PRESEPIO DI VARENA
Lo storico presepio in Val di Fiemme - 9 dicembre 2007
VIDEO
 
Il Presepio di Varena (foto Agh)

Questa è una puntata un po' speciale, dedicata in gran parte a Varena, in Val di Fiemme, e al suo tradizionale presepio. L'abitato di Varena sorge ai piedi del Corno Nero a 1180 metri di altitudine, in posizione panoramica e soleggiata al limitar dei boschi, tra ampie spianate di prati. Attualmente conta circa 800 abitanti, ed è tra i più antichi paesi della valle.

 
Varena (foto da www.valdifiemme.it)  
   
Gatto di Varena (foto Agh)   Centro di Varena con il Comune  
   
Hotel Alpino in piazza centrale   Micione in un giardino (foto Agh)  
   
Gatto in una legnaia (foto Agh)   Vista con sfondo della Pala di Santa  
Varena

I primi riferimenti storici di Varena risalgono al 1111, ai cosiddetti Patti Ghebardini, sottoscritti dai valligiani con il Principe Vescovo Ghebardo, nei quali è citato tra i firmatari tal Martino Da Varena. Il paese fu distrutto da un furioso incendio il 17 luglio 1765 e quindi ricostruito. Numerose sono le ottocentesche fontane di porfido, dalle quali sgorgava quella che era considerata "la miglior acqua potabile della Valle". Alle sculture di porfido fanno da cornice gli antichi portali, gli stemmi nobiliari e gli elementi architettonici delle storiche dimore del paese. Varena era anche famosa per l'antico stabilimento bagni che nel 1880 era noto per le cure dei bagni di fieno con erbe aromatiche raccolte agli Oclini, vicino al Passo di Lavazè. Nel passato Varena era rinomata per la raccolta e vendita del corbezzolo. Gli abitanti di Varena, come quelli degli altri paesi della Val di Fiemme, hanno un soprannome collettivo (es. "I corvi" a Daiano, "le pigne" a Carano, "i slargaloche" (sbruffoni) a Predazzo, "i löwi" (lupi) di Cavalese, "le bachetine" di Molina): sono detti infatti "Gati da Varena". Questo soprannome deriva probabilmente dalla notevole diffusione di felini in paese ma anche, si dice, per una certa litigiosità. Cosa che tuttavia parrebbe smentita dalle molte attività associative, solidali e ricreative.

Gatti di Varena (foto Agh)
Veduta panoramica di Cavalese e Varena dal Cermis (foto Agh)

 
presepio di Varena con l'illuminazione notturna (foto Agh)  
 
Con Alfredo Vanzo, Rosalba Senettin e Angela Goss (foto Agh)  
 
Domenico Leto con le figlie Laura e Giulia (foto Agh)  
Il Presepio di Varena

Tra le associazioni di volontari che più si sono distinte vi è certamente quella che ha dato vita all'ormai famoso Presepio di Varena, che attira ogni anno nel periodo natalizio migliaia di visitatori. Il presepio nacque nel 1989 quando alcuni volontari ebbero l'idea di realizzare un presepio un po' diverso da quelli tradizionali. Si iniziò con la tradizionale capanna vicina ad un grande albero illuminato ad accogliere, sotto il muro delle scuole elementari, la festa più popolare dell'anno. Il gradimento per l'iniziativa incoraggiò gli organizzatori che ogni anno continuarono ad ampliare con entusiasmo il presepio. La capanna fu costruita nel "Tabià del Rondèlo" ed i promotori si impegnarono a fondo sacrificando volentieri divertimenti e serate e creando nella gente grande attesa e comprensibile curiosità. Fu realizzato anche un piccolo caseifìcio, assieme al forno del pane, e furono modellati i primi pastori con le facce di gesso, vestiti alla foggia palestinese. Oggi sono ben 34 le "ricostruzioni" di varie situazioni, con 90 personaggi in perfetto stile "arabo" e 120 animali (vedi fotogallery). Il presepio si sviluppa attualmente su un'area di 2500 metri quadrati con quasi 1 km di sentieri, con l'illuminazione notturna che rende ancora più spettacolari le visite serali. Attualmente sono tre i "pilastri" principali sui quali si sorregge l'organizzazione del presepio: Alfredo Vanzo, che si occupa degli allestimenti, delle costruzioni e dell'impianto elettrico; Rosalba Senettin è responsabile di tutti i personaggi; Angela Goss invece provvede alla realizzazione di tutti gli animali. Domenico Leto infine, collaboratore del presepio, è stato il nostro prezioso aiuto nella realizzazione delle riprese per la puntata di Girovagando a Varena.

