TRENTO SOTTERRANEA
Quando la città si chiamava "Tridentum" - 19 aprile 2008
VIDEO
 
L'area archeologica sotto Palazzo Lodron a Trento (foto Agh)

Puntata speciale quella di oggi dedicata in gran parte all'archeologia, soprattutto alla città di Trento antica, battezzata dai romani con il nome di Tridentum. Ringraziamo il dott. Gianni Ciurletti, Soprintendente dell'Ufficio Beni Archeologici della Provincia Autonoma di Trento, Francesca Bazzanella e Maria Raffaelli Caviglioli collaboratrici della Soprintendenza dei Beni Archeologici.

 
La strada romana lastricata di pietre (foto Agh)  
   
Gianni Ciurletti (foto Agh)   Vasellame (foto Agh)  
   
(foto Agh)   Francesca Bazzanella (foto Agh)  
   
Maria Raffaelli Caviglioli (foto Agh)   Strada lastricata (foto Agh)  
 
I preziosi mosaici (foto Agh)  
Tridentum, la città sotterranea

Nel sottosuolo del centro storico cittadino esiste una Trento sino ad oggi sconosciuta. È la Tridentum romana, sepolta dalla città medievale e poi da quella moderna. Ipotizzata da diversi storici ed eruditi fin dal XVI secolo, per primo ne ricercò e individuò con sicurezza il perimetro Francesco Ranzi, nobile figura di imprenditore, uomo impegnato nel sociale e appassionato di storia cittadina, che riportò l’esito delle sue indagini nel volumetto “Pianta antica della città di Trento. Osservazioni e memorie” edito nel 1869. Ritrovamenti fortuiti nel corso di questo secolo portarono a diverse scoperte tra cui quelle della porta di accesso meridionale Porta Veronensis (sotto Palazzo Pretorio, in piazza Duomo) e di una casa fuori le mura in Via Rosmini. Seppur frammentariamente, stanno emergendo dal sottosuolo e dall’oblio le vestigia della città: case arricchite di mosaici, affreschi, arredi, servizi da mensa in ceramica e vetro, strade, infrastrutture pubbliche, le mura che cingevano l'urbe con porte e torri, l’anfiteatro. L'imperatore Claudio nell'anno 46 d. C la definì "Tridentum, splendidum municipium". Solo oggi però, dopo un ventennio fervido di scavi e ricerche a cura dell’Ufficio Beni Archeologici della Provincia Autonoma di Trento, è possibile avere un quadro ampio ed organico della città romana. Gianni Ciurletti, direttore dell'Ufficio Beni archeologici, ci illustra le caratteristiche dell'antica città di Tridentum.

Lastra calcarea murata rivenuta sulla facciata della Chiesa di S. Apollinare (foto Agh)

 
Ricostruzione al computer di Tridentum (elab. grafica Invisible Site)  
La città romana

L’antica città di Tridentum fu fondata, per ragioni strategiche, verso la metà del I secolo a.C. dai romani, come importante presidio per controllare la valle del fiume Adige, il principale asse viario che collega l’area mediterranea con l’Europa centrale. La città sorgeva a ridosso di un’ansa del fiume che la proteggeva da nord: presentava uno schema urbano regolare, delimitata su tre lati a sud, est ed ovest da una cinta muraria. Esternamente alle mure correva un fossato. Tridentum occupava un’area di circa 13 ettari ed all’interno era suddivisa in isolati rettangolari delimitati da strade, che si incrociavano a formare una scacchiera. Delle torri di difesa e avvistamento sorgevano alle estremità degli assi viari. Di questi, solo tre erano dotati di porte per l’entrata dall’agro circostante.

 
Ricostruzione della Porta Veronensis (foto Agh)  
   
Porta Veronensis sotto P.zzo Pretorio   Resti della torrre (foto Agh)  
   
Muro del torrione (foto Agh)   Parte di capitello (foto Agh)  
 
L'ingresso della porta monumentale... (foto Agh)  
Porta Veronensis, piazza Duomo

