Città di Trento
Le grandi mostre - 21 aprile 2007
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Il bellissimo Museo dell'Aeronautica "Gianni Caproni" a Trento: nella foto il Savoia Marchetti S.79 (foto Agh)

Questa settimana siamo a Trento, il capoluogo, per documentare alcune tra le principali mostre. "Per l'arte", al Castello del Buonconsiglio, è dedicata alla figura di Nicolò Rasmo (1909 - 1986) studioso, soprintendente e figura storica per la storia dell' arte regionale. "La Scimmia nuda", al Museo Tridentino di Scienze Naturali, una grande mostra evento per indagare la storia naturale dell’uomo tra antropologia, archeologia, preistoria, zoologia, genetica e arte. Infine la visita di Girovagando al meraviglioso “Museo Gianni Caproni" dove sono esposti pezzi rarissimi.

 
Ritratto giovanile di Nicolò Rasmo disegnato da Pietro Annigoni  
 
La mostra nella sala in cui vi fu il processo a Battisti e Filzi condannati a morte  
   
Franco Marzatico (foto Agh)   Un angolo della mostra (foto Agh)  
 
La sala che ospita la mostra dedicata a Nicolò Rasmo (foto Agh)  
 
Rasmo in un documentario dell'Assessorato Cultura del Comune di Bolzano  
"Per l'Arte" - Nicolò Rasmo 1908-1986

La mostra, come ci dice Franco Marzatico direttore del Museo, è dedicata alla figura di Nicolò Rasmo (1909 - 1986) studioso, soprintendente e figura storica per la storia dell' arte regionale, che si batté energicamente per tutelare, recuperare e conservare il patrimonio artistico locale. Rasmo è tutt'oggi, a parecchi anni dalla morte avvenuta nel 1986, un nome importante per chi si occupa di storia dell'arte dell'Alto Adige e del Trentino e una personalità ancora viva nella memoria di chi ebbe l'occasione e la fortuna di conoscerlo personalmente. Nato a Trento il 6 luglio 1909, già adolescente mostrò uno spiccato interesse per la storia dell'arte come dimostra una sua pagella di liceo: accanto ad una serie di sei in tutte le materie, dall'italiano alla ginnastica, spicca il dieci in storia dell'arte. Si laureò nel 1933 a Firenze in storia dell'arte medievale, con Mario Salmi, discutendo una tesi sul Castello del Buonconsiglio di Trento. L'anno successivo conseguì, presso la stessa Università, il diploma di perfezionamento. Nel 1939 prese servizio come Ispettore presso la Soprintendenza alle Belle Arti di Trento, di cui diverrà titolare nel 1960 e che dirigerà fino al 1974. Dal 1940 al 1981 fu anche Direttore onorario del Museo civico di Bolzano. La sua attività di studioso s'intreccia indissolubilmente alla sua attività di tutela del territorio (anche le competenze di difesa ambientale, infatti, erano allora affidate alle Soprintendenze) che svolge con una passione e una tenacia caparbie, cosicché nei suoi scritti, accanto alle più colte disquisizioni a carattere stilistico ed attributivo, non mancano riferimenti puntuali alle tecniche esecutive, ai problemi legati alla conservazione, alla pratica e alla teoria del restauro, molto spesso a carattere pionieristico. Quello che colpisce nei suoi scritti è pertanto la complessità degli approcci e la capacità, rara a trovarsi nella storia dell'arte praticata dai suoi contemporanei, di affrontare la materia davvero sotto ogni punto di vista, partendo, tra il resto, dalla puntuale lettura dei documenti d'archivio. La mostra documenta anche fatti curiosi, come quando trasportò di persona con la carriola preziosi resti della chiesa dei Domenicani al Museo Civico, o quanto si impegnò per ricostruire l’abside romanico della chiesa di Lasa cercandone i pezzi in tutto il paese. Sono ricordate anche le dure battaglie per riottenere le tavole di Hans Multscher tolte da Hermann Göring a Vipiteno e conservate dopo la guerra a Palazzo Vecchio (Firenze), o quella contro la speculazione edilizia degli anni ’60.

