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| La mostra "Uomini e pietra"
a Palazzo Roccabruna a Trento (foto Agh) |
"Girovagando in Trentino" ritorna a Trento in occasione della
mostra Uomini e pietra - Natura e artificio tra
paesaggi e progetti, a Palazzo Roccabruna a Trento. Il musical
Montagne Migranti e la presentazione del nuovo
Sartori's Hotel di Lavis completano la puntata. Come sempre per le
attrattive di Trento, Monte Bondone e dintorni vi rimandiamo alle numerose
puntate precedenti.
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| Il famoso porfido trentino (foto Agh) |
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| Palazzo Roccabruna (foto Agh) |
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Paolo Baldessari (foto Agh) |
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| Mariano Gianotti (foto Agh) |
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Via del centro storico (foto CCIAA) |
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| Massimo Stenico (foto Agh) |
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Paolo Zoni (foto Agh) |
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| Esempi d'uso della pietra a Trento |
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La cattedrale di S. Vigilio (foto CCIAA) |
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| Particolare esterno cattedrale (CCIAA) |
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Largo Carducci (foto arch. CCIAA) |
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| Posatore di porfido (foto Agh) |
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Mauro Leveghi (foto Agh) |
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| Scalinata (foto arch. CCIAA) |
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| Granulati, tranciati, ciottoli alla
mostra di Palazzo Roccabruna (foto Agh) |
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Uomini
e pietra
Palazzo Roccabruna a Trento, dal 23 maggio al 29 giugno
Palazzo Roccabruna ospita una mostra-evento
che affronta il tema della pietra trentina nella
prospettiva della geologia, della storia,
dell’arte e del design.
La pietra è all’origine della civiltà umana: con la
pietra l’uomo ha costruito utensili, ha eretto le prime costruzioni
durevoli, ha edificato le prime città. Sulla
superficie della pietra egli ha dato voce alla propria dimensione simbolica:
ha raffigurato il proprio rapporto con la realtà, ha manifestato
il proprio senso del sovrannaturale. Dai grandi monoliti dell’età
preistorica ai palazzi dei nostri giorni l’uomo ha reinventato forme,
funzioni, materiali, ma la pietra resta uno dei suoi strumenti espressivi
più importanti. Renderle omaggio significa celebrare la storia
di un rapporto millenario, ritrovare le origini di un’esperienza
creativa che accompagna da sempre lo sviluppo della civiltà umana.
In Trentino, più che altrove, il legame fra pietra e uomo ha radici
profonde: non è un caso che il Codex
Wangianus, il primo statuto minerario d’Europa, sia nato proprio
qui agli inizi del XIII sec. Nella nostra provincia accanto all’aspetto
funzionale la pietra reca in sé la memoria di un’antica
sapienza manifatturiera, un sottile ma persistente filo rosso che
lega anonimi lapicidi romanici a raffinati scultori rinascimentali e barocchi,
architetti razionalisti a maestri del progetto contemporaneo. In questo
senso essa è parte integrante dell’identità della nostra
provincia: è elemento naturale che marca l’immagine del territorio,
è materia plastica che definisce l’estetica delle nostre città.
La mostra “Uomini e Pietra: natura ed artificio tra paesaggio e progetti”,
promossa dalla Camera di Commercio di
Trento e dalla Provincia autonoma di Trento,
si snoda tra la presenza delle diverse tipologie lapidee, specifiche del
territorio trentino, i paesaggi naturali, gli strumenti e i grandi artigiani
che hanno trasformato la natura in artificio. Accanto a tutto ciò
vengono esposti i risultati dell’intensa collaborazione, intrattenuta
in questi anni, con architetti e designer, come Michela
Baldessari, Mario Botta, Pierluigi
Cerri, Alessandro Guerriero, Michele
de Lucchi, Arnaldo Pomodoro, Ettore
Sottsass jr, che hanno proposto una personale interpretazione di
un archetipo del paesaggio trentino, la fontana,
valorizzando l’acqua e la pietra come risorse insostituibili di un
territorio che vuole vivere la contemporaneità anche nel segno della
sua storia. Nella puntata in tv interviste a: Paolo
Baldessari, curatore della mostra con Aldo Colonetti; Mariano
Gianotti, delegato della Camera di Commercio del progetto "Pietra";
Paolo Zoni,
vicepresidente Consorzio Estrattivo
Trentino; Massimo Stenico, vicepresidente
Espo - Ente Sviluppo
Porfido; Mauro Leveghi, vicesegretario
generale della Camera di Commercio di Trento.
