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Vallagarina
Vallarsa, Valle di Gresta e Brentonico - 3 giugno 2006
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Fattoria didattica in Val di Gresta (foto Agh)

In questa puntata faremo un rapido tour, accompagnati da Nello Mazzetti dell'Apt, nei dintorni della Vallagarina toccando alcune valli vicine: la Vallarsa, la Val di Gresta, l'Altopiano di Brentonico. Nelle 14 puntate precedenti trovate un'ampia panoramica sulle attrattive della zona.

 
Eremo di S. Colombano in Vallarsa (foto Agh)  
   
Vallarsa (foto Agh)   Vallarsa (foto Agh)  
   
Albergo Lanterna (foto Agh)   Paolo Fox (foto Agh)  
   
Sara Pezzato (foto Agh)   Albergo Aurora (foto Agh)  
La Vallarsa

Tra Rovereto ed il vicentino corre la Vallarsa, una valle di 27 km che, ai piedi del Monte Pasubio, giunge fino al Passo Pian delle Fugazze. Incontriamo Sara Pezzato e Paolo Fox, due attivi ristoratori che si danno da fare per promuovere le bellezze della Vallarsa. Da oltre trent’anni la famiglia Pezzato gestisce un storico albergo nato ben 200 anni fa, l'Albergo Aurora in località Parrocchia. La giovane Sara, che è anche presidente di Vallarsa Vacanze, rappresenta l'ultima generazione, cioè i giovani che hanno voglia di fare e soprattutto continuare la tradizione famigliare. Anche Paolo Fox discende da generazioni di albergatori: grande appassionato di moto da sempre (oggi possiede una splendida BMW R 80 RT) col suo Albergo Lanterna offre agli amici motociclisti tutto l'appoggio e l'assistenza del caso, perfino una piccola officina per le riparazioni e un locale per asciugare gli indumenti. Accompagna lui stesso i motociclisti in splendidi giri nei dintorni ed organizza anche gite più lunghe nei luoghi più belli del Trentino: il Lago di Garda, il giro dei Passi Dolomitici, gite a Trento e Rovereto, visite a musei e castelli ed anche visite eno-gastronomiche alle cantine e locali tipici.

Paolo Fox, appassionato "BMWista" e titolare dell'Albergo Lanterna a Foxi di Vallarsa (foto Agh)

   
La "Strada delle 52 gallerie"   Incidente sulla Strada delle Gallerie  
 
Il Rifugio Papa dove arriva la strada bellica delle 52 Gallerie (foto Agh)  
La Grande Guerra in Vallarsa

Durante la Grande Guerra la Vallarsa fu territorio di fronte e ancor oggi vi sono numerosissime testimonianze di quella tragica epoca: trincee, fortificazioni, strade, mulattiere e sentieri, caverne, gallerie. L'opera più famosa è La Strada delle 52 gallerie o Strada degli Eroi, vero e proprio capolavoro di ingegneria militare e di arditezza, che attraversa il versante meridionale del Pasubio tra guglie, precipizi e gole profondissime. Costruita a tempo di record dal Genio militare italiano è una delle maggiori opere belliche di tutto il conflitto: lunga oltre 6 km, di cui ben 2 suddivisi in 52 gallerie scavate nella roccia, la strada conduce dalla Bocchetta Campiglia (m 1216) fino alle Porte del Pasubio (m 1928). La strada consentiva l'approvigionamento delle truppe arroccate sul Pasubio al riparo dalle azioni nemiche. A 2 km dal passo Fugazze fu costruito nel 1926 l'Ossario del Pasubio, con i resti di oltre 13.000 morti italiani ed austriaci.

