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Città di ALA
Gli antichi splendori della Città di Velluto - 4 giugno 2005
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Esibizione in costume d'epoca (foto Agh)

E' con grande piacere che "Girovagando" presenta in questa puntata la cittadina di Ala, capoluogo economico e culturale della Bassa Vallagarina nel sud del Trentino, un tempo conosciuta, nel '700, per la sua produzione pregiata di velluti.

   
Giuliana Tomasoni (foto Agh)   Tiziano Mellarini (foto Agh)  
   
Giuliano Mattei (foto Agh)   Bruno Tessadri (foto Agh)  
Nella "Città di Velluto"

Abbiamo accolto volentieri l'invito di Bruno Tessadri, Giuliano Mattei e Fiorello Antonino, componenti del Comitato Città del Velluto, di visitare questa bella cittadina di antiche origini romane. Tessadri e Mattei ci hanno accompagnato per le vie di Ala illustrando le principali bellezze architettoniche di questa città che sono davvero molte e sorprendenti. Per la sua posizione geografica ai confini del Trentino, Ala forse non è conosciuta come meriterebbe: per questo noi di Girovagando, nel nostro piccolo, cercheremo di colmare un po' questa lacuna. Abbiamo incontrato il sindaco Giuliana Tomasoni, che ci ha dato il suo benvenuto, e il suo predecessore Tiziano Mellarini, ex sindaco di Ala, oggi assessore provinciale al Turismo, Commercio e Foreste.

 
Veduta di Ala dalla chiesa di S. Maria Assunta  
Città di Ala

Distante 45 km da Trento e 52 km da Verona sull'asta del fiume Adige, Ala ha un clima mite, influenzato dalla vicinanza del Lago di Garda, posto ad ovest della catena del Monte Baldo. Presenta un centro storico tra i più interessanti del Trentino: l'impianto urbanistico è rimasto in larga parte intatto, di impronta tipicamente medievale, con belle e strette vie selciate, cortili, loggette, imponenti palazzi signorili. Ala conobbe il suo periodo di massimo splendore nei secoli XVII e XVIII grazie allo sviluppo di una fiorente industria della seta e dei velluti rinomata in tutta Europa. A quest'epoca risalgono gli eleganti palazzi che ne abbelliscono le vie. Divenuta importante centro commerciale e culturale, la Città ospitò illustri personaggi: Carlo V e Carlo VI, Francesco I con la consorte Maria Teresa d'Austria, Giuseppe II che la proclamò Città verso l'anno 1765, Napoleone I, lo zar Nicola I, Wolfgang Amadeus Mozart e molti altri. Ai turisti, questo "periodo magico" è raccontato dai sontuosi palazzi, dai portali in pietra, dagli splendidi affreschi murali, dagli ornamenti delle facciate e da civettuoli balconi in ferro battuto.

Soffitto affrescato a Palazzo Azzolini-Malfatti (foto Agh)

 
Palazzo De' Pizzini (foto Agh)  
 
