La seconda puntata del "ciclo Primavera" è dedicata
al comprensorio turistico Altopiano di Piné
- Valle di Cembra, che per la nuova stagione turistica presenta tante
attrazioni e novità. Per un ampio panorama sulla zona vi rimandiamo
come di consueto alle 11 puntate precedenti ricche
di documentazione e fotografie che ben potranno darvi un'idea del territorio.
La nostra troupe è accolta dal presidente e dal direttore dell'APT,
Franca Broseghini e Lorenza Biasetto,
che ci accompagnano durante la nostra visita. Per tutti i dettagli e le
informazioni sull'offerta turistica consultate il sito ufficiale dell'APT
www.aptpinecembra.it.
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| Valle di Cembra con il fiume Avisio (foto APT) |
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| Maria Pia dell'Agnol (foto Agh) |
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Fabrizio Villotti (foto Agh) |
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| Veduta autunnale dei vigneti (foto APT) |
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| Valle di Cembra (foto APT) |
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Valle di Cembra
La nostra prima tappa è in Val di Cembra,
patria del Müller Thurgau. Qui si
tiene un'importante rassegna dedicata a
questo particolare vitigno che si è ambientato magnificamente in
valle: quest'anno dal 5 al 9 luglio a Palazzo
Barbi a Cembra si terrà la 19a
Edizione del Concorso Internazionale di vini Müller Thurgau. All'APT
di Cembra ci accolgono Maria Pia dell'Agnol e il vicepresidente Fabrizio
Villotti ( titolare del centro salute Hotel
Piramidi a Segonzano vedi puntata 12/02/2002). La Valle
di Cembra è una tra le zone più caratteristiche del
Trentino Orientale: accanto ai boschi di larici, betulle, faggi e pini silvestri,
accanto a graziosi laghetti alpini come
quelli di Lases e Lago
Santo e alle famose Piramidi
di terra di Segonzano, il paesaggio affascina ed attrae per la curiosa
ed ardita disposizione dei vigneti collocati
su ripidi e soleggiati pendii digradanti verso il torrente Avisio. La Valle
di Cembra è terra di prodotti genuini:
dai vini alle grappe,
dai funghi alle castagne, dai prodotti tipici di montagna ai cosiddetti
«piccoli frutti»: fragole, lamponi, mirtilli, ribes. Ricche
anche le tradizioni folcloristiche della
valle mantenute vive attraverso numerosissime manifestazioni
popolari che, accanto alla possibilità di gustare una sana
vacanza ecologica-naturalistica grazie ad una rete di sentieri
e passeggiate, rappresentano gli aspetti originali di un territorio
rurale ancora lontano dal turismo di massa che ha mantenuto ancora una misura
d'uomo. Tra le escursioni più interessanti
segnaliamo il Dürerweg,
ovvero il percorso che nel 1494 il celebre pittore tedesco Albrecht
Dürer compì durante il suo primo viaggio in Italia, seguendo
le non sempre agevoli rotte dei commercianti, che dovevano superare paludi
e fiumi in piena. Al viaggio di Dürer abbiamo
dedicato buona parte della puntata del 17
gennaio 2004, con interessanti documentazioni riguardo alla morfologia
della valle dell'Adige all'epoca.
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| Tipico paesaggio cembrano (foto APT) |
Tutti pazzi per il curling
Ben prima che diventasse "una moda" esplosa sull'onda del successo
alle recenti Olimpiadi
di Torino, il curling era già
praticato da decenni dai valligiani di Cembra e Piné sui laghi ghiacciati
(vedi puntata 12 gennaio 2002).
