VAL DI sole
Le Terme di Pejo, il Parco Nazionale dello Stelvio - 23 dicembre 2006

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Luciano Da Canal col personale del Parco Nazionale dello Stelvio (foto Agh)

   
Con Pierantonio Cristoforetti (foto Agh)   Capri con l'albero della Val di Sole  
La Val di Sole in inverno si ammanta di una fascino particolare: la neve dà un tocco fiabesco alla natura maestosa in questo angolo del Trentino occidentale dove ci sono ben due parchi naturali, il Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco Naturale Adamello Brenta. Ad accoglierci in valle per il benvenuto il sindaco di Malé, Pierantonio Cristoforetti, che ci parla con orgoglio della tradizionale ospitalità dei "solandri" (abitanti della valle) e del particolare e insolito legame con un'isola di mare, Capri: anche quest'anno, l'abero di Natale della più famosa piazzetta d'italia è un dono della Val di Sole. Ci accompagna nella nostra visita di oggi il simpatico ed efficiente Alberto Penasa dell'Apt, che ci guiderà durante la giornata. Per una panoramica estiva della Val di Sole vi rimandiamo alle nostre puntate precedenti.

 
La piscina alle Terme di Pejo (foto Terme)  
   
Le Terme di Pejo aperte d'inverno   Viviana Marini (foto Agh)  
   
Salone delle terme (foto Agh)   L'accettazione (foto Agh)  
 
Terapia inalatoria con aerosol (foto Agh)  
Le Terme di Pejo

La prima testimonianza storica sulla Antica Fonte di Pejo sottolinea che già nell'anno 1549 si faceva menzione dell'acqua minerale e dei "Bagni di Pej". Ma una notizia certa e diffusa sulle fonti risale all'incirca intorno al 1660, da una monografia scritta in latino. Pejo è perciò un nome storico dell’idrotermalismo italiano. Viviana Marini, addetta all'accettazione, ci mostra lo stabilimento, aperto anche l'inverno. Dalla Fonte Alpina si ha un’ottima acqua oligominerale che ha portato il nome di Pejo sulle tavole di tutta Italia. Due sono i tipi di acqua consigliati in varie terapie dalla moderna medicina idrotermale: l’acqua mediominerale ferruginosa dell’Antica Fonte, utilizzata nella cura delle anemie, malattie gastroenteriche e del tubo digerente, gotta, nevrosi e psicosi a carattere depressivo; l’acqua oligominerale della Fonte Alpina, che ha azione diuretica, antiurica, anticalcolotica. Nel nuovo Centro Termale completo di piscina, palestra e teatro/sala congressi vengono praticate, con servizio ambulatoriale di prescrizione e controllo, la cura Idropinica (malattie dell’apparato digerente, malattie del ricambio, malattie dell’apparato urinario, anemie ipocroniche, linfatismi), la cura Balneoterapica (arteriopatie croniche periferiche, patologie linfatiche. Lo stabilimento termale, che dispone anche di un moderno Centro Congressi, propone particolari pacchetti termali "piena forma e benessere" studiati per favorire l´integrazione tra il soggiorno in montagna ed il benefico uso delle acque.

L'Antica Fonte delle terme di Pejo in una foto d'epoca (foto Terme)
"Terme di Pejo", un nome storico dell'idrotermalismo italiano (foto Terme)

Terme di Pejo
Via delle Acque Acidule, 3
38020 Pejo, Italia

Tel: +39(0463)753226 - Fax: +39(0463)743207
www.termePeio.it

Escursione con gli sci da alpinismo in alta quota (foto Agh)

 
La magia della Val di Sole in inverno (foto Apt Val di Sole)  
   
Alberto Penasa (foto Agh)   Con Pierantonio Cristoforetti (foto Agh)  
 
