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ALTOPIANO DI FOLGARIA, LAVARONE e luserna
10 giugno 2006
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Il campo di golf di Maso Spilzi (foto Agh)

Questa è la sesta puntata di Girovagando sull'Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna. Ci accoglie cordialmente a Folgaria lo staff dell'APT col suo presidente Carlo Marchesi, Giulia Daicampi (responsabile eventi e manifestazioni) ed Elena Munari (responsabile mercato Italia, booking e prenotazioni). Ci accompagna nella nostra visita il simpatico Enzo Cappelletti responsabile del settore marketing.

 
Folgaria ai piedi del Monte Cornetto (foto Agh)  
   
Carlo Marchesi (foto Agh)   Costumi tipici cimbri (foto Agh)  
   
Elena Munari (foto Agh)   Giulia Daicampi (foto Agh)  
La storia di Folgaria

La storia della comunità folgaretana è tra le più significative del Trentino. Sembra ormai appurato che l'origine dei primi insediamenti stanziali sia latina. Secondo lo studioso Desiderio Reich, già prima dell'anno Mille l'altopiano era interessato da insediamenti di coloni di lingua tedesca, precursori della massiccia colonizzazione avviata nel 1216 dal Principe vescovo Von Wangen: un gran numero di coloni tedeschi provenienti dai Sette Comuni vicentini si diffuse a macchia d'olio per tutto il territorio e raggiunse la sua massima estensione nel XVI secolo. Ciò è testimoniato dalla fitta toponomastica cimbrica sopravvissuta fino ad oggi, l'abbondanza di cognomi tedeschi autoctoni e la presenza di "Sprachreste", ovvero relitti linguistici nei dialetti dell'antica parlata dei primi colonizzatori (diversa dal cimbro parlato a Luserna).

I torrioni del Spitz Tonezza da Forte Belvedere (foto Agh)
Dai pressi di Serrada verso Castel Beseno e la Val d'Adige (foto Agh)

 
Il piccolo abitato di Tezzeli (foto Agh)  
 
Le magnifiche praterie (foto Agh)  
 
Maso Spilzi, edificio rurale risalente al 1700 (foto Agh)  
 
Passeggiata nei prati (foto Agh)  
Comunità di uomini liberi

Nel 1222 Folgaria figura già come comunità organizzata, retta da organi amministrativi liberamente eletti, basati su un Consiglio dei Governi, su una Regola generale, sindaci, decani e organismi collaterali. I Folgaretani erano liberi proprietari, così come lo erano in Trentino solo la Comunità generale di Fiemme (Magnifica Comunità), e basavano la loro ricchezza su un territorio comunale prevalentemente pascolivo e forestale che andava ben al di là degli attuali 72 kmq e che si spingeva fino alle guglie del Monte Tonezza e fin su monte Toraro, in terra veneta. Folgaria difese il suo territorio dalle pretese dei Conti Velo e dei Lastarolli ma soprattutto difese la sua autonomia e indipendenza dall'arroganza del potere feudale dei signori di Castel Beseno, in particolare dai Conti Trapp, stabilitisi nel maniero lagarino a partire dal 1470. Costoro cercarono di soggiogare i Folgaretani con la forza, intraprendendo una guerra strisciante fatta di innumerevoli soprusi ed angherie, che culminò nella "strage di Carpeneda" il 5 febbraio 1593, allorché sotto il fuoco degli archibugi degli sgherri dei Trapp caddero uccisi in sette. Ciononstante i folgaretani non cedettero mai. Come altrove nel Trentino, la Comunità venne sciolta agli inizi del XIX secolo dai drastici provvedimenti adottati dal Governo Bavarese nei confronti delle comunità rurali. Quell'orgoglio di popolo libero riaffiora oggi, dopo secoli di difficoltà e l'orrore della Grande Guerra che sconvolse l'altopiano, con il riaffermarsi dell'economia turistica. Con i suoi 72 kmq di superficie il Comune di Folgaria è tra i più grandi del Trentino: la sua estensione altitudinale va dai 300 m di frazione Pont ai 2060 m della cima di Monte Cornetto. Gli abitanti sono 3100 di cui 1500 circa a Folgaria capoluogo, il resto sparso in sette frazioni: Serrada, Guardia, Mezzomonte, Costa, S. Sebastiano, Carbonare, Nosellari e altri diciassette centri minori. La distribuzione degli abitati sul territorio è un'eredità degli insediamenti a maso, tipici della colonizzazione cimbra.

