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Il Soccorso alpino della provincia autonoma di trento
In volo con il Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco - 17 febbraio 2005
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Il "Dauphin" Eurocopter del Soccorso Alpino durante un'esercitazione sul Monte Bondone (foto Agh)

   
Aeroporto Caproni di Mattarello (TN)   F104 Starfighter nel piazzale  
 
Agh, Aldo e Andrea, la troupe di Girovagando pronta al decollo (foto Clementi)  
Esercitazione con il Soccorso Alpino

Questa ultima puntata del ciclo invernale è una puntata davvero speciale, dedicata in gran parte al Soccorso Alpino della Provincia Autonoma di Trento ed il Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco. Con grande piacere abbiamo partecipato ad una giornata di esercitazioni, con due elicotteri, in cui erano simulati vari interventi di eli-soccorso: uno ambientato in Val di Fassa su una cascata di ghiaccio, l'altro sul Monte Bondone in prossimità delle piste di sci. Siamo saliti sull'elicottero Ecureuil di Alberto Dellai e Fabrizio Clementi, rispettivamente pilota e meccanico motorista, che ci hanno fatto da "angeli custodi" e con la loro disponibilità e altissima professionalità ci hanno permesso di fare delle splendide riprese durante le evoluzioni dell'elicottero Dauphin impegnato nella esercitazione di soccorso alpino. Non perdetevi assolutamente quindi la puntata in tv ricca di immagini spettacolari.

Aeroporto Caproni: preparativi della troupe di Girovagando per il decollo (foto Agh)
Ciro Valentini, pilota e "ground operation post holder" ovvero responsabile delle operazioni a terra (foto Agh)

 
In volo verso Trento (foto Agh)  
 
Il primo elicottero della storia: quello di Corradino D'Ascanio  
 
Il prototipo dell'elicottero moderno: il Sikorsky VS 300  
Si vola!

L'emozione quando si sale su un elicottero, questa meravigliosa macchina inventata dall'uomo, è sempre forte anche se non è la prima volta. Si rimane affascinati dalla magia del volo di questo mezzo straordinario che volteggia su sè stesso, che può fermarsi a mezz'aria come un colibrì, che risponde docile a qualsiasi comando. A dispetto dell'apparente facilità di pilotaggio però l'elicottero è una macchina assai complessa: qualcuno ha detto che è come volare in equilibrio precario su una sfera. La geniale intuizione di Leonardo ha dovuto infatti aspettare ben quattro secoli per concretizzarsi grazie ad un altro italiano, Corradino D'Ascanio (1891-1981) che, nel 1930, realizzò il primo vero elicottero. Il suo terzo prototipo D'AT3, (dalle iniziali di D'Ascanio e di Pietro Trojani, suo sponsor nel sostenere le spese), guidato dal pilota Marinello Nelli, decollo dall'aeroporto di Ciampino a Roma conquistando tre primati: altezza (18m), distanza (1.079m in linea retta) e durata in volo (8'45'') che rimarranno imbattuti per alcuni anni (D'Ascanio è conosciuto anche per aver progettato lo scooter Vespa, prodotto dalla Piaggio in più di dieci milioni d’esemplari in tutto il mondo). Fu poi la società tedesca Focke-Wulf nel 1936 a costruire un modello con un motore di 1000 CV capace di trasportare 6 persone. Quindi fu il russo naturalizzato americano, Igor Ivanovic Sikorsky (1889-1972), nel 1939, a realizzare il modello VS 300 che riassume le caratteristiche di sicurezza e manovrabilità dell'elicottero moderno.

Sorvolando la collina nord di Trento (foto Agh)

 
Eurocopter S 365 N3 Dauphin al decollo (foto Agh)  
 
Sorvolando la Val di Fassa: ai comandi il pilota Alberto Dellai (foto Agh)  
 
Eurocopter AS 350 B3 Ecureuil (foto Agh)  
 
Eurocopter S 365 N3 Dauphin in volo sulla Val di Fiemme (foto Agh)  
 
Il logo del Nucleo Elicotteri  
Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco

