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CITTA' DI TRENTO
La nuova sezione archeologica del Castello del Buonconsiglio - 13 maggio 2006
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Veduta della città di Trento dal Castello del Buonconsiglio (foto Agh)

La puntata di oggi è in buona parte dedicata alla nuova sezione archeologica del Castello del Buonconsiglio a Trento. Ci guida nella nostra visita il direttore Franco Marzatico.

 
Castello del Buonconsiglio a Trento (foto Agh)  
 
Il loggiato (foto Agh)  
Castello del Buonconsiglio

Immortalato nel 1494 in un celebre acquerello di Albrecht Dürer, il Castello del Buonconsiglio è il simbolo di Trento e il maggiore complesso monumentale della regione. Fu fondato come presidio imperiale nella prima metà del XIII secolo su un rilievo roccioso lungo le mura urbane, in posizione dominante rispetto alla città. Fin dal 1255 divenne la sede dei principi vescovi di Trento, che ne promossero i successivi ampliamenti e lo trasformarono nel corso dei secoli in una magnifica residenza. Si tratta di un insieme di corpi di fabbrica di diversa epoca racchiusi entro un’imponente cinta muraria munita di bastioni, che cela un magnifico giardino all’italiana. Su tutto domina l’alta torre circolare detta d’Augusto, cui si accede attraverso la corte interna del medievale Castelvecchio, ingentilito da un’ariosa loggia in stile gotico veneziano. Di nobili proporzioni rinascimentali è l’adiacente Magno Palazzo, eretto dal cardinale umanista Bernardo Clesio e decorato da grandi maestri del Rinascimento come Gerolamo Romanino, Dosso Dossi, Marcello Fogolino e Zaccaria Zacchi. Risale infine al 1686 la cosiddetta Giunta Albertiana, dove si conservano preziosi stucchi ed affreschi barocchi. All’estremità meridionale del complesso si eleva Torre Aquila, decorata al suo interno da uno fra i più importanti affreschi del gotico internazionale: il Ciclo dei Mesi. Dopo la fine del principato vescovile (1803), il castello venne adibito a caserma austriaca e fu teatro dell’esecuzione degli irredentisti italiani Cesare Battisti, Damiano Chiesa e Fabio Filzi. Nel 1924 divenne Museo Nazionale e dal 1973 appartiene alla Provincia Autonoma di Trento. Il Museo ospita una notevole collezione di dipinti, sculture, opere grafiche, codici miniati, stufe in maiolica, nonché importanti raccolte archeologiche e numismatiche.

Affreschi del Romanino nella Camera delle udienze (foto Agh)
 
Castello Buonconsiglio: Magno Palazzo (foto Agh)   La Sala Grande col soffitto a cassettoni (foto Agh)
 
Particolare della Loggia del Romanino (foto Agh)   Magno Palazzo, Loggia del Romanino (foto Agh)
Gli affreschi di Fogolino nel Castelvecchio (foto Agh)

   
Castello del Buonconsiglio (foto Agh)   Franco Marzatico (foto Agh)  
 
Una delle 5 sale dell'esposizione archeologica (foto Agh)  
La nuova sezione archeologica

"Cinque nuove sale nel cosiddetto "Castelvecchio" ripercorrono la storia dell’archeologia del territorio regionale. I reperti ricostruiscono la vita degli insediamenti più antichi partendo da 13.000 mila anni fa per arrivare sino al VI sec. d.C" ci dice il direttore Franco Marzatico. Nel corso dell’Ottocento e agli inizi del Novecento la ricerca archeologica in Trentino fu attraversata dall’aspirazione irredentista nazionale di affermare l’italianità del territorio attraverso lo studio delle più antiche presenze umane nelle valli dell’Adige e dei suoi affluenti. Tra i cultori di storia patria, il conte Benedetto Giovanelli (1775 – 1846), a lungo podestà di Trento, diede vita al primo nucleo del Museo fondato nel lontano 1853. A Giovanelli si deve anche il recupero della celebre situla di Cembra, contenitore in metallo di produzione locale erroneamente attribuito alla civiltà etrusca. Nel 1924 venne inaugurato nel Castello del Buonconsiglio il Museo Nazionale Trentino, dove per la prima volta, furono raccolti ed esposti in maniera organica molti reperti archeologici rinvenuti sul territorio. Di seguito negli anni Ottanta la Soprintendenza archeologica presentò una selezione della collezione. Ora a conclusione di restauri, che hanno portato a norma gli impianti tecnologici delle sale, riapre al pubblico la sezione archeologica del Museo rinnovata ed ampliata.

