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| L'area archeologica sotto Palazzo
Lodron a Trento (foto Agh) |
Puntata speciale quella di oggi dedicata in gran parte all'archeologia,
soprattutto alla città di Trento
antica, battezzata dai romani con il nome di Tridentum.
Ringraziamo il dott. Gianni
Ciurletti, Soprintendente dell'Ufficio
Beni Archeologici della Provincia Autonoma di Trento, Francesca
Bazzanella e Maria Raffaelli Caviglioli
collaboratrici della Soprintendenza dei Beni Archeologici.
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| La strada romana lastricata di pietre
(foto Agh)
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| Gianni Ciurletti (foto Agh) |
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Vasellame (foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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Francesca Bazzanella (foto Agh) |
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| Maria Raffaelli Caviglioli (foto Agh) |
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Strada lastricata (foto Agh) |
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| I preziosi mosaici (foto Agh) |
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Tridentum, la città sotterranea
Nel sottosuolo del centro storico cittadino esiste una Trento
sino ad oggi sconosciuta. È la Tridentum
romana, sepolta dalla città medievale e poi da quella moderna.
Ipotizzata da diversi storici ed eruditi fin dal XVI secolo, per primo ne
ricercò e individuò con sicurezza il perimetro
Francesco Ranzi, nobile figura di imprenditore, uomo impegnato nel
sociale e appassionato di storia cittadina, che riportò l’esito
delle sue indagini nel volumetto “Pianta antica della città
di Trento. Osservazioni e memorie” edito nel 1869. Ritrovamenti fortuiti
nel corso di questo secolo portarono a diverse scoperte tra cui quelle della
porta di accesso meridionale Porta Veronensis (sotto Palazzo Pretorio,
in piazza Duomo) e di una casa fuori le mura in Via Rosmini. Seppur frammentariamente,
stanno emergendo dal sottosuolo e dall’oblio le vestigia della città:
case arricchite di mosaici, affreschi, arredi, servizi da mensa in ceramica
e vetro, strade, infrastrutture pubbliche, le mura che cingevano l'urbe
con porte e torri, l’anfiteatro. L'imperatore Claudio nell'anno 46
d. C la definì "Tridentum, splendidum municipium". Solo
oggi però, dopo un ventennio fervido di
scavi e ricerche a cura dell’Ufficio Beni Archeologici della
Provincia Autonoma di Trento, è possibile avere un quadro ampio ed
organico della città romana. Gianni Ciurletti, direttore dell'Ufficio
Beni archeologici, ci illustra le caratteristiche dell'antica città
di Tridentum.
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| Lastra calcarea murata rivenuta sulla
facciata della Chiesa di S. Apollinare (foto Agh) |
La città romana
L’antica città di Tridentum
fu fondata, per ragioni strategiche, verso la metà del I secolo a.C.
dai romani, come importante presidio per controllare
la valle del fiume Adige, il principale asse viario che collega l’area
mediterranea con l’Europa centrale. La città sorgeva a
ridosso di un’ansa del fiume che la proteggeva da nord: presentava
uno schema urbano regolare, delimitata
su tre lati a sud, est ed ovest da una cinta muraria. Esternamente alle
mure correva un fossato. Tridentum occupava un’area di circa 13
ettari ed all’interno era suddivisa in isolati
rettangolari delimitati da strade, che si incrociavano a formare
una scacchiera. Delle torri di difesa e
avvistamento sorgevano alle estremità degli assi viari. Di questi,
solo tre erano dotati di porte per l’entrata
dall’agro circostante.
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| Ricostruzione della Porta Veronensis
(foto Agh) |
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| Porta Veronensis sotto P.zzo Pretorio |
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Resti della torrre (foto Agh) |
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| Muro del torrione (foto Agh) |
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Parte di capitello (foto Agh) |
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| L'ingresso della porta monumentale...
(foto Agh)
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Porta Veronensis, piazza Duomo
La “Porta Veronensis” costituiva l’ingresso
monumentale della città romana sul lato meridionale: fu costruita
verso la metà del I sec. d.C., probabile trasformazione di una porta
precedente. Da qui partiva la principale strada
interna a Tridentum, diretta verso nord. La porta era a due fòrnici
(passaggi), uno pedonale e l’altro per i
carri, con pianta rettangolare e cortile interno (cavedio). La facciata
esterna, in calcare bianco locale, era fiancheggiata da due
torri poligonali con 16 lati, murature in mattoni rivestite da lastre
in calcare rosso, scala a chiocciola all’interno. Ciò che rimane
oggi riguarda la parte occidentale della porta in quanto quella orientale
è stata inglobata nelle fondazioni della Torre
Civica, eretta dopo il 1000. Si può riconoscere la parte del
basamento del primo fòrnice, e il suo prospetto esterno con gli incassi
nei quali scorrevano le porte con chiusura a saracinesca.