La nostra giornata inizia all'aeroporto Giovanni Caproni di Mattarello (Trento), dove ha sede il Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco. Operativo fin dal 1959 per l’intera Regione Trentino Alto Adige, con una legge provinciale del 1980 è stato costituito un Nucleo Elicotteri nell’ambito del Servizio Antincendi e Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento. I compiti riguardano i servizi d’emergenza sanitaria e protezione civile, di soccorso, ricerca dispersi, antincendi boschivi e ogni altro impiego di supporto ai servizi della Provincia di natura pubblica o privata (es. trasporti al gancio baricentrico, trasporto di personale tecnico, riprese aero-foto-cinematografiche, ricognizioni, pubblica sicurezza eccetera. I servizi di natura privata sono a pagamento. Il nucleo elicotteri interviene con i propri mezzi (4 elicotteri) sia nelle operazioni di spegnimento degli incendi boschivi che di trasporto e recuperi in zone inaccessibili da terra in collaborazione con il Soccorso Alpino Trentino. Con il medico a bordo ed un particolare allestimento sanitario, l'elicottero viene sempre più spesso impiegato nel pronto soccorso e nei trasferimenti urgenti degli infortunati: in soli 15-20 minuti infatti un elicottero che decolla da Trento è in grado di raggiungere Il luogo più lontano della provincia. Il personale altamente qualificato del Nucleo Elicotteri, dotato di tutte le certificazioni previste, provvede direttamente alla manutenzione dei velivoli. Attualmente sono in dotazione quattro mezzi: due AS 350 B3 Ecureuil monomotore (sigle I-TNAA e I-TNLD) e due bi-turbina S 365 N3 DAUPHIN (sigle I-PATE e I-TNBB). Il primo è un potente elicottero dotato di un motore da 849 HP, con carrello retrattile, autonomia di 3 ore di volo, velocità max Km/h 287, velocità di crociera Km/h 240. E' utilizzato primariamente per trasporto di persone o carichi al gancio, riprese e foto aeree, servizio anti-incendio. E' in grado di sollevare ben 14 quintali (a livello del mare). Il secondo elicottero, il Dauphin, è un "bestione" con due motori a turbina Arriel da 851 HP ciascuno, 10 posti a bordo, 3 ore e 15 minuti di autonomia di volo, velocità max Km/h 324, velocità di crociera Km/h 270. Dispone di un verricello con un cavo da 90 metri di lunghezza. E' utilizzato primariamente per l'elisoccorso. Gli interventi del Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco di Trento sono circa 1400 l'anno.

Recupero col verricello sul Monte Bondone (foto Agh)

Protezione Civile del Trentino
Sede Via Secondo da Trento, 2 - 38100 Trento
Tel. 0461 492300 - Fax 0461 492305
www.protezionecivile.tn.it

Vigili del Fuoco di Trento - Nucleo Elicotteri
Aeroporto "G. Caproni" di Mattarello (Trento)
n. tel. 0461/492360 - n. fax 0461/944588
Nucleo Elicotteri

 
Valanga (foto Cai - Servizio Valanghe Italiano)  
 
Distacco artificiale valanghe (foto Bruno Insam)  
 
Marco Gadotti (foto Agh)  
Sistemi antivalanga all'avanguardia

Presso il Nucleo Elicotteri incontriamo Marco Gadotti, tecnico del dipartimento della Protezione Civile del Trentino settore "neve e valanghe", che ci illustra i grandi vantaggi dell'elicottero nel disgaggio (distacco artificiale ) delle valanghe. Anche in Trentino si stanno imponendo le più moderne tecniche di prevenzione: uno dei sistemi all'avanguardia messo a punto negli ultimi anni prevede l’utilizzo di palloni gonfiati ad acetilene, la cui esplosione e relativaonda d'urto provoca il distacco della valanga. La tecnica è questa: un elicottero sorvola a bassa quota il costone ritenuto pericoloso dalla Commissione Valanghe, calando con cavo baricentrico (cioè attaccato al di sotto della fusoliera) una struttura cilindrica contenente una serie di palloni in latex (vedi anche sistema Avalanche Blast). Questi palloni (in genere palloni meteorologici da 1,5 m di diametro) vengono calati fino a pochi metri dal suolo, e fatti esplodere con un comando elettrico impartito via radio dall'elicottero: l'onda d'urto provoca il distacco della valanga. Se l'operazione non riesce al primo tentativo si fanno esplodere altri palloni nei punti ritenuti critici. Questo sistema ha il grande vantaggio di risolvere l'annoso problema dell'utilizzo di esplosivi, che erano utilizzati finora, sparati per mezzo di mortai, una trafila che implicava lunghi e complessi iter burocratici, oltre alla pericolosità intrinseca del maneggio di esplosivi. Un'altra tecnica simile, che prevede l'uso di gas propano, è utilizzata ad esempio sul Monte Bondone tramite esploditori basati sul sistema "GazEx" (o Gasex), uno dei sistemi tra i più utilizzati per il distacco programmato di valanghe. Questo sistema, inventato da Jacob Shippers alla fine degli anni '80, è utilizzato in postazioni fisse, di solito vicino a piste di sci o infrastrutture a rischio, e serve per "scaricare" versanti pericolosi dopo forti nevicate.