 
Una sala della mostra archeologica (foto Agh)  
   
Strumenti lavoro e recipienti I – Iv d.C   (foto Agh)  
   
Pendaglio bronzo con fig. femminile   Collare con pendenti, II età del ferrro  
 
La fioritura dell’arte vetraria: contenitore, bottigliette e bicchiere. I-IV sec. d. C.  
   
Base marmorea, I sec. a. C. (foto Agh)   Cippo funebre raffigurante Attis, III d.C  
   
Corredo necropoli Paradisi I-Iv sec.c.C.   Divinità guerriere e devoti, V-II a. C.  
   
Lare danzante I sec. d. C. (foto Agh)   Base statua di C. V. Marianus II-III d.C  
   
Mosaico rinvenuto sul Doss Trento   Ritratto di gladiatore, bronzo, III d. C.  
 
Collana d'Ambra (foto Agh)  
La mostra

Il percorso espositivo e i pannelli sono stati completamente rivisti, sia nei testi che nella grafica, e alle tre sale originarie se ne sono aggiunte due. Una delle sale, grazie alla collaborazione della Soprintendenza ai Beni monumentali, ha visto l’apertura di un’antica finestra che dal cortile di Castelvecchio offre un suggestivo scorcio all’interno della sala dei “tesori” paleocristiani. Il nuovo allestimento, più moderno e accattivante, si è arricchito di numerose testimonianze esposte per la prima volta. Le collezioni, dislocate in Castelvecchio, sono suddivise in tre sezioni: Preistoria e Protostoria, quindi l’epoca romana e infine l’Altomedioevo. Gli oggetti esposti sono circa 600 e testimoniano compiutamente la ricchezza delle raccolte custodite nel Castello del Buonconsiglio: sono stati rinvenuti nel corso degli ultimi due secoli sul territorio trentino. Alcune vetrine, ideate dall’allestitore Gigi Giovanazzi, presentano delle installazioni scenografiche che rievocano le situazioni originarie di ritrovamenti, come nel caso degli scavi di Ledro, dei forni fusori del Redebus e dei roghi votivi di Mechel. Il percorso prende avvio dai tempi dei cacciatori e raccoglitori del Mesolitico del VII-VI millennio a.C. Seguono vetrine dedicate agli sviluppi tecnologici e culturali dell’età del Rame e si susseguono oggetti d’oro, attrezzi da lavoro, oggetti d’ornamento e armi simboli di potere e prestigio. Tra questi pugnali, spade, spilloni, collari e una splendida collana in ambra del XVI-XV secolo a.C., proveniente da una torbiera tra Cles e Tuenno. Particolarmente ricca la documentazione della stazione palafitticola di Ledro (XXII – XIV a.C.). Una vetrina è dedicata a pregevoli statuette in bronzo che raffigurano, secondo i canoni etrusco-italici, Ercole in assalto, Guerrieri, Devoti e Marte. Nella sezione riservata all’epoca romana spiccano alcune sculture in marmo di importazione ed una base di candelabro decorato con figure di leggiadri satiri danzanti: naturalmente grande rilievo è rivestito dalla Tavola Clesiana, la più importante tra le iscrizioni romane scoperta in Val di Non (puntata del 1 ottobre 2005). E’ una tavola di bronzo sulla quale è inciso l’editto dell’Imperatore Claudio del 15 marzo del 46 d.C. Si tratta di una sorta di “condono” con il quale veniva riconosciuta alle popolazioni alpine degli Anauni, Sinduni e Tulliassi la cittadinanza romana che da tempo, pur non avendone i diritti, si comportavano come romani a tutti gli effetti. L’Altomedioevo è ben rappresentato da splendidi orecchini in oro e ametista della “principessa” di Civezzano, da un reliquiario, da un sacramentarium, da corredi funebri, da lucerne in ceramica con simboli cristiani. Il diffondersi del cristianesimo è testimoniato da preziose croci in lamina d’oro originariamente cucite sul velo dei defunti dell’aristocrazia longobarda. La sezione archeologica culmina nella sala dove è stato ricollocato un mosaico pavimentale del sacello dei Santi Cosma e Damiano del VI sec. d.C. proveniente dal Doss Trento e alcuni reliquari in argento e pietra. Un filo conduttore dell’esposizione è costituito dagli oggetti di ornamento che se da un lato hanno seguito cambiamenti tecnologici, di gusto e di moda, dall’altro hanno sempre rivestito un ruolo simbolico fondamentale come segni di prestigio e potere.

