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| Una delle splendide baite ristrutturate
del circuito "Vacanze in baita" (foto Agh) |
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| Una delle 45 baite in affitto |
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Tutte le baite on line sul sito ufficiale |
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Le vacanze in baita
In questa puntata vi presentiamo un modo diverso di fare le vacanze in Trentino,
ovvero le Vacanze in baita. Si tratta di
una associazione promossa dalla Cooperativa LEADER Scarl (Servizi integrati
per lo sviluppo rurale) di Borgo Valsugana, che ha consorziato oltre 45
proprietari di baite nel Trentino sud orientale
nella zona della Valsugana. Le aree interessate
sono: Altopiano della Vigolana, Valle
dei Mocheni, Lagorai, Valsugana
e Tesino, Primiero. Ci accompagnano
Christa Postai e Franco Ferrai di Vacanze
in Baita.
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| (foto "Vacanze in Baita") |
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(foto "Vacanze in Baita") |
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| (foto "Vacanze in Baita") |
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(foto "Vacanze in Baita") |
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| (foto "Vacanze in Baita") |
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(foto "Vacanze in Baita") |
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| (foto "Vacanze in Baita") |
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(foto "Vacanze in Baita") |
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| Baita alle Pozze (foto Agh) |
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Interno con caminetto (foto Agh) |
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Le baite
Qualcuno, alla parola "baita", potrebbe spaventarsi immaginando
una vacanza di tipo monastico fatta di solitudine e di dure privazioni.
Nulla di tutto questo: va subito detto che le baite, pur mantenendo
la struttura rustica originaria (sono vere baite e non villette camuffate,
un tempo utilizzate da contadini e pastori), sono state ristrutturate e
dotate di tutti i comfort essenziali: acqua,
luce, riscaldamento, un locale cucina ben
accessoriato, confortevoli camere da letto
e servizi. Non troverete ovviamente la sauna o l'idromassaggio, ma in compenso
potrete fare delle vacanze in luoghi assolutamente incantevoli, tranquilli,
coi prati e i boschi fuori dalla porta. Sono dotate di stoviglie e di tutta
l'attrezzatura necessaria per la vacanza, salvo ovviamente i viveri. Tutte
le baite inoltre sono raggiungibili comodamente
in auto, e non sono mai troppo lontane da un centro abitato. Chi
ama fare le vacanze con la famiglia o con gli amici, nel verde, nella tranquillità
e nell'intimità della propria privacy, non dipendendo da orari o
da vicini scocciatori, chi desidera stare sulla sdraio a prendere i sole
o leggere un libro per tutto il giorno, fare escursioni a piedi o in bici,
non può davvero chiedere di meglio. Il periodo di soggiorno
minimo è normalmente di tre giorni (due notti): nei periodi
di alta stagione può essere richiesta almeno una settimana, in ogni
caso ci si può sempre mettere d'accordo direttamente col proprietario.
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| Lago delle Buse (foto Agh) |
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| Lago del Forame (foto Agh) |
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Pale di S. Martino (foto Agh) |
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| Asinelli (foto Agh) |
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Lago di Bombasèl (foto Agh) |
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| Lago Infernetto (foto Agh) |
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Cinque laghi (foto Agh) |
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| Lago Stellune (foto Agh) |
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Caprone (foto Agh) |
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| Amanita muscaria, velenoso! |
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Cima della Cavallazza (foto Agh) |
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| Orchidee di montagna: la Negritella |
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Lago Lagorai (foto Agh) |
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Natura, storia, atmosfere rurali
La zona delle "Vacanze in Baita", nel Trentino sud-orientale,
è certamente una delle più belle del Trentino e comprende
la splendida e selvaggia Catena del Lagorai,
il fascinoso sottogruppo di Cima D'Asta
e le fantastiche Pale di S. Martino. Il
paesaggio è fatto di boschi a perdita d'occhio, verdi pascoli, laghetti
di montagna (oltre cento!), insomma natura a 360°. Il territorio è
caratterizzato da molte aree protette: anzitutto il
Parco Naturale Paneveggio-Pale
di S. Martino, numerosi biotopi e l’oasi
faunistica di Valtrigòna (vedi anche Oasi
Vatrigòna del Comune
di Telve) del WWF.
La colonizzazione di queste zone del Trentino inizia in tempi antichissimi,
preistorici. I Romani lasciarono qui i segni della loro presenza: a tratti
è ancora percorribile la strada romana Claudia
Augusta Altinate che da Altino raggiungeva il nord dell’Europa.
Le testimonianze delle varie epoche si trovano un po’ ovunque nelle
chiese, nei palazzi e nei castelli. Numerose sono le tracce, soprattutto
sulle montagne del Lagorai, delle opere belliche risalenti alla Grande
Guerra. Gli sportivi troveranno motivo di soddisfazione in tutte
le stagioni: d’inverno sono a disposizione piste per la discesa e
per il fondo, piastre di ghiaccio artificiale e naturale per il pattinaggio.