Ragazzini col maestro di sci (foto Apt Val di Sole)  
Paradiso dello sci

Per gli amanti dello sci, le piste di Folgarida, Marilleva-Campiglio, Peio e Passo Tonale, con 75 impianti di risalita e uno sviluppo delle piste di oltre 200 chilometri (con neve programmata), offrono quanto di meglio lo sciatore, dal novizio all'esperto, può desiderare. I molti alberghi a gestione famigliare offrono la tradizionale ospitalità della "gente solandra" nel calore di un ambiente amichevole senza troppi formalismi. La maggior parte degli alberghi dispone di un proprio pullmino per il trasporto dell'ospite sulle piste di sci, inoltre è disponibile il servizio di skibus gratuito. Scuole di sci, snowboard, sleddog, pattinaggio, sci di fondo e alpinismo, escursioni con le ciaspole o a piedi, completano un'offerta turistica in grado di accontentare davvero tutte le le esigenze. In Val di Sole si può arrivare anche lasciando la propria automobile a casa: il trenino della Trento-Malé raggiunge tutte le più importanti località, arrivando praticamente sulle piste di sci. Gli impianti della Val di Sole fanno parte dello Skirama Dolomiti Adamello Brenta uno dei più importanti caroselli sciistici al sud delle Alpi, comprendendo 8 rinomate stazioni sciistiche del Trentino nel cuore delle Dolomiti di Brent: un unico skipass per 380 km di piste al 90% coperte da innevamento programmato, 140 impianti di risalita, piste fino a 3.000 metri di quota!

Fantastici panorami in Val di Sole (foto APT)
Escursione in alta quota sul Monte Vioz m 3644, clicca per ingrandire (foto Agh)

 
Le piste di sci negli scenari più spettacolari (foto APT)  
   
Sci di fondo nei pressi del Tonale   Piste di sci (foto Agh)  
 
In Val di Sole ci sono oltre 200 km di piste con neve programmata (foto APT)  
Le novità della stagione invernale 2006 – 2007

La principale novità per gli sciatori è la nuova cabinovia a 8 posti ad agganciamento automatico che collega Ponte di Legno ed il Passo del Tonale. Dal passo ora si può scendere con gli sci per l’incantevole pista Pegrà fino a Ponte di Legno , potendo poi sperimentare le nuove piste della località lombarda. Con il nuovo impianto dunque, lungo ben 5 km e con un dislivello di 650 metri, non sarà più necessario usare la propria automobile per spostarsi da Ponte di Legno al Tonale e viceversa. A Folgarida-Marilleva le piste sono collegate col favoloso carosello di Madonna di Campiglio, mentre in Val Mastellina entreranno in funzione nel Natale 2007 due nuovi impianti. Nella località di Peio, storica stazione turistica nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, sarà invece in funzione per dicembre 2008 la nuova funivia Tarlenta –ex Rifugio Mantova in Valle della Mite, una funivia di tipo Funivor da 100 posti con partenza presso la località Talenta a quota 2000 metri, ed arrivo presso il vecchio Rifugio Mantova in Valle della Mite a ben 3000 metri di quota. Per gli amanti dello sci di fondo ci sono i due magnifici centri di Passo Campo Carlo Magno e nel fondovalle a Vermiglio, il centro principale per lo sci nordico con 4 anelli per 25 km totali di percorsi che si sviluppano tra le località Volpaia, Stavel e Velon, in mezzo a boschi di conifere e caratteristici masi. Per chi vuole provare lo sci di fondo una ghiotta possibilità: lezioni gratis di sci nordico per tutti! L’Azienda per il Turismo delle Valli di Sole, Peio e Rabbi offre due ore di lezione gratuite comprensive di noleggio attrezzatura. Le lezioni si tengono ogni lunedì dall’8 gennaio 2007 fino a fine stagione presso il Centro Fondo di Vermiglio.

Passeggiata nella neve fresca (foto Agh)

 
Escursione con le ciaspole (foto Agh)  
 
Le ciaspole permettono di camminare sulla neve senza sprofondare (foto Agh)  
Escursioni con racchette da neve e nordic walking

Tutte le settimane, dal 17 dicembre 2006 a fine marzo 2007, in diverse località della Val di Sole vengono proposte escursioni guidate con racchette da neve (le "ciaspole" nel dialetto trentino) e, grande novità invernale, escursioni guidate di nordic walking: la nuova "tendenza" di camminata sportiva in montagna che sta velocemente conquistando tutto il mondo. Grazie ad essa, si impegna il 90% dei muscoli senza sollecitare in modo eccessivo le articolazioni, permettendo di ridurre del 30% l’impegno fisico e di consumare, nel contempo, metodo ideale per dimagrire, il 46% di energie ed il 40 % di grassi in più rispetto al jogging tradizionale. E' un'attività molto facile e adatta a tutti, anche agli anziani, che si pratica a piedi con un passo sostenuto e gli appositi bastoncini. La Val di Sole è una zona ideale per praticare questa nuova attività sportiva in grado di migliorare la propria condizione fisica, tonificare la muscolatura e il sistema cardiocircolatorio e polmonare. Un toccasana per la salute che è anche divertente, rilassante, poco faticoso e poco costoso. La quota di partecipazione per le escursioni è di € 5,00 (senza attrezzatura) e di € 8,00 col noleggio comprensivo dell'attrezzatura.

