sono come i gatti!) e da uno spuntone si tuffa da un'altezza di quasi dieci metri con tanto di spaccata durante il volo! Fantastico!

Spettacolare "scivolata" con tuffo finale della guida alpina Marco Bozzetta (foto Agh)

Dolomite Experience
info e prenotazioni: cell (39) 348 8271988 - Ufficio presso La Sportiva (Ziano di Fiemme)
agosto: tutti i giorni 18.00-19-30, luglio e settembre: lunedì, mercoledì e sabato 18-19.30
www.guide-alpine.it

Nelle limpidissime acque del Travignolo (foto Agh)

 
Laghetti naturali lungo il percorso (foto Agh)  
   
Davide Deflorian indica la via   Calata al greto del Travignolo  
   
La guida Riccardo Dezulian   Allegria nervosa prima della discesa  
   
Calata (foto Agh)   Tuffo (foto Agh)  
   
Marco Bozzetta (foto Agh)   Sosta su un masso (foto Agh)  
 
La forra del Travignolo presso Predazzo (foto Agh)  
Cos'è il canyoning o torrentismo

Qualcuno avrà già sentito questo termine inglese, canyoning (in italiano è chiamato "torrentismo"), forse senza sapere esattamente in cosa consiste. Precisiamo intanto cosa NON è: non è rafting, la discesa su fiumi in gommone; non è la discesa su fiumi in kayak, che richiede l'uso di un'imbarcazione e di una pagaia; non è la discesa su fiumi in hydrospeed, che richiede l'uso di una sorta di bob acquatico; non è la risalita di torrenti "comuni", con le rive accessibili più o meno facilmente e senza evidenti dislivelli, non è arrampicata, né alpinismo o speleologia. Il canyoning consiste sostanzialmente nella discesa a piedi di torrenti che scorrono all'interno di strette gole, caratterizzati da una portata ridotta (in genere inferiore ai 200 litri al secondo), con media o forte pendenza. Per questo le rive dei torrenti nella pratica del canyoning risultano spesso inaccessibili e, una volta intrapresa la discesa, non è generalmente possibile ritornare indietro ma solo proseguire fino all'uscita. Gli ostacoli all'interno di una forra sono rappresentati principalmente dalle cascate, che sono superate con l'ausilio di corde o, dove possibile, con tuffi, scivolate o passaggi di arrampicata in discesa. Spesso alla base delle cascate ci sono dei laghetti, che sono attraversati a nuoto. Qualora si usino le corde è necessario un sistema di ancoraggio (cioè qualcosa a cui assicurare la corda di calata), predisposto utilizzando tasselli ad espansione o fissati mediante resine speciali. Le corde vengono recuperate al termine di una calata e riutilizzate per le calate successive (e questo è il secondo motivo per cui è impossibile ritornare indietro). I percorsi hanno mediamente una durata variabile fra le 2 e le 8 ore, ma talvolta sono possibili percorsi più lunghi che richiedono bivacchi notturni. Normalmente una marcia di avvicinamento in salita precede la discesa vera e propria. Il canyoning non è uno sport individuale, ma di gruppo. La quantità di materiale necessario alla discesa e le comuni norme di sicurezza consigliano di evitare gruppi inferiori a 4 persone. Questo sport si pratica con una speciale muta in neoprene per proteggersi dal freddo, un giubbotto salvagente, un caschetto e un’imbracatura, quest’ultima necessaria per assicurarsi durante i passaggi più impegnativi.