Le collezioni archeologiche (file RTF 49 k)

Fetonte trascinato nel cielo dal carro del Sole (foto Agh)

 
Loggia del Romanino, particolare (foto Agh)  
   
Ninfa insidiata dal satiro (foto C.d.B.)   Loggia del Romanino (foto C.d.B.)  
   
Allegoria della castità (foto C.d.B.)   Allegoria dell'invidia (foto C.d.B.)  
 
La loggia del Romanino al Castello del Buonconsiglio(foto C.d.B.)  
"Girolamo Romanino, un pittore in rivolta nel rinascimento italiano"

A quarant’anni dall’unica mostra dedicata a Romanino, il Castello del Buonconsiglio di Trento, dove l’artista realizzò tra il 1531 e il 1532 il più vasto e il più bello dei suoi cicli profani, ospita una grande rassegna internazionale per ripercorrere la sua opera e rendergli un omaggio da tempo dovuto. Girolamo di Romano, detto il Romanino, nasce a Brescia verso il 1485. La città lombarda era uno dei centri più importanti della pittura del Cinquecento nell’Italia del Nord, grazie ad artisti come Foppa, Moretto e Savoldo. Romanino si distingue per il linguaggio pittorico audace e anticonformista che mette in discussione i canoni dell’armoniosa ed equilibrata pittura rinascimentale: la sua pittura possiede una sconcertante e struggente forza espressiva. L’affresco è il mezzo espressivo più congeniale a Romanino poiché gli consente enormi spazi di libertà creativa e d’improvvisazione che lo pongono fra i personaggi più geniali ed originali del tempo. Nel 1531 si propone al principe vescovo di Trento Bernardo Cles per decorare il sontuoso Castello del Buonconsiglio. In poco più di un anno nasce a Trento uno dei più vasti e straordinari cicli affrescati di tema profano della prima metà del Cinquecento in Italia. Nelle splendide sale della residenza principesca, decorata, insieme a Romanino, dai ferraresi Dosso e Battista Dossi, dal veneto Marcello Fogolino e dal tedesco Bartolomäus Dill Riemenschneider, sono esposte circa 100 opere dell’artista bresciano e dei pittori che con lui intrecciarono la loro attività nel corso della prima metà del Cinquecento.La rassegna offre nuove rivelazioni sull’artista, numerose opere restituite da recenti restauri, conoscenze inedite sui procedimenti e sulle tecniche, affascinanti prospettive sulla pittura rinascimentale italiana e d’oltralpe, con la quale si intessono vitali relazioni. La mostra è aperta al Castello del Buonconsiglio di Trento dal 29 luglio al 29 ottobre 2006.

Pagamento dei lavoranti (foto C.d.B.)

