per
questo spazio
 
BORGO VALSUGANA
15 aprile 2006
home page
 
Luciano Da Canal con i gestori del ristorante Malga Baessa in Val Calamento (foto Agh)

La prima puntata del ciclo primavera è dedicata alla zona di Borgo Valsugana, che turisticamente fa parte dell'ambito gestito dall'Apt Lagorai - Valsugana Orientale e Tesino. Ci accompagna nella nostra visita la dott.ssa Ilaria Sordo che ci farà da guida durante la giornata.

 
Borgo Valsugana è attraversata dal fiume Brenta (foto Vitlacil)  
Borgo Valsugana

La borgata si trova in una specie di chiusa tra il Monte Ciolino e il Monte Rocchetta. Dominata da Castel Telvana sulle pendici del Monte Ciolino, si estende sul fondovalle ed è attraversata dal fiume Brenta. Borgo Valsugana era un'importante roccaforte romana, l'antica Ausugum, a presidio della importante via di comunicazione, la famosa Claudia Augusta Altinate. Grazie alla sua favorevole posizione geografica ha sempre avuto una forte vocazione mercantile. Il paese fu completamente distrutto da un furioso incendio nel primo '800, all'epoca le case erano costruite quasi interamente in legno, e ricostruito quindi praticamente da zero. Oggi la bella cittadina conserva un aspetto elegante con le sue ampie piazze, i caratteristici portici pedonali con le case a sbalzo sul fiume, il ponte romano, i molti palazzi signorili.

Corso Ausugum (foto Agh)
 
Piazza Martiri della Resistenza (foto Agh)   I portici pedonali lungo il fiume (foto Agh)
Borgo Valsugana (foto Agh)

 
Ricostruzione di trincea nella nuova sala del museo di Borgo (foto Agh)  
   
Fulvio Alberini (foto Agh)   Elio Ropelato (foto Agh)  
 
Diorama di una baracca con stazione radio e ufficiali (foto Agh)  
Museo della Grande Guerra a Borgo Valsugana

Una delle grandi novità a Borgo è la nuova sala del Museo della Grande Guerra in Valsugana e sul Lagorai. Un piccolo ma fornitissimo museo che si arricchisce di ulteriori preziosi reperti. Le principali attrattive ci sono illustrate da Fulvio Alberini e Elio Ropelato, rispettivamente presidente e segretario dell'Associazione Storico Culturale Valsugana Orientale e Tesino, ovvero l'ente gestore della mostra permanente del Museo. Abbiamo la ricostruzione di uno stòl, ovvero un sotterraneo in cui i soldati si riparavano dalle bombe: si possono osservare i martelli pneumaticied altri attrezzi adatti allo scavo. Molto interessante anche la fedele ricostruzione di una trincea tedesca con due soldati, uno dei quali sta compiendo delle osservazioni con un binocolo periscopico. Si possono osservare altri particolari interessanti: le pareti foderate con pali di legno, i reticolati, la linea elettrica in trincea. Tutti i baraccamenti più importanti in Lagorai erano elettrificati, collegati ad una centrale idroelettrica sul torrente Maso in Val Calamento, precisamente a Pontarso. Trinceramenti fissi e baracche sul versante austriaco erano serviti da linee telefoniche che risalivano la Val Cadino.

Malga Bolenga in Val Calamento: in alto i crinali che portano al M. Croce (foto Agh)
I crinali di Monte Croce visti dalla piana Campiò: in zona sono ancora numerose le tracce di trincee e fortificazioni: la linea di fronte correva per decine di km lungo le creste fino al Monte Panarotta (foto Agh)

 
Diorama di una trincea (foto Agh)  
   
Ingresso del Museo (foto Agh)   Proiettili di artiglieria (foto Agh)  
   
Copricapo (foto Agh)   Diorama (foto Agh)  
   
Uniforme (foto Agh)   Uniforme (foto Agh)  
   