Il presepio di Varena è nato nel 1989 (foto Agh)
 
Sono circa 90 i personaggi realizzati (foto Agh)   Il bambinello (foto Agh)
 
Il presepio si sviluppa su 2500 metri quadrati   I personaggi sono ambientati con fedeli ricostruzioni
 
Pastore (foto Agh)   Commercianti di tessuti (foto Agh)
 
Sono 34 le ricostruzioni di varie situazioni (foto Agh)   Interno (foto Agh)
Circa 700 metri di sentieri si snodano tra le varie ricostruzioni del presepio (foto Agh)

I bambini al presepio di Varena

Nella nostra visita abbiamo assistito alla simpatica e festosa partecipazione dei bambini al presepio, con l'arrivo di Babbo Natale seguito da un gruppo di alpini con le gerle piene di regali. Accompagnati dalle maestre e vestiti "all'araba" hanno intonato canzoncine di Natale per la gioia dei genitori.

 
I bambini di Varena in visita al presepio (foto Agh)   L'arrivo di Babbo Natale coi doni (foto Agh)
 
(foto Agh)   (foto Agh)
 
(foto A. Tombini)   (foto Agh)
Bambini e genitori in festa al Presepio di Varena (foto Agh)

Presepio di Varena
www.presepiovarena.com

Pala del Crocifisso (particolare) nella chiesetta di Roda a Ziano di Fiemme, anno 1789, di A. Longo

 
"Ritratto di Francesco Longo" anno 1770 di A. Longo  
   
Chiesa SS. Pietro e Paolo (foto Agh)   Gli affreschi (foto Agh)  
   
Interno della chiesa di Varena   Con Lucilla Fontana (foto Agh)  
   
"Crocifissione" anno 1801 di A. Longo   Altare ligneo di destra di A. Longo
 
 
Interno della chiesa coi dipinti di Longo e gli affreschi gotici (foto Agh)  
Antonio Longo e la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Varena

Il nome di Varena è legato a quello di due insigni artisti: Antonio Longo, prete, pittore e anche architetto, uno dei maggiori interpreti della scuola artistica viennese, e Gian Maria Monsorno, pittore miniaturista che si distinse eseguendo ritratti di varie personalità dell'aristocrazia viennese. Lucilla Fontana, ex professoressa di lettere e studiosa di arte locale, ci accompagna nella chiesa di Varena intitolata ai Santissimi Pietro e Paolo. La prima memoria storica è del 1193, quando fu consacrata dal Vescovo Corrado II. Fu riedificata nel 1428, successivamente ristrutturata nel 1520 e ulteriormente ampliata nel 1882. In stile gotico con contrafforti di pietra, conserva il campanile con l'originaria cuspide piramidale. Nel prato attorno alla chiesa, ove anticamente sorgeva il cimitero, tre tigli e tre edicole della originale "via Crucis" realizzata da Valentino Rovisi. L'interno è gotico e conserva bellissimi affreschi medievali. Numerose le opere di Antonio Longo: nell'abside l'altare maggiore, l'adorazione dei pastori, la crocifissione; sulla parete sinistra un'apoteosi di S. Vigilio e una Madonna con Bambino e Santi; sulla destra, la Madonna dei 7 dolori. Nell'altare di sinistra c'è un dipinto di F.S. Unterperger che rappresenta il martirio di S. Vigilio. Nell'abside inoltre un'ancona del '600, un Cristo e S. Pietro di Giuseppe Alberti, una Madonna con Bambino di Unterperger del 1737. Numerosi dipinti e gonfaloni del Longo sono conservati in sagrestia e nel suo studio, al piano della canonica. La casa natale di Longo, donata dallo stesso artista alla parrocchia, conserva le sue splendide pitture sulla facciata esterna.