Castello del Buonconsiglio
Via Bernardo Clesio, 5 - Trento
Tel 0461/233770 - Fax 0461/239497
www.buonconsiglio.it | info@buonconsiglio.it

   
"Alla Corte" a Ciré di Pergine   Sala da pranzo (foto Agh)  
   
Il pub-birreria (foto Agh)   Irina e Sara (foto Agh)  
   
Pinot Grigio di "La Vis" (foto Agh)   Antipasto (foto Agh)  
   
Orecchiette con carciofi e gamberetti   Una mega-bistecca (foto Agh)  
   
Con Fabio Giustiniani (foto Agh)   Irina (foto Agh)  
A tavola: ristorante-american bar "Alla Corte" a Ciré di Pergine

Con piacere segnaliamo un nuovo locale nelle vicinanze di Trento, di cui siamo ospiti a pranzo. Si tratta del ristorante, pub-birreria e american bar "Alla Corte" a Ciré di Pergine, a 10 minuti di auto da Trento. I titolari Paolo Zanella e Christian Nitti ci spiegano la filosofia del locale. "Abbiamo inaugurato l'8 dicembre 2005 scorso, con l'intento di offrire un nuovo punto di ritrovo alle porte della città per chi vuole passare una serata in allegria e serenità senza dover andare fuori regione. Qui abbiamo la fortuna di stare in un posto al di fuori dell'abitato e quindi quando facciamo musica dal vivo non disturbiamo nessuno e non abbiamo i soliti problemi dei locali in città. Abbiamo un pub-birreria, american bar e un bel ristorante, La nostra cucina è un po' particolare, i nostri "piatti forti" sono il pesce e la carne cucinati in svariati modi: Christian, il cuoco è specializzato nella cucina a base di pesce essendo originario di Taranto. Per le carni serviamo grigliate, bistecche chianine, fiorentine eccetera. Presto faremo anche un internet point a disposizione dei clienti e soprattutto amplieremo la terrazza per chi vuole stare all'aperto". Noi abbiamo degustato una serie di ottimi primi a base di pesce e delle spettacolari bistecche per secondi. I vini, rigorosamente trentini: nel nostro il Pinot Grigio e Pinot Nero della Cantina La Vis, il Marzemino della Cantina D'Isera. Due splendide ragazze, Irina dalla Russia e Sara, trentina, servono con grazia e un sorriso la clientela. L'atmosfera è rallegrata dal bravo cantante Fabio Giustiniani, (vedi biografia) originario di Napoli ma residente a Pergine ormai da 20 anni, che ha un vasto repertorio di pop italiano.

Brindisi con Paolo Zanella, Irina, Sara e Luciano (foto Agh)

Alla Corte
birreria - ristorante
Via al Dos de la Roda 41, 38057 Ciré di Pergine (Trento)
tel. 0461 / 531710

   
La copertina (foto Agh)   Giorgio Dal Bosco (foto Agh)  
Gli "Incontri trentini" di Giorgio Dal Bosco

Giorgio Dal Bosco, giornalista (scrive per il quotidiano “Il Trentino”) è nato a Trento nel 1945. Ha esordito come scrittore nel 1983 con “N’altra Svizera”, romanzo di satira politica, a cui sono seguiti una decina di altri fortunati libri editi da Curcu & Genovese. Da alcuni anni la sua attenzione è rivolta in particolare alla scoperta, anche in chiave di indagine psicologica, di quei trentini che egli considera il vero, sincero e duro zoccolo della società trentina degli ultimi 50 anni. In questi "Incontri Trentini" sono raccolti in due volumi centottantuno "ritratti", frutto di incontri che l’autore ha avuto in cinque anni di colloqui, chiacchierate, confidenze. Ben 1500 sono le le persone citate: in questo senso si può ben dire che l'opera di Dal Bosco rappresenta una sorta di enciclopedia dei personaggi che hanno fatto e continuano a fare il Trentino.


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Museo Diocesano Trentino
MTSN - Museo Tridentino di Scienze Naturali
Museo Storico
Museo degli Usi e Costumi della gente trentina
Musei del Trentino
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birreria - ristorante
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