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| Il bellissimo Museo dell'Aeronautica
"Gianni Caproni" a Trento: nella foto il Savoia Marchetti
S.79 (foto Agh) |
Questa settimana siamo a Trento, il capoluogo,
per documentare alcune tra le principali mostre. "Per
l'arte", al Castello del Buonconsiglio, è dedicata alla
figura di Nicolò Rasmo (1909 - 1986)
studioso, soprintendente e figura storica per la storia dell' arte regionale.
"La Scimmia nuda", al Museo Tridentino
di Scienze Naturali, una grande mostra evento per indagare la storia naturale
dell’uomo tra antropologia, archeologia, preistoria, zoologia, genetica
e arte. Infine la visita di Girovagando al meraviglioso “Museo
Gianni Caproni" dove sono esposti pezzi rarissimi.
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| Ritratto giovanile di Nicolò
Rasmo disegnato da Pietro Annigoni |
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| La mostra nella sala in cui vi fu il
processo a Battisti e Filzi condannati a morte |
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| Franco Marzatico (foto Agh) |
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Un angolo della mostra (foto Agh) |
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| La sala che ospita la mostra dedicata
a Nicolò Rasmo (foto Agh) |
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| Rasmo in un documentario dell'Assessorato Cultura del
Comune di Bolzano |
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"Per l'Arte" - Nicolò Rasmo 1908-1986
La mostra, come ci dice Franco
Marzatico direttore del Museo, è dedicata alla figura di Nicolò
Rasmo (1909 - 1986) studioso, soprintendente e figura
storica per la storia dell' arte regionale, che si batté energicamente
per tutelare, recuperare e conservare il patrimonio artistico locale. Rasmo
è tutt'oggi, a parecchi anni dalla morte avvenuta nel 1986, un nome
importante per chi si occupa di storia dell'arte dell'Alto Adige e del Trentino
e una personalità ancora viva nella memoria di chi ebbe l'occasione
e la fortuna di conoscerlo personalmente. Nato a Trento il 6 luglio 1909,
già adolescente mostrò uno spiccato interesse per la storia
dell'arte come dimostra una sua pagella di liceo: accanto ad una serie di
sei in tutte le materie, dall'italiano alla ginnastica, spicca il dieci
in storia dell'arte. Si laureò nel 1933
a Firenze in storia dell'arte medievale, con Mario Salmi, discutendo
una tesi sul Castello del Buonconsiglio di Trento. L'anno successivo conseguì,
presso la stessa Università, il diploma di perfezionamento. Nel 1939
prese servizio come Ispettore presso la Soprintendenza
alle Belle Arti di Trento, di cui diverrà titolare nel 1960
e che dirigerà fino al 1974. Dal 1940 al 1981 fu anche Direttore
onorario del Museo civico di Bolzano. La sua attività di studioso
s'intreccia indissolubilmente alla sua attività
di tutela del territorio (anche le competenze di difesa ambientale,
infatti, erano allora affidate alle Soprintendenze) che svolge con una passione
e una tenacia caparbie, cosicché nei suoi
scritti, accanto alle più colte disquisizioni a carattere stilistico
ed attributivo, non mancano riferimenti puntuali alle tecniche esecutive,
ai problemi legati alla conservazione, alla pratica e alla teoria del restauro,
molto spesso a carattere pionieristico. Quello che colpisce nei suoi
scritti è pertanto la complessità degli approcci e la
capacità, rara a trovarsi nella storia dell'arte praticata dai suoi
contemporanei, di affrontare la materia davvero sotto ogni punto di vista,
partendo, tra il resto, dalla puntuale lettura dei documenti d'archivio.
La mostra documenta anche fatti curiosi,
come quando trasportò di persona con la carriola preziosi resti della
chiesa dei Domenicani al Museo Civico, o quanto si impegnò per ricostruire
l’abside romanico della chiesa di Lasa cercandone i pezzi in tutto
il paese. Sono ricordate anche le dure battaglie per riottenere le tavole
di Hans Multscher tolte da Hermann Göring
a Vipiteno e conservate dopo la guerra a Palazzo Vecchio (Firenze), o quella
contro la speculazione edilizia degli anni ’60.
