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| Franca Broseghini (foto Agh) |
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Con Lorenza Biasetto in barca |
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Torniamo oggi sull'Altopiano di Piné -
Valle di Cembra, dopo l'ultima puntata
primaverile del 21 aprile 2006, accolti con cordialità da Franca
Broseghini e Lorenza Biasetto, rispettivamente presidente e direttore dell'Apt.
Come sempre, vi invitiamo a vedere le puntate precedenti
per un'ampia panoramica sulle molte attrattive della zona, particolarmente
adatta alle famiglie coi suoi laghi e le montagne circostanti.
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| Renato Leveghi con una scultura commemorativa (foto Agh) |
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| Leveghi con una scultura (foto Agh) |
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Un Cristo in ferro... (foto Agh) |
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| Renato Leveghi (foto Agh) |
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Durante l'intervista con Luciano
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Renato Leveghi, il fabbro artista
A Miola di Piné torniamo a fare
visita a Renato Leveghi, fabbro
di professione ma anche artigiano intraprendente con un estro creativo non
comune (vedi anche puntata
del 24 maggio 2003). Oltre alla produzione "classica" come
fabbro, Leveghi si diletta in scultura del ferro, incisione di lastre, assemblaggi
di oggetti ferrosi. E' un attivo promotore dell'artigianato
locale e si prodiga per aiutare altri artisti a farsi conoscere.
Paolo Vivian, scultore, è uno di questi: "Nel suo piccolo
è una specie di mecenate" dice Paolo con ammirazione e
gratitudine. "Renato è proprio una gran brava persona, sempre
disponibile, generoso, attento, perfino premuroso: mi ha aiutato molto all'inizio
della carriera mettendosi a disposizione con la sua officina. Oggi collaboriamo
spesso quando devo fare dei lavori che comprendono la lavorazione del ferro.
Quand'ero in Francia per partecipare ad una mostra mi telefonava più
volte al giorno per chiedere se i pezzi che mi aveva fatto andavano bene.
Trovarne tante, persone così". Nel piazzale antistante
l'officina, Leveghi ha organizzato per Girovagando una piccola mostra estemporanea
di artisti locali: oltre a Paolo Vivian
c'è anche Severino Cristel, artista
specializzato nella lavorazione del rame.
Renato Leveghi - fabbro
via dei Prai 21
Miola di Piné (Trento)
tel. 0461 / 558189 |
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| Mammouth del progetto "Cloud
Sheep" (foto Agh) |
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| Paolo Vivian (foto Agh) |
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Una scultura di Vivian (foto Agh) |
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| Paolo Vivian con le sue sculture
"Cloud Sheep" (foto Agh) |
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Paolo Vivian, scultore
Paolo di professione fa l'operatore del 118 (Pronto Intervento Sanitario)
ma si sta gradualmente dedicando sempre più alla sua grande passione,
la scultura. "E' molto dura campare
d'arte" dice quasi compiaciuto "ma le soddisfazioni sono tante
e io insisto". Nato nel 1962, ha iniziato a scolpire come autodidatta.
Nel 1985, stimolato dall’amico Carlo Girardi, sperimenta da solo e
col Gruppo Studio Arti Visuali varie tecniche,
dal disegno alla scultura passando per la pittura e l’acquaforte.
Incoraggiato dai risultati prosegue l’attività con esposizioni
collettive e concorsi quali il "Premio Segantini" e la "Biennale
di Volano". Dal 1991 esegue logo e manifesti pubblicitari. Nel 1997
si avvicina alla scultura del legno e se ne innamora. Inizialmente sotto
la guida dello scultore Egidio Petri, prende
poi la sua strada, sperimentando e lasciando ben presto i formalismi iniziali.
Lavora con vecchi legni, assemblandoli, accendendoli con il colore, nascono
così le prime “Memorie “, un tema che è tuttora
nella sua produzione seppure in forma evoluta. Conosce e frequenta gli scultori
Ivan Boneccher e Simone Turra con i quali condivide alcuni progetti. Nei
concorsi internazionali incontra artisti di tutto il mondo, si fa conoscere
e vince dei premi. Nel 2004 la svolta: decide di lavorare part-time per
il 118 per dedicarsi anima e corpo alla sua passione. Si avvicina alla lavorazione
della pietra e ne approfondisce le tecniche con periodici stages a Pietrasanta.
Corrisponde con artisti in Italia, Germania, Olanda, Russia, Lettonia, Spagna.
Di recente, in coppia con lo scultore lettone Girts Burvis, ha vinto il
"Prix des Artistes 2006" a la
Bresse, in Francia, col progetto artistico "Cloud
Sheep" con sculture in pietra naturale e ferro forgiato.
