VAL DI SOLE
5 gennaio 2008
VIDEO
 
Baite in Val di Sole (foto Tiziano Mochen)

   
Paola Zalla (foto Agh)   Angelo Dalpez (foto Agh)  
Sci e natura in Val di Sole

"Girovagando in Trentino" ritorna nella splendida Val di Sole: il nuovo impianto di Daolasa che collega la skiarea di Folgarida-Marilleva e il Parco Nazionale dello Stelvio sono i temi principali di questa puntata. Per un'ampia panoramica sulle attrattive della zona vi rimandiamo alle puntate precedenti. Ci accompagnano nella nostra visita Angelo Dalpez, presidente del Comitato di Gestione per la Provincia Autonoma di Trento del Parco Nazionale dello Stelvio, Paola Zalla responsabile delle pubbliche relazioni del Parco.

 
Arrivo alla Bassetta di Vigo a 2034 metri di quota (foto Agh)  
   
Paesaggi fantastici (foto Agh)   Daolasa collega Folgarida-Marilleva  
   
La terrazza del Rif. Solander   In 12 minuti dal fondovalle in quota  
 
L'arrivo del nuovo impianto di Daolasa, sullo sfondo il Rif. Solander (foto Agh)  
 
Seggiovia Mastellina (foto Agh)  
Il nuovo impianto di Daolasa, nel cuore dell'area sciistica Folgarida-Marilleva

La grande novità della stagione invernale in Val di Sole è il nuovo impianto di Daolasa che mette in collegamento il fondovalle con la zona sciistica di Folgarida, Marilleva e Madonna di Campiglio. L'impianto, con comode cabine ad otto posti, diventa così il fulcro tra le due note stazioni sciistiche della Val di Sole. La stazione di partenza è a Commezzadura, e in soli 12 minuti si raggiunge la splendida posizione della Bassetta di Vigo, a quota m 2043. Qui è stato inaugurato il nuovo ristorante Valmastellina, gestito dalla famiglia Tevini; a poca distanza sorge il Rifugio Solander, totalmente ristrutturato dalle titolari Anna e Claudia Gabrielli, con 30 camere dotate di ogni comfort, un moderno centro benessere con bagno turco, sauna finlandese, piscina, sauna relax infrarossi, bar-ristorante, self service, una ampia terrazza esterna. Il nuovo impianto di Daolasa è, nel suo genere, un progetto unico in Italia, perché per la prima volta si integra con la ferrovia: significa in buona sostanza che si può tranquillamente fare a meno dell'automobile perché si può arrivare direttamente agli impianti di sci con il treno! Anche coloro che non sciano, potranno salire in quota nel cuore del carosello sciistico della Val di Sole, per godersi il meraviglioso panorama. Con l'apertura dell'impianto è stata creata la fermata di Daolasa del servizio Neve Bus, il servizio gratuito di bus che collega tutti i comuni della Valle di Sole. Anche la ski area Folgarida-Marilleva fa parte del carosello Skirama Dolomiti, con uno skipass unico per 380 km di piste.

www.ski.it Impianti Folgarida-Marilleva

Lezione della Scuola di Sci Daolasa (foto Agh)
Luciano Leonardi, di Samoclevo, pittoresco persoanggio in posa con due belle turiste (foto Agh)
 
Rifugio Solander (foto Agh)   Sala da pranzo self service (foto Agh)
 
Camera da letto del Rif. Solander (foto Agh)   Rif. Solander (foto Agh)
 
Bassetta di Vigo m 2043 (foto Agh)   I paesaggi spettacolari delle Dolomiti di Brenta
 
Bar ristorante Valmastellina (foto Agh)   Fausto Tevini, albergatore (foto Agh)
 
Alberto Pedrotti direttore funivie Folgarida-Marilleva   L'impianto di Daolasa (foto Agh)
Rif. Solander: Luciano con Marta, Anna e Daniele; l'architetto Helmut Niedermayer e Alfredo Gruber

Rifugio Solander
cell 335 6006251
www.rifugiosolander.com
  Ristorante Bar Valmastellina
Lorenzo Tevini cell. 347 5853336
Hotel Tevini

Gli impianti in Val di Sole fanno parte del carosello Skirama Dolomiti, 380 km di piste con un unico skipass

 
Cervo nel Parco dello Stelvio (foto Francesco Renzi)  
   
Ivan Callovi (foto Agh)   Aquila e gipeto (foto Agh)  
   
Capriolo (foto PNS)   Sono 2600 i cervi nel parco (f. Moggi)  
   
Caseificio-museo a Somrabbi   Luca Pedrotti (foto Agh)  
 
