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Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna
Lo "Skitour dei Forti" austroungarici - 21 gennaio 2006
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Piste di Folgaria (foto Agh)

   
Costa di Folgaria (foto Agh)   Stefano Medici, direttore APT  
E' con grande piacere che Girovagando torna sull'Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna (vedi puntate precedenti), questa volta nella stagione invernale, per testimoniare la bellezza di questa piccola stazione sciistica che, a dispetto delle dimensioni non esagerate, ha molto da offrire. E' una meta tranquilla ideale per le famiglie, lontana dalle aree congestionate del turismo di massa, con piste molto panoramiche alla portata di tutti, anche degli sciatori meno esperti. Anche chi non scia non corre certo il rischio di annoiarsi: escursioni a piedi o con le ciaspole, in carrozza coi cavalli, o le slittinovie, offrono una serie di divertimenti per tutti.

 
Costa di Folgaria, sulla sx. Maso Spilzi (foto Agh)  
 
Una delle sette fortezze austroungariche (foto APT)  
Skitour dei Forti

D'inverno le sette fortezze austro-ungariche dell'Altopiano danno il nome al carosello sciistico più importante delle Prealpi trentine, lo Skitour dei Forti, 72 km di piste interamente servite da innevamento programmato e da seggiovie quadriposto dell'ultima generazione, tra panorami e paesaggi superbi, in un ambiente alpino che offre scorci di grande bellezza! Lo Skitour dei Forti si snoda attraverso la linea di fronte della Grande Guerra che divideva Italia e Austria e che era difesa da un sistema di possenti fortezze, che ancora emergono dalla neve. Molti di questi forti si possono raggiungere anche con le ciaspole o racchette da neve, da soli o con escursioni guidate. Lo Skitour dei Forti è interessante anche per l’eccezionale panorama che, da diversi punti dell’Altopiano, offre sull’intero Trentino e le montagne che fanno da corona alla Valle dell’Adige, dalle Dolomiti di Brenta all’Adamello - Presanella, alle Dolomiti della Valle di Fassa. Il comprensorio sciistico è composto dal Carosello Ski Folgaria - 54 km di piste collegate, e dallo Ski Center Lavarone - 18 km di piste collegate. A Costa di Folgaria è entrata in funzione la nuova seggiovia quadriposto Costa - Moreta, ovvero il nuovo accesso al carosello di impianti: serve una nuova pista panoramica denominata Maso Spilzi, pista blu, lunghezza 2.130 m - disl. 209 m. E' collegata con l'area dell'Ortesino e con Stella d'Italia.

L'Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna è ideale per le famiglie che amano i posti tranquilli (foto Agh)

 
Rifugio Stella D'Italia in loc. Sommo Alto (foto Agh)  
   
Sosta al rifugio (foto Agh)   Claudio Rech (foto Agh)  
   
Bepi Mondin, maestro di sci (foto Agh)   Un ospite del rifugio (foto Agh)  
   
Relax al sole in terrazza (foto Agh)   Antenore Cuel, ex olimpionico  
 
Bepi Mondin con un giovane allievo (foto Agh)  
Rifugio Stella D'Italia

Da Costa di Folgaria prendiamo la nuova seggiovia che ci porta in quota: qui una pattuglia di gentilissimi carabienieri in motoslitta porta la nostra "camerawoman", Laura Gasperi, per realizzare alcune riprese panoramiche. Arriviamo quindi al Rifugio Stella D'Italia a quota m 1550. Fu costruito nel 1905 come base operativa del forte austroungarico del Sommo Alto, a sua volta in costruzione quale rinforzo del fronte sud dell'Impero. Alla fine della guerra divenne rifugio per pastori e poi destinato ad uso turistico. Claudio Rech, maestro di sci originario del posto, con Francesca, di origini inglesi, acquistarono il rifugio nel 1984, apportandovi delle migliorie per accogliere escursionisti, sciatori e mountain bikers. Il rifugio infatti si trova in una posizione geografica estremamente favorevole. E' sosta ideale per chi percorre la100k dei Forti, gran fondo di bici, mentre per gli escursionisti è una tappa lungo il famoso trekking internazionale del Sentiero Europeo n. 5, che parte dal Lago di Costanza e arriva fino al Mare Adriatico. Durante l'inverno il rifugio, che si trova direttamente sulle piste, è una sosta ideale di ristoro. Francesca si occupa della cucina, con le ricette tipiche del Trentino accompagnate dalla pasticceria inglese. Claudio invece è un qualificato consigliere riguardo escursioni a piedi o con le ciaspole. Ospite fisso del rifugio è Antenore Cuel, ex olimpionico di sci nordico, che partecipò alle edizioni del '48 a St. Moritz (4° classificato) e nel '52 a Oslo con la pattuglia militare. Porta i suoi 84 anni spettacolosamente: "Vengo qui a sciare praticamente tutti i giorni" dice soddisfatto "qui i posti sono tanto belli, le piste facili e con tanto sole".

