| Altopiano della Paganella 17 giugno 2005 |
Oggi siamo sull'Altopiano della Paganella ai piedi delle Dolomiti di Brenta, precisamente a Spormaggiore, dove visitiamo il Centro Visitatori del Parco Naturale Adamello-Brenta dedicato all'orso, che un tempo popolava in gran numero queste montagne. Giulio Clementel, presidente dell'Azienda per il turismo Dolomiti di Brenta - Paganella, dopo i saluti di rito, ci affida alla sempre gentilissima Francesca, che ci accompagnerà durante la giornata.
La prima tappa è al centro visitatori del Parco Naturale Adamello Brenta a Spormaggiore. Il centro è dedicato all’orso bruno, animale simbolo del Parco. L’esposizione (vedi anche Centro Spormaggiore dal sito del Parco) è ospitata all’interno del pregevole edificio storico di Corte Franca, un'antica dimora feudale del 1300 da poco restaurata. La scelta di ubicare il centro a Spormaggiore, poco lontano dai confini orientali del Parco, non è casuale. Il paese infatti si trova di fronte alle propaggini nord-orientali delle Dolomiti di Brenta, dove ancora oggi vive l’orso bruno e dove sono stati compiuti i primi studi su questa specie in Trentino, tra i quali vanno ricordati quelli di Fabio Osti, biologo e funzionario della Provincia Autonoma di Trento, tra i maggiori esperti di orsi in Italia. Oltre al centro esiste un'area faunistica dove sono presenti alcuni esemplari di orso bruno in semi libertà e, prossimamente, altri carnivori tipici delle Alpi come il lupo, la lince, il gatto selvatico, la volpe, il tasso e la lontra. L'area faunistica, inaugurata nell'estate del 1994, è stata proposta e voluta dalla locale Pro Loco per richiamare il problema della sopravvivenza degli ultimi orsi dell'arco alpino, quelli in Trentino.
L'area faunistica-naturalistica di Spormaggiore Il motivo principale alla base del progetto era la volontà da parte della Provincia di realizzare un habitat migliore per gli orsi che si trovavano in preesistenti stati di cattività. Gli orsi presenti nell'area faunistica sono quindi animali che non avevano alcuna possibilità di sopravvivere in natura, non essendo abituati a procacciarsi il cibo da soli.
L'area faunistica si trova a pochi minuti dal centro di Spormaggiore, in località Albarè-Plan della Fontana, ed è stata realizzata delimitando con una recinzione, sia in muratura che in rete metallica, parte del bosco preesistente. Il complesso si estende per circa 7000 metri quadrati, ed è dotato di quattro tane artificiali utilizzate dagli orsi per il ricovero giornaliero e lo svernamento. Un apposita sala video con circa 20 posti a sedere permette la visione di splendidi documentari del Parco Naturale Adamello Brenta e dell' orso bruno, inoltre un impianto televisivo a circuito chiuso con telecamere a raggi infrarossi consente di seguire il comportamento dei plantigradi durante il letargo.
L’orso bruno (Ursus arctos) era presente in passato nei boschi di tutta Italia. Durante il diciottesimo secolo la progressiva espansione umana, con il disboscamento intensivo, ridusse progressivamente il suo habitat, costringendo la specie a ritirarsi nelle zone montane meno accessibili all'uomo. La persecuzione diretta, con la caccia, accelerò il processo di contrazione dell’areale fino alla situazione attuale, che vede presenti in Italia solo tre nuclei isolati di orsi: quello appenninico del territorio circostante al Parco Nazionale d’Abruzzo, quello del Friuli-Venezia-Giulia, derivante dalla spontanea dispersione di alcuni individui appartenenti alla popolazione slovena, e quello del Trentino occidentale, nei territori del Parco Naturale Adamello Brenta e limitrofi. Alla fine del secolo scorso, tuttavia il nucleo di orsi del Brenta era ridotto a non più di 2-3 individui, ed aveva quindi superato la soglia dell’estinzione: una ripresa naturale della popolazione ursina era considerata assolutamente improbabile. In questo contesto, nel 1996, prese avvio, grazie ai finanziamenti Life dell’Unione Europea il Progetto Life Ursus, per tutelare la popolazione di orso bruno del Brenta mediante reintroduzione di orsi provenienti dalla Slovenia. Le segnalazioni più recenti da parte di personale della Provincia Autonoma di Trento (aprile 2005), hanno permesso di accertare la nascita di almeno 3 cuccioli di orso bruno nei boschi del Trentino occidentale, che conferma il buon andamento del programma di reintroduzione. I nuovi nati rappresentano la quinta riproduzione accertata dal 2002. Il nucleo di orsi del Trentino occidentale è dunque attualmente stimato in 18-20 individui: i tre nuovi cuccioli vanno infatti ad aggiungersi ai 7-9 adulti e agli 8 giovani nati negli anni passati.