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| Il musical "Montagne Migranti" |
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| Carlo Casillo (foto Andrea Tombini) |
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La copertina del cd doppio |
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| Momento dello spettacolo (f. Condini) |
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(foto Monica Condini) |
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Montagne
migranti, viaggio per il mondo della canzone di montagna
Il progetto Montagne migranti trae spunto
da un’idea, quella di un immaginario emigrante
trentino, uomo di montagna, che viaggiando per il mondo (tra la fine
dell’800 e la prima metà del '900) porta nella valigia le sue
canzoni di montagna nei luoghi tipici di emigrazione
italiana. Le canzoni ad ogni tappa si trasformano e si contaminano
dei ritmi, dei suoni, delle culture di quelle nuove terre. 14
note canzoni di montagna come "Quel mazzolin di fiori",
"La pastora", "La Dosolina", "La villanella",
"La Valsugana" eccetera, sono proposte da altrettanti cori
alpini trentini e quindi reinterpretate dal complesso musicale "Miscele
d’Aria" di Carlo Casillo,
con nuovi arrangiamenti ispirati ai ritmi ed alle sonorità della
musica popolare di varie parti del mondo: samba, salsa, tango, country,
dixieland, blues-gospel, balcanico, africano, tibetano, rock, pop ecc. Montagne
migranti è diventato un musical, sullo stile di un moderno
concerto pop-rock, seppur con la presenza di un coro di montagna quale co-protagonista.
Lo spettatore si trova di fronte ad una imponente e colorata macchina scenica,
con la presenza di circa 50 elementi sul palco,
tra coristi, musicisti, attori. Dal progetto è stato tratto un cd
audio doppio, uno con le 14 canzoni interpretate dai cori alpini,
l'altro con le rielaborazioni del complesso "Miscele d'aria".
Il gruppo nasce nel 2001 dall’impulso di Carlo
Casillo, compositore e musicista trentino, e raccoglie un eterogeneo
e nutrito organico di musicisti in una sorta di laboratorio di progetti
in evoluzione. Il repertorio attuale è costituito da brani vocali
e strumentali originali con una spiccata contaminazione
di elementi etnici e moderni, dalle influenze africane, a quelle mediterranee,
dai balcani al klezmer fino alla tradizione popolare italiana. Una mescolanza
di generi che include anche la bossa nova e altri ritmi sudamericani, il
funky, il jazz e il reggae. Due sono gli elementi fondamentali e costanti
del gruppo: il ritmo e la voce.