Bombe a mano (foto Agh)   Sciabole, stoviglie (foto Agh)  
   
Maschere antigas (foto Agh)   Mazze ferrate (foto Agh)  
   
Un angolo del salone (foto Agh)   Elmi (foto Agh)  
 
Cavalletto italiano per tiri di precisione con appostamento fisso (foto Agh)  
Un piccolo grande museo

Il museo della Guerra si trova all’interno dell’ex Mulino Spagolla, in una delle zone più caratteristiche del centro storico di Borgo Valsugana sulle rive del fiume Brenta. La mostra permanente è il risultato dell’impegno pluriennale dell’Associazione Storico-Culturale della Valsugana Orientale e del Tesino, che ha tra i suoi scopi quello di conservare, studiare e valorizzare le testimonianze materiali, bibliografiche, documentarie, archivistiche e fotografiche relative al grande conflitto che tra il 1914 ed il 1918 interessò l’area compresa tra l’Altopiano dei Sette Comuni, la Valsugana, il Tesino e la catena del Lagorai-Cima d’Asta. L’esposizione, inaugurata nell’ottobre 2002 grazie alla collaborazione della Provincia Autonoma di Trento e del Comune di Borgo, può contare su pezzi assai rari e collezioni notevoli (es. le bombe a mano): oltre ai numerosissimi cimeli di guerra vi sono pannelli fotografici e dettagliati diorami (ricostruzione realistica di ambienti e paesaggi) a grandezza naturale. L’evolversi delle operazioni militari è illustrato con immagini dei campi di battaglia in quota e delle distruzioni subìte dai paesi della valle. E' possibile osservare anche l'evoluzione della tecnica: dalle corazze antiproiettile di sapore medievale, alle armi da fuoco individuali e collettive, dall’impressionante diversificazione degli ordigni esplodenti alla progressiva perdita d’importanza della baionetta all’apparizione del pugnale da trincea e delle terrificanti mazze ferrate. Sono esposti numerosi pezzi d’eccezione, come i prototipi di “berretto corazzato” sperimentati dagli austriaci nel 1915, i famosi elmi e corazze “Farina” utilizzati dai guastatori italiani per avvicinarsi ai reticolati avversari, modelli germanici di corazze antiproiettile ed apparecchiature telefoniche. Un pezzo eccezionale è la divisa di Josef Kiss, asso dell’aviazione austriaca; inoltre strumenti ottici rarissimi come il binocolo periscopico austriaco da trincea ed il telemetro in dotazione alle compagnie di mitraglieri. Particolarmente interessante il raro cavalletto italiano per tiro fisso e di precisione, ritrovato anni orsono in due esemplari in ottime condizioni alle pendici dell’Ortigara, un pezzo assente anche in esposizioni museali di rilevanza nazionale. Alle bombe a mano è dedicato un intero settore espositivo, grazie al quale il visitatore ha modo di rendersi conto della tremenda abilità umana nel realizzare strumenti di morte dal funzionamento più disparato. L'artiglieria ha uno suo spazio apposito con una completa raccolta di proiettili di tutti i calibri, dal 25 mm al 420 mm, analogamente al settore delle armi lunghe, che può sfoggiare rarità quali il Männlicher mod. 1886 ed il Männlicher mod. 88, nonché alcune mitragliatrici tra le quali una Schwarzlose mod. 1907 ed una Maxim catturata ai russi nel 1914 e riutilizzata dagli austriaci sul Lagorai.

