PRIMIERO - VANOI
Spettacolo "La tragedia di Godimondo" a Prade - 12/07/2008
VIDEO
 
Scena della rappresentazione "La tragedia di Godimondo" che si tiene ogni 10 anni a Prade (foto Agh)

Questa puntata è un po' particolare, dedicata in buona parte ad un'antica tradizione del Vanoi, nel Primiero, che si perpetua dal lontano 1700 in uno rappresentazione recitata dagli abitanti di Prade e delle località circostanti di Cicona e Zortea.

 
Antonio Stompanato (foto Agh)  
Spettacolo popolare del Vanoi

Si tratta dello rappresentazione "La tragedia di Godimondo e Fortunato", che si tiene ogni dieci anni, appartiene al filone del "teatro gesuitico" che, in origine, aveva intenti educativi e moralizzatori. Ci accompagna, durante la giornata nel Vanoi-Primiero, Antonio Stompanato, presidente dell'APT. Ogni dieci anni, il piccolo paese di Prade nel Trentino si trasforma in un teatro dove i protagonisti sono gli abitanti della zona.

 
Un momento dello rappresentazione "La tragedia di Godimondo" (foto Agh)  
 
Il paese di Prade nel Vanoi (foto Agh)  
   
Con Marco Felici (foto Agh)   "Stanza del Sacro" a Zortea (Agh)  
   
Cassetta del "kromer" (ambulante)   Statua lignea (foto Agh)  
   
Statua lignea (foto Agh)   Elena Corona (foto Agh)  
 
Marco Depaoli, Luigi Zortea, Tiziano Mellarini, Renato Loss, Antonio
Stompanato, Marco Felici (foto Agh)
 
"L'Opara de Prade"

Si tratta di una tradizione che risale al 1700 e che si tramanda di famiglia in famiglia, con un grande senso di appartenenza da parte della popolazione locale. Un paese di duecento anime in una piccola valle laterale del Primiero, in Vanoi, diventa per un'estate un teatro nel quale recitano esclusivamente, come vuole la tradizione, gli abitanti del posto. Si rappresenta la "La Tragedia di Godimondo", un dramma storico religioso, il più antico nella vallata del Vanoi e Primiero ed uno degli ultimi sopravvissuti nel tempo in Trentino e in Italia. Una tradizione unica nel suo genere, che si ripete solo ogni dieci anni. L'opera rappresenta la storia di due cavalieri che conducono una vita sregolata e peccaminosa: Fortunato si ravvede, mentre Godimondo, incurante dell'amico, finisce tra i demoni a soffrire le pene dell'inferno. Una trentina di attori, tutti non professionisti, con molta tenacia e determinazione, riescono ad allestire lo spettacolo dopo quasi un anno di prove, e a far rivivere la tradizione negli occhi di giovani ed anziani. La prima rappresentazione di quest'anno si è tenuta nella struttura coperta di Prade il 28 giugno, le prossime saranno sabato 19 luglio, venerdì 8 e mercoledì 20 agosto, sabato 6 settembre, tutte alle ore 21.00. Nella puntata in tv interviste a Tiziano Mellarini assessore provinciale all'agricoltura, al commercio e turismo, Elena Corona, collaboratore dell'Eco Museo del Vanoi, Marco Felici presidente del Comitato Promotore della "Tragedia di Godimondo". Elena Corona ci parla della Stanza del Sacro dell'Ecomuseo del Vanoi a Zortea, della mostra che illustra il rapporto tra uomo, religiosità e territorio, di Cicona fumetto (traduzione fumettistica dello spettacolo), e della mostra temporanea sulla rappresentazione di Godimondo e Fortunato.

Vecchia foto dello rappresentazione "Godimondo e Fortunato" nella piazza di Prade nel 1932
A sx il Passo Gobbera, antica via di comunicazione tra Primiero e Vanoi, visto dal Col Rattin (foto Agh)
La famiglia Zurlo, tra i promotori dello rappresentazione: al centro Giuseppe Zurlo e Giovanna Gobber

 
La tentazione induce al peccato Fortunato... (foto Agh)  
 
Epulone sale dalle fiamme dell'inferno... (foto Agh)  
"La tragedia di Godimondo"