Meteotrentino
Via Vannetti n 41 - 38100 Trento
Tel. 0461/494877 - fax 0461/238305
bollettini meteo: messaggio registrato: 0461 / 238939 - self fax: 0461 / 237089 www.meteotrentino.it

Approfondimenti:
Nivologia e valanghe di Luigi Telmon
GazEx distacco valanghe con palloni a gas
Avalanche Blast distacco valanghe con sistema elitrasportato

In volo sulla Val D'Adige (foto Agh)
Sorvolando la Val di Fassa in vista di Soraga (foto Agh)

 
Il Soccorso Alpino Trentino in azione (foto Agh)  
 
Lo stemma del Soccorso Alpino (foto Agh)  
 
Atterraggio sulla strada alle Viotte del Monte Bondone (foto Agh)  
Il Soccorso Alpino Trentino

Il Soccorso Alpino è un'organizzazione (e non un'associazione) che assicura l’operatività 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno. Svolge per legge (n 74/2002) un servizio tecnico di alto livello su tutti i terreni impervi ed estremi. I componenti del Soccorso svolgono volontariamente questo tipo d’impegno che richiede un'altissima specializzazione, competenza, preparazione, capacità specifiche su tutti i tipi di terreno ed un continuo allenamento e addestramento con severe verifiche periodiche per tutti i livelli di qualifica tecnica-operativa. L'inquadramento attuale supera quindi l'idea, un po' romantica se vogliamo, del volontario di una volta pieno di buona volontà e abnegazione verso il prossimo. I tempi cambiano e anche Il Soccorso Alpino si è evoluto grazie ad una preparazione sempre più sofisticata ed una tecnologia un tempo impensabile: l'uso dell'elicottero, ad esempio, si è ormai imposto per la sua rapidità ed efficienza. Bisogna considerare insomma che in gioco spesso c'è la vita dell'infortunato ma anche quella dei soccorritori. La "macchina" del soccorso alpino quindi dev'essere perfettamente rodata e pronta a muoversi con assoluta precisione e rapidità. Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Trentino è presente in modo capillare sul territorio della provincia con 34 Stazioni territoriali ed una speleologica. Conta complessivamente 680 operatori tecnici, tutti preparati e formati per intervenire con competenza ed in sicurezza in ambiente impervio. 61 sono i tecnici di soccorso alpino, 23 tecnici di elisoccorso, 30 istruttori di soccorso alpino, 17 unità cinofile e 22 operatori tecnici speleologi.

Oskar Piazza, istruttore nazionale del Soccorso Alpino (foto Agh)

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Trentino
via Manci 57, Trento
Tel. 0461 / 233166 - fax 0461 / 981012 Chiamata di soccorso
n. 118
www.soccorsoalpinotrentino.it

 
Recupero col verricello (foto Agh)  
   
Ciro Valentini con l'Ecureuil   Luciano posa davanti al Dauphin  
L'elisoccorso: professionisti della montagna

Gli operatori del Soccorso Alpino sono professionisti della montagna, nella quasi totalità guide alpine. Tra di essi ci sono fortissimi alpinisti: nella esercitazione di oggi riconosciamo, tra gli altri, Oskar Piazza, Mauro Mabboni, Renzo Corona, Franco Nicolini. Insomma gente davvero eccezionale, super addestrata a qualsiasi evenienza. L'impegno di un "volontario tipo" consiste in circa 10-50 interventi l'anno nella sua stazione di soccorso di competenza, più almeno altre 20 giornate di addestramento territoriale verifica periodica obbligatoria di tipo tecnico ed operativo sui diversi terreni d’azione: roccia, ghiaccio, neve e valanga, cascata di ghiaccio, ricerca dispersi, forra e canyoning.