Al Castello del Buonconsiglio la grande mostra "Ori dei cavalieri delle Steppe" (foto Agh)

 
"Kolt", pendenti per copricapo (foto B. C.)  
   
Yurta (foto G. Salomon)   Foto dal documentario di Salomon  
   
Spada X secolo d.C. (foto B. C.)   Pisside, XIII - XIV sec. d. C. (foto B. C.)  
   
Pendente IV sec. a.C. (foto B. C.)   Pettorale VII - VIII sec. d.C. (foto B. C.)  
 
Placche con figure femminili, IV sec. a. C. (foto Buonconsiglio)  
 
Coperchio di ciotola XII -XIII sec. d.C . (foto Buonconsiglio)  
Ori dei cavalieri delle Steppe
Collezioni dai Musei dell’Ucraina
1 giugno - 4 novembre 2007

Negli orizzonti sconfinati delle steppe che si estendono dall’Asia fino all’Europa orientale, dal primo millennio avanti Cristo fino al Medioevo si sussegue il dominio di popoli nomadi di cui la mostra restituisce una vivida immagine, attraverso le preziose testimonianze riaffiorate nei vasti territori dell’Ucraina. Sono popoli guerrieri che hanno il loro punto di forza nella perpetua mobilità, affidata al cavallo, al carro e alla tenda. Si chiamano Cimmeri, Sciti, Sarmati, Goti, Avari e Unni e le loro vicende e migrazioni hanno influenzato la storia dell’Occidente. Storici e geografi antichi li hanno descritti di volta in volta come coloro che non hanno mai fondato città, non hanno mura da difendere, portano la casa con sé, vivono sui carri, fieri e selvaggi barbari ai confini del mondo civilizzato. Il filo conduttore della mostra “Ori dei cavalieri delle steppe: collezioni dai musei dell’ Ucraina” in programma dal 1 giugno al 4 novembre 2007 al Castello del Buonconsiglio di Trento è costituito dallo splendore sfavillante di gioielli che rispecchiano il gusto e le mode, dalla potenza di armi impreziosite dall’oro e da gemme, e dalla sontuosità del vasellame cerimoniale da banchetto, segni del prestigio e del potere dei cavalieri delle steppe. Molti di questi eccezionali tesori provengono da kurgan, grandi sepolture a tumulo, destinate a perpetuare la gloriosa memoria dei defunti del ceto più elevato, punti fermi nel paesaggio percorso dai nomadi. Sfolgoranti ornamenti per vesti e copricapi, orecchini, pendenti, bracciali, pettorali e perfino spade in oro mostrano lo sfarzo della vita aristocratica di questi principi cavalieri delle steppe e i rapporti culturali esistenti con le civiltà urbane del Mediterraneo e dell’Asia, Greci, Romani e Persiani. L’arte di questi popoli è profondamente influenzata dall’ambiente naturale in cui vivono. Il quotidiano contatto con il mondo delle steppe trova espressione “nell’arte animalistica”, caratterizzata da una costante tensione verso la rappresentazione di animali reali e fantastici, dalle più ardite pose naturalistiche a quelle stilizzate e manierate. Grifoni, felini e cervi effigiati su lamine d’oro insieme ad oggetti cerimoniali evocano credenze magico religiose e il mondo spirituale degli sciamani. Espressioni artistiche originali coesistono con apporti figurativi derivati dal mondo greco. La mostra è introdotta da un’importante selezione di testimonianze relative ai primi popoli sedentari e agricoltori che hanno preceduto l’affermarsi delle culture nomadiche. Le steppe saranno anche raccontate da splendide fotografie di Giorgio Salomon.