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| Al Castello del Buonconsiglio la
grande mostra "Ori dei cavalieri delle Steppe" (foto Agh) |
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| "Kolt", pendenti per copricapo
(foto B. C.) |
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| Yurta (foto G. Salomon) |
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Foto dal documentario di Salomon |
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| Spada X secolo d.C. (foto B. C.) |
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Pisside, XIII - XIV sec. d. C. (foto
B. C.) |
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| Pendente IV sec. a.C. (foto B. C.) |
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Pettorale VII - VIII sec. d.C. (foto
B. C.) |
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| Placche con figure femminili, IV
sec. a. C. (foto Buonconsiglio) |
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| Coperchio di ciotola XII -XIII sec.
d.C . (foto Buonconsiglio) |
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Ori dei cavalieri delle Steppe
Collezioni dai Musei dell’Ucraina
1 giugno - 4 novembre 2007
Negli orizzonti sconfinati delle steppe
che si estendono dall’Asia fino all’Europa orientale, dal primo
millennio avanti Cristo fino al Medioevo si sussegue il dominio di popoli
nomadi di cui la mostra restituisce una vivida immagine, attraverso
le preziose testimonianze riaffiorate nei vasti territori dell’Ucraina.
Sono popoli guerrieri che hanno il loro
punto di forza nella perpetua mobilità, affidata al cavallo, al carro
e alla tenda. Si chiamano Cimmeri, Sciti, Sarmati, Goti, Avari e Unni e
le loro vicende e migrazioni hanno influenzato la storia dell’Occidente.
Storici e geografi antichi li hanno descritti di volta in volta come coloro
che non hanno mai fondato città, non hanno mura da difendere, portano
la casa con sé, vivono sui carri, fieri e selvaggi barbari ai confini
del mondo civilizzato. Il filo conduttore della mostra
“Ori dei cavalieri delle steppe: collezioni dai musei dell’
Ucraina” in programma dal 1 giugno
al 4 novembre 2007 al Castello del Buonconsiglio di Trento è
costituito dallo splendore sfavillante di gioielli
che rispecchiano il gusto e le mode, dalla potenza di armi impreziosite
dall’oro e da gemme, e dalla sontuosità del vasellame cerimoniale
da banchetto, segni del prestigio e del potere dei cavalieri delle steppe.
Molti di questi eccezionali tesori provengono da kurgan,
grandi sepolture a tumulo, destinate a perpetuare la gloriosa memoria
dei defunti del ceto più elevato, punti fermi nel paesaggio percorso
dai nomadi. Sfolgoranti ornamenti per vesti e copricapi, orecchini, pendenti,
bracciali, pettorali e perfino spade in oro mostrano lo sfarzo della vita
aristocratica di questi principi cavalieri delle steppe e i rapporti culturali
esistenti con le civiltà urbane del Mediterraneo e dell’Asia,
Greci, Romani e Persiani. L’arte di questi
popoli è profondamente influenzata dall’ambiente naturale
in cui vivono. Il quotidiano contatto con il mondo
delle steppe trova espressione “nell’arte animalistica”,
caratterizzata da una costante tensione verso la rappresentazione di animali
reali e fantastici, dalle più ardite pose naturalistiche a quelle
stilizzate e manierate. Grifoni, felini e cervi effigiati su lamine d’oro
insieme ad oggetti cerimoniali evocano credenze magico religiose e il mondo
spirituale degli sciamani. Espressioni artistiche originali coesistono con
apporti figurativi derivati dal mondo greco. La mostra è introdotta
da un’importante selezione di testimonianze relative ai primi popoli
sedentari e agricoltori che hanno preceduto l’affermarsi delle culture
nomadiche. Le steppe saranno anche raccontate da splendide
fotografie di Giorgio Salomon.