Verso Piazza S. Giovanni con la chiesa omonima  
 
Piazza S. Giovanni con il Municipio (foto Agh)  
La Storia

Ala ha da sempre rappresentato un territorio di transito, strategico sia dal punto di vista economico che militare, perché posto sulle più importanti vie di comunicazione tra Europa e Mediterraneo. Sull’origine del nome Ala gli storici sono discordi: potrebbe derivare da "un 'ala" dell'esercito romano che si sarebbe stanziata nella zona, oppure dal tedesco "Hall", palazzo per merci, magazzino. Entrambe le ipotesi hanno fondamento storico, dal momento che la località era segnata su una delle più importanti carte stradali romane, l'Itinerarium Antonini, come una stazione di posta, un "palatium" appunto per la sosta ed il cambio dei cavalli, difeso certamente da un presidio di soldati. Di certo si sa che Ala venne nominata per la prima volta in un documento in periodo medievale, ed era costituita da una struttura bipolare: una parte più antica sorta attorno al castrum (castello) ed un nucleo abitato più recente, il suburbium, situato più in basso. Il castello svolgeva una funzione difensiva ed era circondato dalla zona residenziale, mentre nel sobborgo si svolgeva la vita economica dei villaggio, all'interno degli edifici artigianali e commerciali. E’ in epoca medievale che prende corpo la struttura urbana dell'abitato, con la tipica definizione funzionale delle varie piazze:quella di Villalta che era la sede del rappresentante del feudatario; quella di San Giovanni che assunse il ruolo di centro della "comunitas"; il Carrubio o quadrivio, che divenne il centro del mercato e degli scambi sull'antica via imperiale. Lungo quest'arteria vitale sorse gradualmente la Villa Nova, dapprima soltanto centro artigianale e commerciale, poi zona residenziale abitata soprattutto dai ricchi forestieri. La struttura bipolare dell'abitato si mantenne nei secoli, riflettendo la composizione della società urbana: da una parte i tereri, gli antichi cittadini, impegnati nell’agricoltura di sussistenza, nella coltivazione del bosco e nella pastorizia; dall’altra i foresi, artigiani e commercianti provenienti dall’esterno, arricchitisi con attività produttive e commerciali, che sfruttavano la presenza dell'importante arteria della Val d'Adige e la vicinanza delle città di Verona e Bolzano. Con l'espansione medievale e rinascimentale del centro si svilupparono anche i sistemi difensivi con l'erezione delle bastite, torri di legno che sorgevano in una vasta area a sud dell'abitato, dalle quali si poteva controllare tutta la vallata: ancora oggi la zona conserva il nome Bastie. Il centro era ben difeso da una serie di porte sulle strade principali di accesso: porta san Colombano verso la Valbona, porta da Pedemonte in Via Zigatteria verso le Caigole, porta Rozza all'inizio dell'attuale viale Malfatti, porta dell'Acqua presso il ponte sul torrente Ala, porta di San Giovanni a lato della chiesa omonima e infine porta Italia, che sorgeva a lato dell'attuale ospedale. Nel '500 si svilupparono la coltivazione del gelso e l'allevamento del baco da seta, attività giunte nella valle già dal '400 durante la dominazione veneziana. Nel secolo XVII infine iniziò pure la produzione dei velluti di seta, destinati ai mercati europei.

Ugo Sala, dell'Associazione Culturale Vellutai Città di Ala (foto Agh)

 
Stemma nobiliare "de Malfatti" (foto Agh)  
 
Portale caratteristico di Casa Scienza (foto Agh)  
 
Mascherone a Palazzo Azzolini-Malfatti (foto Agh)  
Genovesi ad Ala

Nel 1657 due profughi genovesi, giunti casualmente nella Vallagarina per evitare il contagio dalla peste, conobbero l'arciprete Alfonso Bonacquisto che propose loro di stabilirsi ad Ala (immagine dello storico incontro) per esercitare la professione di tessitori di velluto, arte nella quale erano abilissimi maestri. Poiché mancavano i necessari attrezzi, alcuni cittadini di Ala si recarono a Genova per procurarseli, sfidando ogni pericolo (viaggi del genere all'epoca erano quasi sempre un'impresa) compreso quello della pena capitale prevista dalla legge per chi esportava l'arte dei velluti. Nel frattempo i due genovesi approntarono le macchine necessarie e, in 2 stanze messe a disposizione da Giovanbrunone Taddei, sorse la prima fabbrica di velluti, che diede poi il via ad un fiorente artigianato e commercio che rese Ala famosa nel mondo. L'arte della seta e dei velluti modificò la città trasformandola in un centro economico di primaria importanza, richiamando nuovi abitanti e sollecitando modifiche sostanziali sia a livello urbano, sia in un ambito culturale ed artistico. Lungo il corso della Roggia sorsero otto filatoi, edifici artigianali mossi dall'energia idraulica per la preparazione del filo di seta, tre tintorie, una "garberia" per la concia delle pelli, molini, fucine e folloni; furono costruiti interi nuovi quartieri per ospitare laboratori artigianali, magazzini, abitazioni per i lavoranti. Sull'antica matrice medievale si imposero notevoli interventi di ristrutturazione e di abbellimento delle antiche residenze: i palazzi dei mercanti imprenditoriali di velluto sono ancora oggi testimonianze maestose di quel periodo di ricchezza. Nel corso del '600 e del '700 la città di Ala visse dunque il massimo del proprio splendore economico ed un intenso fermento culturale. A partire dalla seconda metà del 1800 avvenne un rapido cambiamento nell'assetto economico, contrassegnato dalla crisi del settore della seta e dall'emergere di nuove attività commerciali, legate alla costruzione della ferrovia del Brennero. Ala divenne tra la fine Ottocento e inizio Novecento stazione internazionale: la presenza delle dogane italiana ed austriaca, delle rispettive Guardie di Finanza, di grandi aziende di spedizione e di strutture alberghiere fu sostanziale per una rinascita della città. Testimonianze di questa nuova stagione d'espansione e crescita culturale, interrotto dallo scoppio della Grande Guerra, sono il teatro, la biblioteca, la Società Musicale. La fine della guerra e l'annessione del Trentino all'Italia (1918) declassò l'importanza di Ala come frontiera e passaggio nodale dei grandi traffici europei (vedi statuto di Ala - formato RTF).