Approfondimento
La Grande Guerra sul Pasubio
notevole ricerca storica della classe 5TB del Liceo Scientifico N. Tron di Schio (Vi)

Veduta caratteristica della Vallarsa con lo sfondo delle Piccole Dolomiti (foto Agh)

 
La sponda destra di Vallarsa (foto di Sergio Gios)  
 
Vallarsa con le Piccole Dolomiti (foto Mario Gasperini)  
 
Obra (foto Manuel Mancini)  
Escursionismo e mountain bike

Molto interessanti le possibilità per gli amanti della mountain bike con una miriade di strade e sentieri ma soprattutto per il Fortezze Bike Tour, un entusiasmante percorso di 320 km diviso in 10 tappe, dall’Altopiano della Vigolana al massiccio del Pasubio, che tocca ben otto fortezze della Grande Guerra (7 austroungariche e 1 italiana) e i luoghi più caratteristici e ricchi di storia bellica, ma non solo, della zona. Il Fortezze Bike Tour è un’occasione unica per abbinare sport, cultura e storia avvalendosi di speciali pacchetti turistici in alberghi attrezzati che si propongono come punti di sosta lungo le varie tappe dell'itinerario. Sono 26 gli hotel associati: tutti dispongono di locali per la manutenzione della bicicletta, forniscono informazioni dettagliate sulla cartografia del percorso e offrono un servizio di assistenza gratuita, chiamato SOS MTB che, oltre ad assicurare il recupero di biker alle prese con eventuali problemi tecnici, provvede al trasporto dei bagagli da un hotel all'altro lungo le varie tappe del percorso. La Vallarsa, pur essendo una piccola valle periferica offre molte attrattive, non solo di reperti e storia militare: è infatti un piccolo paradiso per escursionisti e rocciatori con lo splendido Gruppo del Carega, noto anche come Le Piccole Dolomiti poiché ricalca le stesse caratteristiche morfologiche, a quote più basse, delle Dolomiti con ardite guglie, campanili, canaloni ripidissimi. Fra le altre opportunità di vita all´aria aperta ci sono il laghetto di Piano per la pesca sportiva, percorsi della salute, il grande centro sportivo di Piazze (con annesso teatro-tenda per manifestazioni e spettacoli) e, in inverno, il fondo e lo sci escursionistico.

Gruppo del Carega: le guglie del Fumante sovrastano Malga Pradimezzo (foto Agh)

 
Abitato di Parrocchia (foto Museo Civiltà contadina di Vallarsa)  
 
La famiglia Angheben (foto Museo Civiltà contadina di Vallarsa)  
Vallarsa, l'origine del nome

ll nome "Vallarsa", secondo Francesco Cavallin promotore del Coro Pasubio nel 1966, non deriva certo alla scarsità delle precipitazioni atmosferiche (la diga di Speccheri è il più evidente testimone della loro notevole consistenza) né alla trasformazione del nome "Vallorsa" perché sin dal 1200 questa terra si è sempre chiamata "Vallarsae". Il nome di Vallarsa deriva da una constatazione che i viandanti facevano durante il loro viaggio in questa terra. All'inizio della sua colonizzazione i boschi erano così estesi che fu necessario tagliarli per permettere qualche coltivazione. Gli scarti della lavorazione del legno erano bruciati in grandi e diffusi roghi che elevavano i loro fumi verso il cielo. A conferma di ciò sono le moltissime carbonaie che, nel 1500, servivano le fonderie esistenti sulle rive del Leno, che lavoravano i metalli estratti abbondantemente dalle miniere della zona. Al viandante dunque la valle si presentava con una aspetto piuttosto lugubre e inquietante per la presenza di questi grandi fuochi che ardevano giorno e notte sparsi sulle montagne. Lo Stemma del Comune, che raffigura due orsi appoggiati ad una fontana può indurre a pensare alla derivazione di Vallarsa da "Vallorsa". Questa ipotesi però non corrisponde al vero perché questo stemma fu portato da un arciprete che si chiamava Peremprunner (fontana degli orsi) e che divenne massaro cioè sindaco della Vallarsa intorno al 1500. Indubbiamente quindi Vallarsa deriva da "valle arsa" o "valle dei fuochi".

