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| Luciano Da Canal col personale del
Parco Nazionale dello Stelvio (foto Agh) |
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| Con Pierantonio Cristoforetti (foto Agh) |
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Capri con l'albero della Val di Sole |
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La Val di Sole in inverno si ammanta di
una fascino particolare: la neve dà un tocco fiabesco alla natura
maestosa in questo angolo del Trentino occidentale dove ci sono ben due
parchi naturali, il Parco Nazionale dello Stelvio
e il Parco Naturale Adamello Brenta. Ad
accoglierci in valle per il benvenuto il sindaco di Malé, Pierantonio
Cristoforetti, che ci parla con orgoglio della tradizionale ospitalità
dei "solandri" (abitanti della valle) e del particolare e insolito
legame con un'isola di mare, Capri: anche
quest'anno, l'abero di Natale della più famosa piazzetta d'italia
è un dono della Val di Sole. Ci accompagna nella nostra visita di
oggi il simpatico ed efficiente Alberto
Penasa dell'Apt, che ci guiderà durante la giornata. Per
una panoramica estiva della Val di Sole vi rimandiamo alle nostre
puntate precedenti.
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| La piscina alle Terme di Pejo (foto
Terme) |
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| Le Terme di Pejo aperte d'inverno
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Viviana Marini (foto Agh) |
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| Salone delle terme (foto Agh) |
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L'accettazione (foto Agh) |
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| Terapia inalatoria con aerosol (foto Agh) |
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Le Terme di Pejo
La prima testimonianza storica sulla Antica
Fonte di Pejo sottolinea che già nell'anno 1549
si faceva menzione dell'acqua minerale e dei "Bagni di Pej". Ma
una notizia certa e diffusa sulle fonti risale all'incirca intorno al 1660,
da una monografia scritta in latino. Pejo è
perciò un nome storico dell’idrotermalismo italiano.
Viviana Marini, addetta all'accettazione, ci mostra lo stabilimento, aperto
anche l'inverno. Dalla Fonte Alpina si ha un’ottima acqua oligominerale
che ha portato il nome di Pejo sulle tavole
di tutta Italia. Due sono i tipi di acqua consigliati in varie terapie dalla
moderna medicina idrotermale: l’acqua mediominerale
ferruginosa dell’Antica Fonte, utilizzata nella cura delle
anemie, malattie gastroenteriche e del tubo digerente, gotta, nevrosi e
psicosi a carattere depressivo; l’acqua
oligominerale della Fonte Alpina, che ha azione diuretica, antiurica,
anticalcolotica. Nel nuovo Centro Termale completo di piscina,
palestra e teatro/sala congressi vengono praticate, con servizio ambulatoriale
di prescrizione e controllo, la cura Idropinica
(malattie dell’apparato digerente, malattie del ricambio, malattie
dell’apparato urinario, anemie ipocroniche, linfatismi), la cura
Balneoterapica (arteriopatie croniche periferiche, patologie linfatiche.
Lo stabilimento termale, che dispone anche di un moderno Centro
Congressi, propone particolari pacchetti termali "piena forma
e benessere" studiati per favorire l´integrazione tra il soggiorno
in montagna ed il benefico uso delle acque.
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| L'Antica Fonte delle terme di Pejo
in una foto d'epoca (foto Terme) |
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| "Terme di Pejo", un nome storico dell'idrotermalismo
italiano (foto Terme) |
Terme di Pejo
Via delle Acque Acidule, 3
38020 Pejo, Italia
Tel: +39(0463)753226 - Fax: +39(0463)743207
www.termePeio.it
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| Escursione con gli sci da alpinismo
in alta quota (foto Agh) |
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| La magia della Val di Sole in inverno
(foto Apt Val di Sole) |
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| Alberto Penasa (foto Agh) |
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Con Pierantonio Cristoforetti (foto Agh) |
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| Ragazzini col maestro di sci (foto Apt Val di Sole) |
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Paradiso dello sci
Per gli amanti dello sci, le piste di Folgarida,
Marilleva-Campiglio, Peio
e Passo Tonale, con 75
impianti di risalita e uno sviluppo delle piste di oltre 200 chilometri
(con neve programmata), offrono quanto di meglio lo sciatore, dal novizio
all'esperto, può desiderare. I molti alberghi a gestione
famigliare offrono la tradizionale ospitalità della "gente
solandra" nel calore di un ambiente amichevole senza troppi formalismi.