Paolo
Vivian, biografia e curriculum (rtf 12 k)
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| Severino Cristel mostra un piatto
di rame lavorato a sbalzo (foto Agh) |
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| Dimostrazione... (foto Agh) |
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Una tecnica di origini antichissime |
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| Piatto in rame con figure fantastiche
(foto Agh) |
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Severino Cristel, artista del rame
Cristel Severino è nato a Cavalese ma risiede da molti anni a Pergine.
Ha fatto parte del Corpo Forestale dello Stato ma ha sempre coltivato una
grande passione per la lavorazione del rame.
La tradizione viene dal nonno Carlo (Zanetti) di Piedicastello, che era
cesellatore di professione. Era bravissimo
negli "infioramenti" ma aveva anche un'abilità quasi diabolica
nel ricavare da una sola lastra di rame tazze, caffettiere, zuccheriere
e teiere. Questa passione la tramandò al figlio Luigi, che faceva
il motorista d'aviazione e partecipò a ben due guerre, la prima in
Africa, la seconda in grecia all'Isola di Rodi , dalle quali riuscì
a tornare a casa indenne. "Un mese prima di partire per il Corpo
Forestale" dice Severino "papà mi insegnò i suoi
segreti. Lavorammo alacremente insieme e fu molto bello. Poi ho continuato
per conto mio, mi sono appassionato in particolare ai bassorilievi sbalzati
in rame e agli stemmi araldici".
Severino ci mostra la complessa ma affascinante lavorazione della lastra
in rame, dall'inizio fino all'opera finita. Passione e maestria tecnica
traspaiono dai suoi movimenti sicuri: nelle sue mani, coi vecchi "ceselli"
(punteruoli per lavorare il rame "a sbalzo") che appartenevano
a nonno Carlo, rivive l'antica tradizione di un'arte
antichissima quasi perduta, praticata già dagli Egizi, dai
Cretesi, dai Greci e dai Romani.
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Severino Cristel
viale Marconi 24, Pergine
tel. 0461 / 530042 |
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| Con Diego Tomasi direttore della
Famiglia Cooperativa di Bedollo (foto Agh) |
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| La Famiglia Cooperativa di Bedollo |
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Il Miele di Bedollo (foto Agh) |
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| Il miele degli apicoltori (foto Agh) |
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Il bancone della frutta e verdura |
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| I migliori vini del Trentino (foto Agh) |
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Famiglia Cooperativa di Bedollo |
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Famiglia
Cooperativa Altopiano di Piné
A Bedollo incontriamo Diego Tomasi, direttore del rinnovato punto vendita
della Famiglia Cooperativa, in cui si possono
trovare i migliori prodotti tipici del Trentino,
compresi quelli locali come il miele degli apicoltori
della zona, i vini della Valle di Cembra.
Sono otto i punti vendita della Famiglia
Cooperativa Altopiano di Piné che operano a Bedollo, Brusago,
Centrale, Faida, Miola, Montagnaga, Montesover e Negaré. La Famiglia
Cooperativa Altopiano di Piné è nata nel 2001 dalla
fusione di più cooperative di consumo che avevano operato in maniera
autonoma a servizio delle rispettive comunità locali. L'organico
della Famiglia Cooperativa Altopiano di Piné conta 28
collaboratori, i soci sono 1856.
Nei primi cinque anni di attività è stata ammodernata buona
parte della rete di vendita per migliorare il servizio a soci e clienti.
Gli investimenti hanno raggiunto i 2 milioni di euro e sono destinati ad
aumentare con il rinnovamento del punto vendita di Centrale di Bedollo:
il fatturato complessivo ammonta a 5 milioni e
600 mila euro. Due persone in particolare hanno contribuito a scrivere
la storia del consumo cooperativo in questa zona del Trentino: Carlo Moser,
presidente e amministratore per 40 anni della Famiglia Cooperativa di Faida
e, successivamente, della Pinetana e Altopiano di Piné; Riccardo
Casagranda, collaboratore per quasi quarant'anni, dapprima come commesso
della Famiglia Cooperativa Bedollo e Centrale ha scalato tutta la gerarchia
aziendale diventando direttore generale.