Davide Deflorian osserva il percorso (foto Agh)

 
Il francese Alfred Martel, precursore del torrentismo: nell'immagine discesa del "Gaping Gill", 1895, estratto da "Expédition dans les Ténèbres"  
Origine del torrentismo

La storia del torrentismo è abbastanza recente se si considera questa attività in senso esplorativo e sportivo. Alfred Martel, noto speleologo Francese, è considerato un precursore: esploratore di abissi e fiumi sotterranei fu attirato dal canyon che il fiume Verdon forma negli altopiani calcarei dell’Alta Provenza (Francia). Nell’estate del 1905 compì, assieme a sette compagni, la discesa integrale del Gran Canyon del Verdon utilizzando una sorta di zattera. Per questa impresa gli servirono ben quattro giorni di dure fatiche. Lucien Briet (anche lui francese) si dedicò all’esplorazione dei Barrancos della Sierra De Guara e di altre regioni dei Pirenei sul versante spagnolo: ci ha lasciato un volume fotografico edito nel 1913, con le immagini dei suoi percorsi torrentistici. In Italia le prime discese di torrenti di cui si è a conoscenza furono realizzate nel 1958 in Carnia, nel Friuli (torrenti Cosa e Vinadia). Negli anni successivi, dal ‘58 al ‘61, fu disceso il Rio Freddo sulle pendici del Monte Cucco, e degli alpinisti fiorentini risalirono l’orrido di Botti. Speleologi bolognesi percorsero “Le Codule” e i “Bacu” della Sardegna orientale. Il torrentismo inteso come sport è presente in Italia da circa 10 anni, mentre in Francia è un’attività popolare da 15. Sui Pirenei spagnoli si pratica invece da più tempo, tanto che possiamo definire questo paese come la patria europea del torrentismo.

Con Michele Barcatta dell'APT Fiemme (foto Agh)

   
Centro ippico di Predazzo   Il campo gare (foto Agh)  
   
Guido Travaglia, direttore APT   Durante la "10 giorni equestre"  
Centro ippico di Predazzo

Scendendo a Predazzo facciamo una capatina al bellissimo
Centro Ippico Le Fontanelle in cui si sta svolgendo la 10 Giorni Equestre, una manifestazione nata nel lontano 1977 e che è diventata col tempo un'importante realtà nel campo sportivo, turistico ed economico. Con essa, la Valle di Fiemme è diventata polo di attrazione per l'equitazione italiana e internazionale. Nel 1996 il campo ippico di Predazzo è stato scelto quale sede per i Campionati Europei di Salto Ostacoli, ospitati in precedenza da prestigiose località quali Vienna e Atene. Naturalmente il Centro Ippico non è riservato solo ai professionisti: anche gli appassionati e i novizi possono fare passeggiate a cavallo o prendere lezioni di equitazione. Per i più esperti, famoso è il Lagoraid, un trekking a cavallo di più giorni attraverso vari passi della Catena del Lagorai con pernottamento nei masi e malghe della zona.

Centro Ippico di Predazzo (foto Agh)

Club Ippico Fontanelle
di Mauro Battaglia (assistente di turismo equestre, tecnico federale F.I.S.E.)
via Lagorai 117 38037 Predazzo (Trento)
tel. 335 / 7057094

   
Escursione al sentiero geologico   Da Passo Pampeago verso Dos Capèl  
   
Pampeago (foto Agh)   Con Daniele Ferrari (foto M. Dalpalù)  
Il sentiero geologico Dos Capèl

Dal fondovalle ci portiamo in quota con gli impianti del Ski Center Latemar, per osservare un interessante sentiero geologico, accompagnati da Daniele Ferrari, tecnico di laboratorio del Museo Civico di Geologia di Predazzo. Il Sentiero Geologico del Dos Capèl, nato nella seconda metà degli anni 70, primo esempio nel suo genere in Italia, si deve alla passione e lungimiranza del prof. Elio Sommavilla, e di quanti collaborarono alla sua realizzazione. Dopo un quarto di secolo tuttavia si è manifestata la necessità di rivederne il percorso e l'impostazione divulgativa, per adeguarlo alle ultime ricerche scientifiche e renderlo più interessante ad un più vasto pubblico. Oggi il "Sentiero Geologico del Dos Capèl" rinasce con l'intenzione di diventare un vero e proprio museo all'aperto, il primo di una serie di percorsi geologico-naturalistici che il Museo Civico di Geologia di Predazzo e l'APT della Val di Fiemme intendono realizzare su uno dei territori più affascinanti e interessanti delle Dolomiti.