Il filo che tesse la trama de “La Tragedia di Godimondo” è di certo profondamente religioso. In un'epoca imprecisata, si raccontano le vicende del cavaliere gaudente Godimondo e di Fortunato, suo compagno di sventura. Su di loro sta per cadere il fatale decreto di dannazione eterna da parte della Giustizia, ma nelle loro vite interviene la Misericordia, la quale si incarica di salvarli grazie all'aiuto degli angeli custodi, che dovranno indurre i due paladini sulla retta via. Ad intralciare l'operato degli angeli, provvede un gruppo di demoni capeggiati da Belzebù, ai quali seguono ripetuti interventi delle forze del bene e del male. Fortunato vista la sua conversione riceve la grazia della salvezza, Godimondo invece muore da peccatore, superbo e sprezzante, finendo tra i demoni.

Lo rappresentazione fa parte del filone di "teatro gesuitico" con intenti educativi e moralizzatori (foto Agh)

 
L'epilogo: la morte di Godimondo... (foto Agh)  
 
I poveri Olibrio e Dorotea con don Colombano (foto Agh)  
 
La Tentazione con Fortunato... (foto Agh)  
Esempio unico di teatro religioso popolare

L'ambiente riproposto dall'opera rievoca suggestioni e particolari emozioni forse dimenticati dalla nostra società moderna. Tra i vari personaggi, rivivono cavalieri di ogni sorta: spiriti divini e demoni, poveri, anime del paradiso e dell'inferno, servi e, mercanti, fino a Don Colombano, il sacerdote. Questa tradizione rappresenta l'unico esempio rimasto oggi in Trentino di una consuetudine popolare drammatica diffusa nel passato su tutto il territorio provinciale. Tra le ipotesi che possono spiegare la sopravvivenza nella sola valle del Vanoi di questa pratica di teatro religioso popolare, la più convincente è l'isolamento dei suoi paesi, assieme all'orgoglio nato dalla consapevolezza di essere quasi i proprietari esclusivi dell'opera di “Godimondo e Fortunato”. Ecco perché, oggi più di ieri, il contenuto del dramma rispecchia forse l'esperienza spirituale degli abitanti e anche gli aspetti fantastici di molti personaggi e situazioni che hanno contribuito a coinvolgere e stupire gli spettatori sino ai giorni nostri. Dalla rappresentazione di Godimondo è stato tratto anche un libro "Prade, un paese in scena", la tragedia di Godimondo,
La vita di comunità nei suoi personaggi dal 1700 ad oggi, di Christian Zurlo.

La compagnia teatrale, di attori non professionist e, tutti originari del paese (foto Agh)

La Tragedia di Godimondo
Comitato Promotore
www.godimondofortunato.it

 
Baita Oasi circondata dal verde (foto Agh)  
   
Il soggiorno (foto Baita Oasi)   Il centro wellness (foto Baita Oasi)  
   
Massaggi rilassanti... (foto Agh)   Centro wellness (foto Baita Oasi)  
   
Camera da letto (foto Agh)   Con Santo Rattin (foto Agh)  
 
Dimostrazione di Nordic Walking (foto Agh)  
"Baita Oasi" a Canal San Bovo

Nei pressi di Canal S. Bovo, nel Vanoi, visitiamo una nuova struttura turistica gestita da Santo Rattin con la sua compagna Egilda Bortolotti. In origine era un vecchio maso famigliare scampato per miracolo alle alluvioni del 1966 e 1975 quando, per poco, il rio affluente del Vanoi non travolse l'edificio. Ora la struttura è stata totalmente riedificata per uso turistico. Baita Oasi offre camere molto confortevoli, rifinite in legno, con trattamento di mezza pensione e/o Bed & Breakfast, un centro wellness con trattamenti estetici personalizzati, doccia effusiva, bagno turco, idromassaggio e sauna. Ampi spazi sono a disposizione dei clienti per consumare la colazione a buffet. La cena è preparata con menù gustosi ma equilibrati, con un occhio di riguardo per una sana alimentazione. Alla sera, davanti al caminetto, si possono progettare i percorsi dei vari itinerari nella zona, conversando con i titolari e gli altri ospiti in un'atmosfera rilassata. Baita Oasi si trova in località Simbolda, poco fuori del paese in zona tranquillissima nel verde: in pochi minuti si raggiunge il Parco Fluviale del Vanoi, luogo ideale per praticare canoa, footing e nordic walking. Fabio Ober e Decimo Zorzi, istruttori di nordic walking, ci offrono una dimostrazione di questo nuovo sport adatto veramente a tutti. Dalla Baita Oasi ci sono diversi interessanti percorsi come “l’Anello dell’acqua”, ideato dall’Ecomuseo del Vanoi, il “Canyon della Cortella” e le “Grotte della Fosca”.