La facciata interna della porta doveva essere decorata da una statua di
cui rimane il piedistallo in calcare rosso e da una fontana come documenta
un lastrone in pietra bianca con canale e foro di scarico. E’ poi
visibile l’impianto della torre occidentale che la fiancheggiava,
con la soglia d’entrata, l’alloggiamento dei cardini e i primi
due gradini in pietra della scala a chiocciola; da qui si diparte verso
ovest la cinta muraria della città,
in ciottoli e malta, a cui, più tardi (III sec. d.C.), ne venne addossata
all’esterno una seconda costituita da pietre squadrate e malta più
consistente. Si è certi dell’esistenza di un piano superiore
della porta, come suggeriscono alcuni frammenti architettonici rinvenuti
durante gli scavi, riferibili sia al prospetto esterno sia a quello interno;
è invece solo ipotizzabile la presenza di un secondo piano.
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| L'area archeologica sotto Palazzo
Lodron a Trento (foto Agh) |
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| Palazzo Lodron, oggi sede della Banca
Popolare (foto Agh) |
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| La bottega vinaria coi quattro tini
incassati nel pavimento (foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| La grande sala: probabilmente una
bottega vinaria (foto Agh) |
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| Epigrafe del vinario Publius Tenatius,
II-III secolo d.C., rinvenuta a Passau |
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Area archeologica di Palazzo Lodron
Lavori di ristrutturazione di Palazzo Lodron, nell’omonima piazza
nel centro storico di Trento, hanno portato alla luce parte
di un quartiere dell’antica Tridentum. Nei vani interrati di
questo prestigioso edificio storico sono visibili tratti
della cinta muraria meridionale e di un cardo minore e resti di una
torre, di abitazioni private con impianto di riscaldamento e di una bottega
vinaria. Siamo qui in presenza di un cardo minore (strada cittadina
direzionata nord sud) largo circa 4,90 m. Lastricato con grandi basoli poligonali
in pietra rossa di Trento, è affiancato da marciapiedi in terra battuta
delimitati da crepidini pure in pietra. Sotto la strada, in posizione centrale,
si trovava un collettore fognario che raccoglieva
le acque bianche e nere che qui confluivano dalle canalizzazioni delle abitazioni
private. Esse venivano poi scaricate nel fossato che correva lungo il perimetro
esterno della cinta muraria cittadina. A scavalco delle mura erano poste,
a distanza regolare, delle torri. Ai lati
della strada si trovavano le case. La presenza di soglie in pietra permette
di riconoscere gli accessi e la funzione degli edifici. Qui siamo in presenza
di un esempio di perfetta conservazione dell’alzato di un’abitazione.
L’edificio è databile alla media/tarda età imperiale
(III – V sec. d.C.) e presenta, caso raro, un ambiente con latrina
a sedile. Le abitazioni addossate alle mura urbiche sono invece di epoca
altomedievale. Le impronte di 6 tini (di
cui è possibile vederne in situ 4) e una soglia di grandi dimensioni
suggeriscono una destinazione commerciale di quest’area. Era forse
utilizzata da un negoziante di vini per svolgere la sua attività?
Il ritrovamento risulta particolarmente significativo con riferimento alla
produzione e vendita di vino in età romana.
Straordinaria testimonianza della vocazione vitivinicola della nostra regione
rimane il
monumento funebre, rinvenuto in Baviera a Passau, del commerciante di
vino, Publius Tenatius Essimnus, domiciliato a Tridentum.
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| Gianni Ciurletti (foto Agh) |
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Una
passeggiata
nella Trento romana
intervista con Gianni Ciurletti
Soprintendenza per i Beni Archeologici
Provincia Autonoma di Trento
Via Aosta, 1 - 38100 Trento
Tel. 0461 492161 - 0461 492182 Fax 0461 492160
www.trentinocultura.net/archeologia.asp |
Enoteca "Alla Fontana di Bacco"
In Piazza Pasi a Trento visitiamo l'enoteca "Alla fontana di Bacco"
di Giuseppe Manincor per un aperitivo.
Giuseppe è un grande appassionato del suo lavoro e lo si vede da
come consiglia i suoi clienti, con grande garbo, disponibilità e
competenza. Nell'enoteca si possono trovare i
migliori vini trentini, nazionali ed esteri, oltre a prodotti tipici
trentini.