Spilla a forma di delfino I sec. a. C. - I sec. d. C. (foto Buonconsiglio)

Castello del Buonconsiglio
Via Bernardo Clesio, 5 - Trento
Tel 0461/233770 - Fax 0461/239497
www.buonconsiglio.it

 
Il manifesto ufficiale della mostra (foto Agh)  
 
Una stupefacente ricostruzione in grandezza naturale di un antenato (foto Agh)  
   
Museo Tridentino di Scienze Naturali   Sala al pianterreno (foto Agh)  
   
Marco Maiolini (foto Agh)   Michele Lanzinger (foto Agh)  
   
Un'altra incredibile ricostruzione   Sala dedicata al linguaggio (foto Agh)  
 
"Scimmie" a confronto (foto Agh)  
La Scimmia Nuda
Museo Tridentino di Scienze Naturali
fino al 6 gennaio 2008

È evidente che gli esseri umani sono diversi da tutti gli altri animali. Di recente però si è scoperto che l’uomo condivide con gli scimpanzè più del 98 % del DNA e che vi sono notevoli somiglianze di comportamento con tutte le scimmie antropomorfe. Questa contraddizione è il carattere più affascinante della nostra specie. Ma come ha avuto origine e che cosa significa? Nel mondo occidentale, mentre la scienza ci pone dentro alla Natura, la religione dominante ci dice che siamo separati, se non al di sopra della Natura. I nuovi progressi in biologia degli ultimi due secoli hanno mostrato quanto ci sia in comune tra gli Uomini e gli altri animali. Nel futuro potrebbe essere ridisegnato il confine fra loro? Ci parlano della Mostra Carlo Maiolini, uno dei curatori, e Michele Lanzinger direttore del museo e responsabile scientifico "La Scimmia nuda", che sarebbe l'uomo e che riprende il titolo di un famoso libro di Desmond Morris, biologo e zoologo di fama mondiale, è una grande mostra evento che indaga la storia naturale dell’uomo confrontando antropologia, archeologia, preistoria, zoologia, genetica e arte. Un percorso interdisciplinare che tocca i diversi aspetti biologici e culturali dell’uomo a partire dagli antecedenti animali. Postazioni interattive, ambientazioni, opere d’arte, oggetti rari e preziosi provenienti dalle più diverse epoche e culture umane identificano il posto dell’uomo nella natura, in un intrigante dialogo tra scienza, filosofia e arte. Sono quattro piani di esposizione, con decine di installazioni artistiche e multimediali, oggetti rari e preziosi provenienti da diverse epoche e culture umane a disposizione del visitatore, per partecipare ad uno dei più importanti dibattiti scientifici e culturali che oggi la società si trova ad affrontare: il futuro dell'uomo.

Museo Tridentino di Scienze Naturali
via Calepina, 14
tel. 0461 270.311
sito mostra www.mtsn.tn.it/scimmia
sito Museo www.mtsn.tn.it

Le sponde dell'Adigetto lungo via Sanseverino (foto Agh)

 
Paola, Francesco, Pasqualina, Luciano, Aldo e Felice (foto Agh)  
   
La tavolata di Girovagando (foto Agh)   La veranda (foto Agh)  
   
Francesco Carillo (foto Agh)   Paola e Pasqualina servono i paccheri  
   
Focaccia con pomodorini Pachino   Paccheri di Gragnano con scorfano  
   
Zuppa di pesce del Mediterraneo   Vini trentini di La Vis (foto Agh)  
 
Il pizzaiolo Aldo Rigillo (foto Agh)  
A tavola: ristorante - pizzeria "Sapori Mediterranei" a Trento

In via Sanseverino a Trento, a pochi passi dallo Stadio e dal grande parcheggio, c'è un'autentica "Isola del Mediterraneo", ovvero il ristorante di nuova gestione "Sapori Mediterranei" gestito da Francesco e Pasqualina Carillo, Paola Pascucci. Qui si possono degustare i veri sapori della cucina del sud. Il locale è diviso in 3 comode sale, una sala-veranda con 64 coperti) molto accogliente (riscaldata d'inverno), una sala all'interno climatizzata (49 coperti) e una sala "rustica" (53 coperti). L'atmosfera è famigliare, cordiale e calorosa. Ecco le specialità della cucina dello chef Francesco Carillo: antipasto "Sapori Mediterranei" (seppia Catalana e patate, carpaccio di pesce spada, carpaccio di polipo al Teroldego, cocktail di gamberetti), Pacchetti di Gragnano con ragu' di scorfano imperiale di scoglio, barca di orata del Mediterraneo con zuppetta di polipo, profiterol al cioccolato nero o bianco, delizia al limone di Positano, pastiera napoletana. Noi abbiamo degustato: come aperitivo una gustosa focaccia con pomodorini Pachino e basilico fresco accompagnata da Prosecco dei Colli del Soligo; come antipasto i deliziosi polipetti affogati con crostoni di Pane (polipetti, pomodorini, crostoni di pane, olio extravergine d’oliva, aglio, peperoncini, prezzemolo) ; per il primo piatto gli squisiti Paccheri di Gragnagno con scorfano reale di scoglio (paccheri di Gragnano, scorfano, pomodorini pachino, olio extravergine d’oliva, aglio, prezzemolo); per secondo la ghiotta zuppa di pesce del Mediterraneo (pesci di paranza, pomodorini, olio extravergine d’oliva, aglio, prezzemolo). Infine il dessert: un'eccellente Pastiera Napoletana. Se volete degustare ottimi sapori mediterranei questo è il posto che fa per voi. Il ristorante, che è anche un'ottima pizzeria grazie al pizzaiolo Aldo Rigillo, organizza banchetti e accetta prenotazioni con menù speciali.