La maggior parte degli alberghi dispone di un proprio pullmino
per il trasporto dell'ospite sulle piste di sci, inoltre è
disponibile il servizio di skibus gratuito.
Scuole di sci, snowboard, sleddog, pattinaggio, sci di fondo e alpinismo,
escursioni con le ciaspole o a piedi, completano
un'offerta turistica in grado di accontentare davvero tutte le le esigenze.
In Val di Sole si può arrivare anche lasciando la propria automobile
a casa: il trenino della Trento-Malé
raggiunge tutte le più importanti località, arrivando praticamente
sulle piste di sci. Gli impianti della Val di Sole fanno parte dello Skirama
Dolomiti Adamello Brenta uno dei più importanti caroselli sciistici
al sud delle Alpi, comprendendo 8 rinomate stazioni sciistiche del Trentino
nel cuore delle Dolomiti di Brent: un unico skipass per 380 km di piste
al 90% coperte da innevamento programmato, 140 impianti di risalita, piste
fino a 3.000 metri di quota!
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| Fantastici panorami in Val di Sole
(foto APT) |
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| Escursione in alta quota sul Monte Vioz m 3644,
clicca per ingrandire (foto Agh) |
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| Le piste di sci negli scenari più
spettacolari (foto APT) |
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| Sci di fondo nei pressi del Tonale |
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Piste di sci (foto Agh) |
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| In Val di Sole ci sono oltre 200
km di piste con neve programmata (foto APT) |
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Le
novità della stagione invernale 2006 – 2007
La principale novità per gli sciatori è la nuova
cabinovia a 8 posti ad agganciamento automatico che collega Ponte
di Legno ed il Passo
del Tonale. Dal passo ora si può scendere con gli sci
per l’incantevole pista Pegrà
fino a Ponte di Legno , potendo poi sperimentare le nuove piste della località
lombarda. Con il nuovo impianto dunque, lungo ben 5 km e con un dislivello
di 650 metri, non sarà più necessario usare la propria automobile
per spostarsi da Ponte di Legno al Tonale e viceversa. A Folgarida-Marilleva
le piste sono collegate col favoloso carosello di Madonna
di Campiglio, mentre in Val Mastellina
entreranno in funzione nel Natale 2007 due nuovi
impianti. Nella località di Peio, storica stazione turistica
nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, sarà invece in funzione
per dicembre 2008 la nuova funivia Tarlenta –ex
Rifugio Mantova in Valle della Mite, una funivia di tipo Funivor
da 100 posti con partenza presso la località Talenta a quota 2000
metri, ed arrivo presso il vecchio Rifugio Mantova in Valle della Mite a
ben 3000 metri di quota. Per gli amanti dello sci
di fondo ci sono i due magnifici centri di Passo
Campo Carlo Magno e nel fondovalle a Vermiglio,
il centro principale per lo sci nordico con 4
anelli per 25 km totali di percorsi che si sviluppano tra le località
Volpaia, Stavel e Velon, in mezzo a boschi di conifere e caratteristici
masi. Per chi vuole provare lo sci di fondo
una ghiotta possibilità: lezioni gratis
di sci nordico per tutti! L’Azienda per il Turismo delle Valli
di Sole, Peio e Rabbi offre due ore di lezione
gratuite comprensive di noleggio attrezzatura. Le lezioni si tengono
ogni lunedì dall’8 gennaio 2007
fino a fine stagione presso il Centro Fondo di
Vermiglio.
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| Passeggiata nella neve fresca (foto Agh)
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| Escursione con le ciaspole (foto Agh) |
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| Le ciaspole permettono di camminare sulla neve
senza sprofondare (foto Agh) |
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Escursioni con racchette da neve e nordic walking
Tutte le settimane, dal 17 dicembre 2006 a fine
marzo 2007, in diverse località
della Val di Sole vengono proposte escursioni
guidate con racchette da neve (le "ciaspole" nel dialetto
trentino) e, grande novità invernale, escursioni
guidate di nordic
walking: la nuova "tendenza" di camminata
sportiva in montagna che sta velocemente conquistando tutto il mondo.
