VALENTINA LA MELA TRENTINA
Alla scoperta della mela - 3 ottobre 2009
VIDEO
 
Con Emilio Pellegrini di Mezzocorona, durante la raccolta delle mele Valentina (foto Agh)

Questa puntata è in gran parte dedicata a Valentina la mela trentina, un consorzio che riunisce 300 produttori di mele di qualità. Visiteremo il nuovo stabilimento a Mezzocorona e i meleti nelle campagne della Piana Rotaliana.

 
La raccolta in Val d'Adige (foto Agh)  
 
Mele golden (foto Agh)  
 
Intervista a Umberto Piva, tecnico agrario e socio (foto Agh)  
 
La speciale macchina permette la raccolta con la massima cura del prodotto  
 
Mele golden delocious (foto Agh)  
 
Luciano Da Canal con Adelio Sonn e Roberto Paternoster (foto Agh)  
 
Il modernissimo stabilimento si estende per 20.000 metri quadrati (foto Agh)  
Valentina la mela trentina

Il Gruppo Mezzacorona, forte dell’esperienza nel campo vitivinicolo conseguita negli anni, dal 2005 ha attivato questo progetto di rilancio e sostegno del comparto ortofrutticolo, con l'obiettivo di evitare il rischio della monocoltura vitivinicola, in modo da dare un'alternativa fonte di reddito ai soci del gruppo e, nel contempo, frutta d'eccellenza al consumatore. Ii prodotti sono commercializzati con i marchi "Valentina" e "Legambiente". Qualità, innovazione e tutela ambientale sono le parole d’ordine del gruppo, guidato dal presidente Guido Conci.
Roberto Paternoster, direttore commerciale della Mela Valentina e Adelio Sonn, responsabile di struttura, ci guidano nella visita al nuovo e modernissimo stabilimento di Mezzocorona. Con Umberto Piva, tecnico agrario e socio, visitiamo alcuni meleti in Val d'Adige nei pressi di Mezzocorona. Il Trentino Alto Adige rappresenta la più vasta area coltivata a meleti in Italia. Qui, ai piedi delle Dolomiti, si produce ogni anno oltre il 60% delle mele italiane che, grazie al clima fresco e alle forti escursioni termiche fra giorno e notte, sono tra le più pregiate e apprezzate dai consumatori in Italia e all'estero. Le mele Valentina provengono esclusivamente dal territorio trentino, che garantisce le condizioni ottimali per la coltivazione di mele di alta qualità: genuine, croccanti e sempre fresche. Crescono su 400 ettari di meleti in Trentino, per 220.000 quintali di produzione annua che costituisce l'1% dell'intera produzione nazionale. Le principali varietà prodotte sono Golden Delicious, Red Delicious, Royal Gala, Morgenduft, Fuji, Granny Smith. Il magazzino di produzione, lavorazione e conservazione delle mele Valentina è dotato di attrezzature e tecnologie all’avanguardia. La capacità di stoccaggio è di 250.000 quintali di mele, con 78 celle refrigerate e in atmosfera controllata per la conservazione ottimale delle mele durante tutto l’anno. 32 linee di selezione permettono la separazione delle mele per pezzatura e qualità; 7 linee di confezionamento consentono di utilizzare diversi tipi di imballaggi: jolly pack, cassette a più strati, borse e la marchiatura delle singole mele. A riprova della grande attenzione che Valentina pone nei confronti dell’ambiente e della salute dei consumatori finali, l’azienda possiede la certificazione ambientale GLOBAL-GAP per il 60% della produzione totale. Tale certificazione prevede una serie di standard specifici per le diverse produzioni agricole che assicura l’integrità, la trasparenza e l’armonizzazione degli standard agricoli a livello mondiale. Sono inclusi i requisiti necessari per una produzione di alimenti sicuri nel pieno rispetto di salute, sicurezza e welfare dei lavoratori oltre che dell’ambiente e del benessere delle specie animali.