Piloti austriaci all'aeroporto di Ciré di Pergine (foto Museo)

 
L'asso dell'aviazione Jozsef Kiss Hadnagy  
 
Il suo aereo, un'Hansa-Brandenburg D.I 28.37  
Jozsef Kiss, l'ultimo volo del "cavaliere del cielo"

Uno dei pezzi forti forti della mostra è la divisa dell'asso dell'aviazione Jozsef Kiss, di origini ungheresi, che era di stanza all'aeroporto di Ciré di Pergine, base di diverse Compagnie dell’aviazione dell’Impero austroungarico. Era definito "Il Cavaliere del cielo" per via del suo comportamento leale e cavalleresco: aveva al suo attivo ben 19 combattimenti vittoriosi, tuttavia cercava sempre di risparmiare la vita all'avversario. Kiss fu abbattuto nei cieli di S. Giustina (Belluno) nel maggio del 1918, a pochi mesi dalla fine della guerra, in un impari duello. La sua pattuglia di 3 aerei fu intercettata da 9 aerei inglesi che ingaggiarono un combattimento. Due aerei austriaci riuscirono a salvarsi ma Kiss si trovò a fronteggiare da solo ben 6 aerei. Ebbe ovviamente la peggio: morì sul colpo centrato da una mitragliata al cuore. Le sue spoglie furono custodite al cimitero di Pergine. Una donna del posto, con la quale aveva una relazione sentimentale, conservò la sua divisa ed i suoi effetti personali: per molti anni portò dei fiori sulla sua tomba. Alla sua morte, la divisa entrò in possesso di un collezionista e, per vie traverse, fino ad Andrea Marighetti, vicepresidente dell'Associazione, che l'ha messa a disposizione del museo. A Jozsef Kiss il governo ungherese ha recentemente intitolato l’aeroporto di Szolnok, uno dei più importanti dell’Ungheria, e apposto una targa commemorativa all'interno del museo.

Grande Guerra in Valsugana e sul Lagorai
info e prenotazioni: Biblioteca Comunale di Borgo Valsugana tel. 0461 / 754052
Sala espositiva tel. 0461 / 757195
www.mostradiborgo.it

Malga Baessa in una foto d'epoca (foto per cortesia famiglia Ropelato)

 
Malga Baessa sotto una nevicata tardiva (foto Agh)  
   
La zona bar (foto Agh)   Un angolo della bella sala da pranzo  
   
Polenta, finferli e Grana Trentino   Enrichetta ai fornelli (foto Agh)  
   
I "denti de can" (foto Agh)   Canederlo e pasticcio di crespelle  
   
Pancetta ai ferri (foto Agh)   Formaggio locale ai ferri (foto Agh)  
 
Maria Rosa, Franco e Enrichetta Ropelato con Luciano Da Canal (foto Agh)  
A tavola: ristorante Malga Baessa in Val Calamento

Per il pranzo siamo ospiti a Malga Baessa in Val Calamento, sulla strada per il passo Manghen. All'inizio del '900 era una malga-rifugio per boscaioli e pastori. A metà degli anni '70 fu acquistata da Fiore ed Enrichetta Ropelato che la ristrutturarono per farne un ristorante. Da allora la gestione è sempre rimasta decisamente famigliare: Fiore purtroppo non c'è più ma restano la moglie Enrichetta ai fornelli, il figlio Franco che si occupa delle gestione e la moglie Maria Rosa che serve la clientela. La cucina è quella tipica trentina con piatti tipici della zona e selvaggina, ma si fanno anche menu a richiesta su prenotazione, banchetti e feste.Il ristorante Malga Baessa è aperto tutto l'anno, nel periodo invernale nei fine settimana. Per noi di Girovagando la famiglia Ropelato ha preparato un pranzetto coi fiocchi: antipasto con polentina con finferli e Grana Trentino, pasticcio di crespelle, con spinaci di montagna (detti in zona "ravizòle" o "gambette"). Quindi i canederli, che sono un po' particolari perché la signora Enrichetta, oltre ai soliti ingredienti, li fa con le ortiche, burro fuso e Grana Trentino. Per secondo una succulenta grigliata di salsiccia e pancetta nostrane, con il formaggio locale ai ferri, accompagnate da verdura di stagione. Specialità del ristorante Baessa sono i "denti de can", ovvero il tarassaco comune (taraxacum officinale) che cresce nei prati di montagna, noto anche col nome di "dente di leone" e "soffione": viene "spadellato" con lardo, pancetta, sale e aceto. Una prelibatezza. Il pranzo è stato accompagnato da ottimi vini del Trentino: Marzemino della Cantina d'Isera, Müller Thurgau della Cantina La Vis, Teroldego Rotaliano della Cantina Rotaliana. Per i dolci lo specialista è Franco, che ci ha preparato un ottimo strudel di mele e una ghiotta torta Sacher al cioccolato.