Rifugio Stella D'Italia
Loc. Sommo Alto, Folgaria
tel. 0464 / 721374
www.rifugiostelladitalia.com

Carabienieri in servizio sulle piste: da sx Lucio Stefani, Nico Rebeschini, Luigi Molignoni (foto Agh)

 
Discesa con gli slittini, un divertimento assicurato! (foto Agh)  
Slittare che passione!

L'Altopiano di Folgaria è tra i pochi centri in regione a poter vantare delle vere e proprie slittinovie. Per la precisione sono tre: a Costa di Folgaria, a Fondo Piccolo, a Bertoldi di Lavarone. Sembrerà strano ma, con la scusa di accompagnare i bambini, gli adulti hanno tutta l'aria di divertirsi un mondo pure loro. E in effetti non hanno per niente torto: abbiamo voluto provare anche noi ed è veramente divertentissimo. Abbiamo fatto qualche giro sulla slittinovia "Colpi" a Costa di Folgaria: un impianto di risalita apposito, a sganciamento automatico all'arrivo, rimorchia delle speciali slitte biposto con manubrio sterzante e freno. Una facile pista protetta solo per le slitte, adatta a tutti, permette delle entusiasmanti discese in piena sicurezza. Provare per credere!

 
L'impianto di risalita di Costa (foto Agh)   Anche gli adulti non si tirano indietro... (foto Agh)
 
La pista, riservata alle slitte, è facile e sicura   Le slitte hanno lo sterzo e il freno (foto Agh)
 
Slitta biposto (foto Agh)   Lanciatissimo! (foto Agh)

 
Video
Una discesa in slitta

1 min in streaming (1,8 mb)



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Slittinovie
Slittinovia di Costa di Folgaria, di Alberto Colpi: Tel. 0464 / 721576
Slittinovia di Fondo Piccolo - Folgaria, di Giuseppe Rella Tel. 0464 / 721606
Slittinovia di Bertoldi, di Rolando Stenghele, Tel. 0464 / 780027

   
Arrivo "Alle Ginestre" (foto Agh)   La sala da pranzo (foto Agh)  
   
Lo chef Ivan Penner (foto Agh)   "Coccio golden" (foto Agh)  
   
"Fregoloti" alla cimbra (foto Agh)   Polenta di patate e tonco del pontesèl  
   
Smorm (foto Agh)   Ivan Penner prepara i fregoloti  
 
Luciano, Ivan, Katia, Alessio (foto Agh)  
A tavola: ristorante-pizzeria "Alle Ginestre"

Il ristorante pizzeria "Alle Ginestre" ha una storia ormai trentennale: fu fondato infatti da Ugo Pedrazza di Folgaria, insieme alla moglie. Pedrazza era maestro elementare con la passione della ristorazione. Realizzò il suo locale in fondo al paese, in un posto pieno di ginestre (da cui il nome) ma dove all'epoca non c'era nulla, tantoché i paesani lo prendevano un po' in giro dicendo che aveva fatto un ristorante alla "Ca' del diaol" (casa del diavolo). Nel logo della pizzeria infatti è stata conservata l'immagine di un diavoletto. A dispetto dello scetticismo dei paesani il locale, nonostante la posizione defilata, è sempre andato bene, grazie soprattutto all'ottima cucina. Circa 4 anni fa Katia Pergher, ex allieva del maestro Pedrazza ("ho imparato da lui la matematica" dice con riconoscenza), gli ha rilevato il locale ed ora continua a fare "l'allieva" in quanto il suo ex maestro di matematica la segue con cura amorevole, come ai tempi della scuola, prodigo di consigli e suggerimenti su come proseguire l'attività nel migliore dei modi. I risultati dobbiamo dire sono davvero ottimi: grazie all'abilità dello chef Ivan Penner, il buon nome del locale continua nella tradizione di una cucina sana, genuina, coi migliori prodotti tipici locali ma anche con ottime pizze. Noi abbiamo degustato: come antipasto un gustoso "Coccio Golden", un tortino fatto con la pasta della pizza, con mele, gorgonzola, noci e prosciutto crudo; per primo i saporiti Fregoloti alla Cimbra con radicchio, pancetta e gorgonzola; per secondo la polenta di patate col tonco del pontesèl e finferli; infine per dolce un piatto tipico cimbro di antiche origini, lo "Smorm", una specie di frittata dolce fatto con le crespelle, l'uvetta e la marmellata. Si mangiava un tempo a colazione con il latte caldo.