Famiglia di Attilio Cobbe sfollata a Mittendorf, in Austria (foto Museo Civiltà contadina di Vallarsa)

   
Arlanch (foto Agh)   Le macine (foto Agh)  
   
L'usura delle ruote della macina   La grande ruota a cassette (foto Agh)  
   
Il mulino di Arlanch com'è oggi   Il mulino com'era... (foto Agh)  
   
Ruota dentata in legno con fermo   Antonella Arlanch (foto Agh)  
 
La macina e vari recipienti in legno (foto Agh)  
Il mulino di Arlanch

Nel minuscolo abitato di Arlanch, in un'oasi di pace sul fondovalle vicino ai torrenti Leno e Foxi, incontriamo la giovane Antonella Arlanch, la cui famiglia possiede da generazioni un vecchio mulino che si può visitare. Il paese si chiama così perché dei tedeschi arrivati nel paese avevano i capelli lunghi; "arlanch" in tedesco significa "capelli lunghi". La grande ruota all'esterno del mulino non è purtroppo funzionante ma nel locale delle macine ci sono, ancora intatti, tutti i macchinari, che si muovevano esclusivamente grazie alla forza idraulica: la macina del frumento o grano saraceno, la macina per pilare l'orzo, il granoturco, bilance, oltre a tutta una serie di attrezzi molto interessanti che rimandano ad un tempo perduto ma ricco di fascino. L’attività del mulino iniziò nel corso del 1800 per volontà della famiglia Arlanch: la costruzione dell’albero di trasmissione ancora esistente risale al 1896. Una curiosità che esprime l’ingegno di questa famiglia è il fatto che, oltre a sfruttare l’energia dell'acqua per il funzionamento del mulino, negli anni venti si produceva anche l’energia elettrica a scopo abitativo. Durante la guerra, quando era tutto confiscato, il mulino di Arlanch era in servizio giorno e notte, non solo per i paesi vicini ma anche per i comuni limitrofi. La gente di tutto il circondario portava i prodotti da macinare ad Arlanch. La quantità di macinato giornaliera era di circa due quintali ed il pagamento del servizio di macinatura veniva liquidato con il 2% del macinato stesso oppure con denaro. Guido Arlanch (nato il 31 dicembre 1898 e morto 15 maggio 1960) proseguì l’attività del mulino fino al 1958, anno nel quale le acque del torrente Leno furono utilizzate per le due dighe di Speccheri e Busa. Attualmente il mulino è di proprietà dei figli di Guido Arlanch, i quali vorrebbero restaurare il mulino e farlo funzionare a scopo didattico.

Mulino di Arlanch
info presso Museo della Civiltà Contadina della Vallarsa
tel e fax 0464 / 860016
www.museovallarsa.it

Scuola elementare di S. Anna, 1920 circa (foto Museo Civiltà contadina di Vallarsa)
Famiglie di Fortunato e Giovanni Aste, 1917 (foto Museo Civiltà contadina di Vallarsa)

 
Il bel sito sulla Vallarsa  
Una bella ricerca ambientale sulla Vallarsa

Segnaliamo un interessante e per certi versi commovente sito realizzato dagli alunni della Scuola Elementare di Raossi, che hanno condotto un'accurata ricerca sulla loro vallata. I commenti dei ragazzi sono sempre spontanei e sinceri e riflettono in parte le difficoltà di vivere in una valle isolata ed economicamente poco sviluppata. Scrive Giorgia di Camposilvano, un paesino a 1005 metri di quota sulla sponda destra della valle, abitato da sessantacinque persone quasi tutte anziane: "Camposilvano è per me come un deserto: non ci sono negozi, sale cinematografiche, piscine; ci sono pochi bambini con i quali giocare, ciò nonostante mi piace abitare in questo paese perché sono libera di andare dove voglio e di fare quello che voglio, come costruire una casa sull’albero".

www.vallarsa.com

Vallarsa 1961 (foto Museo Civiltà contadina di Vallarsa)

 
Stanza da letto (foto Agh)  
   
Stanza da letto (foto Agh)   Banco da falegname (foto Agh)  
   
Banco da calzolaio (foto Agh)   Attrezzi del casaro (foto Agh)  
 
Un angolo della cucina (foto Agh)  
   
Dispense dell'era fascista (foto Agh)   Ornella Martini (foto Agh)  
 
L'aula di scuola elementare (foto Agh)  
Museo della Civiltà Contadina della Vallarsa

