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Altopiano di Piné - Valle di Cembra
Sabato 2 luglio 2005
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Il Castello di Segonzano in Val di Cembra: risale al 1216 (foto Agh)

Questa è la 11a puntata sull'Altopiano di Piné - Valle di Cembra: anche quest'anno l'estate nel Pinetano e nella vicina Valle di Cembra è come sempre assai ricca di appuntamenti interessanti. Vi presentiamo quindi qualche "assaggio" con lo scopo di invogliarvi ad approfondire queste belle località del Trentino, adattissime alle famiglie.

   
Franca Broseghini (foto Agh)   Lorenza Biasetto (foto Agh)  
   
Passeggiata lungolago (foto Agh)   Nei pressi del lido (foto Agh)  
L'estate nel Pinetano e in Valle di Cembra

Franca Broseghini, presidente dell'Azienda per il Turismo Altopiano di Piné e Valle di Cembra e Lorenza Biasetto, direttore, ci parlano delle numerose iniziative: tra quelle più interessanti segnaliamo le escursioni guidate in alta quota, i percorsi naturalistici per famiglie, gli itinerari "religiosi" ai Santuari, il sentiero del "Dürerweg" (vedi Girovagando 15 giugno 2002 e 17 gennaio 2004) e animazioni per grandi e piccoli, gli appuntamenti eno-gastronomici, gli eventi sportivi e le feste popolari. Per tutte le altre attrattive naturalistiche, culturali e sportive vi rimandiamo alle puntate precedenti di "Girovagando in Trentino" e al sito ufficiale dell'APT.

Tutti i prossimi appuntamenti (dal sito www.altopianodipine.com)
Domeniche sul lago
Respira il silenzio naturopatia e ginnastica dolce, torna sulla collina di Vig
Escursioni tra i santuari e i vigneti terrazzati della valle di Cembra
Escursioni per famiglie nella Catena del Lagorai
Animazioni per i bambini
Itinerari - passeggiate (dal sito www.altopianodipine.com)

La quiete del Lago di Serraia (foto Agh)
 
La passeggiata nei pressi del Lido (foto Agh)   Lido del Lago di Serraia (foto Agh)
Michela e Flavia, due belle ragazze polacche al bar Lido (foto Agh)

     
Monte Costalta   M. Fregasoga   Monte Croce  
Le escursioni scelte di Girovagando

Girovagando tra le sue escursioni scelte ha nel suo archivio anche 3 belle escursioni superpanoramiche che si possono fare partendo dalla zona dell'Altopiano di Piné: il Monte Costalta, che si sale preferibilmente dal Passo Redebus, offre una vista magnifica sull'altopiano; il selvaggio Fregasoga, con salita da Brusago, infine il Monte Croce, la cima più alta del Lagorai occidentale, con un panorama fantastico verso il Lagorai centrale e la Val di Fiemme.

 
Cima Costalta (foto Agh)   Cima Fregasoga (foto Agh)
Il Lagorai centrale visto dalla cima del Fregasoga (foto Agh)

Lo stadio del ghiaccio "Ice Rink Piné"


Lo stadio del ghiaccio
di Baselga di Piné rappresenta l'unico esempio in Italia di impianto costituito da un palazzetto coperto per la pratica del pattinaggio artistico, short track, hockey, broomball e curling, e da un anello artificiale di 400 metri per il pattinaggio velocità.

