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valle di sole - PARCO DELLO STELVIO
L'accesso al Parco dalla Val di Peio - 28 maggio 2005
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Valle di Peio (foto Agh)

Questa puntata si svolge in Val di Sole, nel Trentino nord-occidentale. Due splendide convalli si inoltrano nel Parco Nazionale dello Stelvio: una è la Val di Rabbi (Girovagando del 31 luglio 2004) che abbiamo visitato l'anno scorso, l'altra è la Val di Peio, che vi presentiamo oggi, dove è stata realizzata la nuova splendida sede del Parco a Cogolo.

 
Cascate del Saènt in Valle di Rabbi (foto Agh)  
   
Pierantonio Cristoforetti, sindaco di Malé (foto Agh)   Franca Penasa, pres. Comitato Trentino del Parco dello Stelvio  
Il settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio

ll Parco Nazionale dello Stelvio è stato istituito nel 1935 ed è perciò uno dei parchi storici italiani. E' una
grande area protetta nel cuore delle Alpi Centrali, si estende in ventiquattro comuni nelle province di Trento, Bolzano, Brescia, Sondrio: 135.000 ettari di superficie, una notevole varietà della componente faunistica, oltre 2000 specie floristiche, 1.500 chilometri di sentieri, uno sviluppo altimetrico che corre dai 690 m dell'abitato di Laces sino ai 3905 m dell'Ortles. La parte trentina del parco comprende le valli di Peio e Rabbi, collaterali della Val di Sole. Un ambiente integro in cui le radici rurali si notano nelle architetture dei piccoli villaggi aggrappati alle pendici della montagna. Di rilievo anche l'antica tradizione termale delle sue fonti, che abbiamo documentato nella puntata di Girovagando del 31 luglio 2004, dedicata alla Valle di Rabbi.

Alta Valle di Peio (foto Agh)

   
Una guardia forestale (foto Agh)   Marmotta (foto Parco)  
 
Scalinata dei larici monumentali in Val di Rabbi (foto Loriz)  
Visitare il parco

Le
visite guidate sono curate dalle Guide Parco, figura professionale specializzata a cui è affidato il servizio d’accompagnamento per garantire la completa sicurezza abbinata ad una corretta informazione didattica lungo gli itinerari naturalistici e culturali. Le proposte di visita al parco sono moltissime e concepite sia per gli adulti che per i ragazzi. Tra quelle più allettanti spiccano certamente i trekking di più giorni con sosta nei numerosi rifugi d'alta quota, fiore all’occhiello dell’offerta turistica locale. Si tratta di uscite di gruppo a tappe, con partenza in Val di Rabbi ed arrivo in Val di Peio, che conducono nella magica dimensione dei ghiacci, lungo facili creste tra scenari spettacolari. I rifugi Larcher (2607 m), Mantova al Vioz (3535 m), Martello ai piedi del Monte Cevedale, Doss dei Cembri (2450 m), Dorigoni (2436 m) sono i punti d'appoggio logistici che rendono confortevole il pernottamento in quota. Per gli escursionisti meno esperti sono previste passeggiate nella natura alla scoperta della flora, oppure panoramici percorsi fra larici secolari accompagnati da un'esperta in dendrocronologia (scienza che studia l'accrescimento delle piante arboree). Tutti le informazioni e i dettagli sulle molte attività nel Parco si trovano sul sito ufficiale www.stelviopark.it.