Calendario delle escursioni nel Parco dello Stelvio (pdf)
Tutte le informazioni presso l'APT

Camminare con le ciaspole è facile e divertente, alla portata di tutti (foto Agh)

 
Camosci nel Parco Nazionale dello Stelvio (foto PNS)  
Il Parco Nazionale dello Stelvio

I confini del parco seguono l'orografia dell'imponente massiccio dell’Ortles Cevedale, coi suoi grandi ghiacciai e vette che sfiorano i 4000 metri. La superficie del parco interessa il Trentino, l’Alto Adige e la Lombardia. Questa storica area protetta nel cuore delle Alpi (il Parco è nato nel 1935) è rinomata per la notevole varietà di ambienti, vegetazione, specie faunistiche e per la grande estensione di circa 130.600 ettari. Il versante trentino comprende le valli di Peio e Rabbi, che sono due collaterali della Val di Sole. I centri visitatori di Peio e Rabbi offrono tutte le informazioni utili per una visita al Parco.

Paesaggio tipico della Val di Peio (foto Agh)
Luciano Da Canal con Giuseppe Dallatorre e Guido Moreschini del Corpo Forestale Provinciale di Trento

 
L'area faunistica del Parco dove si possono osservare gli animali (foto Agh)  
 
Uno splendido esemplare di cervo ci osserva sospettoso... (foto Agh)  
   
Guido Moreschini (foto Agh)   Con Angelo Dalpez (foto Agh)  
   
Il custode coi cervi (foto Agh)   Il capriolo fraternizza col cameraman  
   
Un giovane capriolo ospite del centro   Giuseppe Dallatorre (foto Agh)  
   
Col personale del parco (foto Agh)   Paola Zalla (foto Agh)  
 
L’area faunistica ospita 13 cervi, 2 caprioli e 1 camoscio (foto Agh)  
Area faunistica di Peio

L'arera faunistica si trova a metà strada del tratto Pejo Fonti - Peio Paese. Ci accoglie il personale del Parco, gli assistenti forestali Giuseppe Dallatorre e Guido Moreschini del Corpo Forestale della Provincia Autonoma di Trento, il custode Alfredo Monegatti e Paola Zalla addetta alle pubbliche relazioni. Angelo Dalpez, presidente del parco, ci dà il benvenuto. L’area faunistica permette un approccio didattico e soprattutto l’osservazione degli animali da vicino. La “Casa dei cervi” è dotata di un moderno punto informativo dove è facile trasformarsi in “piccoli esploratori, imparando ad osservare e riconoscere orme e tracce degli animali che popolano il Parco. L’area ospita 13 cervi, 2 caprioli e 1 camoscio. Sono tutti animali salvati dall'uomo, raccolti feriti o in precarie condizioni fisiche, condotti nel centro e curati. Poiché la loro reimmissione in natura avrebbe scarse o nulle possibilità di successo dopo il contatto prolungato con l’uomo, sono trattenuti nel centro dove sono nutriti ed accuditi per una “serena vecchiaia”. La piccola comunità iniziale si è pian piano allargata con la nascita di nuovi cuccioli. Il piccolo camoscio che trotta incontro al custode Alfredo Monegatti di Peio, è stato raccolto nel bosco in fin di vita qualche tempo fa: la sua sorte era segnata e il veterinario, viste le condizioni disperate, aveva già deciso la soppressione. Una scolaresca però si prese a cuore il piccolo animale e lo portò al Centro: grazie alle amorevoli cure di Alfredo Monegatti che lo ha vegliato e nutrito col biberon alcune notti per aiutarlo a superare la crisi, il piccolo camoscio si è ripreso perfettamente e ora corre felice e in ottima salute nel grande recinto insieme a cervi e caprioli. Addirittura va incontro ai turisti per farsi accarezzare, quasi fosse un cagnolino. Naturalmente questo è un caso limite poiché gli animali in natura hanno in realtà un comportamento ben diverso: essendo molto sfuggenti evitano accuratamente il contatto con l’uomo. E’ assolutamente sconsigliato ad esempio raccogliere o toccare i cuccioli apparentemente sperduti: la sottrazione del piccolo alla madre, anche per poche ore, ne provoca l’abbandono e, quindi, la morte certa. L’osservazione degli animali in natura è un’esperienza fantastica: il Parco organizza uscite escursionistiche a piedi o con le ciaspole nei luoghi dove è più facile l’osservazione, ad occhio nudo o con l’aiuto di binocoli