Ispirata al modello dell´economia agricola di mezza montagna, la comunità di Spormaggiore, dopo aver conosciuto i tempi della sofferenza e dell´emigrazione, si dedica oggi, godendo di un tranquillo benessere, alla coltivazione dei frutteti, all'attività artigianale e al turismo di tipo famigliare. Sono insediate anche alcune piccole e medie aziende artigiane. Un certo orgoglio delle antiche origini ha stimolato un pregevole lavoro di recupero della Corte Franca, un maniero del 1300 dei conti Spaur. Attenzioni e cure sono dedicate anche a Castel Belfort. Importanti opere di restauro hanno interessato anche la chiesetta gotica di San Vigilio, oggi divenuto monumento nazionale. Situato alla destra del Noce e dello Sporeggio, fra la Rocchetta e Cavedago, Spormaggiore è attraversato dalla statale che sale all'Altopiano di Andalo. In passato era diviso in quattro contrade, raggruppamenti: la contrada Lama, la contrada Coda del Lupo, la contrada della Croce e la contrada di Cavedago. "Spor" è un nome collettivo che indica indifferentemente tutti i casolari sparsi sulle due rive dello Sporeggio. Pare che Spor (Spaur) abbia origine etrusca significando popolo, gente, cosa pubblica, in un certo senso comunità. Nel 1276 appare la dicitura Altspaur, ossia Sporo antico, vecchio, denominazione data a Spormaggiore in contrapposizione a Neuspaur, ossia Sporminore. Pare che il paese di Spor fosse in epoca preromanica un rifugio per le genti venete e euganee. Di certo abitato da popoli barbari come i Celti venne successivamente romanizzato, come tutta la Valle dello Sporeggio. I Romani divisero la Valle di Non in quattro regioni; uno dei quattro distretti era governato da Mezzocorona e comprendeva anche il territorio di Fai con Zambana, Mezzolombardo e Spor.
A pochi minuti di auto da Spormaggiore, nelle immediate vicinanze dei ruderi del castello di Belfort, facciamo visita all'Apicoltura Castel Belfort. Gualtiero, "factotum" dell'azienda di proprietà della moglie Ornella Bianchi, ci racconta gli inizi: "La passione mi è nata fin da ragazzino, a 12 anni, quando davo una mano ad un apicoltore del paese: negli anni '70 acquistai i miei primi due sciami d'api e di lì iniziai il cammino verso il meraviglioso mondo dell'apicoltura. Questo è un lavoro che non si può fare senza passione, poiché richiede un grande impegno. In pochi anni gli alveari sono diventati 50, poi 100 fino ad arrivare agli attuali 500".
Per soddisfare qualsiasi curiosità sul laborioso mondo delle api ci sono delle visite guidate ai laboratori di smielatura e confezionamento: nella stagione estiva si visitano gli alveari presso l'azienda, per permettere a tutti, famiglie e bambini compresi, di avvicinarsi senza alcun pericolo a questi meravigliosi insetti. E infatti è proprio così: anche noi di Girovagando, come testimoniano le immagini, grazie alle rassicurazioni di Gualtiero, abbiamo potuto toccare con mano, è il caso di dirlo, le api su un telaio: si possono addirittura carezzare come fossero un velluto! Un'esperienza emozionante che ci ha fatto comprendere come il timore delle api sia decisamente poco fondato.
