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| Aeroporto Caproni di Mattarello (TN) |
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F104 Starfighter nel piazzale |
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| Agh, Aldo e Andrea, la troupe di
Girovagando pronta al decollo (foto Clementi) |
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Esercitazione con il Soccorso Alpino
Questa ultima puntata del ciclo invernale è una puntata
davvero speciale, dedicata in gran parte al Soccorso
Alpino della Provincia
Autonoma di Trento ed il Nucleo Elicotteri
dei Vigili del Fuoco. Con grande piacere abbiamo partecipato ad una
giornata di esercitazioni, con due elicotteri,
in cui erano simulati vari interventi
di eli-soccorso: uno ambientato in Val
di Fassa su una cascata di ghiaccio, l'altro sul Monte
Bondone in prossimità delle piste di sci. Siamo saliti sull'elicottero
Ecureuil di Alberto Dellai e Fabrizio Clementi, rispettivamente pilota e
meccanico motorista, che ci hanno fatto da "angeli custodi" e
con la loro disponibilità e altissima professionalità ci hanno
permesso di fare delle splendide riprese
durante le evoluzioni dell'elicottero Dauphin impegnato nella esercitazione
di soccorso alpino. Non perdetevi assolutamente quindi la puntata in tv
ricca di immagini spettacolari.
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| Aeroporto Caproni: preparativi della
troupe di Girovagando per il decollo (foto Agh) |
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| Ciro Valentini, pilota e "ground operation
post holder" ovvero responsabile delle operazioni a terra (foto Agh) |
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| In volo verso Trento (foto Agh) |
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| Il primo elicottero della storia: quello di Corradino
D'Ascanio |
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| Il prototipo dell'elicottero moderno: il Sikorsky
VS 300 |
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Si
vola!
L'emozione quando si sale su un elicottero,
questa meravigliosa macchina inventata dall'uomo, è sempre forte
anche se non è la prima volta. Si rimane affascinati dalla magia
del volo di questo mezzo straordinario che volteggia su sè
stesso, che può fermarsi a mezz'aria come un colibrì, che
risponde docile a qualsiasi comando. A dispetto dell'apparente facilità
di pilotaggio però l'elicottero è una macchina assai complessa:
qualcuno ha detto che è come volare in equilibrio precario su una
sfera. La geniale intuizione di Leonardo ha dovuto infatti aspettare ben
quattro secoli per concretizzarsi grazie ad un altro italiano, Corradino
D'Ascanio (1891-1981) che, nel 1930, realizzò il primo
vero elicottero. Il suo terzo prototipo D'AT3,
(dalle iniziali di D'Ascanio e di Pietro Trojani, suo sponsor nel sostenere
le spese), guidato dal pilota Marinello Nelli, decollo dall'aeroporto di
Ciampino a Roma conquistando tre primati: altezza (18m), distanza (1.079m
in linea retta) e durata in volo (8'45'') che rimarranno imbattuti per alcuni
anni (D'Ascanio è conosciuto anche per aver progettato lo scooter
Vespa, prodotto dalla Piaggio in più
di dieci milioni d’esemplari in tutto il mondo). Fu poi la società
tedesca Focke-Wulf nel 1936 a costruire
un modello con un motore di 1000 CV capace di trasportare 6 persone. Quindi
fu il russo naturalizzato americano, Igor Ivanovic
Sikorsky (1889-1972), nel 1939, a realizzare il modello
VS 300 che riassume le caratteristiche di sicurezza e manovrabilità
dell'elicottero moderno.
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| Sorvolando la collina nord di Trento
(foto Agh) |
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| Eurocopter S 365 N3 Dauphin al decollo
(foto Agh) |
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| Sorvolando la Val di Fassa: ai comandi
il pilota Alberto Dellai (foto Agh) |
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| Eurocopter AS 350 B3 Ecureuil (foto Agh) |
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| Eurocopter S 365 N3 Dauphin in volo
sulla Val di Fiemme (foto Agh) |
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| Il logo del Nucleo Elicotteri |
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Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco
La nostra giornata inizia all'aeroporto Giovanni
Caproni di Mattarello (Trento), dove ha sede il Nucleo
Elicotteri dei Vigili del Fuoco. Operativo fin dal 1959
per l’intera Regione Trentino Alto Adige, con una legge provinciale
del 1980 è stato costituito un Nucleo Elicotteri nell’ambito
del Servizio Antincendi e Protezione
Civile della Provincia
Autonoma di Trento. I compiti riguardano i servizi
d’emergenza sanitaria e protezione civile, di soccorso,
ricerca dispersi, antincendi
boschivi e ogni altro impiego di supporto ai servizi della Provincia
di natura pubblica o privata (es. trasporti al gancio baricentrico, trasporto
di personale tecnico, riprese aero-foto-cinematografiche, ricognizioni,
pubblica sicurezza eccetera. I servizi di natura privata sono a pagamento.