Affresco a Palazzo Azzolini-Malfatti (foto Agh)

 
Palazzo Malfatti ora Azzolini (foto Agh)  
 
Elena Azzolini, proprietaria di Palazzo Azzolini  
 
Salone a Palazzo Azzolini-Malfatti (foto Agh)  
 
Palazzo De Pizzini sede del Museo del Pianoforte  
 
Palazzo Gresti (foto Agh)  
 
Palazzo Taddei, futura sede del Museo dei tessuti  
Passeggiata ad Ala

Il centro storico è davvero
ricchissimo di testimonianze storiche ed artistiche: per esigenze di spazio citeremo solo quelle più significative, le altre vi invitiamo a scoprirle da soli o con le belle visite guidate organizzate dal Comune o dalla Associazione Culturale Vellutai Città di Ala. Iniziamo da piazza San Giovanni, centro olitico e religioso della città: da sempre ospita le strutture più rappresentative della comunità alense: la sede municipale, la chiesa di San Giovanni, il Palazzo Malfatti ora Azzolini. Salendo verso via Roma si trova palazzo Zanderighi, ora sede della biblioteca comunale, che ospitò nel 1565 San Carlo Borromeo e quindi, proseguendo dalla Villalta, si raggiunge la fontana della Gioppa dove è scolpita un'ala, stemma della città, e la chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, che ha mantenuto nel corso dei secoli una funzione simbolica e rappresentativa per tutta la comunità. Di origini antichissime (venne nominata per la prima volta nel 1178), gli storici ritengono fosse la cappella annessa all'antico castello, distrutto nell'ambito delle lotte medievali che divisero i Principi Vescovi di Trento e i Castelbarco. A sud del centro abitato, attraverso una bella passeggiata nel centro storico, si raggiunge la Chiesetta di San Pietro in Bosco, la cui leggenda narra che lì Teodolinda, figlia dei duca di Baviera, Garibaldo, si sia incontrata con il suo futuro sposo Autari, terzo re dei Longobardi. A nord si erge maestoso il santuario di San Valentino, antico luogo di culto situato lungo il percorso che costeggia l’antica "strada romana". Lungo l'attuale via Santa Caterina, i Palazzi De’ Pizzini sono due imponenti edifici che richiamano l'epopea dei velluti e della seta. I Pizzini, originari di Castellano, giunsero ad Ala verso la fine del Cinquecento per svolgervi l'attività di "molinari". Successivamente, grazie alla fiorente attività tessile, la famiglia visse un lungo periodo di splendore che diede origine al progetto dei due palazzi. La più antica delle due strutture, quella che si affaccia verso via Nuova, risale alla seconda metà del XVII secolo ed è attualmente sede del Museo del Pianoforte Antico. Il secondo palazzo De’ Pizzini, anticamente unito al primo da un passatizio, è uno dei più autorevoli esempi di architettura barocca della Vallagarina. Palazzo Angelini e palazzo de Gresti rappresentano ancora oggi le vestigia di un passato ricco di fascino. La struttura attuale di Palazzo Angelini risale al '600 anche se il nucleo originario risale al XV secolo, quando la struttura formava un unico complesso abitativo. Giuseppe II durante una visita alle fabbriche di velluti Angelini, esaudì le richieste dei vellutai diminuendo la tassa di esportazione, e concedendo ad Ala il titolo di "città". Palazzo de Gresti lungo l'antica via Carreraè invece un esempio interessante di architettura tardo-barocca: gli interni riassumono i tratti di un passato nobiliare con legni intarsiati, stucchi, ricche decorazioni e le pitture di Gresti. Il palazzo, sede nel '600 e nel '700 della giurisdizione civile del Vicariato e residenza del Capitano di Giustizia, era collegato alle prigioni attraverso un passaggio che attraversava via Carrera. Risalente al periodo veneziano (XV Sec.), Palazzo Taddei è una testimonianza della vitalità della classe forestiera di un tempo, l'unica che poteva concedersi di costruire o ingrandire le proprie sontuose abitazioni. Inserito nell’antica via di Villanova, il palazzo seicentesco presenta una facciata semplice ed austera con portale squadrato e simmetriche finestre di identico disegno. Contrasta con questa severità la facciata sul cortile interno dove troneggia un antico pozzo del '500 in pietra lavorata. Nel 1810, proprio tra queste mura, vi sostò il capo della rivolta sudtirolese Andreas Hofer prima di essere giustiziato dai francesi a Mantova. All'inizio di via Santa Caterina, troviamo Palazzo de’ Pizzini - di Lenna che ha riservato il piano terra al Museo del Pianoforte, con un'esposizione permanente di pianoforti antichi della collezione della pianista bulgara Temenuschka Vesselinova.