 
Pattinaggio artistico (foto Agh)  
   
Enrico Colombini (foto Agh)   (foto Agh)  
   
Atleti dell'Hockey Club Piné (foto Agh)   GS Artistico Ghiaccio Piné (foto Agh)  
   
(foto Agh)   Maria Elena Grossi (foto Agh)  
 
(foto Agh)  
Il pattinaggio, sia artistico che di velocità, è uno fra gli sport più popolari a Piné: prima della costruzione dello stadio infatti era praticato sulla superficie ghiacciata del Lago Serraia. E che Piné sia il regno di questo sport è dimostrato dal fatto che proprio qui è nato Roberto Sighel, unico atleta italiano a conquistare il titolo di Campione Mondiale di pattinaggio velocità (Calgary 1992). L'anello artificiale di 400 metri, aperto da novembre al primo week end di marzo, ospita numerose competizioni internazionali di pattinaggio velocità con atleti giovanissimi come veri protagonisti. Lo stesso Trofeo Nicolodi, infatti, dopo 41 edizioni dedicate ai big del "pattino lungo" quest'anno si concentra sulle promesse junior. Tra le manifestazioni novità troviamo il Country Match Juniores, prova pre-mondiale di pattinaggio velocità per team nazionali come Olanda, Germania, Giappone Stati Uniti, Canada ed Italia. Nel palazzetto, aperto fino alla fine di marzo e nei mesi di luglio ed agosto, il GS Artistico Ghiaccio Piné organizza corsi di pattinaggio artistico, danza classica e moderna per bambini e ragazzi. Accanto allo stadio del ghiaccio inoltre è disponibile una pista di fondo corta ma illuminata, particolarmente apprezzata per gli allenamenti in notturna. Dal novembre 2004 lo stadio è gestito da "ICE RINK PINE’ Srl", una società mista pubblico-privata, nel cui consiglio di amministrazione vi sono il Comune di Baselga di Piné, la FISG - Federazione Italiana Sport Ghiaccio, le associazioni sportive, l’Unione Albergatori del Trentino, la Copiné, l’Azienda per il Turismo Altopiano di Piné - Valle di Cembra ed il Comprensorio Alta Valsugana. Lo stadio del ghiaccio è proprietà del Comune di Baselga di Piné ed è Sede Federale della FISG Federazione Italiana Sport Ghiaccio: il presidente è Enrico Colombini, il direttore Sergio Revolti, la responsabile segreteria Hannelore Groetsch. All'Ice Rink Piné incontriamo Maria Elena Grossi, responsabile organizzativa del Camp Scavolini Basket del Programma Giovani patrocinato dalla celebre squadra di basket Scavolini, con il quale si allevano le nuove speranze del basket.

Pattinaggio sul Lago di Serraia, anni '50 (foto Tombini)

Ice Rink Piné srl
Via dello Stadio, 17 - Miola
38042 - Baselga di Piné (Trento, Italia)
Tel. 1 e fax + 39 0461/554167 - Tel. 2 + 39 0461/558778
www.icerinkpine.it | info@icerinkpine.it

Oasi di serenità sul Lago di Serraia (foto Agh)

 
Il Castello di Segonzano (foto Agh)  
 
I ruderi della torre (foto Agh)  
 
Lo stemma nobiliare "Chi lavora si onora" (foto Agh)  
 
Il barone Ferdinando a Prato (puntata 23/05/2003)  
 