Il nucleo elicotteri interviene con i propri mezzi
(4 elicotteri) sia nelle operazioni di spegnimento
degli incendi boschivi che di trasporto e recuperi
in zone inaccessibili da terra in collaborazione
con il Soccorso
Alpino Trentino. Con il medico a bordo ed un particolare allestimento
sanitario, l'elicottero viene sempre più spesso impiegato nel pronto
soccorso e nei trasferimenti urgenti degli infortunati: in soli 15-20
minuti infatti un elicottero che decolla da Trento è in grado
di raggiungere Il luogo più lontano della provincia. Il personale
altamente qualificato del Nucleo Elicotteri, dotato di tutte le certificazioni
previste, provvede direttamente alla manutenzione
dei velivoli. Attualmente sono in dotazione quattro mezzi: due AS
350 B3 Ecureuil monomotore (sigle I-TNAA e I-TNLD) e due bi-turbina
S 365 N3 DAUPHIN (sigle I-PATE e I-TNBB). Il primo è un potente
elicottero dotato di un motore da 849 HP, con carrello retrattile, autonomia
di 3 ore di volo, velocità max Km/h 287, velocità di crociera
Km/h 240. E' utilizzato primariamente per trasporto di persone o carichi
al gancio, riprese e foto aeree, servizio anti-incendio. E' in grado di
sollevare ben 14 quintali (a livello del mare). Il secondo elicottero, il
Dauphin, è un "bestione" con due motori a turbina Arriel
da 851 HP ciascuno, 10 posti a bordo, 3 ore e 15 minuti di autonomia di
volo, velocità max Km/h 324, velocità di crociera Km/h 270.
Dispone di un verricello con un cavo da 90 metri di lunghezza. E' utilizzato
primariamente per l'elisoccorso. Gli interventi del Nucleo Elicotteri dei
Vigili del Fuoco di Trento sono circa 1400 l'anno.
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| Recupero col verricello sul Monte
Bondone (foto Agh) |
Protezione Civile del Trentino
Sede Via Secondo da Trento, 2 - 38100 Trento
Tel. 0461 492300 - Fax 0461 492305
www.protezionecivile.tn.it
Vigili del Fuoco di Trento
- Nucleo Elicotteri
Aeroporto "G. Caproni" di Mattarello (Trento)
n. tel. 0461/492360 - n. fax 0461/944588
Nucleo
Elicotteri |
Sistemi antivalanga all'avanguardia
Presso il Nucleo Elicotteri incontriamo
Marco Gadotti, tecnico del dipartimento della Protezione
Civile del Trentino settore "neve e valanghe", che ci illustra
i grandi vantaggi dell'elicottero nel disgaggio (distacco artificiale )
delle valanghe. Anche in Trentino si stanno imponendo le più
moderne tecniche di prevenzione:
uno dei sistemi all'avanguardia
messo a punto negli ultimi anni prevede l’utilizzo di palloni
gonfiati ad acetilene, la cui esplosione e relativaonda
d'urto provoca il distacco della valanga. La tecnica è questa:
un elicottero sorvola a bassa quota il
costone ritenuto pericoloso dalla
Commissione Valanghe, calando con cavo
baricentrico (cioè attaccato al di sotto della fusoliera)
una struttura cilindrica contenente una serie
di palloni in latex (vedi anche sistema Avalanche
Blast). Questi palloni (in genere palloni meteorologici da 1,5 m di
diametro) vengono calati fino a pochi metri dal suolo, e fatti esplodere
con un comando elettrico impartito via radio dall'elicottero: l'onda
d'urto provoca il distacco della valanga. Se l'operazione non riesce
al primo tentativo si fanno esplodere altri palloni nei punti ritenuti critici.
