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| Castello del Buonconsiglio a Trento
(foto Agh) |
Questa puntata è dedicata al Castello del
Buonconsiglio, tra i più importanti monumenti di Trento.
Il Museo al Castello del Buonconsiglio comprende varie collezioni provinciali
e si articola su quattro sedi nel territorio della provincia: oltre al Castello
di Trento, il Castello di Stenico nelle
Giudicarie, Castel Beseno nei pressi di
Rovereto e Castel Thun in Val di Non. Ci
accoglie per la nostra visita il direttore Franco
Marzatico.
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| Castello del Buonconsiglio (foto Agh) |
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| Il Castello fu sede dei Principi
Vescovi |
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Il refettorio Clesiano (foto Agh) |
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| Il loggiato interno (foto Agh) |
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Loggia del Romanino
(foto Agh) |
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| Sala d'esposizione (foto Agh) |
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Franco Marzatico (foto Agh) |
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| La Sala Grande col soffitto a cassettoni
(foto Agh)
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Il
Castello del Buonconsiglio
Il castello fu la residenza dei Principi Vescovi
di Trento dalla seconda metà del XIII secolo fino alla secolarizzazione
del principato (1803). E' formato da diversi corpi di fabbrica addossati
alle duecentesche mura cittadine: il nucleo
più antico, Castelvecchio, sorto
sulla cima di un dosso roccioso intorno al mastio cilindrico - detto Torre
d'Augusto - risale alla prima metà del Duecento. L'edificio subì
le prime importanti modifiche per volere del vescovo moravo Giorgio
di Liechtenstein (1390 - 1419), che ne mutò il primitivo severo
aspetto in quello di una residenza. Egli collegò al castello la Torre
dell'Aquila, preposta al controllo del lato orientale della città,
al cui interno fece affrescare il celebre Ciclo
del Mesi, capolavoro del gotico internazionale. L'aspetto attuale
di Castelvecchio si deve alle trasformazioni volute dal principe vescovo
Johannes Hinderbach (1465 - 1486), che
fece erigere da maestranze venete il cortile interno a loggiati sovrapposti
e la grande polifora della facciata in stile gotico - veneziano. Bernardo
Cles, principe vescovo dal 1514 al 1539, affiancò all'antico
edificio il Magno Palazzo, una maestosa
residenza ispirata ai canoni rinascimentali, avviando nel contempo la costruzione
di una nuova cinta muraria verso la città. La struttura architettonica
del Castello rimase quindi inalterata sino al tardo Seicento, allorché
il principe vescovo Francesco Alberti Poja
(1677 - 1689) fece costruire una nuova ala, la Giunta Albertiana, con la
quale vennero congiunti i due corpi di fabbrica del Magno Palazzo e di Castelvecchio.
Dopo la fine del potere temporale dei vescovi il castello fu utilizzato
nel XIX secolo come caserma, con un lungo periodo di degrado. Al termine
della prima guerra mondiale divenne proprietà dello Stato italiano
e nel 1924, con il soprintendente Giuseppe Gerola,
che ne diresse il restauro generale, sede del Museo Nazionale. Nel 1973,
con il passaggio delle competenze in materia di Beni Culturali dallo Stato
alla Provincia Autonoma di Trento, il Buonconsiglio diviene Museo Provinciale
d'Arte; dal 1992 è denominato Castello
del Buonconsiglio.