Nella sezione escursioni del nostro sito il resoconto fotografico di una gita alla
Scalinata dei larici secolari in Val di Rabbi

Bellissima foto che documenta un "decollo" sulla neve (foto Longhi)

 
Il Centro faunistico di Peio (foto Agh)  
   
Centro faunistico (foto Agh)   Il percorso è adatto ai disabili  
 
Claudio Marini e Franco Longhi, responsabili del centro faunistico (foto Agh)  
La nuova Area Faunistica di Peio

E' un piccolo paradiso verde poco a valle del paese. Claudio Marini e Franco Longhi, sono i responsabili che ci accompagnano gentilmente per una visita. Il centro ospita cervi e caprioli che, senza timori, lasciano il bosco per avvicinarsi agli escursionisti. Questo fenomeno si deve al cosiddetto imprinting (parola inglese che significa "impronta") di Konrad Lorenz, scienziato austriaco fondatore dell'etologia. Egli scoprì che il modello di comportamento degli animali viene assimilato nei primi giorni di vita imitando i genitori o, in mancanza di questi, adottando come tali animali anche di altre specie, come gli esseri umani. Gli animali dell'area faunistica, attualmente 21 cervi, 1 camoscio e 3 caprioli, sono animali nati in cattività o che sono stati investiti, feriti o abbandonati. Sono stati salvati dagli operatori del parco e reinseriti nella natura in un'area protetta. Un animale nato in cattività non avrebbe alcuna possibilità di sopravvivere, perciò qui, nell'oasi, può vivere bene lontano da pericoli, assolvendo un'importante funzione didattica in cambio, per così dire, di vitto e alloggio assicurati. Franco Longhi, responsabile degli animali, ha dato un nome a ciascuno. "Non sono bestie troppo intelligenti" dice "tuttavia ti riconoscono, capiscono quando gli porti da mangiare o li chiami per nome".

Lo spettacolo dei cervi a pochi metri (foto Agh)

Desta viva impressione poter accarezzare un maestoso cervo che se ne sta tranquillo a pochi centimetri. "Le corna del cervo" dice Franco "sono costituite da un vero osso e sono dunque materia viva. Sono chiamate palchi e sono una caratteristica della famiglia dei cervidi. I palchi cadono e ricrescono ogni anno e sono gli ormoni sessuali che regolano questo fenomeno. Il cervo li perde fra gennaio e aprile e ricrescono fra marzo e luglio.

 
Cervo con il palco in crescita (foto Agh)  
 
Franco Longhi con un grosso cervo (foto Agh)  
Durante la crescita sono ricoperti da una peluria ricca di vasi sanguigni (il basto o velluto) atta al trasporto delle sostanze costituenti il futuro trofeo. Sotto il basto si svilupperà dapprima l'impalcatura che verrà successivamente consolidata. I punti di crescita, come una pianta, si trovano sulle punte dei palchi. Quando i palchi sono completamente sviluppati la membrana pelosa che forma il basto muore. Normalmente la crescita del trofeo dura circa 4 mesi e il palco viene pulito dal basto mediante lo sfregamento contro piante, sassi ecc., dalla fine di giugno all'inizio di agosto. In quest'oasi riservata agli ungulati il visitatore, osservando da vicino gli animali ed il loro comportamento, riallaccia quel contatto con la natura che gli permette di capire meglio il mondo della natura. La "Casa dei Cervi" è dotata di un moderno punto informativo e di un caratteristico centro visite. Una parte dell'allestimento è realizzato in forma ludica per i più piccoli ed i ragazzi, con speciali visori e giochi di abilità. Pannelli descrittivi indicano le caratteristiche delle specie faunistiche presenti nell'area protetta, i loro ritmi biologici, le abitudini e l'adattamento ai rigori della stagione invernale. Nel moderno centro visita un grande plastico riproduce in scala il territorio del settore Trentino del Parco Nazionale dello Stelvio. Vette, fiumi, strade, boschi, paesi sono segnalati con cura per fornire utili indicazioni sulla morfologia e la dimensione geografica. L'itinerario di visita è percorribile anche dai disabili.