Fabio Ober e Decimo Zorzi, istruttori di nordic walking (foto Agh)

Baita Oasi
Località Simbolda
Canal San Bovo (TN)
tel. 0439 / 719021 - cell. 338 / 7496126
www.baitaoasi.it

Malga Lozen: Telmo Brolio, che accompagna i turisti coi cavalli, con Angelita Orler (foto Agh)

 
Agritur Malga Lozen (foto Agh)  
   
Silvia Iagher (foto Agh)   Il logo degli Agritur trentini  
 
La cucina propone piatti tradizionali trentini e del Primiero (foto Agh)  
Agritur "Malga Lozen" m 1493

L'Agritur Malga Lozen, circondato da pascoli, prati e boschi, si trova lungo la strada per il Lago di Calaita. E' quindi un punto di partenza ideale per passeggiate ed escursioni nei dintorni. L'agritur rispetta le antiche tradizioni dell'alpeggio, ed offre una cucina casalinga da gustare nella tranquillità dell'ambiente di montagna: la carne e gli insaccati sono quelli del proprio allevamento, la genuinità dei piatti è quindi garantita direttamente dai gestori Angelita Orler e Bruno Orsega. Gli ospiti sono invitati, se lo desiderano, a partecipare alle attività della malga e della fattoria didattica: dalla fienagione alla mungitura, fino al ciclo dal latte che diventa formaggio, alla scoperta delle tante attività del malgaro. Noi abbiamo degustato una serie di piatti tipici tra i quali la famosa Tosèla, il formaggio fritto tipico del Primiero, e la "Casàda", un piatto a base di ricotta e panna che si consuma con la polenta. L'agritur Malga Lozen è aperto da metà giugno a metà settembre, ed è accessibile anche ai disabili.

 
Malga Lozen (foto Agh)   Angelita Orler (foto Agh)
 
Affettatati e formaggi misti (foto Agh)   Salsiccia grigliata con la "Tosela" (foto Agh)
 
Funghi sott'olio (foto Agh)   Telmo Brolio (foto Agh)
 
La polenta fumante... (foto Agh)   La "Casada" (foto Agh)
 
Dolci fatti in casa (foto Agh)   Sala da pranzo (foto Agh)
Luciano Da Canal e Antonio Stompanato (a dx) con lo staff dell'Agritur di Malga Lozen (foto Agh)

Agritur Malga Lozen
Loc. Lozen (strada per il Lago di Calaita)
38050 Mezzano
cell: 347/5167624


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Gattino a Malga Lozen (foto Agh)
  A.P.T. SAN MARTINO Dl CASTROZZA,
PRIMIERO E VANOI

38058 San Martino di Castrozza
Via Passo Rolle, 165
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Foto panoramiche

La grandiosa barriera corallina delle Pale: incappucciato dalle nuvole il Cimon della Pala (foto Agh)

Pale di S. Martino versante Ovest:
Foto fissa con legenda delle cime (750 k)
Foto panoramica in movimento (file exe autoeseguibile 1,1 mb)

L'Altopiano desertico delle Pale (foto Agh)

Pale di S. Martino versante Est:
Foto fissa con legenda delle cime (900 k)
Foto panoramica in movimento (file exe autoeseguibile 1,3 mb)

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Portali locali
Primiero Dolomiti il sito ufficiale della valle di Primiero
primiero.net
Vanoi.it il cuore verde del Trentino
www.primieroli.com
Dolomiti.it - San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Fiera di Primiero
Primiero Iniziative
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Le falesie del Primiero da primiero.net
Falesie del Totoga da up-climbing.com
Itinerari nelle Pale di San Martino
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Ippovia del Trentino orientale (pdf 487 k)

Agriturismo in Trentino
www.agriturismotrentino.com

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Agritur Malga Lozen
Loc. Lozen (strada per il Lago di Calaita)
38050 Mezzano
cell: 347/5167624


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