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| Refettorio Clesiano: particolare
dell'affresco del Fogolino (foto Agh)
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| Andrea Riccio: "Madonna con
bambino" (foto Castello Buonconsiglio) |
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Rembrandt Harmenszoon van Rijn "Giovane
con gorgiera e berretto" 1639
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| La nuova sezione lignea, dal romanico
al barocco (foto Agh) |
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| Il lapidario (foto Agh) |
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Mostre
2008: Andrea Riccio e Rembrandt
Due importanti mostre estive e due nuove sezioni permanenti sono le novità
per un 2008 ricco di arte. Dal 5 luglio al 2 novembre
2008 si apriranno al Castello del Buonconsiglio di Trento due
importanti mostre estive. Dopo il successo della mostra archeologica
dedicata agli “Ori
dei cavalieri delle steppe: collezioni dai musei dell’Ucraina”
il più importante museo di storia antica della regione torna ad occuparsi
di belle arti con due esposizioni dedicate alla scultura
e alla pittura rinascimentale e alla grafica
di Rembrandt e dei suoi contemporanei. La grande mostra “Rinascimento
e passione per l’antico: Andrea Riccio e il suo tempo”
che avrà una sede anche al Museo Diocesano Tridentino metterà
in luce la straordinaria congiuntura artistica venutasi a creare fra Padova
e Venezia intorno all’anno 1500. Non solo
sculture ma anche dipinti, disegni, incisioni, marmi, bronzi, terrecotte,
cristalli, oreficerie realizzati da geniali artisti faranno così
rivivere, nelle sale del Buonconsiglio, uno dei momenti più emozionanti
del Rinascimento italiano. La mostra di Trento presenterà per
la prima volta al pubblico una ricchissima selezione di opere dello
scultore Andrea Riccio, uno degli scultori rinascimentali più affascinanti
ma oggi meno conosciuti, almeno dal grande pubblico. La mostra presenterà
la sua produzione in bronzo e in terracotta, con pezzi provenienti dall’Italia
e dalle più prestigiose istituzioni straniere: dalla Ca’ d’Oro
di Venezia al Museo del Bargello di Firenze, dalla National Gallery di Washington
al Louvre di Parigi. La mostra “Rembrandt
e i capolavori della grafica europea nelle collezioni del Castello del Buonconsiglio”
mira invece a valorizzare le collezioni del Castello del Buonconsiglio.
Partendo dalla presentazione del celebre autoritratto di Rembrandt proveniente
dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, la mostra presenterà le più
note acqueforti del maestro realizzate su particolari carte e con tirature
freschissime. Oltre alle due rassegne il visitatore potrà ammirare
le nuove sezioni del Museo, dedicate alla
scultura lignea con pregevoli opere che
vanno dal periodo romanico al barocco, e alla scultura
lapidea nello scenografico allestimento realizzato alla base di Castelvecchio.
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| I giardini del Castello del Buonconsiglio
(foto Agh)
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| Andrea Riccio: "Pastore che
munge la capra Amaltea, particolare (foto BC) |
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| Lorenzo Lotto: "San Girolamo",
olio su tela (foto BC) |
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| Andrea Riccio: "Autoritratto", bustino in
bronzo (foto BC) |
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Rinascimento
e passione per l'antico.
Andrea Riccio e il suo tempo
Trento, Castello del Buonconsiglio
5 luglio - 2 novembre 2008
La mostra, realizzata in collaborazione tra Castello del Buonconsiglio,
Soprintendenza per i Beni storico artistici e Museo Diocesano Tridentino,
intende mettere in luce quella straordinaria congiuntura
artistica venutasi a creare a Padova e Venezia tra Quattro e Cinquecento,
nel momento in cui i modelli elaborati da personalità come Donatello,
Mantegna e Bellini
cedono gradualmente il passo alle novità che si vanno affermando
con Giorgione e il giovane Tiziano.
Dipinti, disegni, incisioni, marmi, bronzi, terrecotte, cristalli e oreficerie
realizzati da questi e altri artisti faranno così rivivere, nelle
sale del Buonconsiglio, uno dei momenti più
emozionanti del rinascimento italiano. La
mostra sarà inaugurata il 4 luglio 2008 e sarà curata
da Andrea Bacchi dell'Università
degli studi di Trento, Francesca de Gramatica
conservatore del Museo del castello e Luciana
Giacomelli della Soprintendenza provinciale. Avrà due sedi,
il Castello del Buonconsiglio e il Museo
Diocesano. Riccio era figlio di un orefice, Ambrogio Briosco che, formatosi
a Padova risulta però attestato a Trento con prestigiose cariche.