Panoramica di Pampeago verso il sentiero geologico "Dos Capèl" (foto Agh)

La zona dolomitica presenta una varietà di paesaggi e fenomeni geologici unici al mondo, studiati fin dal 1800 da scienziati provenienti da tutta Europa. Dai deserti alle isole tropicali, dai vulcani alle profondità marine, le testimonianze di questi antichi ambienti sono custodite nelle rocce delle Dolomiti e il Sentiero Geologico del Dos Capèl è un percorso ideale per scoprire queste incredibili tracce. Il percorso è contrassegnato da numerose tabelle esplicative, grazie alle quali, con un po' di spirito di osservazione, imparerete a leggere le rocce come un libro. Incontrerete spiagge e fondali marini, conchiglie e stelle di mare che vissero prima dei dinosauri, rocce "cotte", piegate o spezzate. Scoprirete la selce, materiale assai ricercato nella Preistoria, camminerete su lave, ceneri e lapilli dell'antico vulcano di Predazzo, conoscerete l'enigma della Pietra Verde... e molto altro ancora. Sono possibili anche visite guidate organizzate dal Museo Civico di geologia di Predazzo e dall'APT di Fiemme, alla quale potere rivolgervi per ogni informazione.

Sentiero Geologico del Dos Capèl descrizione dettagliata del percorso, dal sito APT

Museo Civico di Geologia di Predazzo
Piazza SS. Filippo e Giacomi, 1 - 38037 Predazzo (TN)
tel: +39 / 0462 500366
Museo Civico di Geologia di Predazzo (dal Museo Tridentino Scienze Naturali)

 
Passo Lavazè con il Corno Bianco sullo sfondo (foto Agh)  
 
Il laghetto al Passo Lavazè (foto Agh)  
Passo Lavazè

A cavallo tra le due province di Trento e Bolzano, il Passo del Lavazè è considerato da sempre un paradiso dello sci di fondo con i suoi 80 km di piste che si snodano su uno splendido altopiano tra boschi e grandi radure prative. Tuttavia il passo Lavazè, con il vicino Passo Oclini, è molto interessante anche d'estate, con le sue possibilità di rilassanti passeggiate nei boschi e interessanti escursioni alle tre cime che lo contornano: la Pala di Santa, il Corno Nero e il Corno Bianco. Queste due ultime cime prendono il nome dalla particolare colorazione delle rocce: calcaree per il Corno Bianco e porfiriche per il Corno Nero. Questa zona è interessantissima anche dal punto di vista geologico: dal Corno Bianco si apre infatti, verso nord-ovest, la spaventosa voragine del Canyon del Butterloch (Butterloch, ovvero "buco del burro"), scavato nelle rocce dal Rio Bletterbach, il cui greto si può risalire a piedi (con l'aiuto di alcune scale in ferro e cordini), con partenza da Redagno (Bz). Nel canyon sono state rinvenute orme di dinosauri. Il Corno Nero, che si sale con facilità da Passo Oclini, offre una vista magnifica sulla Val di Fiemme e sulla Catena del Lagorai. La zona del passo con la sua torbiera è classificata come biotopo, in cui si possono osservare molte specie animali e una ricca flora. Sono state censite ben 34 specie di uccelli e oltre 200 specie vegetali, tra le quali meritevoli di segnalazione per rarità o interesse biogeografico sono: Drosera intermedia (una piccola pianta carnivora!), Oxycoccus micropetalum, Equisetum hyemale, Carex capillaris, tutte specie legate alle zone umide.