Cervi nell'area faunistica del Parco Nazionale dello Stelvio (foto Agh)

 
Escursione nel Parco dello Stelvio (foto PNS)  
   
Un guardaparco (foto Agh)   (foto PNS)  
   
Cervo (foto PNS)   Aquila reale e gipeto (foto PNS)  
   
Camosci (foto PNS)   Con le ciaspole (foto PNS)  
Capodanno nel Parco

Un capodanno unico nella magica atmosfera notturna del Parco con la neve: questa è la proposta, col rituale spumante e panettone, per trascorrere il capodanno in modo diverso con una fantastica escursione notturna con le ciaspole dentro il Parco. L’uscita di gruppo è organizzata sia in Val di Rabbi che in Val di Peio con partenza dai rispettivi Centri visitatori ad ore 21. Sono 134 le specie di uccelli e 34 i mammiferi che occupano il territorio su cui si estende il Parco Nazionale dello Stelvio. Le escursioni, in calendario da dicembre ad aprile, sono di una o mezza giornata, con uscite diurne o serali. A condurre gli ospiti alla scoperta delle numerose varietà animali e vegetali sono le Guide Alpine che hanno conseguito la speciale idoneità ad esercitare l'attività di Guide Parco nello Stelvio. Si raggiungono in sicurezza gli angoli più belli dell'area protetta, si imparano a conoscere gli aspetti naturalistici che caratterizzano il territorio e grazie alle loro indicazioni si riescono ad avvicinare, senza disturbarli, cervi, caprioli, camosci. Talvolta sarà possibile fare incontri più "difficili" osservando l’ermellino, la volpe, il tasso, la faina, la martora, la donnola, il francolino di monte, il gallo cedrone, il gallo forcello, la pernice bianca, la coturnice… Scrutando i cieli si potrà avvistare l'aquila e il gipeto barbuto, il maestoso avvoltoio delle Alpi. Di sicuro interesse per le famiglie anche le visite ai centri didattici dedicati al legno e alla lavorazione del latte e formaggio del vecchio caseificio ristrutturato.

Fiori di "Pulsatilla Vernalis": fiorisce in primavera subito dopo lo scioglimento della neve (foto Agh)

 
Maso Burba a Commezzadura (foto Agh)  
   
Il logo uff. Osteria Tipica Trentina   Angolo della sala da pranzo (foto Agh)  
   
La tavolata di Girovagando   Con Mirco Burba (foto Agh)  
   
Attilio Gregori (foto Agh)   Luciano Rizzi (foto Agh)  
A tavola, Maso Burba

Per pranzo, l'APT rappresentata da Luciano Rizzi e Attilio Gregori, rispettivamente presidente e direttore, ci accompagnano al bellissimo Maso Burba a Commezzadura. Lo gestisce la famiglia Burba con Arrigo, il capofamiglia di origini friulane, la moglie Claudia e i tre figli. La titolare, signora Claudia, si occupa con il figlio Mirco dell´accoglienza degli ospiti e delle sale. Papà Arrigo con gli altri due figli Roberto e Gianpaolo formano la "forza-cucina": tutti e tre chef, si sono divisi i compiti: i primi due si occupano di antipasti e primi piatti (fanno tutto a mano: dalla pasta, ai dolci e perfino il pane), mentre Gianpaolo è l´artista dei secondi. La famiglia Burba ha aperto il locale nel Natale del '93, dopo aver acquistato uno storico maso del paese e ristrutturato in modo veramente mirabile. Maso Burba aderisce al club di prodotto Osteria Tipica Trentina e quindi la cucina tipica la fa da padrona. Noi abbiamo degustato piatti davvero eccellenti, con un servizio al tavolo di Mirco attento e impeccabile. Per iniziare un piccolo stuzzichino della casa, la crema di cappuccio rosso, quindi l'antipasto, un delizioso carpaccio d'agnello marinato alla salsa di rafano. Per i primi: delicati cornetti verdi alla trentina ripieni di manzo e vitello con salsa di Trentingrana, poi un gustoso rotolo di patate della valle di Gresta ripieni di erbette di campo con crema do spinaci. Per secondo uno squisito filetto di vitello rosolato con patate schiacciate e porri fritti. Infine il dolce, un ottimo tortino caldo di carote, gelato al miele artigianale e salsa mou.