Questo sistema ha il grande vantaggio di risolvere
l'annoso problema dell'utilizzo di esplosivi, che erano utilizzati
finora, sparati per mezzo di mortai, una trafila che implicava lunghi e
complessi iter burocratici, oltre alla pericolosità intrinseca del
maneggio di esplosivi. Un'altra tecnica simile, che prevede l'uso di gas
propano, è utilizzata ad esempio sul Monte
Bondone tramite esploditori basati
sul sistema "GazEx"
(o Gasex), uno dei sistemi tra i più utilizzati per il distacco
programmato di valanghe. Questo sistema, inventato da Jacob Shippers
alla fine degli anni '80, è utilizzato in
postazioni fisse, di solito vicino a piste di sci o infrastrutture
a rischio, e serve per "scaricare" versanti pericolosi dopo forti
nevicate.
Meteotrentino
Via Vannetti n 41 - 38100 Trento
Tel. 0461/494877 - fax 0461/238305
bollettini meteo: messaggio registrato: 0461 / 238939 - self fax:
0461 / 237089 www.meteotrentino.it
Approfondimenti:
Nivologia
e valanghe di Luigi Telmon
GazEx
distacco valanghe con palloni a gas
Avalanche
Blast distacco valanghe con sistema elitrasportato |
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| In volo sulla Val D'Adige (foto Agh) |
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| Sorvolando la Val di Fassa in vista
di Soraga (foto Agh) |
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| Il Soccorso Alpino Trentino in azione
(foto Agh) |
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| Lo stemma del Soccorso Alpino (foto Agh) |
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| Atterraggio sulla strada alle Viotte
del Monte Bondone (foto Agh) |
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Il Soccorso Alpino Trentino
Il Soccorso Alpino è un'organizzazione
(e non un'associazione) che assicura l’operatività 24 ore su
24 per 365 giorni all’anno. Svolge
per legge (n 74/2002) un servizio tecnico di alto
livello su tutti i terreni impervi ed estremi.
I componenti del Soccorso svolgono volontariamente
questo tipo d’impegno che richiede un'altissima
specializzazione, competenza, preparazione, capacità specifiche
su tutti i tipi di terreno ed un continuo allenamento e addestramento con
severe verifiche periodiche per tutti
i livelli di qualifica tecnica-operativa. L'inquadramento attuale
supera quindi l'idea, un po' romantica se vogliamo, del volontario di una
volta pieno di buona volontà e abnegazione verso il prossimo. I tempi
cambiano e anche Il Soccorso Alpino si è evoluto grazie ad una preparazione
sempre più sofisticata ed una tecnologia un tempo impensabile: l'uso
dell'elicottero, ad esempio, si è ormai imposto per la sua rapidità
ed efficienza. Bisogna considerare insomma che in gioco spesso c'è
la vita dell'infortunato ma anche quella dei soccorritori. La "macchina"
del soccorso alpino quindi dev'essere perfettamente rodata e pronta a muoversi
con assoluta precisione e rapidità.
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
del Trentino è presente in modo capillare sul territorio della
provincia con 34 Stazioni territoriali
ed una speleologica. Conta complessivamente
680 operatori tecnici,
tutti preparati e formati per intervenire con competenza ed in sicurezza
in ambiente impervio. 61 sono i tecnici di soccorso alpino, 23 tecnici di
elisoccorso, 30 istruttori di soccorso alpino, 17 unità cinofile
e 22 operatori tecnici speleologi.
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| Oskar Piazza, istruttore nazionale
del Soccorso Alpino (foto Agh) |
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
del Trentino
via Manci 57, Trento
Tel. 0461 / 233166 - fax 0461 / 981012 Chiamata di soccorso n.
118
www.soccorsoalpinotrentino.it
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| Recupero col verricello (foto Agh) |
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| Ciro Valentini con l'Ecureuil |
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Luciano posa davanti al Dauphin |
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L'elisoccorso: professionisti della montagna
Gli operatori del Soccorso Alpino sono professionisti
della montagna, nella quasi totalità guide
alpine. Tra di essi ci sono fortissimi alpinisti: nella esercitazione
di oggi riconosciamo, tra gli altri, Oskar Piazza, Mauro Mabboni, Renzo
Corona, Franco Nicolini. Insomma gente davvero eccezionale, super addestrata
a qualsiasi evenienza. L'impegno di un "volontario tipo" consiste
in circa 10-50 interventi l'anno nella
sua stazione di soccorso di competenza, più almeno altre 20 giornate
di addestramento territoriale verifica periodica obbligatoria di tipo tecnico
ed operativo sui diversi terreni d’azione: roccia, ghiaccio, neve
e valanga, cascata di ghiaccio, ricerca dispersi, forra e canyoning.