 
Mucche al pascolo (foto Agh)   Una piccola rana di montagna (foto Agh)
Panoramica del Passo Lavazè col Corno Nero e Corno Bianco (foto Agh)

Biotopi
Biotopo del Lavazè | Biotopi del Trentino

 
"La Baita" sulla strada per il Lavazè (foto Agh)  
A tavola a "La Baita" di Varena

Poco a monte dell'abitato di Varena, lungo la strada che sale al Passo Lavazè, in località Bancoline n 1, si trova il ristorante La Baita di Danilo Dagostin, di Daiano, che lo gestisce da tanti anni con la famiglia. La cucina è ovviamente quella tipica locale e dobbiamo dire che siamo rimasti veramente sorpresi, tutti i piatti erano semplicemente buonissimi! Loris Sieff e Lucia Nardon ai fornelli, ci hanno fatto degustare un pranzetto coi fiocchi: antipasto con ottimi salumi misti e funghi sottolio, eccellenti tagliatelle alla selvaggina, deliziosi strangolapreti "al cucchiaio", poi il Piatto Baita, con polenta, funghi, spezzatino, canederlo e dei crauti assolutamente sublimi, tantoché abbiamo subito richiesto il bis e poi anche il tris. Infine i dolci, ottimi e fatti in casa: la torta di grano saraceno, la mousse al cioccolato. Il tutto accompagnato da un ottimo vino Marzemino del Trentino della collezione Bottega Vinai della cantina Cavit. E' uno di quei locali insomma forse poco appariscenti, ma che nascondono un'ottima cucina che ci sentiamo senza dubbio di consigliare per una prova.

 
Danilo Dagostin, di Daiano, gestore (foto Agh)   La luminosa sala da pranzo che dà sul bosco
 
La figlia Margherita (foto Agh)   La tavolata di Girovagando (foto Agh)
 
Loris Sieff e Lucia Nardon in cucina (foto Agh)   Antipasto (foto Agh)
 
Il "Piatto Baita" (foto Agh)   Marzemino del Trentino (foto Agh)
Margherita, Loris, Lucia e Danilo (foto Agh)

La Baita
loc. Bancoline n. 1 (strada per il Passo Lavazè) Varena
Tel. 0462 / 230283

 
Nordic Walking in Val di Fiemme (foto Agh)  
 
Intervista con l'istruttore Alessandro Zeni (foto Agh)  
Nordic Walking in Fiemme

La pratica del Nordic Walking si sta diffondendo anche in Italia grazie alla facilità di questa disciplina sportiva veramente alla portata di tutti. Alessandro Zeni di Tesero, istruttore di Nordic Walking, ci offre una dimostrazione pratica nei bei boschi sopra Molina di Fiemme. Si tratta in sostanza di camminare a buona andatura (circa 5-7 km/ora) con l'aiuto di appositi bastoncini: il resto "dell'attrezzatura" sono solo un buon paio di scarpe da ginnastica e un po' di voglia di smuovere il sedere. Il Nordic Walking è adatto a tutti perché comporta uno sforzo modesto (non si supera mai il 70-75% della frequenza massima del battito cardiaco, quindi non si va mai in affanno), si svolge su percorsi prevalentemente pianeggianti (le pendenze massime sono intorno al 4-7%), le sedute standard durano all'incirca un'oretta, con percorsi di qualche chilometro. Questa "ginnastica dolce" ha il vantaggio di far muovere tutti i muscoli del corpo, braccia comprese: inoltre non si rischiano traumi alle articolazioni come può accadere nella corsa o jogging, visto che si cammina e non si corre. Talvolta si fanno escursioni vere e proprie, con chilometraggio più lungo (fino a 10-15 km), magari con soste culinarie in qualche bella baita-agritur.