Splendido esemplare di cervo (foto PNS)  
Parco Nazionale dello Stelvio

Ivan Callovi, ricercatore del Parco Nazionale dello Stelvio, conosce bene gli animali che popolano l’area protetta. “Fra le specie più rappresentative ci sono il cervo, il capriolo e il camoscio. Stiamo inoltre assistendo al ritorno dello stambecco, e nei cieli si vedono spesso l'aquila e il gipeto, il maestoso avvoltoio scomparso agli inizi del ‘900 e ritornato sulle Alpi grazie ad un progetto internazionale di reintroduzione. Alcune coppie di gipeto hanno nidificato nel Parco Nazionale dello Stelvio ed ogni anno ci sono nuovi nati". La colonia di cervi che popola il settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio gode di buona salute: lo testimoniano i dati raccolti nel corso dei costanti monitoraggi del “Progetto Cervo”, in collaborazione con l’Associazione Cacciatori e la Provincia Autonoma di Trento. Luca Pedrotti è il coordinatore scientifico dell’area protetta e responsabile del Progetto Cervo, del quale ha messo a punto le metodologie per studiare e conoscere meglio la popolazione di cervi del Parco: attualmente sono circa 2600 esemplari che prediligono gli spazi più tranquilli del Parco (vedi anche la puntata del 5 ottobre 2005), dove la densità del grande ungulato ha raggiunto livelli piuttosto elevati. “Il Parco non è tuttavia solo natura –spiega Ivan Callovi- ma anche paesaggio culturale e quindi occasione di incontro con la civiltà rurale alpina, com'è testimoniato dalla vecchie segherie, dalle malghe, dagli antichi caseifici turnari; in uno di questi, quello di Somrabbi, è stato realizzato un piccolo museo".



 
L'Area faunistica di Pejo (foto Agh)  
   
Guido Moreschini, guardaparco   I cervi nell'area faunistica (foto Agh)  
 
I cervi dell'area faunistica si possono osservare da vicino (foto Agh)  
L'Area faunistica del Parco dello Stelvio

L’Area faunistica di Pejo è un piccolo paradiso, con cervi e caprioli che si lasciano avvicinare senza troppi timori. Un'occasione unica per poter osservare da vicino questi splendidi animali. L’area faunistica prevede anche una struttura didattica: la “Casa dei cervi” è dotata di un moderno punto informativo dove è facile e divertente trasformarsi in “piccoli esploratori", imparando ad osservare e riconoscere orme e tracce degli animali che popolano il Parco. L’osservazione degli animali in libertà nella natura è un’esperienza fantastica: il Parco organizza uscite escursionistiche a piedi o con le ciaspole nei luoghi dove è più facile l’osservazione, ad occhio nudo o con l’aiuto di binocoli. Gli itinerari si sviluppano tra i boschi e gli spazi aperti in quota al di sotto di splendide e maestose vette che spesso superano i 3000 metri. Sono le Guide Parco ad accompagnare gli escursionisti durante le uscite di gruppo: sono esperienze meravigliose nella dimensione incantata della natura in veste invernale. Con un po' di fortuna non è raro durante le escursioni avvistare l'aquila e il gipeto che si librano nei cieli. Di sicuro interesse, soprattutto per le famiglie, le molte proposte ricreative-didattiche del Parco: tra le più interessanti segnaliamo le escursioni guidate di Christa Backmeroff, esperta di dendrocronologia, la scienza che studia l'accrescimento delle piante attraverso l'analisi degli "anelli" all'interno del tronco di un albero, grazie ai quali è possibile stabilire età, accrescimento, andamento climatico nei secoli. Molto istruttive anche le dimostrazioni della lavorazione lattiero-casearia al Caseificio di Pejo.

Parco Nazionale dello Stelvio
Via Roma, 65
38024 Cogolo di Pejo - TN
Tel. 0463.746121 - Fax 0463. 746090
www.stelviopark.it

 
La piscina alle Terme di Pejo (foto Terme)  
   
Le Terme di Pejo aperte d'inverno   Daniela Rossato (foto Agh)  
   
Giovanni Rubino (foto Agh)   Il salone d'ingresso (foto Agh)  
 