Perprùneri, un antico insediamento di masi di origine cimbra (foto Agh)

 
Sul'altopiano una serie sterminata di passeggiate ed escursioni (foto Agh)  
 
Il biotopo di Ecchen, una torbiera originata da un bacino glaciale (foto Agh)  
 
Passeggiata a Costa di Folgaria (foto Agh)  
Gli altipiani: un paradiso per gli escursionisti e per i bikers

Oggi Folgaria è una delle più rinomate località turistiche del Trentino, ideale per le famiglie che amano il verde e località tranquille non congestionate dal turismo di massa. La natura di questo territorio è estremamente ricca di richiami e attrattive, con un clima assolutamente generoso che regala estati ricche di sole, calde ma nello stesso tempo rinfrescate dalla brezza alpina e inverni con temperature piuttosto miti. Gli Altipiani, coperti di boschi ed estesi pascoli, offrono con la loro fitta rete di strade forestali e sentieri un'inifnità di itinerari escursionistici. Da quelli tranquilli a bassa quota fino ai sentieri tipicamente alpini sulle montagne circostanti intorno ai 2000 metri di quota e oltre, come ad esempio il Pizzo di Levico (m 1908), con una grandiosa vista sulla Valsugana e i laghi di Levico e Caldonazzo, il Monte Maggio (1853 m), Cima Mandriolo (2049 m), Cima Larici (2033 m), Cima Dodici (2336 m) e Cima Verena (2015 m). Da segnalare il Trekking dei Forti, il Sentiero della Pace, il Sentiero europeo E5. Gli altipiani di Folgaria Lavarone e Luserna sono anche il paradiso per gli amanti della mountain bike: splendido il circuito mtb 100 Km dei Forti (gara che si corre l'11 giugno 2006).

Tutti gli eventi dell'estate 2006 (doc 80 k)

L'Altopiano di Lavarone (foto Agh)
I piaceri della tavola a Malga Millegrobbe nella puntata dello scorso inverno (foto Agh)

   
Il campo del Milan   Il Campo dell'Hellas Verona  
   
Basketball camp   La Fiorentina in ritiro a Folgaria  
Per i ragazzi che amano lo sport

Per i ragazzi di età compresa tra i 7 e i 15 anni, un'occasione imperdibile per una "vacanza calcistica". Sono due i campi previsti: l'Hellas Camp, diviso in tre turni settimanali 25 giugno - 1 luglio, 2 - 8 luglio, 9 - 15 luglio, si avvale della direzione e del coordinamento tecnico degli allenatori dell'Hellas Verona FC, coadiuvati dagli istruttori del settore giovanile delle società gemellate. I ragazzi che si distingueranno maggiormente dimostrando particolari abilità tecniche saranno contattati ed invitati a partecipare ad alcuni stages organizzati dalla squadra giallo-blù, potendo entrare a far parte delle squadre di settore giovanile dell' Hellas Verona FC. Anche il Milan organizza stages settimanali di calcio per ragazzi tra i 7 e i 17 anni. Una vacanza per migliorare le proprie abilità calcistiche in un clima di impegno e amicizia guidati da allenatori del settore giovanile del Milan. La squadra della Fiorentina ha scelto Folgaria per la preparazione degli allenamenti: dal 10 luglio per due settimane, ospiti del Golf Hotel di Costa,. i campioni "viola" lavoreranno sodo in vista dei preliminari di coppa in programma già l'8 e il 9 agosto. La preparazione sarà completata da ben tre amichevoli: il 16 luglio, il 19 luglio e il 22 luglio. Per chi ama il basket dal 18 giugno al 22 luglio per i ragazzi dagli 8 ai 17 anni da non perdere gli appuntamenti coi campioni del basket mondiale! Sarà in particolare presente Bob Mckillop, Head Coach Davidson College (U.S.A.), in tutto il mondo riconosciuto come il mago dei fondamentali. Tra gli Special Guests ci saranno inoltre i coach Rudy D'Amico, Alberto Blanco, Carlos Sergio, Franck Vitucci, Paolo Moretti, Luca Dal Monte, Alessandro Giuliani, Matteo Boniciolli e Giulio Cadeo. E tra i players ci saranno Gigli, Rombaldoni, Garri, Pecile, Sartori, Boscagin, Cianciarini e altri ancora.