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| Sorvolando la Val di Fiemme (foto Agh) |
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| La piana di Predazzo (foto Agh) |
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| Recupero al verricello a Fontanazzo
in Val di Fassa (foto Agh) |
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| In volo sulla Val D'Adige (foto Agh) |
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| Briefing (foto Agh) |
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Oskar Piazza (foto Agh) |
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| Franco Nicolini (foto Agh) |
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Renzo Corona (foto Agh) |
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| Unità cinofila: Giuseppe
Pinter di Ala con Baloo (foto Agh) |
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| A bordo dell'Ecureuil (foto Agh) |
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Mauro Mabboni (foto Agh) |
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| In volo sulla Val di Fassa (foto Agh) |
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Gli operatori del Soccorso
Le figure tecniche
che compongono il Soccorso Alpino sono sostanzialmente
due: esse sono il Volontario del Soccorso
Alpino e il Tecnico
di Elisoccorso del Soccorso Alpino. Vediamo di
spiegare chi sono queste due figure altamente specializzate.
Il Volontario del Soccorso Alpino
Per fare il volontario del Soccorso Alpino
bisogna anzitutto essere alpinisti: ovvero
frequentare la montagna in senso alpinistico (non escursionistico quindi),
avere una conoscenza approfondita della montagna
in tutti i suoi aspetti. Con questi requisiti di base, si devono
superare le selezioni tecniche d’ingresso
e frequentare quindi una a serie di corsi di formazione quindi di verifica
per ottenere la qualifica base di “Operatore
Tecnico del soccorso Alpino”
Il Tecnico di Elisoccorso del Soccorso Alpino:
E' una figura di alto livello tecnico–operativo con caratteristiche
specifiche e del tutto particolari: sono solo
una ventina in tutto il Servizio Provinciale Trentino e non più
di 200 in tutto il Servizio Nazionale di Soccorso Alpino. Il Tecnico
di Elisoccorso è a tutti gli effetti un
professionista della Montagna (la quasi totalità sono Guide
Alpine e/o Istruttori Guida e/o Istruttori Soccorso); l’impegno e
soprattutto la responsabilità del T.E. (Tecnico di Elisoccorso) sono
molto elevati: sono circa 50 le giornate/anno operative più le giornate
di addestramento e certificazione (di tipo aeronautico) da superare con
verifiche trimestrali, semestrali, annue e triennali (altre 10/12 giornate).
In più si aggiungono tutte le giornate
di impegno tecnico-formativo sul terreno d’azione nel ruolo
di formatori professionali nei corsi
e moduli di verifica in territorio regionale e nazionale. Per alcuni
T.E. quest’impegno raggiunge anche le 150 giornate/anno. Il duro addestramento,
la formazione continua, la grande responsabilità riguardo la sicurezza
di tutto l’equipaggio impongono quindi l'impiego di personale altamente
specializzato e professionale che non può essere improvvisato, o
utilizzato "una tantum".
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Il
racconto
Salvataggio estremo sul Brento (pdf 90 k)
"...prima o poi
doveva succedere..."
cronaca di un recupero sotto i tetti della "Vertigine"
di Gianluca Tognoni |
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| Il Nucleo Elicotteri dei Vigili del
Fuoco di Trento all'aeroporto Caproni di Mattarello (foto Agh) |
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| Atterraggio all'aeroporto di Mattarello
(foto Agh) |
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| Atterrati in Val di Fassa (foto Agh) |
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| Con l'Ecureuil seguiamo le fasi del
soccorso (foto Agh) |
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| La cascata di ghiaccio luogo dell'incidente
simulato (foto Agh) |
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| Sbarco dell'equipe sanitaria (foto Agh) |
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Le esercitazioni
Le simulazioni di soccorso a cui abbiamo
partecipato come operatori video e foto sono state tre. Due in Val
di Fassa, raggiunta in appena 15 minuti di volo dall'aeroporto di
Trento, una sul Monte Bondone raggiunto
in pochi minuti di volo.