Temenuschka Vesselinova suona per "Girovagando" (foto Agh)
 
Museo del Pianoforte Antico (foto Agh)   Frenzel, 1840 ca. (foto Agh)

 
Bechstein, 1870 ca. (foto Agh)  
 
Pianino da viaggio (seconda metà del XVIII°sec.)  
 
Pleyel 1836 e Fritz 1823 (foto Agh)  
 
Pleyel 1875 ca. (foto Agh)  
 
Pianino per bambine, all'interno sotto al coperchio c'è tutto l'occorrente per cucire! (foto Agh)  
Museo del Pianoforte

Il Palazzo De' Pizzini Von Höchenbrunn - di Lenna ( XVII °– XVIII °sec. ), sede del Museo del Pianoforte Antico e Accademia Internazionale di interpretazione musicale su strumenti d’epoca, conserva inalterata l’affascinante cornice che da metà del ‘600 ha destato l’ammirazione di artisti, nobili, prìncipi e persino sovrani, i quali, durante i loro viaggi tra l’Italia e l’Austria, vi sostarono. Così Carlo III (1708) e Carlo VI (1714) Re di Spagna, Napoleone Bonaparte (1796) e Wolfgang Amadeus Mozart che “vi fece musica” nei suoi tre viaggi verso l’Italia (1771, 1772, 1773). E proprio alla musica sono dedicate le sale di pianoterra, sede di un’importante collezione della pianista Temeunuschka Vesselinova. Sono pianoforti dei tempi di Mozart, Beethoven, Schubert, Chopin e Liszt, che, restaurati nel loro antico splendore, offrono l’opportunità di ascoltare le magiche atmosfere di quei tempi. Temenuschka Vesselinova, concertista di vaglia, ora si dedica prevalentemente allo studio dell'interpretazione musicale su strumenti antichi. Ci riceve, con squisita gentilezza e disponibilità, per illustrarci i pezzi rari del museo, veramente unico nel suo genere. Prevale la scuola viennese (Stein, Walter, Bohm, Dorn, Graf) ma anche quella francese (Pleyel, Erard) e alcuni strumenti di fine secolo come i pianoforti Bechstein e Steinway. Nata a Schumenn in Bulgaria, dove ha ricevuto i primi insegnamenti di pianoforte, Temenuschka Vesselinova ha dimostrato presto un eccezionale talento musicale, dando il suo primo concerto all’età di otto anni. Nel 1968, dopo il periodo di formazione a Sofia, si è stabilita in Italia. Allieva di Maria Tipo, ha ottenuto il diploma “cum laude” al Conservatorio di Firenze. L’interesse per lo studio della prassi esecutiva con strumenti storici l’ha condotta in Belgio, dove si è diplomata in clavicembalo con “Premier Prix”, sotto la guida di Robert Kohnen (Conservatorio di Mons). A numerose tournée come solista, alterna l’insegnamento di pianoforte principale al Conservatorio di Vicenza presso il quale tiene il corso quinquennale di Pianoforte storico. Utilizzando strumenti d’epoca (originali o copie) ha inciso l’integrale delle Sonate per fortepiano di Wolfgang Amadeus Mozart (Accent, Belgio) e l’integrale delle Sonate per fortepiano e violino dello stesso Autore, con la violinista Chiara Bianchini (Harmonia Mundi, Francia). Per la casa editrice Carisch di Milano ha curato l’edizione Urtext delle Sonate per fortepiano di W. A. Mozart. Ha fondato ad Ala (Trento) il “Museo del Pianoforte Antico” e l’Accademia Internazionale di interpretazione musicale su strumenti d’epoca”. Temenuschka ci concede il previlegio di ascoltarla in alcuni pezzi al pianoforte, nonostante le condizioni ambientali non siano delle migliori con cameraman e fotografo che si muovono attorno per le riprese... Il museo apre la prima domenica di ogni mese, le visite per gruppi vanno concordate telefonando. Esiste anche un ricco catalogo Rifiorir di antichi suoni in italiano-tedesco e francese-inglese che può essere richiesto direttamente oppure all'editore Osiride (viale della Vittoria 15, Rovereto (TN) mail osiride@osiride.it).