A Riva di Vallarsa segnaliamo uno splendido museo etnografico dedicato alla civiltà contadina della Vallarsa. In un ex edificio scolastico sono stati ricreati fedelmente degli ambienti tipici: la cucina con tutto il suo pentolame, el "fogolar", i secchi di rame per andare a prendere l'acqua alla fontana "cola zerla" (con la gerla); la stanza del caglier (calzolaio) col deschetto ripieno di lesine, taglierini, forme per fare le scarpe a mano, su misura e lo spago intriso di pece; la stanza del marangon (falegname) col banco di lavoro ingombro di attrezzi che a noi "moderni" sembrano stranissimi, con la morsa, le vecchie pialle a mano, i "trovelini" (piccole trivelle) per i buchi, morsetti, martelli, seghe, seghetti e segacci tutto in bell'ordine sulle pareti. Poi la splendida camera da letto con i lisci mobili scuri, le candide lenzuola e le culle di legno a dondolo. Quanta tenerezza in quelle semplici cose! Bellissima infine la vecchia aula della scuola elementare, con i vecchi banchi col "bus per el bozet de l'inchiostro" (buco per la boccetta dell'inchiostro), e gli immancabili nomi incisi col temperino, una cattedra col mappamondo, l'immancabile lavagna, le pagelle del ventennio con le materie "storia e cultura fascista", "lavori donneschi e manuali". Tutto è talmente perfetto e carico di suggestione che l'aula pare appena abbandonata dagli alunni, magari usciti nel cortile per la refezione. Per quelli di una certa età che hanno frequentato questi luoghi sembrerà di vedere ancora il gioioso sorriso della maestra Tobia, che ha insegnato per 18 anni a Raossi. Il museo raccoglie in modo mirabile numerosi oggetti della vita quotidiana, del lavoro agricolo ed artigianale di un tempo. Ci racconta Ornella Martini, vicepresidente del Centro Studi Museo Etnografico e assessore alla cultura del Comune di Vallarsa: "Il museo è nato alcuni anni fa da un progetto dell'allora Centro Promozionale Vallarsa, poi diventato Centro Studi Museo Etnografico: si propone non solo come memoria storica del nostro recente passato ma anche come laboratorio di idee per promuovere attività culturali, sociali ed artistiche nel Comune di Vallarsa". Un museo davvero bellissimo che ci ha sorpreso e che vi consigliamo assolutamente di visitare.

Museo della Civiltà Contadina della Vallarsa
Centro studi - Riva di Vallarsa (TN)
tel e fax 0464 / 860016
www.museovallarsa.it

Veduta della Vallagarina dai pressi di Malga Cimana, sopra Cei (foto Agh)

   
Casa del Vino di Isera (foto Agh)   Prodotti tipici della Vallagarina  
   
Sala da pranzo (foto Agh)   Luca Bini (foto Agh)  
   
Panna cotta alla mozzarella di bufala   Raviolo alla scamorza (foto Dalpalù)  
   
Petto di faraona (foto M. Dalpalù)   Il dessert (foto M. Dalpalù)  
A tavola: Casa del Vino della Vallagarina a Isera

Voluta da una cooperativa di produttori, la Casa del Vino della Vallagarina si trova ad Isera, situata in un bel palazzo seicentesco di proprietà comunale, sede anche di mostre e di iniziative culturali. Luca Bini, responsabile del settore eno-gastronomico ci parla dell'attività della Casa del Vino, una sorta di "ambasciata del gusto e del sapore della Vallagarina", che si propone anche come centro d'informazione sulla cultura e la storia del territorio lagarino, la tradizione eno-gastronomica, la produzione agricola e vitivinicola della valle. L'enoteca propone la migliore produzione dei vini e delle grappe della terra lagarina, accompagnati dalla degustazione di salumi e formaggi nostrani e da piatti tipici della tradizione locale. Per l'occasione noi abbiamo degustato i vini della Cantina Vivallis con: antipasto di panna cotta alla mozzarella di bufala e pomodorino fresco; per primo raviolo alla scamorza su crema di piselli e speck; per secondo petto di faraona alla pancetta con verdure; per il dessert un vassoio di dolci misti. Alla Casa del Vino di Isera abbiamo dedicato la puntata del 24 settembre 2005