L’Associazione Curling di Cembra,
nata ufficialmente nel 1989, raggruppa quattro storici club: il Curling
Club Stella Alpina (1973); il Curling Club ANA (1976), il Curling
Club Lago Santo (1972), il Curling Club
Cembra 88 (1988). Il curling a Cembra nasce ufficialmente nel 1972
grazie ad un contatto diretto degli aspiranti
curlers cembrani con Cortina d’Ampezzo. Le prime gare a partire
dagli anni Settanta furono disputate sulla pista naturale del
Lago Santo di Cembra (1200 m. s.l.m.). Dopo che negli anni '90 l’accesso
alle superfici ghiacciate naturali fu proibito, il curling visse un periodo
nero. Nonostante le grandi difficoltà nel 1995 si arrivò all’apertura
di una pista artificiale mobile, che ha
lasciato il posto nel 2005 al nuovo e più funzionale Palacurling
a Cembra, una moderna struttura che permetterà di praticare questo
sport nel migliore dei modi, oltre che nello stadio del ghiaccio di Miola
di Piné. Joel Retornaz, svizzero di origine ma cembrano
di adozione, ha fatto parte della squadra nazionale Italiana maschile
di curling a Torino 2006 ed è stato uno dei maggiori artefici della
storica vittoria sul Canada per 7 a 6.
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| Cantina La Vis (foto La Vis) |
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Cantina di Cembra (foto Agh) |
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| Nella sala degustazione e punto vendita della Cantina
di Cembra (foto Agh) |
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| Sala degustazione (foto Agh) |
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Pinot Nero (foto Agh) |
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| Müller Thurgau (foto Agh) |
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Marco Raengo (foto Agh) |
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| Brindisi con Gianpietro Giacomuzzi
e Marco Raengo (foto Agh) |
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Cantina La Vis e Cantina di Cembra
La Cantina La Vis è situata nella
borgata di Lavis a nord di Trento nel cuore
delle Colline Avisiane. Comprende i vigneti
delle colline di Lavis, Sorni, Meano, i terrazzamenti della Valle di Cembra
e, in territorio altoatesino, i vigneti di Salorno e Pochi. I vigneti sono
posizionati in ambienti con condizioni pedoclimatiche differenziate, ad
un’altitudine compresa tra i 250 e gli 800 m s.l.m. L’80% sono
posti in collina e montagna, mentre il restante 20% in fondovalle. Fondata
nel 1858 dalla famiglia Cembran, la cantina
è stata ripresa in forma cooperativa nel 1948. Oggi conta 1300
soci, la superficie coltivata è di 1350 ettari per una produzione
di circa 180.000 quintali di uva. Il fatturato consolidato è di 44
milioni di euro. La Cantina La Vis è da sempre il fulcro non solo
economico della zona ma anche di molte iniziative culturali. Tra le più
importanti va ricordata l'adesione, in qualità di socio fondatore,
della Strada del vino e dei sapori Colline Avisiane,
Faedo, Valle di Cembra (vedi anche puntata
del 29 ottobre 2005). Nello spirito cooperativo
che è sempre stato tradizione nelle valli trentine (vedi Federazione
Trentina della Cooperazione), nel 2003 prende vita la Cantina
La-Vis e Valle di Cembra, una nuova realtà
vitivinicola nata dalla comunione di due aziende che per storia,
tradizione ed esperienza hanno incisivamente contribuito allo sviluppo dei
rispettivi ambiti territoriali di appartenenza. "La Cantina Valle
di Cembra" ci dice Marco Raengo, segretario generale, "dedica
particolare cura all’intero ciclo di vinificazione. La produzione
totale é composta per il 75% dai vini bianchi, tra i quali spicca
il celeberrimo Müller Thurgau. Tra i rossi hanno antica tradizione
produttiva di alta qualità il Pinot Nero e la Schiava, oggi proposta
con nuovo slancio, grazie “all’appeal” decretato dal mercato.
L’obiettivo é quello di conservare intatto il “sapore”,
il lavoro, le tradizioni e la natura di questo particolarissimo angolo di
Trentino e di trasmetterlo al palato degli intenditori attraverso ogni singola
bottiglia prodotta".