Il Pinot Nero di "Barone a Prato" (foto Agh)  
Castello di Segonzano

Il castello nasce nel 1216, quando Rodolfo Scancio ottenne dall’allora Principe Vescovo Federico Wanga il permesso di costruire un edificio fortificato sul territorio di Segonzano. Nel 1535 Giovanni Battista a Prato venne investito da Bernardo Clesio della “Signoria di Segonzano” e da allora il castello appartiene alla famiglia a Prato. Due sono i fatti degni di nota riferiti al castello di Segonzano. Il primo segna la data 1494 (anche se questa è incerta, c’è chi dice 1495 o 1496), anno in cui Albrecht Dürer ritrasse il castello in alcuni celebri acquerelli. L’altro risale al 1796, anno in cui il castello fu teatro di un combattimento tra le truppe napoleoniche e quelle austriache. In un primo tempo i francesi furono respinti e, in seguito a questo successo militare, la popolazione della valle fece realizzare un “ex voto” che si può ancor oggi ammirare nella chiesa parrocchiale di Piazzo di Segonzano, dove è conservato. Successivamente però le truppe francesi riuscirono a sconfiggere gli austriaci e il castello fu dato alle fiamme. L’incendio fece crollare il tetto ma il resto dell’edificio rimase integro. Nel corso degli anni il castello abbandonato però cadde in rovina per le intemperie e anche a causa della popolazione che lo utilizzò come “cava” di pietre per costruire terrazzamenti o per edificare abitazioni. Il castello oggi si presenta purtroppo con pochi ruderi, dove si possono osservare alcune mura e la torre merlata. La Provincia Autonoma di Trento ha stanziato dei fondi per il recupero e la valorizzazione di quel poco che è rimasto. I lavori, ora in fase di appalto, dovrebbero iniziare la primavera prossima. La Famiglia a Prato di Segonzano giunse in Trentino dalla Val Sassina (valle in provincia di Lecco) alla fine del ‘400, per dedicarsi ai commerci ed in particolare al settore delle miniere d’argento. Nel 1535 Giovanni Battista venne investito della giurisdizione sulla signoria di Segonzano: egli fu tra i benefattori della chiesa della SS. Trinità di Trento, infatti sul portale della stessa vi è lo stemma di famiglia. Durante il Concilio di Trento i legati pontifici furono ospitati a Trento nel Palazzo a Prato, oggi sede delle poste centrali. Nel 1636 gli “A Prato” ottennero il titolo di Baroni del Sacro romano Impero. Tra le varie figure della famiglia ricordiamo Innocenzo, letterato e uomo di cultura vissuto a cavallo tra il ‘500 e ‘600; Teodoro (vissuto nel ‘600), colonnello comandante delle milizie tirolesi; Giovanni Battista (1812-1883) abate, professore, politico e giornalista di profonda italianità, che lottò per affrancare il Trentino dal Tirolo tedesco. Fu deputato all’assemblea costituente germanica, chiedendo l’annessione del Trentino al Lombardo-Veneto, fu anche deputato al parlamento austriaco e fondò il “Il giornale del Trentino” e “Il Trentino”. Giovanni Napoleone, enologo, dopo gli studi compiuti a Dresda, Vienna e Klosterneuburg ed essersi specializzato nei vigneti francesi, spagnoli, della Tunisia e Sicilia, introdusse a Segonzano il Pinot Nero, chiamato allora impropriamente Borgogna, e il Cabernet. Si distinse per gli studi sulla filossera con numerose pubblicazioni, e partecipò ad un congresso vinicolo a Saragozza dove fu nominato cavaliere dal Re di Spagna Carlo III.

 
Locanda dello Scalco (foto Agh)  
 
Il ristorante (foto Agh)  
 
Una delle sale da pranzo (foto Agh)  
Locanda dello Scalco

La Locanda dello Scalco nasce in quello che fu il “maso” del Castello di Segonzano. L’edificio reca la data del 1681 ed ha svolto la sua funzione di casa colonica fino al 1960. Negli ultimi vent'anni fu abitato da un gruppo di frati, che lo trasformarono in eremo. Quando i frati lasciarono l'edificio, Cristoforo a Prato con la moglie Francesca decisero di realizzare il loro sogno: trasformarlo in un piccolo hotel di charme, in cui antico e moderno si sposassero per dare all’ospite tutti i comfort della vita moderna senza però perdere quel fascino che solo le cose antiche sanno dare. I lavori iniziarono quattro anni fa con l'aiuto dell'architetto milanese Tabarelli de Fatis (ma originario trentino) e si sono conclusi nell'aprile del 2005. Il risultato è veramente originale, gli arredamenti moderni si sposano intrigantemente con gli arredi d'epoca, le travi a vista: la struttura originaria dell'edificio non è stata intaccata ma anzi mantenuta e riportata al suo antico splendore con un intervento di carattere conservativo. Molto belle le stanze: ciascuna ha la vasca idromassaggio, la tv satellitare, il frigobar, la cassaforte, la linea diretta del telefono, impianto stereo e la connessione ad internet; in alcune vi è il necessario per la cromoterapia (terapia che si basa sull'esposizione alla luce colorata). L’ospite può scegliere tra il trattamento bed & breakfast, mezza pensione o pensione completa. Il ristorante è diviso in due, un sala per gli ospiti e la locanda “Lo Scalco” totalmente indipendente dalle camere. In giardino si servono merende a base di salumi, formaggi, bruschette, "stuzzicherie" varie e naturalmente gli ottimi vini della azienda agricola di famiglia, vini trentini, toscani, piemontesi, siciliani e veneti.

