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| Imperial Grand Hotel, a Levico (foto Agh) |
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| Stefano Ravelli, direttore APT |
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Monica Morandini, vicedirettore APT |
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Levico e le sue Terme
Il nome del paese di Levico evoca subito
la parola magica: terme. Le acque minerali
di Levico infatti sono conosciute fin dal XVI secolo e, durante la "Belle
Epoque", il periodo di massimo fulgore, il fior fiore della società
europea si ritrovava negli hotel di Levico e di Roncegno
per le cure termali. Oggi le Terme di Levico,
grazie alle acque dalle caratteristiche uniche
in Italia e forse in Europa per l'alta concentrazione di sali di ferro e
arsenico, sono tra le mete turistiche più ambite della regione. Oltre
alle cure termali il paesaggio circostante con il lago e la montagna offre
tantissime attrattive, di cui potete trovare un'ampia sintesi nelle precedenti
puntate.
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| Grand Hotel Terme (foto Agh) |
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| La statua all'ingresso (foto Agh) |
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Grand Hotel Terme
Visitiamo la splendida struttura del Grand Hotel
Terme, oggi "Imperial Grand Hotel", simbolo della fama
internazionale raggiunta da Levico Terme all’inizio del secolo. Il
suo nome è strettamente legato alla figura di Giulio
Adriano Pollacsek, originario di Berlino Charlottenburg, laureato
in filosofia, imprenditore e abile uomo d’affari. Pollacsek giunse
nella cittadina nel 1894, anno in cui Levico fu elevata al rango di città
dall’imperatore d’Austria Francesco
Giuseppe. Dal 1860 esisteva già la Società
Balneare, costituita da un gruppo di cittadini levicensi, che però
secondo Pollacsek era ben lungi dall'esprimere tutte le sue potenzialità.
Nel 1895 costituì una prima società, la Levico
Vetriolo-Heilquellen. Nel 1896 fu inaugurata
la linea ferroviaria della Valsugana, avvenimento che diede nuovo
impulso ai piani di Pollacsek che trasformò letteralmente l'assetto
della cittadina, dotandola di un vero impianto urbanistico e di lussuosi
stabilimenti termali. Sorse la stazione
dei treni, con accanto lo stabilimento
per l'imbottigliamento delle acque minerali, fu tracciato lo scenografico
viale d'accesso alle terme, un tempo elegante passeggiata rallegrata dal
verde, furono costruiti l'edificio delle terme e il Grand Hotel al centro
di un parco che, nella sua magnificenza e nella grande varietà di
essenze (cedri, pino strobo, tigli, abeti del Colorado) costituisce tuttora
la maggior attrazione della cittadina. Una nuova carrozzabile, molto panoramica,
congiunse Levico e Vetriolo. La costruzione delle terme, dell'hotel, del
padiglione ristorante e della palazzina per gli uffici della direzione fu
affidata agli architetti tedeschi Stahn
e Bosran, che adottarono gli standard europei
dell'architettura termale dell'epoca, con eleganti cancellate in ferro battuto,
solenni colonnati, stucchi, fontane.
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| L'ingresso al Parco (foto Agh) |
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La vecchia insegna (foto Agh) |
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| Foto d'epoca |
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Foto d'epoca |
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| Foto d'epoca |
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Foto d'epoca |
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| Stazione ferroviaria di Levico |
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Il parco progettato da Giorgio Ziehl |
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| Stabilimento termale a fine '800 |
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Il grande viale alle terme |
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| Villa Paradiso nel Parco di Levico |
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Viale del lido, 1910 |
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Pollacsek acquistò dei terreni anche
a Vetriolo dove, nel 1897, diede il via
ai lavori per la costruzione di un nuovo stabilimento: ottenne quindi dal
Comune di Levico l’affittanza delle sorgenti minerali per 40 anni.
Il suo obiettivo era di lanciare Levico come luogo di cura a livello internazionale
e di commercializzare le acque minerali. Il grande e meraviglioso parco
fu disegnato e realizzato da Giorgio Ziehl di
Norimberga, giardiniere di rango. Si apriva così una fase nuova per
Levico, che grazie alle sue Terme sarebbe diventata in pochi anni una località
prediletta dal turismo d’elite internazionale. Il 12 giugno 1900 l’arciduca
d’Austria Eugenio visitò in anteprima il nuovo stabilimento
e l’hotel. Il 16 giugno vennero ufficialmente inaugurate le nuove
terme. Il Grand Hotel fu subito annoverato tra le migliori strutture a livello
europeo nel suo genere. Il settore per le cure era dotato di sale per bagni,
idroterapia, ginnastica svedese, bagni di sole, bagni idroelettrici, elettroterapia,
Roentgen terapia e ospitava ambulatori medici ben attrezzati e laboratori
chimici. Cesare Battisti nella sua “Guida di Levico” del 1907,
scriveva che l’albergo rivaleggiava vantaggiosamente con gli hotel
più in voga di allora: era dotato di due ascensori elettrici, riscaldamento
a vapore, e disponeva di 70 elegantissime cabine per bagni e di 100 camere
oltre a numerose sale. Oggi il Grand Hotel è proprietà
della Provincia Autonoma di Trento che lo ha ristrutturato completamente
riportandolo all’antico splendore.