Ristorante Malga Baessa
Val Calamento (Telve Valsugana, TN)
tel. 0461 / 766041 - cell. 348 2847960

 
Confezioni di "Le Verde", i crauti tipici del Tesino (foto Agh)  
   
Luciano con Igor Busarello (foto Agh)   La lama detta "frandòn" (f. Simonini)  
 
Lavorazione de "Le Verde" (foto marco Simonini)  
 
Il bel libretto di ricette a base di "Le Verde" (foto Agh)  
I crauti tipici dell'Altopiano del Tesino: "Le verde"

Una specialità gastronomica del Tesino sono i tipici crauti chiamati "Le Verde" (o verdòle). Ce ne parla Igor Busarello, presidente dell'Associazione "Le Verde" del Tesino, che ha tra i suoi scopi principali la ricostruzione della filiera produttiva di questo pregevole prodotto tipico locale, che va ad aggiungersi agli altri Prodotti tipici del Trentino. Si tratta del cavolo cappuccio fermentato, che qui nel Tesino viene prodotto in modo particolare. Si presenta sotto forma di dure scagliette, dal colore bianco tendente al verde e sapore agrodolce, ideale ad accompagnare come contorno secondi piatti a base di polenta e carni tipiche tradizionali. Si utilizzano i cavoli cappuccio raccolti nel periodo compreso tra fine settembre e metà ottobre, che vengono depositati in un luogo arioso per circa una settimana. Dopo un bagno in acqua corrente, tolte le foglie più esterne, i cavoli cappuccio vengono tagliati a quarti e triturati. La sminuzzatura ottenuta viene riposta in un apposito contenitore alimentare (una volta in legno di larice) sul fondo del quale vengono preventivamente riposte delle foglie intere del cavolo. Man mano che le "verde" vengono prodotte si sistemano nel contenitore a strati non molto consistenti ed aggiunte di sale. Ogni strato, dopo la salatura, viene pressato con le mani chiuse a pugno al fine di non lasciare zone vuote. Si continuano ad aggiungere le "verde" ed il sale fino al riempimento del contenitore. A questo punto si ricopre con uno strato di foglie intere di cavolo cappuccio ed il tutto viene pressato con un coperchio sul quale è sistemato un peso in modo da schiacciare le "verde" e far salire in alto l'acqua. Il prodotto viene poi lasciato fermentare per circa una settimana a temperatura ambiente e successivamente per almeno quaranta giorni in un luogo fresco. Dopo il periodo di fermentazione si tolgono le foglie di cavolo poste a separazione delle "verde" dal coperchio e si elimina il liquido in eccesso. La conservazione deve avvenire in luoghi con temperatura fra gli 8° e i 12° rinnovando settimanalmente l'acqua. Un bell'opuscolo con le migliore ricette può essere richiesto all'APT.

