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| Affresco di Romanino al Castello
del Buonconsiglio: "Pagamento dei lavoranti" (foto Agh) |
"Girovagando in Trentino" riprende la programmazione in tv con
la città di Trento e due grandi
mostre: quella dedicata a Girolamo Romanino
al Castello del Buonconsiglio e "Legnodàmusica"
dedicata alla liuteria trentina a Palazzo Roccabruna.
Per la sezione enogastronomica presentiamo il nuovo
agritur Ca' dei Veli a Cimone.
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| Loggia del Romanino, particolare
(foto Agh)
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| Ninfa insidiata dal satiro (foto C.d.B.) |
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Allegoria della castità (foto C.d.B.) |
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| La loggia del Romanino al Castello
del Buonconsiglio (foto C.d.B.) |
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Girolamo Romanino, un
pittore in rivolta nel rinascimento italiano
A quarant’anni dall’unica mostra dedicata a Romanino,
il Castello del Buonconsiglio di
Trento, dove l’artista realizzò tra il 1531 e il 1532 il più
vasto e il più bello dei suoi cicli profani, ospita una grande
rassegna internazionale per ripercorrere la sua opera e rendergli
un omaggio da tempo dovuto. Girolamo di Romano, detto il Romanino, nasce
a Brescia verso il 1485. La città lombarda era uno dei centri più
importanti della pittura del Cinquecento nell’Italia del Nord, grazie
ad artisti come Foppa, Moretto e Savoldo. Romanino si distingue per il linguaggio
pittorico audace e anticonformista che mette in discussione i canoni
dell’armoniosa ed equilibrata pittura rinascimentale: la sua pittura
possiede una sconcertante e struggente forza espressiva.
L’affresco è il mezzo espressivo
più congeniale a Romanino poiché gli consente enormi spazi
di libertà creativa e d’improvvisazione che lo pongono fra
i personaggi più geniali ed originali del tempo. Nel 1531 si propone
al principe vescovo di Trento Bernardo Cles
per decorare il sontuoso Castello del Buonconsiglio. In poco più
di un anno nasce a Trento uno dei più vasti
e straordinari cicli affrescati di tema profano della prima metà
del Cinquecento in Italia.
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| La Beata Vergine appare ad Augusto
(particolare, foto C.d.B.) |
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| La troupe di Girovagando al Castello
del Buonconsiglio (foto Agh) |
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| I grandi affreschi (foto Agh) |
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Le ante d'organo (foto Agh) |
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| G. Romanino: Episodi del martirio
di San Giorgio (particolare foto C.d.B.) |
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| Franco Marzatico (foto Agh) |
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La sala coi disegni del Romanino |
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| G. Romanino, "Il buon Samaritano"
coll. privata, 1544-45 (foto C.d.B.) |
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| G.Romanino, Piramo e Tisbe, Louvre
( foto C.d.B.)
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La mostra
Nelle splendide sale della residenza principesca decorata, insieme a Romanino,
dai ferraresi Dosso e Battista Dossi, dal veneto Marcello
Fogolino e dal tedesco Bartolomäus Dill Riemenschneider, sono
esposte circa 100 opere dell’artista
bresciano e dei pittori che con lui intrecciarono la loro attività
nel corso della prima metà del Cinquecento. Ci accompagna nella nostra
visita il direttore Franco
Marzatico. La mostra consente di ammirare a Trento straordinarie
testimonianze pittoriche del Romanino, provenienti da prestigiosi
musei quali il Louvre, la Galleria
degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera,
il Metropolitan di New York, la galleria
Doria Pamphilj di Roma e il Museo
di Belle Arti di Budapest. Sono presenti inoltre opere realizzate
da importanti maestri della pittura rinascimentale italiana fra cui Tiziano,
Lotto, Moretto,
Savoldo, Callisto
Piazza, Altobello Melone e Altdorfer.
L’esposizione segue l’intero percorso
dell’attività dell’artista, attraverso i suoi
dipinti più significativi, dalle prime tavole di cifra giorgionesca,
come la Madonna del Louvre e il Narciso di Francoforte, fino alle tele degli
anni quaranta e cinquanta, dove il pittore ormai vecchio indugia sui temi
più drammatici della storia sacra, prediligendo grandi formati e
atmosfere tenebrose, ma al tempo stesso è sedotto dai bagliori lucenti
dei celebri “manti argentati”, come nel Cristo portacroce di
Brera o nella Natività della Pinacoteca di Brescia; a confronto alcune
opere degli artisti più importanti che intrecciarono con lui la propria
vicenda creativa o ne costituirono l’immancabile riferimento: Tiziano,
Lotto, Altobello Melone, Moretto, Savoldo.