Alle Ginestre
ristorante pizzeria
via del Parco 55, Folgaria (Trento)
tel. 0464 / 721683

 
Le distese di Millegrobbe (foto Agh)  
 
Sferruzzando all'ultimo sole a Malga Millegrobbe (foto Agh)  
Malga Millegrobbe

Punto di contatto tra gli altipiani veneti e quelli trentini, Malga Millegrobbe a m 1415 è uno stupendo centro del fondo in una zona paesaggistica con pochi eguali per questo sport. Grandi distese e boschi richiamano i paesaggi scandinavi. Qui si svolge la gara internazionale di gran fondo Millegrobbe (vedi presentazione rtf), tra le più importanti d´Europa e che richiama migliaia di sportivi dall'Italia e dall'estero. Dista solo 12 km da Lavarone Chiesa, 2 km da Luserna: dispone di 42 km di piste (vedi mappa), più il collegamento con Campolongo (50 km). Inoltre una pista agonistica da 15 km, pista media da 12 km, pista facile da 5 km, e un anello scuola da 2 km, le piste sono dotate di impianto di innevamento programmato. La battitura delle piste è garantita dal servizio battispista capeggiato dall'efficiente Giovanni Rampelotto. Servizi: ristorante, noleggio sci, noleggio ciaspole e percorso segnato, scuola di fondo, parcheggio, spogliatoi e docce, centro permanente di valutazione cardiocircolatoria. Tel Centro: 0464 / 783179. Il Centro del fondo di Millegrobbe è inserito nel circuito Trentino Super Nordic Skipass: 1000 km di piste nei migliori centri del Trentino (17) con un unico skipass.

Centro del Fondo di Millegrobbe
Loc. Malga Millegrobbe, Lavarone
Telefono: 348 7476823 - 0464 - 783226 - Fax: 0464.783118
info@montagnaconamore.it

Luciano con Massimo Osele, titolare di Malga Millegrobbe (foto Agh)
 
   
Logo ufficiale Osteria Tipica Trentina   Tavolata di prodotti tipici (foto Agh)  
I piatti tipici trentini di Malga Millegrobbe

Massimo Osele è titolare di Malga Millegrobbe presso il centro del Fondo, ristorante tipico che aderisce al club di prodotto OsteriaTipica Trentina. Qui si possono degustare i migliori prodotti tipici del Trentino in un ambiente rustico, dai modi semplici ma cordiali, con cucina casalinga e ricette tipiche locali. Da assaggiare assolutamente i favolosi formaggi prodotti sugli altopiani: uno tra tutti, il rinomato Vezzena.

 
Salumi e formaggi tipici (foto Agh)   Massimo Osele (foto Agh)
 
Zelten trentino (foto Agh)   Formaggi degli altipiani (foto Agh)
 
Vini trentini Marzemino e Teroldego (foto Agh)   Smacafàm (foto Agh)
Massimo, Luciano, Sabina, Fabio (foto Agh)

Malga Millegrobbe
Loc. Millegrobbe
38046 Lavarone, Italia
Tel 0348 / 7476813

Le piste di sci con l'abitato di Folgaria: sullo sfondo il gruppo del Monte Bondone e dietro il Brenta (foto Agh)

 
Tipo paesaggio degli altipiani: qui siamo nei dintorni di Luserna  
Natura, sport, cultura

A Cappella di Lavarone incontriamo Carlo Marchesi, titolare del ristorante "La Stube del Cervo" e presidente APT Altopiano Folgaria, Lavarone e Luserna, che decanta le bellezze dell'Altopiano che, riguardo allo sci di fondo, offre uno dei comprensori più belli e più vasti di tutte le Alpi. Anche il lato culturale però non è certo da trascurare: tra le maggiori attrazioni dell'Altopiano certamente c'è il Forte Belvedere - Gschwent, l'unica fortezza austroungarica rimasta in gran parte intatta. Oggi è stata restaurata ed ospita un davvero interessante. "Per Trento basto io!" era il motto di cui si fregiava il forte nei giorni caldi della Grande Guerra, a significare che da solo sarebbe bastato a difendere la città dal pericolo italiano. A parte i bombardamenti dei primi giorni di guerra, la fortificazione non subì mai alcun attacco diretto: lo sfondamento fu tentato nel corso del conflitto sempre ad est rispetto alle sue torrette, in corrispondenza di Forte Lusèrn e Forte Verle.