Casa del Vino della Vallagarina
Piazza S. Vincenzo 1
38060 Isera (Trento)
Enoteca tel. 0464 / 486057 - fax. 0464 / 400371
Strada del Vino e dei Sapori

I vigneti nella zona di Isera (foto Agh)

   
Mauro Baldessari (foto Agh)   Vini Vivallis (foto M. Dalpalù)  
   
Marzemino di Isera   Marzemino dei Ziresi  
   
Diploma di Gran Menzione Vinitaly   Bronzo al "Wine 2006 Challenge"  
Cantina Vivallis di Calliano

Con Mauro Baldessari, direttore della Cantina Vivallis di Calliano, conosciamo un pezzo di storia gloriosa della viticoltura locale. "Vivallis - Viticoltori in Vallagarina", è il nuovo marchio che nasce raccogliendo l’eredità di 96 anni di vita e di storia della SAV - Società degli Agricoltori della Vallagarina. I suoi prodotti più rappresentativi sono il Marzemino nelle versioni Trentino Superiore “dei Ziresi” e “di Isera”, che rappresentano probabilmente la massima espressione viticola della Vallagarina. Vivallis significa tradizione, cultura ed appartenenza al proprio territorio ma anche studio e ricerca: coerentemente con questa filosofia e per dare operatività all’imponente opera di zonazione del territorio viticolo realizzata, vengono prodotti dei vini di Vigna Trentino DOC, originati da vigneti individuati nelle zone pedoclimaticamente più vocate alla loro coltivazione. Vivallis è vivacità e attenzione all’innovazione agronomica ed enologica, alla sperimentazione. Vivallis raccoglie e trasforma le uve che provengono da 720 ettari di vigneti sapientemente coltivati da 730 soci, guidati da abili agronomi ed enologi. Per la sua produzione può contare su due cantine: la prima è situata a Nogaredo, dove ha sede la cantina tecnologica che ospita il reparto di vinificazione, dotato delle tecnologie più sofisticate ed all'avanguardia, la seconda è a Calliano in una struttura costituita da immobili di tre epoche: una sala in pietra settecentesca, già cantina di Palazzo Valentini, un salone interrato a volte a crociera del 1900 e la cantina degli anni Trenta riportata a piena efficienza dopo un accurato restauro.

Vivallis - Viticoltori in Vallagarina
Cantina in Calliano - Trentino - Italia
Via Valentini, 37 - Tel. +39 0464 834113 Fax. +39 0464 835371
Cantina in Nogaredo - Trentino - Italia
Via Brancolino, 4, Tel. +39 0464 412073 Fax. +39 0464 412105
www.vivallis.it

   
Mas del Gnac (foto Gruppo78)   Serenella Cipriani (foto M. Dalpalù)  
   
Lavorazione artigianale   Raccolta a mano (foto Gruppo78)  
   
Laboratorio (foto Gruppo78)   Laboratorio (foto Gruppo78)  
I prodotti bio di Mas del Gnac

A Isera visitiamo
Mas del Gnac, azienda agricola specializzata in produzione biologica di trasformati di verdura e frutta. La cosa interessante è che essa è nata come progetto di solidarietà sociale in grado di offrire opportunità formative di lavoro a persone con disturbi di natura psicologico-sociale e mentale. "L'iniziativa, denominata "Progetto Teseo", si è sviluppata dalla Società Cooperativa di Solidarietà sociale Gruppo 78" ci dice Serenella Cipriani, amministratrice "nato a Volano (TN) nel 1978 per opera di un gruppo di dieci persone, di cui sei con disabilità, provenienti dalla Comunità di Capodarco di Fermo (AP), ed improntata all'aiuto sociale di persone con disagi grazie ad esperienze di vita di comunità, di convivenza, di condivisione ed autogestione". I prodotti biologici di Mas del Gnac sono di qualità eccellente, selezionati accuratamente e lavorati artigianalmente nel pieno rispetto di tutte le normative attinenti la produzione biologica, controllati e certificati dall'AIAB - Associazione Italiana Agricoltura Biologica.