Un ricchissimo gruppo di disegni, provenienti
dai più importanti musei del mondo, e in alcuni casi mai prima d’ora
visti in pubblico, illustra uno degli aspetti più interessanti dell’attività
di Romanino, che Giorgio Vasari ammirò
tra le “persone eccellentissime nelle cose del disegno”. Infine
una sezione sarà riservata al principe vescovo Bernardo
Cles, non solo al suo ruolo nella politica europea e ai suoi
rapporti con la casa d’Austria, ma alla sua figura di committente
in quel straordinario cantiere d’arte rinascimentale che fu il Castello
del Buonconsiglio intorno al 1530. La rassegna offre inoltre nuove
rivelazioni sull’artista, numerose opere
restituite da recenti restauri, conoscenze
inedite sui procedimenti e sulle tecniche, affascinanti prospettive
sulla pittura rinascimentale italiana e d’oltralpe, con la quale si
intessono vitali relazioni. La mostra è aperta fino
al 29 ottobre 2006.
Il
sito ufficiale della mostra: www.girolamoromanino.it
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| Natività, ante interno organo,
Brescia, 1540 ( foto C.d.B.)
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| Castello del Buonconsiglio a Trento
(foto Agh)
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| Il loggiato (foto Agh) |
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Castello del Buonconsiglio
Immortalato nel 1494 in un celebre acquerello di Albrecht
Dürer, il Castello del Buonconsiglio è il simbolo
di Trento e il maggiore complesso monumentale della regione. Fu fondato
come presidio imperiale nella prima metà
del XIII secolo su un rilievo roccioso lungo le mura urbane, in posizione
dominante rispetto alla città. Fin dal 1255 divenne la sede
dei principi vescovi di Trento, che ne promossero i successivi ampliamenti
e lo trasformarono nel corso dei secoli in una magnifica residenza. Si tratta
di un insieme di corpi di fabbrica di diversa epoca racchiusi entro un’imponente
cinta muraria munita di bastioni, che cela
un magnifico giardino all’italiana.
Su tutto domina l’alta torre circolare detta d’Augusto, cui
si accede attraverso la corte interna del medievale Castelvecchio,
ingentilito da un’ariosa loggia in stile gotico veneziano. Di nobili
proporzioni rinascimentali è l’adiacente Magno
Palazzo, eretto dal cardinale umanista Bernardo
Clesio e decorato da grandi maestri del Rinascimento come Gerolamo
Romanino, Dosso Dossi, Marcello Fogolino e Zaccaria Zacchi. Risale infine
al 1686 la cosiddetta Giunta Albertiana,
dove si conservano preziosi stucchi ed affreschi barocchi. All’estremità
meridionale del complesso si eleva Torre Aquila,
decorata al suo interno da uno fra i più importanti affreschi del
gotico internazionale: il Ciclo
dei Mesi. Dopo la fine del principato
vescovile (1803), il castello venne adibito a caserma
austriaca e fu teatro dell’esecuzione degli irredentisti italiani
Cesare Battisti, Damiano Chiesa e Fabio Filzi. Nel 1924 divenne Museo
Nazionale e dal 1973 appartiene alla Provincia Autonoma di Trento.
Il Museo ospita una notevole collezione di dipinti, sculture, opere grafiche,
codici miniati, stufe in maiolica, nonché importanti raccolte archeologiche
e numismatiche.
