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| La nuova guida |
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Escursioni in ciaspole sulle Dolomiti
Prosegue la nostra collaborazione con Folio
Editore, che ha dato alle stampe la bella guida intitolata Escursioni
con le ciaspole nelle Dolomiti di Oswald Stimplf e Georg Oberrauch,
da cui sono tratte le 2 escursioni che vi proponiamo questa settimana. Si
tratta de La Forca Rossa m 2486 nel Gruppo
della Marmolada e il fantastico "labirinto"
roccioso nel Gruppo del Latemar.
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Il Piz Forca m 2285 (foto Loriz)
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| La frazione di Fuciade in basso sovrastata
dal Sasso di Tasca (foto Loriz) |
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| Sci alpinisti sulla cima della Forca
Rossa (foto Loriz) |
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| Il capitello a passo Forca Rossa
(foto Loriz) |
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Forca Rossa m 2486
Tra la Marmolada – la regina delle Dolomiti – e il Passo di
San Pellegrino si innalza un imponente complesso montuoso che culmina nella
Cima Uomo (3010 m). Sulle pendici sud-orientali del massiccio si estendono
ameni pascoli alpini con la nostra meta, la Forca Rossa. Caratterizzato
da pendenza contenuta, questo itinerario è gradito anche ai neofiti
dello scialpinismo.
Percorso
Parcheggiata l’auto presso il ristoro Baita
Flora Alpina (1800 m), vicino alla strada del passo, si prende il
sentiero che parte dietro la casa e sale deciso in direzione nord-est attraverso
un rado bosco di larici. La traccia è solitamente resa ben visibile
dai passaggi di precedenti escursionisti con gli sci e con le ciaspole.
Dopo 10 minuti si esce dal bosco per seguire la strada contrassegnata dal
segnavia 694 (indicata anche come "Alta
Via dei Pastori“) che inanella una serie di malghette.
Oltrepassate le malghe, il sentiero si riduce a un tratturo che porta all’ampio
solco della Valfredda, sovrastata da scure
cime che rasentano i 3000 metri di altezza. Alla fine della valle sorge
una cappella dedicata al beato Piergiorgio Frassati (cattolico attivamente
impegnato che visse all’inizio del XX secolo). L’orientamento
è ora semplice, poiché a est si profila già lo spallone
della Forca Rossa (2486 m) con il sentiero
che diviene un po’ più ripido nel tratto finale. Dalla Forca
Rossa si riconoscono in direzione sud la Cima dell’Auta (2609 m) e
il dominante gruppo delle Pale; in basso la Valle di Franzedas corre verso
Malga Ciapela. Sulla via del ritorno, poco sopra la cappella si imbocca
l’Alta Via delle Dolomiti (segnavia 670) evitando di scendere direttamente
alla Baita Flora Alpina. Aggirata invece una gobba del terreno sul suo lato
ovest si incrocia il sentiero tracciato che conduce alla Malga
Fuciade (1982 m; offerta gastronomica degna di una sosta!). Scendere
infine al parcheggio utilizzando la pista
per slittini che parte 200 m a ovest della malga.
Il piccolo insediamento di Fuciade, con
le minuscole baite di legno e la chiesetta adagiate sul pascolo pianeggiante
e circondate da un anfiteatro di cime, offre una delle visioni più
suggestive delle Dolomiti
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| Il Passo S. Pellegrino e il gruppo
della Marmolada sullo sfondo, visto da Cima Juribrutto (foto Agh) |
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| Pian della Schita e nel mezzo il
torrione di Cima Uomo m 3010 (foto Loriz) |
In
breve
Tempo di percorrenza: 4,30 ore in totale >> dislivello 700 m
>> media difficoltà
2,5 km a est del Passo di San Pellegrino, sulla strada n. 346, vi
sono un laghetto artificiale e il ristorante Al Vecchio Confine. A
nord dello specchio d’acqua si diparte la strada asfaltata per
la Baita Flora Alpina. A un 1 km dal bivio, ampio parcheggio sulla
strada. Carta turistica Kompass n. 54, n. 59 o n. 79 (1:50.000) oppure
n. 684 (1:25.000) |
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| Il Gruppo del Latemar visto dai dintorni
del Rifugio Nigra (foto Mosco) |
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| Gruppo del Latemar visto da Pampeago
(foto Agh) |
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| Il Latemar visto dai dintorni di
Carezza (foto
Zippo Zimmermann) |
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Labirinto
del Latemar
Lo scorcio da occidente sul Passo di Costalunga è dominato dalla
mole del Grand Hotel Carezza, posato in una depressione erbosa cui fanno
da cornice le imponenti architetture rocciose dei gruppi del Catinaccio
e del Latemar. La seguente escursione si snoda alla base del Latemar, lungo
un incantevole labirinto tra le rocce dove, paradossalmente, sarà
difficile smarrirsi. Dalla strada del Passo di Costalunga/Karerpass, proprio
di fronte all’Hotel Carezza (1609 m)
si imbocca la forestale “Plörzen”. Dopo appena 20 m si
svolta a destra per il ben segnalato sentiero “Agatha Christie”
(segnavia 18) che in una decina di minuti sale sulla sommità di una
dorsale boschiva. Qui si biforca a destra
un sentiero stretto e pianeggiante che conduce a una valletta.
Prima di ricominciare a guadagnare quota, in corrispondenza di un rimarchevole
blocco di roccia alto un paio di metri,
si abbandona il segnavia 18 e si piega decisamente a destra per incontrare,
200 metri dopo, una strada forestale (segnavia 11). Questa sale al Mitterleger/Lega
di Mezzo (1839 m), una suggestiva radura tra i larici occupata da
una baita e da un poderoso macigno. A destra (sud-est) del masso comincia
il Labyrinth-Steig (segnavia 20), il “sentiero-labirinto”
che si insinua tra i blocchi caoticamente ammassati di una gigantesca frana,
uno scenario fiabesco e onirico tanto d’inverno quanto d’estate,
sovrastato dalle guglie del Latemar che si stagliano nel cielo. In circa
30 minuti si abbandona questo tratto ad alta resa fotografica per affrontare
una breve salita che porta ai Prati di Latemar
(1908 m), proprio sotto le verticali torri del Latemar. Qui si imbocca il
sentiero n. 18 verso sinistra e, passando per la Ochsenhütte
(1823 m), si torna al punto di partenza nel giro di 30 minuti.
In alternativa si può attraversare il sentiero n. 18 e risalire per
prati verso nord-est (segnavia 17) a incontrare la vecchia pista di uno
skilift dismesso, superata la quale si scende in circa 30 minuti al Passo
di Costalunga (1745 m). Procedendo senza traccia per boschi e prati
a sinistra della strada di valico, si giunge dopo altri 30 minuti al Grand
Hotel Carezza.
In breve
Tempo di percorrenza: 4 ore in totale >> dislivello 350 m >>
facile Come arrivare: In auto fino al Grand Hotel Carezza, pochi chilometri
prima di Passo Costalunga sul versante altoatesino. Carta turistica
Kompass n. 79 (1:50.000) o n. 629 (1:25.000) |
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| Panoramica del Catinaccio, con il
Latemar e Pala di Santa visti da Passo Oclini (foto Agh) |
Gli itinerari qui proposti sono tratti da "Escursioni
con le ciaspole nelle Dolomiti"
© Copyright: foto e testi di Stimpfl / Oberrauch Folio
Editore (Vienna/Bolzano)
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