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| Costa di Folgaria (foto Agh) |
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Stefano Medici, direttore APT |
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E' con grande piacere che Girovagando torna sull'Altopiano
di Folgaria, Lavarone e Luserna (vedi puntate
precedenti), questa volta nella stagione invernale,
per testimoniare la bellezza di questa piccola stazione sciistica che, a
dispetto delle dimensioni non esagerate, ha molto da offrire. E' una meta
tranquilla ideale per le famiglie, lontana
dalle aree congestionate del turismo di massa, con piste
molto panoramiche alla portata di tutti, anche degli sciatori meno
esperti. Anche chi non scia non corre certo il rischio di annoiarsi: escursioni
a piedi o con le ciaspole, in carrozza coi cavalli, o le slittinovie, offrono
una serie di divertimenti per tutti.
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| Costa di Folgaria, sulla sx. Maso
Spilzi (foto Agh) |
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| Una delle sette fortezze austroungariche
(foto APT) |
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Skitour dei Forti
D'inverno le sette fortezze austro-ungariche
dell'Altopiano danno il nome al carosello sciistico
più importante delle Prealpi trentine, lo Skitour
dei Forti, 72 km di piste interamente servite da innevamento programmato
e da seggiovie quadriposto dell'ultima generazione, tra panorami e paesaggi
superbi, in un ambiente alpino che offre scorci di grande bellezza! Lo Skitour
dei Forti si snoda attraverso la linea di fronte
della Grande Guerra che divideva Italia
e Austria e che era difesa da un sistema di possenti fortezze, che ancora
emergono dalla neve. Molti di questi forti si possono raggiungere anche
con le ciaspole o racchette da neve, da
soli o con escursioni guidate. Lo Skitour dei Forti è interessante
anche per l’eccezionale panorama che, da diversi punti dell’Altopiano,
offre sull’intero Trentino e le montagne che fanno da corona alla
Valle dell’Adige, dalle Dolomiti di Brenta all’Adamello - Presanella,
alle Dolomiti della Valle di Fassa. Il comprensorio sciistico è composto
dal Carosello Ski
Folgaria - 54 km di piste collegate, e dallo Ski
Center Lavarone - 18 km di piste collegate. A Costa di Folgaria è
entrata in funzione la nuova
seggiovia quadriposto Costa - Moreta, ovvero il nuovo accesso al carosello
di impianti: serve una nuova pista panoramica
denominata Maso Spilzi, pista blu, lunghezza 2.130 m - disl. 209 m. E' collegata
con l'area dell'Ortesino e con Stella d'Italia.
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| L'Altopiano di Folgaria, Lavarone
e Luserna è ideale per le famiglie che amano i posti tranquilli
(foto Agh) |
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| Rifugio Stella D'Italia in loc. Sommo
Alto (foto Agh) |
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| Sosta al rifugio (foto Agh) |
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Claudio Rech (foto Agh) |
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| Bepi Mondin, maestro di sci (foto Agh) |
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Un ospite del rifugio (foto Agh) |
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| Relax al sole in terrazza (foto Agh) |
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Antenore Cuel, ex olimpionico |
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| Bepi Mondin con un giovane allievo (foto Agh) |
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Rifugio Stella D'Italia
Da Costa di Folgaria prendiamo la nuova seggiovia
che ci porta in quota: qui una pattuglia
di gentilissimi carabienieri in motoslitta porta la nostra "camerawoman",
Laura Gasperi, per realizzare alcune riprese
panoramiche. Arriviamo quindi al Rifugio Stella
D'Italia a quota m 1550. Fu costruito nel 1905
come base operativa del forte austroungarico del
Sommo Alto, a sua volta in costruzione quale rinforzo del fronte
sud dell'Impero. Alla fine della guerra divenne
rifugio per pastori e poi destinato ad uso turistico. Claudio Rech,
maestro di sci originario del posto, con Francesca, di origini inglesi,
acquistarono il rifugio nel 1984, apportandovi delle migliorie per accogliere
escursionisti, sciatori e mountain bikers. Il rifugio infatti si trova in
una posizione geografica estremamente favorevole. E' sosta ideale per chi
percorre la100k
dei Forti, gran fondo di bici, mentre per gli escursionisti è
una tappa lungo il famoso trekking internazionale del Sentiero
Europeo n. 5, che parte dal Lago di Costanza e arriva fino al Mare
Adriatico. Durante l'inverno il rifugio, che si trova direttamente sulle
piste, è una sosta ideale di ristoro. Francesca si occupa della cucina,
con le ricette tipiche del Trentino accompagnate
dalla pasticceria inglese. Claudio invece è un qualificato consigliere
riguardo escursioni a piedi o con le ciaspole. Ospite fisso del rifugio
è Antenore Cuel, ex olimpionico
di sci nordico, che partecipò alle edizioni del '48 a St. Moritz
(4° classificato) e nel '52 a Oslo con la pattuglia militare. Porta
i suoi 84 anni spettacolosamente: "Vengo qui a sciare praticamente
tutti i giorni" dice soddisfatto "qui i posti sono tanto
belli, le piste facili e con tanto sole".