Passo Lavazè oggi, sullo sfondo le Dolomiti (foto Agh)

 
Cristian Zorzi al Passo Lavazè durante la nostra intervista (foto Agh)  
A Passo Lavazè con Cristian Zorzi

Il paese di Varena è da sempre legato al Passo Lavazè, dal quale dista pochi minuti di auto. Il Lavazè è stato la culla dello sci di fondo per la Val di Fiemme: qui si allenavano i campioni di ieri e qui continuano ad allenarsi i campioni di oggi, come Cristian Zorzi che incontriamo, del tutto casualmente, assieme a Marco Selle, responsabile della squadra nazionale maschile di sci nordico, ed assieme ai compagni Valerio Chechi e Marina Piller. Cristian è sempre simpatico e disponibile ed ha accettato di buon grado un'intervista per noi di Girovagando in Trentino. Il Passo Lavazè grazie alla splendida posizione pianeggiante e soleggiata, è diventato uno dei Centri del Fondo più importanti della valle, un paradiso dello sci nordico con i suoi 80 km di piste che si snodano su uno splendido altipiano tra boschi e grandi radure.

Immagine d'epoca del Passo Lavazé coi primi sciatori (per cortesia Circolo Culturale di Varena)
La nuova Malga Varena a Passo Lavazé (foto Agh)
 
Con Mario Vanzo direttore del Centro del Fondo   Presso il Centro del Fondo sul laghetto ghiacciato
 
Passo Lavazè (foto Agh)   Albergo Bucaneve (foto Agh)
 
Albergo Dolomiti (foto Agh)   Le piste sull'altopiano di Passo Lavazé (foto Agh)
Cristian Zorzi, Valerio Chechi, Marina Piller e Marco Selle con Luciano Da Canal e l'operatore A. Tombini

Scuola Italiana di Sci Lavazè
Scuola: tel. 0462 / 231830 - tel. e fax. 0462 / 342386 info: 348 / 0828580
morandini@cr-surfing.net

Brindisi nella stube dell'Albergo Dolomiti di Passo Lavazè (foto Agh)

 
Intervista a Tomaso Baldassarra (foto Agh)  
   
La scultura di ghiaccio alle Bancoline   Tomaso, artista locale di Cavalese  
 
Tomaso mentre intaglia il ghiaccio (foto Agh)  
Tomaso Baldassarra, artista

Nel piazzale del ristorante "La Baita" alle Bancoline, sopra Varena lungo la strada per il Passo Lavazè, incontriamo Tomaso Baldassarra che sta scolpendo una statua di ghiaccio che ritrae una donna intenta a leggere un libro, seduta sulla panca di una stufa ad olle sulla quale si scalda un onnipresente gattone. Lo osserviamo intagliare il ghiaccio con maestria con una piccola accetta. Tomaso è un artista locale di Cavalese. Ha frequentato l'Istituto Statale d'Arte per 5 anni, specializzandosi nella scultura e nella pittura. Conseguita la maturità ha ottenuto il diploma di specializzazione di grafica pubblicitaria a Verona. Dopo una parentesi di 2 anni come grafico, ha deciso di dedicarsi completamente al disegno murale per il quale ha sempre provato una forte passione, incontrando subito molti apprezzamenti e quindi diverse commissioni nelle zone turistiche del Trentino. Nella tradizione alpina, e in modo particolare nella zona dolomitica, la pittura murale ha avuto un suo ruolo particolare: anticamente, nella figurazione tradizionale, l'immagine sacra aveva un funzione votiva, o di devozione. In epoca moderna questa funzione è andata via via scomparendo, sostituita da rappresentazioni di scene ispirate al mondo rurale e alla natura, in cui prevale l'interpretazione dell'artista con la sua sensibilità e personalità.
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Tomaso Baldassarra
arte murale
Via Lunga 2 Daiano
cell 338 / 4026076
www.artemurale.com

 
La tavolata di Girovagando al Ristorante La Baita alle Bancoline (foto Agh)  
   
