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| Visita alla miniera di Calceranica
(foto Agh) |
Questa 1a puntata sul web del ciclo anteprima
inverno riguarda lo speciale sulla Miniera
di Calceranica andato in
onda su Rai Tre Regionale il 18 ottobre scorso, all'interno del
programma "Terra
di Montagna" curato da Alberto
Folgheraiter. Nella puntata in onda sabato
prossimo 31 ottobre, presentiamo le principali novità della
stagione invernale con i responsabili di Trentino Spa e dei vari comprensori
turistici.
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| L'ingresso della miniera di Calceranica (foto Agh)
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| Luciano Da Canal con la guida Maurizio
Fernetti (foto Agh) |
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| Nella galleria Leyla (foto Agh) |
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| Dalla sala compressori si pompava
l'aria nelle gallerie (foto Parco Minerario) |
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| Minatore al lavoro (foto Parco Minerario) |
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| Pausa per il pranzo (foto Parco Minerario) |
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| Appositi convogli portavano il materiale a Marghera
e a Sinigo (foto PM) |
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| I vagoncini della miniera (foto Parco
Minerario) |
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| Galleria Leyla (foto Agh) |
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| La galleria Leyla conduceva al giacimento
di pirite (foto Agh) |
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| Durante la visita alla miniera di
Calceranica (foto Agh) |
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Miniera di Calceranica
La storia dell'attività mineraria di Calceranica
si perde nella notte dei tempi. L'antica miniera, che si trova all'imbocco
della Val Mandola, a sud del paese, sfruttava
un giacimento costituto da solfuri inorganici,
da cui si estraeva principalmente la pirite.
Il giacimento è il più grande di tutta l’alta Valsugana
e si è formato tra 450 e 430 milioni di
anni fa. È possibile che già nella preistoria, sul
territorio dell’odierno Comune di Calceranica, fossero presenti dei
forni fusori per lavorare il rame che affiorava
dalle rocce. Presso Maso Fosina, nome che
significa “fucina”, sono presenti ancor’oggi scorie
di fusione di epoca preistorica. Si è ipotizzato che lo sfruttamento
delle vene metallifere abbia avuto luogo anche in epoca romana, ma fino
ad oggi non sono state raccolte prove sicure in questo senso. Fu nel medioevo
che tale attività divenne più consistente, con l’apertura
di scavi e gallerie per l'estrazione di minerali che, opportunamente lavorati,
fornivano rame e ferro,
oltre a piccole quantità di argento
e di oro. Le prime notizie documentate
su una fiorente attività mineraria nella
regione dei laghi di Caldonazzo e di Levico risalgono al XVI
secolo e riguardano Tenna, dove
era localizzata una manifattura mineraria
nella quale veniva lavorato anche il rame proveniente da Calceranica. I
primi scavi medioevali si trovavano in località “ai
Somi”, sul versante che sovrasta Calceranica, ed erano noti
con il nome di “miniera di Caldonazzo”.
Qui era localizzato un forno fusorio che produceva
i lingotti di rame che venivano inviati a Tenna. Scavi minerari erano
realizzati anche a monte della frazione di Campregher.
Il ferro in particolare veniva estratto dalla pirite in una fucina che si
trovava presso l’attuale chiesetta di S. Ermete, non lontano dallo
sbocco della valle del Mandola. La bassa qualità del metallo ottenuto,
causata dalla presenza di zolfo, decretò però l’abbandono
di questa attività, e gli imbocchi minerari “ai Somi”
furono chiusi. Alla metà del ‘600 fu aperta una nuova importante
miniera. Si trattava della cosiddetta “miniera
di vetriolo della Mandola”, con diversi imbocchi, ubicata in
località Val presso Migazzone. Essa
rimase in attività fino alla fine del ‘700. La pirite
del giacimento minerario era utilizzata per ricavare il vetriolo,
un acido solforico utilizzato nelle manifatture tessili e in metallurgia
come colorante e detergente, e la sugarina,
la polvere di pirite di colore dorato (chiamata per questo anche "spolverino
d'oro") utilizzata come assorbente per l’inchiostro. Dalla sugarina
deriva il nome della valle, Valsugana.