Grazie ad essa, si impegna il 90% dei muscoli
senza sollecitare in modo eccessivo le articolazioni, permettendo di ridurre
del 30% l’impegno fisico e di consumare, nel contempo, metodo ideale
per dimagrire, il 46% di energie ed il 40 % di grassi in più rispetto
al jogging tradizionale. E' un'attività
molto facile e adatta a tutti, anche agli anziani, che si
pratica a piedi con un passo sostenuto e gli
appositi bastoncini. La Val di Sole è una zona ideale per
praticare questa nuova attività sportiva in grado di migliorare
la propria condizione fisica, tonificare la muscolatura e il sistema
cardiocircolatorio e polmonare. Un toccasana per la salute che è
anche divertente, rilassante, poco faticoso e poco costoso. La quota di
partecipazione per le escursioni è di € 5,00 (senza attrezzatura)
e di € 8,00 col noleggio comprensivo dell'attrezzatura.
Calendario
delle escursioni nel Parco dello Stelvio (pdf)
Tutte
le informazioni presso l'APT
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| Camminare con le ciaspole è
facile e divertente, alla portata di tutti (foto Agh) |
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| Camosci nel Parco Nazionale dello Stelvio (foto
PNS) |
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Il Parco Nazionale dello Stelvio
I confini del parco seguono l'orografia dell'imponente massiccio dell’Ortles
Cevedale, coi suoi grandi ghiacciai e vette che sfiorano i 4000 metri.
La superficie del parco interessa il Trentino,
l’Alto Adige e la Lombardia.
Questa storica area protetta nel cuore delle Alpi (il Parco è nato
nel 1935) è rinomata per la notevole varietà
di ambienti, vegetazione, specie faunistiche e per la grande estensione
di circa 130.600 ettari. Il versante trentino
comprende le valli di Peio e Rabbi, che
sono due collaterali della Val di Sole. I centri
visitatori di Peio e Rabbi offrono tutte le informazioni utili per
una visita al Parco.
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| Paesaggio tipico della Val di Peio
(foto Agh)
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| Luciano Da Canal con Giuseppe Dallatorre e Guido
Moreschini del Corpo Forestale Provinciale
di Trento |
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| L'area faunistica del Parco dove
si possono osservare gli animali (foto Agh) |
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| Uno splendido esemplare di cervo
ci osserva sospettoso... (foto Agh)
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| Guido Moreschini (foto Agh) |
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Con Angelo Dalpez (foto Agh) |
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| Il custode coi cervi (foto Agh) |
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Il capriolo fraternizza col cameraman |
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| Un giovane capriolo ospite del centro |
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Giuseppe Dallatorre (foto Agh) |
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| Col personale del parco (foto Agh) |
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Paola Zalla (foto Agh) |
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| L’area faunistica ospita 13
cervi, 2 caprioli e 1 camoscio (foto Agh) |
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Area faunistica di Peio
L'arera faunistica si trova a metà
strada del tratto Pejo Fonti - Peio Paese. Ci accoglie il personale del
Parco, gli assistenti forestali Giuseppe Dallatorre
e Guido Moreschini del Corpo Forestale
della Provincia Autonoma di Trento, il custode Alfredo
Monegatti e Paola
Zalla addetta alle pubbliche relazioni. Angelo
Dalpez, presidente del parco, ci dà il benvenuto. L’area
faunistica permette un approccio didattico
e soprattutto l’osservazione degli animali
da vicino. La “Casa dei cervi” è dotata di un
moderno punto informativo dove è facile trasformarsi in “piccoli
esploratori, imparando ad osservare e riconoscere orme e tracce degli animali
che popolano il Parco. L’area ospita 13
cervi, 2 caprioli e 1 camoscio. Sono tutti animali salvati dall'uomo,
raccolti feriti o in precarie condizioni fisiche, condotti nel centro e
curati. Poiché la loro reimmissione in natura avrebbe scarse o nulle
possibilità di successo dopo il contatto prolungato con l’uomo,
sono trattenuti nel centro dove sono nutriti ed accuditi per una “serena
vecchiaia”. La piccola comunità iniziale si è pian piano
allargata con la nascita di nuovi cuccioli. Il piccolo
camoscio che trotta incontro al custode Alfredo
Monegatti di Peio, è stato raccolto nel bosco in fin di
vita qualche tempo fa: la sua sorte era segnata
e il veterinario, viste le condizioni disperate, aveva già
deciso la soppressione. Una scolaresca però si prese a cuore il piccolo
animale e lo portò al Centro: grazie alle amorevoli
cure di Alfredo Monegatti che lo ha vegliato e nutrito col biberon
alcune notti per aiutarlo a superare la crisi, il
piccolo camoscio si è ripreso perfettamente e ora corre felice
e in ottima salute nel grande recinto insieme a cervi e caprioli. Addirittura
va incontro ai turisti per farsi accarezzare, quasi fosse un cagnolino.