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| Carabienieri in servizio sulle piste:
da sx Lucio Stefani, Nico Rebeschini, Luigi Molignoni (foto Agh) |
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| Discesa con gli slittini, un divertimento
assicurato! (foto Agh) |
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Slittare che passione!
L'Altopiano di Folgaria è tra i pochi centri in regione a poter vantare
delle vere e proprie slittinovie. Per la
precisione sono tre: a Costa di Folgaria,
a Fondo Piccolo,
a Bertoldi di Lavarone. Sembrerà
strano ma, con la scusa di accompagnare i bambini, gli adulti hanno tutta
l'aria di divertirsi un mondo pure loro. E in effetti non hanno per niente
torto: abbiamo voluto provare anche noi ed è veramente divertentissimo.
Abbiamo fatto qualche giro sulla slittinovia "Colpi"
a Costa di Folgaria: un impianto
di risalita apposito, a sganciamento automatico all'arrivo, rimorchia delle
speciali slitte biposto
con manubrio sterzante e freno.
Una facile pista protetta solo per le slitte, adatta a tutti, permette delle
entusiasmanti discese in piena sicurezza. Provare per credere!
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| L'impianto di risalita di Costa (foto Agh) |
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Anche gli adulti non si tirano indietro...
(foto Agh) |
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| La pista, riservata alle slitte, è facile e sicura
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Le slitte hanno lo sterzo e il freno (foto Agh) |
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| Slitta biposto (foto Agh) |
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Lanciatissimo! (foto Agh) |
Video
Una discesa in slitta
1 min in streaming (1,8 mb)
,
Slittinovie
Slittinovia di Costa di Folgaria, di Alberto Colpi: Tel. 0464 / 721576
Slittinovia di Fondo Piccolo - Folgaria, di Giuseppe Rella Tel. 0464
/ 721606
Slittinovia di Bertoldi, di Rolando Stenghele, Tel. 0464 / 780027
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| Arrivo "Alle Ginestre" (foto Agh) |
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La sala da pranzo (foto Agh) |
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| Lo chef Ivan Penner (foto Agh) |
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"Coccio golden" (foto Agh) |
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| "Fregoloti" alla cimbra (foto Agh) |
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Polenta di patate e tonco del pontesèl |
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| Smorm (foto Agh) |
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Ivan Penner prepara i fregoloti |
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| Luciano, Ivan, Katia, Alessio (foto Agh) |
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A tavola: ristorante-pizzeria "Alle Ginestre"
Il ristorante pizzeria "Alle Ginestre"
ha una storia ormai trentennale: fu fondato infatti da Ugo Pedrazza di Folgaria,
insieme alla moglie. Pedrazza era maestro elementare con la passione della
ristorazione. Realizzò il suo locale in fondo al paese, in un posto
pieno di ginestre (da cui il nome) ma dove all'epoca non c'era nulla, tantoché
i paesani lo prendevano un po' in giro dicendo che aveva fatto un ristorante
alla "Ca' del diaol" (casa del diavolo). Nel logo
della pizzeria infatti è stata conservata l'immagine
di un diavoletto. A dispetto dello scetticismo dei paesani il locale,
nonostante la posizione defilata, è sempre andato bene, grazie soprattutto
all'ottima cucina. Circa 4 anni fa Katia Pergher, ex allieva del maestro
Pedrazza ("ho imparato da lui la matematica" dice con riconoscenza),
gli ha rilevato il locale ed ora continua a fare "l'allieva" in
quanto il suo ex maestro di matematica la segue con cura amorevole, come
ai tempi della scuola, prodigo di consigli e suggerimenti su come proseguire
l'attività nel migliore dei modi. I risultati dobbiamo dire sono
davvero ottimi: grazie all'abilità dello chef Ivan Penner, il buon
nome del locale continua nella tradizione di una cucina sana, genuina, coi
migliori prodotti tipici locali ma anche con ottime pizze. Noi abbiamo degustato:
come antipasto un gustoso "Coccio Golden",
un tortino fatto con la pasta della pizza, con mele, gorgonzola, noci e
prosciutto crudo; per primo i saporiti Fregoloti
alla Cimbra con radicchio, pancetta e gorgonzola; per secondo la
polenta di patate col tonco
del pontesèl e finferli; infine per dolce un piatto tipico
cimbro di antiche origini, lo "Smorm",
una specie di frittata dolce fatto con le crespelle, l'uvetta e la marmellata.