   
Sede del Parco a Cogolo (foto Agh)   La nuova sede (foto Agh)  
 
La sala congressi (foto Agh)  
La nuova sede del Parco a Cogolo di Peio

Il
Comitato di Gestione per la Provincia Autonoma di Trento del Parco Nazionale dello Stelvio dispone di una nuova sede inaugurata a Cogolo (Val di Peio) a fine gennaio 2005.
Visitiamo la bella struttura, ben inserita nel paesaggio, disposta su 4 piani nel centro del paese. Al piano terra il magazzino-garage e l'entrata che porta agli uffici, al primo piano la bellissima
sala congressi, l'ufficio del presidente e del dirigente ed una ampia segreteria. Agli uffici tecnici di conservazione ambientale e ragioneria è riservato il secondo piano mentre al terzo sono collocati la sala riunioni, l'ufficio stampa e quello relativo all'attività didattica. Infine gli spazi ricavati al quarto piano ospitano una piccola foresteria per dare alloggio agli ospiti del Parco.
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Parco dello Stelvio
Comitato di Gestione per la Provincia Autonoma di Trento
Via Roma, 65
38024 Cogolo di Peio (TN)
Tel. 0463 746121 - Fax 0463 746090
www.stelviopark.it | info.tn@stelviopark.it

Scorcio caratteristico della Val di Peio (foto Agh)

   
"La Segosta" a Malé (foto Agh)   Interno (foto Agh)  
   
Interno (foto Agh)   Tris di primi (foto Agh)  
   
Piatto "Segosta" (foto Agh)   Rita Endrizzi (foto Agh)  
A tavola: La Segosta

Per pranzo siamo a "La Segosta", un ristorante storico di Malé ricavato in una villa ottocentesca nel centro del paese. La "segosta" in dialetto trentino è la catena che regge il paiolo della polenta sul fuoco. Dagli anni '70 è gestito dalla famiglia Endrizzi, Fausto con la moglie Rita. Alla Segosta si può degustare un'ottima cucina regionale con piatti tipici della val di Sole. Noi abbiamo degustato un tris di primi con canederli di formaggio e funghi, tortelli di asparagi con salsa "supreme" (pollo e panna), cannelloni alla casalinga; quindi una specialità della casa, il "Piatto "Segosta", un piatto unico con capriolo, spezzatino, stinco di maiale, salsiccia nostrana, polenta, crauti e canederlo. Per dolce l'immancabile strudel con le mele Melinda, crostata di pere, crostata di mandorle, i frutti di bosco.

Ristorante "La Segosta"
Via Trento 59
Malé 38027
Tel. 0463 / 901390 - fax. 0463 / 900675
www.segosta.com

Baita sperduta (foto Agh)

   
Luciano Zanoni (foto Agh)   Il figlio Ivan (foto Agh)  
   
(foto Agh)   (foto Agh)  
Luciano e Ivan Zanoni, "la passione del ferro"

Pierantonio Cristoforetti, sindaco di Malé, ci porta a Caldes per farci conoscere quelli che sono l'orgoglio artistico della Val di Sole. Sono due fabbri: Luciano Zanoni e il figlio Ivan. Li conosciamo entrando nella loro grande officina ingombra di mille attrezzi strani, da minuscoli a mastodontici. Un antro grigio e fuligginoso d'altri tempi, in cui si pratica un lavoro antico e misterioso orami in via di estinzione. Luciano ha il fisico di come uno si immagina un fabbro. Piccoletto, robusto e tarchiato, due mani che sembrano badili. L'indole però tradisce una sensibilità d'animo inaspettata: per la natura, gli alberi, i frutti. Luciano è umile, modesto, ospitale, ciarliero. Non si dà arie, e ne avrebbe ben donde, come scopriremo più avanti. Suo papà Eugenio, a sua volta figlio di fabbri, era il fabbro del paese ed aveva una fucina sul Rio Caldo con ben sette magli. A quei tempi si estraeva il ferro nella miniera di Comasine, e l'attività principale era la produzione di attrezzi agricoli: vanghe, zappe, badili, picconi, aratri, insomma tutto ciò che si poteva fabbricare col ferro. Luciano ha ereditato "la passione del ferro", come dice lui. Negli anni 70, dopo un'attività lavorativa normalissima, tra alti e bassi, il colpo di fortuna che gli cambierà la vita.