Tra il 1819 e il 1882
la famiglia Schmid di Calceranica, proseguendo la locale tradizione
mineraria ormai plurisecolare, si trovò a gestire una “fossa
di ghiaia solforosa”, cioè di pirite. Si trattava della cosiddetta
“cava alle Andreolle” localizzata non lontano dal punto dove
il Torrente Trambario confluisce nel Mandola. Gli Schmid ricavavano in media
ben 500 quintali di pirite all’anno,
che veniva macinata a Calceranica per ottenere la sugarina. La disastrosa
alluvione che colpì il Trentino nel 1882 provocando ovunque
frane e smottamenti, sommerse però di materiali anche la “cava
alle Andreolle” che divenne così inagibile. Tra
il 1901 e il 1904 fu Dario Graziadei,
farmacista di Caldonazzo, a condurre prospezioni minerarie sia “alle
Andreolle” che presso Migazzone, ottenendo diverse decine di tonnellate
di pirite. I positivi risultati incoraggiarono il Graziadei a potenziare
l'attività, e per questo fondò una società con Abramo
Pasqualini, possidente di Bosentino, e Francesco
Eugenio Tomasi, negoziante di Trento. Nei primi anni di attività
dalle due miniere si ricavarono annualmente diverse
migliaia di quintali di minerale, tanto da suggerire l’esecuzione
di ulteriori sondaggi minerari allo scopo di ampliare l’area di scavo,
nonché l’ingresso in società di un nuovo finanziatore
viennese. Successivamente però l’attività mineraria
entrò in crisi; il Graziadei si ritirò dalla società
nel 1909 e non molti anni più tardi, nel 1915, anche i due soci superstiti
decisero di sospendere i lavori di scavo.
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| Maurizio Fernetti illumina la parete
di roccia con una vecchia lampada a carburo (foto Agh) |
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| L'imbocco della Val di Mandola (foto Agh) |
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| L'entrata della Galleria Leyla, realizzata
nel 1929 (foto Agh) |
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| L'iscrizione all'ingresso della Galleria
Leyla, aperta nel 1924 (foto Agh) |
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| All'interno della galleria, un vagoncino
per il trasporto del materiale (foto Agh) |
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| Ricostruzione della postazione di
lavoro del minatore (foto Agh) |
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| Maurizio Fernetti spiega la conformazione
della roccia (foto Agh) |
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La miniera nel '900
Nei primi anni del ‘900 dalla cosiddetta
“miniera di solfuro di ferro Andreolle”, si ricavavano annualmente
migliaia di quintali di minerale. Con lo scoppio della Prima
Guerra mondiale le miniere vennero "militarizzate" dall’esercito
austro-ungarico, che necessitava dell’acido solforico che si ricavava
dalla pirite per produrre esplosivi. Dopo
la guerra gli scavi minerari ripresero ad opera dell’azienda
Eugenio Efrati che lasciò poi il posto, nel 1922, alla Società
Anonima Miniere di Calceranica. Nel 1924-1925 fu realizzata la Galleria
Leyla che con i suoi 750 metri di lunghezza
consentiva di raggiungere i cunicoli minerari direttamente dalle vicinanze
del paese, evitando di dover percorrere il disagevole tracciato lungo la
valle del Torrente Mandola. Nel 1929 la
miniera entrò in possesso della Società
Montecatini che ne proseguì lo sfruttamento, aumentando notevolmente
i lavori di scavo. In questo ultimo periodo di attività la miniera
di Calceranica si dilatò in decine di chilometri
di gallerie, con pozzi che scendevano per centinaia di metri nelle
viscere della terra. Centinaia di minatori lavoravano
nella miniera, e il materiale era trasportato con appositi convogli
ferroviari fino a Porto Marghera e a Sinigo,
presso Merano, dove lo zolfo ricavato dalla pirite di Calceranica era utilizzato
per produrre acido solforico e concimi chimici. Dalle 10.000 tonnellate
all’anno del 1929, la produzione di pirite raggiunse nel
1953 il picco di ben 111.841 tonnellate per poi decrescere per il
progressivo esaurimento del giacimento. Nel 1964
la Montecatini chiuse definitivamente la miniera di Calceranica,
che nel periodo di massima attività aveva occupato oltre 500
lavoratori tra minatori, operai ed impiegati.