Ristorante - pizzeria "Sapori Mediterranei"
via R. Da Sanseverino 39/4
38100 Trento
tel. 0461 / 984360

 
Azienda agricola alle porte della città di Trento: Maso Martis  
   
Luca D'Angelo (foto Agh)   Vigneti sulle colline di Trento  
   
Cantine Ferrari (foto Agh)   Visita alla cantina di Maso Martis  
   
Degustazione (foto Agh)   Vignaioli durante la vendemmia  
Strada del Vino e dei sapori di Trento Città del Concilio

Con Luca D'Angelo, parliamo della Strada del Vino e dei sapori di Trento Città del Concilio, di cui è coordinatore. Da un contesto urbano come quello di Trento, ricco di duemila anni di storia e in cui si celebrò il famoso Concilio (dal 1545 al 1563), si snodano percorsi da affrontare a piedi, in bicicletta o in mountain bike che conducono tra le cantine e le distillerie alla scoperta delle bollicine dello spumante Trento D.O.C e del gusto avvolgente della Grappa Trentina. Non mancano i produttori di salumi tipici come la lucanica (presidio Slow Food), quelli di formaggi di capra, le aziende agricole locali che coltivano frutta e ortaggi, i produttori di miele. Un interessante percorso tra le campagne e le montagne del circondario di una città che da sempre si distingue per una certa vivacità culturale. Il prodotto principe è il Trento D.O.C. Metodo Classico: è il fiore all'occhiello dell'enologia provinciale e, con 6,9 milioni di bottiglie vendute rappresenta circa il 40% del totale spumanti prodotti in Italia. Numeri importanti che stanno a indicare il successo di un vino tipicamente trentino, che ha cominciato a essere prodotto in zona più di un secolo fa grazie all'intraprendenza di Giulio Ferrari, fondatore dell'omonima casa di spumante metodo classico.

Strada del Vino e dei Sapori di Trento Città del Concilio
via Alfieri, 4 - 38100 Trento
Tel 0461 216021 - Fax 0461 984508
Presidente: Francesco Antoniolli - Coordinatore: Luca D’Angelo
www.apt.trento.it | Strada del Vino e dei Sapori di Trento Città del Concilio
Strade del Vino e dei Sapori del Trentino

 
Degustazione (foto Agh)  
   
Paolo Benati, resp. "Progetto Vino"   Vendemmia in Vallagarina (foto Agh)  
   
Degustazione in campagna (foto Agh)   Visita in cantina (foto Agh)  
   
Un produttore in cantina (foto Agh)   Vendemmia (foto Agh)  
"Progetto Vino" di Trentino Spa