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| Spilla a forma di delfino I sec.
a. C. - I sec. d. C. (foto Buonconsiglio) |
Castello del Buonconsiglio
Via Bernardo Clesio, 5 - Trento
Tel 0461/233770 - Fax 0461/239497
www.buonconsiglio.it
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| Il manifesto ufficiale della mostra
(foto Agh)
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| Una stupefacente ricostruzione in
grandezza naturale di un antenato (foto Agh) |
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| Museo Tridentino di Scienze Naturali |
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Sala al pianterreno (foto Agh) |
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| Marco Maiolini (foto Agh) |
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Michele Lanzinger (foto Agh) |
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| Un'altra incredibile ricostruzione
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Sala dedicata al linguaggio (foto Agh)
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| "Scimmie" a confronto (foto Agh) |
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La Scimmia Nuda
Museo Tridentino di Scienze Naturali
fino al 6 gennaio 2008
È evidente che gli esseri umani
sono diversi da tutti gli altri animali. Di recente però si
è scoperto che l’uomo condivide con
gli scimpanzè più del 98 % del DNA e che vi sono notevoli
somiglianze di comportamento con tutte le scimmie antropomorfe. Questa contraddizione
è il carattere più affascinante della nostra specie. Ma come
ha avuto origine e che cosa significa? Nel mondo occidentale, mentre la
scienza ci pone dentro alla Natura, la religione dominante ci dice che siamo
separati, se non al di sopra della Natura. I nuovi progressi in biologia
degli ultimi due secoli hanno mostrato quanto
ci sia in comune tra gli Uomini e gli altri animali. Nel futuro potrebbe
essere ridisegnato il confine fra loro? Ci parlano della Mostra Carlo
Maiolini, uno dei curatori, e Michele Lanzinger
direttore del museo e responsabile scientifico "La
Scimmia nuda", che sarebbe l'uomo e che riprende il titolo di
un famoso libro di Desmond Morris, biologo
e zoologo di fama mondiale, è una grande
mostra evento che indaga la storia naturale dell’uomo confrontando
antropologia, archeologia, preistoria, zoologia, genetica e arte. Un percorso
interdisciplinare che tocca i diversi aspetti biologici e culturali dell’uomo
a partire dagli antecedenti animali. Postazioni interattive, ambientazioni,
opere d’arte, oggetti rari e preziosi provenienti dalle più
diverse epoche e culture umane identificano il posto dell’uomo nella
natura, in un intrigante dialogo tra scienza, filosofia e arte. Sono quattro
piani di esposizione, con decine di installazioni artistiche e multimediali,
oggetti rari e preziosi provenienti da diverse epoche e culture umane a
disposizione del visitatore, per partecipare ad uno
dei più importanti dibattiti scientifici e culturali che oggi
la società si trova ad affrontare: il futuro
dell'uomo.
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| Le sponde dell'Adigetto lungo via
Sanseverino (foto Agh) |
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| Paola, Francesco, Pasqualina, Luciano,
Aldo e Felice (foto Agh) |
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| La tavolata di Girovagando (foto Agh) |
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La veranda (foto Agh) |
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| Francesco Carillo (foto Agh) |
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Paola e Pasqualina servono i paccheri |
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| Focaccia con pomodorini Pachino |
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Paccheri di Gragnano con scorfano |
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| Zuppa di pesce del Mediterraneo |
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Vini trentini di La Vis (foto Agh) |
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| Il pizzaiolo Aldo Rigillo (foto Agh) |
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A tavola: ristorante - pizzeria "Sapori Mediterranei"
a Trento
In via Sanseverino a Trento, a pochi passi dallo
Stadio e dal grande parcheggio, c'è un'autentica "Isola
del Mediterraneo", ovvero il ristorante di nuova gestione
"Sapori Mediterranei" gestito da Francesco e Pasqualina
Carillo, Paola Pascucci. Qui si possono degustare i
veri sapori della cucina del sud. Il locale è diviso in 3
comode sale, una sala-veranda con 64 coperti) molto accogliente (riscaldata
d'inverno), una sala all'interno climatizzata (49 coperti) e una sala "rustica"
(53 coperti). L'atmosfera è famigliare, cordiale e calorosa. Ecco
le specialità della cucina dello chef Francesco
Carillo: antipasto "Sapori Mediterranei" (seppia Catalana
e patate, carpaccio di pesce spada, carpaccio di polipo al Teroldego, cocktail
di gamberetti), Pacchetti di Gragnano con ragu' di scorfano imperiale di
scoglio, barca di orata del Mediterraneo con zuppetta di polipo, profiterol
al cioccolato nero o bianco, delizia al limone di Positano, pastiera napoletana.