Nordic Walking in Fiemme
info e prenotazioni presso "Zeni Sport" di Tesero
via 4 novembre 38038 Tesero (TN) n 21
tel. 0462 / 813022 - Alessandro Zeni e Nicola Parolari
alessandro.zeni1@tin.it

   
Il sito di Fiemme Reservations   Mara Orsetti (foto Agh)  
   
Palacongressi di Cavalese   Palestra indoor di Stava (foto Agh)  
Il Consorzio Alberghiero di "Fiemme Reservations"

Nel gruppo che pratica Nordic Walking incontriamo Mara Orsetti, responsabile vendite di Fiemme Reservations, il Consorzio Albergatori della Val di Fiemme che riunisce 43 alberghi e 2 residence della valle. Il consorzio offre una serie di servizi, primo tra tutti ovviamente la disponibilità alberghiera per tutto l'anno: inoltre organizza escursioni, attività ricreative per adulti e bambini, congressi e convegni presso il moderno Palacongressi di Cavalese, in grado di ospitare fino a 800 persone. Per i bambini propone il Miniclub delle Giovani Marmotte, cinque pomeriggi di animazione per bimbi da 4 a 11 anni. Il programma, coordinato dal personale della Cooperativa Tagesmutter del Trentino, è orientato all’avvicinamento ed alla scoperta della fauna e della flora tipica locale, abbinando attività ludiche e creative per stimolare e divertire naturalmente i bambini con giochi all’aperto, bricolage, composizioni con materiali naturali, rappresentazione e narrazione di fiabe e leggende. Tra le attività più interessanti la proposta della Palestra indoor di Stava per l'arrampicata (Girovagando 16 agosto 2003), nella quale i bambini possono avvicinarsi a questa pratica sportiva seguiti dalle guide alpine specializzate.

Fiemme Reservations
Via G. Rossini, 1
38033 Cavalese (TN)
Tel. +39 0462 341419 - Fax +39 0462 231621
www.fiemmereservations.it

   
Uno dei tanti laghetti di montagna dove è possibile pescare (foto Agh)   Amici dell'Ass. Pescatori Dilettanti di Molina e Castello di Fiemme  
   
Lago Moregna (foto Agh)   Lago Lagorai (foto Agh)  
La pesca in val di Fiemme

Per gli amici appassionati di pesca diamo qualche notizia sulla possibilità di praticare questo sport, che qui in Val di Fiemme offre una serie di ambienti favolosi, dal fiume Avisio sul fondovalle, alla miriade di laghetti e torrenti di montagna in quota. Per farlo abbiamo incontrato "3 pescatori doc": Dario Demattio detto "Checo mato", Tullio Franch detto "Giachela", Carlo Moser detto "Totin". Nella valle è possibile praticare qualsiasi tipo di pesca dalla frusta al lombrico, dall'ondulante alla camoliera nel fiume, nel lago o nel rivo. Le acque sono tutte classificate di "tipo A". Si pescano le trote marmorata, fario, lacustre, iridea, poi il salmerino e il temolo. La carta ittica che regola la pesca, approvata per prima in Italia nel 1982 dalla Provincia Autonoma di Trento, è un documento tecnico che pianifica su basi scientifiche la gestione della fauna ittica,con l'obiettivo di incrementare la produttività ittica naturale e la tutela dell'ambiente. I permessi a Castello-Molina sono contingentati a 15 su Avisio e rivi (aperti solo giovedì, sabato e domenica) mentre sono illimitati sul Lago di Stramentizzo. In valle operano 7 società di pesca, ognuna gestisce in concessione dalla Magnifica Comunità di Fiemme un tratto di Avisio con i rispettivi rivi. Tutte le società usufruiscono di un solo regolamento redatto dal Comitato Pesca Val di Fiemme composto dai presidenti di tutte le società e con l'approvazione della Magnifica Comunità.

Lago di Cece (foto Agh)

Sul sito www.serfon.it, edito da Sergio Fontanazzi, si possono trovare tutte le informazioni relative alla pesca in Val di Fiemme.