Naturalmente questo è un caso limite
poiché gli animali in natura hanno in realtà un comportamento
ben diverso: essendo molto sfuggenti evitano accuratamente il contatto con
l’uomo. E’ assolutamente sconsigliato
ad esempio raccogliere o toccare i cuccioli apparentemente sperduti:
la sottrazione del piccolo alla madre, anche per
poche ore, ne provoca l’abbandono e, quindi, la morte certa.
L’osservazione degli animali in natura è un’esperienza
fantastica: il Parco organizza uscite escursionistiche
a piedi o con le ciaspole nei luoghi dove è più facile
l’osservazione, ad occhio nudo o con l’aiuto di binocoli
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| Cervi nell'area faunistica del Parco
Nazionale dello Stelvio (foto Agh) |
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| Escursione nel Parco dello Stelvio
(foto PNS) |
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| Un guardaparco (foto Agh) |
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(foto PNS) |
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| Cervo (foto PNS) |
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Aquila reale e gipeto (foto PNS) |
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| Camosci (foto PNS) |
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Con le ciaspole (foto PNS) |
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Capodanno nel Parco
Un capodanno unico nella magica atmosfera notturna
del Parco con la neve: questa è la proposta, col rituale spumante
e panettone, per trascorrere il capodanno in modo diverso con una
fantastica escursione notturna con le ciaspole dentro il Parco. L’uscita
di gruppo è organizzata sia in Val di Rabbi che in Val di Peio con
partenza dai rispettivi Centri visitatori ad ore 21. Sono 134 le specie
di uccelli e 34 i mammiferi che occupano il territorio su cui si estende
il Parco Nazionale dello Stelvio. Le escursioni, in calendario da dicembre
ad aprile, sono di una o mezza giornata,
con uscite diurne o serali. A condurre
gli ospiti alla scoperta delle numerose varietà animali e vegetali
sono le Guide Alpine che hanno conseguito
la speciale idoneità ad esercitare l'attività di Guide Parco
nello Stelvio. Si raggiungono in sicurezza gli
angoli più belli dell'area protetta, si
imparano a conoscere gli aspetti naturalistici che caratterizzano
il territorio e grazie alle loro indicazioni si riescono ad avvicinare,
senza disturbarli, cervi, caprioli, camosci. Talvolta sarà possibile
fare incontri più "difficili" osservando l’ermellino,
la volpe, il tasso, la faina, la martora, la donnola, il francolino di monte,
il gallo cedrone, il gallo forcello, la pernice bianca, la coturnice…
Scrutando i cieli si potrà avvistare l'aquila
e il gipeto barbuto, il maestoso avvoltoio
delle Alpi. Di sicuro interesse per le famiglie anche le visite ai centri
didattici dedicati al legno e alla lavorazione del latte e formaggio del
vecchio caseificio ristrutturato.