Sorvolando la Val di Fiemme (foto Agh)
La piana di Predazzo (foto Agh)
Recupero al verricello a Fontanazzo in Val di Fassa (foto Agh)

 
In volo sulla Val D'Adige (foto Agh)  
   
Briefing (foto Agh)   Oskar Piazza (foto Agh)  
   
Franco Nicolini (foto Agh)   Renzo Corona (foto Agh)  
 
Unità cinofila: Giuseppe Pinter di Ala con Baloo (foto Agh)  
   
A bordo dell'Ecureuil (foto Agh)   Mauro Mabboni (foto Agh)  
 
In volo sulla Val di Fassa (foto Agh)  
Gli operatori del Soccorso

Le
figure tecniche che compongono il Soccorso Alpino sono sostanzialmente due: esse sono il Volontario del Soccorso Alpino e il Tecnico di Elisoccorso del Soccorso Alpino. Vediamo di spiegare chi sono queste due figure altamente specializzate.

Il Volontario del Soccorso Alpino

Per fare il volontario del Soccorso Alpino bisogna anzitutto essere alpinisti: ovvero frequentare la montagna in senso alpinistico (non escursionistico quindi), avere una conoscenza approfondita della montagna in tutti i suoi aspetti. Con questi requisiti di base, si devono superare le selezioni tecniche d’ingresso e frequentare quindi una a serie di corsi di formazione quindi di verifica per ottenere la qualifica base di “Operatore Tecnico del soccorso Alpino

Il Tecnico di Elisoccorso del Soccorso Alpino
:

E' una figura di alto livello tecnico–operativo con caratteristiche specifiche e del tutto particolari: sono solo una ventina in tutto il Servizio Provinciale Trentino e non più di 200 in tutto il Servizio Nazionale di Soccorso Alpino. Il Tecnico di Elisoccorso è a tutti gli effetti un professionista della Montagna (la quasi totalità sono Guide Alpine e/o Istruttori Guida e/o Istruttori Soccorso); l’impegno e soprattutto la responsabilità del T.E. (Tecnico di Elisoccorso) sono molto elevati: sono circa 50 le giornate/anno operative più le giornate di addestramento e certificazione (di tipo aeronautico) da superare con verifiche trimestrali, semestrali, annue e triennali (altre 10/12 giornate). In più si aggiungono tutte le giornate di impegno tecnico-formativo sul terreno d’azione nel ruolo di formatori professionali nei corsi e moduli di verifica in territorio regionale e nazionale. Per alcuni T.E. quest’impegno raggiunge anche le 150 giornate/anno. Il duro addestramento, la formazione continua, la grande responsabilità riguardo la sicurezza di tutto l’equipaggio impongono quindi l'impiego di personale altamente specializzato e professionale che non può essere improvvisato, o utilizzato "una tantum".

  Il racconto
Salvataggio estremo sul Brento
(pdf 90 k)
"...prima o poi
doveva succedere..."
cronaca di un recupero sotto i tetti della "Vertigine"
di Gianluca Tognoni

Il Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco di Trento all'aeroporto Caproni di Mattarello (foto Agh)
Atterraggio all'aeroporto di Mattarello (foto Agh)

 
Atterrati in Val di Fassa (foto Agh)  
 
Con l'Ecureuil seguiamo le fasi del soccorso (foto Agh)  
 
La cascata di ghiaccio luogo dell'incidente simulato (foto Agh)  
 
Sbarco dell'equipe sanitaria (foto Agh)  
Le esercitazioni

Le simulazioni di soccorso a cui abbiamo partecipato come operatori video e foto sono state tre. Due in Val di Fassa, raggiunta in appena 15 minuti di volo dall'aeroporto di Trento, una sul Monte Bondone raggiunto in pochi minuti di volo.

1) Intervento su cascata di ghiaccio: la cascata è quella sopra Fontanazzo (a sud est) in Val di Fassa, quindi una situazione prettamente alpinistica. Si è simulato un incidente al capo-cordata caduto per circa 10 metri, riportando contusioni varie e fratture non gravi, impossibilitato a muoversi o ad essere aiutato dai compagni di cordata. L'elicottero raggiunge il punto dell'incidente, ponendosi in volo stazionario (hovering), mentre il T.E. (tecnico di elisoccorso) sbarca l'equipe sanitaria (medico rianimatore ed infermiere) in zona sicura nei pressi dell’infortunato; viene quindi "verricellato" a monte dell’alpinista caduto dove controlla lo stato del compagno e posiziona un ancoraggio rapido di sicurezza con chiodi da ghiaccio. Si fa quindi calare sull’alpinista stesso e, collegato al sistema di recupero (verricello), viene lentamente sollevato mentre taglia la corda di cordata e recupera con sè l’alpinista infortunato consegnandolo immediatamente alle cure dei sanitari pronti a riceverlo in un posto sicuro. In un secondo tempo viene recuperato con la medesima tecnica anche il compagno di cordata illeso, rimasto in parete in sicurezza.