Lo Sport Hotel Panorama si trova a Fai della Paganella in posizione tranquilla, circondato da un grande e curatissimo parco privato. Fiore all'occhiello sono le sue strutture sportive, l'ambiente familiare e l'ottima cucina. Moltissime le proposte di animazione sportiva con partite di calcetto, tennis, pallavolo, l'aerobica in piscina, lo stretching e il tiro con l'arco. Il relax è assicurato dall'ampio solarium con idromassaggio e piscina riscaldata a 30°, nonché dai numerosi angoli ombrosi del parco dove leggere o riposare nel silenzio della natura. La biologa di casa accompagna gli ospiti in passeggiate dove raccogliere erbe, bacche, frutti per preparare tisane, olii, marmellate. famiglia Mottes di Fai, inizia l'attività di ristorazione nel lontano 1885, aprendo l'Osteria "Al sole - Bettin". Erano tre fratelli: Giuseppe, Mario e Dionisio, che in seguito si sono sperati prendendo strade diverse. Giuseppe trasformò la villa alla fine degli anni 50 nell'attuale albergo, continuamente riammodernato e ristrutturato negli anni. Oggi la gestione è di Maurizio Mottes con la moglie Rina e le figlie Francesca e Maria Vittoria. Nel 2004 è stato inaugurato il centro benessere "La Dolce Vita", un nuovo Centro Wellness di 1500 metri quadrati, con la "zona acque" dotata di piscina riscaldata con nuoto contro corrente, vasca bambini, grande vasca idromassaggio interno e "snow pool", la piscina con uscita all'aperto. Inoltre area saune riservata agli adulti con bagno turco, laconium dell'imperatore, doccia attrazione con ciclo meraviglia e aromaterapia, piccola piscina con acqua di mare "grotta azzurra", zona relax dotata di "baita del silenzio" e giardino botanico "ortus conclusus". Infine il Centro Beauty con cabine massaggio, vasta lista di trattamenti e pacchetti anche personalizzati, "vasca della nonna" per trattamenti al latte e ai fiori di Bach.
La cucina si è dimostrata all'altezza di questa bella e importante struttura alberghiera: noi abbiamo degustato lo speck con il tortello di patate, per primi gli strangolapreti con burro e salvia e mousse di formaggio, l'orzotto alle verdure; per secondo lo stinco di vitello, lo spezzatino di cervo con polenta e funghi. Per dessert una ricca scelta di dolci, tutti fatti rigorosamente in casa: la torta di frutta, lo strudel di mele, la torta di carote, la crostata con frutti di bosco, la torta alla frutta con una base di pasta sfoglia. Il tutto accompagnato da ottimi vini trentini e dalla cordialità del personale, nel nostro caso la simpatica Giusy Colasanto, di Minervino Murge (Bari).
arte cultura spettacolo La nostra giornata si conclude con una passeggiata per le vie di Molveno, rinomata località turistica ai piedi delle Dolomiti di Brenta e del massiccio della Paganella, sulle rive dell'omonimo lago (vedi anche la puntata di Girovagando del 3 luglio 2004 Altopiano della Paganella Fai, Lago di Molveno, Andalo). Qui incontriamo l'assessore alla cultura del Comune, Donata Sartori, che ci parla di Molveno Blue Impression 2005: 15 concerti di grande musica italiana e internazionale, dal jazz alla world music, dal folk europeo alle sonorità brasiliane; incontri con intellettuali e scrittori italiani testimoni del nostro tempo; la retrospettiva cinematografica di International Nature Film Festival, uno dei maggiori appuntamenti di cinema naturalistico del mondo; spettacoli di teatro di figura per l'infanzia; una lunga serie di appuntamenti legati alle tradizioni alpine e alle scalate dolomitiche. "Molveno Blue Impression 2005" è una manifestazione di punta nel panorama trentino delle rassegne estive, da annoverare tra gli appuntamenti regionali più prestigiosi per la cultura e lo spettacolo. L'evento è organizzato dalla Molveno Holiday a partire dal 2005, con cadenza annuale, nel centro storico di Molveno e nella grande spiaggia del Lago di Molveno, che in quei giorni si trasformano in un grande palcoscenico. L'estate 2005 sarà inaugurata il 28 giugno da un magnifico recital solo al pianoforte del decano dei jazzisti europei, Giorgio Gaslini e si concluderà il 10 settembre con la retrospettiva del International Nature Film Festival.
Segnaliamo infine tra gli appuntamenti più interessanti sull'altopiano Summer Camp 2005, con Jury Chechi e Antonio Rossi, dal 17 al 23 luglio: si tratta di corsi di ginnastica e canoa tenuti personalmente dai due grandi campioni sportivi. Per i più piccoli continua con grande successo ad Andalo l'iniziativa Disney Moutain Fun, un ricco programma di eventi speciali realizzati direttamente da Disney per creare momenti unici e indimenticabili in cui i bambini possono vivere giornate eccezionali tra giochi, animazione e musica, culminanti nello strepitoso show pomeridiano con i celebri personaggi Disney presenti in “carne ed ossa”. testi e foto di Alessandro Ghezzer (Agh) Si ringrazia per la documentazione: sito Pro Loco Spormaggiore sito www.brentapaganella.it Luca Nave, Parco Adamello - Brenta © Copyright 2005 - E' vietata la riproduzione di testi o foto, salvo esplicita autorizzazione Tutti i diritti riservati / All rights reserved
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