Chi è già stato in Val di
Fassa conosce questo paradiso dello sci
sulle montagne più belle del mondo, le Dolomiti.
A chi invece non c'è stato diamo un consiglio davvero spassionato:
venite almeno una volta a vedere! Per quanto ci riguarda, questa è
la 11a puntata che giriamo in Val di Fassa: nelle 10
puntate precedenti potete avere una vasta panoramica sulle attrattive
della zona. Dopo il consueto saluto di Riccardo
Franceschetti, presidente dell'Apt e sindaco di Moena, ci accompagna
nella nostra visita in Val di Fassa, come al solito, il gentilissimo Livio
Gabrielli responsabile della promozione dell'APT.
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| L'Angelo Thun all'ingresso di Moena
(foto Agh) |
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"Angelo Thun" dà il benvenuto a
Moena
Un colossale angelo di neve alto 9 metri
dà il benvenuto agli ospiti di Moena,
la Fata delle Dolomiti. Le fattezze, come ci dice Cristina
Donei, assessore alla cultura e alle politiche sociali del Comune di
Moena, sono quelle del famoso angelo creato dalla Thun,
l'azienda di Bolzano specializzata in ceramiche artistiche e decorative.
Per realizzare questa gigantesca
statua di ghiaccio sulla spianata di Moena, all'ingresso del paese,
sono stati necessari ben 380 metri cubi di neve
e il lavoro alacre di tre artisti: i fassani
Andrea Dorigatti e Sergio Davarda, il primierotto Nicola Degiampietro, che
hanno dato prova, oltre all'abilità nello scolpire neve e ghiaccio,
di doti atletiche di arrampicatori e resistenza al freddo non comuni. Accanto
alla statua è stata riprodotta su tela in grandi dimensioni una cartolina
di Moena dei primi anni ’50.
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| Veduta di Soraga con le Dolomiti
sullo sfondo (foto Agh) |
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| Passeggiate e sci di fondo a Campitello
(foto Agh) |
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| Col Rodella (foto Agh) |
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| Diego Perathoner del Consorzio Impianti a fune Fassa
e Carezza |
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Mauro Valentini, direttore Scuola
di sci di Campitello di Fassa (foto Agh) |
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| Panorama sul Sella (foto Agh) |
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Col Rodella (foto Agh) |
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| Rifugio Des Alpes (foto Agh) |
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Solarium (foto Agh) |
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| Riccardo Franceschetti (foto Agh) |
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Livio Gabrielli (foto Agh) |
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| Relax al Rif. Des Alpes (foto Agh) |
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Siesta al Col Rodella (foto Agh) |
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| Rifugio Des Alpes sul Col Rodella
(foto Agh) |
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| Le piste sotto al Gruppo del Sassolungo
(foto Agh) |
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Ski area del Col Rodella
La Val di Fassa è un vero paradiso
degli sport invernali: sci alpino, snowboard, sci nordico, free style,
alpinismo, telemark, ciaspole e perfino scalate sulle cascate di ghiaccio
e sci estremo. In Val di Fassa si può sciare in uno dei più
fantastici comprensori
sciistici dell'intero arco alpino: non solo per il numero di impianti
e per i chilometri di piste (oltre 200!) ma anche e soprattutto per i grandiosi
paesaggi dolomitici che non hanno eguali
al mondo. Il comprensorio, che fa parte del Dolomiti
Superski e che comprende anche la Ski Area Tre Valli, permette di affrontare
ogni giorno piste diverse: inoltre un efficiente
servizio gratuito di skibus consente di spostarsi comodamente in
tutta la valle lasciando l'auto in albergo. In questa puntata, accompagnati
da Diego Perathoner funzionario del Consorzio Impianti a fune Val di Fassa
e Carezza, saliamo al Col
Rodella, uno dei balconi naturali più spettacolari sulla Val
di Fassa e sui gruppi dolomitici più famosi: il Sassolungo, il Sella,
la Marmolada, il Costabella, il Latemar ed il Catinaccio. Da Campitello
di Fassa in località Ischia prendiamo la grande e moderna
funivia che sale in un balzo, sorvolando il caratteristico paesino di Pian.
In pochi minuti siamo a oltre 2400 metri e appena usciti dalla stazione
di arrivo restiamo senza fiato: davanti a noi le guglie spettacolari del
Sassolungo troneggiano maestose. Originato da un atollo corallino, emerge
dalla balconata prativa che lo attornia coi suoi 3179 metri. E' composto
da tre gruppi: il Sassolungo, il gruppo
centrale con le Cinque Dita, le punte Grohmann
e Innerkofler
ed il gruppo del Sasso Piatto, famoso per
la ferrata Schuster (dal Rif. Vicenza si
sale in vetta al Sasso Piatto per ridiscendere al Rif. Sasso Piatto, 4 ore).