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| Fiori di "Pulsatilla Vernalis":
fiorisce in primavera subito dopo lo scioglimento della neve (foto Agh) |
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| Maso Burba a Commezzadura (foto Agh)
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| Il logo uff. Osteria Tipica Trentina |
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Angolo della sala da pranzo (foto Agh) |
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| La tavolata di Girovagando |
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Con Mirco Burba (foto Agh) |
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| Attilio Gregori (foto Agh) |
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Luciano Rizzi (foto Agh) |
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A tavola, Maso Burba
Per pranzo, l'APT rappresentata da Luciano Rizzi e Attilio Gregori, rispettivamente
presidente e direttore, ci accompagnano al bellissimo Maso
Burba a Commezzadura. Lo gestisce la famiglia Burba con Arrigo, il
capofamiglia di origini friulane, la moglie Claudia e i tre figli. La titolare,
signora Claudia, si occupa con il figlio Mirco dell´accoglienza degli
ospiti e delle sale. Papà Arrigo con gli altri due figli Roberto
e Gianpaolo formano la "forza-cucina": tutti e tre chef, si sono
divisi i compiti: i primi due si occupano di antipasti e primi piatti (fanno
tutto a mano: dalla pasta, ai dolci e perfino il pane), mentre Gianpaolo
è l´artista dei secondi. La famiglia Burba ha aperto il locale
nel Natale del '93, dopo aver acquistato uno storico maso del paese e ristrutturato
in modo veramente mirabile. Maso Burba aderisce al club di prodotto Osteria
Tipica Trentina e quindi la cucina tipica
la fa da padrona. Noi abbiamo degustato piatti davvero eccellenti, con un
servizio al tavolo di Mirco attento e impeccabile. Per iniziare un piccolo
stuzzichino della casa, la crema di cappuccio
rosso, quindi l'antipasto, un delizioso carpaccio
d'agnello marinato alla salsa di rafano. Per i primi: delicati cornetti
verdi alla trentina ripieni di manzo e vitello con salsa di Trentingrana,
poi un gustoso rotolo di patate della valle
di Gresta ripieni di erbette di campo con crema do spinaci. Per secondo
uno squisito filetto di vitello rosolato
con patate schiacciate e porri fritti. Infine il dolce, un ottimo tortino
caldo di carote, gelato al miele artigianale e salsa mou.
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| Carpaccio d'agnello marinato (foto Agh) |
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Cornetti verdi alla trentina (foto Agh) |
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| Rotolo di patate della Val di Gresta (foto Agh) |
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FIletto di vitello (foto Agh) |
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| Tortino caldo di carote con gelato artigianale |
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Vino Müller Thurgau Castel
Firmian - Mezzacorona |
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| Luciano con la famiglia Burba: la
signora Claudia, il marito Arrigo e il figlio Mirco (foto Agh) |
Maso Burba
Via Bernardelli, 32
loc. Piano - 38020 Commezzadura, Italia
Tel: +39(0463)979991 |
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| Camera da letto (foto Agh) |
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| Il museo etnografico (foto Agh) |
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Federica Costanzi (foto Agh) |
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| Attrezzo del mugnaio (foto Agh) |
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Attrezzi per la fienagione (foto Agh) |
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| Banco del calzolaio (foto Agh) |
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| Macinini e attrezzi vari (foto Agh) |
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Banco del falegname (foto Agh) |
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| Un tornio (foto Agh) |
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Il modello della segheria veneziana |
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| Un telaio per la tessitura (foto Agh) |
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| La cucina col grande focolare |
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Apparecchio fotografico a lastre |
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| Attrezzi del fornaio (foto Agh) |
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Il
Museo della Civilità Solandra
A Malé visitiamo il bellissimo Museo etnografico
della Civilità Solandra. Ci accoglie il suo direttore, l'avvocato
Federica Costanzi, che ci racconta com'è
nato questo museo straordinario: "La gente di un’intera valle
ha contribuito alla creazione del Museo, promosso e costituito da un’associazione
culturale, il Centro Studi per la Val di Sole. Fu nel 1966 che il compianto
Quirino Bezzi, eclettica figura di storico, poeta dialettale, giornalista,
attivo in numerose associazioni culturali, fondatore e anima del Centro
Studi Val di Sole, a lanciare il primo appello per la creazione di un museo
etnografico della Val di Sole". Nel 1975 le iniziative si fecero
più concrete grazie all’interessamento di Italo Covi, vicepresidente
del Centro Studi, e all’impegno di molti collaboratori, in primis
Cesare Costanzi, Silvia Casna, Maria Fedrizzi, Teresa Girardi, Bruno Silvestri.