Luciano Zanoni con un suo albero in ferro battuto (foto Agh)

"A Caldes veniva in vacanza il pittore Paolo Vallorz di cui ero e sono molto amico", dice Luciano "grazie al quale un giorno ho conosciuto lo scrittore Giovanni Testori. Vallorz a quel tempo era un po' in crisi, e si era appassionato all'artigianato e all'agricoltura. Io nel '79 avevo organizzato in valle una piccola mostra: delle semplici mele e pere in ferro. Testori ne fu talmente colpito che, tornato a Milano, il giorno dopo mi telefonò e mi disse che, se volevo, mi avrebbe organizzato una mostra. Accettai. Con mia grande sorpresa ebbe un grandissimo successo".

   
La sala esposizione (foto Agh)   (foto Agh)  
   
(foto Agh)   (foto Agh)  
   
(foto Agh)   (foto Agh)  
   
(foto Agh)   (foto Agh)  
   
(foto Agh)   (foto Agh)  
 
Luciano Da Canal con Ivan e Luciano Zanoni (foto Agh)  
L'arte del ferro

Dopo quella prima mostra ne seguirono altre, in Italia e all'estero, e la sua vita cambiò corso. Luciano si trovò di botto proiettato, lui anonimo fabbro della Val di Sole, in un mondo sconosciuto fatto di gallerie d'arte, tra critici, intellettuali, personaggi famosi. Espose anche a Parigi, e per un pelo non incontrò Mitterand che, estimatore delle sue opere, avrebbe voluto conoscerlo. Un giorno il gallerista che curava la sua mostra gli telefonò trafelato da Parigi di partire in fretta e furia, che l'indomani il presidente avrebbe visitato l'esposizione. Messo il "vestito buono" Luciano si precipitò nella capitale francese. Purtroppo l'incontro non ebbe luogo per via di un contrattempo del presidente. Qualche anno dopo capitò un altro grande colpo di fortuna: gli dissero che Bill Gates, nientemeno, voleva una sua scultura, un ulivo. Probabilmente uno dei suoi architetti, o forse Gates in persona, aveva visto le sue opere esposte in Francia. Luciano però non ne voleva sapere. "L'ulivo non c'entra niente con la Val di Sole, non lo faccio" disse risoluto. A convincerlo che rifiutare un'occasione simile era un'autentica follia, fu il giornalista Gianni Faustini, che si recò da Luciano. "Ma lo sai chi è Bill Gates?" gli disse. "Non mi interessa chi è, io ulivi non ne faccio" sbottò Luciano. Alla fine Faustini, dopo non poche resistenze, riuscì a convincerlo. Dopo mesi di studi preliminari, Luciano realizzò uno splendido ulivo in ferro battuto, tutto fatto a mano foglia per foglia, che ora si trova nella casa di Bill Gates. Pare che il magnate americano lo mostri con un certo orgoglio ai propri ospiti. Luciano spera un giorno di potersi recare negli Stati Uniti a casa di Gates, per vedere il suo ulivo e conoscere così l'illustre acquirente.

 
Opera di Ivan Zanoni (foto Agh)  
Il figlio Ivan, a differenza del padre, è un marcantonio alto un metro e novanta e con due spalle così: segue felicemente le orme paterne e, nonostante la giovane età, è già un artista con le idee piuttosto chiare. "Lavoro qui praticamente da sempre" dice "da quando sto in piedi. Ho sempre disegnato, lavorato il ferro". Ivan ha seguito però un percorso meno "naif". Ha frequentato la scuola d'arte di Trento che gli ha fornito una buona cultura artistica ed ora segue una propria evoluzione, distaccandosi decisamente dal lavoro di papà. "Mio padre non ha fatto scuole e lavora tutto a memoria, ma io non riesco a fare così: devo disegnare, analizzare, fare schizzi, bozzetti, studiarci sopra insomma, fino a che non riesco a tirare fuori quello che mi soddisfa". Ivan realizza soprattutto animali, con un linguaggio figurativo moderno ed originale.