2) Intervento su cascata di ghiaccio: situazione ambientale simile alla precedente ma con il capocordata caduto per 10 metri in condizioni piuttosto gravi, con vari traumi da caduta (situazione che richiede un "intervento sanitario avanzato"). Il T.E. sbarca direttamente sulla cascata di ghiaccio mediante l’utilizzo del verricello, portando con sé l’equipe sanitaria e tutto il materiale; l’alpinista caduto viene stabilizzato, immobilizzato ed infine recuperato al verricello con un presidio sanitario specifico (asse spinale pieghevole -per immobilizzare la colonna vertebrale- e sacco barella verricellabile).

3) Intervento su piste da sci: questo intervento di soccorso è stato simulato sul Monte Bondone, sul versante ovest del Palòn. L'incidente riguarda uno sciatore esperto infortunatosi in un fuoripista, con caduta su terreno articolato e difficile riportando politrauma grave. L'elicottero si pone in volo stazionario sul luogo dell'incidente (hovering a bassa quota): il T.E. sbarca con l’equipe sanitaria (medico rianimatore ed infermiere) sulla pista da sci nei pressi dell’infortunato. Lo sciatore riceve immediatamente le cure dei sanitari, stabilizzato ed immobilizzato sempre utilizzando l'asse spinale e il sacco-barella verricellabile, viene quindi recuperato a bordo con il verricello; immediatamente dopo viene effettuato il recupero al verricello del T.E. e del sanitario rimasto. Tutte le operazioni sono sempre eseguite con il continuo contatto radio tra T.E. ed il pilota: solo in questo modo è possibile coordinare perfettamente e rapidamente operazioni-volo così complesse ed estreme. Tutto questo nel bene dell’infortunato che, nella maggior parte dei casi, sta lottando con la morte e anche pochi minuti possono fare la differenza.

  Video: recupero e rientro
(streaming video 57 sec, 2,2 mb)

Recupero della barella col verricello (foto Agh)
Recupero col verricello sul Monte Bondone (foto Agh)

 
Giuseppe "Bepi" Pinter con Baloo (foto Agh)  
 
Baloo (foto Agh)  
Unità cinofila

Per tutta la durata dell'inverno è sempre presente in aeroporto un'unità cinofila pronta ad intervenire in caso di bisogno. L'utilizzo dei cani appositamente addestrati si rivela un aiuto prezioso nella ricerca dei travolti da valanga, specialmente se i sepolti non indossavano l'apparecchio ricetrasmittente ARVA. Giuseppe Pinter di Ala, del gruppo tecnico cinofilo del Soccorso Alpino, è un veterano del soccorso: presta il suo servizio come volontario da ben 37 anni! Oggi il suo compagno fedele è "Baloo", un cane di razza Golden Retriever di sei anni. Questa razza si è dimostrata particolarmente adatta al soccorso: docile, intelligente, con un buon carattere, forte e robusto, facilmente addestrabile, il golden retriever è obbediente, impara presto e bene. Anche Baloo ha dovuto sottoporsi ai severi corsi di formazione e addestramento per prestare la sua opera nel Soccorso: ha infatti due brevetti, per la ricerca in superficie e la ricerca in valanga. L'addestramento iniziale per formare un cane antivalanga dura circa 3 anni, a cui seguono poi esercitazioni e verifiche continue.

A tavola in Val di Fassa

   
Sala da pranzo   Stube ladina  
 
Hotel Ristorante Foresta  
   
Walter, Livio e Luciano (f. Dalpalù)   Petto d'anatra, arance e melograno  
   
Rotolo di rape rosse (f. M. Dalpalù)   Filetto di cervo (f. M. Dalpalù)  
   
Massimiliano Sommariva, chef   "El volto dal vin" la vinoteca  
   
Il logo "Osteria Tipica Trentina"   Formaggi misti, erborizzati e non  
   
Grappe trentine abbinate a cioccolato   I dessert (f. M. Dalpalù)  
 