Il 14 luglio 1979 vennero aperte le prime tre sale negli ambienti a volta
del palazzo un tempo sede della Pretura, resi disponibili dal comune di
Malé. Pochi anni dopo, il 18 dicembre 1983, grazie all’acquisizione
di altro materiale, l’esposizione fu ampliata nella forma che oggi
possiamo vedere. Nei primi anni novanta il pronipote di don
Giacomo Bresadola, Rino Pedrotti, donò al museo molti
oggetti appartenuti al celebre micologo originario di Ortisè. L’esposizione
permanente raccoglie strumenti, attrezzi, utensili
e arredi divisi in sezioni: le fonti di
sussistenza, l’artigianato,
la tessitura e la filatura.
La vita di un tempo è raccontata anche attraverso gli ambienti
ricostruiti di una tipica abitazione solandra: la cucina e la camera
da letto. Nella prima, in cui si trascorreva la maggior parte della giornata,
si trovano il focolare “aperto” sormontato da una cappa e numerosissimi
utensili per cucinare. Nella stanza da letto (stua) vi è la stufa
ad olle, posta accanto al letto, e i ricordi di famiglia. Le pareti
ed il soffitto sono in legno e provengono da una casa di Rabbi. Nella
altre stanze del museo sono proposti gli attrezzi dei mestieri artigianali
presenti in Valle, da quelli più diffusi come il calzolaio
(cagliàr), il ramaio (ciapèra),
il fabbro (feràr), il falegname
(marangòn), fino a quelli più particolari quali i sellai,
i tappezzieri, i costruttori di ruote (rodàro) e di funi di cuoio.
Una sala è dedicata alla tessitura,
con un telaio del XVIII secolo, ed alla lavorazione
della lana, del lino e della canapa. Un’altra sezione è
dedicata all’agricoltura, alla silvicoltura
e all’allevamento: si trovano gli
attrezzi per la fienagione, la stalla, l’irrigazione e la coltura.
Vi sono anche gli arnesi per il trasporto e la lavorazione del legname insieme
al modello di un’antica segheria ad acqua,
detta “veneziana”, come quella osservabile
dal vero a Malé, ancora perfettamente funzionante. Una sala è
riservata quasi interamente alla lavorazione del
latte, con l'esposizione degli utensili
utilizzati nelle malghe durante il periodo dell’alpeggio, oppure
nei caseifici nel resto dell’anno. La sala d’ingresso ospita
la sezione bresadoliana composta da disegni
originali, dalla corrispondenza, da articoli di giornali e periodici,
tra cui l’edizione originale dell’opera principale, l’Iconographia
Mycologica (ponderoso trattato sui funghi), stampata a Milano tra
il 1927 e il 1933 e composta di 26 volumi. Per Giovanni Kezich, direttore
del Museo
degli Usi e Costumi della Gente Trentina, si tratta di “uno dei
più riusciti esempi di museografia locale di cui si abbia conoscenza
in ambito alpino, per la copia e il buono stato delle collezioni esibite,
per la gradevole semplicità degli allestimenti e per la rigorosa
sobrietà dell’apparato didascalico”. Il Museo fa parte
dell’Itinerario Etnografico Trentino.
Museo della Civiltà Solandra
Palazzo della ex Pretura, via Trento 1, Malé
Info e prenotazioni visite tel. 0463 / 901780 |
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| La meridiana di Livio Conta a Monclassico
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| Casa Mocatti (foto Agh) |
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La meridiana di Albino Rossi |
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| Casa Pangrazzi (foto Agh) |
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La meridiana di Mario Diotalevi |
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| Hotel Holiday (foto Agh) |
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Meridiana di Yves Brodà (foto Agh) |
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Monclassico, il paese delle meridiane
Nel 2001 è nata a Monclassico un'originale
iniziativa: far diventare Monclassico il paese
delle meridiane artistiche. Lo scopo è culturale ma anche
sociale e turistico. Ogni anno 5 artisti,
uno locale e gli altri provenienti da tutta Italia, sono invitati a realizzare,
sotto lo sguardo curioso di turisti e paesani,
una loro interpretazione di una meridiana. Attualmente le meridiane già
realizzate sono una ventina ma il progetto ne
prevede ben 50. Gli edifici pubblici e privati vengono abbelliti
e questo è un modo intelligente per valorizzare il patrimonio urbanistico
del paese. Nel progetto è stato coinvolto, per quanto riguarda la
parte strettamente tecnica, Don
Alberto Cintio, studioso dell’astronomia, considerato tra i massimi
esperti e "gnomonista" di fama. Si chiama infatti gnomone,
lo stilo che segna l'ora proiettando l’ombra
sul quadrante. Le meridiane indicano l’ora in maniera precisa.