In estate, laghi e piscine permettono i bagni, lo sci nautico, la vela e
il surf, la pesca sportiva. Per i ciclo-turisti o mountain bikers, oltre
alla ciclabile di fondovalle, esiste una fittissima
rete di strade forestali. Completano l’offerta il tennis, l’equitazione,
il tiro a segno e con l’arco, il golf, il gioco delle bocce, l’arrampicata
sportiva, la canoa, la speleologia (le Grotte
di Castello Tesino), il volo a vela, il parapendio, e non dimentichiamo
i centinaia di sentieri lungo i quali è possibile ammirare gli incomparabili
paesaggi che queste montagne possono offrire.
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| Christa Postai (foto Agh) |
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Franco Ferrai (foto Agh) |
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Visitiamo qualche baita
Christa Postai e Franco Ferrai, responsabili di Vacanze
in Baita, ci accompagnano a vedere qualche baita: naturalmente le
baite non sono tutte uguali, poiché originariamente le costruzioni
erano adibite a funzioni differenti: stalle, fienili, ricoveri di pastori
o abitazioni contadine. Alcune sono state ristrutturate in modo assolutamente
spettacolare, come quella che vediamo nelle immagini qui sotto: il vecchio
maso è stato praticamente riedificato, mantenendo però l'impianto
della struttura originale: al piano inferiore abita la proprietaria, mentre
quello superiore è riservato agli ospiti di "Vacanze in Baita".
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| Il vecchio maso com'era prima...
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.. e come si presenta oggi (foto Agh) |
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| L'abitazione privata (foto Agh) |
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Un angolo del soggiorno (foto Agh) |
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| Vacanze in baita: la splendida cucina
(foto Agh) |
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| Stanza da letto (foto Agh) |
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Stanza da letto (foto Agh) |
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| Accanto al caminetto (foto Agh) |
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Angolo del giardino (foto Agh) |
Vacanze in Baita
Cooperativa Leader Scarl
Casella postale 54, 38051 Borgo Valsugana (Trento)
Tel e fax 0461 / 39 (0)461 753825
www.vacanzeinbaita.com
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| La fantastica flora della montagna:
nella foto un "semprevivo" (foto Agh) |
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| Il Rif. Crucolo (foto Agh) |
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Il celebre Parampampoli (foto Agh) |
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| Quirino e Giordano Purin, nuova e
vecchia generazione al Crucolo (foto Agh) |
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| Con un gruppo di entusiasti turisti
di Rovigo (foto Agh) |
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Il Rifugio Crucolo
Il Rifugio Crucolo è una specie
di istituzione in Valsugana. La sua storia
è strettamente
legata alla storia della famiglia
Purin, un’antica dinastia di ristoratori da tutti conosciuti come
"l’Osti", termine dialettale che sta a significare, appunto,
oste. Costruito agli inizi dell’800 da un antenato
della famiglia Purin, il rifugio è sempre stato luogo di incontro
e di sosta per i viandanti, i pastori, i “caradori” (carrettieri)
e i "boscèri" (boscaioli) diretti in Val
Campelle. Al Crucolo potevano trovare sul focolare la polenta fumante
e un buon bicchiere di vino, il luogo per fare quattro chiacchiere in compagnia
e magari una partita a carte o alle bocce. Giordano Purin, detto "Giorda",
l'attuale titolare, ricorda i suoi inizi 40 anni fa insieme a Paolo Ferrari,
quando trafficava con un "fiasco de bianco e uno de moro", che
andavano ben presto esauriti tantoché capì subito che quello
poteva essere il suo "business". Il Rifugio Crucolo è diventato
in seguito sinonimo di ottima cucina trentina,
luogo ideale per pranzi e cene in allegria, e sinonimo soprattutto del Parampampoli,
un liquore alcolico con ricetta segreta,
pare composto da caffè, grappa, zucchero, vino ed altro ancora, che
si serve alla fiamma nei caratteristici bicchierini, e con il quale si usa
concludere degnamente un lauto pasto.
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| Questi ospiti del Crucolo sembrano
molto concentrati sui piatti...(foto Agh) |
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| Prodotti e piatti tipici del Rifugio Crucolo
(foto Agh)
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Oggi l'azienda si è allargata con un albergo
a Scurelle e uno stabilimento in
cui si produce il Parampampoli, salumi, formaggi e grappe. Tipicità,
tradizione e cultura dell’accoglienza sono infatti i segreti di una
formula che ha fatto del Rifugio Crucolo un luogo per stringere nuove amicizie
e per divertirsi a stretto contatto con i buoni valori di sempre: mangiare
e bere bene in buona compagnia.
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| Le mega-grigliate (foto Agh) |
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Una delle sale da pranzo (foto Agh) |
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| Affettati (foto Agh) |
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Le carni (foto Agh) |
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| Coniglio e polenta (foto Agh) |
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Piatto di dolci (foto Agh) |
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La cucina
Nelle sale ristorante del rifugio, l’ospite potrà dunque trovare
il calore tipico dell’accoglienza delle genti di montagna ed un ricco
menù, frutto di un’esperienza legata alla storia di questi
luoghi. I minestroni e le zuppe
(di porcini ma non solo), così come i canederli,
la polenta con le braciole, le lucaniche
alla brace con i crauti, le puntine,
il cotechino, il coniglio
e il formaggio fuso, sono tutti piatti
che derivano della tradizione e dal territorio. Questo ricco menù
è accompagnato dagli ottimi Vini Trentini
e, soprattutto concluso degnamente col Parampampoli,
la celebre bevanda digestiva alla grappa. Da segnalare il ritrovo
nelle cantine sotterranee, una specie di santuario
dei salumi e dei formaggi : migliaia di salami, alcuni di lunghezza
record, sono appesi ai soffitti a perdita d'occhio, mentre le pareti sono
tappezzate da forme di formaggio,
una di queste di ben 460 chilogrammi!