Calcio e basket sull'Altopiano
Milan Camp: Tel. 02 / 58325992, info@conpromos.com
Hellas Camp Verona: Tel. 0444 / 566173, hellas@freesportplanet.it
Folgaria Basketball camp: tel. 0545 / 900547, renatone@folgariabsketcamp.it
Ritiro Fiorentina: info APT tel 0464 / 721133

Lago di Lavarone col lido (foto Agh)

 
Il Lago di Lavarone (foto Agh)  
   
Il lido (foto Agh)   Aperitivo (foto Agh)  
   
Tamara e il Nordic Walking   Intervista in barca a Cappelletti  
 
Il pontile con il nolo di barche e pedalò (foto Agh)  
Il Lago di Lavarone

Uno tra i luoghi più ameni degli altipiani è senza dubbio lo splendido laghetto di Lavarone, a 1.079 metri di quota, raggiungibile comodamente in auto. Il Grand Hotel Astoria svetta dall'alto della collina, testimone dei passati fasti quando la migliore borghesia europea soggiornava in questo luogo incantevole: tra gli ospiti più illustri Sigmund Freud, il padre della psicanalisi. Lo specchio d'acqua è di chiara origine carsica: è alimentato da piccole sorgenti difficilmente individuabili che sgorgano dai versanti delle alture circostanti. Anche l’emissario è invisibile: la presenza di profonde cavità carsiche nel sottosuolo fa sì che l’acqua di deflusso percorra misteriosi anfratti sotterranei per tornare alla luce a 3 km di distanza nell’alta Valle del Centa, dando origine alle belle cascate del Valimpach. Il fenomeno fu studiato attentamente per la prima volta nel 1898 da due studenti, Leonardo Ricci e Cesare Battisti il futuro ‘martire’ dell’irredentismo trentino. Il lago è ottimamente attrezzato per la balneazione con spiaggia, cabine, punto di ristoro, noleggio sdraio, barche e pedalò. Nei pressi ci sono belle e rilassanti passeggiate attorno al lago. Qui incontriamo Tamara Osele, una bella ragazza che pratica il Nordic Walking, la nuova disciplina sportiva che viene dalla Scandinavia. Gli altipiani sono il luogo ideale per questo sport adatto a tutti, coi suoi percorsi dolci e ondulati tra prati e boschi: si cammina con gli appositi bastoncini che consentono di impegnare il 90% dei muscoli del corpo. E' molto meglio dello jogging: è meno faticoso (-20%) e si consumano più calorie (+46%). Adattissimo quindi anche per chi vuole dimagrire praticando uno sport "dolce" praticamente senza alcun rischio. Il nuovissimo Nordic Walking Park dell’Altopiano offre una serie di percorsi di varia difficoltà segnalati ed attrezzati, con la possibilità di lezioni con l'istruttore. Tutte le info presso l'APT.