Mas del Gnac
Cooperativa di Solidarietà Sociale Gruppo 78
via Carpené 2, 38060 Isera (TN)
tel. e fax 0464 / 433063
www.gruppo78.org

 
Valle di Gresta, "La Valle degli Orti" (foto Agh)  
   
Girasoli (foto Agh)   Coltivazioni bio (foto Agh)  
   
Fattorie didattiche   Piantagione di zucchine (foto Agh)  
   
Fattoria didattica (foto Agh)   Passeggiate in campagna (foto Agh)  
 
Fattoria didattica a Malga Somator (foto Agh)  
La Val di Gresta, una grande fattoria didattica

La Val di Gresta è una piccola valle in quota sul fianco sud-orientale del Monte Stivo che ha mantenuto intatto il suo aspetto spiccatamente rurale. Proprio questo aspetto e la scelta delle coltivazioni biologiche hanno fatto della Val di Gresta un simbolo, una specie di orto del Trentino tantoche viene chiamata anche La valle degli orti. Per i turisti, ma non solo, rappresenta una sorta di grande fattoria didattica: piccoli e grandi, ormai disabituati all’intimità con la natura, ritrovano qui una dimensione più vera. Il bimbo riscopre il piacere della raccolta di frutta e verdura, la vicinanza con gli animali. In quest'ambito è nata un'interessante iniziativa di "fattoria didattica". Le attività proposte sono molteplici: avvicinamento agli animali quali asini, cavalli, mucche e vitelli, cani; si impara a coltivare un orto e a scoprire la stagionalità dei prodotti. "Un aspetto molto importante è la cosiddetta pet therapy" (terapia con animali) ci dice Michela Luise, esperta di educazione ambientale e sviluppo locale da oltre 20 anni, gestisce una fattoria didattica con l'associazione Gli amici di Sari. "Trasformare le aziende agricole della Val di Gresta in una grande scuola all'aperto è l’ambizioso progetto che il Patto territoriale sta cercando di concretizzare per poter così far conoscere l’ambiente, l’ecologia, le relazioni esistenti tra mondo produttivo e consumo alimentare attraverso attività pratiche e dirette" dice Luise che è anche assessore al turismo, ambiente e agricoltura: "sperimentare, sporcarsi le mani, vivere intensamente il contatto con il mondo agricolo e naturale è il miglior modo per apprendere, amare e conservare l’ambiente che ci circonda".



Valle di Gresta - Fattorie didattiche
www.val-di-gresta.it
Gli Amici di Sari attività e terapie assistite dall'animale

 
Il giardino botanico di Brentonico: circa 500 le specie presenti (foto Agh)  
   
Alessio Bertolli (foto Agh)   Il giardino botanico occupa 6000 mq  
   
Giglio rosso (foto Agh)   Acino Alpino (foto Agh)  
   
Erba cipollina (foto Agh)   Papavero (foto Agh)  
   
Ranuncolacee (foto Agh)   Astro alpino (foto Agh)  
 
Le specie del giardino botanico sono oltre 500 (foto Agh)  
Giardino Botanico di Brentonico

Con Alessio Bertolli, botanico del Museo Civico di Rovereto, conosciamo il nuovo orto botanico di Brentonico. Inaugurato l'anno scorso nel giugno 2005, si trova a quota 690 m s.l.m. nei pressi del Palazzo Eccheli-Baisi a Brentonico, in una zona dal panorama straordinario. La struttura permanente, che occupa circa 6000 metri quadrati, è stata progettata e realizzata dal Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale della Provincia Autonoma di Trento sul modello degli orti rinascimentali di Padova e Pisa. La direzione scientifica dell'opera è stata assegnata alla sezione di Botanica del Museo Civico di Rovereto, che ha curato la raccolta delle specie floristiche spontanee e ha supervisionato le ultime fasi di allestimento di questo primo esempio trentino di orto botanico realizzato sul modello rinascimentale. Attualmente nell'orto botanico sono coltivate circa 500 specie di piante, alcune ottenute da vivai specializzati, altre ottenute da seme, la maggior parte raccolte in natura. Ogni singola pianta è segnalata con un cartellino bianco. Le piante coltivate a Palazzo Eccheli-Baisi di Brentonico sono suddivise in due aree: ad ovest sono situate le specie del vero e proprio orto dei semplici, ad est invece è rappresentata la flora spontanea del Monte Baldo, che costituisce il giardino botanico, al quale è annessa un'area didattica. L'orto dei semplici è ripartito su tre terrazzamenti con le specie coltivate in dodici aiuole tematiche dalle forme geometriche simmetriche, realizzate sia in metallo che in muratura. Grande importanza è stata dedicata alle specie autoctone, cioè che crescono spontanee sulla catena del Monte Baldo. Nel giardino botanico si sono ricreati artificialmente dei piccoli microambienti, che offrono al visitatore la sensazione di trovarsi di fronte a un ambiente più naturale. Nella predisposizione del giardino si è utilizzato anche un criterio espositivo diverso rispetto a quello adottato per l'orto. Si è infatti cercato di suddividere ecologicamente le specie, per ambiente e quota di crescita. La proprietà è del Comune di Brentonico, la gestione del Museo Civico di Rovereto che organizza visite guidate: prenotazioni tel. 0464 439055.