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| Maurizio Fernetti nel piccolo museo
del Parco Minerario (foto Agh) |
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| Un tabellone del Parco Minerario
(foto Agh)
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| Visita alla miniera (foto Agh) |
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| Maurizio Fernetti (foto Agh) |
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Paolo Facinelli (foto Agh) |
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| Mario Angheben (foto Agh) |
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Con Carlo Marchi (foto Agh) |
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| Foto d'epoca, lavoratore della miniera
(foto Parco Minerario) |
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| Il vecchio trenino alimentato ad
energia elettrica (foto Agh) |
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Il parco minerario
Nel 2008 il Comune
di Calceranica, con il sostegno della popolazione locale e dei finanziamenti
dell'Unione Europea, inaugura il nuovo Parco Minerario,
con l'intento di recuperare la memoria storica
della miniera e valorizzare un'indubbia attrazione, anche turistica.
Già nel 2004 erano infatti iniziati i lavori di recupero della parte
iniziale della Galleria Leyla, utilizzata
dai minatori per raggiungere il reticolo di gallerie di coltivazione vera
e propria. E' stato recuperato ed allestito anche l'antico
sentiero percorso da molti minatori residenti nei sovrastanti abitati
di Vattaro e Bosentino,
che attraversava la selvaggia valle del Torrente Mandola. Il Parco è
ora gestito dal Comune di Calceranica con la collaborazione del consorzio
ConSolida delle cooperative di solidarietà sociale trentine,
che si avvale della sua rete per creare un'occasione di conoscenza,
recupero della memoria, ma anche attività ricreative. Nella
puntata in tv faremo una visita guidata alla miniera, accompagnati
dal direttore del Parco Minerario, Paolo Facinelli,
Carlo Marchi, tra i responsabili culturali
della miniera, da Maurizio Fernetti,
guida e accompagnatore
di territorio. Parte della miniera è
stata trasformata in museo ed è visitabile in sicurezza. Il
centro fornisce un caschetto di protezione e una mantella impermeabile,
dopidiché grazie alla guida si può ripercorrere la Galleria
Leyla, addentrandosi nelle viscere della terra, alla
scoperta della dura vita dei minatori. E' così possibile osservare
le gallerie, gli scavi, conoscere la storia della formazione del giacimento
minerario, visitare alcuni antichi imbocchi minerari.
La durata della visita è di circa 2 ore e mezza. Nel corso
della puntata, un'intervista a Mario Angheben,
ex lavoratore nel settore del porfido, che con un'accorata
lettera al giornale l'Adige, ha sollevato l'attenzione su questo patrimonio
storico ancora poco conosciuto.
Gli
uomini neri di Calceranica racconto di Pino Lo Perfido sulla Miniera
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| "Sala Rombo" di Trentino Spa |
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Maurizio Rossini (foto Tombini) |
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| Piero Degodenz (foto Tombini) |
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Paola Pancher (foto Tombini) |
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| Roberta Maraschin (foto Tombini) |
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Ivo Winkler (foto Tombini) |
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1a puntata in tv di "Anteprima Inverno"
In questa prima puntata in tv del ciclo anteprima
inverno, un servizio al ristorante Chiesa
di Trento, dove lo chef Peter Brunel presenta
l'evento gastronomico "Induzione culinaria".
Quindi una serie di interviste ai responsabili
di Trentino Spa e dei comprensori turistici, che ci illustreranno le principali
novità della stagione invernale: Maurizio
Rossini direttore Marketing Trentino spa, Piero
Degodenz presidente APT Val di Fiemme, Roberta
Maraschin direttrice APT InGarda, Paola
Pancher Responsabile comunicazione Trentino spa. Infine un'intervista
a Ivo Winkler, che ci parla della mostra
"Storie
delle genti trentine" a Palazzo Trentini a Trento, in omaggio a
suo padre nel decennale della morte, il grande artista Othmar Winkler. La
mostra è aperta fino al 29 novembre.