Si mangiava un tempo a colazione con il latte caldo.
Alle Ginestre
ristorante pizzeria
via del Parco 55, Folgaria (Trento)
tel. 0464 / 721683 |
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| Le distese di Millegrobbe (foto Agh) |
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| Sferruzzando all'ultimo sole a Malga Millegrobbe
(foto Agh) |
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Malga Millegrobbe
Punto di contatto tra gli altipiani veneti e quelli trentini, Malga
Millegrobbe a m 1415 è uno stupendo centro
del fondo in una zona paesaggistica con pochi eguali per questo sport.
Grandi distese e boschi richiamano i paesaggi scandinavi. Qui si svolge
la gara internazionale di gran fondo Millegrobbe
(vedi presentazione rtf),
tra le più importanti d´Europa e che richiama migliaia di sportivi
dall'Italia e dall'estero. Dista solo 12 km da Lavarone Chiesa, 2 km da
Luserna: dispone di 42 km di piste
(vedi
mappa), più il collegamento con Campolongo (50 km). Inoltre
una pista agonistica da 15 km, pista media
da 12 km, pista facile da 5 km, e un anello scuola da 2 km, le piste sono
dotate di impianto di innevamento programmato. La battitura delle piste
è garantita dal servizio battispista capeggiato dall'efficiente Giovanni
Rampelotto. Servizi: ristorante, noleggio sci, noleggio ciaspole e percorso
segnato, scuola di fondo, parcheggio, spogliatoi e docce, centro permanente
di valutazione cardiocircolatoria. Tel Centro: 0464 / 783179. Il Centro
del fondo di Millegrobbe è inserito nel circuito Trentino
Super Nordic Skipass: 1000 km di piste nei migliori centri del
Trentino (17) con un unico skipass.
Centro del Fondo di Millegrobbe
Loc. Malga Millegrobbe, Lavarone
Telefono: 348 7476823 - 0464 - 783226 - Fax: 0464.783118
info@montagnaconamore.it |
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| Luciano con Massimo Osele, titolare
di Malga Millegrobbe (foto Agh) |
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| Logo ufficiale Osteria Tipica Trentina |
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Tavolata di prodotti tipici (foto Agh) |
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I piatti tipici trentini di Malga Millegrobbe
Massimo Osele è titolare di Malga Millegrobbe
presso il centro del Fondo, ristorante tipico
che aderisce al club di prodotto OsteriaTipica
Trentina. Qui si possono degustare i migliori
prodotti tipici del Trentino in un ambiente rustico, dai modi semplici
ma cordiali, con cucina casalinga e ricette
tipiche locali. Da assaggiare assolutamente i favolosi formaggi prodotti
sugli altopiani: uno tra tutti, il rinomato Vezzena.