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| Affreschi del Romanino nella Camera
delle udienze (foto Agh) |
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| Castello Buonconsiglio: Magno Palazzo (foto Agh) |
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La Sala Grande col soffitto a cassettoni (foto Agh) |
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| Magno Palazzo, Loggia del Romanino (foto Agh)
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Particolare della Loggia del Romanino (foto Agh)
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| Romanino: "Fetonte trascinato
nel cielo dal carro del Sole" (foto Agh) |
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| La bancarella dei funghi (foto Agh) |
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| Frutta e verdura (foto Agh) |
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Il mercato di Piazza Alessandro Vittoria a Trento
e Piazza Erbe
Tutte le mattine, tranne la domenica, il mercatino
giornaliero di piazza Vittoria a pochi passi dal Duomo caratterizza
quest'angolo del centro storico di Trento, assieme a quello vicino di Piazza
delle Erbe, con la fragranza dei suoi fiori, della frutta e verdura, con
i prodotti tipici, il pesce e, nella stagione propizia, i funghi
più prelibati. Lo visitiamo brevemente incontrando i personaggi
delle bancarelle: Yvonne (bancarella
"profumi e sapori della valli del Trentino) prepara le specialità
tipiche trentine e ci offre una fetta calda di "smacafàm",
un piatto rustico per eccellenza che si preparava nelle cucine povere dei
contadini: il nome è composto dal verbo dialettale "smacàr"
(sbattere) e fam (fame) ed ha il significato di "schiacciare la fame",
poiché saziava molto. E' una specie di "pizza" fatta con
farina, latte, uova, lucaniche, sale ed olio: qui
la ricetta. Poi incontriamo, tra gli altri, Giuliana
e la figlia Elisabetta, del banco dei funghi: la stagione è
ottima e il raccolto abbondante; Gianni e la moglie
Bruna ci mostrano il loro ricchissimo banco della frutta e verdura,
quindi conosciamo Francesco Boso "storico"
importatore di pesce. Un'altra "colonna" del mercatino è
Sergio Pisoni con Luigi Morone, che gestiscono
la tradizionale bancarella dei saporiti formaggi.
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| Yvonne prepara i piatti tipici trentini (foto Agh) |
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Con francesco Boso, "storico"
importatore di pesce |
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| Al banco dei formaggi con Sergio
Pisoni (foto Agh) |
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Il ghiotto e saporito "smacafàm"
(foto Agh) |
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| "Bancarellari" del mercatino:
Yvonne, Giuliana (Luciano), Gianni con la moglie Bruna, Elisabetta
(foto Agh) |
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| Una sala della mostra "Legnodàmusica"
(foto Agh)
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| Il manifesto della mostra |
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"Donna che suona" di Livio
Tasin |
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| Chitarra mezzalyra di Luigi Mozzani |
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Chitarra mezzalyra, particolare |
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| "Pedal Steel guitar" di
Angelo Trotter |
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Violini (foto Agh) |
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| Chitarre di Roberto Vanzo (foto Agh) |
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Opera di Carla Caldonazzi (foto Agh) |
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| Strumenti della liuteria Mozzani |
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Opera sonora "Sidera" di
Ciresa |
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| "Ragazza con violino" di
Domenico Ferrari (foto Agh) |
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Il
segreto degli alberi che suonano
La mostra "Legnodàmusica" sulla liuteria trentina a Palazzo
Roccabruna a Trento
Gli strumenti musicali sono i protagonisti
di “Legnodàmusica”,
la mostra allestita nelle sale di Palazzo
Roccabruna a Trento, che per la prima volta riunisce in un unico
contesto espositivo le raffinate creazioni della gran parte dei liutai
trentini. Con solo il 4,5% della superficie nazionale il
Trentino
produce il 30% del legname da lavoro italiano: sono 1170 le imprese
artigiane del
settore legno. Fin dall’epoca del celeberrimo liutaio cremonese Stradivari,
tra Sei e Settecento, il legno della foresta di
Paneveggio era particolarmente apprezzato per le sue caratteristiche
acustiche ed era tra i più ricercati nella realizzazione di casse
armoniche per strumenti a corda. Nella bella mostra di Palazzo Roccabruna
sono esposte le straordinarie opere dei liutai
trentini: viole, violini, chitarre, pianoforti e altro ancora. Alla
scuola di liuteria di Rovereto, che negli
anni '40 con Luigi
Mozzani formò una schiera di abili allievi, è dedicata
una sezione che raccoglie le testimonianze di un’entusiastica attività,
bruscamente interrotta dalla seconda guerra mondiale. Da segnalare inoltre
l'ultima novità in fatto di ricerca tecnologica come “Opera
Sonora”, un innovativo sistema
di diffusori ideati dall'azienda Ciresa
di Tesero, leader europeo nella produzione di tavole armoniche, basato sulle
sorprendenti qualità del legno di risonanza.
La mostra è anche una preziosa occasione per poter ammirare, accanto
agli strumenti musical, una ventina di opere artistiche
realizzate da noti artisti trentini: si tratta di tele e sculture
che hanno come tema il rapporto fra uomo e musica.