La “Porta Veronensis” costituiva l’ingresso monumentale della città romana sul lato meridionale: fu costruita verso la metà del I sec. d.C., probabile trasformazione di una porta precedente. Da qui partiva la principale strada interna a Tridentum, diretta verso nord. La porta era a due fòrnici (passaggi), uno pedonale e l’altro per i carri, con pianta rettangolare e cortile interno (cavedio). La facciata esterna, in calcare bianco locale, era fiancheggiata da due torri poligonali con 16 lati, murature in mattoni rivestite da lastre in calcare rosso, scala a chiocciola all’interno. Ciò che rimane oggi riguarda la parte occidentale della porta in quanto quella orientale è stata inglobata nelle fondazioni della Torre Civica, eretta dopo il 1000. Si può riconoscere la parte del basamento del primo fòrnice, e il suo prospetto esterno con gli incassi nei quali scorrevano le porte con chiusura a saracinesca. La facciata interna della porta doveva essere decorata da una statua di cui rimane il piedistallo in calcare rosso e da una fontana come documenta un lastrone in pietra bianca con canale e foro di scarico. E’ poi visibile l’impianto della torre occidentale che la fiancheggiava, con la soglia d’entrata, l’alloggiamento dei cardini e i primi due gradini in pietra della scala a chiocciola; da qui si diparte verso ovest la cinta muraria della città, in ciottoli e malta, a cui, più tardi (III sec. d.C.), ne venne addossata all’esterno una seconda costituita da pietre squadrate e malta più consistente. Si è certi dell’esistenza di un piano superiore della porta, come suggeriscono alcuni frammenti architettonici rinvenuti durante gli scavi, riferibili sia al prospetto esterno sia a quello interno; è invece solo ipotizzabile la presenza di un secondo piano.

L'area archeologica sotto Palazzo Lodron a Trento (foto Agh)

 
Palazzo Lodron, oggi sede della Banca Popolare (foto Agh)  
 
La bottega vinaria coi quattro tini incassati nel pavimento (foto Agh)  
   
(foto Agh)   (foto Agh)  
 
La grande sala: probabilmente una bottega vinaria (foto Agh)  
 
Epigrafe del vinario Publius Tenatius, II-III secolo d.C., rinvenuta a Passau  
Area archeologica di Palazzo Lodron

Lavori di ristrutturazione di Palazzo Lodron, nell’omonima piazza nel centro storico di Trento, hanno portato alla luce parte di un quartiere dell’antica Tridentum. Nei vani interrati di questo prestigioso edificio storico sono visibili tratti della cinta muraria meridionale e di un cardo minore e resti di una torre, di abitazioni private con impianto di riscaldamento e di una bottega vinaria. Siamo qui in presenza di un cardo minore (strada cittadina direzionata nord sud) largo circa 4,90 m. Lastricato con grandi basoli poligonali in pietra rossa di Trento, è affiancato da marciapiedi in terra battuta delimitati da crepidini pure in pietra. Sotto la strada, in posizione centrale, si trovava un collettore fognario che raccoglieva le acque bianche e nere che qui confluivano dalle canalizzazioni delle abitazioni private. Esse venivano poi scaricate nel fossato che correva lungo il perimetro esterno della cinta muraria cittadina. A scavalco delle mura erano poste, a distanza regolare, delle torri. Ai lati della strada si trovavano le case. La presenza di soglie in pietra permette di riconoscere gli accessi e la funzione degli edifici. Qui siamo in presenza di un esempio di perfetta conservazione dell’alzato di un’abitazione. L’edificio è databile alla media/tarda età imperiale (III – V sec. d.C.) e presenta, caso raro, un ambiente con latrina a sedile. Le abitazioni addossate alle mura urbiche sono invece di epoca altomedievale. Le impronte di 6 tini (di cui è possibile vederne in situ 4) e una soglia di grandi dimensioni suggeriscono una destinazione commerciale di quest’area. Era forse utilizzata da un negoziante di vini per svolgere la sua attività? Il ritrovamento risulta particolarmente significativo con riferimento alla produzione e vendita di vino in età romana. Straordinaria testimonianza della vocazione vitivinicola della nostra regione rimane il monumento funebre, rinvenuto in Baviera a Passau, del commerciante di vino, Publius Tenatius Essimnus, domiciliato a Tridentum.

 
Gianni Ciurletti (foto Agh)  
Una passeggiata
nella Trento romana

intervista con Gianni Ciurletti






Soprintendenza per i Beni Archeologici
Provincia Autonoma di Trento
Via Aosta, 1 - 38100 Trento
Tel. 0461 492161 - 0461 492182 Fax 0461 492160
www.trentinocultura.net/archeologia.asp
 
Particolare della "Fontana con il Bacchino" opera di Andrea Malfatti, in Piazza Pasi a Trento (foto Agh)

Enoteca "Alla Fontana di Bacco"


In Piazza Pasi a Trento visitiamo l'enoteca "Alla fontana di Bacco" di Giuseppe Manincor per un aperitivo. Giuseppe è un grande appassionato del suo lavoro e lo si vede da come consiglia i suoi clienti, con grande garbo, disponibilità e competenza. Nell'enoteca si possono trovare i migliori vini trentini, nazionali ed esteri, oltre a prodotti tipici trentini.