Terapia inalatoria con aerosol (foto Agh)  
Le Terme di Pejo

La prima testimonianza storica sulla Antica Fonte di Pejo sottolinea che già nell'anno 1549 si faceva menzione dell'acqua minerale e dei "Bagni di Pej". Ma una notizia certa e diffusa sulle fonti risale intorno al 1660, da una monografia scritta in latino. Pejo è perciò un nome storico dell’idrotermalismo italiano. Incontriamo la nuova direttrice delle terme, Daniela Rossato, e Giovanni Rubino direttore sanitario. Dalla Fonte Alpina si ha un’ottima acqua oligominerale che ha portato il nome di Pejo sulle tavole di tutta Italia. Due sono i tipi di acqua consigliati in varie terapie dalla moderna medicina idrotermale: l’acqua mediominerale ferruginosa dell’Antica Fonte, utilizzata nella cura delle anemie, malattie gastroenteriche e del tubo digerente, gotta, nevrosi e psicosi a carattere depressivo; l’acqua oligominerale della Fonte Alpina, che ha azione diuretica, antiurica, anticalcolotica. Nel nuovo Centro Termale completo di piscina, palestra e teatro/sala congressi vengono praticate, con servizio ambulatoriale di prescrizione e controllo, la cura Idropinica (malattie dell’apparato digerente, malattie del ricambio, malattie dell’apparato urinario, anemie ipocroniche, linfatismi), la cura Balneoterapica (arteriopatie croniche periferiche, patologie linfatiche). Lo stabilimento termale dispone anche di un moderno Centro Congressi. Propone inoltre particolari pacchetti termali "piena forma e benessere" studiati per favorire l´integrazione tra il soggiorno in montagna ed il benefico uso delle acque.

L'Antica Fonte delle terme di Pejo in una foto d'epoca (foto Terme)
"Terme di Pejo", un nome storico dell'idrotermalismo italiano (foto Terme)

Terme di Pejo
Via delle Acque Acidule, 3
38020 Pejo, Italia

Tel: +39(0463)753226 - Fax: +39(0463)743207
www.termePeio.it

"L'Om de le storie" al ristorante "Il Mulino" (foto Agh)

 
Il ristorante Il Mulino a Comasine in Val di Pejo (foto Agh)  
 
L'ingresso (foto Agh)  
 
La stube (foto Agh)  
 
Il saloncino (foto Agh)  
A tavola: "Ristorante Il Mulino" a Comasine

Appena imboccata la Val di Pejo, al primo svincolo per Comasine, si trova l'antico “Molin de Contra”, un esempio significativo di edificio destinato al mestiere della molitura. Il primo nucleo è databile fra il 1500 e il 1600, costruito in muri a secco e con copertura di scandole (tegole) in legno: nel corso dei secoli è stato man mano modificato ed ingrandito. Il mulino conteneva tre sistemi di macine per il mais, per il frumento e per ricavare olio dai semi di lino. Era dotato di un pilaorzo per la brillatura (sbucciatura) dell’orzo. I macchinari venivano mossi da tre ruote idrauliche del diametro di oltre 2 metri. Dopo oltre 350 anni di continua attività, il lavoro del mulino è stato interrotto nel 1961, vinto dall’abbandono del lavoro rurale in alta montagna e dalle nuove tecnologie. L’edificio è stato restaurato nel 1976 come luogo di ospitalità, di ritrovo e di continuità della sua cucina e di quella della sua valle. Cucina forse povera di elementi, ma ricca di tradizioni. La titolare Agnese Pegolotti ci ha preparato un eccellente "pranzo solandro" (della Val di Sole): antipasto tipico con insaccati nostrani, insalata di mele-noci e Casolet (formaggio tipico della Val di Sole), bruschette al lardo; un primo piatto tris con gnocchetti di zucca e patate con grattuggiata di ricotta affumicata, tagliolini caserecci al ragù di cervo, gelosia alla solandra (fagottino di pasta sfoglia con funghi e formaggio); per secondo una straordinaria tagliata di cervo con composta di ribes e mele alla grappa. Infine, per dessert, il semifreddo all’amaretto con salsa di lamponi. Tutto squisito: qui si va a colpo sicuro, da provare!

 
Con la titolare Agnese Pegolotti (foto Agh)   Una vecchia serratura (foto Agh)
 
Tagliere di insaccati nostrani (foto Agh)   Piatto tris (foto Agh)
 
Tagliata di cervo (foto Agh)   Il Pinot Nero della serie "Ritratti" di Cantina La Vis
 
La tavolata di Girovagando (foto Agh)   Semifreddo all'amaretto con salsa di lamponi
Saletta da pranzo (foto Agh)

Ristorante Il Mulino
di Pegolotti Agnese e C. s.a.s.
Loc. Contra 38020 Comasine di Pejo
Tel. 0463 754244
www.mulinpejo.it

 
Maurizio Bontempelli è "L'Om de le Storie" (foto Agh)  
 