Le Verde
info presso Progetto Leader Plus Valsugana
Corso Ausugum 2 - Borgo Valsugana
Tel. 0461.754709 - Fax 0461.759598
www.leadervalsugana.it

La Valsugana al tramonto nella zona di Scurelle e Spera (foto Agh)

 
Biotopo di Fontanazzo (foto Servizio Parchi Prov. Aut. Trento)  
Biotopo di Fontanazzo

Con Maria Fulvia Zonta, funzionario forestale del Servizio Parchi e Conservazione della Natura della Provincia Autonoma di Trento, scopriamo l'interessante biotopo di Fontanazzo a Grigno. Posto sulla in sponda destra del fiume Brenta nei pressi della frazione Selva di Grigno, il biotopo è una zona umida di circa 54 ettari, tutelata in quanto area di rilevante interesse ambientale, culturale e scientifico secondo quanto stabilito dalla legge provinciale n. 14/1986. La presenza di una serie di habitat naturali e seminaturali, nonché specie di flora e fauna selvatiche di particolare pregio a livello europeo, hanno portato l’area a essere individuata come Sito di Importanza Comunitaria (Sic) ai sensi della direttiva UE 92/43 “Habitat” e inclusa nella Rete ecologica europea denominata Rete Natura 2000.

 
(foto Servizio Parchi)  
   
Maria Fulvia Zonta (foto Agh)   L'area del biotopo  
   
(foto Servizio Parchi)   (foto Servizio Parchi)  
 
(foto Servizio Parchi)  
   
(foto Servizio Parchi)   (foto Servizio Parchi)  
 
(foto Servizio Parchi)  
 
Salamandra pezzata (foto Agh)  
Origine del biotopo

Uno tra i maggiori motivi di interesse naturalistico del biotopo è costituito dal suo particolare sistema idrico. La zona protetta comprende infatti alcune importanti sorgenti di fondovalle che sono in diretta comunicazione con il complesso carsico delle grotte della Bigonda e del Calgeron (uno tra i maggiori d'Italia), che si aprono sul versante destro della valle a poca distanza dal biotopo. Il reticolo sotterraneo delle grotte raccoglie le acque derivanti dalle precipitazioni sull'Altopiano soprastante; tali acque riemergono attraverso i depositi alluvionali nella zona del biotopo. Il valore dell’area è incrementato anche dal fatto che nella zona il fiume Brenta scorre nel proprio alveo naturale, senza essere imbrigliato da argini artificiali, ed è circondato da una vasta area golenale che occupa una porzione significativa dell’intero fondovalle della Valsugana, cosa ormai rara nelle grandi vallate dell’arco alpino.

Ricchezza di vita

Il biotopo si presenta assai vario dal punto di vista ambientale, comprendendo lembi di foresta alluvionale di ontano e frassino, vegetazione riparia legnosa a salice, prati, coltivi, il fiume e il greto fluviale, oltre che corsi d'acqua minori e due stagni da poco realizzati. La foresta alluvionale di ontano e frassino, con tratti suggestivi per la presenza di canali in cui scorre l’acqua delle risorgive, è un ambiente divenuto piuttosto raro e prezioso, poiché rappresenta uno tra gli esempi maggiormente rappresentativi di bosco ripario dell’intera provincia di Trento, sia per la vastità della sua superficie che per la relativa naturalità. Nel fitto della vegetazione trovano possibilità di rifugio e riproduzione, nonché cibo, numerose specie di mammiferi e uccelli come l’assiolo, il picchio verde, la tortora, il verdone. Il Fiume Brenta, per il tratto compreso nel biotopo, presenta interessanti condizioni di naturalità e vede la presenza di una pregevole fauna ittica che comprende la trota mormorata, il temolo, la trota fario. La sponda destra per un buon tratto è priva d’argini artificiali e l'azione di deposito ha permesso la formazione di un ampio greto, frequentato da varie specie d’uccelli di ripa, tra cui i rari corriere piccolo (Charadrius dubius) e piro piro piccolo (Actitis hypoleucos); anche il maestoso airone cenerino (Ardea cinerea), il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus) e lo splendido martin pescatore (Alcedo atthis). I corsi d’acqua e le risorgive all’interno del biotopo Fontanazzo, abitati fino agli anni ’60 dalle ultime lontre della provincia, presentano specie ittiche d’elevato valore come lo scozzone (Cottus gobio), la rarissima lampreda padana (Lethenteron zanandrei) e il gambero di fiume (Austrapotamobius pallipes) oltre alle specie che le risalgono durante il periodo riproduttivo. Nella porzione sud-occidentale dell’area, sorvolata da rapaci come il nibbio, lo sparviere e la poiana, i boschi umidi cedono gradualmente il posto a colture agricole, prati da sfalcio, campi di mais. L’area protetta è attraversata da un sentiero di visita, in parte percorribile anche da disabili, lungo circa 4 chilometri. Lungo il percorso sono stati realizzati punti per l’osservazione degli uccelli acquatici, tabelle e bacheche descrittive. Proseguendo fino al vecchio fontanile, dove si trova un piccolo stagno, si incontrano numerosi anfibi come la raganella, la salamandra pezzata, il rospo comune e la rana di montagna. Il Servizio Parchi e Conservazione della Natura della Provincia ha prodotto un interessante libretto divulgativo dal titolo “Guida al biotopo Fontanazzo” per accompagnare il visitatore alla scoperta del sito.

