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| Baite in Val di Sole (foto Tiziano
Mochen) |
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| Paola Zalla (foto Agh) |
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Angelo Dalpez (foto Agh) |
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Sci e natura in Val di Sole
"Girovagando in Trentino" ritorna nella splendida Val
di Sole: il nuovo impianto di Daolasa
che collega la skiarea di Folgarida-Marilleva
e il Parco Nazionale
dello Stelvio sono i temi principali di questa puntata. Per un'ampia
panoramica sulle attrattive della zona vi rimandiamo alle puntate
precedenti. Ci accompagnano nella nostra visita
Angelo Dalpez, presidente del Comitato di Gestione per la Provincia
Autonoma di Trento del Parco Nazionale dello Stelvio, Paola
Zalla responsabile delle pubbliche relazioni del Parco.
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| Arrivo alla Bassetta di Vigo a 2034
metri di quota (foto Agh) |
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| Paesaggi fantastici (foto Agh) |
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Daolasa collega Folgarida-Marilleva |
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| La terrazza del Rif. Solander |
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In 12 minuti dal fondovalle in quota |
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| L'arrivo del nuovo impianto di Daolasa,
sullo sfondo il Rif. Solander (foto Agh) |
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| Seggiovia Mastellina (foto Agh) |
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Il nuovo impianto di Daolasa,
nel cuore dell'area sciistica Folgarida-Marilleva
La grande novità della stagione invernale in Val
di Sole è il nuovo impianto di Daolasa
che mette in collegamento il fondovalle con la
zona sciistica di Folgarida, Marilleva e Madonna di Campiglio. L'impianto,
con comode cabine ad otto posti, diventa così il fulcro tra le due
note stazioni sciistiche della Val di Sole. La stazione di partenza è
a Commezzadura, e in soli 12 minuti si
raggiunge la splendida posizione della Bassetta
di Vigo, a quota m 2043. Qui è stato inaugurato il nuovo ristorante
Valmastellina, gestito dalla famiglia
Tevini; a poca distanza sorge il Rifugio
Solander, totalmente ristrutturato dalle titolari Anna
e Claudia Gabrielli, con 30 camere dotate di ogni comfort, un moderno
centro benessere con bagno turco, sauna finlandese, piscina, sauna relax
infrarossi, bar-ristorante, self service, una ampia terrazza esterna. Il
nuovo impianto di Daolasa è, nel suo genere, un progetto
unico in Italia, perché per la prima volta si
integra con la ferrovia: significa in buona sostanza che si può
tranquillamente fare a meno dell'automobile perché si
può arrivare direttamente agli impianti di sci con il treno!
Anche coloro che non sciano, potranno salire in quota nel cuore del carosello
sciistico della Val di Sole, per godersi il meraviglioso panorama. Con l'apertura
dell'impianto è stata creata la fermata di Daolasa del servizio
Neve Bus, il servizio gratuito di bus che
collega tutti i comuni della Valle di Sole. Anche la ski area Folgarida-Marilleva
fa parte del carosello Skirama
Dolomiti, con uno skipass unico per 380 km di piste.
www.ski.it
Impianti Folgarida-Marilleva
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| Luciano Leonardi, di Samoclevo, pittoresco
persoanggio in posa con due belle turiste (foto Agh) |
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| Rifugio Solander (foto Agh) |
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Sala da pranzo self service (foto Agh) |
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| Camera da letto del Rif. Solander (foto Agh) |
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Rif. Solander (foto Agh) |
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| Bassetta di Vigo m 2043 (foto Agh) |
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I paesaggi spettacolari delle Dolomiti di Brenta |
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| Bar ristorante Valmastellina (foto Agh) |
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Fausto Tevini, albergatore (foto Agh) |
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| Alberto Pedrotti direttore funivie Folgarida-Marilleva
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L'impianto di Daolasa (foto Agh) |
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| Rif. Solander: Luciano con Marta,
Anna e Daniele; l'architetto Helmut Niedermayer e Alfredo Gruber |
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| Gli impianti in Val di Sole fanno
parte del carosello Skirama Dolomiti, 380 km di piste con un unico
skipass |
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| Cervo nel Parco dello Stelvio (foto
Francesco Renzi) |
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| Ivan Callovi (foto Agh) |
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Aquila e gipeto (foto Agh) |
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| Capriolo (foto PNS) |
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Sono 2600 i cervi nel parco (f. Moggi) |
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| Caseificio-museo a Somrabbi |
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Luca Pedrotti (foto Agh) |
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| Splendido esemplare di cervo (foto
PNS) |
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Parco
Nazionale dello Stelvio
Ivan Callovi, ricercatore del Parco
Nazionale dello Stelvio, conosce bene gli animali che popolano l’area
protetta. “Fra le specie più rappresentative ci sono il
cervo, il capriolo e il camoscio.