Con Paolo Benati parliamo del "progetto Vino". Nel 2002 la Provincia Autonoma di Trento ha firmato un accordo con la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento, per individuare e progettare un piano promo-istituzionale per il vino trentino (nel 2006 allargato alla grappa), in collaborazione dei principali rappresentanti degli organi vitivinicoli e grappicoli trentini. Da qui nasce il "Progetto Vino" di Trentino Spa, Società di Marketing Territoriale del Trentino, che si concretizza con azioni promozionali mirate in Italia e all'estero. Per il vino e per la grappa la strategia di marketing territoriale 2007 si basa principalmente su due indirizzi operativi. Eccellenza: realizzazione di azioni che coinvolgano opinion leaders (giornalisti) e operatori di settore (ristoratori, enotecari, ecc.) finalizzate al consolidamento dell'immagine dell'area vitivinicola trentina dove si producono vini di eccellenza. Territorio: attuazione di una comunicazione allargata, mirata al rafforzamento dell'identità vitivinicola della provincia che generi un forte legame prodotto-territorio. Per Trentino Grappa si è scelto di integrare la strategia promozionale con eventi “ad hoc”, mettendo sempre in evidenza il marchio del Tridente (Istituto di Tutela Grappa del Trentino). Benati ci illustra infine uno dei prodotti più prestigiosi della viticoltura trentina: lo spumante Trento D.O.C. Tra gli appuntamenti da segnalare a Palazzo Roccabruna "Passito è passione", in collaborazione con l’Associazione Vignaioli del Vino Santo Trentino, una mostra evento per conoscere i segreti e la storia di un vino elegante e raffinato: il Trentino D.O.C. Vino Santo.

Progetto Vino - Ufficio Stampa
Trentino Spa
resp. Paolo Benati
tel 0461 887130
www.trentino.to
  Palazzo Roccabruna
tel. 0461 / 887101 - fax 0461 / 239853
Via SS. Trinità 24,
38100 Trento

www.palazzoroccabruna.it

Il famoso "Caproncino", l'idrovolante Caproni CA-100 (foto Agh)
 
Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni (foto Agh)   Con il pilota trentino Paolo De Lorenzi (foto Agh)
 
Luca Gabrielli (foto Agh)   Nel museo ci sono pezzi rarissimi (foto Agh)

 
Uno dei pezzi più pregiati: il celeberrimo aerosilurante Savoia Marchetti S.79  
 
Il Museo Caproni è una della maggiori istituzioni aeronautiche mondiali  
 
il Savoia Marchetti S.79 con la livrea origiale del Libano (foto Agh)  
Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni

Concludiamo la nostra giornata con una visita al Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni di Trento, accompagnati e guidati da Luca Gabrielli, assistente curatore delle collezioni. Il museo è stato inaugurato nel 1992 con l’esposizione di diciassette velivoli storici su una superficie di oltre 1400 mq, oltre a cimeli storici raccolti dalla famiglia di Gianni Caproni. Grazie all’intuizione dei fondatori, alla dedizione dei figli, e all’impegno della Provincia Autonoma di Trento, il “Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni” è oggi una delle maggiori istituzioni aeronautiche mondiali, con un ruolo importante nella ricerca storica sull’aviazione. Oltre a un'ampia selezione di velivoli Caproni, molti dei quali del periodo pionieristico, in tutto il mondo considerati in assoluto i più rari e affascinanti, il Museo contiene molti apparecchi realizzati da altre ditte italiane ed estere, quasi sempre esemplari unici. Nella struttura è stato ricostruito lo studio di progettazione dell'illustre pioniere aeronautico e uno scorcio dell'officina eliche dello stabilimento Caproni operante negli anni venti. La nuova missione del museo è quella di operare a favore della diffusione della cultura scientifica e tecnologica, con particolare riguardo agli aspetti di innovazione ed ai risultati delle ricerche raggiunti in territorio trentino.

Il salone principale del museo (foto Agh)
 
Veduta dell'ala nord (foto Agh)   Gabardini G.51bis (foto Agh)
Particolare sulla prua dell'idrovolante Savoia Marchetti Sm.80 Bis (foto Agh)

Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni
via Lidorno, 3
38100 Trento

tel. 39-0461-944 888 - fax 39-0461-944 900
www.museocaproni.it


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2007 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved


  APT TRENTO, MONTE BONDONE, VALLE DEI LAGHI
38100 Trento (Italy)
via Manci 2
tel. 0461 / 216000
www.apt.trento.it
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Tel. 0461 / 839000
Trentino on line 800 / 010545
www.trentino.to info@trentino.to

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