 
Carpaccio d'agnello marinato (foto Agh)   Cornetti verdi alla trentina (foto Agh)
 
Rotolo di patate della Val di Gresta (foto Agh)   FIletto di vitello (foto Agh)
 
Tortino caldo di carote con gelato artigianale   Vino Müller Thurgau Castel Firmian - Mezzacorona
Luciano con la famiglia Burba: la signora Claudia, il marito Arrigo e il figlio Mirco (foto Agh)

Maso Burba
Via Bernardelli, 32
loc. Piano - 38020 Commezzadura, Italia
Tel: +39(0463)979991

 
Camera da letto (foto Agh)  
   
Il museo etnografico (foto Agh)   Federica Costanzi (foto Agh)  
   
Attrezzo del mugnaio (foto Agh)   Attrezzi per la fienagione (foto Agh)  
 
Banco del calzolaio (foto Agh)  
   
Macinini e attrezzi vari (foto Agh)   Banco del falegname (foto Agh)  
   
Un tornio (foto Agh)   Il modello della segheria veneziana  
 
Un telaio per la tessitura (foto Agh)  
   
La cucina col grande focolare   Apparecchio fotografico a lastre  
 
Attrezzi del fornaio (foto Agh)  
Il Museo della Civilità Solandra

A Malé visitiamo il bellissimo Museo etnografico della Civilità Solandra. Ci accoglie il suo direttore, l'avvocato Federica Costanzi, che ci racconta com'è nato questo museo straordinario: "La gente di un’intera valle ha contribuito alla creazione del Museo, promosso e costituito da un’associazione culturale, il Centro Studi per la Val di Sole. Fu nel 1966 che il compianto Quirino Bezzi, eclettica figura di storico, poeta dialettale, giornalista, attivo in numerose associazioni culturali, fondatore e anima del Centro Studi Val di Sole, a lanciare il primo appello per la creazione di un museo etnografico della Val di Sole". Nel 1975 le iniziative si fecero più concrete grazie all’interessamento di Italo Covi, vicepresidente del Centro Studi, e all’impegno di molti collaboratori, in primis Cesare Costanzi, Silvia Casna, Maria Fedrizzi, Teresa Girardi, Bruno Silvestri. Il 14 luglio 1979 vennero aperte le prime tre sale negli ambienti a volta del palazzo un tempo sede della Pretura, resi disponibili dal comune di Malé. Pochi anni dopo, il 18 dicembre 1983, grazie all’acquisizione di altro materiale, l’esposizione fu ampliata nella forma che oggi possiamo vedere. Nei primi anni novanta il pronipote di don Giacomo Bresadola, Rino Pedrotti, donò al museo molti oggetti appartenuti al celebre micologo originario di Ortisè. L’esposizione permanente raccoglie strumenti, attrezzi, utensili e arredi divisi in sezioni: le fonti di sussistenza, l’artigianato, la tessitura e la filatura. La vita di un tempo è raccontata anche attraverso gli ambienti ricostruiti di una tipica abitazione solandra: la cucina e la camera da letto. Nella prima, in cui si trascorreva la maggior parte della giornata, si trovano il focolare “aperto” sormontato da una cappa e numerosissimi utensili per cucinare. Nella stanza da letto (stua) vi è la stufa ad olle, posta accanto al letto, e i ricordi di famiglia. Le pareti ed il soffitto sono in legno e provengono da una casa di Rabbi. Nella altre stanze del museo sono proposti gli attrezzi dei mestieri artigianali presenti in Valle, da quelli più diffusi come il calzolaio (cagliàr), il ramaio (ciapèra), il fabbro (feràr), il falegname (marangòn), fino a quelli più particolari quali i sellai, i tappezzieri, i costruttori di ruote (rodàro) e di funi di cuoio. Una sala è dedicata alla tessitura, con un telaio del XVIII secolo, ed alla lavorazione della lana, del lino e della canapa. Un’altra sezione è dedicata all’agricoltura, alla silvicoltura e all’allevamento: si trovano gli attrezzi per la fienagione, la stalla, l’irrigazione e la coltura. Vi sono anche gli arnesi per il trasporto e la lavorazione del legname insieme al modello di un’antica segheria ad acqua, detta “veneziana”, come quella osservabile dal vero a Malé, ancora perfettamente funzionante. Una sala è riservata quasi interamente alla lavorazione del latte, con l'esposizione degli utensili utilizzati nelle malghe durante il periodo dell’alpeggio, oppure nei caseifici nel resto dell’anno. La sala d’ingresso ospita la sezione bresadoliana composta da disegni originali, dalla corrispondenza, da articoli di giornali e periodici, tra cui l’edizione originale dell’opera principale, l’Iconographia Mycologica (ponderoso trattato sui funghi), stampata a Milano tra il 1927 e il 1933 e composta di 26 volumi. Per Giovanni Kezich, direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, si tratta di “uno dei più riusciti esempi di museografia locale di cui si abbia conoscenza in ambito alpino, per la copia e il buono stato delle collezioni esibite, per la gradevole semplicità degli allestimenti e per la rigorosa sobrietà dell’apparato didascalico”. Il Museo fa parte dell’Itinerario Etnografico Trentino.