 
Ogni stanza da letto ha un suo stile (foto Agh)   (foto Agh)
 
(foto Agh)   (foto Agh)

 
I vigneti nei pressi del Castello di Segonzano (foto Agh)  
   
Tavolata (foto Agh)   La tagliata (foto Agh)  
   
Dolce di semifreddo all'amaretto   Dolci (foto Agh)  
   
Marina Schmohl, sommelier   Müller Thurgau (foto Agh)  
   
Sorni (foto Agh)   Cristoforo a Prato (foto Agh)  
 
Vigneti in Valle di Cembra (foto Agh)  
A tavola

Cristoforo è trentino mentre la moglie Francesca è toscana (di Radda in Chianti in provincia di Siena): si è pensato bene quindi di creare un singolare connubio tra le rispettive tradizioni culinarie, coi relativi piatti tipici. Ad esempio la ribollita, la tagliata, la fiorentina per quella toscana, quindi i canederli, i canederlotti, lo smacafàm, il tortel di patate ed altri piatti tipici della zona per quella trentina. La pasta, come i dolci, sono sempre fatti in casa. Noi abbiamo degustato piatti semplici ma gustosi: antipasto di prosciutto e melone, tagliatelle rosè con panna e pomodoro, una tagliata "toscana", il dolce di semifreddo all'amaretto. Il vino era il rinomato "Pinot Nero Castelsegonzano" dell'azienda Barone a Prato. Marina Schmohl, sommelier, ci parla dei vini della Valle di Cembra: il Müller Thurgau è senza dubbio il vino principe, quello più rappresentativo della valle. E’ un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, con il profumo intenso, aromatico e con note di salvia e limone, contornate da freschi sentori fruttati e floreali. Si accompagna con piatti leggeri, cotture in umido di pesce d’acqua dolce, e piatti aromatizzati con erbe. E’ indicato anche con le minestre e i piatti a base di uova, ma è ottimo anche come aperitivo. Questo profumato vino bianco prende il nome del suo ideatore, il ricercatore Hermann Müller Thurgau, che un secolo fa ha incrociato il Riesling e il Sylvaner, ricavandone una coltivazione che nella vallata di Cembra ha trovato un habitat particolarmente adatto. Il Müller Thurgau, infatti, non solo è riuscito ad ambientarsi perfettamente nonostante il clima rigido e l’ambiente impervio, ma proprio da questo ambiente particolare ha i ricavato le sue caratteristiche principali, assorbendo aromi e profumi che ricordano quelli dei frutti di bosco e dell’acacia. Il versante destro della valle infatti è caratterizzato da un’infinità di terrazzamenti contenuti da muretti a secco di porfido, dove l’uomo in secoli di duro e tenace lavoro è riuscito a far crescere la vite. La Rassegna del Müller Thurgau dell’Arco Alpino, che si svolge in Val di Cembra dal 6 al 10 luglio, può essere un’ottima occasione per visitare questo paradiso eno-gastronomico immerso nel verde, confinante con le Valli di Fiemme e a pochi km dalla Val D'Adige.

