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| Tavolata di prodotti tipici a Rango
nelle Giudicarie (foto Agh) |
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| Alessandra Odorizzi (foto Agh) |
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Il paese di Cavrasto (foto Agh) |
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"Girovagando" dedica questa ultima puntata
del ciclo autunnale alle Valli Giudicarie,
nel Trentino sud occidentale. Le Valli Giudicarie, quelle esteriori nel
nostro caso, si trovano su un ampio e verdeggiante altopiano a circa 600
metri sul livello del mare, tra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta,
alle porte meridionali del Parco Naturale Adamello-Brenta. Ci accompagna
nella nostra visita Alessandra
Odorizzi, direttore dell'Apt
Terme di Comano - Dolomiti di Brenta.
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| Luciano Da Canal con Giannino Brenna
(foto Agh) |
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| Il marchio "Le Montagnine"
(foto Agh)
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Con Davide Luchesa (foto Agh) |
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| Visita allo stabilimento Copag |
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Confezione pronta per la vendita |
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COPAG - Cooperativa Produttori Agricoli Giudicariesi
A Dasindo di Lomaso visitiamo
la sede della Copag, la Cooperativa Produttori
Agricoli Giudicariesi, accompagnati dal direttore Davide
Luchesa. Costituita nel 1977 da 25 agricoltori, e subito allargata
a tutte le forze agricole della valle, ha raccolto e unificato l’eredità
di altre piccole realtà dei singoli comuni della conca delle Giudicarie.
Gli attuali 100 soci coltivano le vecchie e
tradizionali varietà di montagna: per la veneranda età
di quasi un secolo, le patate giudicariesi hanno
un gusto unico e particolare, che solo alcune delle nuove generazioni
varietali riescono ad avvicinare. Accanto alle patate tradizionali la
Copag ha sperimentato alcune varietà, anche di recente costituzione,
badando più che alla perfezione esteriore all’adattabilità
ai terreni di montagna e soprattutto al gusto per il consumatore. La
patata trentina di montagna è conservata al naturale, ovvero
NON subisce quei trattamenti chimici, peraltro autorizzati dalla legge,
in grado di bloccare la germogliazione per consentire un più lungo
periodo di commercializzazione. Gli impianti di lavorazione e confezionamento
sono costantemente aggiornati con le nuove tecnologie, che permettono
la massima cura del prodotto. Le patate ed altri prodotti delle Giudicarie
sono al centro di di un progetto di valorizzazione complessiva del territorio
che vede nella Strada
del Vino e dei Sapori - dal Lago di Garda alle Dolomiti di Brenta
un nuovo modo di fare agricoltura, nel rispetto dell'ambiente
e valorizzandolo con una forma di turismo sostenibile.
COPAG - Cooperativa Produttori Agricoli
Giudicariesi
38070 Lomaso (TN)
Tel. 0465 / 701793 - fax 0465 / 702693
www.copagtrentino.it |
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| La bellissima campagna giudicariese
(foto Agh)
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| Formaggio "Spressa delle Giudicarie
DOP" |
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| Marco Marocchi, casaro (foto Agh) |
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Armando Zambotti, allevatore |
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| La "Spressa" ha ottenuto la DOP |
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Spressa DOP stagionata (foto Agh) |
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| La Boscatella (foto Agh) |
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Il punto vendita a Fiavé (foto Agh) |
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Caseificio sociale Pinzolo - Fiavé, Val di
Ledro e Chiese
Sorto nel 1892 per iniziativa di un gruppo di allevatori di bovini da latte
di Fiavé, il primo nucleo di
aggregazione era rappresentato da un caseificio
turnario. In un locale privato ogni conferitore lavorava a turno
il proprio latte e quello degli altri soci, portandosi a casa burro e formaggio
di giornata. Si passò alla forma giuridico organizzativa di società
cooperativa nel 1948. Da allora il caseificio ha acquisito gradualmente,
per adesione spontanea, produttori di latte di zone e comuni delle Giudicarie
ed ha aggregato altre realtà cooperative operanti nello stesso settore.
Oggi il caseificio sociale Pinzolo - Fiavé,
Val di Ledro e Chiese è un'importante risorsa economica per
tutta la zona. La gamma dei prodotti (formaggi, burro, latte alimentare,
yogurt, latte gelato, ecc.) è caratterizzata dall'ampiezza e varietà
di tipologie, in cui prevalgono i formaggi freschi, quali la Mozzarella
e la Boscatella. La Spressa
delle Giudicarie DOP, fiore all'occhiello della produzione è
tipica, anzi esclusiva, delle Valli del Chiese (Roncone) e Rendena (Pinzolo),
molto richiesta per le sue caratteristiche di formaggio magro, stagionato
dagli 8 ai 12 mesi. Visitiamo un allevatore di vacche frisone che conferisce
il latte al caseificio, Armando Zambotti.