 
Tre brani audio

Per gentile concessione, ecco 3 brani audio (in modalità streaming) tratti dal cd Rifiorir di Antichi Suoni del "Museo del Pianoforte Antico", eseguiti da Temenuschka Vesselinova

C. Czerny - variazioni Op. 12 su "Wiener Trauer-Walzer" di Schubert
Chopin - Preludio Op. 28 n. 7
Chopin - Notturno Op. 9 n. 2

Temenuschka Vesselinova (foto Agh)

Museo del Pianoforte Antico
via Santa Caterina,1
38061 Ala (TN)
tel. 0464 670636 / Fax 0464 674598
museopiano@tin.it

Affresco del Fattori nella cupola della chiesa di S. Maria Assunta (foto Agh)
Chiesa di S. Maria Assunta (foto Agh)

 
Rievocazione in costume (foto Agh)  
 
Armando Migliarini (foto Agh)  
"Ala Città di velluto"

Alla riscoperta della sua origine e della sua storia, Ala fa rivivere ogni anno la sua '"età d'oro" quando i suoi meravigliosi velluti erano esportati e conosciuti nel mondo: durante l’estate la città organizza una serie di manifestazioni, denominate appunto "Ala Città di Velluto", con l’allestimento di spettacoli che fanno sosta nelle vie del centro storico, nelle splendide cornici dei palazzi settecenteschi che accolsero principi e regnanti, con artisti e musicisti di fama internazionale. Attori, musici e cantanti raccontano ai visitatori quest'epoca perduta. I palazzi signorili e le corti sono animati dagli antichi mestieri di un tempo, le guide in costume accompagnano i turisti nelle visite nel centro storico, mentre nelle antiche locande allestite per l’occasione, valenti cuochi ripropongono i piatti tipici della cucina settecentesca. Si possono così ripercorrere nella memoria i gesti e i movimenti della produzione artigianale dei tessuti: la battuta del telaio a mano e la rincorsa della spoletta, le operazioni sapienti per controllare la lama tagliente che scorreva in una scanalatura di ferro e che poteva, in un istante, tagliare il pelo, originando la tradizionale morbidezza di questo tessuto unico, o recidere il panno e rovinarlo irreparabilmente. Osservare le filatrici nel taglio deciso del velluto significa partecipare ad un rito antico: i gesti leggeri sono quasi impercettibili ma allo stesso tempo semplici, essenziali e definitivi, guidati da un’abilità ereditata nei secoli. Nella puntata in tv, l'Associazione Culturale Vellutai Città di Ala, guidata da Valentina Lanz, esegue un balletto in costume.

www.cittadivelluto.it

Componenti dell'Associazione Culturale Vellutai Città di Ala (foto Agh)
 
Valentina Lanz, pres. Ass. Vellutai Città di Ala   Giovanna Campolattano (foto Agh)
Gruppo in costume dell'Associazione Culturale Vellutai Città di Ala, clicca per ingrandire (foto Agh)

   
Alla trattoria "La Luna Piena"   L'interno (foto Agh)  
   
La tavolata (foto Agh)   Carpaccio salmistrato (foto Agh)  
   
Orzetto (foto Agh)   "Majere " de La Cadalora (foto Agh)  
   
Pinòt grigio "Roeno" (foto Agh)   Sella di coniglio con polenta  
   
Tavolata coi piatti tipici (foto Agh)   Tiziano Tomasi e Cristina Fugatti  
 
Ivan De Biasi (al centro) con i cuochi Stefano Tomasi e Michele Peroni  
A tavola: ristorante-trattoria "La Luna Piena"