Stiamo inoltre assistendo al ritorno dello stambecco,
e nei cieli si vedono spesso l'aquila e
il gipeto, il maestoso avvoltoio scomparso
agli inizi del ‘900 e ritornato sulle Alpi grazie ad un progetto
internazionale di reintroduzione. Alcune coppie di gipeto hanno nidificato
nel Parco Nazionale dello Stelvio ed ogni anno ci sono nuovi nati".
La colonia di cervi che popola il settore
trentino del Parco Nazionale dello Stelvio gode di buona salute: lo testimoniano
i dati raccolti nel corso dei costanti monitoraggi del “Progetto
Cervo”, in collaborazione con l’Associazione Cacciatori
e la Provincia Autonoma di Trento. Luca Pedrotti
è il coordinatore scientifico dell’area protetta e responsabile
del Progetto Cervo, del quale ha messo a punto le metodologie per studiare
e conoscere meglio la popolazione di cervi del Parco: attualmente sono circa
2600 esemplari che prediligono gli spazi più tranquilli del
Parco (vedi anche la puntata
del 5 ottobre 2005), dove la densità del grande ungulato ha raggiunto
livelli piuttosto elevati. “Il Parco non è tuttavia solo
natura –spiega Ivan Callovi- ma anche paesaggio culturale e quindi
occasione di incontro con la civiltà rurale
alpina, com'è testimoniato dalla vecchie segherie, dalle malghe,
dagli antichi caseifici turnari; in uno di questi, quello di Somrabbi, è
stato realizzato un piccolo museo".

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| L'Area faunistica di Pejo (foto Agh) |
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| Guido Moreschini, guardaparco |
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I cervi nell'area faunistica (foto Agh) |
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| I cervi dell'area faunistica si possono
osservare da vicino (foto Agh) |
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L'Area faunistica del Parco dello Stelvio
L’Area faunistica di Pejo è
un piccolo paradiso, con cervi e caprioli che
si lasciano avvicinare senza troppi timori. Un'occasione unica per
poter osservare da vicino questi splendidi
animali. L’area faunistica prevede anche una struttura
didattica: la “Casa dei cervi” è dotata di un
moderno punto informativo dove è facile e divertente trasformarsi
in “piccoli esploratori", imparando
ad osservare e riconoscere orme e tracce degli animali che popolano
il Parco. L’osservazione degli animali in libertà nella natura
è un’esperienza fantastica: il Parco organizza uscite
escursionistiche a piedi o con le ciaspole nei luoghi dove è
più facile l’osservazione, ad occhio nudo o con l’aiuto
di binocoli. Gli itinerari si sviluppano tra i
boschi e gli spazi aperti in quota al di sotto di splendide e maestose
vette che spesso superano i 3000 metri. Sono le Guide Parco ad accompagnare
gli escursionisti durante le uscite di gruppo: sono esperienze meravigliose
nella dimensione incantata della natura in veste invernale. Con un po' di
fortuna non è raro durante le escursioni avvistare
l'aquila e il gipeto che si librano nei cieli. Di sicuro interesse,
soprattutto per le famiglie, le molte proposte
ricreative-didattiche del Parco: tra le più interessanti segnaliamo
le escursioni guidate di Christa Backmeroff,
esperta di dendrocronologia,
la scienza che studia l'accrescimento delle piante attraverso l'analisi
degli "anelli" all'interno del tronco di un albero, grazie ai
quali è possibile stabilire età, accrescimento, andamento
climatico nei secoli. Molto istruttive anche le dimostrazioni della
lavorazione lattiero-casearia al Caseificio di Pejo.
Parco Nazionale dello Stelvio
Via Roma, 65
38024 Cogolo di Pejo - TN
Tel. 0463.746121 - Fax 0463. 746090
www.stelviopark.it
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| La piscina alle Terme di Pejo (foto
Terme) |
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| Le Terme di Pejo aperte d'inverno
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Daniela Rossato (foto Agh) |
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| Giovanni Rubino (foto Agh) |
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Il salone d'ingresso (foto Agh) |
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| Terapia inalatoria con aerosol (foto Agh) |
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Le Terme di Pejo
La prima testimonianza storica sulla Antica
Fonte di Pejo sottolinea che già nell'anno 1549
si faceva menzione dell'acqua minerale e dei "Bagni di Pej". Ma
una notizia certa e diffusa sulle fonti risale intorno al 1660,
da una monografia scritta in latino. Pejo è
perciò un nome storico dell’idrotermalismo italiano.