Intervistiamo anche il casaro del caseificio, Marco
Marocchi, l'artefice finale dei prelibati formaggi.
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| La "Caserada" di Seo presso
l'antico caseificio: qui si lavora il formaggio secondo il sistema
tradizionale, con le caldaie in rame, le vasche per l'affioramento
della panna e della salamoia, la zangola, le balanze ... il tutto
curato dalle mani esperte del casaro Enzo Veronesi (foto A. Tombini) |
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| Bambini assaggiano la ricotta (foto
A. Tombini) |
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Dimostrazione dell'arte casearia
(foto A. Tombini) |
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| Vitelli nell'allevamento di Armando
Zambotti (foto Agh) |
Caseificio sociale Pinzolo - Fiavé,
Val di Ledro e Chiese Sede legale e
stabilimento:
via Degasperi, 12/A - 38075 Fiavé (TN)
Tel. +39 0465 735004 Fax +39 0465 735430
www.caseificiofiave.com
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| Agritur Maso Prà Cavai nel Bleggio Superiore
(foto Agh)
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Agritur "Maso Prà Cavai" nel Bleggio
Superiore
Visitiamo una nuova struttura agrituristica nel Bleggio Superiore: è
l'Agritur Maso Prà Cavai della
famiglia Brochetti. Nella piccola azienda agricola si
coltivano frutta ed ortaggi, si allevano animali da cortile e cavalli.
Di recente, all'attività agricola si è affiancato questo nuovo
agritur circondato dalla campagna, dispone di 5 comode stanze e di
un bella sala per le prime colazioni. L'edificio preesistente è stato
profondamente ristrutturato a nuovo, utilizzando legno di larice e di abete,
con la pietra locale, il granito. Il risultato è un ambiente molto
confortevole dall'aria famigliare. Il riscaldamento è a legna e pannelli
solari. Nell'agritur si consumano in buona parte i prodotti dell'azienda
agricola: dal produttore al consumatore!
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| Sala della prima colazione (foto Agh) |
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Stanza da letto (foto Agh) |
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| Stanza da letto (foto Agh) |
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Particolare (foto Agh) |
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| Il gattone di casa a Maso Prà
Cavai (foto Agh)
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Agritur Maso Prà Cavai
loc. Maton 1
380171 Bleggio Superiore
tel. 0465 / 779438
www.masopracavai.com
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| Antica casa contadina a Cavrasto
(foto Agh)
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| A piedi scalzi per non romperle,
si muovono le noci per l'essicatura all'aria |
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| Noce col suo mallo (foto Agh) |
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Luigi Grazzi (foto Agh) |
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| La vecchia casa di Luigi Grazzi |
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Noce del Bleggio (foto Agh) |
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| Alberi di noce (foto Agh) |
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La noce del Bleggio
La coltura della noce vanta origini antiche
in Trentino che si perdono nei secoli. Pressoché abbandonata in
epoca moderna perché poco redditizia, la sua coltivazione è
stata recentemente ripresa con metodi e tecniche tradizionali da alcuni
appassionati che hanno puntato tutto sulla qualità.
La zona del Bleggio vanta condizioni ambientali
ideali grazie alle sue colline esposte a sud e riparate dai venti.
Le noci del Bleggio sono leggermente più piccole delle noci comuni
ma molto più saporite: sono molto
utilizzate per preparare i dolci, come il tipico dolce natalizio trentino
"Zelten", grazie al fatto che il gheriglio sgusciato della noce
bleggiana ha la caratteristica di non macchiare con un alone oleoso. La
noce del Bleggio è un classico prodotto
di nicchia, coltivato da pochi contadini ostinati in produzioni
assai modeste: da ogni albero si ricavano infatti alcune
decine di kg di noci. Dal punto di vista economico converrebbe
senza dubbio estirpare i noci e piantare meli o vigneti, ma alcuni agricoltori
del posto preferiscono mantenere viva questa tradizione ereditata dai
loro avi. La raccolta inizia nella seconda metà di settembre e
viene eseguita a mano. Segue il lavaggio con acqua corrente e quindi l'essicazione
naturale, su graticci sistemati in genere nelle soffitte delle vecchie
case. Con Rodolfo Brochetti visitiamo
una di queste case, quella di Luigi
Grazzi a Cavrasto. E' una tipica casa contadina nella cui
soffitta si fanno essicare le noci all'aria come una volta.