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| ll vecchio caffè alla stazione
(foto Agh) |
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| Imperial Grand Hotel a Levico (foto Agh) |
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| Salone da pranzo (foto Agh) |
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Salone (foto Agh) |
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| La piscina (foto Agh) |
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Zona relax (foto Agh) |
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Imperial Grand Hotel
Vediamo più da vicino quali sono le cure possibili presso il centro
benessere Resort & Spa “Principessa
Sissi" di Imperial Grand Hotel. Gli stati
di ansia risultano fra i più comuni disturbi psicologici nella
generalità della popolazione: alcune forme sono caratterizzate da
grave ed intensa sofferenza, tali da compromettere addirittura una vita
normale. Le acque minerali di Levico
Le acque minerali di Levico, che sgorgano a 1.582 m di altitudine dal Monte
Panarotta, sono classificate fra le arsenicali
- ferruginose per la presenza di arsenico e di un elevato contenuto
di ferro, componenti che determinano un’azione
sedativa sul sistema nervoso attraverso un meccanismo antiossidante.
Usate soltanto come bagni (balneoterapia), leniscono o risolvono, sulla
base di approfondite ricerche condotte da prestigiose Università
italiane, forme ben individuate di stati ansiosi.
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| Trattamento "Hot stones"
con la bravissima fisioterapista Mara (foto Agh) |
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| Zona relax (foto Agh) |
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Milena e Victoria (foto Agh) |
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| Aerosol (foto Agh) |
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Sala trattamento in stile liberty |
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| Fangoterapia (foto Agh) |
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Fangoterapia, bagno finale (foto Agh) |
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| Massimo relax (foto Agh) |
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Recenti indagini hanno confermato l’efficacia delle acque termali
di Levico nelle affezioni delle alte vie respiratorie,
grazie all'importante azione antinfiammatoria e antibatterica dovuta alla
presenza di ione solforico e fosforico. Sono pertanto anche un valido presidio
nella prevenzione e nella cura delle affezioni
infiammatorie dovute ad agenti inquinanti come smog, fumo. Particolarmente
efficaci sono i trattamenti fangoterapici,
indicati per il trattamento di malattie reumatiche
dell’apparato locomotore: artrosi primarie e secondarie, reumatismi
neuro-distrofici e psicosomatici, artriti reumatiche e psoriasiche in fase
quiescente, esiti di malattia reumatica, postumi di fratture. Le acque termali
possiedono una comprovata efficacia nella soluzione delle affezioni
della tiroide, della pelle, nonché
delle malattie ginecologiche. Ai trattamenti
tradizionali si aggiungono le cure fisioterapiche,
massaggi shiatsu e innovativi programmi
mirati al recupero delle energie vitali e del benessere psico-fisico. Le
Terme di Levico sono convenzionate con il Servizio
Sanitario Nazionale per le cure termali inalatorie, balneoterapia,
fango-balneoterapia, fangoterapia, irrigazioni vaginali. La convenzione
prevede l’erogazione di un ciclo di cure gratuite (o con pagamento
di un ticket per i non esenti), a seguito di presentazione da parte dell’assistito
di proposta rilasciata dal medico di base, attinente le patologie che possono
trovare beneficio dalle cure termali. Il Centro dispone di 40 cabine per
Bagni Termali e fanghi, Sale Massaggi e Reazione, Sala Inalazioni, Centro
Medico, Cure Estetiche, Palestra, Piscina termale con idromassaggio.
Le
acque termali e relative applicazioni
Imperial Grand Hotel
Resort & Spa “Principessa Sissi” - centro benessere
Via Silva Domini, 1 38056 Levico Terme (Trento)
Tel. +39 0461 706104 Fax +39 0461 706350 Prenotazioni 800 265211
www.imperialhotel.it
| info@imperialhotel.it
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| Germani reali sul lago di Levico
(foto Agh) |
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| Ortinparco 2005 (foto Agh) |
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Pier Dal Rì (foto Agh) |
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Ortinparco 2005, la "Festa degli Orti"
Levico Terme, Valsugana
22, 23, 24, 25 aprile 2005
Nella magnifica cornice dello storico Parco delle
Terme di Levico, simbolo della cittadina termale con la sua aerea
di oltre 12 ettari e con piante alpine ed esotiche, dalla sequoia gigante
alla magnolia, dal cedro dell'Himalaya all'acacia, dal Gynkgo biloba all'abete
del Canada, ritorna la festa che saluta l’arrivo
della primavera: ovvero Ortinparco,
la "Festa degli Orti", quest'anno alla seconda edizione dopo il
grande successo dell'anno scorso. Ce ne parla Pier Dal Rì, dirigente
del Servizio Ripristino
e Valorizzazione Ambientale della Provincia
autonoma di Trento.