 
Marco Corradini (foto Agh)  
Marco Corradini, scultore

A Molina di Fiemme incontriamo Marco Corradini, scultore del legno. Ha iniziato anche lui, come tanti, imparando l'arte in famiglia, nel suo caso da papà Beniamino, che intagliava delle piccole aquile in legno e altri piccoli souvenir. Appassionatosi alla scultura, Marco si iscrive alla Scuola di Ortisei in Val Gardena, una specie di "università" degli scultori. Inizia quindi l'esperienza in bottega col babbo, quindi in proprio, sempre a Molina. Un giorno conosce casualmente uno svizzero, in vacanza in Fiemme, appassionato d'arte, che gli commissiona la riproduzione di temi tradizionali della Svizzera, in particolare figure di orso, il simbolo di Berna, poi cavalli da giostra, panche intagliate. Una collaborazione che ormai dura da parecchi anni e che costituisce gran parte del lavoro odierno.

 
Marco Corradini nel suo studio (foto Agh)   Particolare della "Via Crucis" a Molina di Fiemme
 
L'orso, simbolo della città svizzera di Berna   Particolare (foto Agh)
La figlia Elena osserva il lavoro di papà (foto Agh)
 
Una panca in tiglio intagliata (foto Agh)   Intervista a Marco Corradini (foto Agh)
Sculture di Marco Corradini (foto Agh)

Altri importanti lavori, che esulano dalla riproduzione, riguardano temi e soggetti di carattere religioso: tra i più interessanti la Via Crucis della chiesa a Molina di Fiemme, realizzata da Corradini.

Marco Corradini
scultore del legno
via Giardini 10, Molina di Fiemme
tel. 0462 / 341536
marcocorradini@digitaldolomiti.it

Rubrica: Agriturismo Trentino (5a puntata) | le altre puntate

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Il logo degli Agritur Trentini   La sigla con le formiche di Vettori  
   
Malga Fossetta (f. Videonews)   Alpeggio (f. Videonews)  
   
La polenta (f. Videonews)   Malga Canali i (f. Videonews)  
 
Prodotti tipici del Primiero (foto Videonews)  
Agriturismo nel Primiero

In questa 5a puntata dedicata all'Agriturismo Trentino Girovagando vi propone la zona del Primiero (vedi anche l'ultima puntata del 9 luglio 2005), alla scoperta delle malghe che offrono un servizio agrituristico di qualità. Le montagne di questa zona sono quelle, famosissime, delle Pale di S. Martino, una fantastica serie di guglie dolomitiche da levare il fiato. Fanno da contraltare quelle forse meno famose, ma non meno affascinanti, del Lagorai, la lunga e selvaggia barriera porfirica che fa da spartiacque tra la Valsugana e la Val di Fiemme. La gente del Primiero è tradizionalmente di carattere molto aperto ed ospitale, forse per vie della influenze dei vicini amici veneti. Nelle malghe agrituristiche l’ospite trova sempre una sincera e cordiale accoglienza. La cucina tipica è da leccarsi i baffi: la polenta, i formaggi prodotti sul posto tra cui la famosa Tosèla (formaggio fritto), la ricotta ma anche il burro, i salumi e i dolci tipici. Un’ospitalità familiare che fa sentire il turista a casa propria, con in più dei panorami alpestri che non temono confronti. L'Associazione Agriturismo Trentino garantisce l'alto standard qualitativo dei suoi associati.

Associazione Agriturismo Trentino
Via J. Aconcio, 13 – 38100 Trento
Tel. 0461 / 235323 - fax. 0461 / 235333
Associazione Agriturismo Trentino
| info@agriturismotrentino.com


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2007 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved


Si ringrazia l'Associazione Italiana Canyoning per la documentazione

Plastigrafia della Val di Fiemme, clicca per ingrandire
  A.P.T. VALLE Dl FIEMME
Via F.lli Bronzetti 60
38033 Cavalese
Tel. 0462 / 241111 - Fax 0462 / 241199
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Società di marketing territoriale del Trentino
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tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
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Puntate precedenti in Valle di Fiemme