Museo della Civiltà Solandra
Palazzo della ex Pretura, via Trento 1, Malé
Info e prenotazioni visite tel. 0463 / 901780

 
La meridiana di Livio Conta a Monclassico  
   
Casa Mocatti (foto Agh)   La meridiana di Albino Rossi  
   
Casa Pangrazzi (foto Agh)   La meridiana di Mario Diotalevi  
   
Hotel Holiday (foto Agh)   Meridiana di Yves Brodà (foto Agh)  
Monclassico, il paese delle meridiane

Nel 2001 è nata a Monclassico un'originale iniziativa: far diventare Monclassico il paese delle meridiane artistiche. Lo scopo è culturale ma anche sociale e turistico. Ogni anno 5 artisti, uno locale e gli altri provenienti da tutta Italia, sono invitati a realizzare, sotto lo sguardo curioso di turisti e paesani, una loro interpretazione di una meridiana. Attualmente le meridiane già realizzate sono una ventina ma il progetto ne prevede ben 50. Gli edifici pubblici e privati vengono abbelliti e questo è un modo intelligente per valorizzare il patrimonio urbanistico del paese. Nel progetto è stato coinvolto, per quanto riguarda la parte strettamente tecnica, Don Alberto Cintio, studioso dell’astronomia, considerato tra i massimi esperti e "gnomonista" di fama. Si chiama infatti gnomone, lo stilo che segna l'ora proiettando l’ombra sul quadrante. Le meridiane indicano l’ora in maniera precisa. Si può leggere quella solare, quella legale e lo scostamento rispetto agli orologi che normalmente portiamo al polso. Sono state realizzate meridiane ad ore francesi, le più comuni, quelle che indicano semplicemente che ora è, ad ore Italiche, che indicano quante ore sono trascorse dal tramonto del sole, quelle ad ore babiloniche che ci dicono da quante ore è sorto il sole. Fin dalla prima edizione della manifestazione è stato realizzato, ogni anno, un libro-catalogo che illustra la storia del paese e presenta gli aspetti tecnici e artistici delle meridiane. In tal modo sarà costituita una collana di 10 volumi, un’opera editoriale di grande valore. Dall’anno scorso inoltre è stato iniziato un censimento di tutte le meridiane presenti in Val di Sole, analizzandole dal punto di vista tecnico, storico-artistico, e documentandole fotograficamente. Un modo per salvare un patrimonio che rischia di scomparire e che è testimone della nostra storia.

Comune di Monclassico

Lo scultore Livio Conta (foto Agh)

 
Giorgio e Livio Conta nel loro studio di Monclassico (foto Agh)  
   
Ritratto di Benedetti Michelangeli   Opera in bronzo (foto Agh)  
 
Scultura in legno di Giorgio Conta ispirata ai musicisti di jazz (foto Agh)  
Livio e Giorgio Conta, scultori