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| Fantastica "scultura" di
ortaggi a "Ortinparco" (clicca per ingrandire), a Levico
Valsugana (foto Agh) |
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| La ricostruzione di un bellissimo
orto (foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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La festa degli orti
"Coniugando fantasia, economia e qualità della spesa" dice
Dal Rì, "Ortinparco offre a
tutti la soluzione per realizzare un piccolo sogno,
reso quasi impossibile oggi dai modelli di vita dell’era moderna:
coltivare un piccolo fazzoletto di terra,
far osservare ai bambini giorno per giorno il crescere d’una pianticella
(il miracolo della vita, dalla semina al raccolto) magari realizzando sul
balcone di casa un piccolo “orto verticale”
a parete, oppure una terrazza orto". Una quarantina di ditte espositrici
proporrà le soluzioni ideali, dalla
piccola cassettina nella quale far crescere basilico e rosmarino, all’attrezzatura,
all’artigianato specifico, alle tecniche di conservazione delle produzioni,
alle sementi di verdura (perfino quelle da utilizzare come decorazione)
per fare il proprio piccolo orto anche in città:
con finalità anche terapeutiche –è facile immaginare
come il trafficare un’oretta al giorno fra annacquare e curare la
propria piantagione privata, sicuramente comporti, oltre alla soddisfazione,
anche un benefico effetto relax– ed economiche, considerando le quotazioni
"stellari" della verdura al banco del negozio o del supermercato.
A completare questa panoramica sul lavoro nell’orto, ecco una bellissima
raccolta dei vari tipi di recinzioni fra
le più caratteristiche delle nostre vallate, e diverse di zona in
zona: dalle lastre di porfido (Valle di Cembra) a quelle di granito (Giudicarie
e Rendena) a quelle in assicelle di legno (alta Valle di Non), alle più
diffuse in sterpi piegati e posti a barriera e difesa delle verdure negli
orti collocati all’aperto, e quindi accessibili anche agli animali
selvatici come volpi, caprioli e lepri, che hanno ciascuno un proprio “boccone
preferito”, come documentato tra l'altro tramite una inedita serie
di cartelloni didattici. Molte le manifestazioni collaterali: corsi su lavorazione
e conservazione dei prodotti dell’orto, laboratori di composizioni
floreali con ortaggi, frutta e materiali vegetali del parco, corsi
creativi per bambini e seminari a tema. Particolarmente interessante
anche la tematica dell'ortoterapia
per il miglioramento della salute psicofisica, con particolare riferimento
alle persone disabili.
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| Uno dei magnifici orti di Ortinparco
2005 (foto Agh) |
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| L'ingresso della "Vecchia Fontana"
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La sala da pranzo (foto Agh) |
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| Manuela Paoli con Marco Niego (foto Agh) |
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| Antipasto (foto Agh) |
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Zuppa di porcini (foto Agh) |
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| Marzemino d'Isera (foto Agh) |
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Rufioi della Valle dei Mocheni |
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| Costolette di agnello (foto Agh) |
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Sformatino alla crema al whisky |
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A tavola, alla "Vecchia Fontana"
Per pranzo siamo attesi alla Vecchia Fontana,
uno dei migliori ristoranti di Levico. La gentilissima Manuela Paoli, di
S. Orsola (Valle
dei Mocheni), che lo gestisce insieme al marito, lo chef Marco Niego,
originario di Panchià (Fiemme), ha iniziato questa attività
a 14 anni e può quindi vantare un'esperienza di prim'ordine. Dopo
aver frequentato la scuola alberghiera a Trento "al Bellevue",
ha iniziato una lunga e dura gavetta fatta di "stagioni" in varie
valli del Trentino, poi aprendo un proprio ristorante sul lago
di Garda, gestendo quindi vari ristoranti come il West Garda Hotel,
il West Garda Porto, quindi cambiando completamente orizzonte spostandosi
in montagna, prima in Val di Fiemme e poi
in Val di Fassa. Inizialmente Manuela si
occupava solo della cucina, perché affrontare i clienti in sala -parole
sue- la terrorizzava. Finché un giorno fu quasi obbligata a servire
un buffet. Vinta la paura, si rese conto che il contatto coi clienti non
era poi così terribile, e anzi le piaceva moltissimo. Si appassionò
ancor più al suo lavoro, che dopo tanti anni fa ancora con grande
dedizione. Da qualche anno è a Levico, alla Vecchia Fontana"
che ha rilevato rivoluzionando l'impostazione del locale. La cucina è
quella regionale trentina (vedi primi
e secondi), con i migliori piatti tipici delle nostre valli, la pasta
fatta rigorosamente in casa. Noi abbiamo degustato piatti veramente ottimi,
tra i quali segnaliamo: zuppa di porcini,
costolette di agnello con asparagi freschi
in salsa bolzanina, ciaroncìe di Moena
(ravioli di patate con ripieno di erbette prative), Rufioi
della Valle dei Mocheni (ravioli ripieni di verza al profumo di cannella),
lepre al pinot nero e polenta fatta con farina di Storo. I dolci,
splendidi: budino di riso con frutti di
bosco, sformatino caldo alla crema al whisky.