Sulla collina il Grand Hotel Astoria testimonia i fasti passati (foto Agh)
Tamara pratica il Nordic Walking attorno al Lago di Lavarone (foto Agh)

 
I formaggi del caseificio (foto Agh)  
   
Lavorazione del Vezzena (foto Agh)   Il Vezzena ha richiesto la DOP  
   
Il caseificio di Lavarone (foto Agh)   Stagionatura (foto Agh)  
Il Vezzena diventa DOP

Fino al 1940 sugli altipiani cimbri di Vezzena, Lavarone, Luserna e Folgaria , tra i 1000 e 1600 metri di quota, si produceva il "Vezzena", un ottimo formaggio cotto a pasta dura, prodotto dalle 52 malghe sparse per gli altipiani. Prima e durante la prima guerra mondiale nel tirolo italiano il Vezzena era pressoché l´unico formaggio prodotto da condimento, tanto che si riusciva a venderlo localmente e persino a Vienna dove era apprezzato anche dagli Asburgo. La guerra sconvolse pascoli e malghe e la produzione fu quasi abbandonata, poi ripresa grazie all'opera dei caseifici sociali. E' un prodotto che di diritto fa parte della cultura culinaria tradizionale locale: proprio per questo di recente si è realizzata la fusione dei due caseifici di Folgaria e Lavarone, con la denominazione "Caseificio degli Altipiani e del Vezzena". Fabrizio Birti, presidente del Caseificio di Lavarone, ci dice entusiasta: "E' un risultato storico, dopo anni di divisione e discussioni. L'esigenza di mettersi insieme nasce da un bisogno reciproco, primo tra tutti quello di apportare alle strutture delle economie di scala abbastanza forti da competere sul mercato. Il 26 maggio 2006 è stata avviata la richiesta della denominazione di origine protetta "DOP" per il formaggio Vezzena". Approvato il disciplinare di produzione, la relazione tecnica e quella storica che faranno da supporto alla domanda di riconoscimento, il carteggio sarà sottoposto ad un parere consultivo della Provincia di Trento e della Regione Veneto e successivamente inviato al Ministero per le politiche agricole e forestali. L’iter burocratico si concluderà presumibilmente entro due anni con il riconoscimento della Dop da parte dell’Unione Europea.

Caseificio degli Altipiani e del Vezzena
Lavarone (TN) fraz. Cappella tel. 0464/783106
Costa di Folgaria (TN) - Via Maffei 269, tel. 0464 / 720763

Veduta da Serraia: il Gruppo di Brenta svetta sopra la piana delle Viotte del Monte Bondone (foto Agh)

   
Albergo ristorante "Il Nido Verde"   La tavolata di Girovagando (foto Agh)  
   
Coi titolari Emanuela e Fredi   Maria Kammerer "Mery" (foto Agh)  
   
Una delle 12 belle stanze (foto Agh)   Tris di primi (foto Agh)  
   
Goulasch con polenta (foto Agh)   Il Merlot di Grigoletti (foto Agh)  
   
Carrè affumicato ai ferri (foto Agh)   Il dessert (foto Agh)  
 
Furibonda partita di calcetto nel giardino del Nido Verde (foto Agh)  
 
Fredi, Luciano e mamma "Mery" (foto Agh)  
A tavola al "Nido Verde" di Lavarone

Per pranzo siamo ospiti al "Nido Verde" di Lavarone: bisogna rimarcare che la nostra è stata una visita "a tradimento", annunciata con poche ore di anticipo ma nonostante questo l'accoglienza e la cucina che ci hanno riservato i titolari Fredi ed Emanuela sono stati davvero ottimi. La mamma di Fredi, Mery (Maria Kammerer), originaria di Vandoies in Val Pusteria (Alto Adige) ed artefice del "Nido Verde" così racconta come ha cominciato e come è capitata per caso in Trentino: "Sono figlia di un contadino di Rio di Pusteria, ero la più vecchia di 7 fratelli e aiutavo la famiglia alla malga, in stalla e a badare alle vacche. A quei tempi soldi ce n'erano sempre pochi e bisognava darsi da fare. Tutti gli anni veniva da noi dalla Val Badia un camion a prendere le patate e i crauti. Alla fine di un'estate mi caricarono sul camion con una borsetta e via. Sono rimasta in Val Badia 12 anni, a lavorare all'Hotel Posta. Negli anni '70 io e mio marito, stufi di lavorare lontani uno dall'altro, anche per via del piccolo Fredi nato nel frattempo, abbiamo accolto l'invito di un nostro cognato che aveva casa qui a Cappella di Lavarone: venite a vedere, ci disse, c'è una bella casa, ora chiusa, potrebbe fare al caso vostro. Siamo andati a vedere, un mese dopo eravamo tutti a Lavarone, io, mio marito e "il bocia", prima in affitto poi come proprietari. Io non parlavo neppure una parola d'italiano ma avevo tanta buona volontà. Oggi stiamo bene, qui siamo molto contenti, il lavoro non manca e siamo sempre aperti". L'albergo è stato recentemente rinnovato, con 12 belle stanze, a soli 5 minuti dal Lago di Lavarone: è circondato da boschi e per questo è il luogo ideale per una vacanza a contatto con la natura, vicino a sentieri e passeggiate (in inverno alle piste di sci). La cucina è quella tipica casalinga, con piatti della tradizione trentina con qualche influenza altoatesina, vini rigorosamente trentini. Noi abbiamo degustato ottimi piatti con porzioni anche troppo generose: antipasto di carne salada, come primo un piatto "tris" con canederlo, tagliatelle all'amatriciana, tagliatelle ai funghi; per secondi il goulasch, il carrè affumicato ai ferri, la polenta con la farina di Storo, la cotoletta con verdure oltre a un ricco buffet. Per il vino un ottimo Merlot dell'Azienda Agricola di Bruno Grigoletti di Nomi. Infine i dolci: lo strudel di mele, la crostata e il gelato di pesca e limone. Tutto ottimo, da provare.