Grandioso anche il panorama sul Gruppo
del Sella e sul Gran
Vernel. La Skiarea del Col Rodella
è attrezzata con un modernissimo impianto per l'innevamento artificiale
che garantisce condizioni di ottima sciabilità durante tutto l'arco
della stagione e permette di spostarsi lungo tutto il Giro
dei 4 Passi (il famoso "Sellaronda"
di ben 40 km, vedi mappa),
raggiungendo con gli sci ai piedi le vicine Val
Gardena e Val Badia e
Arabba. A Campitello ha sede la Scuola
italiana di Sci diretta da Mauro Valentini: i maestri sono una trentina
e oltre all'insegnamento dello sci per tutti i livelli, dal principiante
al progredito, impartiscono lezioni di snowboard, carving, telemark e tecnica
in neve fresca.
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| Capitello a Soraga (foto Agh) |
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| I giocattoli prodotti in proprio
(foto Agh) |
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| Il negozio - esposizione (foto Agh) |
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Renato Decrestina (foto Agh) |
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| Sveglie (foto Agh) |
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Cavallini a dondolo (foto Agh) |
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| Automobiline in legno come una volta...
(foto Agh) |
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Fabbrica di Giocattoli Decrestina
Nel vecchio nucleo del paese di Soraga
è attiva un'azienda piuttosto insolita, in quanto produce giocattoli
di legno : è l'azienda Decrestina.
Fu nonno Paolo, detto anche "Paolin" da Palùa, ad iniziare
l'attività prima ancora della guerra. Faceva il "rodèr",
ovvero costruiva attrezzi agricoli in legno: ruote, carri, carriole, rastrelli
etc. Dopo la guerra la produzione di attrezzi agricoli in legno andò
rapidamente in disuso e fu necessario diversificare la produzione per sopravvivere.
Iniziò quindi a produrre oggetti in legno, soprattutto per uso domestico:
piatti, ciotole, stoviglie, eccetera. Un commerciante di Cavalese, tal Borelli,
che aveva fiutato le possibilità portate dal nascente turismo, gli
commissionò souvenir da vendere ai turisti e così la strada
fu tracciata. Arrivò quindi il figlio Renato a dargli manforte e
l'attività decollò. Circa 20 anni fa Paolo e Renato iniziarono
la produzione di giocattoli in legno:
riprendendo in parte quelli antichi dell'infanzia (trenini, trottole, aerei,
macchinine, cavalli a dondolo eccetera) ma anche proponendo giochi più
moderni ed attuali come i giochi da tavolo o di società. Parallelamente
l'azienda si specializzò nella produzione di balconi e lavorazioni
in legno per l'edilizia. Oggi il giovane Andrea,
figlio di Renato, prende il testimone dal papà in azienda, che può
così, finalmente, dedicare più tempo alla sua grande passione:
la pittura.
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| Andrea e Renato Decrestina (foto Agh) |
Decrestina creazioni in Legno
via Palua 17, 38030 Soraga (TN)
Tel. +39 0462 768174 - Fax. +39 0462 768242
www.decrestina.it |
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| Osservando le Dolomiti (foto Agh) |
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| Valle di Fassa con le Dolomiti (foto Agh) |
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| Passeggiate nei pressi di Campitello (foto Agh) |
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| Un angolo della sala ristorante (foto Agh) |
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| Logo ufficiale Osteria Tipica Trentina |
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Roberto Anesi (foto Agh) |
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| Particolare del bar (foto Agh) |
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Angolo del bar (foto Agh) |
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| Luigi, Luciano, Luisa, Manuela e
Mauro (foto Agh) |
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| Affresco al ristorante El Pael (foto Agh) |
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A tavola: ristorante "El Pael" di Canazei
Per pranzo siamo ospiti del ristorante El Pael
nel centro di Canazei: l'esterno non lascia immaginare la bellezza
dei locali interni, ristrutturati di recente con molto gusto e originalità.
Roberto Anesi, sommelier e titolare, ci racconta un po' di storia: "La
nostra famiglia si occupa di accoglienza turistica da più di 50 anni.
I nonni infatti, Guido e Natalina, avevano un albergo nel centro a Canazei
già dal 1952. L’attuale ristorante è stato rilevato
agli inizi del ’90 ma solo nel ’94 abbiamo deciso di gestirlo
personalmente cambiando anche il vecchio nome. L'abbiamo chiamato "Ristorante
El Pael” in onore di un vecchio paiolo per la polenta, uno dei pochi
oggetti che il mio nonno materno, Bruno Gecele, finita la seconda guerra
mondiale e al ritorno dalla Russia, era riuscito a conservare e portare
a casa. Quel paiolo fa mostra di sè al centro del nostro locale.