Si può leggere quella solare, quella legale e lo scostamento rispetto
agli orologi che normalmente portiamo al polso. Sono state realizzate
meridiane ad ore francesi, le più comuni, quelle che indicano
semplicemente che ora è, ad ore Italiche,
che indicano quante ore sono trascorse dal tramonto del sole, quelle ad
ore babiloniche che ci dicono da quante ore è sorto il sole.
Fin dalla prima edizione della manifestazione è stato realizzato,
ogni anno, un libro-catalogo che illustra
la storia del paese e presenta gli aspetti tecnici e artistici delle meridiane.
In tal modo sarà costituita una collana
di 10 volumi, un’opera editoriale di grande valore. Dall’anno
scorso inoltre è stato iniziato un censimento
di tutte le meridiane presenti in Val di Sole, analizzandole dal
punto di vista tecnico, storico-artistico, e documentandole fotograficamente.
Un modo per salvare un patrimonio che rischia di scomparire e che è
testimone della nostra storia.
Comune
di Monclassico
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| Lo scultore Livio Conta (foto Agh)
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| Giorgio e Livio Conta nel loro studio
di Monclassico (foto Agh) |
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| Ritratto di Benedetti Michelangeli |
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Opera in bronzo (foto Agh) |
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| Scultura in legno di Giorgio Conta
ispirata ai musicisti di jazz (foto Agh) |
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Livio
e Giorgio Conta, scultori
A Monclassico, non potevamo mancare una
visita a Livio
Conta, uno dei più bravi scultori trentini. Il figlio
Giorgio segue brillantemente le orme del padre. Conta padre e figlio
sono veramente due persone gentili e alla mano, ci hanno fatto visitare
la loro meravigliosa casa-museo. Dopo aver frequentato l’istituto
d’arte, Livio Conta si dedica alla scultura, alla pittura e alla grafica.
Si trasferisce a Parigi e si iscrive alla scuola del disegno del Museo del
Louvre studiando nel contempo gli impressionisti. Nel 1963 si reca a Pietrasanta
di Carrara dedicandosi alla scultura del marmo; lì incontra Marino
Marini che lo incoraggia a proseguire nella scultura visti i risultati
raggiunti. Un lungo soggiorno in Spagna arricchisce le sue capacità
espressive, specialmente sugli studi fatti sulle opere di El
Greco. Il periodo trascorso a Milano, nel quale incontra vari artisti
e critici, gli dà una formazione decisiva, sia culturale che stilistica.
Legato da profonda amicizia al pianista Arturo
Benedetti Michelangeli, gli dedica 43 opere pittoriche (Sensazioni
melodiche), 23 delle quali esporrà nel 1973 alla Salle Pleyel di
Parigi durante un recital del Maestro, presenti anche il Capo dello Stato
ed il pianista Arthur Rubinstein. Michelangeli volle uno dei suoi ritratti
sulla copertina di un suo disco “Carnaval” di Schumann edito
dalla EMI nel 1975. Livio Conta ha esposto i suoi lavori in numerose
città italiane ed estere: Parigi, Barcellona, Monaco di Baviera,
Strasburgo (Palazzo del Consiglio d’Europa),Basilea, Hannover, Torino,
Roma (Palazzo Barberini), Palermo,….ecc. Opere
bronzee figurano in parchi pubblici a S. Diego in California, nel
mausoleo di Denver nel Colorado, nel Wisconsin, in Florida, in Grecia, in
Texas, in Belgio, in Croazia, in Germania, in Austria, in Italia. L’attività
nel campo dell’arte sacra è
notevole. Opere di scultura in bronzo, legno, marmo, mosaico, vetrate, pittura
a fresco ed olio su tela, figurano oltre che nelle chiese italiane, in diverse
chiese estere.
Livio
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testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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