Servizio Parchi e conservazione della Natura
Ufficio biotopi e Rete Natura 2000
via Trener 3, Trento 38100
tel. 0461 / 495833 - fax. 0461 / 495918
Aree Protette del Trentino
Dipartimento risorse forestali e montane
www.provincia.tn.it/argomenti/montagna_foreste_parchi
Biotopi del Trentino

 
La "Cattedrale vegetale" di Giuliano Mauri (foto Artesella)  
 
Opera di Francoise Lelong (foto Artesella)  
 
Opera di Armin Schubert (foto Artesella)  
   
Paola Mengarda (foto Agh)   Opear di Thierry Teneul (f. Artesella)  
Arte Sella
"E' una manifestazione internazionale di arte contemporanea" ci dice Paola Mengarda, vicepresidente dell'Associazione Arte Sella "nata nel 1986, che si svolge all'aperto nei prati, nei boschi della Val di Sella, comune di Borgo Valsugana". Dal 1996 il progetto ARTE SELLA si è sviluppato lungo una strada forestale sul versante sud del monte Armentera: si è così delineato un ideale percorso chiamato Artenatura lungo il quale il visitatore può vedere le opere e allo stesso tempo godere delle particolarità ambientali del luogo (diversi tipi di bosco, presenza di rocce, di alberi monumentali...). La manifestazione si pone non solo come esposizione qualificata di opere d'arte ma anche e soprattutto come processo creativo: l'opera è seguita giorno per giorno nel suo crescere e l'intervento dell'artista deve esprimere il rapporto con la natura basato sul rispetto, traendo da essa ispirazione e stimolo. Le opere sono generalmente tridimensionali, perché ottenute con sassi, foglie, con rami o tronchi; più raramente sono utilizzati oggetti, materiali o colori artificiali. Alla chiusura della manifestazione molte opere sono abbandonate al degrado e si inseriscono nel ciclo vitale della natura; altre iniziano invece un percorso che le porta nei musei, nelle gallerie d'arte, in vari spazi espositivi in Italia o all'estero. Da alcuni anni le attività di Arte Sella si sviluppano anche a Malga Costa sempre nella valle di Sella, dove si susseguono in una cornice insolita mostre, concerti, eventi che hanno ormai connotato questo luogo come vero e proprio spazio espositivo. Nei pressi di Malga Costa nel 2001 l'artista Giuliano Mauri ha realizzato per Arte Sella l'opera monumentale chiamata "Cattedrale vegetale".