Tagliere di affettati La Baita   Risotto con radicchio e tartufo nero  
   
Fiorentina (foto Agh)   Vino "Ritratti" di Cantina La Vis  
   
Tagliata di manzo con porcini   Dolci di mele (foto Agh)  
A tavola: Ristorante "La Baita" alle Bancoline di Varena

Per pranzo siamo ospiti del ristorante "La Baita", con la nuovissima gestione della famiglia Bolognani: Franco, il patron, la moglie Nadia e la figlia Giorgia, in cucina lo chef Gabriele Zini. La cucina è quella tipica regionale, le paste e i dolci sono tutti fatti in casa. La specialità de La Baita sono le carni alla griglia. Noi abbiamo degustato: tagliere "La Baita" con affettati misti: un eccezionale risotto al radicchio e al tartufo nero; la "carne salada e fasoi en bronzon"; funghi porcini trifolati con crostini di polenta grigliati; bistecca fiorentina; filetto di maialino glassato al miele della Val di Fiemme con purea di mele; tagliata di manzo con funghi porcini; costoletta di cervo alle erbe con mostarda di pistacchi tostati. Per il dessert lo strudel di mele e la torta di mele con crema vaniglia. Assolutamente tutto buonissimo, da provare! E' gradita la prenotazione.

Nadia, Luciano, Franco con la figlioletta Giorgia (foto Agh)

Ristorante La Baita
loc. Bancoline 1, Varena (TN)
tel e fax 0462 / 230383
www.ristorantelabaita.eu

 
Nella macelleria artigiana Dagostin di Varena (foto Agh)  
   
Prelibati prodotti della macelleria   Agostino e Giuseppe (foto Agh)  
Macelleria artigiana Dagostin

A Varena visitiamo una piccola ma validissima macelleria artigiana, accompagnati da Giuseppe Dagostin (contitolare con papà Vittorino), e dal "braccio destro" Agostino Fabiano. Loro scelgono i capi migliori negli allevamenti locali e regionali che vengono poi macellati nei vicini macelli autorizzati. Queste carni sono trasferite nel laboratorio artigianale e trasformate, oltre che in tagli per la vendita, anche in speck, pancette, bresaole, salami ed altro. In azienda di preparano anche particolari prodotti come canerderli trentini, salami, prosciutti di cervo, salamini tirolesi e vari tipi di insaccati e salumi. Per occasioni particolari come Natale, Pasqua ecc, la macelleria Dagostin propone varie specialità e, su richiesta, anche cesti regalo con i prodotti della migliore enogastronomia del territorio.

Macelleria Dagostin
Piazza Mercato 1, Varena 38030
Tel: 0462 340422 - fax 0462 235476, cell: 347 5990322
www.dagostin.it

Immagine d'epoca di Varena (cortesia del Circolo Culturale di Varena)
"Trattoria Alla Chiusa" sulla strada per il Passo Lavazé (foto per cortesia Circolo Culturale di Varena)

Arrivederci a Varena

Per concludere visitiamo il paese accompagnati da Domenico Leto, che ci mostra le viuzze caratteristiche di Varena, gli scorci più originali, gli antichi portali e gli androni, le case affrescate, la sede del Circolo Culturale, la caserma dei Vigili del Fuoco e la nuova sede degli Alpini.

 
Varena, sullo sfondo il Cermis (foto Agh)   Viuzza al tramonto (foto Agh)
 
In Municipio con il sindaco Paride Gianmoena   Casa Natale di Antonio Longo (foto Agh)
 
Casa nobiliare di Varena (foto Agh)   Michele Cavada, albergatore dell'Hotel Serenella
 
Pizzeria La Marisana (foto Agh)   La caserma dei Vigili del Fuoco (foto Agh)
 
Il Circolo Culturale (foto Agh)   Con Maria Luisa Monsorno, presidente del Circolo
Con gli alpini di Varena (foto Agh)


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Affresco gotico nella Chiesa di Varena, di autore ignoto (foto Agh)
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Via F.lli Bronzetti 60
38033 Cavalese
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Presepio di Varena
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