  Val di Fiemme
25 dicembre 2004
    Valle di Fiemme
n 2

7 febbraio 2004
             
  Valle di Fiemme
n 1

31 gennaio 2004
    Valle di Fiemme
16 agosto 2003
             
  I presepi di Tesero
28 dicembre 2002
    Valle di Fiemme
19 luglio 2003
             
  Valfloriana, Agritur Fior di Bosco
19 ottobre 2002
    Escursione ai Laghi di Bombasèl
10 agosto 2002
             
  Alpe Cermis
16 febbraio 2002
    Lusia -
Giochi naz. Handicap Mentale

9 febbraio 2002
             
  Pampeago Kindergarten - l'Asilo della Neve
6 gennaio 2002
    I presepi nel Trentino
22 dicembre 2001
             
  La Desmontegada
ritorno dall'alpeggio
27 ottobre 2001
    Lago delle Stellune
18 agosto 2001
             
  Vivere il bosco
21 luglio 2001
       

link

Istituzioni

Magnifica Comunità di Fiemme
Comune di Predazzo rete civica
Comune di Castello-Molina di Fiemme rete civica
Comune di Ziano di Fiemme
SAGIS - Gestione impianti sportivi Cavalese piscina, stadio ghiaccio, campo sportivo
Palacongressi di Cavalese

Portali locali

Val di Fiemme.it Comunità Virtuale di Fiemme
Dolomiti.it paesi di Fiemme
Fiemme Reservations consorzio alberghiero di Fiemme
Dolomititour Val di Fiemme
Infotrentino Val di Fiemme
Dolomiti-guide Hotel, Appartamenti ed Alberghi in Val di Fiemme
www.serfon.it

Natura

Parco Naturale di Paneveggio - Pale di S. Martino
Sentiero Geologico del Dos Capèl descrizione dettagliata del percorso dal sito APT
Biotopo del Lavazè
Biotopi del Trentino

Montagna
Guide Alpine Fiemme - Dolomite Experience
Guide Alpine di Fiemme
Itinerari di sci alpinismo (da www.valdifiemme.it)
Aineva associazione interregionale neve e valanghe

Sport

Associazione Italiana Canyoning
Canyonland
Lagoraid trekking a cavallo
Palestra indoor di Stava per l'arrampicata (Girovagando 16 agosto 2003)
Il Centro del Salto della Val di Fiemme
Volare con gli sci: il salto
Ski jumping salto dal trampolino
Scuola Hockey val di Fiemme
Hockey Club Cornacci - Tesero
Federazione Italiana Sport Ghiaccio
Tennis Club Tesero
Unione Sportiva Dolomitica Predazzo
Scuderia Val di Fiemme
Gruppo Sportivo Castello di Fiemme
Polisportiva Molina di Fiemme
Motoclub Valfiemme
Pesca in Val di Fiemme

Arte e Cultura
Centro d’Arte Contemporanea di Cavalese
Biblioteche Comunali di Fiemme
Museo Civico di Geologia di Predazzo

Impianti di risalita

Ski Center Latemar
Comprensorio Sciistico Alpe Cermis - Cavalese
Dolomiti Superski Fiemme
Dolomiti Superski Fiemme
Ski Area Trevalli Sciare a Passo Lusia
Plastigrafia impianti Val di Fiemme
Plastigrafia impianti Alpe Lusia

Musica
Fiemme Ski Jazz festival jazz sulla neve
Musica in valle

Associazioni
Associazione Amici del Presepio di Tesero
Coro Genzianella di Tesero
Coro Val Lubie di Varena
Gruppo Astrofili Fiemme

A tavola

La Baita

loc. Bancoline n. 1 (strada per il Passo Lavazè) Varena
Tel. 0462 / 230283


Associazione Agriturismo Trentino
Cavit
- Bottega Vinai