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| Hockey allo stadio del Ghiaccio di
Piné (foto Agh) |
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| Il "Gruppo Sportivo Artistico
Ghiaccio Piné" (foto Agh) |
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| Corsi di pattinaggio (foto Agh) |
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Sergio Revolti (foto Agh) |
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| Pattinaggio artistico (foto Agh) |
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| Giovani giocatori di hockey (foto Agh) |
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Stadio del Ghiaccio di Piné
"Ci si può sentire dei campioni pattinando sul ghiaccio
dello stadio di Baselga di Piné, perché l’Ice Rink Piné
è un impianto formidabile, sul quale ogni anno si sfidano i campioni
di tutto il mondo" dice il direttore Sergio Revolti. "Nata
nel 1986, la struttura è costituita da una piastra coperta 30x60
m e da un anello con sviluppo lineare di 400 m per il pattinaggio velocità:
pensate che la pista è tra le prime dieci più veloci al mondo!"
Si tratta di un impianto polivalente che offre svariate opportunità
per le attività sportive legate agli sport invernali, come il pattinaggio
velocità, short track e artistico,
ma anche l’hockey e il broomball.
Da sempre qui si svolgono regolarmente gare e manifestazioni internazionali
di pattinaggio e velocità, varie prove
di Coppa del Mondo, i Campionati Europei
maschili e femminili ed il Trofeo Nicolodi. Qui è cresciuto,
per affermarsi in tutto il mondo, il campione di Baselga di Piné
Roberto Sighel, vincitore dei mondiali
nel 1992. Per tutto il corso dell’anno si ritirano per gli allenamenti
importanti squadre nazionali ed internazionali ed i migliori campioni italiani
come Chiara Simionato, Enrico Fabris, i pinetani Matteo
Anesi e Ermanno Ioriatti
(nella puntata in tv una loro intervista), la coppia Barbara Fusar-Poli
e Maurizio Margaglio. Non è quindi un caso che nel 2005 l’Ice
Rink Piné sia stato nominato Centro Italiano Federale del C.O.N.I.
Grazie all’apertura invernale ed estiva,
l’Ice Rink Piné è quindi una grande palestra per gli
sportivi, atleti ed appassionati, che per tutto l’anno possono praticare
le discipline del ghiaccio, ma è anche il cuore di una vera e propria
"isola dello sport e del movimento", con due anelli per lo sci
da fondo, un campo con scuola di tiro con l’arco
e spazi liberi per grandi e piccoli. Un
ricco calendario di eventi vede l’Ice Rink trasformarsi quest’estate
nella cornice di importanti appuntamenti come il Supervitale, manifestazione
nazionale per la "remise en forme" ed il fitness
(dal 18 al 21 maggio), il Corso Italiano Istruttori Pattinaggio di Figura
(dal 27 al 31 maggio), il festival Pinéfreesbee (24 e 25 giugno),
il Rally di San Martino (13 e 14 luglio), il Trofeo Beach Volley Piné
(22 e 23 luglio) ed il Quad Piné (30 luglio), per chiudere il 22
ottobre con la Gran Festa dei Prodotti Tipici.
Sul sito ufficiale
è disponibile il dettaglio del nutrito programma estivo.
Ice Rink Piné srl
Via dello Stadio, 17 - Miola
38042 - Baselga di Piné (TN)
Tel. e fax + 39 0461/554167 - + 39 0461/558778
www.icerinkpine.it |
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| Baselga di Piné (foto Agh) |
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| Dragon boat (foto APT) |
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| Ugo Grisenti sul Lago di Serraia |
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Col "dragon boat" sul lago di Serraia
Il "Dragon Boat" conosciuto in
Italia anche con il nome di canoa cinese,
è un'antica disciplina nata 4.000 anni fa in Cina e successivamente,
passando per Honk Kong, diffusa in tutto il mondo. In Europa, anche grazie
all'abbondanza di laghi e fiumi, il dragon boat si è sviluppato soprattutto
nei paesi dell'area centrale. Lo sport del Dragon Boat fu introdotto nel
nostro paese alla fine degli anni 80, quando ai canottieri
romani dell'antico circolo "Tevere Remo", che avevano partecipato
al festival di Hong Kong, fu donato nel 1988 dalla Hong
Kong Tourist Association un Dragon Boat, dal cui modello sono state
successivamente ricavate le numerose imbarcazioni attualmente esistenti
nella nostra nazione. In Trentino le prime manifestazioni con i Dragon Boat
si sono svolte sul Lago di Caldonazzo.