Albergo Ristorante Nido Verde
Via Trieste, 35 - 38086 Lavarone (TN)
Tel. 0464 783151 Fax 0464 783800
www.nidoverde.it

 
Forte Belvedere a Lavarone (foto Museo Belvedere)  
   
Forte Belvedere in una foto d'epoca   Le cupole corazzate (foto Agh)  
   
Equipaggiamento invernale   Infermeria (foto Belvedere)  
   
Obici 100/17 Skoda mod. 4 (foto Agh)   Christian Prezzi (foto Agh)  
 
Veduta della Val D'Astico da Forte Belvedere (foto Agh)  
Forte Belvedere - Werk Gschwent

Con Christian Prezzi facciamo una breve visita al poderoso Forte Belvedere. Fu costruito dagli austriaci tra il 1908 e il 1914 con il compito principale di controllare la Val d'Astico che si apre a strapiombo ai suoi piedi. E’ l’unico forte dell’altipiano che non ha subito la demolizione per la raccolta del ferro, necessario all’Italia nell’epoca autarchica, grazie all’intervento del podestà dell’epoca Cav. Quarto Stenghele presso il Re Vittorio Emanuele III° e il capo del Governo italiano Mussolini che, dopo averlo visitato nel 1935, decisero di lasciarlo intatto a ricordo di quei tragici momenti. Oltre che sulla sua invidiabile e strategica posizione, Forte Belvedere basava la propria superiorità su un armamento di prim'ordine: era infatti attrezzato con tre obici da 105 mm in torre corazzata, più due da 80 mm e altri due da 60 mm; poteva inoltre contare su ben 22 postazioni di mitragliatrice e, qualora ciò non bastasse, era difeso da un profondo fossato scavato nella roccia. Progettato per resistere a pesanti bombardamenti, con corazze in acciaio e calcestruzzo e centinaia di metri di gallerie nella roccia, rappresentava una delle massime espressioni della tecnica militare dell'epoca. Con una guarnigione di circa 200 soldati, la fortezza assolse pienamente alla propria funzione difensiva e di supporto alla azioni militari offensive. Sebbene sottoposto ai pesanti bombardamenti provenienti dalle artiglierie italiane appostate a Porta Manazzo, Compolongo e Campomolon, seppe resistere malgrado i danni subiti. Nel solo primo anno di guerra la Fortezza ricevette 1800 colpi di grosso calibro, alcuni dei quali riuscirono a forare le strutture blindate. Diversamente dalla gran parte dei musei, Forte Belvedere - Gschwent non è un edificio neutro che ospita dei contenuti quanto piuttosto un museo esso stesso. Si tratta di una struttura dalla mole grandiosa, testimonianza unica nel suo genere, che offre al visitatore una percezione piuttosto fedele, grazie alla accurata ricostruzione dei vari ambienti, di come vivevano i soldati nella fortezza.