Ivan Zanoni (foto Agh)

Luciano e Ivan Zanoni
fabbri - lavorazione del ferro
Loc. Caldes 159/B, 38022 Caldes (TN)
tel. 0463 / 901081

   
Enoteca Bruno Ravelli a Malé   Si prepara la merenda... (foto Agh)  
 
Prodotti tipici della Val di Sole (foto Agh)  
Enoteca Bruno Ravelli a Malé

La nostra giornata si conclude con una merenda tra amici all'Enoteca di Bruno Ravelli. Si tratta di un'enoteca storica, un tempo gestita da Bruno Casna di Malé, insignito della medaglia d'oro (1956) per la sua opera meritoria di antesignano nella diffusione delle cultura del vino in Trentino. L'enoteca fu rilevata quindi da Bruno Ravelli, che la gestisce tuttora, con mescita vini trentini e altoatesini, vendita da asporto, con attenzione particolare ai vini locali. Grazie ad alcuni amici del posto possiamo assaggiare vere prelibatezze: un formaggio stagionato di ben 6 anni, proveniente dalla malga Mondent, o malga di Arnago in val di Rabbi, gestita dal casaro Fiorenzo Marinelli. E' una rarità poter mangiare un formaggio così "vecchio" e soprattutto così buono: la stagionatura infatti richiede una cura assidua e del tutto particolare: la forma va mossa ogni giorno, inoltre temperatura, aria ed umidità del locale di stagionatura devono essere costantemente controllati. Nello stesso locale poi non devono esserci salumi, che possono rovinare la stagionatura del formaggio con sapori e odori "strani". La tavolata è completata da una forma di Casolét stagionato, un classico formaggio della val di Sole, in questo caso proveniente da Malga Alta di Bolentina, anch'esso stagionato: quindi dei salami nostrani fatti dai contadini, retaggio antico di quando, un tempo, quasi tutti avevano "il maiale in casa".

Enoteca Ravelli Bruno
Piazza Regina Elena 20
38027 Malé (TN)
tel. 0463 / 901210

Malga Saènt (foto Agh)

Rubrica: Agriturismo Trentino (3a puntata) | le altre puntate

  la vignetta di fabio vettori  
Il logo degli agritur trentini   La sigla con le formiche di Vettori  
   
(f. Videonews)   (f. Videonews)  
   
(f. Videonews)   Il trenino Trento_Malé (f. Videonews)  
 
Prodotti tipici in agritur (foto Videonews)  
Agriturismo nella valli di Non e Sole

Nel terzo appuntamento con l’Associazione Agriturismo Trentino (vedi elenco) andiamo a conoscere le aziende agrituristiche delle Valli del Noce. L’offerta agrituristica della Val di Non è tradizionalmente legata al pernottamento in appartamenti e in stanze. E' molto indicata per coloro che vogliono una vacanza in cui poter gestire liberamente la propria giornata e, nel contempo, soggiornare in ambienti accoglienti e famigliari, con la possibilità al mattino di degustare un'abbondante colazione tipica trentina, a base di dolci e di confetture fatte in case. Ci sono soluzioni adatte a tutti, anche ai disabili. L’ospite degli agritur nonesi ha la possibilità di conoscere in tutta tranquillità la valle percorrendo la nuovissima Strada delle mele e dei sapori delle Valli di Non e Sole, splendida soprattutto durante la fioritura dei meli. Si possono visitare castelli medioevali, percorrere comodi sentieri e incantevoli passeggiate nei boschi, mentre sui monti sovrastanti è possibile praticare escursioni più impegnative. Il bello di una gita è potersi fermare con calma per degustare i prodotti tipici della Valle come i salumi, i formaggi, il tortel di patate, e ovviamente le famosissime mele "dop", consumate fresche e utilizzate in ottimi dolci come lo strudel trentino. Seguendo il percorso del torrente Noce arriviamo in Val di Sole dove troviamo varie aziende agrituristiche pronte ad accogliere l’ospite con i prodotti ottenuti dal lavoro della terra. Anche la Val di Sole significa soprattutto relax, escursioni a piedi, in bicicletta e a cavallo. Di rilievo le possibilità di praticare la canoa e il rafting sul torrente Noce, uno dei più belli d'Italia per questi sport. Chi vuole fare una puntata nel capoluogo in Val D'Adige, a Trento, può farlo con il comodo trenino della Trento-Malè.