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| Bassorilievo di Othmar Winkler esposto
nella mostra di Palazzo Trentini a Trento |
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| La tavolata di Girovagando al Ristorante
Chiesa a Trento (foto Agh) |
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| Affettati (foto Agh) |
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Mozzarelline di bufala (foto Agh) |
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| Bocconcini di salmerino e risotto
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Dessert (foto Agh) |
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| L'originale strudel in tubetto (foto Agh) |
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| Lo chef Peter Brunel (foto Agh) |
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A tavola: "Ristorante Chiesa" a Trento
Per il pranzo siamo ospiti del rinnovato ristorante
Chiesa e dello chef Peter Brunel,
che per l'occasione ci presenta uno speciale evento: "Induzione
culinaria". Si tratta di 8 serate
con 8 grandi chef "stellati" di grande livello nazionale
ed internazionale. L'iniziativa è partita il 12 ottobre, ogni lunedì
sera lo chef prescelto propone un menu appositamente ideato per questa occasione,
riservato a sole 14 persone. Ad ogni menu
è abbinata un'azienda vinicola trentina produttrice del TRENTODOC.
Al termine dell’evento sarà realizzato un libro, edito della
casa editrice Curcu&Genovese
e in collaborazione con la giornalista Francesca
Negri, illustrato dalle foto di Pierluigi
Orler (conosciuto nella puntata
del 13 giugno 2009). Il libro conterrà ricette, fotografie, la
presentazione delle cantine abbinate, le biografie degli Chef. Il
prossimo appuntamento è il 2 novembre con lo chef Thomaz
Kavcic. Peter Brunel ha conquistato di recente il premio "Sorpresa
dell'anno" della guida gastronomica i Identità
Golose 2010. Noi abbiamo degustato un rapido pranzo con affettati
misti, mozzarelline di bufala con
basilico, bocconcini di salmerino con verdure,
risotto in teglia alla crema di broccoli.
Infine una varietà di dessert, tra
cui la curiosità dello strudel in tubetto,
un'invenzione di Peter Brunel ispirata alla sua infanzia, quando si succhiavano
con avidità i tubetti di dolce latte condensato.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
© Copyright 2001-2009 - E' vietata la riproduzione
di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All
rights reserved
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| Un angolo della sala da pranzo del
ristorante Chiesa (foto Agh)
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| Puntate
precedenti in Valsugana |
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Cima
Orsera m 2471 - Gruppo di Rava Spettacolare
escursione in Val Campelle nella selvaggia Val Orsera, con salita
alla cima omonima per tracce della Grande Guerra, percorrendo
un tratto dell'Alta Via del Granito - n.
366 - 11 settembre 2009 |
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I
tre "giganti" del Lagorai occidentale
Concatenazione di Schliverai Spitz m 2432
(Rujoch), Monte Croce m 2490, Monte Fregasoga m 2452, tra panorami
grandiosi e selvaggi. Percorso impegnativo, circa 20 km per
1600 m di dislivello - n. 364 - 28
/08/09 |
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Lago
Carezze e Lago Grande
Facile e rilassante escursione sulle dolci pendici orientali
del Monte Cola, sopra Roncegno, ai laghetti del Lago delle Carezze
e Lago Grande in Lagorai n. 343 - 4
aprile 2009 |
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Cima
Manderiolo m 2049
Facile escursione nella Catena di Cima Dodici - Ortigara, itinerario
ideale anche con le ciaspole n. 340 -
14 marzo 2009 |
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Cima
Lasteati m 2414
Bellissima scalpinistica nel Lagorai centrale, adatta anche
con ciaspole. Panorami grandiosi, per buoni sciatori n.