Ora si intende portare questa attività sportiva anche sul Lago
di Serraia, che si presta magnificamente allo scopo. La locale associazione
Dragon Boat Piné, come ci dice il
presidente Ugo Grisenti, ha sviluppato una serie di iniziative con varie
manifestazioni durante l'estate e corsi per provare questo bellissimo sport
di gruppo. Gli equipaggi sono composti da ben 20
pagaiatori più un timoniere e un "tamburino" che
impartisce il ritmo. Le imbarcazioni, molto pittoresche, sono lunghe oltre
12 metri. Informazioni per manifestazioni e corsi presso l'APT.
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| Passeggiata lungolago (foto Agh) |
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| Col pedalò sul Lago di Serraia
(foto Agh)
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| Lorenza Biasetto e Franca Broseghini |
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Lago Serraia (foto Agh) |
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| A pesca sul lago (foto Agh) |
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Prati di crocus sul Lagorai (foto Agh) |
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| Prodotti tipici (foto Agh) |
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Squisiti piatti (foto Agh) |
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Vacanza "formato famiglia"
A Baselga incontriamo Franca Broseghini, presidente dell'APT. "La
zona dell'Altopiano di Piné e Valle di Cembra" dice "sono
un po' "defilate" rispetto ai più noti circuiti turistici
e, proprio per questo, hanno conservato un territorio ancor oggi basato
sull'agricoltura e il pascolo del bestiame. Questa è oggi la nostra
forza perché ci permette di offrire al turista un ambiente unico
ricco di tradizioni e cultura, con paesaggi naturali ancora integri".
In queste terre infatti l'offerta eno-gastronomica è decisamente
ricca con una produzione di eccellenza di formaggi, vini, salumi e prelibati
piccoli frutti. L’Altopiano di Piné coi suoi due splendidi
laghi alpini di Serraia e Piazze
si trova ad una quota di 1000 metri e perciò è un ambiente
montano adatto a tutta la famiglia, ricco di interessanti attrattive
naturalistiche: escursioni in alta quota nella Catena del Lagorai, passeggiate
rilassanti lungo lago, gite in malga, itinerari sia in bici che a piedi
alla scoperta dei centri dell’arte sacra locale. Nutrita anche l'attività
ricreativa con concerti, manifestazioni per grandi e piccini. L’Azienda
per il Turismo Altopiano di Piné e Valle di Cembra propone dunque
al turista un tipo di vacanza attiva e salutare, in un giusto equilibrio
tra movimento e relax.
Manifestazioni
- programma 2006
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| Pace e tranquillità sul lungolago
(foto Agh)
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| Lo chef Maurizio Bernardi illustra
il menù per Girovagando (foto Agh) |
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| Esterno Albergo Lagorai |
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L'ampio salone da pranzo (foto Agh) |
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| Camilla, Walter e Luciano (foto Agh) |
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Salvatore, Maurizio e Tommaso |
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| La saletta da pranzo (foto Agh) |
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Antipasto (foto Agh) |
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| Canederlo al Puzzone di Moena |
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Vino Balasi Bianco (foto Agh) |
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| Il capretto nostrano (foto Agh) |
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Strudel di mele (foto Agh) |
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| Salvatore, Luciano, Maurizio e Tommaso
(foto Agh)
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A tavola: Albergo
Lagorai
Camilla Anesi e Walter Dorigatti
sono i gestori del nuovo Albergo Lagorai,
una struttura storica di Baselga completamente rinnovata di recente. Ai
fornelli ritroviamo un grande chef, l'estroso Maurizio
Bernardi (e anche valente scultore, vedi puntata
del 30 giugno 2001). Con il suo staff composto da Tommaso Valentini
di Revò e Salvatore Giangrasso originario della Sicilia, ha preparato
per noi un pranzetto coi fiocchi.