Noi abbiamo degustato: come aperitivo una gustosa focaccia
con pomodorini Pachino e basilico fresco accompagnata da Prosecco
dei Colli del Soligo; come antipasto i deliziosi
polipetti affogati con crostoni di Pane (polipetti, pomodorini, crostoni
di pane, olio extravergine d’oliva, aglio, peperoncini, prezzemolo)
; per il primo piatto gli squisiti Paccheri di
Gragnagno con scorfano reale di scoglio (paccheri di Gragnano, scorfano,
pomodorini pachino, olio extravergine d’oliva, aglio, prezzemolo);
per secondo la ghiotta zuppa di pesce del Mediterraneo
(pesci di paranza, pomodorini, olio extravergine d’oliva, aglio, prezzemolo).
Infine il dessert: un'eccellente Pastiera Napoletana.
Se volete degustare ottimi sapori mediterranei questo è il posto
che fa per voi. Il ristorante, che è anche un'ottima
pizzeria grazie al pizzaiolo Aldo Rigillo, organizza banchetti e
accetta prenotazioni con menù speciali.
Ristorante - pizzeria "Sapori
Mediterranei"
via R. Da Sanseverino 39/4
38100 Trento
tel. 0461 / 984360 |
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| Azienda agricola alle porte della
città di Trento: Maso Martis |
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| Luca D'Angelo (foto Agh) |
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Vigneti sulle colline di Trento |
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| Cantine Ferrari (foto Agh) |
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Visita alla cantina di Maso Martis |
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| Degustazione (foto Agh) |
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Vignaioli durante la vendemmia |
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Strada del Vino e dei sapori di Trento Città
del Concilio
Con Luca D'Angelo, parliamo della Strada del Vino
e dei sapori di Trento Città del Concilio, di cui è
coordinatore. Da un contesto urbano come quello di Trento,
ricco di duemila anni di storia e in cui si celebrò il famoso Concilio
(dal 1545 al 1563), si snodano percorsi da affrontare a piedi, in bicicletta
o in mountain bike che conducono tra le cantine
e le distillerie alla scoperta delle bollicine
dello spumante Trento D.O.C e del gusto avvolgente della Grappa
Trentina. Non mancano i produttori di salumi tipici come la
lucanica (presidio Slow Food), quelli di formaggi
di capra, le aziende agricole locali
che coltivano frutta e ortaggi, i produttori
di miele. Un interessante percorso tra
le campagne e le montagne del circondario di una città che da sempre
si distingue per una certa vivacità culturale. Il prodotto principe
è il Trento D.O.C. Metodo Classico:
è il fiore all'occhiello dell'enologia provinciale e, con 6,9 milioni
di bottiglie vendute rappresenta circa il 40%
del totale spumanti prodotti in Italia. Numeri importanti che stanno
a indicare il successo di un vino tipicamente
trentino, che ha cominciato a essere prodotto in zona più
di un secolo fa grazie all'intraprendenza di Giulio
Ferrari, fondatore dell'omonima casa di spumante
metodo classico.
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| Degustazione (foto Agh) |
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| Paolo Benati, resp. "Progetto
Vino" |
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Vendemmia in Vallagarina (foto Agh) |
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| Degustazione in campagna (foto Agh) |
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Visita in cantina (foto Agh) |
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| Un produttore in cantina (foto Agh) |
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Vendemmia (foto Agh) |
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"Progetto Vino" di Trentino Spa
Con Paolo Benati parliamo del "progetto
Vino". Nel 2002 la Provincia
Autonoma di Trento ha firmato un accordo con la Camera di Commercio
Industria Artigianato e Agricoltura di Trento, per individuare e progettare
un piano promo-istituzionale per il vino
trentino (nel 2006 allargato alla grappa), in collaborazione dei
principali rappresentanti degli organi vitivinicoli e grappicoli trentini.
