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| Raccolta dell'uva nei vigneti della
Cantina di Toblino: Peter Laurenski e Valentina Cristelli (foto Agh) |
La puntata di oggi è dedicata alla vendemmia
in Valle dei Laghi: abbiamo accolto volentieri l'invito di Carlo
Filiberto Bleggi, presidente della Cantina
di Toblino, per una interessante "visita guidata".
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| Veduta autunnale del versante est
del M. Casale: dietro, il Carè Alto (foto Agh) |
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| Presso "l'osservatorio" (foto Agh)
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Sulla cima del M. Casale (foto Agh) |
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| Garofano di montagna (foto Agh) |
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Abbiamo trovato un porcino! |
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| Carlo Filiberto Bleggi, presidente
della Cantina di Toblino (foto Agh) |
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Il
Monte Casale, fantastico balcone naturale sulla Valle dei Laghi
La nostra giornata inizia a Ponte Arche
dove abbiamo appuntamento con Carlo Filiberto Bleggi che ci accompagnerà
fin sulla cima del Monte Casale, da dove si gode uno
dei più spettacolari panorami della zona.
Una strada sterrata (la segnaliamo senz'altro
agli amici bikers) sale lungamente lungo
il boscoso fianco ovest. La salita non è difficile, si sale gradualmente
su fondo ottimo, solo l'ultimo km è piuttosto ripido e impegnativo
con rampe cementate. Poco sotto la cima il bosco cede il passo a delle sorprendenti
e bellissime praterie. Sul Monte Casale c'è la possibilità
di fermarsi al Rifugio
Don Zio Pisoni (m 1610 - aperto le domeniche estive), godendo
di una vista strepitosa sulla Valle dei Laghi,
le Valli Giudicarie, l'Adamello
e le Dolomiti di Brenta. Purtroppo il tempo
oggi è perturbato e la vista è ostacolata da grossi nuvoloni,
uno squarcio però ci permette di fare l'intervista e di intravedere
il grandioso panorama verso il Lago di Toblino. Ci ripromettiamo di tornare
senz'altro, magari l'inverno con gli sci o le ciaspole. La
cima pratosa e pianeggiante è a sbalzo sul roccioso
e verticale fianco est che precipita per ben 1200 metri a picco sulla
Valle dei Laghi. Su questo versante è ben nota la splendida e impegnativa
via
ferrata "Che Guevara". All'inizio dell'estate il Monte Casale
offre lo spettacolo di una fioritura di grande valore naturalistico.
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| I bellissimi prati sulla cima del Monte Casale
(foto Agh)
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| Lago di Toblino e Lago di S. Massenza
visti dalla cima del Monte Casale (foto Agh) |
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| Il Piper pilotato da Eligio Leonardi
si prepara all'atterraggio (foto Agh) |
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| Atterraggio perfetto! (foto Agh) |
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Il pilota Eligio Leonardi (foto Agh) |
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| Il pilota Leonardi con l'amico Zonta
salutano Nino (foto Agh) |
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| Il Piper di Leonardi, ancora efficienta
con oltre 50 anni di servizio! (foto Agh) |
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Atterraggio alla "Baita del Nino"
Poco sotto la cima incontriamo Antonio
Farina, detto "Nino", che possiede una bella baita
nei prati che sta sistemando con il suo falegname di fiducia, Livio
Savignana, e ovviamente ci invita per un brindisi con spuntino. Assaggiamo
dell'ottimo vino, speck e uno strepitoso formaggio proveniente da Malga
Zeledria, sopra Campiglio. A un certo punto Nino ci fa "Tra poco atterrano".
Noi ci guardiamo in faccia, non capendo bene: "Atterrano? Ma chi?".
"Due miei amici, sono partiti da Verona e dovrebbero arrivare qui tra
poco, con l'aereo...". Con stupore apprendiamo che nei pressi della
baita c'è un'aviosuperficie
e che sul Monte Casale atterrano i piloti abilitati
al volo in montagna, riuniti nell'Associazione
AIPM. Poco dopo infatti sentiamo il ronzio dell'aereo (sigla I-AROS)
provenire da sud, ci prepariamo a riprendere l'avvenimento con la telecamera.
La pista di atterraggio, se così si può dire, è un
semplice prato in leggera salita. Il Piper
sbuca da una nuvola a sud e ci sorvola in verticale puntando verso nord
con leggere imbardate (oscillazioni lungo l'asse verticale del baricentro)
per il vento di traverso, quindi compie un'ampia virata di 270 gradi planando
dolcemente verso di noi e preparandosi all'atterraggio. Proviamo un
brivido perché a un certo punto l'aereo cala troppo di quota
e scompare al di sotto dell'orizzonte! Tendiamo le orecchie immaginando
lo schianto di lì a poco quando d'improvviso l'aereo sbuca rombando
dal basso risalendo gagliardamente il prato e fermandosi a pochi metri da
noi. Complimenti al pilota Eligio
Leonardi, di Bussolengo: atterraggio perfetto!