 
Forte Belvedere a Lavarone (foto Museo Belvedere)  
   
Forte Belvedere in una foto d'epoca   Sotterranei (foto Belvedere)  
   
Equipaggiamento invernale   Infermeria (foto Belvedere)  
   
Stanza del museo (foto Belvedere)   Carlo Marchesi (foto Agh)  
 
Forte Sommo nel 1918 (Museo della Guerra)  
La storia del Forte Belvedere - Werk Gschwent

Costruito tra il 1908 e il 1914 con il compito principale di controllare la Val d'Astico che si apre a strapiombo ai suoi piedi, Forte Belvedere è l'unica tra le sette fortezze edificate sugli Altipiani ad essere sfuggita parzialmente all'opera demolitiva degli anni Trenta, attuata dal regime fascista nell'ambito della campagna "Ferro alla Patria". Si salvò per l'espresso intervento di Re Vittorio Emanuele III che, in visita nel 1935 a quello che era stato il "fronte dei forti", volle che almeno uno di questi rimanesse intatto a futura memoria. Oltre che sulla sua invidiabile posizione, Forte Belvedere basava la propria superiorità su un armamento di prim'ordine: era infatti attrezzato con tre obici da 105 mm in torre corazzata, più due da 80 mm e altri due da 60 mm; poteva inoltre contare su ben 22 postazioni di mitragliatrice e, qualora ciò non bastasse, era difeso da un profondo fossato scavato nella roccia. Progettato per resistere a pesanti bombardamenti, con corazze in acciaio e calcestruzzo e centinaia di metri di gallerie nella roccia, rappresentava una delle massime espressioni della tecnica militare dell'epoca. Con una guarnigione di circa 200 soldati, la fortezza assolse pienamente alla propria funzione difensiva e di supporto alla azioni militari offensive. Sebbene sottoposto ai pesanti bombardamenti provenienti dalle artiglierie italiane appostate a Porta Manazzo, Compolongo e Campomolon, seppe resistere malgrado i danni subiti. Nel solo primo anno di guerra la Fortezza ricevette 1800 colpi di grosso calibro, alcuni dei quali riuscirono a forare le strutture blindate: il 16 Maggio 1916 l'esplosione di una granata italiana causò la morte di 9 soldati ed il ferimento di 18 loro compagni. Diversamente dalla gran parte dei musei, Forte Belvedere - Gschwent non è un edificio neutro che ospita dei contenuti quanto piuttosto un museo esso stesso. Si tratta di una struttura dalla mole grandiosa, testimonianza unica nel suo genere, che offre al visitatore una percezione piuttosto fedele, grazie alla accurata ricreazione dei vari ambienti, di come vivevano i soldati nella fortezza.

Fondazione Forte Belvedere - Gschwent
38040 Lavarone (TN) – Fraz. Gionghi
Tel. 0464 780005 - cell. 347 2401650 - Fax: 0464 780005
www.fortebelvedere.org


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2006 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione
Tutti i diritti riservati / All rights reserved


PLastigrafia Skitour dei Forti, clicca per ingrandire
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    Cima Larici, escursione
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    Passo Vezzena
22 febbraio 2003

Video

 
Una discesa in slitta
sulla pista Colpi di Costa di Folgaria
1 min in streaming (1,8 mb)




Link

Istituzioni
Comune di Lavarone
Centro Documentazione di Luserna

Sci
Carosello Ski Folgaria
Ski Center Lavarone


Portali locali

www.folgaria.net consorzio Folgaria Vacanze
www.vacanzeinlavarone.com
www.turismolavarone.it

Snowboard

www.jurassikpark.it

Bike

Fortezze Bike Tour

Cimbri
www.cimbri.it
Istituto Culturale Mocheno-Cimbro
Corale polifonica Cimbra di Luserna
Cimbri di Luserna, Sette Comuni Vicentini, Tredici Comuni Veronesi
Isole linguistiche germanofone Italia

Guerra
Forte Belvedere Gschwent
Museo della Guerra di Rovereto puntata di Girovagando 2/01/2004
Museo della Guerra di Rovereto
Museo delle Fortezze - Forte Belvedere
www.grandeguerra.com bellissimo sito sulla Grande Guerra
www.kaiserjaeger.com sito ricchissimo di info e foto sulla Grande Guerra
CSSEO - Centro Studi sulla Storia dell'Europa Orientale
Fortezze degli Altipiani

Prodotti tipici
Museo del Miele
Casa del Miele
Formaggi Trentini
Trentingrana Concast

A tavola

Alle Ginestre

ristorante pizzeria
via del Parco 55, Folgaria (Trento)
tel. 0464 / 721683


Malga Millegrobbe

Loc. Millegrobbe
38046 Lavarone, Italia
Tel 0348 / 7476813


www.rifugiostelladitalia.com