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| Essiccazione delle noci in una casa
di Rango (foto Agh) |
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| Boschetto di noci e vigneti nel Bleggio
(foto Agh)
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| Con le noci del Bleggio si produce
un ottimo nocino (foto Agh) |
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| La prelibata "ciuìga"
(foto Agh) |
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| Piatti tipici (foto Agh) |
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Da piatto povero a prelibatezza |
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Sagra della Ciuìga
2 - 4 novembre 2007 – San Lorenzo in Banale
La ciuìga, prelibato
salame con le rape prodotto da secoli a San Lorenzo in Banale,
oggi presidio Slow Food, viene celebrata
con una Sagra tra il goloso e il folkloristico. Un fine settimana di degustazioni,
menu a tema, spettacoli di strada e musica antica… L’antica
frazione di Prusa, con le case tipiche
sapientemente restaurate, apre i suoi vòlti (cantine), e le sue
corti alle atmosfere di un tempo. I ristoranti locali propongono sfiziosi
abbinamenti gastronomici, e nei vòlti della frazione la
ciuìga viene degustata insieme agli altri prodotti della “Strada
del Vino e dei Sapori dal Garda alle Dolomiti”: i vini, i salumi,
le patate, i formaggi, le noci, il miele e i distillati. La ciuìga
era un tempo piatto povero per eccellenza:
si usavano le rape (fino allì'80%)
e gli scarti del maiale. L'affumicatura serviva ad asciugare la ciuìga
per garantire una buona conservazione. Oggi, che è diventata una
prelibatezza, la ciuìga è fatta di carne
di maiale scelta, né troppo grassa né troppo magra,
a cui vengono aggiunte un 30%, al massimo un 40%, di rape
bollite e strizzate per bene, sale e pepe. Il rito della affumicatura
avviene ancora in un locale senza camino dove viene acceso un fuoco, alimentato
anche da qualche ramo di ginepro.
Sagra della Ciuìga
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| "La raccolta dell'uva",
affresco di Riccadonna e Mori sulla facciata dell'agritur Maso alle
Rose, (foto Agh) |
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| Arrivo all'Agritur Maso delle Rose
(foto Agh) |
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| La sala da pranzo arredata in stile
tirolese può accogliere fino a 55 ospiti |
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| Diego Pederzolli, la moglie Wilma
e il figlio Davide (foto Agh) |
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A tavola, Agritur Maso alle Rose
Diego
Pederzolli, titolare del nuovo
agritur Maso alle Rose, ha un entusiasmo viscerale
per il suo lavoro. Di agricoltore prima e di ristoratore adesso col suo
nuovo agritur. Chiedetegli qualsiasi cosa e lui sarà ben felice di
spiegarvi nei particolari come funziona un'azienda agricola, il lavoro dei
contadini, i cicli della natura, le tradizioni della gente di montagna:
una vera enciclopedia "parlante". La passione ereditata dalla
famiglia contadina ora la profonde nel coronamento di questo suo sogno,
la creazione di un agritur tutto suo, che gestisce con la famiglia. L'Azienda
è composta dalla sede Maso
Paradiso (800 m slm), e da una casetta indipendente
nota col nome di "Casota al Paradis" ad Arco di Trento (100 m
slm) e dall'Agritur MAso alle Rose.
Pederzolli è un convinto cultore
dell'agricoltura biologica, che com'è noto non utilizza in
nessuna fase della produzione e lavorazione sostanze chimiche di sintesi:
le coltivazioni sono dislocate nel Bleggio Superiore (800 m slm), a Fiavé,
a Sarche ed Arco, in modo da garantire una ampia produzione diversificata
attraverso le stagioni dell'anno. L'agriturismo
biologico è situato a Fiavé a 800
mt s.l.m, ed offre cucina tipica
a base dei prodotti biologici coltivati dall'azienda. Il
ristorante offre piatti freddi, come tagliere con sotto'olio del maso e
formaggi, primi piatti come strangolapreti, canederli, spaetzli,
tagliatelle, pappardelle, gnocchi di patate, risotto al Lagrein, risotto
alle mele, risotto ai funghi. Per i secondi spezzatino, stufato alle mele,
coniglio, involtini allo speck, brasato ai funghi. Contorni: patate alla
contadina, "tortel" di patate, peperoni al forno, polenta e crauti.