Fondazione Forte Belvedere - Gschwent
38040 Lavarone (TN) – Fraz. Gionghi
Tel. 0464 780005 - cell. 347 2401650 - Fax: 0464 780005
www.fortebelvedere.org

 
Pierluigi Oradini ci mostra un colpo in buca (foto Agh)  
 
La Club House a Maso Spilzi (foto Agh)  
Campo di Golf di Maso Spilzi

E' il fiore all'occhiello dell' Altopiano, una piccola perla inserita nel verde: è il campo di Golfi di Maso Spilzi a Costa di Folgaria. Situato nella splendida conca di Costa a 1.200 metri di altitudine è un campo a nove buche con uno sviluppo complessivo di 5.532 metri. Il percorso si sviluppa attorno al biotopo di Ecchen, pregiata area protetta di interesse naturalistico. Il vicino Maso Spilzi, grande edificio rurale risalente al 1700, ospita la Club House e un punto di ristoro con annesso ristorante. Il percorso di gioco si snoda in un ambiente a forte caratterizzazione alpestre in una cornice di rigogliosi boschi di conifere, piccole radure e ampi spazi prativi. Incontriamo Pierluigi Oradini, insegnante di tennis ed educazione fisica di Rovereto, che si presta gentilmente a mostrarci qualche bel colpo per le riprese: "Qui è un gran bel posto, tranquillo e vicino alla città, il campo mi piace molto e ci vengo spesso".

Campo di Golfi di Maso Spilzi
Golf Club Folgaria
Tel. 0464 720480 - 0464 720480
www.golfclubfolgaria.it


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2006 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione
Tutti i diritti riservati / All rights reserved


Clematide Alpina (foto Agh)
  Azienda promozione turistiCa Folgaria Lavarone Luserna
Sede centrale via Roma 67 - 38064 Folgaria (TN) ITALY
Tel 0464 721133 - Fax 0464 / 720250
www.montagnaconamore.it | info@montagnaconamore.it
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Tel. 0461 / 405405 - fax 0461 / 260245
Trentino on line 800 / 010545
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Link

Istituzioni
Comune di Lavarone
Centro Documentazione di Luserna

Portali locali

www.folgaria.net consorzio Folgaria Vacanze
www.vacanzeinlavarone.com
www.turismolavarone.it

Bike

Fortezze Bike Tour

Cimbri
www.cimbri.it
Istituto Culturale Mocheno-Cimbro
Corale polifonica Cimbra di Luserna
Cimbri di Luserna, Sette Comuni Vicentini, Tredici Comuni Veronesi
Isole linguistiche germanofone Italia

Guerra
Forte Belvedere Gschwent
Museo della Guerra di Rovereto puntata di Girovagando 2/01/2004
Museo della Guerra di Rovereto
Museo delle Fortezze - Forte Belvedere
www.grandeguerra.com bellissimo sito sulla Grande Guerra
www.kaiserjaeger.com sito ricchissimo di info e foto sulla Grande Guerra
CSSEO - Centro Studi sulla Storia dell'Europa Orientale
Fortezze degli Altipiani

Sports Camp
Milan Camp: Tel. 02 / 58325992, info@conpromos.com
Hellas Camp Verona: Tel. 0444 / 566173, hellas@freesportplanet.it
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Ritiro Fiorentina: info APT tel 0464 / 721133


Golf
www.golfclubfolgaria.it

Sci
Carosello Ski Folgaria
Ski Center Lavarone


Prodotti tipici
Museo del Miele
Casa del Miele
Formaggi Trentini
Trentingrana Concast

A tavola

Albergo Ristorante Nido Verde
Via Trieste, 35 - 38086 Lavarone (TN)
Tel. 0464 783151 Fax 0464 783800
www.nidoverde.it

Vini
Azienda Agricola di Bruno Grigoletti

Caseificio degli Altipiani e del Vezzena
Lavarone (TN) fraz. Cappella tel. 0464/783106
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