Per antipasto qualcosa di assolutamente fantastico: i "denti
di cane" (ovvero il comune tarassaco) conditi con lardo, aceto
caldo e castagne, semplicemente soave; quindi asparagi
bianchi in salsa di uova sode, e il carpaccio
con insalata di marzaioli, ovvero una "grattata" di igrophorus
dormiente, un fungo che è tra i primi a spuntare nei boschi
a primavera. Bernardi l'ha raccolto apposta per noi la mattina stessa a
1500 metri di quota. E' una leccornia poco conosciuta perché è
un fungo che spunta appena dal terreno e con il suo colore marroncino si
mimetizza molto bene: per bontà è paragonabile all'amanita
cesarea. Per il primo: un delizioso canederlo
vegetale al formaggio Puzzone di Moena su un letto di verza e pancetta.
Per secondo un saporito capretto nostrano al forno,
bagnato con vino bianco e profumato con timo e rosmarino. Per dessert, un
classico: lo strudel di mele con salsa
di vaniglia calda. Per i vini, una chicca: il Balasi
bianco, ricavato da un vitigno trentino tipico dell'alta Valsugana
che andava scomparendo: è prodotto a nord del Lago
di Canzolino da un pugno di nostalgici viticoltori che lo stanno
recuperando e proponendo, Bernardi in qualità di chef è uno
degli "ambasciatori". Per il rosso Le
Tortole, un vino tipico della Valle di Cembra che prende il nome
dai viottoli tortuosi ("tortole" appunto) sulle pendici scoscese
della valle: entrambi sono prodotti dall'azienda agricola di Diego Pelz
di Cembra.
Albergo Lagorai
via dei Caduti 21
Baselga di Piné (TN)
tel. 0461 / 557044 - fax 557045 |
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| Tullio Gasperi (foto Agh) |
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| "Frutta brasiliana" (foto Agh) |
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"Girasoli" (foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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| "Studio di fagiani" |
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"Panta rei" (foto Agh) |
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| Tullio Gasperi durante l'intervista
nel suo studio (foto Agh) |
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| "Come il fuoco" (foto Agh) |
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Tullio
Gasperi
A Baselga conosciamo un bravissimo artista locale, Tullio
Gasperi. E' una figuretta esile che dimostra almeno venti anni di
meno dei suoi 83 anni portati splendidamente: semplice, alla mano, cordiale,
ciarliero ma non invadente, ci conduce agile su per la scala che conduce
nel suo studio, in soffitta, dove possiamo ammirare le sue opere che presenta
con un'assoluta modestia. Tullio Gasperi compie studi umanistici a Trento,
legandosi in fraterna amicizia con il poeta
Italo Varner, scomparso nel 1992: quando
lo nomina infatti gli si incrina la voce, rivelando una grande umanità.
Lavora per tre anni in Sardegna, innamorandosene, al ritorno si dedica all’insegnamento.
Frequenta a Trento per un triennio i Corsi di Figura, presso l’U.P.T.
Frequenta poi per un biennio i “Corsi Internazionali di Tecniche dell’Incisione”
presso l'Istituto Statale d'Arte di Urbino. Partecipa al secondo e quarto
“Symposium ARGE-ALP” in Austria esponendo in collettive a Salisburgo,
Rosenheim, Bregenz, Innsbruck e Bayreuth. E’ attivo nella partecipazione
a rassegne e concorsi nei quali consegue alcuni premi ed attestati di merito.