Una "manica" applicata al cesto evita le ammaccature durante la raccolta (foto Agh)
ILo stabilimento di Mezzocorona (foto A.C.)
Mele Valentina (foto Agh)

 
La cinciallegra, simbolo della mela Valentina (foto Valentina)  
 
Raccolta delle mele nelle campagne della Val d'Adige (foto Agh)  
 
La "Mela di Campo" approvata da Legambiente (foto Agh)  
 
Mela Valentina (foto Agh)  
 
Intervista durante la raccolta (foto Agh)  
 
Particolare di una cassetta (foto Agh)  
Produzione integrata

Tutte le mele Valentina provengono da produzione integrata, ovvero un sistema di produzione che permette la riduzione dei trattamenti sulle mele grazie ad accorgimenti che assecondano i ritmi biologici naturali, allo scopo di fornire una produzione che salvaguardi e rispetti l'ambiente e che sia genuina per i consumatori finali. Dall’inizio degli anni 90 i frutticoltori trentini si sono uniti per la stesura del “Disciplinare per la produzione integrata” della Provincia di Trento, nel quale sono stabiliti i concetti principali della produzione integrata. Ogni anno i coltivatori si attengono strettamente al “Quaderno di Campagna” che identifica e formalizza le regole di produzione in linea con il Disciplinare. Ovviamente la professionalità dell’agricoltore e la sua motivazione a produrre nel rispetto dell’ambiente costituiscono il fondamento del programma di produzione integrata. Gli agricoltori che vi aderiscono sono impegnati a partecipare attivamente all’aggiornamento tecnico al fine di effettuare gli interventi colturali in modo mirato e tempestivo, per ottenere un buon controllo dell’equilibrio vegetale ed ecologico dei frutteti, agire efficacemente contro le avversità parassitarie, impiegare in misura contenuta e con attenzione i mezzi chimici. Tutte le mele Valentina sono frutto della costante attenzione dei soci frutticoltori e dello staff di agronomi specializzati, che quotidianamente controllano con cura e minuziosità i meleti di proprietà. Tra le misure adottate come cure biologiche e biotecniche figura anche la distribuzione nei frutteti di nidi per favorire l’insediamento delle cinciallegre. Questi uccelli insettivori infatti, durante l’accoppiamento si nutrono di numerose larve e in tal modo contribuiscono a ridurre le popolazioni degli insetti dannosi. Proprio da ciò l’idea di legare l’immagine della cinciallegra al marchio Valentina. Tutta la produzione è perfettamente tracciabile risalendo fino al singolo agricoltore, per il massimo controllo della qualità. La sezione ortofrutta del Gruppo Mezzacorona è stata la prima in Italia ad ottenere la certificazione del sistema di produzione integrata della filiera agroalimentare secondo la norma UNI 11233. Un importante traguardo che dimostra l'attenzione nella produzione di mele di alta qualità nel rispetto della salute e dell'ambiente.

La macchina seleziona automaticamente le mele secondo il colore, la pezzatura, la qualità (foto Agh)
 
La lavorazione a mano (foto Agh)   Intervista con Roberto Paternoster (foto Agh)
 
Adelio Sonn indica la fase di selezione (foto Agh)   Reparto confezionamento (foto Agh)
 
La mela Valentina aderisce a Legambiente   Il logo della "Mela di Campo" (foto Agh)
 
Cernita a mano (foto Agh)   Mela Valentina (foto Agh)
La Mela Valentina rappresenta l'1% del prodotto nazionale italiano (foto Agh)

Valentina la mela trentina
Via del Teroldego 1, 38016 Mezzocorona (TN)
www.melavalentina.it

La Val d'Adige vista da Cadino Alto (foto Agh)
Il centro di Mezzocorona visto dal Dosson di Cadino Alto (foto Agh)
Castel Monreale sulla collina di Faedo (foto Agh)

 
Ristorante La Cacciatora (foto Agh)  
   
La veranda (foto Agh)   Giorgio Gottardi serve i bolliti  
   
Piatto coi bolliti misti (foto Agh)   Una delle sale da pranzo (foto Agh)  
   
Prosciutto di Praga con salse   Gamberetti con zucchine (foto Agh)  
   
Dessert (foto Agh)   Dolce con mela e gelato (foto Agh)  
 
Lo chef Umberto Leonardelli, il titolare Paolo Bonetti e Luciano Da Canal  
A tavola: La Cacciatora