In occasione dell’evento “Legnodàmusica”, Palazzo
Roccabruna rende omaggio con una serie di concerti ad una delle figure più
geniali della musica di tutti i tempi: Wolfgang
Amadeus Mozart. Il programma, curato dal conservatorio
F.A. Bonporti di Trento, propone un interessante percorso attraverso
le più belle arie e sonate per pianoforte e violino dell’opera
mozartiana. La rassegna sarà aperta al pubblico fino a sabato 1°
ottobre, ogni venerdì dall’8 al 29 settembre.
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| Scuola di liuteria : Luigi Mozzani
con gli allievi |
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| Renzo, Angelina, Marco, Luca, Giogio
e Luciano brindano al nuovo agritur |
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| Esterno dell'agritur (foto Agh) |
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La tavolata (foto Agh) |
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| Marco Larentis (foto Agh) |
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Intervista finale (foto Agh) |
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| Salumi (foto Agh) |
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Affettati misti (foto Agh) |
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| Lardo (foto Agh) |
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Polenta con puntine (foto Agh) |
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A
pranzo al nuovo agritur "Ca' dei Veli"
Per pranzo siamo ospiti di un nuovo agritur a
Cimone
in località Pifferi, a pochi km da Trento, sopra l'abitato di Aldeno
in direzione di Garniga. Ci accompagnano Renzo
Grisenti, enologo, l'imprenditore Luca
Boscheri, che dopo i fasti degli studi di registrazione audio
(Studio Ginger) si sta lanciando nella ristorazione e nella produzione di
vino pregiato, e Giorgio
Linardi, viticoltore. L'agritur "Ca dei Veli è stato
aperto nel febbraio del 2006 ma è ancora in fase di completamento:
gli attuali 2 posti letto saranno portati a 12, con servizio di pernottamento
e prima colazione. Marco Larentis e Angelina
Biasioli lo gestiscono con l'aiuto delle due figlie, Giorgia e Michela:
quest'ultima è anche enologo. L'agritur è anche azienda
agricola biologica e i prodotti che si degustano sono al
60% prodotti in proprio. Il pane è fatto in casa da Angelina,
Marco lavora anche la carne: salumi, affettati, carpaccio, lardo eccetera.
La cucina per ora è specializzata in piatti
freddi, pranzi, merende e cene, ma mettendosi d'accordo potete chiedere
alla signora Angelina che vi prepari la sua favolosa "polenta
di formentòn" con delle tenerissime e deliziose puntine
di maiale. Un piatto da leccarsi i baffi, il cui segreto è
una lunghissima preparazione, anche più di 4 ore. Eccellenti
anche i piatti di affettati misti con speck, prosciutto crudo, lardo, carpaccio.
Il posto è assolutamente tranquillo, in posizione panoramica, i titolari
Marco e Angelina gentili e premurosi.
La nostra giornata si conclude poco distante dall'agritur, precisamente
nella "baita"
di Francesco
Spagnolli, preside dell'Istituto
Agrario di S. Michele all'Adige: insieme all'enologo Renzo
Grisenti si fa il punto della situazione vitivinicola di quest'anno.
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| Francesco Spagnolli, Giorgio Linardi,
Luca Boscheri, Luciano Da Canal e Renzo Grisenti (foto Agh) |
Cà dei Véli
Loc. Pifferi 27 - 38060 Cimone (Tn)
Tel. 0461 / 855061 - Cell. 346 / 2362236 |
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| Il rifugio Prospero Marchetti allo Stivo con lo sfondo
del Garda (foto Agh) |
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| Il Rifugio Marchetti (foto M. Dalpalù) |
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Claudio Verza e Roberto Leonardi |
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Rifugio Marchetti allo Stivo
Nel corso della puntata in tv, un omaggio al Rifugio
Prospero Marchetti sul Monte Stivo
che compie 100 anni di vita. "Girovagando
in Trentino" è salito al Rifugio Marchetti ed ha filmato "i
festeggiamenti": Cludio Verza, grande
appassionato del Monte Stivo e del rifugio, ha composto per l'occasione
(anche personale visto che compiva 50 anni) una
poesia che poi ha consegnato al "mitico" gestore Roberto
Leonardi. Al rifugio Prospero Marchetti e a Roberto Leonardi abbiamo
dedicato la puntata
del 12 febbraio 2004.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| Il grande Uto Ughi in concerto nel
Parco di Paneveggio (foto Apt) |
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