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| Sull'aviosuperficie poco sotto la
cima del Monte Casale (foto Agh) |
A.I.P.M.
Associazione Italiana Piloti di Montagna
via Tacchi 3, Rovereto 38068
tel. 0463 / 437073
www.aipm.it |
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| Foto di Nino, 1944: "carboneri" al
lavoro: Nino è nella prima fila a destra del ragazzo col bastone |
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| 1938: trasporto della grande croce
danneggiata da un fulmine |
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| Castel Toblino sul lago omonimo (foto Agh) |
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| Il loggiato (foto Agh) |
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Il cortile interno (foto Agh) |
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| Stefano Bertoni e Germana Rigotti
con Luciano da Canal (foto Agh) |
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| La sala da pranzo principale (foto Agh) |
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A
pranzo a Castel Toblino
Per il pranzo siamo ospiti del ristorante Castel
Toblino, all'interno del bellissimo castello omonimo, gestito da
Germana Rigotti, enotecnico e sommelier,
e dallo chef (e marito) Stefano Bertoni.
Castel Toblino è probabilmente il più
celebre castello del Trentino: sorge su una amena penisoletta del
lago omonimo. L'immagine romantica del castello che si specchia nelle verdi
acque del lago è famosa nel mondo. Il ristornate all'interno del
castello ha il fascino di un ambiente carico di storia e di suggestioni.
Lo chef Stefano Bertoni propone una cucina moderna e fantasiosa, che racconta
la migliore tradizione trentina rinnovata e reinventata con passione. Noi
di "Girovagando in Trentino" abbiamo degustato eccezionali piatti:
coscia d'anatra confit con purè
di zucca e aceto balsamico; tortino di patate
viola di Ragoli con filetti di persico
del Garda e tartufo nero della valle dei Laghi; paccheri
al nero di seppia con broccoli, salmerino, limone candito e pomodoro
dolce; lombata di capriolo lardellata con
composta di mirtillo nero, bocconcini di capriolo con sformatino di mais
e porcini. Infine una bellissima (e buonissima) composizione
di dessert. Il gusto purtroppo non possiamo trasmettervelo via internet,
ma almeno la bellezza estetica dei piatti si. I vini che hanno accompagnato
il pranzo sono quelli della Cantina di Toblino,
tra i quali il nuovo "L'Ora",
ricavato dall'uva Nosiola.
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| La tavolata (foto Agh) |
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Coscia d'anatra confit con purè
di zucca (foto Agh) |
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| Tortino di patate viola (foto Agh) |
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Paccheri al nero di seppia (foto Agh) |
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| Lombata capriolo lardellata e bocconcini
di capriolo |
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Composizione di dessert (foto Agh) |
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| Lo staff del Ristorante Castel Toblino
(foto Agh)
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Ristorante Castel Toblino
Sarche (TN) Via Caffaro 1
tel +39 0461 / 864036 - fax +39 0461 / 340563
www.casteltoblino.com
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| "L'Ora" (foto Agh) |
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| Lorenzo Tomazzoli, enologo di Cantina
di Toblino |
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IGT Vigneti delle Dolomiti Nosiola, selezione “L’Ora”,
Nosiola 100% “L’Ora”
nasce dalla volontà della Cantina di
Toblino e dell'Associazione Vignaioli
Vino Santo Trentino di valorizzare il vitigno
autoctono Nosiola, simbolo enologico della Valle
dei Laghi. Con il “vento”, ed esattamente l'Ora
del Garda che spira da sud, queste uve selezionate, usate per il
famoso Vino
Santo Puro, si trasformano in un vino
bianco autoctono strutturato e importante. Un progetto che identifica
strettamente un vino ed il suo vitigno Nosiola alla Valle dei Laghi, detta
anche "Val del Vent" (valle del vento). “L'Ora”
è la selezione di Nosiola che
esprime l'identità territoriale della Valle dei Laghi e della zona
di Toblino, dove è ubicato il Vigneto “Argilér”,
il Cru, o meglio “la Frata”, dove affonda le radici il
più antico vitigno a frutto bianco del Trentino. “Ora”
è la brezza che soffia in questa zona. “L'Ora” è
il vino che nasce dopo un leggero appassimento
in fruttaia, tipico della Valle, dove è ben radicata la
tradizione di lasciare l'uva a lungo sulle soffitte dei masi. “L'Ora”
è quindi “l'essenza” della Valle dei Laghi, che si
esprime in questo vino con originalissimi profumi speziati, solo lievemente
fruttati, che culminano con delle note balsamiche. Un vino decisamente
intenso e carico, nel colore, nel profumo e nel sapore di un bianco che
è il ritratto delle nostre colline, proposto nella sua espressione
più particolare.