Incontriamo la nuova direttrice delle terme, Daniela
Rossato, e Giovanni
Rubino direttore sanitario. Dalla Fonte Alpina si ha un’ottima
acqua oligominerale che ha portato il nome di Pejo
sulle tavole di tutta Italia. Due sono i tipi di acqua consigliati in varie
terapie dalla moderna medicina idrotermale: l’acqua
mediominerale ferruginosa dell’Antica Fonte, utilizzata nella
cura delle anemie, malattie gastroenteriche e del tubo digerente, gotta,
nevrosi e psicosi a carattere depressivo; l’acqua
oligominerale della Fonte Alpina, che ha azione diuretica, antiurica,
anticalcolotica. Nel nuovo Centro Termale completo di piscina,
palestra e teatro/sala congressi vengono praticate, con servizio ambulatoriale
di prescrizione e controllo, la cura Idropinica
(malattie dell’apparato digerente, malattie del ricambio, malattie
dell’apparato urinario, anemie ipocroniche, linfatismi), la cura
Balneoterapica (arteriopatie croniche periferiche, patologie linfatiche).
Lo stabilimento termale dispone anche di un moderno Centro
Congressi. Propone inoltre particolari
pacchetti termali "piena forma e benessere" studiati per
favorire l´integrazione tra il soggiorno in montagna ed il benefico
uso delle acque.
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| L'Antica Fonte delle terme di Pejo
in una foto d'epoca (foto Terme) |
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| "Terme di Pejo", un nome storico dell'idrotermalismo
italiano (foto Terme) |
Terme di Pejo
Via delle Acque Acidule, 3
38020 Pejo, Italia
Tel: +39(0463)753226 - Fax: +39(0463)743207
www.termePeio.it
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| "L'Om de le storie" al
ristorante "Il Mulino" (foto Agh) |
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| Il ristorante Il Mulino a Comasine in Val di
Pejo (foto Agh) |
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| L'ingresso (foto Agh) |
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| La stube (foto Agh) |
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| Il saloncino (foto Agh) |
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A tavola: "Ristorante Il Mulino" a
Comasine
Appena imboccata la Val
di Pejo, al primo svincolo per Comasine,
si trova l'antico “Molin de Contra”, un esempio significativo
di edificio destinato al mestiere della
molitura. Il primo nucleo è databile fra
il 1500 e il 1600, costruito in muri a secco e con copertura di scandole
(tegole) in legno: nel corso dei secoli è stato man mano modificato
ed ingrandito. Il mulino conteneva tre
sistemi di macine per il mais, per il frumento e per ricavare olio
dai semi di lino. Era dotato di un pilaorzo
per la brillatura (sbucciatura) dell’orzo. I macchinari venivano mossi
da tre ruote idrauliche del diametro di oltre
2 metri. Dopo oltre 350 anni di continua attività, il
lavoro del mulino è stato interrotto nel 1961, vinto dall’abbandono
del lavoro rurale in alta montagna e dalle nuove tecnologie. L’edificio
è stato restaurato nel 1976 come luogo di ospitalità, di ritrovo
e di continuità della sua cucina e di quella della sua valle. Cucina
forse povera di elementi, ma ricca di tradizioni. La titolare Agnese
Pegolotti ci ha preparato un eccellente "pranzo solandro"
(della Val di Sole): antipasto tipico con insaccati
nostrani, insalata di mele-noci e Casolet (formaggio tipico della
Val di Sole), bruschette al lardo; un primo piatto tris con gnocchetti
di zucca e patate con grattuggiata di ricotta affumicata,
tagliolini caserecci al ragù di cervo, gelosia
alla solandra (fagottino di pasta sfoglia con funghi e formaggio);
per secondo una straordinaria tagliata di cervo
con composta di ribes e mele alla grappa. Infine, per dessert, il semifreddo
all’amaretto con salsa di lamponi. Tutto squisito: qui si va
a colpo sicuro, da provare!
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| Con la titolare Agnese Pegolotti (foto Agh) |
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Una vecchia serratura (foto Agh) |
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| Tagliere di insaccati nostrani (foto Agh) |
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Piatto tris (foto Agh) |
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| Tagliata di cervo (foto Agh) |
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Il Pinot Nero della serie "Ritratti"
di Cantina La Vis |
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| La tavolata di Girovagando (foto Agh) |
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Semifreddo all'amaretto con salsa
di lamponi |
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| Saletta da pranzo (foto Agh) |
Ristorante Il Mulino
di Pegolotti Agnese e C. s.a.s.