Si fanno anche piatti per vegetariani e menù a richiesta per soddisfare
ogni esigenza. Sei belle camere da letto
in stile tedesco, curate nei minimi dettagli e ciascuna di un
colore diverso ispirate ai colori delle rose,
offrono ogni comfort (collegamento a internet incluso) in un'atmosfera calda
e famigliare. All'interno di ogni camera l'aromaterapia
con varie essenze a scelta. La posizione
strategica permette di raggiungere in poco tempo
il Lago di Garda, le Dolomiti di Brenta, le Terme di Comano. Molto interessante,
nel piano inferiore, una visita al laboratorio artigianale, all cantina,
la sala degustazioni, la fattoria didattica
per scolaresche e comitive, in cui sono spiegati i cicli della natura, le
metodologie delle coltivazioni e le lavorazioni dei prodotti.
Maso alle Rose
Cavrasto
Bleggio Superiore 38071 (TN)
tel/fax. 0465 779780 - cell 333.3880865
www.masoallerose.com |
Maso
Paradiso
Loc. Cornelle 3
Fiavé 38065 (TN)
tel 0465.735378 - cell. 333.3880865
www.masoparadiso.com
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| Un fantastico micino nella stalla
dell'allevamento di Armando Zambotti (foto Agh) |
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| La piazza di Rango (foto Agh) |
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| Esposizione di prodotti tipici a
Rango (foto Agh) |
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| Prodotti tipici delle Giudicarie (foto Agh) |
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| Il salame "nocetto" (foto Agh) |
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Le noci del Bleggio (foto Agh) |
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| Pane alle noci (foto Agh) |
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Dolci tipici (foto Agh) |
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| Apicoltura Peterlana e Zambotti |
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Noci del Bleggio (foto Agh) |
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| Miele, aceto di miele, nocino, |
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Il Vino Santo presidio Slow Food |
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| Con Carlo Filiberto Bleggi (foto Agh) |
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Strada del Vino e dei Sapori "Dal Lago di Garda
alle Dolomiti di Brenta" Carlo
Filiberto Bleggi è tra i promotori e presidente del progetto
Strada del Vino e dei Sapori "Dal Lago
di Garda alle Dolomiti di Brenta". L’Associazione Comitato
Promotore della Strada ha come scopo primario quello di istituire un
percorso enogastronomico nel Trentino sud–occidentale, con
particolare riguardo alle zone rurali caratterizzate da coltivazioni,
produzioni e lavorazioni agroalimentari tipiche, inserite in un
contesto culturale e naturalistico di pregio. L'offerta enogastronomica
di questa nuova "Strada dei Sapori" potrà contare su
prodotti di assoluta eccellenza, frutto di una formidabile combinazione
di fattori ambientali: dal clima mediterraneo
del Lago di Garda si passa, in appena 30 km in linea d'aria, a
quello tipicamente alpino delle Dolomiti di
Brenta. Abbiamo così l'Olio d'Oliva
del Garda Dop accanto al Vino Santo della
Valle dei Laghi, la Ciuìga,
una salamella con impasto di carne di maiale e rape bianche, presidio
Slow Food, la Spressa delle Giudicarie
Dop, formaggio tradizionale della zona. Anche le produzioni agroalimentari
vantano prodotti di spicco: la Patata delle
Giudicarie, le Susine di Dro,
o ancora il Broccolo di Torbole e Santa Massenza,
i Marroni Trentini e le Noci
del Bleggio. La miriade di laghi e torrenti ha permesso anche l’allevamento
di trote e salmerini, espressione di un ambiente sano e di un territorio
curato. Dulcis in fundo, non dimentichiamoci della produzione
vitivinicola, alla continua ricerca e valorizzazione di vitigni
autoctoni, quali Rebo e Nosiola
prodotti dalla Cantina di Toblino, e il famoso Vino
Santo, presidio
Slow Food. Nella puntata in onda tv, alcuni produttori della
zona (tra i quali Rodolfo Brochetti produttore
di noci, Onorio Riccadonna panificatore,
Cristiano Zambotti apicoltore, Maurizio
Salizzoni salumiere) e Paolo Serafini
presidente dell'Associazione Pro Eco Museo, con lo storico Silvano
Brunelli, hanno organizzato per Girovagando una bella
tavolata di prodotti tipici nella caratteristica piazza di Rango.