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| Valle dei Laghi dominata dal Monte
Casale sulla destra (foto Agh) |
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| Vigneti in Valle dei Laghi (foto Agh) |
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| Nelle vigne della Cantina di Toblino
a Tignerone, nel Bleggio (foto Agh) |
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| Con un socio della Cantina... |
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... e una bella socia (foto Agh) |
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Cantina
di Toblino
La Cantina di Toblino è una grande
realtà della viticoltura trentina con la sua produzione di uve, la
vinificazione, la vendita di vini, grappe, spumanti e la produzione del
famoso "Vino Santo Trentino".
La cantina dispone anche di vinoteca e
di una propria azienda agricola per la
coltivazione e selezione dei vitigni. Da gennaio
2007 Cantina di Toblino aprirà in sede "Hosteria
Toblino", un punto di ristorazione con 60 posti gestito direttamente,
aderente al club di prodotto "Osteria Tipica
Trentina" e con classificazione di "ristorante enologico",
sommelier professionisti in sala e una vasta scelta di vini trentini, nazionali
e internazionali. E' previsto anche un punto vendita
in cui sarà possibile acquistare direttamente i prodotti proposti.
Durante la nostra visita alla Cantina abbiamo avuto un momento simpatico
con una nutrita
delegazione proveniente da Città del
Messico, che in nostro onore ha intonato "Cielito
lindo". La delegazione, in viaggio in Trentino in occasione
del 125° anniversario della prima emigrazione
trentina in Messico, era accompagnata da Laura
Versini, consultrice della Provincia
Autonoma di Trento.
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| Vendemmia nei vigneti della Cantina
di Toblino |
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Paolo Chistè di Cantina Toblino
(foto Agh) |
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| La delegazione del Messico in visita
alla Cantina di Toblino canta "Cielito Lindo" (foto Agh) |
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| Raccolta di uva Kerner (foto Agh)
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| Gianantonio Pombeni, direttore |
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Uva Nosiola (foto Agh) |
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| Il direttore enotecnico Carlo Orri
con Paolo Chistè (foto Agh) |
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La Cantina di Toblino è sorta nel
1960 per iniziativa di un
gruppo di viticoltori, i quali intravidero fin d'allora la possibilità
di una particolare affermazione qualitativa dei vini prodotti nella Valle
dei Laghi. La cooperativa, collocata
in mezzo alle campagne vitate nei pressi del lago
di Toblino, zona di tradizione viticola millenaria, lavora esclusivamente
l'uva proveniente dai vigneti dei 540 soci dislocati
nelle zone collinari di Vezzano, della Valle di Cavedine, nonché
nella zona di Calavino-Toblino dalla quale nasce il Vino
Santo Trentino: un vino da "meditazione", come solitamente
lo si ama definire, ottenuto mediante un lungo ed accurato appassimento
di grappoli selezionati di Nosiola
e un'appropriata vinificazione, seguita da un invecchiamento prolungato
per 6-7 anni in piccole botti di rovere. Negli ultimi anni la Cantina di
Toblino ha compiuto una scelta coraggiosa, dando vita ad una linea
di vini a Denominazione di Origine Controllata "Trentino".
Il progetto è stato reso possibile dall'acquisizione, avvenuta cinque
anni fa, di una grande azienda agricola di fronte alla Cantina, di proprietà
dell'Istituto Diocesano del Clero di Trento. Su una superficie vitata di
circa quaranta ettari, sono già
stati reimpiantati dodici ettari coltivati a Guyot, con alcune tra le più
interessanti tipologie viticole. Nei rimanenti ventotto ettari, a pergola
trentina, dopo aver proceduto ad un energico diradamento
con conseguente riduzione delle rese, sono state prodotte le prime partite
selezionate ed in parte imbottigliate.
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| Con Carlo Filiberto Bleggi in una
vigna di Nosiola sui Monti di Calavino (foto Agh) |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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o foto salvo esplicita autorizzazione
Tutti i diritti riservati / All rights reserved
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| Pedalando tra le vigne in Valle dei
Laghi (foto Agh) |
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