Famiglia Cooperativa di Bedollo
4, Via dei Francesi
38043 Bedollo (TN)
tel. 0461 / 556616 |
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Cooperazione Trentina
Federazione Trentina della Cooperazione
via Segantini, 10 38100 Trento
tel. 0461 / 898111 - fax 0461 / 985431
www.cooperazionetrentina.it
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| Personaggi di Noldi: Vittoria Simeoni
"dei Perli" |
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Mario Pedron "Boscher",
boscaiolo |
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| Tavolata di prodotti trentini a "El
Casèl" (foto Agh) |
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| El Casèl (foto Agh) |
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Stanza da letto (foto Agh) |
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| Sala da pranzo (foto Agh) |
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Formaggi con confetture (foto Agh) |
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| Tortello di patate e salumi (foto Agh) |
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Sfogliatine di verdure (foto Agh) |
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| Mezzelune coi funghi (foto Agh) |
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Coniglio con polenta (foto Agh) |
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| Vini trentini (foto Agh) |
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Tortino caldo di cioccolato (foto Agh) |
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| Girovagando nel "Cuore delle
Dolomiti" (foto Agh) |
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A
tavola: "El Casèl" di Grumes
A Grumes, in Valle
di Cembra, si imbocca la stradella che sale alla minuscola frazione
di Noldi. E' quasi come tornare indietro
nel tempo, ci si inoltra in una valletta quasi sperduta, punteggiata di
baite e casette di campagna. Un paesaggio silenzioso e verdissimo che si
attraversa quasi con stupore, fino a un gruppetto di case dove spicca una
nuova costruzione: il ristorante "El Casèl". Sorge esattamente
dov'era il vecchio
caseificio dei masi, da anni ormai in rovina. Il Comune ha fatto
un'interessante operazione di recupero, rilevando le quote dei 57 soci e
riedificando la struttura, destinandola alla ristorazione e all'ospitalità,
creando così un richiamo turistico per chi ama mangiar bene in un
posto tranquillo immerso nella natura. La gestione è stata affidata
a Patrizia Pedrotti di Trento e al suo compagno, lo chef Marco Pojer di
Grumes. Dobbiamo dire che siamo rimasti molto sorpresi per l'alto livello
della cucina in un posto così, diciamo, periferico: locali arredati
con gusto, piatti di classe decisamente superiore. La base è quella
della cucina tradizionale trentina, ma
lo chef Marco dispone di fantasia e originalità e propone spesso
sue elaborazioni molto interessanti e, soprattutto, buonissime. Noi siamo
stati accolti da una splendida tavolata di prodotti trentini, allestiti
sapientemente da Patrizia, e dopo aver ammirato tanto ben di Dio siamo passati
alle degustazioni. Abbiamo iniziato con uno spettacolare Antipasto
del Casèl (misticanza di verdure con funghi freschi e grana,
rotolino di spinacini con pancetta, pane di banana con mousse di formaggi
freschi, polentina con formaggio, speck, carne salada e "kajserfesa")
e un assaggio di "tortèl di patate";
quindi, per i primi, le deliziose sfogliatine
di verdure con vellutata al Grana Trentino e gli gnocchi
di formaggio con burro spumeggiante, le saporite mezzelune
con funghi al burro aromatizzato. Per i secondi, uno squisito coniglio
e delizioso capriolo con polenta e funghi.
Infine il dolce, un soave tortino caldo di cioccolato
con "goccia al cuore", e il classico strudel
di mele con gelato alla vaniglia. Il tutto accompagnato da vini trentini,
gentilezza ed alta professionalità. I piatti tutti squisiti, da provare!
"El Casèl" dispone anche di 12 posti letto in belle camere
luminose, piccolo parco giochi, terrazza all'aperto.
La ricetta: Marco Pojer ha scritto di suo pugno per Girovagando una sua
ricetta:
Gnocchi
di pane e formaggio con soffritto di porro
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| Marco, Giulia, Valeria, Patrizia
e Luciano (foto Agh) |
Locanda El Casèl dei Masi (nuova
gestione)
Maso Noldi 7, Grumes, Valle di Cembra
tel. 0461 / 688012 - cell. 348 / 2604673
elcaseldeimasi@alice.it |
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| Sulla lunga dorsale del Rujoch scendendo
a Passo Polpen, sulla destra Malga Stramaiolo (foto Agh) |
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| La radura di Malga Stramaiolo vista dalla Cima
del Rujoch m 2415 (foto Agh) |
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| La stalla di Malga Stramaiolo (foto Agh) |
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| Le ricotte fresche (foto Agh) |
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Pietro Conci gestore agritur (foto Agh) |
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| Sala da pranzo (foto Agh) |
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Lavorazione della ricotta (foto Agh) |
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| Porcini (foto Agh) |
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Un finferlo (foto Agh) |
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| Daniela Andreazzi, micologa (foto Agh) |