1) Intervento su cascata di ghiaccio: la
cascata è quella sopra Fontanazzo (a sud est) in Val di Fassa, quindi
una situazione prettamente alpinistica. Si è simulato un
incidente al capo-cordata caduto per circa 10 metri, riportando contusioni
varie e fratture non gravi, impossibilitato a muoversi o ad essere aiutato
dai compagni di cordata. L'elicottero raggiunge il punto dell'incidente,
ponendosi in volo stazionario (hovering), mentre il T.E. (tecnico di elisoccorso)
sbarca l'equipe sanitaria (medico rianimatore
ed infermiere) in zona sicura nei pressi dell’infortunato;
viene quindi "verricellato" a monte
dell’alpinista caduto dove controlla
lo stato del compagno e posiziona un ancoraggio
rapido di sicurezza con chiodi da ghiaccio. Si
fa quindi calare sull’alpinista stesso e, collegato al sistema
di recupero (verricello), viene lentamente sollevato mentre
taglia la corda di cordata e recupera con sè l’alpinista
infortunato consegnandolo immediatamente alle
cure dei sanitari pronti a riceverlo in un posto sicuro. In un secondo
tempo viene recuperato con la medesima tecnica anche il compagno
di cordata illeso, rimasto in parete in sicurezza.
2) Intervento su cascata di ghiaccio: situazione
ambientale simile alla precedente ma con il capocordata
caduto per 10 metri in condizioni piuttosto gravi, con vari traumi
da caduta (situazione che richiede un "intervento sanitario avanzato").
Il T.E. sbarca direttamente sulla cascata di ghiaccio
mediante l’utilizzo del verricello, portando
con sé l’equipe sanitaria e tutto il materiale; l’alpinista
caduto viene stabilizzato, immobilizzato
ed infine recuperato al verricello con
un presidio sanitario specifico (asse spinale
pieghevole -per immobilizzare la colonna vertebrale- e sacco barella verricellabile).
3) Intervento su piste da sci: questo intervento
di soccorso è stato simulato sul Monte Bondone, sul versante ovest
del Palòn. L'incidente riguarda uno sciatore
esperto infortunatosi in un fuoripista,
con caduta su terreno articolato e difficile riportando politrauma grave.
L'elicottero si pone in volo stazionario sul luogo dell'incidente (hovering
a bassa quota): il T.E. sbarca con l’equipe
sanitaria (medico rianimatore ed infermiere) sulla pista da sci nei
pressi dell’infortunato. Lo sciatore riceve
immediatamente le cure dei sanitari, stabilizzato ed immobilizzato sempre
utilizzando l'asse spinale e il sacco-barella verricellabile, viene quindi
recuperato a bordo con il verricello; immediatamente dopo viene effettuato
il recupero al verricello del T.E. e del sanitario rimasto. Tutte
le operazioni sono sempre eseguite con il continuo contatto radio
tra T.E. ed il pilota: solo in questo modo è possibile coordinare
perfettamente e rapidamente operazioni-volo così complesse ed estreme.
Tutto questo nel bene dell’infortunato che, nella maggior parte dei
casi, sta lottando con la morte e anche pochi minuti possono fare la differenza.
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| Recupero della barella col verricello (foto Agh) |
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| Recupero col verricello sul Monte
Bondone (foto Agh) |
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| Giuseppe "Bepi" Pinter
con Baloo (foto Agh) |
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| Baloo (foto Agh) |
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Unità
cinofila
Per tutta la durata dell'inverno è
sempre presente in aeroporto un'unità cinofila
pronta ad intervenire in caso di bisogno. L'utilizzo dei cani appositamente
addestrati si rivela un aiuto prezioso nella ricerca
dei travolti da valanga, specialmente se i sepolti non indossavano
l'apparecchio ricetrasmittente ARVA. Giuseppe
Pinter di Ala, del gruppo tecnico cinofilo del Soccorso Alpino, è
un veterano del soccorso: presta il suo servizio come volontario da ben
37 anni! Oggi il suo compagno fedele è "Baloo",
un cane di razza Golden Retriever di sei anni. Questa razza si è
dimostrata particolarmente adatta al soccorso: docile, intelligente, con
un buon carattere, forte e robusto, facilmente addestrabile, il golden retriever
è obbediente, impara presto e bene. Anche Baloo ha dovuto sottoporsi
ai severi corsi di formazione e addestramento per prestare la sua opera
nel Soccorso: ha infatti due brevetti,
per la ricerca in superficie e la ricerca in valanga. L'addestramento iniziale
per formare un cane antivalanga dura circa 3 anni, a cui seguono poi esercitazioni
e verifiche continue.