Nel centro storico di Ala, all'interno di un caratteristico cortile, c'è il ristorante trattoria "La Luna piena" di Ivan De Biasi, chef e titolare, che lo gestisce con la collaborazione di Paolo Patanè ed i cuochi Stefano Tomasi e Michele Peroni. Il locale è molto bello e accogliente, la cucina propone i piatti tipici trentini e le specialità locali. Tra queste una speciale carne salada, che è differente da tutte le altre perché è di maiale anziché di manzo: messa in salamoia con sale, pepe e spezie, viene lasciata "riposare" per circa 40 giorni, e quando si cuoce diventa bianca., Altre specialità tipiche di Ala sono il baccalà, il coniglio e lo spezzatino; come dolci le crostate e lo strudel. I vini che si coltivano in zona sono principalmente il Marzemino, lo Chardonnay, il Pinot Grigio e, più di recente, il Müller Thürgau. Noi abbiamo degustato un antipasto di carpaccio salmistrato con Marzemino della Cantina Sociale di Ala, l'orzetto abbinato al Pinot Grigio "Terra dei Forti", gli strangolapreti con lo Chardonnay, la carne salada con patate saltate alla trentina con il vino Roeno. Per secondo la sella di coniglio con polenta "rivisitata" da "La Luna Piena", con vino rosso Majere, quindi per finire il dolce tipico: lo strudel con il vino passito "Cristina". In occasione del pranzo incontriamo Tiziano Tomasi, produttore di vini con l'azienda agricola La Cadalora nella frazione di S.Margherita, che ci ha presentato la sua produzione: lo Chardonnay 2004, il Pinot Grigio che è una delle varietà più caratteristiche, quindi il Majere Rosso 2001, ottenuto con un'antica varieta locale detta "Casetta". Infine con Cristina Fugatti, titolare dell'Azienda agricola Roeno, "sconfiniamo" tra gli amici produttori di vino veneti: notevole, tra gli altri, il vino passito "Cristina".

Trattoria "La Luna Piena"
via Carrera 7
38061 Ala (TN)
tel e fax 0464 / 673030
lunapiena@hotamail.com


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2010 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved


Le fonti storiche sono state tratte dal sito del Comune di Ala
Si ringrazia Bruno Tessadri per la documentazione, Paolo Fiorini per le foto del Museo della Parrocchiale

Liam Fenner (foto Agh)
  APT di ROVERETO
38068 Rovereto
Corso Rosmini 6/A
Tel. 0464 430363 | Fax 0464 435528
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Puntate precedenti in Vallagarina e zone limitrofe

  Autunno Trentino in Vallagarina
23 ottobre 2004
    Speciale Marzemino 2
18 ottobre 2003
             
  Speciale Marzemino 1
11 ottobre 2003
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12 luglio 2003
             
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  Biotopo Lago di Cei
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    Valle di Gresta
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Istituzioni
Comune di Ala | Statuto
Comprensorio del C10 della Vallagarina
www.corocittadiala.it
Cassa Rurale della Bassa Vallagarina
Città di Ala da Enrosadira
www.cittadivelluto.it

Associazione Culturale Vellutai Città di Ala
Valentina Lanz tel 348 / 2345809
Teresa Brusco tel. 349 / 1986888

Attività Culturali
P.zza san Giovanni, 1
Tel e Fax 0464-674068
cittavelluto@tin.it

Pesca

Spinning on line itinerario sull'Adige nella Bassa Vallagarina

Musica

 
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Per gentile concessione, ecco 3 brani audio (in modalità streaming) tratti dal cd "Rifiorir di Antichi Suoni" del Museo del Pianoforte Antico, eseguiti da Temenuschka Vesselinova

C. Czerny - variazioni Op. 12 su "Wiener Trauer-Walzer" di Schubert
Chopin - Preludio Op. 28 n. 7
Chopin - Notturno Op. 9 n. 2

Museo del Pianoforte Antico
via Santa Caterina,1
38061 Ala (TN)
tel. 0464 670636 / Fax 0464 674598
museopiano@tin.it

Mozart Ways Mozart a Rovereto e in Vallagarina | pdf

A tavola

Trattoria "La Luna Piena"
via Carrera 7
38061 Ala (TN)
tel e fax 0464 / 673030
lunapiena@hotamail.com


La Cadalora azienda agricola
Azienda Agricola Roeno