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| Salumi e formaggi tipici (foto Agh) |
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Massimo Osele (foto Agh) |
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| Zelten trentino (foto Agh) |
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Formaggi degli altipiani (foto Agh) |
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| Vini trentini Marzemino e Teroldego (foto Agh) |
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Smacafàm (foto Agh) |
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| Massimo, Luciano, Sabina, Fabio (foto Agh) |
Malga Millegrobbe
Loc. Millegrobbe
38046 Lavarone, Italia
Tel 0348 / 7476813 |
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| Le piste di sci con l'abitato di
Folgaria: sullo sfondo il gruppo del Monte Bondone e dietro il Brenta
(foto Agh) |
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| Tipo paesaggio degli altipiani: qui
siamo nei dintorni di Luserna |
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Natura, sport, cultura
A Cappella di Lavarone incontriamo Carlo
Marchesi, titolare del ristorante "La
Stube del Cervo" e presidente APT Altopiano Folgaria, Lavarone
e Luserna, che decanta le bellezze dell'Altopiano che, riguardo allo sci
di fondo, offre uno dei comprensori più
belli e più vasti di tutte le Alpi. Anche il lato culturale
però non è certo da trascurare: tra le maggiori attrazioni
dell'Altopiano certamente c'è il Forte
Belvedere - Gschwent, l'unica fortezza austroungarica rimasta in
gran parte intatta. Oggi è stata restaurata ed ospita un davvero
interessante. "Per Trento basto io!" era il motto di cui si fregiava
il forte nei giorni caldi della Grande Guerra,
a significare che da solo sarebbe bastato a difendere la città dal
pericolo italiano. A parte i bombardamenti dei primi giorni di guerra, la
fortificazione non subì mai alcun attacco diretto: lo sfondamento
fu tentato nel corso del conflitto sempre ad est rispetto alle sue torrette,
in corrispondenza di Forte Lusèrn e
Forte Verle.
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| Forte Belvedere a Lavarone (foto
Museo Belvedere) |
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| Forte Belvedere in una foto d'epoca |
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Sotterranei (foto Belvedere) |
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| Equipaggiamento invernale |
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Infermeria (foto Belvedere) |
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| Stanza del museo (foto Belvedere) |
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Carlo Marchesi (foto Agh) |
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| Forte Sommo nel 1918 (Museo
della Guerra) |
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La storia del Forte Belvedere - Werk Gschwent
Costruito tra il 1908 e il 1914 con il compito principale di controllare
la Val d'Astico che si apre a strapiombo ai suoi piedi, Forte Belvedere
è l'unica tra le sette fortezze
edificate sugli Altipiani ad essere sfuggita parzialmente all'opera demolitiva
degli anni Trenta, attuata dal regime fascista nell'ambito della campagna
"Ferro alla Patria". Si salvò per l'espresso intervento
di Re Vittorio Emanuele III che, in visita
nel 1935 a quello che era stato il "fronte
dei forti", volle che almeno uno di questi rimanesse intatto
a futura memoria. Oltre che sulla sua invidiabile posizione, Forte Belvedere
basava la propria superiorità su un armamento di prim'ordine: era
infatti attrezzato con tre obici da 105 mm
in torre corazzata, più due da 80 mm e altri due da 60 mm; poteva
inoltre contare su ben 22 postazioni di mitragliatrice e, qualora ciò
non bastasse, era difeso da un profondo fossato scavato nella roccia. Progettato
per resistere a pesanti bombardamenti,
con corazze in acciaio e calcestruzzo e centinaia di metri di gallerie nella
roccia, rappresentava una delle massime espressioni
della tecnica militare dell'epoca. Con una guarnigione di circa 200
soldati, la fortezza assolse pienamente alla propria funzione difensiva
e di supporto alla azioni militari offensive. Sebbene sottoposto ai pesanti
bombardamenti provenienti dalle artiglierie italiane appostate a Porta Manazzo,
Compolongo e Campomolon, seppe resistere malgrado i danni subiti. Nel solo
primo anno di guerra la Fortezza ricevette 1800
colpi di grosso calibro, alcuni dei quali riuscirono a forare le
strutture blindate: il 16 Maggio 1916 l'esplosione di una granata italiana
causò la morte di 9 soldati ed il ferimento di 18 loro compagni.
Diversamente dalla gran parte dei musei, Forte Belvedere - Gschwent non
è un edificio neutro che ospita dei contenuti quanto piuttosto un
museo esso stesso. Si tratta di una struttura
dalla mole grandiosa, testimonianza unica nel suo genere, che offre al visitatore
una percezione piuttosto fedele, grazie alla accurata ricreazione dei vari
ambienti, di come vivevano i soldati nella fortezza.
Fondazione Forte Belvedere - Gschwent
38040 Lavarone (TN) – Fraz. Gionghi
Tel. 0464 780005 - cell. 347 2401650 - Fax: 0464 780005 www.fortebelvedere.org
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testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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o foto salvo esplicita autorizzazione
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| PLastigrafia Skitour dei Forti, clicca
per ingrandire |
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