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| Sala da pranzo |
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Stube ladina |
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| Hotel Ristorante Foresta |
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| Walter, Livio e Luciano (f. Dalpalù) |
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Petto d'anatra, arance e melograno |
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| Rotolo di rape rosse (f. M. Dalpalù) |
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Filetto di cervo (f. M. Dalpalù) |
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| Massimiliano Sommariva, chef |
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"El volto dal vin" la
vinoteca |
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| Il logo "Osteria Tipica Trentina" |
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Formaggi misti, erborizzati e non |
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| Grappe trentine abbinate a cioccolato |
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I dessert (f. M. Dalpalù) |
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| Lo staff dell'Hotel Foresta (f. M. Dalpalù) |
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Hotel Ristorante Foresta, Moena
Come suggerisce il nome, l'Hotel Foresta
sorge in una foresta di abeti a Moena,
al centro delle Dolomiti in Val di Fassa.
La prima struttura risale all’Ottocento ed era l’unica
osteria e punto di ritrovo serale per gli abitanti dei masi circostanti.
In seguito venne trasformata in locanda dove potevano fermarsi le carrozze
e i viaggiatori trovare alloggio. La signora Teresa Piazzi, attuale titolare
dal 1963 con il marito Ugo Schacher, acquistò la
vecchia locanda e le diede nuovo impulso tenendola aperta tutto l’anno.
In seguito essi apportarono continui miglioramenti creando un ambiente completamente
ristrutturato e arredato in stile tipico tirolese.
Oggi la famiglia Schacher con i figli Walter,
Riccardo e le rispettive mogli sono lieti di ospitare i clienti come degli
amici, circondandoli di attenzioni. L'Hotel Foresta è vicinissimo
agli impianti di risalita più famosi della zona: Pampeago,
Obereggen, Lusia
e Passo S. Pellegrino, Sella
Ronda. La pista di fondo della
Marcialonga
è a 20 mt. ed il centro del fondo Alochet
di Passo S. Pellegrino a soli 15 minuti di automobile. L’hotel
è dotato di deposito sci ed ha un maestro
di sci a disposizione dei clienti. Dispone di sala tv, bar e stube
ladina, sala riunioni, sala esposizione, sala non fumatori, sala ristorante,
parcheggio privato e centro benessere.
Per chi non scia ci sono mille itinerari a piedi o in ciaspole nei dintorni
(Malga Panna, malga Peniola, Medil, Rifugio Fuchiade) o quelli più
impegnativi sulle Dolomiti. Per quanto
riguarda la cucina l'Hotel ristorante Foresta
è una specie di istituzione in valle ed è certamente tra i
migliori ristoranti della zona. Come tale partecipa ogni anno alla rassegna
eno-gastronomica A
Cena con Re Laurino, che quest'anno si svolgerà dall'11 al 18
marzo 2006, in cui sono presentate le migliori ricette della cucina
fassana. Noi di Girovagando, in compagnia di Carlo Tschurtschenthaler
dell'Elmo, produttore dell'Amaro Re Laurino,
Bruno Pinton titolare di Nord
Salotto nostro gradito sponsor, e Livio Gabrielli responsabile marketing
APT di Moena, abbiamo degustato gli eccezionali piatti dello chef Massimiliano
Sommariva: gnocchetti all'ortica con burro
fuso e Trentingrana, rotolo
di rape rosse con ricotta e semi di papavero, petto
d'anatra con arance e melograno, filetto
di cervo su letto di taccole, roesti di patate, polenta e funghi
porcini, assaggio di formaggi misti, erborizzati
e non. Per dessert bavarese alla fragola, salame
di cioccolato, gelato alla cannella e salsa di vaniglia. Nel "El
volto dal vin", la fornitissima vinoteca del ristorante, sono presenti
tutti i vini, gli spumanti e le grappe del Trentino. Il Ristorante Foresta
fa parte del club di prodotto Osteria
Tipica Trentina.
Ultima
puntata di Girovagando in Val di Fassa
Hotel Ristorante Foresta
Via Nazionale 1, 38035 Moena, Val di Fassa
(Trento)
tel. 0462 573260
www.hotelforesta.it
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testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2009 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
Si ringrazia Oskar Piazza, istruttore nazionale
del Soccorso Alpino per la documentazione
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| Alberto Dellai ai comandi dell'Ecureuil (foto Agh) |
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| Il pilota Alberto Dellai con il meccanico
motorista Fabrizio Clementi (foto Agh) |
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