Con una simpatica famigliola di turisti (foto Agh)  
L'Om de le Storie

Abbigliato come i suonatori girovaghi d'un tempo, l'Om de le storie, al secolo Maurizio Bontempelli di Pondàsio (conosciuto nella puntata del 2 dicembre 2006), rievoca con racconti, storie, musica e filastrocche l'atmosfera di festa che si sprigionava un tempo nei paesi, all'arrivo del misterioso e affascinante cantastorie. Si è esibito per noi, al "Ristorante Il Mulino", e per una simpatica famigliola di turisti la cui figlioletta è rimasta rapita e affascinata dai racconti dell'Om de le Storie. Bontempelli, che suona vari strumenti come l'organetto o il flauto di legno, è solito animare le feste e le manifestazioni folcloristiche nei paesi, come accadeva coi menestrelli itineranti di un tempo, con degli spettacoli rivolti specialmente ai bambini, coinvolgendoli con cantilene, filastrocche, balli e girotondi. Di recente ha scritto un libro, "C'era una volta l'om de le storie", edito da Nitida Immagine, che raccoglie quanto propone nei suoi spettacoli itineranti.

L'Om de le Storie
Maurizio Bontempelli
loc. Pondasio n 21, Malé (Trento)
cell. 339 6306746


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2007 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved


La plastigrafia della ski area della Val di Sole
  A.P.T. DELLE VALLI DI SOLE, PEJO E RABBI
Via Marconi 7
38027 Malé (Tn),
Tel. 0463 / 901280 - Fax 0463 / 902911
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Puntate precedenti in Val di Sole

  Parco Nazionale dello Stelvio
Val di Sole - 23/12/2006
    Malé
4a tappa viaggio gastronomico trenino Trento-Malé
             
  Val di Rabbi
"Progetto cerco"
5 ottobre 2005
    Val di Sole - Parco dello Stelvio
28 maggio 2005
             
  Val di Sole
16 ottobre 2004
    Val di Rabbi - Parco dello Stelvio
31 luglio 2004

Escursioni di Girovagando in Val di Sole

  Cima Tremenesca m 2882
Magnifica e selvaggia escursione nel solitario Gruppo Vegaia-Tremenesca in Val di Sole, nella pittoresca valletta di Soprasasso coi suoi splendidi laghetti, e l'impegnativa ascensione a C. Tremenesca - n. 263 - 15 settembre 2007
     
  Monte Redival m 2973  
Splendida escursione da Passo Tonale al Monte Redival passando per la "Città Morta", il grande accampamento militare austriaco a 2500 metri di quota. Percorso ad anello facile, solo il tratto finale alla cima richiede attenzione - n. 272 - 24 novembre 2007
     
  Cima Nera m 3037
Facile e spettacolare "tremila" in Val di Pejo nel Parco Nazionale dello Stelvio: Cima Nera di m 3037, sopra al Rifugio Larcher m 2608
n. 257 3 agosto 2007
     
  Monte Vioz m 3644
Spettacolare e facile escursione nel Gruppo del Cevedale, con la salita al Vioz e al Rifugio Mantova, il più alto rifugio delle Alpi centrali e orientali
n. 213 - 14 settembre 2006
     
  La Scalinata dei Larici Monumentali
Escursione d'autunno nel Parco dello Stelvio: alla scoperta dei giganti vegetali in Val di Rabbi.
30/102004

link

Istituzioni
Comune di Peio
Comune di Monclassico
Servizio Foreste e Fauna
della Provincia Autonoma di Trento
Provincia Autonoma di Trento
Comprensorio Valle di Sole

Parchi
Parco Nazionale dello Stelvio sito ufficiale
Il Parco Nazionale dello Stelvio da www.parks.it
Parco Adamello Brenta

Impianti di sci

Ski.it
impianti Folgarida-Marilleva-Pejo
Skirama Dolomiti Adamello Brenta

Montagna
www.guidealpinevaldisole.it
Escursioni in Val di Sole da www.dolomiti.it
Soccorso Alpino trentino

Terme
Terme di Pejo
Terme di Rabbi | Grand Hotel Rabbi

Arte
Livio Conta

Portali locali
www.valdisole.it
www.valdisole.com
Passo del Tonale

Museo etnografico
Museo della Civiltà Solandra
Palazzo della ex Pretura, via Trento 1, Malé
Info e prenotazioni visite tel. 0463 / 901780

A tavola

Ristorante Il Mulino
di Pegolotti Agnese e C. s.a.s.
Loc. Contra 38020 Comasine di Peio
Tel. 0463 754244
www.mulinpejo.it


La puntata in video streaming disponibile in video