Il ristorante nel 2002 è stato notevolmente ampliato e ristrutturato,
portando la capienza a 80 posti interni e allestendo una terrazza esterna
molto confortevole che può ospitare fino a 35 coperti. La nostra
offerta gastronomica è sempre stata improntata sulla cucina locale
tipica, trentina e ladina; nel 2002 è stato quindi facile per noi
aderire con entusiasmo al club di prodotto Osterie
tipiche trentine, per specializzare ulteriormente l'offerta
dei prodotti tipici trentini. Ho frequentato parecchi corsi di formazione,
tra i quali quelli di sommelier e quelli sui prodotti tipici organizzati
per le Osterie Tipiche Trentine. Credo però che i corsi più
belli e stimolanti siano quelli che si fanno “sul campo”: nei
periodi di chiusura infatti dedichiamo molto tempo alla visita dei nostri
produttori, per conoscere la loro storia, la passione e l'impegno che mettono
nel loro lavoro. Crediamo molto in questa necessità, non solo per
il rapporto di collaborazione che ci lega ma anche per conoscere meglio
i prodotti che poi offriamo alla nostra clientela. Ai nostri ospiti possiamo
quindi raccontare come nasce un prodotto tipico trentino e la sua storia".
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| Il piccolo paesino di Pian sopra
Campitello, col Sassolungo (foto Agh) |
A tavola
Descriviamo di seguito gli eccezionali piatti che abbiamo degustato. Per
antipasto il "benvenuto", ovvero filetto
di cervo aromatizzato al ginepro con polenta di Storo: spadellato
ed aromatizzato con ginepro ed erbe aromatiche, cotto poi sottovuoto a bassa
temperatura e servito con cubetti di polenta trentina appena abbrustoliti
sulla griglia. Per i primi: i Casoncies da fighes,
un piatto della tradizione ladina; era il piatto dei giorni di magro o delle
grandi occasioni. Si tratta di un raviolo fatto in casa con una pasta ripiena
di fichi secchi e un po' di pera secca, ed è servito con semi di
papavero e burro fuso.
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| Minestra d'orzo (foto Agh) |
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| Lo chef Giorgio Iori di Canazei |
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"Grafons da pomes” e crauti
(foto Agh) |
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| Il piatto di "benvenuto" col cervo
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Casoncies da fighes (foto Agh) |
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| Filetto di salmerino gratinato |
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Vino "Esegesi" di Eugenio Rosi |
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| Filetto di cervo e gnocchi di zucca |
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Guanciale di manzo al Teroldego |
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| Le “Fortaes” (foto Agh) |
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Semifreddo alla cannella con “sones” |
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Quindi la classica Minestra d’orzo con “grafons
da pomes” e crauti, un piatto che tanti ricordano sulle loro
tavole di casa: è la classica zuppa d’orzo arricchita con verdure
e carne affumicata, che si serviva in tavola con i crauti ed i “Grafons”,
delle sfoglie fatte con impasto di patate, infarinate e fritte nell’olio.
I Gnocchi alle ortiche sono una rivisitazione
dei tradizionali "strangolapreti alla trentina", fatti con un
impasto di pane bagnato nel latte, ortiche ed una piccola parte di spinaci
che ammorbidiscono l’amaro tipico dell’ortica. Sono serviti
con scaglie di formaggio Vezzena stagionato oppure, quando disponibile,
con della ricotta di malga affumicata. Per i secondi: guanciale
di manzo al Teroldego con bis di polenta e cavoli rossi, ovvero la
guancia del manzo brasata nel vino Teroldego. Il Filetto
di cervo con salsa al porto e gnocchi di zucca è una ricetta
che unisce la selvaggina ai gusti dolci della cucina mitteleuropea: la salsa
ristretta di Porto e gli gnocchi di zucca, che tendono decisamente al dolciastro,
sono abbinati al gusto intensa della selvaggina. Il Filetto
di salmerino gratinato su letto di finocchi al vapore: il salmerino
è un pesce decisamente fine e delicato delle fredde acque dei torrenti
di montagna. Una volta sfilettato il pesce viene prima lessato e poi gratinato
con i semi di finocchio per poi essere servito su un letto di finocchi sbollentati
ed un filo di olio d’oliva del Lago di Garda. Infine i dolci: Le
“Fortaes”, un altro piatto tradizionale della cucina
Ladina, era in passato un piatto salato ma, con il tempo ed il benessere
si è trasformato in un dolce. E' un impasto di latte, uova e farina
che si lascia cadere nell’olio caldo per poi prendere una forma caratteristica.
