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| Agritur del Caseificio di Pinzolo
- Fiavé: Loredana, Linda, Marco, Roxana e Gilberto con Luciano (foto Agh)
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Questa puntata è dedicata alla Val Rendena,
nella quale torniamo dopo l'ultima puntata girata quest'inverno a Madonna
di Campiglio il 14 febbraio 2008 (Vita Nova Trentino Wellness). Ci accolgono
Jalla Detassis, presidente dell'Apt e figlia
del grande alpinista Bruno Detassis, scomparso
di recente, e Sabrina Frizzi addetta alle
pubbliche relazioni dell'azienda del Turismo. Per un'ampia panoramica sulle
attrattive turistiche della zona vi rimandiamo alle puntate
precedenti.
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| "Grandi avventure per piccoli
uomini" in Val Rendena (foto Apt) |
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| Jalla Detassis (foto Agh) |
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Sabrina Frizzi (foto Agh) |
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| Suoni delle Dolomiti (foto Apt) |
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Il ritiro estivo della Juventus a
Pinzolo |
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| Sfilata in costume (foto Apt) |
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Casari durante una dimostrazione |
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| Sfilata di mucche razza Rendena durante
la Festa dell'Agricoltura (foto Apt) |
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Val Rendena: il programma estivo
Jalla Detassis ci presenta il ricchissimo
programma estivo. Tra i più importanti appuntamenti segnaliamo
Guerra Bianca in Adamello, con mostre,
serate, spettacoli, escursioni; "I
Suoni delle Dolomiti" concerti in quota con famosi artisti: il
18 luglio è in programma Alessandro
Bergonzoni sul Monte Spinale ad ore 19. Tra gli eventi sportivi, il
ritiro estivo della Juventus a Pinzolo, con il "Juventus
Summer Camp" rivolto a bambini e ragazzi dagli 8 ai 16 anni (20
luglio-2 agosto) e il Juventus
Day Camp con corsi di calcio tenuti dalla scuola calcio Juventus per
bambini e ragazzi (7-19 luglio). Altri eventi sportivi da non perdere il
23° Trofeo Stella Alpina (4-6 luglio),
rievocazione storica e gara di auto d’epoca con partenza dalla città
di Trento e arrivo a Madonna di Campiglio; quindi la 24
Ore di Mountain Bike Val Rendena (30-31 agosto) gara di 24 ore di mountain
bike lungo un circuito unico ad anello che si snoda tra i paesi di Bocenago,
Caderzone e Strembo. Il 3 agosto la Festa
dell'Agricoltura a Caderzone, che si svolge ogni anno, dedicata
alla Razza bovina Rendena. Le vie del paese diventano un pittoresco
palcoscenico per la rappresentazione della transumanza
delle bovine accompagnate dai carri con il fieno e gli attrezzi per la lavorazione
del latte. Un’occasione per assaporare i
prodotti tipici, preparati sotto chi occhi dei presenti. Da non perdere
a fine stagione la manifestazione Antichi
Sapori di Rendena il 6 e 7 settembre: evento
enogastronomico per valorizzare le antiche ricette locali, testimonianza
di una cultura contadina povera, legata soprattutto all’allevamento
dei bovini e dei suini in montagna.
Programma
completo eventi 2008
Antichi
Sapori di Rendena
Giovenche
di razza Rendena, sfilata e dintorni...