339 - 7 marzo 2009 |
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Monte
Fravort m 2383
Una splendida "classica" dello sci alpinismo
in Lagorai, partendo dalla Valsugana, con percorso ideale anche
da fare in ciaspole n. 338 - 28 febbraio
2009 |
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Col
di S. Giovanni m 2251 - Lagorai
Super panoramica e facile escursione in alta Val Campelle al
Col di S. Giovanni, sopra passo Cinque Croci; in tv la 4a puntata
di anteprima inverno n. 324 - 22 novembre
2008 |
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Lago
del Montalon m 2089
Inusuale percorso al Lago di Montalon nel Lagorai centrale,
in buona parte fuori sentiero per percorsi solitari e dimenticati,
partendo da Ponte Conseria. Necessario buon orientamento - n.
314 - 11/09/2008 |
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Cima
Cengello m 2439 e Cima Lasteati m 2414 Due
cime poco frequentate, a torto, negli spettacolosi scenari dei
Laghi di Lasteati in Lagorai, sulle tracce della Grande Guerra
n. 311 - 21 agosto 2008 |
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Cima
D'Asta m 2847
Grandiosa e impegnativa escursione con salita a Cima
D'Asta m 2847 nel gruppo di Lagorai - Cima D'Asta, salendo per
la ferrata Gabrielli per le selvagge creste di Socede - n.
308 - 31 luglio 2008 |
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Monte
Setole m 2208
Splendida e panoramica ascensione in Val Calamento, nella Catena
del Lagorai, ottima anche in ciaspole n.
291 - 5 aprile 2008 |
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Monte
Croce m 2490 - Lagorai
Traversata dalla Val dei Mocheni al Monte Croce in Val Calamento,
scollinando per il Passo Cagnon: itinerario un po' impegnativo
(16 km per 1000 mt di dislivello) ma dai panorami grandiosi
- n. 289 - 22/03/2008 |
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Monte
Cima m 2032
Facile escursione ad anello in Val Campelle, ideale anche in
ciaspole, con salita al panoramico Monte Cima nel Gruppo Lagorai
- Cima d'Asta n. 287 - 8 marzo 2008 |
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Piz
di Levico m 1908
Facile escursione, ideale anche in ciaspole, al Piz di Levico
con grandiosa vista sulla Valsugana. Giro ad anello che percorre
i versanti est ed ovest, con digressione a Malga Marcai - n.
286 - 1 marzo 2008 |
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Monte
Salubio m 1886 - Lagorai
Bella e facile escursione in vetta al Monte Salubio in Val Calamento
(Valsugana): adattissima con le ciaspole e con un percorso sicuro
anche in caso di abbondanti nevicate - n.
238 - 15 marzo 2007 |
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Cima
Lagorai m 2585 - Lagorai
Spettacolare e magnifica escursione nel cuore del Lagorai sui
luoghi della Grande Guerra tra trinceramenti e reticolati
n 223 - 23 novembre 2006 |
Istituzioni Comune
di Levico
Comune
di Pergine Comune
di Caldonazzo Comune
di Calceranica al Lago Associazione
Albergatori Unione
Commercio
Portali locali
www.levico.it
www.valsugana.com
www.levicotermeincontra.com
www.valsugana.net
www.panarotta.it
portale del Monte Panarotta www.valsuganastore.it
portale territoriale attività economiche della Valsugana
Sci
www.panarotta.it
Monte Panarotta
www.skilagorai.it
Passo Brocon Manifestazioni
indoor Palalevico
Storia Via
Claudia Augusta www.castelpergine.it
Terme Terme
di Levico
Terme
di Roncegno
Itinerari
www.minieracalceranica.it
Musei
e itinerari dal sito del Comune di Levico SAT
- Società Alpinisti Tridentini - Sezione di Levico
Sport
www.hockeypergine.it
Centro Orienteering
Valsugana
Economia
BSI Valsugana
Fiere - Valsugana Expo
Associazione
per lo sviluppo della Valsugana
Ristorante Chiesa
Parco San Marco, Trento 38100
www.ristorantechiesa.it
www.trentodoc.com
La
puntata in video streaming  |
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