"Mandolaia" della Cantina La Vis (foto Agh)

Locanda dello Scalco
Fraz. Piazzo, 51 - 38047 Segonzano (TN)
Tel. +39 0461 696044
www.locandadelloscalco.it

Lago di Serraia (foto Agh)

 
Pietro Germano, suonatore di corno (foto Agh)  
 
L'Alphorn o corno alpino (foto Agh)  
La passione di Pietro

Pietro è un ragazzo simpatico che abita a Baselga di Piné. Fin qui nulla di strano, se non fosse per una sua a dir poco singolare passione: è l'unico suonatore in Trentino, e uno dei pochissimi in tutta Italia, di Alp Horn, ovvero il corno alpino, quei corni lunghissimi che si vedono in certi documentari girati in Svizzera. "Perché proprio il corno alpino?" gli abbiamo chiesto. "Veramente ho studiato pianoforte in passato, ma non mi ha mai entusiasmato troppo. Un giorno ascoltai per caso un cornista in Svizzera e mi emozionai, anzi rimasi proprio folgorato: quello era il mio strumento! E così ho iniziato, non senza difficoltà perché qui da noi il corno alpino non lo suona nessuno, a studiare lo strumento. Ho avuto la fortuna di conoscere un maestro svizzero, una persona e un insegnante eccezionale. Ora suono il corno da due anni, e mi piace tantissimo". Pietro possiede uno Stocker, un classico corno fabbricato a Luzern da artigiani elvetici: è costruito in abete, in tre pezzi, ed è rivestito di midollino: sulla campana c'è un tipico motivo floreale di genziane. E' totalmente privo di fori, ritorte o pistoni che ne possano variare la lunghezza della colonna d'aria e di conseguenza la tonalità: anche se può sfruttare solo una ristretta gamma di suoni naturali (detti armonici), è in grado di entusiasmare chi l'ascolta. La lunghezza dello strumento è determinante per ottenere la tonalità di base: il corno più corto esprime le tonalità più acute: si parte da quello in DO che misura 245 cm. fino ad arrivare ai 413 cm. per quello in MI bemolle. Un corno "medio" come quello di Pietro costa circa 2000-2500 euro. Pietro ci offre una dimostrazione ai piedi del Castello di Segonzano e l'effetto, scenico e sonoro, è davvero eccezionale.

Pietro con il suo corno alpino suona sulla vallata di Cembra dai ruderi del Castello di Segonzano (foto Agh)

Breve storia del corno alpino

"Il corno alpino" ci dice Pietro "ha probabilmente una storia antichissima, tuttavia i primi documenti del corno alpino risalgono al 1500". Inizialmente era costruito in un pezzo unico, ed era ricavato da abeti di alta montagna, poiché il legno doveva essere il più asciutto possibile, inoltre doveva avere la necessaria conformazione a campana.

 
Il corno misura da 245 cm a 413 cm (foto Agh)  
 
Uno strumento difficilissimo da suonare (foto Agh)  
 