Programma 2006 (rtf, 65 k)

Arte Sella
Piazzetta Ceschi, 1/A
38051 Borgo Valsugana (Tn)
Centro Espositivo Arte Sella c/o Malga Costa
Val di Sella - Borgo Valsugana (Tn) Info tel. 339 / 2099226
www.artesella.it


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2006 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione
Tutti i diritti riservati / All rights reserved


Si ringrazia Maria Fulvia Zonta per la documentazione sul biotopo di Fontanazzo

Tramonto in Val Calamento verso Malga Bolenga (foto Agh)
  APT LAGORAI - VALSUGANA ORIENTALE E TESINO
Via Dante 10
38053 Castello Tesino (TN)
tel. 0039 0461 593322 - fax 0039 0461 593306
www.lagorai.tn.it - apt@lagorai.tn.it
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Tel. 0461 / 839000
Trentino on line 800 / 010545
www.trentino.to
info@trentino.to

Puntate precedenti in zona Lagorai

  Sciare a Passo Brocon nel Tesino
31 dicembre 2005
    Altopiano del Tesino -Lagorai
22 ottobre 2005
             
  Altopiano del Tesino - Valsugana
22 gennaio 32005
    Passo Brocon - Lagorai
7 agosto 2004
             
  Le Pozze - Lagorai - Tre escursioni scelte
30 agosto 2003
    Val Campelle- Lagorai
2 escursioni scelte
25 ottobre 2002
             
  Escursione ai Laghi di Bombasèl
10 agosto 2002
    Tesino - Campo di Golf La Farfalla
13 luglio 2002
             
  Tesino, Trekking invernale nel Lagorai
2 febbraio 2002
    Lago delle Stellune
18 agosto 2001
vai al sito ufficiale di Trentinoi Spa
Approfondimenti (testi doc-rtf)

  La grandiosa epopea degli "uomini delle immagini"

I Tesini nel mondo
Gli uomini delle immagini
Gli uomini delle immagini di W. Belli

La flora del Tesino e del "Trodo dei Fiori"
di Rino Ballerin
Il Lagorai di Franco Gioppi e Giordano Balzani
Il periodo feltrino di Giulio Perotto
Gli uomini delle immagini: i perteganti di Maurizio Gioseffi
Architettura rurale di Giovanni Pezzato e Roberto Pezzato
Arte Sacra Ezio Chini
Archeologia e storia dell’antico Tesino Enrico Cavada
Speleologia nel Tesino di Paolo Zambotto
La Grande Guerra nel Tesino di Luca Girotto

link

Istituzioni

Comune di Borgo Valsugana
Comprensorio Bassa Valsugana e Tesino
Cassa Rurale di Castello Tesino
BIM del Brenta
GAL - Leader Plus Valsugana
Patti territoriali

Natura
Dipartimento risorse forestali e montane
www.provincia.tn.it/argomenti/montagna_foreste_parchi
Aree Protette del Trentino
Biotopi del Trentino

Rete Natura 2000

Economia
Gruppo Paterno
Eurobrico

Portali locali
www.brocon.it
www.tesino.it
www.sviluppovalsugana.it
www.tesinoholidays.com
Vacanze in Baita
Gruppo folk Castello Tesino

Sci
Tesino Spa impianti sci

Montagna - Lagorai
Lagorai grandioso archivio fotografico di Franzi Vitlacil (con itinerari)
Trodo dei Fiori
Storia di un'escursione in Lagorai di Andrea Calori
Catena del Lagorai e Cima d'Asta di Andrea Ceolan (con itinerari)
SAT - Società Alpinisti Tridentini

Uomini illustri del Tesino
Alcide De Gasperi

Arte
www.artesella.it

Storia

Claudia Augusta Altinate

Grande Guerra

www.mostradiborgo.it
Museo della Guerra di Rovereto

A tavola

Ristorante Malga Baessa
Val Calamento (Telve Valsugana, TN)
tel. 0461 / 766041 - cell. 348 2847960


I gusti della Valsugana

Le Verde
info presso Progetto Leader Plus Valsugana
Corso Ausugum 2 - Borgo Valsugana
Tel. 0461.754709 - Fax 0461.759598
www.leadervalsugana.it


Vini
Cantina d'Isera
Cantina La Vis

Cantina Rotaliana