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| Con Emilio Pellegrini di Mezzocorona,
durante la raccolta delle mele Valentina (foto Agh) |
Questa puntata è in gran parte dedicata a Valentina
la mela trentina, un consorzio che riunisce 300
produttori di mele di qualità. Visiteremo il nuovo stabilimento
a Mezzocorona e i meleti nelle campagne
della Piana Rotaliana.
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| La raccolta in Val d'Adige (foto Agh) |
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| Mele golden (foto Agh) |
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| Intervista a Umberto Piva, tecnico
agrario e socio (foto Agh) |
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| La speciale macchina permette la
raccolta con la massima cura del prodotto |
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| Mele golden delocious (foto Agh) |
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| Luciano Da Canal con Adelio Sonn e Roberto Paternoster
(foto Agh) |
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| Il modernissimo stabilimento si estende per 20.000 metri
quadrati (foto Agh) |
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Valentina la mela trentina
Il Gruppo Mezzacorona,
forte dell’esperienza nel campo vitivinicolo conseguita negli anni,
dal 2005 ha attivato questo progetto di rilancio
e sostegno del comparto ortofrutticolo, con l'obiettivo di evitare
il rischio della monocoltura vitivinicola, in modo da dare un'alternativa
fonte di reddito ai soci del gruppo e, nel contempo, frutta
d'eccellenza al consumatore. Ii prodotti sono commercializzati con
i marchi "Valentina" e "Legambiente".
Qualità, innovazione e tutela ambientale
sono le parole d’ordine del gruppo, guidato dal presidente Guido
Conci.
Roberto Paternoster, direttore commerciale
della Mela Valentina e Adelio Sonn, responsabile
di struttura, ci guidano nella visita al nuovo e modernissimo stabilimento
di Mezzocorona. Con Umberto Piva, tecnico
agrario e socio, visitiamo alcuni meleti in Val d'Adige nei pressi di Mezzocorona.
Il Trentino Alto
Adige rappresenta la più vasta area coltivata a meleti in Italia.
Qui, ai piedi delle Dolomiti, si produce ogni anno oltre
il 60% delle mele italiane che, grazie al clima fresco e alle forti
escursioni termiche fra giorno e notte, sono tra le più pregiate
e apprezzate dai consumatori in Italia e all'estero. Le
mele Valentina provengono esclusivamente dal territorio trentino,
che garantisce le condizioni ottimali per la coltivazione di mele di alta
qualità: genuine, croccanti e sempre fresche. Crescono su 400
ettari di meleti in Trentino, per 220.000 quintali di produzione
annua che costituisce l'1% dell'intera produzione
nazionale. Le principali varietà prodotte sono Golden
Delicious, Red Delicious, Royal
Gala, Morgenduft, Fuji,
Granny Smith. Il magazzino di produzione,
lavorazione e conservazione delle mele Valentina è dotato di attrezzature
e tecnologie all’avanguardia. La capacità di stoccaggio
è di 250.000 quintali di mele, con
78 celle refrigerate e in atmosfera controllata
per la conservazione ottimale delle mele durante tutto l’anno. 32
linee di selezione permettono la separazione delle mele per pezzatura
e qualità; 7 linee di confezionamento
consentono di utilizzare diversi tipi di imballaggi: jolly pack, cassette
a più strati, borse e la marchiatura delle singole mele. A riprova
della grande attenzione che Valentina pone nei confronti dell’ambiente
e della salute dei consumatori finali, l’azienda possiede la certificazione
ambientale GLOBAL-GAP
per il 60% della produzione totale. Tale certificazione prevede una serie
di standard specifici per le diverse produzioni agricole che assicura l’integrità,
la trasparenza e l’armonizzazione degli standard agricoli a livello
mondiale. Sono inclusi i requisiti necessari per una produzione di alimenti
sicuri nel pieno rispetto di salute, sicurezza e welfare dei lavoratori
oltre che dell’ambiente e del benessere
delle specie animali.
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| Una "manica" applicata
al cesto evita le ammaccature durante la raccolta (foto Agh) |
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| ILo stabilimento di Mezzocorona (foto A.C.) |
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| Mele Valentina (foto Agh) |
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| La cinciallegra, simbolo della mela
Valentina (foto Valentina) |
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| Raccolta delle mele nelle campagne
della Val d'Adige (foto Agh) |
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| La "Mela di Campo" approvata
da Legambiente (foto Agh) |
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| Mela Valentina (foto Agh) |
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| Intervista durante la raccolta (foto Agh) |
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| Particolare di una cassetta (foto Agh) |
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Produzione integrata
Tutte le mele Valentina
provengono da produzione integrata, ovvero
un sistema di produzione che permette la riduzione
dei trattamenti sulle mele grazie ad accorgimenti
che assecondano i ritmi biologici naturali, allo scopo di fornire
una produzione che salvaguardi e rispetti l'ambiente e che sia genuina
per i consumatori finali. Dall’inizio degli anni 90 i frutticoltori
trentini si sono uniti per la stesura del “Disciplinare
per la produzione integrata” della Provincia di Trento, nel
quale sono stabiliti i concetti principali della produzione integrata.