Una sala degustazione dei prodotti, accompagnati da ottimi vini, farà
la felicità dei buongustai.
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| Le cantine del Rifugio Crucolo (foto Agh) |
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Brindisi (foto Agh) |
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| Due avventori del Rifugio Crucolo
(foto Agh) |
Merenda sul Monte Lefre
Per concludere degnamente questa bella giornata in Valsugana siamo invitati
per una merenda in una baita sul Monte Lefre
(Ivano Fracena). Questa modesta montagna di appena 1305 metri, domina però
l'ampia conca della Valsugana grazie alla sua posizione isolata.
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| Tavolata in baita sul Monte Lefre
(foto Agh) |
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| Baita sul Lefre (foto Agh) |
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Sala da pranzo (foto Agh) |
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| Il grande focolare (foto Agh) |
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Stanza da letto (foto Agh) |
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| La polenta sul fuoco (foto Agh) |
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Musica a Maso Matonata (foto Agh) |
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| Tagliere di formaggi trentini (foto Agh) |
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La polenta (foto Agh) |
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Dai fianchi del monte Lefre, presso Strigno, si nota una
frana grandiosa. I macigni che la compongono sono massi enormi, alcuni
dei quali raggiungono la larghezza di 10-15 metri. La frana è chiamata
"le Masgere" e nella Valsugana il nome masgera, derivato dal latino
macéria, significa appunto «luogo pieno di sassi». Tra
i macigni vi sono degli spazi liberi di terreno, che specialmente dagli
abitanti di Agnedo, da principio con gran fatica, furono trasformati in
piccoli vigneti, detti pur essi "masgere" o "masgeròte".
Queste Masgere formano un paesaggio singolare e vario, e da esse si ammira
la Valsugana in tutta la sua bellezza, coi suoi castelli in parte diroccati,
coi suoi boschi di pioppi e di ontani, coi suoi villaggi distesi nella piana
o arrampicati su per le colline. E' credenza comune che sotto la rovina
di Lefre sia sepolto un antico paese, chiamato borgo de Carén. La
cima, in gran parte pianeggiante, si presenta come una serie di conche e
collinette punteggiate di baite e casette, che rendono il paesaggio molto
ameno, una vera oasi di tranquillità paradisiaca. Anche una delle
baite di" Vacanze in Baita" sul Lefre è stata rimessa praticamente
a nuovo e dotata addirittura di una batteria di pannelli solari che forniscono
una buona autonomia di corrente elettrica anche con tempo nuvoloso. Il proprietario
ci ha fatto la polenta sul fuoco e preparato una merenda coi fiocchi.
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| Fisarmonicisti del gruppo musicale
"Palaearlearmusikant" della valle dei Mocheni (foto Agh) |
Il momento conviviale è stato allietato dal gruppo musicale "Palaearlearmusikant",
(
video) capitanato da Luciano
Petri Anderle, che abbiamo già conosciuto ed apprezzato nella
puntata del
24 gennaio 2004 dedicata alla bellissima Valle
dei Mocheni.
La scuola in agritur : le fattorie didattiche
In questa seconda
puntata del mini ciclo dedicato all'agriturismo
(prima puntata Alla
scoperta dell'Agriturismo Trentino) andremo alla scoperta delle
fattorie didattiche.
Si tratta di visite guidate nelle imprese agricole,
con attività ricreative e didattiche grazie alle quali gli studenti
incontrano il mondo rurale dell'agriturismo.
I giovani conoscono così aspetti importanti della vita, sperimentano
sapori, odori, suoni e sensazioni ormai perduti nella vita di città.
Una migliore conoscenza dell'agricoltura e dei suoi problemi, anche economici,
aiuta a capire meglio come va il mondo. Solo la civiltà contadina
è rimasta legata al concetto del tempo ed ai cicli delle stagioni,
al ritmo della natura: c'è un tempo per seminare ed uno per raccogliere.
L'agricoltura, meglio di ogni altra attività umana, insegna che
non si può avere tutto subito, ma che bisogna seguire i ritmi naturali,
cioè l’essenza stessa della vita. Capire i meccanismi della
produzione degli alimenti, e del ruolo sempre più importante dell'economia,
aiuta i giovani ad essere consumatori più consapevoli.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| Gruppo di studenti dell' I.P.S.S.A.R.
"Pellegrino Artusi" di Chianciano Terme (Istituto Professionale
di Stato per i Servizi Alberghieri e Ristorativi) in viaggio di approfondimento
in Trentino (foto M. Dalpalù) |
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