Azienda per il Turismo Spa
Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena
Via Pradalago 4, 38084 M.di Campiglio (TN)
Tel. 0039 0465 447501 - Fax 0039 0465 440404
www.campiglio.to
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| Le spettacolari Cascate di Mezzo
di Vallesinella (foto Agh) |
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| Lago delle Malghette (foto Agh) |
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| L'orso bruno (foto Parco) |
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Ingresso al Parco (foto Agh) |
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| Escursioni nel parco in bici (foto Agh) |
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Escursioni a piedi (foto Agh) |
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| Il direttore del Parco Claudio Ferrari
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Col presidente Antonello Zulberti
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| Lago Serodoli (foto Agh) |
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| Lago Gelato (foto Agh) |
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Il Parco Naturale Adamello – Brenta
Il Parco Naturale Adamello Brenta
è la più vasta area protetta della provincia situata nel Trentino
occidentale. Con i suoi 620,51 kmq comprende
i gruppi montuosi dell'Adamello e delle
Dolomiti di Brenta, separati dalla Val
Rendena e compresi tra le valli di Non, di Sole e Giudicarie. Nel
suo territorio ci sono 48 laghi e il ghiacciaio
dell'Adamello, uno dei più estesi d'Europa. L’ambiente
del Parco è quello tipico dell’Arco alpino centro-meridionale,
caratterizzato da boschi prevalentemente
di aghifoglie che ricoprono le pendici dei monti
fino a 1800 m di altitudine. Al di sopra di questa quota le foreste, che
occupano un terzo della superficie del Parco, lasciano il posto alle praterie
alpine e alla vegetazione rupestre che si spinge fin oltre i 2500 m. Il
territorio del Parco è estremamente articolato: foreste di abeti,
di faggi e di larici, prati trapuntati di fiori, praterie, pascoli, torrenti,
torbiere e rupi inaccessibili. Alle alte quote i paesaggi sono spettacolari
e unici, dominati dalla marcata diversità geologica dei due massicci
montuosi, il Brenta e l'Adamello. La fauna comprende camosci,
cervi, caprioli,
aquile. E poi stambecchi,
volpi, tassi,
martore, galli
forcelli e cedroni, marmotte,
pernici bianche e molti altri animali grandi
e piccoli. E naturalmente l'orso, simbolo
del parco, per il quale di recente è stato realizzato un progetto
di ripopolamento denominato Life
Ursus. Il Parco Naturale Adamello - Brenta festeggia quest'anno il ventennale
dalla fondazione. In quest'anniversario importante il Parco ha avviato
un'indagine conoscitiva "Il Parco in cinque
parole", per conoscere meglio idee, pareri e anche critiche
dei cittadini, per proseguire un percorso di avvicinamento tra Ente Parco
e popolazione.Ciascuno può mandare 5 parole
da associare al Parco e al suo territorio. Si possono inviare tramite
l'apposito
modulo oppure tramite SMS (335 / 5328136). Le parole ricevute saranno
pubblicate sul numero speciale della rivista che
uscirà in occasione del ventennale.
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| Escursione in alta quota (foto Agh) |
Parco Naturale Adamello - Brenta
Direzione, uffici
Via Nazionale, 24 - 38080 Strembo (TN)
Tel. 0465.80.66.66 - Fax 0465.80.66.99
www.pnab.it |
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| L'Agritur del Caseificio (foto Agh) |
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| Il punto vendita (foto Agh) |
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Il formaggio Spressa Dop (foto Agh) |
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| La sala da pranzo al piano superiore |
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Rodolfo Chesi (foto Agh) |
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| William Bonomi (foto Agh) |
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La sala da pranzo (foto Agh) |
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| Mucche di razza Rendena (foto Agh) |
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Mauro Povinelli (foto Agh) |
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| Prodotti tipici in vendita allo spaccio
del Caseificio (foto Agh)
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A tavola: Agritur Caseificio Pinzolo
Il Caseificio sociale di Pinzolo, Fiavé,
Val di Ledro e Chiese riassume nella denominazione il riferimento
al territorio geografico e alla sua storia. Il
primo nucleo risale al 1892 per iniziativa di un gruppo
di allevatori di bovini da latte di Fiavé, che fondarono un
caseificio turnario. Ciascun socio lavorava,
a turno per l'appunto, il proprio latte e quello degli altri soci, portandosi
a casa il burro e il formaggio di giornata. Si
passò alla forma cooperativa nel 1948. Da allora il caseificio
ha acquisito gradualmente, per adesione spontanea, produttori di latte di
zone e comuni delle Giudicarie ed ha aggregato
altre realtà cooperative operanti nello stesso settore. La crescita
numerica dei soci conferenti ed il continuo aumento
della quantità di latte prodotto, hanno determinato da un
lato la necessità di ampliare la struttura originaria e dall'altro
hanno consentito di riunire sotto un'unica ragione sociale realtà,
esperienze e tipologie di prodotti differenti, come formaggi, burro, latte
alimentare, yogurt, latte gelato, ecc. La produzione attualmente, oltre
alla Spressa Dop, il celebre formaggio
tipico, anzi esclusivo delle Valli del Chiese (Roncone) e Rendena (Pinzolo),
riguarda prevalentemente formaggi freschi, quali la Mozzarella
e la Boscatella. Da qualche anno un
nuovo agritur è stato realizzato nella sede di Pinzolo adiacente
al Caseificio: dalle vetrate del ristorante
si può addirittura osservare la stalla, con
le mucche di razza Rendena, o i casari mentre producono il formaggio
nel grande paiolo di rame. Nella puntata in tv, interviste a William
Bonomi, sindaco di Pinzolo, Mauro Povinelli
presidente Unione Allevatori Val Rendena, Rodolfo
Chesi, direttore Consorzio Pro Loco Val Rendena.