Lo staff dell'Hotel Foresta (f. M. Dalpalù)  
Hotel Ristorante Foresta, Moena

Come suggerisce il nome, l'Hotel Foresta sorge in una foresta di abeti a Moena, al centro delle Dolomiti in Val di Fassa. La prima struttura risale all’Ottocento ed era l’unica osteria e punto di ritrovo serale per gli abitanti dei masi circostanti. In seguito venne trasformata in locanda dove potevano fermarsi le carrozze e i viaggiatori trovare alloggio. La signora Teresa Piazzi, attuale titolare dal 1963 con il marito Ugo Schacher, acquistò la vecchia locanda e le diede nuovo impulso tenendola aperta tutto l’anno. In seguito essi apportarono continui miglioramenti creando un ambiente completamente ristrutturato e arredato in stile tipico tirolese. Oggi la famiglia Schacher con i figli Walter, Riccardo e le rispettive mogli sono lieti di ospitare i clienti come degli amici, circondandoli di attenzioni. L'Hotel Foresta è vicinissimo agli impianti di risalita più famosi della zona: Pampeago, Obereggen, Lusia e Passo S. Pellegrino, Sella Ronda. La pista di fondo della Marcialonga è a 20 mt. ed il centro del fondo Alochet di Passo S. Pellegrino a soli 15 minuti di automobile. L’hotel è dotato di deposito sci ed ha un maestro di sci a disposizione dei clienti. Dispone di sala tv, bar e stube ladina, sala riunioni, sala esposizione, sala non fumatori, sala ristorante, parcheggio privato e centro benessere. Per chi non scia ci sono mille itinerari a piedi o in ciaspole nei dintorni (Malga Panna, malga Peniola, Medil, Rifugio Fuchiade) o quelli più impegnativi sulle Dolomiti. Per quanto riguarda la cucina l'Hotel ristorante Foresta è una specie di istituzione in valle ed è certamente tra i migliori ristoranti della zona. Come tale partecipa ogni anno alla rassegna eno-gastronomica A Cena con Re Laurino, che quest'anno si svolgerà dall'11 al 18 marzo 2006, in cui sono presentate le migliori ricette della cucina fassana. Noi di Girovagando, in compagnia di Carlo Tschurtschenthaler dell'Elmo, produttore dell'Amaro Re Laurino, Bruno Pinton titolare di Nord Salotto nostro gradito sponsor, e Livio Gabrielli responsabile marketing APT di Moena, abbiamo degustato gli eccezionali piatti dello chef Massimiliano Sommariva: gnocchetti all'ortica con burro fuso e Trentingrana, rotolo di rape rosse con ricotta e semi di papavero, petto d'anatra con arance e melograno, filetto di cervo su letto di taccole, roesti di patate, polenta e funghi porcini, assaggio di formaggi misti, erborizzati e non. Per dessert bavarese alla fragola, salame di cioccolato, gelato alla cannella e salsa di vaniglia. Nel "El volto dal vin", la fornitissima vinoteca del ristorante, sono presenti tutti i vini, gli spumanti e le grappe del Trentino. Il Ristorante Foresta fa parte del club di prodotto Osteria Tipica Trentina.

Ultima puntata di Girovagando in Val di Fassa

Hotel Ristorante Foresta
Via Nazionale 1, 38035 Moena, Val di Fassa (Trento)
tel. 0462 573260
www.hotelforesta.it


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2009 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved


Si ringrazia Oskar Piazza, istruttore nazionale del Soccorso Alpino per la documentazione

Alberto Dellai ai comandi dell'Ecureuil (foto Agh)
Il pilota Alberto Dellai con il meccanico motorista Fabrizio Clementi (foto Agh)
  Corpo Nazionale Soccorso Alpino
e Speleologico del Trentino
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tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
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Video

  Video: recupero e rientro
(streaming 57 sec, 2,2 mb)

Il racconto

  Salvataggio estremo sul Brento (pdf 90 k)
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di Gianluca Tognoni

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Istituzioni
Provincia Autonoma di Trento
Protezione Civile
Soccorso Alpino Trentino
Nucleo Elicotteri Vigili del Fuoco di Trento | Foto Nucleo elicotteri di Damiano Gualdoni
Vigili del Fuoco di Trento - Servizio Antincendi e Protezione Civile

Volare
Aeroporto Giovanni Caproni Mattarello, Trento
CUS Trento Centro universitario sportivo - volo a vela
Federazione Italiana volo a vela

Meteo
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Valanghe

Nivologia e valanghe di Luigi Telmon
GazEx distacco valanghe con palloni a gas
Avalanache Blast distacco valanghe con sistema elitrasportato

Cai-Svi - Servizio Valanghe Italiano

A tavola

Hotel Ristorante Foresta
Via Nazionale 1, 38035 MOENA (Trento)
tel. 0462 573260
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