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I funghi a Malga Stramaiolo
Sotto l'imponente mole del Monte Rujoch
m 2415 nel Lagorai, sorge in una splendida radura Malga
Stramaiolo a m 1678. Tra le poche ancora
attive nella zona, la malga è anche agritur
ed è condotta da Pietro Conci. Si possono acquistare
direttamente latte, ricotta
e i formaggi prodotti dal casaro, oppure
degustare le specialità tipiche trentine
come gnocchi, canederli, insaccati, crauti, polenta, goulasch, fagioli "en
bronzòn", grigliate miste, strudel, crostata. E' possibile prenotare,
sono disponibili anche 15 posti letto. Nei pressi della malga ci sono, per
la gioia dei bambini, cavalli, mucche, caprette e alcuni simpatici
asinelli. Malga Stramaiolo è raggiungibile
per strada forestale asfaltata, percorribile in auto con permesso,
prendendo il bivio poco a valle di Passo Redebus
(a nord). Alla malga incontriamo la micologa Daniela
Andreazzi, consulente del Comune di Baselga e docente dei corsi nazionali
di micologia a Trento presso il Liceo Prati (ultima settimana di luglio),
che ci da utili informazioni sulla raccolta dei funghi. Nel territorio della
Provincia di Trento la raccolta dei funghi è
regolamentata". I non residenti
possono raccogliere fino a 2 kg di funghi
a persona al giorno, pagando al Comune di pertinenza l'apposito
permesso. Le regole sono semplici: la raccolta
è possibile dalle ore 7.00 alle 19.00; i funghi
devono essere sommariamente puliti dal terriccio sul
luogo di raccolta (quindi non al ritorno alla macchina) e trasportati
in contenitori rigidi forati, per esempio
il classico cestino di vimini; è
vietato distruggere o danneggiare i funghi (anche
se velenosi) oppure usare rastrelli, uncini ed altri mezzi che possono danneggiare
l'humus del bosco. Per i meno esperti, nei mercatini o nelle sedi comunali
di solito ci sono "vigili micologi"
che possono controllare il raccolto per un consumo sicuro. Chi vuole approfondire
la conoscenza dei funghi, i gruppi micologici
organizzano corsi per amatori e appassionati
di 5-6 lezioni teoriche e pratiche, con uscite nel bosco. Per info: Gruppo
Micologico "G. Bresadola". tel. 0461 913960 pres. Marco
Donini 0461 / 885538; Gruppo Micologico "E.
Bettini" tel. pres. Romano Andreatta 0461 / 510419.
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| Veduta autunnale di Stramaiolo (foto Agh) |
Agritur Malga Stramaiolo
(loc. Stramaiolo, Bedollo)
tel. 0461 / 552436 - cell 328 7474413, 328 0518498 |
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| La cuspide finale del Makalù
(foto Benedetti) |
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| Benedetti e Giovanetti |
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Makalù 8473 metri (foto Benedetti) |
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| Campo intermedio (foto Benedetti) |
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La dura salita (foto Benedetti) |
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| Panorami fantastici (foto Benedetti) |
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Sulla vetta! (foto Benedetti) |
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| Campo base (foto Benedetti) |
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Makalù,
l'impresa alpinistica del cembrano Renzo Benedetti
Il Makalù è la quinta
montagna più alta della terra coi suoi 8473
metri. Si trova nella parte centrale del Nepal
vicino al confine con la Cina. Il fortissimo alpinista (per hobby) Renzo
Benedetti, cembrano di Segonzano, a
50 anni suonati è riuscito nell'impresa di arrivare in cima il 4
maggio 2006, assieme al suo compagno Angelo Giovanetti. "La scalata
è stata molto dura" dice Renzo "perché
c'era poca gente che attrezzava la via ed abbiamo dovuto mettere noi 1300
metri di corde. La salita è stata molto lunga, con uno sviluppo di
ben 40 km dal campo base, con difficoltà
tecniche rilevanti tra il campo 1 e 2, con 1000 metri per un canale
con 50% di pendenza, quindi altri 900-1000 metri con una seraccata
molto tormentata da attraversare. Quindi altri 400 metri di 4° grado
su roccia e neve tra 8000 e 8400 di quota, poi l'ultimo strappo alla cuspide
finale su una cresta molto affilata. Personalmente non mi interessa scalare
tutti gli 8000 come hanno fatto altri, ma salire gli 8000 che piacciono
a me. Ho già adocchiato il mio prossimo obiettivo per l'anno venturo,
una montagna bellissima e difficile di 8595 metri sul confine Nepal-India:
il Kangchenjunga. Allenarsi per imprese
simili alla mia età non è facile, lo devo fare dopo il lavoro
ma la passione è ancora tanta: esco quasi tutti i giorni sulle mie
montagne qui intorno, sul Lagorai, e mi faccio circa 2000 metri di dislivello
ogni volta. Devo ringraziare gli sponsor che ci hanno dato una grossa mano:
anzitutto l'Apt Altopiano di Piné - Valle
di Cembra, e l'azienda "Sigma Tau" che ci ha proposto di
testare in alta quota due suoi prodotti, il Carnydun, un integratore alimentare,
e l'Enerdyn un prodotto "energizzante" che favorisce il metabolismo
muscolare per gli atleti impegnati in sforzi prolungati".
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| A pochi Passi dalla cima del Makalù
(foto Benedetti) |
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| Renzo Benedetti (foto Benedetti) |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2009 - E' vietata la riproduzione
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