Da qui nasce il "Progetto Vino" di Trentino Spa, Società
di Marketing Territoriale del Trentino, che si concretizza con azioni promozionali
mirate in Italia e all'estero. Per il vino e per la grappa la strategia
di marketing territoriale 2007 si basa principalmente su due indirizzi operativi.
Eccellenza: realizzazione di azioni che
coinvolgano opinion leaders (giornalisti) e operatori di settore (ristoratori,
enotecari, ecc.) finalizzate al consolidamento dell'immagine dell'area vitivinicola
trentina dove si producono vini di eccellenza. Territorio:
attuazione di una comunicazione allargata, mirata al rafforzamento dell'identità
vitivinicola della provincia che generi un forte legame prodotto-territorio.
Per Trentino Grappa si è scelto
di integrare la strategia promozionale con eventi “ad hoc”,
mettendo sempre in evidenza il marchio del Tridente (Istituto
di Tutela Grappa del Trentino). Benati ci illustra infine uno dei prodotti
più prestigiosi della viticoltura trentina: lo spumante Trento
D.O.C. Tra gli appuntamenti da segnalare a
Palazzo Roccabruna "Passito
è passione", in collaborazione con l’Associazione
Vignaioli del Vino Santo Trentino, una mostra evento per conoscere i segreti
e la storia di un vino elegante e raffinato: il Trentino
D.O.C. Vino Santo.
Progetto Vino - Ufficio Stampa
Trentino Spa
resp. Paolo Benati
tel 0461 887130
www.trentino.to
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Palazzo Roccabruna
tel. 0461 / 887101 - fax 0461 / 239853
Via SS. Trinità 24,
38100 Trento
www.palazzoroccabruna.it
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| Il famoso "Caproncino",
l'idrovolante Caproni CA-100 (foto Agh) |
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| Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni (foto Agh) |
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Con il pilota trentino Paolo
De Lorenzi (foto Agh) |
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| Luca Gabrielli (foto Agh) |
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Nel museo ci sono pezzi rarissimi (foto Agh) |
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| Uno dei pezzi più pregiati:
il celeberrimo aerosilurante Savoia Marchetti S.79 |
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| Il Museo Caproni è una della
maggiori istituzioni aeronautiche mondiali |
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| il Savoia Marchetti S.79 con la livrea origiale del
Libano (foto Agh) |
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Museo dell'Aeronautica Gianni
Caproni
Concludiamo la nostra giornata con una visita al Museo
dell'Aeronautica Gianni Caproni di Trento, accompagnati e guidati
da Luca Gabrielli, assistente curatore
delle collezioni. Il museo è stato inaugurato nel 1992
con l’esposizione di diciassette velivoli
storici su una superficie di oltre 1400 mq, oltre a cimeli storici
raccolti dalla famiglia di Gianni
Caproni. Grazie all’intuizione dei fondatori, alla dedizione dei
figli, e all’impegno della Provincia
Autonoma di Trento, il “Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni”
è oggi una delle maggiori istituzioni aeronautiche
mondiali, con un ruolo importante nella ricerca storica sull’aviazione.
Oltre a un'ampia selezione di velivoli Caproni,
molti dei quali del periodo pionieristico,
in tutto il mondo considerati in assoluto i più rari e affascinanti,
il Museo contiene molti apparecchi realizzati da altre ditte italiane ed
estere, quasi sempre esemplari unici. Nella
struttura è stato ricostruito lo studio di progettazione dell'illustre
pioniere aeronautico e uno scorcio dell'officina eliche dello stabilimento
Caproni operante negli anni venti. La nuova missione
del museo è quella di operare a
favore della diffusione della cultura scientifica e tecnologica,
con particolare riguardo agli aspetti di innovazione ed ai risultati delle
ricerche raggiunti in territorio trentino.
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| Il salone principale del museo (foto Agh) |
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| Veduta dell'ala nord (foto Agh) |
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Gabardini G.51bis (foto Agh) |
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| Particolare sulla prua dell'idrovolante
Savoia Marchetti Sm.80 Bis (foto Agh) |
Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni
via Lidorno, 3
38100 Trento
tel. 39-0461-944 888 - fax 39-0461-944 900
www.museocaproni.it
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testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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