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| Enoteca "Alla Fontana di Bacco"
in Piazza Pasi |
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Giuseppe Manincor (foto Agh) |
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| I migliori vini trentini... (foto Agh) |
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... e non solo (foto Agh) |
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| Brindisi in enoteca (foto Agh) |
Enoteca Alla Fontana Di Bacco
di Giuseppe Manincor
38100 Trento (TN) - 6, Piazza Mario Pasi
tel: 0461 263987 |
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| La sala da pranzo del Ristorante
Loto (foto Agh) |
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| Alessandro Dietre (foto Agh) |
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Taglierone di affettati (foto Agh) |
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| Gnocchi alla S. Filippo (foto Agh) |
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Piatto Malga Ritorto (foto Agh) |
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| La bruschetta (foto Agh) |
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Piatto unico: insalata di polipo
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| Piatto pakistano (foto Agh) |
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Sfrizoli in versione dolce (foto Agh) |
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A
tavola: ristorante Loto
Per pranzo siamo ospiti del Ristorante Loto
in via Gocciadoro a Trento, nei pressi della piscina Fogazzaro. Si tratta
di un ristorante dalle caratteristiche
uniche in regione, in quanto propone una grande
varietà di piatti in grado di soddisfare tutti i gusti: dalla
cucina regionale a quella nazionale a quella etnica. A mezzogiorno il ristorante
propone tendenzialmente una cucina veloce e leggera,
anche con pizze o piatti unici, per chi fa pranzi di lavoro e vuole mangiare
veloce e leggero. I dipendenti, ben 13, sono in gran parte extracomunitari,
diretti dal titolare, Alessandro Dietre,
che ha creato una cucina cosmopolita: ad esempio c'è un pakistano
per le pizze, lo chef è egiziano, il cuoco dei primi è marocchino,
in sala c'è perfino un brasiliano. Sono gli stessi dipendenti spesso
a ispirare ed arricchire il menù coi piatti del loro paese di origine.
Il servizio è ottimo e veloce, il Loto è divenuto noto negli
anni in città per essere un ristorante dalla ottima
cucina a prezzi più che onesti. Noi abbiamo degustato: "sfrizoli"
al crudo e crescenza, taglierone di antipasti,
bruschetta con il pane fatto in casa, il
piatto malga Ritorto (in onore delle origini
rendenesi del titolare), gnocchi alla S. Filippo,
insalata di polpo (piatto unico), sfrizoli
in versione dolce come dessert. Tutto molto buono, da provare.
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| Douglas (dal Brasile), Alessandro
e Luciano (foto Agh) |
Ristorante Loto
via Gocciadoro 62
tel e fax 0461 / 917190 |
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| Il logo della mostra "Secondo
me" |
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| Samuela Caliari (foto Agh) |
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Una delle sale (foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| (foto Agh) |
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(foto Agh) |
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| Ritratti dei visitatori (foto Agh) |
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"Secondo me" al Museo Tridentino di Scienze
Naturali
Cos'è per te il museo? Che cosa ci vorresti trovare? Esprimi
la tua idea attraverso una foto, cinque parole, un video, partecipando
a un progetto che ti vede protagonista: uno spazio aperto dove sei chiamato
a dire la tua per creare eventi che lascino il segno. Questo è il
senso della mostra, come ci spiega Samuela Caliari,
una delle curatrici: si tratta in sostanza di un progetto
partecipativo per coinvolgere i cittadini invitandoli ad esprimere
la loro idea di museo.
L’intento è quello di instaurare un dialogo aperto e il più
possibile senza filtri, per raccogliere idee, spunti, riflessioni riguardo
alla costruzione del nuovo Museo delle Scienze
in Trentino. "Secondo me…" intende iniziare un processo
di avvicinamento al pubblico per stimolare un senso di appartenenza
e "collaborazione" con il museo. I più
piccoli potranno divertirsi nello spazio “Fai il tuo museo”,
riordinando secondo il proprio gusto gli oggetti di una ipotetica mostra.
I ricercatori del museo saranno a disposizione per la classificazione e
la descrizione. Le porte del museo si apriranno anche a
ragazzi e adulti, che verranno invitati in un vero e proprio salotto,
“Il mio spazio al museo”, dove potranno trascorrere un po’
di tempo leggendo, facendo o ascoltando musica o solamente rilassandosi.
Saranno disponibili giornali e riviste per tenersi aggiornati, un juke-boxe
e anche un pianoforte; chi vorrà, potrà lasciare i propri
libri da scambiare con gli altri visitatori attraverso il sistema del "book
crossing". Lo spazio sarà utilizzato anche come luogo
di incontro e dialogo con esperti, giornalisti, personalità
politiche e testimonial.
Museo Tridentino di Scienze Naturali
via Calepina, 14 - 38100 Trento - +39.0461.270311
www.mtsn.tn.it |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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