 
Enoteca "Alla Fontana di Bacco" in Piazza Pasi   Giuseppe Manincor (foto Agh)
 
I migliori vini trentini... (foto Agh)   ... e non solo (foto Agh)
Brindisi in enoteca (foto Agh)

Enoteca Alla Fontana Di Bacco
di Giuseppe Manincor
38100 Trento (TN) - 6, Piazza Mario Pasi
tel: 0461 263987

 
La sala da pranzo del Ristorante Loto (foto Agh)  
   
Alessandro Dietre (foto Agh)   Taglierone di affettati (foto Agh)  
   
Gnocchi alla S. Filippo (foto Agh)   Piatto Malga Ritorto (foto Agh)  
   
La bruschetta (foto Agh)   Piatto unico: insalata di polipo  
   
Piatto pakistano (foto Agh)   Sfrizoli in versione dolce (foto Agh)  
A tavola: ristorante Loto

Per pranzo siamo ospiti del Ristorante Loto in via Gocciadoro a Trento, nei pressi della piscina Fogazzaro. Si tratta di un ristorante dalle caratteristiche uniche in regione, in quanto propone una grande varietà di piatti in grado di soddisfare tutti i gusti: dalla cucina regionale a quella nazionale a quella etnica. A mezzogiorno il ristorante propone tendenzialmente una cucina veloce e leggera, anche con pizze o piatti unici, per chi fa pranzi di lavoro e vuole mangiare veloce e leggero. I dipendenti, ben 13, sono in gran parte extracomunitari, diretti dal titolare, Alessandro Dietre, che ha creato una cucina cosmopolita: ad esempio c'è un pakistano per le pizze, lo chef è egiziano, il cuoco dei primi è marocchino, in sala c'è perfino un brasiliano. Sono gli stessi dipendenti spesso a ispirare ed arricchire il menù coi piatti del loro paese di origine. Il servizio è ottimo e veloce, il Loto è divenuto noto negli anni in città per essere un ristorante dalla ottima cucina a prezzi più che onesti. Noi abbiamo degustato: "sfrizoli" al crudo e crescenza, taglierone di antipasti, bruschetta con il pane fatto in casa, il piatto malga Ritorto (in onore delle origini rendenesi del titolare), gnocchi alla S. Filippo, insalata di polpo (piatto unico), sfrizoli in versione dolce come dessert. Tutto molto buono, da provare.

Douglas (dal Brasile), Alessandro e Luciano (foto Agh)

Ristorante Loto
via Gocciadoro 62
tel e fax 0461 / 917190

 
Il logo della mostra "Secondo me"  
   
Samuela Caliari (foto Agh)   Una delle sale (foto Agh)  
   
(foto Agh)   (foto Agh)  
   
(foto Agh)   (foto Agh)  
 
Ritratti dei visitatori (foto Agh)  
"Secondo me" al Museo Tridentino di Scienze Naturali

Cos'è per te il museo? Che cosa ci vorresti trovare? Esprimi la tua idea attraverso una foto, cinque parole, un video, partecipando a un progetto che ti vede protagonista: uno spazio aperto dove sei chiamato a dire la tua per creare eventi che lascino il segno. Questo è il senso della mostra, come ci spiega Samuela Caliari, una delle curatrici: si tratta in sostanza di un progetto partecipativo per coinvolgere i cittadini invitandoli ad esprimere la loro idea di museo.
L’intento è quello di instaurare un dialogo aperto e il più possibile senza filtri, per raccogliere idee, spunti, riflessioni riguardo alla costruzione del nuovo Museo delle Scienze in Trentino. "Secondo me…" intende iniziare un processo di avvicinamento al pubblico per stimolare un senso di appartenenza e "collaborazione" con il museo. I più piccoli potranno divertirsi nello spazio “Fai il tuo museo”, riordinando secondo il proprio gusto gli oggetti di una ipotetica mostra. I ricercatori del museo saranno a disposizione per la classificazione e la descrizione. Le porte del museo si apriranno anche a ragazzi e adulti, che verranno invitati in un vero e proprio salotto, “Il mio spazio al museo”, dove potranno trascorrere un po’ di tempo leggendo, facendo o ascoltando musica o solamente rilassandosi. Saranno disponibili giornali e riviste per tenersi aggiornati, un juke-boxe e anche un pianoforte; chi vorrà, potrà lasciare i propri libri da scambiare con gli altri visitatori attraverso il sistema del "book crossing". Lo spazio sarà utilizzato anche come luogo di incontro e dialogo con esperti, giornalisti, personalità politiche e testimonial.

Museo Tridentino di Scienze Naturali
via Calepina, 14 - 38100 Trento - +39.0461.270311
www.mtsn.tn.it



testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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via Gocciadoro 62, Trento
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