Già molto giovane, Riccio lasciò
Trento per trasferirsi a Padova dove sarebbe rimasto fino alla morte,
avvenuta nel 1532. Riccio si cimentò per tutta la propria attività
solo con la terracotta e il bronzo, due materiali che peraltro erano
stati largamente impiegati e apprezzati nell’antichità classica.
Cresciuto in una Padova dove gli insegnamenti
di Donatello e Mantegna erano ancora vivissimi credette con passione
a un continuo confronto con i grandi modelli dell’antichità,
recuperati con spirito quasi archeologico. Una convinzione rafforzata dalla
frequentazione con gli umanisti dello studio padovano. La mostra di Trento
presenterà per la prima volta al pubblico
una ricchissima selezione delle opere di Riccio, considerando sia la sua
produzione in bronzo sia quella in terracotta, con pezzi provenienti dall’Italia
e dai più famosi musei stranieri. Il percorso si articolerà
in 4 sezioni visitabili al Museo del Castello mentre la sezione dedicata
ai rapporti con la cultura trentina troverà spazio, come già
detto, nel Museo Diocesano [... leggi la presentazione
completa RTF 16k].
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| Scultura lignea della nuova sezione permanente
(foto Agh) |
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| Particolare del "Ciclo dei Mesi" nella
Torre dell'Aquila (foto Agh) |
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Rembrandt Harmenszoon van Rijn: "Le
tre croci" (foto BC)
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Rembrandt Harmenszoon van Rijn: "Autoritratto
alla finestra" 1648 (foto BC)
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| Rembrandt Harmenszoon van Rijn: "Paesaggio. Tre case sulla
strada" 1650 |
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| Rembrandt Harmenszoon van Rijn: "Ritratto dell’orefice
Jan Lutma" 1656 |
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Rembrandt
e i capolavori della grafica europea
nelle collezioni del Castello del Buonconsiglio
Trento, Castello del Buonconsiglio
5 luglio - 2 novembre 2008
Il Castello del Buonconsiglio conserva un importante nucleo di incisioni
all’acquaforte raccolte sotto il nome di Rembrandt, provenienti
dalla collezione Lazzari Turco Menz, donata nel 1924 al Municipio di Trento.
Composta complessivamente da circa un migliaio di fogli, prevalentemente
inediti e di cui è in corso una completa schedatura scientifica,
essa abbraccia un arco cronologico assai ampio, dalla fine del XV secolo
alla metà del XIX, comprendendo opere di scuola italiana, francese,
fiammingo - olandese, tedesca, spagnola e inglese. Nell'ottica di valorizzazione
delle proprie collezioni, a conclusione del ciclo di manifestazioni organizzate
dalle maggiori istituzioni museali nell’anniversario dei quattrocento
anni della nascita di Rembrandt (1606-1669), il Castello del Buonconsiglio,
nell'estate del 2008, intende presentare questa
straordinaria raccolta. Partendo dalla presentazione di alcune significative
opere di pittura, provenienti dai più prestigiosi musei europei,
quali il Rijskmuseum di Amsterdam e la
Galleria degli Uffizi di Firenze, la mostra
proseguirà con le più note acqueforti del maestro realizzate
su particolari carte e con tirature freschissime, e con alcuni disegni che
illustrano il momento creativo nel quale vengono tracciate le prime riflessioni
che precedono la nascita di un’opera d’arte. In questa sezione,
che abbraccia un ampio arco di tempo, dal 1628 al 1661, ossia dagli anni
giovanili di Leida fino al periodo più tardo di Amsterdam, si potrà
comprendere l’eclettismo del maestro e la sua versatilità:
lo vediamo infatti contemporaneamente attento all’indagine psicologica
di un collezionista amico e di uno sconosciuto orientale, come pure alla
resa atmosferica di un paesaggio famigliare, attraverso un uso straordinario
degli effetti chiaroscurali, in cui il gioco di luce e ombra esprime in
sommo grado la profondità della visione. Come incisore l'artista
si appropriò di quasi tutto il repertorio abitualmente trattato nell'arte
olandese del Seicento da pittori specializzati. La sua opera comprende dunque
storie, ritratti, scene di genere, paesaggi, nudi, fogli di schizzi e studi.