Anticamente serviva per comunicare tra le vallate  
La grande difficoltà di trasporto dovuta alla lunghezza di almeno 3 metri, suggerì la costruzione di strumenti componibili in vari pezzi. Questo permetteva tra l'altro di realizzare strumenti perfettamente intonati, cosa che era assai difficile in precedenza lavorando pezzi unici. Il corno originariamente non aveva uno scopo musicale ma serviva per comunicare messaggi da una vallata all'altra grazie alla sua potenza sonora: con il favore del vento questi strumenti possono essere uditi anche a 8 km di distanza! Esisteva quindi un preciso codice per comunicare, a volte erano utilizzati nelle battaglie per inviare segnali". I mandriani svizzeri (ranz des vaches) vi intonano canzoni e melodie popolari a quattro e cinque parti, naturalmente suonando altrettanti corni. Strumenti simili sono diffusi anche sui Carpazi e sui Pirenei. Pietro partecipa regolarmente alla Jodler Fest, mega esibizione-raduno di cornisti che si tiene ogni 3 anni in Svizzera, ogni volta in un Cantone diverso: quest'anno (2005) la manifestazione si è svolta ad Arau. Non si tratta, contrariamente a quel che si potrebbe pensare, della solita festa mangereccia alla bavarese dove la birra scorre a fiumi, ma di un vero e proprio evento musicale. E' un mega raduno di cornisti che si esibiscono insieme, con decine e addirittura centinaia di corni, uno spettacolo di grandiosa suggestione. Attualmente non esiste nei conservatori l'insegnamento del corno alpino: esso si basa piuttosto su associazioni, e su maestri cornisti che trasmettono il loro sapere agli allievi. Il corno alpino è uno strumento molto difficile da suonare: i suoni sono modulati con le labbra e l'uso sapiente del diaframma. Richiede molto esercizio ed una pratica quasi giornaliera per non perdere il tono muscolare delle labbra. Pietro si reca dal suo maestro in Svizzera almeno una volta ogni due mesi, ma il grosso dell'apprendimento si basa sostanzialmente sull'invio di cassette audio. Perfino in ferie Pietro non smette di esercitarsi: porta con sé un tubo di gomma da giardino della lunghezza di 3 metri, al quale collega lo speciale bocchino per gli esercizi giornalieri di almeno una o due ore. Quando abbiamo saputo questo, il pensiero della troupe di Girovagando è volato commosso alla moglie di Pietro, la paziente Marina che, amorevolmente, condivide questa insolita passione del marito.

Il Corno Alpino o Alphorn
Cornisti Italiani
Alphorn Group (italiano)
www.cornodellealpi.it (italiano)
www.alphornmusik.ch (tedesco)
www.alphorn.ca (inglese)
Jodler Fest

 
Renzo Benedetti, salitore del K2 (foto Agh)  
"Diversamente sportivi" con Renzo Benedetti, salitore del K2

Incontriamo un cembrano illustre, precisamente di Segonzano: è Renzo Benedetti che, a quasi cinquant'anni, ha scalato il K2 (seconda montagna del mondo coi suoi 8611 metri, in Pakistan) con la spedizione celebrativa del 2004. La prima ascensione, com'è noto, fu realizzata mezzo secolo fa, il 31 luglio 1954, da due italiani nella spedizione guidata Ardito Desio: Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, Benedetti è un alpinista eccezionale ma anche una persona umile e alla mano: ben volentieri si è prestato quindi per una iniziativa in favore delle persone disabili. Termine al quale, in verità, preferisce quello di "diversamente abili". Perché, sostiene Benedetti, non esistono i disabili ma le persone diversamente abili: ciascuno ha le proprie capacità, fisiche e mentali. C'è chi riesce meglio in certi campi e chi in altri. Un esempio in questo senso è il trentino Gianfranco Corradini che, pur privo di una gamba, grazie ad un carattere eccezionale ed una volontà d'acciaio, è riuscito in imprese sportive da far impallidire i cosiddetti "normali": ad esempio la scalata della parete Nord della Presanella (m 3556), o la salita al Monte Bianco (m 4810). "Diversamente sportivi Piné Cembra per tutti" è un'iniziativa promossa dall'APT (info tel. 0461 / 557028) che si sintetizzerà in un convegno dedicato ai diversamente abili in varie pratiche sportive, oltre ad altre manifestazioni sportive di contorno, con incontri, escursioni, ed il concerto finale di Annalisa Minetti, vincitrice del Festival di Sanremo del '98.