Ogni anno i coltivatori si attengono strettamente al “Quaderno
di Campagna” che identifica e formalizza le
regole di produzione in linea con il Disciplinare. Ovviamente la
professionalità dell’agricoltore e la sua motivazione a produrre
nel rispetto dell’ambiente costituiscono il fondamento del programma
di produzione integrata. Gli agricoltori che vi aderiscono sono impegnati
a partecipare attivamente all’aggiornamento
tecnico al fine di effettuare gli interventi
colturali in modo mirato e tempestivo, per ottenere un buon
controllo dell’equilibrio vegetale ed ecologico dei frutteti,
agire efficacemente contro le avversità
parassitarie, impiegare in misura contenuta
e con attenzione i mezzi chimici. Tutte le mele Valentina sono
frutto della costante attenzione dei soci frutticoltori e dello staff
di agronomi specializzati, che quotidianamente controllano con
cura e minuziosità i meleti di proprietà. Tra le misure
adottate come cure biologiche e biotecniche figura anche la
distribuzione nei frutteti di nidi per favorire l’insediamento delle
cinciallegre. Questi uccelli insettivori infatti, durante l’accoppiamento
si nutrono di numerose larve e in tal modo contribuiscono a ridurre le
popolazioni degli insetti dannosi. Proprio da ciò l’idea
di legare l’immagine della cinciallegra al marchio Valentina. Tutta
la produzione è perfettamente tracciabile risalendo fino al singolo
agricoltore, per il massimo controllo della qualità. La
sezione ortofrutta del Gruppo Mezzacorona è stata la
prima in Italia ad ottenere la certificazione
del sistema di produzione integrata della filiera agroalimentare secondo
la norma UNI 11233. Un importante traguardo che dimostra l'attenzione
nella produzione di mele di alta qualità nel rispetto
della salute e dell'ambiente.
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| La macchina seleziona automaticamente
le mele secondo il colore, la pezzatura, la qualità (foto Agh) |
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| La lavorazione a mano (foto Agh) |
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Intervista con Roberto Paternoster
(foto Agh)
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| Adelio Sonn indica la fase di selezione
(foto Agh) |
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Reparto confezionamento (foto Agh) |
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| La mela Valentina aderisce a Legambiente
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Il logo della "Mela di Campo"
(foto Agh)
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| Cernita a mano (foto Agh) |
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Mela Valentina (foto Agh) |
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| La Mela Valentina rappresenta l'1%
del prodotto nazionale italiano (foto Agh) |
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| La Val d'Adige vista da Cadino Alto
(foto Agh)
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| Il centro di Mezzocorona visto dal Dosson di
Cadino Alto (foto Agh) |
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| Castel Monreale sulla collina di Faedo (foto Agh) |
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| Ristorante La Cacciatora (foto Agh) |
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| La veranda (foto Agh) |
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Giorgio Gottardi serve i bolliti
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| Piatto coi bolliti misti (foto Agh) |
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Una delle sale da pranzo (foto Agh) |
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| Prosciutto di Praga con salse |
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Gamberetti con zucchine (foto Agh) |
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| Dessert (foto Agh) |
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Dolce con mela e gelato (foto Agh) |
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| Lo chef Umberto Leonardelli, il titolare
Paolo Bonetti e Luciano Da Canal |
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A tavola: La Cacciatora
Il ristorante La Cacciatora, sulla riva
orografica destra dell'Adige nei pressi di Mezzocorona, era in origine
la base operativa del genio militare austriaco. Costruita nel 1850,
progettò l'arginatura dei tre fiumi che scorrono nella Piana Rotaliana:
Adige, Noce e Fossa di Caldaro. Una lapide
posta nel vialetto di accesso del ristorante ricorda il nome del Barone
Kellner, aiutante di Sua Maestà l'Imperatore Francesco
Giuseppe e direttore generale del progetto. A lavori ultimati la
costruzione fu adibita a luogo di pedaggio per
il passaggio sul ponte dell' Adige. Già da allora si offrivano
bevande e ristoro per i passanti. La svolta importante si ebbe nel 1948
quando quattro amici appassionati di caccia
acquistarono il fabbricato (di qui il nome "La Cacciatora"). La
struttura era semi diroccata in seguito ai bombardamenti, fu restaurata
e adibita a luogo di incontro in occasione delle
battute di caccia che, ovviamente, si concludevano con grandi libagioni.
Nel 1987 una fuga di gas distrusse completamente il fabbricato. Fu ricostruito
due anni dopo secondo i canoni più moderni e dotato di attrezzature
all'avanguardia. L'attuale gestione è di Paolo
Bonetti e famiglia, che abbiamo già conosciuto come gestore
della Tana
dell'Ermellino di Andalo (puntata di Girovagando 8 gennaio 2005). La
cacciatora si propone alla clientela come luogo della tradizione
culinaria trentina principalmente, ma non solo. Noi abbiamo degustato
alcune specialità della casa: oltre alla selvaggina, lo squisito
prosciutto di Praga tagliato al momento, alcuni piatti di pesce e il piatto
forte della casa, un ghiotto carrello dei bolliti
accompagnato con varie salse, servito con maestria da Giorgio
Gottardi. Da provare!