Ancor più sorprendente è la vastità
delle tecniche e dei mezzi espressivi grafici, che nessun altro artista
ha eguagliato. Nella formazione del suo "corpus", Rembrandt è
stato paragonato ad uno scrittore che ha padronanza di generi diversi, realizzando
indistintamente un romanzo, un poema epico, una commedia, una poesia. [...
leggi la presentazione completa RTF 33 k]
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| Raffigurazione del Concilio di Trento
(foto Agh)
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| Una delle sale del Lapidario (foto Agh) |
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| Il lapidario si trova nel Castelvecchio (foto Agh) |
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| Il lapidario raccoglie circa 30 opere tra alto
medioevo e Settecento (foto Agh) |
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| Capitello con simbolo evangelista Matteo XIV sec. (foto Agh) |
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| Madonna del Carmine opera di Francesco
Oradini XVIII sec (foto Agh) |
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Capitello con simbolo evangelista
Marco XIV sec. (foto Agh)
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La
nuova sezione espositiva: il lapidario
Curata dalla storica dell’arte Lia Camerlengo
ed allestita dall’architetto Roberto Festi,
la nuova sezione del Museo, denominata Lapidario,
comprende circa trenta opere cronologicamente
comprese tra l’alto medioevo e la fine del Settecento. Esse
rappresentano alcuni dei principali monumenti
architettonici, scultorei ed epigrafici della città e del territorio,
provenendo da chiese (S. Maria Maggiore, Cattedrale, S. Lorenzo, S. Maria
Maddalena ecc.), case e palazzi cittadini, del tutto scomparsi oppure modificati
da nuove costruzioni. La scelta offre così non solo un esempio di
storia dell’arte ma anche la testimonianza delle trasformazioni di
Trento e del suo circondario avvenute nel corso dei secoli. L’esposizione
si colloca in due ambienti del piano terreno di
Castelvecchio, la parte più antica del Buonconsiglio. Le
due sale medievali, coperte da volte sostenute da pilastri lapidei,
presentano la singolare caratteristica di una pavimentazione
direttamente scavata nella roccia, alla base del dosso sul quale
sorge il castello e ai margini di quella che fu in antico
una cava di pietra da costruzione. Il nucleo originario della raccolta
si deve, alla metà del Cinquecento, al principe vescovo Cristoforo
Madruzzo che raccolse nella villa delle
Albere una collezione di pietre antiche, ammirata, all’epoca
del terzo periodo conciliare, da Antonio Augustin,
vescovo di Lerida, che attentamente la descrisse in un manoscritto ora conservato
presso la Biblioteca Nacional di Madrid. Il conte Benedetto
Giovanelli, podestà di Trento per il trentennio 1816-1846,
studioso di storia, archeologia e numismatica e appassionato collezionista,
fu il più acceso sostenitore della creazione in città di un
museo pubblico, simile a quelli che andavano sorgendo nei maggiori centri
d’Italia e d’Europa. Ne costituì così le basi
lasciando in eredità al Comune, nel 1846, le sue raccolte di antichità
e monete. Ma già molto prima, nel 1824, riunì nella sede del
municipio in Palazzo Belenzani un gruppo
di antiche pietre: non solo iscrizioni romane
ma opere medievali e moderne, considerate
tutte, anche se in stato frammentario, "Monumenti patri". Nel
1856 venne inaugurato il primo gennaio il museo cittadino, nell’ex
palazzo a Prato in via SS. Trinità, nel 1874 il museo fu trasferito
a via Larga nel palazzo municipale. Nel 1924 venne istituito ufficialmente
nel Castello del Buonconsiglio il nuovo Museo
Nazionale. Giuseppe
Gerola, il soprintendente dell'epoca, decise di allestire il Lapidario
nel cortile presso il giardino, un tempo dedicato al gioco
della Pallacorda e lì rimase sino agli anni ’70. Poi
il rapido peggioramento delle condizioni ambientali e in particolare l’aumento
esponenziale dell’inquinamento atmosferico impose di conservare le
pietre in un ambiente chiuso. La collezione, ricoverata in ambienti protetti,
è stata restaurata dalla Soprintendenza
ai beni architettonici sotto la guida dell’arch. Sandro
Flaim.