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| Ristorante "Vecchia Fontana":
una tavolata di piatti a base di mele trentine (foto Agh) |
Vecchia Fontana
Piazza Venezia 5, Levico (TN)
tel. e fax 0461 / 706366 |
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| Ingresso del Palalevico (foto Agh) |
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Massimo Oss, pres. APT (foto Agh) |
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Inaugurato il "Palalevico"
Il più grande centro congressi del Trentino, il Palalevico,
è stato inaugurato sabato 16 aprile. Abbiamo perciò fatto
volentieri una visita, accompagnati dal presidente dell'APT Massimo Oss,
a questa struttura nuova di zecca. Si tratta di un modernissimo
centro polifunzionale: dispone di una sala
da 1.400 posti che può essere suddivisa in una sala da 800
posti e una da 400, a suo volta sdoppiabile in due sale da 180 posti, oltre
a sale più piccole da 100–150 posti. Il tutto è dotato
di impianti acustici, supporti multimediali, spazi espositivi, sala stampa,
hall per i servizi di reception, informazioni e guardaroba. Il Palalevico
resta comunque una realtà profondamente legata al suo territorio:
anche i piccoli gruppi e le associazioni potranno contare su propri spazi
per le loro attività.
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| Il workshop "Good Buy Trentino" |
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Good Buy Trentino (foto Agh) |
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| Un momento di "Good Buy Trentino" (foto Agh) |
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Il Centro Congressi
Il Palalevico si caratterizza per la splendida cornice in cui è inserito,
a pochi passi dal lago e immerso nel verde.
Nato a seguito dell’accordo tra Provincia
autonoma di Trento, il Comune
di Levico Terme, l’Associazione
Albergatori, l’Unione
Commercio e la locale Azienda
per il Turismo, è gestito dalla Palalevico srl, che si propone
di promuovere il nuovo centro congressi per le positive e indubbie ricadute
sul territorio. Il Palalevico, grazie alla vicinanza
con Trento e Bassano, è senza dubbio un polo di attrazione
assai interessante per le attività congressuali ma anche per spettacoli
ed eventi di rilievo. Il 21 e 23 aprile è iniziata alla grande l'attività
con "Good
Buy Trentino", un workshop riservato ad operatori turistici provenienti
da tutta Europa. Nel mese di ottobre è previsto un Convegno
sul Termalismo mondiale.
Info Palalevico
Azienda per il Turismo Valsugana Vacanze
Villa Sissi – Loc. Parco, 3
38056 Levico Terme
tel. 0461 706101 - fax 0461 706004 - n.verde 800 018925
www.valsugana.info
| info@valsugana.info |
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| Aiuola fiorita di pratoline (Bellis
Perennis) nel parco di Levico (foto Agh) |
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| Un'immagine del documentario girato da Fulvio de Martin
Pinter |
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Il ritorno del cervo a Paneveggio
Nel corso della puntata vedremo un estratto del documentario del
regista Fulvio De Martin Pinter di Moena
intitolato La storia del ritorno
del cervo a Paneveggio (Val di Fiemme), prodotto dall'Ente
Parco Naturale Parco di Paneveggio - Pale di S. Martino e Servizio
Foreste e Fauna della Provincia
Autonoma di Trento. Una storia sospesa fra realtà e fantasia,
perché qui il cervo è vissuto per secoli e millenni, poi scomparve
e vi fece ritorno in tempi recenti in circostanze singolari che meritano
di essere raccontate. Una storia bella e a lieto fine, ambientata nella
foresta che ha per protagonisti il cervo e l’uomo... [leggi
tutto]
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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o foto salvo esplicita autorizzazione
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| Ortinparco 2005 (foto Agh) |
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