Senecio (foto Agh)

Giardino Botanico di Brentonico
info presso APT - Ufficio Turistico di Brentonico
Palazzo Baisi - (TN) Via Mantova - 38060 Brentonico
Tel. e fax 0464 395149
www.aptrovereto.it | brentonico@aptrovereto.it

Prenotazioni visite guidate tel. 0464 439055 a cura del Museo Civico di Rovereto
biglietteria@museocivico.rovereto.tn.it


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2006 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione
Tutti i diritti riservati / All rights reserved


  APT di ROVERETO
38068 Rovereto
Corso Rosmini 6/A
Tel. 0464 430363 | Fax 0464 435528
www.apt.rovereto.tn.it | rovereto@apt.rovereto.tn.it
     
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Tel. 0461 / 405405 - fax 0461 / 260245
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Puntate precedenti in Vallagarina e zone limitrofe

  Altopiano di Brentonico
7 gennaio 2006
    Autunno Trentino in Vallagarina
23 ottobre 2004
             
  Altopiano di Brentonico
5 giugno 2004
    Polsa di Brentonico
11 dicembre 2004
             
  Altopiano di Brentonico
12 luglio 2003
    Speciale
Marzemino 2

18 ottobre 2003
             
  Speciale
Marzemino 1

11 ottobre 2003
    Rovereto e Altopiano di Brentonico
12 luglio 2003
             
  Polsa di Brentonico
18 gennaio 2003
    Museo Civico di Rovereto
12 luglio 2003
             
  Castione di Brentonico
12 ottobre 2002
    Cammina Grestana
31 agosto 2002
             
  Biotopo Lago di Cei
24 agosto 2002
    Valle di Gresta
6 ottobre 2001

Links

Istituzioni

Comune di Isera
Comune di Rovereto
Comune di Brentonico
Comune di Vallarsa

Portali locali
Valle di Gresta
Vallarsa
Brentonico Vacanze

Scienza
Museo Civico di Rovereto

Etnografia
www.museovallarsa.it

Solidarietà sociale
www.gruppo78.org

Arte
www.mart.trento.it

Cantine

Cantina di Isera
www.vivallis.it

Enogastronomia

Strada del Vino e dei sapori della Vallagarina
Progetto Vino di Trentino Spa
Atlante dei Prodotti Tradizionali Trentini
Elenco delle Ricette tradizionali trentine
(file formato pdf)
Vinitaly Salone dei vini doc italiani e internazionali
www.goodwinetrentino.it portale sul vino trentino
Goodtimetrentino portale della gastronomia trentina
Associazione ristoratori del Trentino
Osteria Tipica Trentina
Trentino in tavola guida all'offerta gastronomica trentina
Associazione Agriturismo Trentino
Movimento turismo del Vino
Mescolanze festival del cibo
Biteg Borsa Internazionale del Turismo Eno Gastronomico
Slow Food

A tavola

Casa del Vino della Vallagarina
Piazza S. Vincenzo 1
38060 Isera (Trento)
tel. 0464 / 486057 - fax. 0464 / 400371


Vini
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