Associazione Agriturismo Trentino
Via J. Aconcio, 13 – 38100 Trento
Tel. 0461 / 235323 - fax. 0461 / 235333
Associazione Agriturismo Trentino
| info@agriturismotrentino.com

   
Il logo delle Osterie Tipiche Trentine   Osteria del Bosco (foto M. Dalpalù)  
   
Con Maria Giovanna (foto M. Dalpalù)   Brindisi (foto M. Dalpalù)  
Osteria tipica trentina: "Osteria del del Bosco"

Presentiamo infine una bella osteria tipica trentina, l'Osteria del Bosco, nei dintorni di Malé, in località Ragazzini 3, di cui è titolare Maria Giovanna Girardi. E' proposto un menù-assaggio con i tipici "Tortei de patate" coi salumi locali, formaggi di malga e cavolo cappuccio, al prezzo di € 12.00. Le altre specialità sono canederli, strangolapreti, patate, le grigliate miste con la polenta. Il posto è tranquillo in mezzo al verde, con giardino, panorama, parcheggio.

Osteria del Bosco
loc. Regazzini 3, Malé
tel. 0463 / 902267


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2005 - E' vietata la riproduzione di testi o foto, salvo esplicita autorizzazione
Tutti i diritti riservati / All rights reserved

"Girasoli" , scultura in ferro di Zanoni (foto Agh)
  A.P.T. DELLE VALLI DI SOLE, PEJO E RABBI
Via Marconi 7
38027 Malé (Tn),
Tel. 0463 / 901280 - Fax 0463 / 902911
www.valdisole.net
info@valdisole.net
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Tel. 0461 / 839000
Trentino on line 800 / 010545
www.trentino.to
info@trentino.to

Puntate precedenti in Val di Sole

  Val di Sole
16 ottobre 2004
    Val di Rabbi - Parco dello Stelvio
31 luglio 2004

L'escursione

  La scalinata dei larici monumentali
Escursione d'autunno nel Parco dello Stelvio: alla scoperta dei giganti vegetali in Val di Rabbi.
30/102004

link

Istituzioni
Comune di Peio
Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento
Provincia Autonoma di Trento
Comprensorio Valle di Sole

Parchi
Parco Nazionale dello Stelvio sito ufficiale
Il Parco Nazionale dello Stelvio da www.parks.it
Parco Adamello Brenta

Montagna
www.guidealpinevaldisole.it
Escursioni in Val di Sole da www.dolomiti.it
Soccorso Alpino trentino
Rifugio Stavèl Fancesco Denza alla Presanella
Cesarino Fava "Patacorta" sulla Cima D'Ambiez a 81 anni! di Elio Orlandi

Terme
Terme di Peio
Terme di Rabbi
Grand Hotel Rabbi


Arte
Luciano e Ivan Zanoni
fabbri - lavorazione del ferro
Loc. Caldes 159/B, 38022 Caldes (TN)
tel. 0463 / 901081


Portali locali
www.valdisole.it
www.valdisole.com

Sport
Raftingcenter
Associazione sportiva pescatori solandri

Frati
www.fraticappuccini.it

A tavola

Ristorante "La Segosta"
Via Trento 59
Malé 38027
Tel. 0463 / 901390 - fax. 0463 / 900675
www.segosta.com


Osteria del Bosco
loc. Regazzini 3, Malé
tel. 0463 / 902267


Mele

Melinda


Formaggi
Formaggi Trentini
Grana Trentino