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| Una squisitezza: il "Patùgol",
polenta di patate con fagiolini (foto Agh) |
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| Antipasto di affettati di Rendena |
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Tavolata di prodotti tipici (foto Agh) |
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| Patùgol con gropuli (foto Agh) |
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Polenta di Storo e Spressa alla piastra |
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| Il dolce "Strinadina" (foto Agh) |
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Con Loredana Caola (foto Agh) |
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I piatti
L'agritur, che offre un punto grastronomico
di attrazione turistica e di promozione diretta dei propri
prodotti, è gestito da Loredana
Caola, che vanta una grande esperienza nella ristorazione. Noi abbiamo
degustato: antipasto dell'agritur con formaggi
di propria produzione; salumi della Val Rendena e carpaccio di carne
salada; tris di primi con risotto "ubriacato"
al Teroldego; strangolapreti con cialda al Trentingrana; pappardelle
fresche fatte in casa saltate con funghi porcini, polenta
di Storo con funghi trifolati e Spressa Dop delle Giudicarie alla
piastra. Quindi un piatto tipico "rendenero": il Patùgol,
una polenta di patate che a seconda delle
zone prende una denominazione diversa: pastagnoch,
pagnoch, pastroch.
Squisita la variante con farina di Storo e "gropuli",
il lardo croccante. Infine un dolce tipico giudicariese, la "Strinadina",
a base di pane vecchio, olio di oliva, zucchero e buon vino: era la prima
colazione per chi doveva affrontare dure giornate di lavoro in montagna.
Prende il nome dal vocabolo strinar,
che significa "abbrustolire". Se passate da Pinzolo, assaggiate
il Patùgol!
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| Particolare degli affreschi della
"Cort del Tonio" a Borzago (foto Agh) |
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| Gli affreschi risalgono agli anni
'40 (foto Agh) |
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| Virgilio Pellizzari detto "Tonio"
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Scena di caccia (foto Agh) |
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| Scenette quotidiane (foto Agh) |
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Ricordo della sparatoria in paese
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| Fagiano, particolare (foto Agh) |
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Ernesto Pellizzari, memoria storica
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| Il campo di bocce dell'osteria raffigurato
in un grande affresco (foto Agh) |
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| La "Cort del Tonio" a Borzago
(foto Agh)
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La "Corte di Tonio" a Borzago
Accompagnati gentilmente da Rodolfo Chesi, visitiamo una sorprendente
curiosità a Borzago, una fazione di Spiazzo in Val Rendena.
Si tratta di una corte, cioè di un cortile interno tra vecchie case,
completamente affrescata da "Tonio",
al secolo Vigilio Pellizzari (1874-1952),
un bizzarro personaggio che negli anni '40 si divertiva a rappresentare
con la pittura, sui muri di casa, scherzosi rimandi
alla vita quotidiana, ai detti popolari, agli avvenimenti paesani
o nazionali. Purtroppo gli affreschi sono fortemente deteriorati e l'Associazione
Pro Loco Rendena si sta interessando affinché questa testimonianza
storica, assai cara ai paesani di Borzago, non vada perduta. Il significato
degli affreschi, spesso metafore o allegorie non immediatamente comprensibili,
anche per il cattivo stato di conservazione, ci è spiegato da Ernesto
Pellizzari, un vicino di casa ed ex forestale in pensione, che
ha un ricordo piuttosto vivido del Tonio. Anzitutto il caseggiato
era anticamente un'osteria (Osteria alla Stella, in un affresco si legge
con fatica "vino e gasosa") e gli avventori si intrattenevano
giocando a bocce nel campo ricavato all'interno della corte, scena rappresentata
su un grande affresco. Tonio era un tipo estroso:
per campare faceva l'imbianchino, oppure ruote di carriole. In gioventù
aveva studiato in Francia e si intendeva di musica: suonava infatti piuttosto
bene la fisarmonica, scriveva e correggeva spartiti, suonava
l'organo in chiesa. Viveva da solo con un gattino, nonostante fosse
sposato: pare che litigasse di frequente con la moglie, che abitava al piano
di sopra, e dopo i bisticci sembra che sfogasse il suo malumore pitturando
un nuovo affresco. I temi preferiti erano delle garbate prese in giro delle
debolezze umane, illustrazioni di proverbi o motti popolari. Con iscrizioni
testimoniava i fatti rilevanti accaduti in paese, come una forte
nevicata nel maggio del 1945, oppure una sparatoria
con 5 morti. Se passate da Borzago, visitate la "Cort del Tonio",
è davvero una testimonianza originale di arte popolare.
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| Affresco sui "pesi specifici"
e sul peso della coscienza di certuni... (foto Agh) |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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