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| Particolare del "Ciclo dei Mesi"
nella Torre dell'Aquila: il mese di dicembre (foto Agh) |
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| Pranzo all'aperto alla caffetteria
ristorante Buonconsiglio (foto Agh) |
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| Bruno Battistoni ai fornelli (foto Agh) |
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Maria Rita Zolin (foto Agh) |
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| Roberta Stelzer (foto Agh) |
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Pranzo all'aperto (foto Agh) |
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| Walter Rossi (foto Agh) |
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Bruno Battistoni (foto Agh) |
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A
tavola: ristorante caffetteria Buonconsiglio
Per il pranzo siamo ospiti della caffetteria -
ristorante Buonconsiglio, nei giardini del Castello vicino alle biglietterie,
dove si può gustare in pieno relax un aperitivo, un pranzo, il branch
domenicale o le serate a tema proposte durante l'estate. Il locale è
gestito dalla famiglia Battistoni, Bruno e Maria Rita. Per l'occasione erano
presenti Roberta Stelzer di Maso
Martis (vedi anche puntata
del 4 dicembre 2004) e Walter Rossi
dell'Azienda Agricola
Villa Piccola che ci hanno presentato i loro prodotti: rispettivamente
spumante Maso Martis Brut
TRENTODOC, Trey
e Traminer aromatico.
Lo chef in cucina, Bruno Battistoni, propone
piatti leggeri e veloci, gustosi, come si conviene ad un ristoro all'interno
di un museo. Noi abbiamo degustato insalata di
mare, tagliere di affettati e formaggi,
"bigoi" alla mediterranea, pasticcio
di asparagi, pennette all'amatriciana,
caprese con bocconcini di bufala, carpaccio
di bresaola, carne sala' con verdure grigliate.
Quindi il dessert, gelato semifreddo al torroncino
e, per finire in bellezza, una novità, la grappa invecchiata in barrique
"Ritocchi nel tempo"
dell'azienda agricola distilleria Casimiro,
di Bernardino Poli.
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| Spumante Maso Martis Brut TRENTODOC (foto Agh) |
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Tagliere di affettati e formaggi misti (foto Agh) |
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| Insalata di mare con verdure grigliate (foto Agh) |
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"Trey" dell'Azienda Agricola
Villa Piccola (foto Agh)
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| "Bigoi" alla Mediterranea (foto Agh) |
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Caprese con bocconcini di bufala (foto Agh) |
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| La tavolata di Girovagando (foto Agh) |
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Col cappellino di Girovagando... (foto Agh) |
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| Luciano con lo staff della caffetteria
ristorante Buonconsiglio (foto Agh) |
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| Disfida tra Ciusi e Gobi (foto Comitato
Feste Vigiliane) |
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| Andrea Zanotti (foto Agh) |
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Spettacolo in piazza (foto CFV) |
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| Fuochi di S, Vigilio (foto CFV) |
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Corteo storico (foto CFV) |
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| Palio dell'Oca (foto CFV) |
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Con Guido Malossini (foto Agh) |
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Feste
Vigiliane
14-26 giugno 2008
Le Feste Vigiliane, giunte quest'anno alla 25a
edizione, sono l'evento clou dell'estate che richiama a Trento migliaia
di turisti. Ce ne parlano Guido Malossini,
presidente del Comitato organizzatore delle Feste Vigiliane, e Andrea
Zanotti presidente del Comitato "In Dextera Athesis" che
organizza la Cena Benedettina. Sono un insieme di feste che si svolge ogni
anno nel mese di giugno, in onore di S. Vigilio, patrono della città.