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| Luciano Da Canal con lo staff de
"La Cacciatora" (foto Agh) |
La Cacciatora
Via Canè, 133 - 38016 Mezzocorona (TN)
Tel. 0461.650124 - Fax 0461.651080
www.lacacciatora.net
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| Remo de Vescovi con Luciano Da Canal (foto Agh)
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| Giulio de Vescovi (foto Agh) |
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| I vini prodotti dalla cantina (foto Agh) |
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| Remo de Vescovi (foto Agh) |
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Cantina de Vescovi Ulzbach
La famiglia de Vescovi coltiva la vite
nella Piana Rotaliana da più di 300 anni. Fu l'antenato Vigilio
de Vescovi (dottore in teologia, economo del Principe Vescovo di
Trento, Decano atesino e delegato alla Dieta di Innsbruck per il Principe
stesso) a condurre la famiglia da Vermiglio,
nell’alta Val di Sole, a Mezzocorona nella seconda metà del
‘600. Con questa discesa dalla sorgente alle foci del fiume Noce (Ulzbach)
inizia un nuovo capitolo nella storia della famiglia. La Piana Rotaliana
era già allora luogo di un’agricoltura rigogliosa e la fama
del Teroldego aveva varcato, dai tempi
del Concilio, i confini regionali. Così i de Vescovi cominciarono
a produrre uve e vini. Dopo l'impulso nella storia recente di papà
Remo, pochi anni fa è il figlio Giulio
a dare una nuova spinta all'azienda. Al termine del suo corso di
studi, fresco di laurea in Viticoltura ed Enologia presso l’Università
di Firenze, decide di dar corpo al suo sogno: creare un
grande vino di Teroldego. Un progetto coltivato fin dall’adolescenza
e perseguito con impegno con studi seri, esperienze di lavoro in Italia
e all’estero, frequentazioni degli ambienti più importanti
dell’enologia e della viticoltura, vendemmie e vinificazioni di prova.
Nel 2003 la prima vinificazione “vera” e, nell’ottobre
del 2005, la presentazione dell’etichetta che ottiene unanimi consensi.
Il Teroldego, che matura all'inizio del mese di ottobre e che presenta stretti
legami di parentela con il Lagrein e lo Syrah, è un vino molto apprezzato
e qualificato ed è considerato il “principe”
dei vini trentini.
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| Durante l'intervista con Remo e Giulio
de Vescovi (foto Agh) |
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| Teroldego d'eccellenza (foto Agh) |
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| Il paese di Mezzocorona visto dalla
stazione di arriva della funivia di Monte (foto Agh) |
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| Don Agostino Valentini con Luciano
Da Canal |
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Incontro con Don Agostino
La puntata si conclude con una chiacchierata con don
Agostino Valentini, ex direttore di Vita
Trentina e da qualche anno parroco di Mezzocorona. Nell'intervista ci
parla della comunità del paese e ci mostra i recenti
lavori di ristrutturazione della vecchia canonica, realizzati con
il sostegno economico della Provincia Autonoma di Trento, che hanno permesso
di riportare alla luce gli affreschi del '700 di Domenico
Bonora (1685-1758).
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| Una delle sale della canonica rimessa a nuovo
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Chiesa
di Mezzocorona (foto Agh) |
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| Piazza della Chiesa col Municipio (foto Agh) |
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Don Agostino col futuro Papa Ratzinger (foto
Zotta) |
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| Uno degli affreschi di Domenico Bonora
nella canonica della chiesa di Mezzolombardo (foto Agh) |
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| Il paese di Mezzocorona (foto Agh) |
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| Chiara de Vescovi (foto Agh) |
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Prodotti tipici della zona Rotaliana
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| Visita a una cantina (foto Agh) |
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Il Teroldego, vino principe rotaliano |
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Settembre
rotaliano
Chiara de Vescovi, vice presidente della
Proloco
di Mezzocorona, ci parla del Settembre
Rotaliano, una manifestazione che si svolge ogni anno agli inizi
di settembre, dedicata ai sapori tipici
locali da gustare nei vari stand eno-gastronomici allestiti negli
angoli più caratteristici del centro storico. Ogni serata è
allietata da concerti, intrattenimenti,
spettacoli e tante altre iniziative di
contorno quali giochi per bambini, palestra di roccia, mostre
fotografiche e d’arte ed esposizioni
di prodotti di artigianato. A palazzo Martini è stata proposta
la mostra “Alla Scoperta del Teroldego” dove i visitatori hanno
potuto degustare e conoscere il vino principe della Piana Rotaliana: il
Teroldego.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| Il centro di Mezzocorona con la chiesa
pievana di S. Maria (foto Agh) |
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