E' servito con uno zucchero aromatizzato alla cannella e con una marmellata
di prugne fatta in casa, anche se tradizionalmente si serve con una marmellata
di mirtilli. Infine il Semifreddo alla cannella
con “sones” e salsa al moscato rosa: a base di panna
e aromatizzato alla cannella, servito con le fettine di mela del Trentino
pastellate e fritte. Queste “Sones” erano un dessert tradizionale:
il piatto viene poi completato con una salsa ristretta di moscato rosa del
Trentino.
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| Un gruppo di simpatici russi di Rostov
(foto Agh) |
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| Il brulè Baccus (foto Agh) |
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Brindisi col brulè Baccus
Cappelletti |
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Dalla Russia col Brulè
Anche in Val di Fassa si cominciano a vedere i mitici turisti
dell'Est, i "nuovi ricchi" come diciamo noi. In una pausa
della giornata abbiamo incontrato un gruppetto di simpatici
russi di Rostov,
assai ben "carburati" come da tradizione, molto incuriositi dai
nostri brindisi col Brulè
Baccus Cappelletti. Attratti da questa novità del
vino caldo e fumante ci hanno chiesto informazioni e abbiamo scambiato
qualche chiacchiera nel nostro e loro faticoso inglese. Hanno subito voluto
provare anche loro il Brulé Baccus dell'Antica
Erboristeria Cappelletti, che il titolare dell'azienda, Luigi,
ci rifornisce gentilmente per affrontare meglio le fredde giornate d'inverno.
E' un vino di qualità superiore ad alta gradazione, aromatizzato
con spezie ed erbe specifiche: bevuto molto caldo nelle sue tipiche
tazzine di ceramica, riscalda e conforta. I russi ne sono rimasti entusiasti
e hanno brindato più volte ad alta voce coi loro amici "italijanski".
Mentre Luigi vagheggiava tra sé consistenti ordini di brulè
per la Russia, quello più ciucco del gruppo ha tirato fuori dal portafoglio
una banconota, sventolandola all'indirizzo del fotografo che aveva promesso
di mandare le foto via internet. Il fotografo, cioè chi scrive, oppose
signorilmente un fermo rifiuto. Senonché, allungando l'occhio, s'accorse
con grande disappunto che si trattava di una banconota da ben 50 euro! Ma
ormai aveva detto di no...
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| Sci di fondo a Campitello (foto Agh) |
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| "L'Enrosadira" sui Monzoni (foto Agh) |
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Piazza di Vigo di Fassa (foto Agh) |
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| Presepe (foto Agh) |
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Alfredo Weiss (foto Agh) |
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| Uno dei 14 presepi per le vie di
Vigo di Fassa (foto Agh) |
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Presepi sulle fontane
Due importanti iniziative sono state realizzate durante il periodo di Natale
a Vigo di Fassa grazie alla collaborazione
fattiva e alla creatività di molti volontari: il presepio
vivente e i Presepi sulle Fontane.
"Il popolo ladino testimonia così" ci dice Alfredo
Weiss assessore al turismo del Comune di Vigo, "le sue radici profondamente
popolari, nella rappresentazione del presepe che è manifestazione
di culto religioso ma anche simbolo della famiglia e prima cellula della
vita sociale". Il presepe vivente ha coinvolto ben 80 persone,
che hanno dato vita al presepe sfilando in costume nelle vie più
antiche del paese. La processione è culminata nell'arrivo alla Capanna
nella piazza di Vigo ( Piaz de Vich) e nella rappresentazione della nascita
di Gesù. I Presepi sulle Fontane
invece rievocano una tradizione oramai perduta, quando le fontane un tempo
costituivano un vero e proprio punto di incontro e di aggregazione sociale.
I paesani andavano a prendere l'acqua, abbeverare gli animali, lavare i
panni e naturalmente fare filò, cioè scambiare notizie o per
fare quattro chiacchiere. Le fontane di Vigo e nel circondario sono 12,
così si è pensato di far rivivere questi antichi luoghi di
incontro con la tradizione del presepe. All'iniziativa hanno partecipato
4 scuole con 5 presepi, 6 gruppi di volontariato istituzionale del paese
di Vigo e 3 di volontariato individuale. I presepi sono esposti in casette
di legno e sono visitabili fino 31 gennaio 2006.
Al termine della manifestazione, una giuria premierà i presepi più
interessanti. Per i visitatori è disponibile una piantina
orientativa del percorso presso gli uffici dell'Apt.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| La Punto di Girovagando in Val di Fassa (foto Agh) |
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| La gigantesca fontana di ghiaccio
nel centro di Monea (foto Agh) |
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