Miscele d'Aria
Associazione Miscele d’Aria
via Masetti n. 17, Cognola (Trento)
Tel. 339 / 2892360
www.misceledaria.com
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| Sartori's Hotel a Lavis (foto Agh) |
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| Sandro Sartori (foto Agh) |
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All'epoca del bowling (foto Sartori) |
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| "La Caneva" (foto Agh) |
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Salvatore Caduberra, chef (foto Agh) |
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| Con un birillo del vecchio bowling |
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Il bar della "Caneva" (foto Agh) |
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| Le pizze di Silvio Michelon (foto Agh) |
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Angolo della sala da pranzo (foto Agh) |
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| Centro Wellness (foto Agh) |
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Centro Meeting (foto Agh) |
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| Con lo chef Salvatore Caduberra,
di origini sarde (foto Agh) |
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A tavola: ristorante Sartori's
Hotel Il Sartori's Hotel a 4 stelle
a Lavis, totalmente ristrutturato qualche anno fa, sorge al posto dello
storico "Hotel
Bowling", aperto nel 1966 dai fratelli
Sartori di Molveno: Remo,
Bruno, Olivo e Sem. Discendenti di albergatori, i fratelli Sartori realizzarono
per l'epoca una struttura all'avanguardia con ristorante, bar, tabacchi,
il locale notturno "La Nuit" e la pista
da bowling, allora unica in tutto il nord
Italia. Nel 2006 Sandro, Massimo, Enrico, Mauro, Guido e Roberto
(figli di Bruno) dopo circa un anno di lavori hanno aperto il
nuovissimo Sartori’s Hotel 4 Stelle, continuando così
la tradizione di famiglia, una tradizione di successo che si basa sulla
professionalità ed una grande esperienza
accumulata in più generazioni. La struttura, situata a Lavis lungo
la strada provinciale e in posizione strategica
per raggiungere facilmente le più importanti località del
Trentino, offre camere comfort, business, superior ed elegance, realizzate
per soddisfare le esigenze e necessità di turisti e viaggiatori.
Al piano superiore un moderno Centro Meeting,
per incontri di lavoro, banchetti, cocktail, dispone di una sala con capienza
modulabile secondo le esigenze grazie a interpareti mobili. L'offerta dei
servizi include un Centro benessere, aperto
al pubblico, con personale qualificato per trattamenti di bellezza e cura
di viso-corpo, massaggi, sauna, bagno turco, sauna finlandese, vasca relax,
solarium, palestra. "La Caneva",
tutta realizzata in legno (con una saletta riservata ai fumatori), si ispira
alle vecchie cantine in cui concludere in allegria le proprie serate: vasta
offerta di birre ghiacciate, prelibatezze locali, buona musica anche dal
vivo. Infine il ristorante, dove si organizzano
anche banchetti e ricevimenti, accanto ad un'ottima pizzeria
con le squisite pizze di Silvio Michelon.
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| Un angolo della sala da pranzo-stube
(foto Agh) |
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| Pressatina di polipo (foto Agh) |
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Orecchiette pugliesi (foto Agh) |
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| Asparagi di Zambana (foto Agh) |
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Medaglioni di salmerino (foto Agh) |
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| Filetto di maialino (foto Agh) |
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Il dessert (foto Agh) |
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I piatti
La cucina propone i migliori piatti della gastronomia
regionale trentina e italiana, seguendo rigorosamente la
stagionalità dei prodotti. Noi di Girovagando in Trentino
abbiamo degustato: antipasti, pressatina di polipo
con cruditè di verdurine e salsa senapè; crostatina
di pasta brisè e Vezzena con fonduta di formaggi nostrani
e mostarda di mele cotogne; asparagi di Zambana
gratinati allo Stilton. Primi piatti: orecchiette
pugliesi spadellate con cime di rapa e pecorino romano; mezzelune
di patate nostrane ai carciofi, pecorino sardo e aromatizzate al
timo; lasagnette di pasta all’uovo con ragout
di cinghiale e ricotta affumicata. Secondi piatti: medaglioni
di salmerino alle verdure della Val di Gresta con salsa Chardonnay
e timo; branzino in cartoccio ai sali marini;
filetto di maialino in mantello di speck
bagnato al brandy e pepe verde, su patate Castello. I dolci: millefoglie
di meringa alle fragole, panna montata, gelato allo yogurt e basilico;
composizione di carpaccio d’ananas e kiwi
con cono al cioccolato e crema bavarese al frutto della passione. Per i
vini, Lagrein Rosé della Cantina
Alois Lageder.
Conclusione con caffè, grappa di Moscato Casimiro
Poli. Tutto buonissimo, da provare.
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| Con lo staff del Sartori's Hotel:
Sandro, Salvatore, Enrico e Luciano Da Canal (foto Agh)
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Hotel Sartori's
Via Nazionale 33, 38015 Lavis (Trento)
Tel.: +39 0461 246563 | fax: +39 0461 240161
www.sartorishotel.com
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testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2010 - E' vietata la riproduzione
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