Dal 1987 fa parte del Gruppo Artisti Trentini “La
Cerchia”. Con loro espone in numerosi centri nazionali oltre che
in Spagna, Messico e Cile. Nel 1998 è stato in Brasile ed Argentina
dove ha collaborato con alcuni amici all’allestimento di due esposizioni
(a Belo Horizonte e a Rosario) di dipinti sul tema mozartiano “Il
flauto magico”. Nell'ultimo triennio ha aderito a più di venti
collettive ed ha allestito tre mostre personali. Vive con la moglie
Anna, originaria di Concordia di Modena, anche lei dedita per
hobby alla pittura: stimolata dal marito Tullio, dipinge bellissimi
quadri in stile naif dai quali traspare
gioia, serenità e nostalgia per il mondo rurale e la natura. Anche
per Tullio la natura è un legame fortissimo, sempre presente nei
suoi lavori. Qui vi offriamo una breve rassegna delle sue opere: non ci
sperticheremo in elogi superflui, crediamo che le immagini parlino da sole.
Sono quadri bellissimi e, senza dubbio, Tullio Gasperi è un grande
artista.
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| Tullio Gasperi con il suo "Kreiz",
uno speciale cavalletto-seggiola portatile da pittore (foto Agh) |
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| Un dipinto di Anna Martani, moglie di Tullio:
"L'estate si è accesa sulla collina" (foto Agh) |
Tullio Gasperi
38042 Baselga Di Pine' (TN) - Via Del Fosch, 19
tel. 0461 557224 |
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| Luciano con Monica e Igor Broseghini da Rio |
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| Filomena e Pietro Broseghini, nonno di Igor |
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Saudade... do Trentino
Igor Broseghini di Rio de Janeiro "scopre" i suoi avi grazie a
"Girovagando in Trentino"
Concludiamo questa puntata con un simpatico aneddoto capitato a Baselga.
Igor Broseghini è un brasiliano di origine trentina, il suo trisavolo
emigrò da Baselga di Piné
nel secolo scorso, nel lontano 1875, quando
il Trentino era ancora sotto l'impero austroungarico. Come tanti discendenti
di emigrati utilizza spesso internet per
conoscere meglio le proprie radici e la terra di origine Un giorno, cercando
da casa sua a Rio de Janeiro in Brasile
il suo cognome "Broseghini", capitò sul sito
di Girovagando in Trentino nella puntata
del 22 maggio 2004 in cui erano citati Franca e Fausto Broseghini, rispettivamente
titolari degli alberghi Serraia e Krone, e la storia
di Baselga con belle fotografie d'epoca. Il sito gli piacque molto e
lesse avidamente tutte le puntate che riguardavano Piné e "conoscendo"
Luciano Da Canal. Dopo un periodo di corrispondenza via e-mail con Fausto
Broseghini, profittando di un periodo di ferie decise finalmente di venire
in Italia per visitare la terra che aveva dato origine alla sua famiglia,
soggiornando all'Hotel Krone. Potete immaginare lo sbalordimento suo e di
sua moglie Monica quando videro arrivare Luciano
da Canal in persona che veniva a salutarli. Cos'era accaduto? Fausto
Broseghini e la moglie Clara dell'Hotel Krone avevano visto l'auto
di Girovagando proprio nel giorno in cui la troupe era per combinazione
a Baselga di Piné per le riprese: avevano così avvisato Luciano
per fare una sorpresa ai propri ospiti brasiliani. Un bel brindisi ha suggellato
questo simpatico incontro favorito da internet.
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| Lago di Serraia in una foto d'epoca
all'inizio del '900 (foto cortesia Franca Broseghini) |
Per parte nostra siamo sempre particolarmente contenti quando col nostro
lavoro riusciamo a portare l'immagine del Trentino con le sue bellezze anche
al di fuori dell'Italia, magari proprio a quei trentini emigrati che sono
cresciuti lontani dalla loro terra d'origine.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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o foto salvo esplicita autorizzazione
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