In occasione dei festeggiamenti le vie centrali della città si trasformano
richiamando gli antichi borghi medievali, animandosi in mille iniziative,
spettacoli, musica, antichi mestieri, degustazioni di piatti tipici, vini
e grappe della tradizione trentina. Il culmine delle feste è il Palio
dell'Oca, gara che si svolge con delle zattere lungo il fiunge Adige,
e La Tonca, ovvero una sorta di processo
popolare ad un noto personaggio trentino che viene scelto, con tanto di
arringa in chiave comica-sarcastica, per subire la giusta punizione, "la
tonca" per l'appunto: dove un figurante rinchiuso in gabbia è
immerso per tre volte nelle fredde acque del fiume Adige. Le principali
manifestazioni delle Feste Vigiliane sono: il corteo storico con
i costumi tipici lungo le vie del centro; il Tribunale della Penitenza,
la Cena Benedettina
sul Doss Trento, la Fiera di San Vigilio, la traversata a nuoto del fiume
Adige, il Palio dell'Oca in zattera sul
fiume, la Tonca, la Processione di San
Vigilio, la rievocazione storica della Mascherada
dei Ciusi e Gobi, la conclusione finale delle feste con gli spettacolari
Fuochi di San Vigilio.
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| Francesca Filippini e Lorenzo Pontalti,
restauratori (foto Agh) |
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| Una stampa di Rembrandt in attesa
di restauro (foto Agh) |
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| Restauro (foto A. Tombini) |
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Ispezione di una stampa (foto Agh) |
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Il restauro delle stampe di Rembrandt
Pochi sanno che la Provincia ha un laboratorio
specializzato nel restauro, grazie al quale è
in grado di conservare al meglio i propri beni librari ed archivistici.
Con Lorenzo Pontalti
e Francesca Filippini,
restauratori, abbiamo visitato il laboratorio in via Buonarroti a Trento.
Pontalti ci ha spiegato il tipo di intervento realizzato per restaurare
le stampe di Rembrandt. "La
raccolta di incisioni che è stata oggetto dell’intervento di
restauro proponeva riflessioni ed interrogativi che da alcuni anni, nell’ambito
del restauro, sono in molti a farsi: quando e come intervenire nel pieno
rispetto dell’opera cercando di ripristinarne la fruibilità?
Infatti, se in un libro la fruibilità è costituita principalmente
dalla consultazione, in un’opera grafica le caratteristiche estetiche
prevalgono. Partendo da questi presupposti ci siamo riproposti di utilizzare
metodologie e materiali che risultino non invasivi e che garantiscano la
neutralità degli interventi, per quanto riguarda sia il percorso
storico, sia l’aspetto chimico-fisico dell’opera. Lo stato di
conservazione ci ha permesso di comprendere meglio l’uso che delle
incisioni è stato fatto nel corso del tempo: molte incisioni erano
smarginate, segno inequivocabile di una manipolazione da parte di vari proprietari
e collezionisti che, per “ripulire” i margini lisi e laceri,
hanno rifilato la parte non incisa del foglio fino allo specchio di stampa
o al margine dell’incisione; altre presentavano piccoli fori in corrispondenza
degli angoli, testimonianza del fatto che queste opere sono state usate
per eseguirne una copia. L’intervento di restauro, più che
ripristinare l’originalità, deve interrompere o quantomeno
rallentare il degrado ineluttabile. Abbiamo quindi cercato di non cancellare
le “tracce del vissuto” delle opere, ma ci siamo limitati a
rimuovere le cause presenti, che erano prevalentemente di origine chimica..."
[leggi tutto RTF 9k]
Soprintendenza per i beni librari ed
archivistici
Provincia Autonoma di Trento
corso Buonarroti, 76 - 38100 Trento
telefono: 0461/494468
serv.benilib@provincia.tn.it |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2008 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
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Si ringrazia l'uff. stampa del Castello del Buonconsiglio per la documentazione
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| Romanino: "Allegoria della castità"
(foto Agh)
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