Loc. Contra 38020 Comasine di Pejo
Tel. 0463 754244
www.mulinpejo.it
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| Maurizio Bontempelli è "L'Om de le
Storie" (foto Agh) |
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| Con una simpatica famigliola di turisti (foto Agh)
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L'Om de le Storie
Abbigliato come i suonatori girovaghi d'un
tempo, l'Om de le storie, al secolo Maurizio
Bontempelli di Pondàsio (conosciuto nella puntata
del 2 dicembre 2006), rievoca con racconti, storie, musica e filastrocche
l'atmosfera di festa che si sprigionava un tempo nei paesi, all'arrivo del
misterioso e affascinante cantastorie. Si è esibito per noi, al "Ristorante
Il Mulino", e per una simpatica famigliola di turisti la cui figlioletta
è rimasta rapita e affascinata dai racconti dell'Om de le Storie.
Bontempelli, che suona vari strumenti come l'organetto
o il flauto di legno, è solito animare le feste e le manifestazioni
folcloristiche nei paesi, come accadeva coi menestrelli itineranti di un
tempo, con degli spettacoli rivolti specialmente
ai bambini, coinvolgendoli con cantilene, filastrocche, balli e girotondi.
Di recente ha scritto un libro,
"C'era
una volta l'om de le storie", edito da Nitida Immagine, che raccoglie
quanto propone nei suoi spettacoli itineranti.
L'Om de le Storie
Maurizio Bontempelli
loc. Pondasio n 21, Malé (Trento)
cell. 339 6306746 |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2007 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
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| La plastigrafia della ski area della
Val di Sole |
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A.P.T.
DELLE VALLI DI SOLE, PEJO E RABBI
Via Marconi 7
38027 Malé (Tn),
Tel. 0463 / 901280 - Fax 0463 / 902911
www.valdisole.net |
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TRENTINO
SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
www.trentino.to |
| Puntate
precedenti in Val di Sole |
| Escursioni
di Girovagando in Val di Sole |
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Cima
Tremenesca m 2882
Magnifica e selvaggia escursione nel solitario Gruppo Vegaia-Tremenesca
in Val di Sole, nella pittoresca valletta di Soprasasso coi
suoi splendidi laghetti, e l'impegnativa ascensione a C. Tremenesca
- n. 263 - 15 settembre 2007 |
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Monte
Redival m 2973
Splendida escursione da Passo Tonale al Monte Redival passando
per la "Città Morta", il grande accampamento
militare austriaco a 2500 metri di quota. Percorso ad anello
facile, solo il tratto finale alla cima richiede attenzione
- n. 272 - 24 novembre 2007 |
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Cima
Nera m 3037
Facile e spettacolare "tremila" in Val di Pejo nel
Parco Nazionale dello Stelvio: Cima Nera di m 3037, sopra al
Rifugio Larcher m 2608 n. 257 3 agosto 2007 |
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Monte
Vioz m 3644
Spettacolare e facile escursione nel Gruppo del Cevedale, con
la salita al Vioz e al Rifugio Mantova, il più alto rifugio
delle Alpi centrali e orientali n. 213
- 14 settembre 2006 |
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La
Scalinata dei Larici Monumentali
Escursione d'autunno nel Parco dello Stelvio: alla scoperta
dei giganti vegetali in Val di Rabbi.
30/102004 |
Istituzioni Comune
di Peio Comune
di Monclassico
Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento
Provincia Autonoma
di Trento
Comprensorio Valle di Sole
Parchi Parco
Nazionale dello Stelvio sito ufficiale Il
Parco Nazionale dello Stelvio da www.parks.it
Parco
Adamello Brenta
Impianti di sci
Ski.it impianti Folgarida-Marilleva-Pejo
Skirama Dolomiti Adamello Brenta
Montagna
www.guidealpinevaldisole.it
Escursioni
in Val di Sole da www.dolomiti.it
Soccorso
Alpino trentino
Terme
Terme di
Pejo
Terme di Rabbi
| Grand
Hotel Rabbi Arte Livio
Conta Portali locali
www.valdisole.it
www.valdisole.com
Passo
del Tonale
Museo etnografico
Museo della Civiltà Solandra
Palazzo della ex Pretura, via Trento 1, Malé
Info e prenotazioni visite tel. 0463 / 901780
Ristorante Il Mulino
di Pegolotti Agnese e C. s.a.s.
Loc. Contra 38020 Comasine di Peio
Tel. 0463 754244
www.mulinpejo.it
La
puntata in video streaming  |
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