La spedizione del cinquantennale sul K2: Benedetti è indicato dalla freccia, in piedi

Rubrica: Agriturismo Trentino (4a puntata) | le altre puntate

  la vignetta di fabio vettori  
Il logo degli agritur trentini   La sigla con le formiche di Vettori  
   
Lago di Garda dal Tennese   (f. Videonews)  
   
(f. Videonews)   Lago di Tenno (f. Videonews)  
 
Prodotti tipici all'Agritur Calvola (foto Videonews)  
"La famiglia in agritur" nell'Alto Garda e nel Tennese

La zona dell'Alto Garda e del Tennese è senza dubbio una delle più apprezzate mete turistiche del Trentino sud occidentale. Chi ama la tranquillità la troverà nelle splendide alture del Tennese, tra olivi, vigne e castelli, nei borghi medievali. Chi desidera un ambiente più “mondano” ha nel magnifico Lago di Garda con le sue belle e vivaci cittadine quanto di meglio possa desiderare. Natura, arte, sport (Il Garda è il paradiso mondiale dei surfisti), cultura, storia ed eno-gastronomia sono gli elementi su cui si basa l'offerta agrituristica, che qui vanta una antica tradizione di ospitalità.
Un agriturismo ideale per la famiglia che cerca relax ma nello stesso tempo desidera essere a pochi minuti dai luoghi di divertimento come quelli offerti dal lago di Garda. Nel Tennese si può soggiornare tra le antiche mura dei borghi oppure a due passi dall’incantevole lago di Tenno con il suo magnifico colore azzurro che ricorda i mari del sud. Gli agritur della zona offrono i propri prodotti come vini, salumi, marmellate, l’Olio del Garda ed un’ottima cucina tipica trentina. La zona è rinomata per la coltivazione dell’ulivo e per la produzione di un olio extravergine di alta qualità che ha ottenuto dall’unione europea il marchio di denominazione D.O.P. Per una panoramica esauriente sull'Alto Garda ed il Tennese, vedi anche le precedenti puntate di "Girovagando":

Città di Arco
Tenno e Canale di Tenno
Rustico Medioevo

Il Garda Trentino

Associazione Agriturismo Trentino
Via J. Aconcio, 13 – 38100 Trento
Tel. 0461 / 235323 - fax. 0461 / 235333
Associazione Agriturismo Trentino
| info@agriturismotrentino.com


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Lago di Serraia (foto Agh)
  A.P.T. ALTOPIANO PINE' VALLE DI CEMBRA
38042 Baselga di Piné
Via C. Battisti, 98 - Tel. 0461/557028 - Fax 0461/557577
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Tel. 0461 / 839000
Trentino on line 800 / 010545
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Puntate precedenti

  Altopiano Piné - Valle di Cembra
22 maggio 2004
    Altopiano di Piné Valle di Cembra
17 gennaio 2004
             
  Altopiano di Piné - Valle di Cembra
24 maggio 2003
    Altopiano di Piné - Valle di Cembra 11 gennaio 2003
             
  Altopiano di Piné - Valle di Cembra 15 giugno 2002     Altopiano Piné - Valle di Cembra 12 gennaio 2002
             
  Vendemmia sulle Colline Avisiane 13 ottobre 2001     Altopiano Piné - Valle di Cembra 30 giugno 2001

Escursioni scelte di Girovagando nel Pinetano

     
Monte Costalta   M. Fregasoga   Monte Croce  

Tutte le escursioni di Girovagando

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Istituzioni
Altopiano di Piné:
Comune di Baselga di Piné
Comune di Bedollo

Valle di Cembra:
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Comune di Sover
Comune di Valda
Comune di Grauno

Vino
Rassegna del Müller Thurgau

Appuntamenti
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Portali locali

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www.bedollo.com

Itinerari

Itinerari - passeggiate (dal sito www.altopianodipine.com)
La via dei Santuari (rtf)
Sulle vie dei Castelli e delle dimore principesche (rtf)
Sulle vie della Cristianità Romanica e Gotica (rtf)
Sulle vie di Maria (rtf)

In bici | a piedi (da www.cicloweb.net)
Dürerweg sito ufficiale del sentiero del Dürer

Natura
Servizio Foreste e Fauna Provincia Autonoma di Trento
Biotopo Laghestèl
I biotopi del Trentino
Piramidi di Segonzano

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Turismo

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