A Monclassico, non potevamo mancare una visita a Livio Conta, uno dei più bravi scultori trentini. Il figlio Giorgio segue brillantemente le orme del padre. Conta padre e figlio sono veramente due persone gentili e alla mano, ci hanno fatto visitare la loro meravigliosa casa-museo. Dopo aver frequentato l’istituto d’arte, Livio Conta si dedica alla scultura, alla pittura e alla grafica. Si trasferisce a Parigi e si iscrive alla scuola del disegno del Museo del Louvre studiando nel contempo gli impressionisti. Nel 1963 si reca a Pietrasanta di Carrara dedicandosi alla scultura del marmo; lì incontra Marino Marini che lo incoraggia a proseguire nella scultura visti i risultati raggiunti. Un lungo soggiorno in Spagna arricchisce le sue capacità espressive, specialmente sugli studi fatti sulle opere di El Greco. Il periodo trascorso a Milano, nel quale incontra vari artisti e critici, gli dà una formazione decisiva, sia culturale che stilistica. Legato da profonda amicizia al pianista Arturo Benedetti Michelangeli, gli dedica 43 opere pittoriche (Sensazioni melodiche), 23 delle quali esporrà nel 1973 alla Salle Pleyel di Parigi durante un recital del Maestro, presenti anche il Capo dello Stato ed il pianista Arthur Rubinstein. Michelangeli volle uno dei suoi ritratti sulla copertina di un suo disco “Carnaval” di Schumann edito dalla EMI nel 1975. Livio Conta ha esposto i suoi lavori in numerose città italiane ed estere: Parigi, Barcellona, Monaco di Baviera, Strasburgo (Palazzo del Consiglio d’Europa),Basilea, Hannover, Torino, Roma (Palazzo Barberini), Palermo,….ecc. Opere bronzee figurano in parchi pubblici a S. Diego in California, nel mausoleo di Denver nel Colorado, nel Wisconsin, in Florida, in Grecia, in Texas, in Belgio, in Croazia, in Germania, in Austria, in Italia. L’attività nel campo dell’arte sacra è notevole. Opere di scultura in bronzo, legno, marmo, mosaico, vetrate, pittura a fresco ed olio su tela, figurano oltre che nelle chiese italiane, in diverse chiese estere.

Livio Conta sito ufficiale


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Plastigrafia della Val di Sole, clicca per ingrandire
  A.P.T. DELLE VALLI DI SOLE, Peio E RABBI
Via Marconi 7
38027 Malé (Tn),
Tel. 0463 / 901280 - Fax 0463 / 902911
www.valdisole.net
info@valdisole.net
     
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Società di marketing territoriale del Trentino
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tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
www.trentino.to

Puntate precedenti in Val di Sole

  Malé
4a tappa del viaggio gastronomico con il trenino Trento-Malé
    Val di Rabbi
5 ottobre 2005
             
 
Val di Sole - Parco dello Stelvio
28 maggio 2005
    Val di Sole
16 ottobre 2004
             
  Val di Rabbi - Parco dello Stelvio
31 luglio 2004
       

Escursioni di Girovagando in Val di Sole

  Monte Vioz m 3644
Spettacolare e facile escursione nel Gruppo del Cevedale, con la salita al Vioz e al Rifugio Mantova, il più alto rifugio delle Alpi centrali e orientali
n. 213 - 14 settembre 2006
     
  La Scalinata dei Larici Monumentali
Escursione d'autunno nel Parco dello Stelvio: alla scoperta dei giganti vegetali in Val di Rabbi.
30/102004

link

Istituzioni
Comune di Peio
Comune di Monclassico
Servizio Foreste e Fauna
della Provincia Autonoma di Trento
Provincia Autonoma di Trento
Comprensorio Valle di Sole

Parchi
Parco Nazionale dello Stelvio sito ufficiale
Il Parco Nazionale dello Stelvio da www.parks.it
Parco Adamello Brenta

Montagna
www.guidealpinevaldisole.it
Calendario delle escursioni nel Parco dello Stelvio (pdf)
Escursioni in Val di Sole da www.dolomiti.it
Soccorso Alpino trentino

Impianti di sci
Skirama Dolomiti Adamello Brenta

Terme
Terme di Pejo
Terme di Rabbi
Grand Hotel Rabbi


Arte
Livio Conta

Portali locali
www.valdisole.it
www.valdisole.com
Passo del Tonale

Museo etnografico
Museo della Civiltà Solandra
Palazzo della ex Pretura, via Trento 1, Malé
Info e prenotazioni visite tel. 0463 / 901780

Sport sul fiume Noce
Raftingcenter

A tavola

Maso Burba
Via Bernardelli, 32
loc. Piano - 38020 Commezzadura, Italia
Tel: +39(0463)979991