Enogastronomia
locale
Strada del Vino e dei Sapori - Dal
Lago di Garda alle Dolomiti di Brenta
Segreteria presso l’Azienda per il
Turismo Terme di Comano – Dolomiti di Brenta
Via Cesare Battisti, 38/d 38077 – Ponte Arche (TN)
www.gardadolomiti.it
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| L'abitato di Stenico in una vecchia
immagine tratta dal libro "Giudicarie ieri" (Manfrini ed.) |
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| Mercatino di Natale a Rango (foto Agh) |
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| Mercatino di Natale a Rango (foto Agh) |
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| I prodotti tipici in un caratteristico
vòlto (foto Agh) |
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| Paolo Serafini, pres. Ecomuseo |
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Silvano Brunelli (foto Agh) |
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| La vecchia Casa Osei sede del museo |
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Con Ivo Cornella (foto Agh) |
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Ecomuseo della Judicaria “Dalle Dolomiti al
Garda” L'ecomuseo comprende
un vasto territorio del Trentino sud-occidentale
- un nucleo dell'antica Judicaria Summa Laganensis - che spazia dalle
vette delle Dolomiti di Brenta (nel Parco
naturale Adamello-Brenta) alle colline settentrionali
del Lago di Garda. All'interno di quest'area sono presenti ambienti
naturali, elementi culturali e paesaggi "costruiti" dall'uomo
nel corso dei secoli che l'Ecomuseo si propone di tutelare e valorizzare.
Edificio simbolo dell'Ecomuseo è il castello
di Stenico, già residenza del Principe Vescovo di Trento,
oggi di proprietà della Provincia Autonoma di Trento. Il territorio
è fortemente caratterizzato dalle testimonianze della civiltà
contadina. La casa tipica aveva un tempo il
tetto coperto con la paglia di segale: tra i progetti dell'Ecomuseo
vi è la ricostruzione di questa copertura originale. Non mancano
segni della storia molto importanti come l'area
palafitticola di Fiavé ed il sito
archeologico di San Martino, che si aggiungono a siti naturali
quali le Terme di Comano, il Parco
Adamello-Brenta, il Parco fluviale del
Sarca, il borgo medievale di Canale,
il Lago di Tenno e la spetttacolare Cascata
del Varone. Importante è pure la presenza di siti
religiosi, santuari e chiese pievane. Con il Parco
letterario (che fa parte del network nazionale) si è recuperata
l'opera e la figura del poeta Giovanni Prati. Altre iniziative prevedono
la valorizzazione della cooperazione, nata in Trentino proprio nelle valli
dell'Ecomuseo. Con il vice sindaco di S. Lorenzo in Banale, Ivo
Cornella, parliamo della nuova sede del
Museo di S. Lorenzo in Banale a Casa Osèi, con la bellissima
mostra etnografica, che sarà inaugurato
sabato 3 novembre in occasione della Sagra
della Ciuìga (2-4 novembre).
Mercatini
di Natale
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| Veduta di Rango (foto Agh) |
Associazione Pro Eco Museo delle Judicarie
Sede sociale presso il Municipio di Bleggio Inferiore a Ponte Arche
Per maggiori informazioni: Biblioteca di Valle di Ponte Arche, tel.
0465 702215
Laboratorio Territoriale delle Giudicarie, tel. 0465 702266 - Apt
Terme di Comano-Dolomiti di Brenta, tel. 0465 702626 - Apt Garda Trentino,
tel. 0464 554444
Associazione Pro Ecomuseo, tel. 339 3311803
www.dolomiti-garda.it
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| Terme di Comano (foto Agh) |
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| Grand Hotel Terme (foto Agh) |
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Anna Calza (foto Agh) |
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| Grand Hotel Terme (foto Agh) |
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Terme
di Comano
La nostra puntata si conclude alle Terme di Comano.
Una risposta curativa del tutto naturale alle malattie
della pelle. La stazione termale, nota fin dagli antichi romani,
si trova ai piedi delle Dolomiti di Brenta, dalle cui rocce sgorga la preziosa
sorgente. E' un'acqua oligometallica, bicarbonato - calcio-magnesiaca, con
presenza in quantità rilevante di fluoro, ed esce dalla roccia alla
temperatura di 28° centigradi, un'eccezione per le acque oligominerali
che in genere non superano i 10 gradi. La peculiarità che contraddistingue
le Terme di Comano da tutte le altre stazioni termali è la sua specifica
indicazione contro le affezioni cutanee,
infatti la dermatite più frequente tra gli ospiti di Comano è
la psoriasi, malattia cronica ed imprevedibile
nella sua evoluzione. La dottoressa Anna Calza
ci parla della novità di quest'anno: la
dermatologia correttiva per le cicatrici
e gli inestetismi della pelle.
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| Torrente Sarca nei pressi delle Terme
(foto Agh)
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testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2009 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
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