Il ristorante La Cacciatora, sulla riva orografica destra dell'Adige nei pressi di Mezzocorona, era in origine la base operativa del genio militare austriaco. Costruita nel 1850, progettò l'arginatura dei tre fiumi che scorrono nella Piana Rotaliana: Adige, Noce e Fossa di Caldaro. Una lapide posta nel vialetto di accesso del ristorante ricorda il nome del Barone Kellner, aiutante di Sua Maestà l'Imperatore Francesco Giuseppe e direttore generale del progetto. A lavori ultimati la costruzione fu adibita a luogo di pedaggio per il passaggio sul ponte dell' Adige. Già da allora si offrivano bevande e ristoro per i passanti. La svolta importante si ebbe nel 1948 quando quattro amici appassionati di caccia acquistarono il fabbricato (di qui il nome "La Cacciatora"). La struttura era semi diroccata in seguito ai bombardamenti, fu restaurata e adibita a luogo di incontro in occasione delle battute di caccia che, ovviamente, si concludevano con grandi libagioni. Nel 1987 una fuga di gas distrusse completamente il fabbricato. Fu ricostruito due anni dopo secondo i canoni più moderni e dotato di attrezzature all'avanguardia. L'attuale gestione è di Paolo Bonetti e famiglia, che abbiamo già conosciuto come gestore della Tana dell'Ermellino di Andalo (puntata di Girovagando 8 gennaio 2005). La cacciatora si propone alla clientela come luogo della tradizione culinaria trentina principalmente, ma non solo. Noi abbiamo degustato alcune specialità della casa: oltre alla selvaggina, lo squisito prosciutto di Praga tagliato al momento, alcuni piatti di pesce e il piatto forte della casa, un ghiotto carrello dei bolliti accompagnato con varie salse, servito con maestria da Giorgio Gottardi. Da provare!

Luciano Da Canal con lo staff de "La Cacciatora" (foto Agh)

La Cacciatora
Via Canè, 133 - 38016 Mezzocorona (TN)
Tel. 0461.650124 - Fax 0461.651080
www.lacacciatora.net

 
Remo de Vescovi con Luciano Da Canal (foto Agh)  
 
Giulio de Vescovi (foto Agh)  
 
I vini prodotti dalla cantina (foto Agh)  
 
Remo de Vescovi (foto Agh)  
Cantina de Vescovi Ulzbach

La famiglia de Vescovi coltiva la vite nella Piana Rotaliana da più di 300 anni. Fu l'antenato Vigilio de Vescovi (dottore in teologia, economo del Principe Vescovo di Trento, Decano atesino e delegato alla Dieta di Innsbruck per il Principe stesso) a condurre la famiglia da Vermiglio, nell’alta Val di Sole, a Mezzocorona nella seconda metà del ‘600. Con questa discesa dalla sorgente alle foci del fiume Noce (Ulzbach) inizia un nuovo capitolo nella storia della famiglia. La Piana Rotaliana era già allora luogo di un’agricoltura rigogliosa e la fama del Teroldego aveva varcato, dai tempi del Concilio, i confini regionali. Così i de Vescovi cominciarono a produrre uve e vini. Dopo l'impulso nella storia recente di papà Remo, pochi anni fa è il figlio Giulio a dare una nuova spinta all'azienda. Al termine del suo corso di studi, fresco di laurea in Viticoltura ed Enologia presso l’Università di Firenze, decide di dar corpo al suo sogno: creare un grande vino di Teroldego. Un progetto coltivato fin dall’adolescenza e perseguito con impegno con studi seri, esperienze di lavoro in Italia e all’estero, frequentazioni degli ambienti più importanti dell’enologia e della viticoltura, vendemmie e vinificazioni di prova. Nel 2003 la prima vinificazione “vera” e, nell’ottobre del 2005, la presentazione dell’etichetta che ottiene unanimi consensi. Il Teroldego, che matura all'inizio del mese di ottobre e che presenta stretti legami di parentela con il Lagrein e lo Syrah, è un vino molto apprezzato e qualificato ed è considerato il “principe” dei vini trentini.

Durante l'intervista con Remo e Giulio de Vescovi (foto Agh)
Teroldego d'eccellenza (foto Agh)

Azienda Agricola de Vescovi Ulzbach
Piazza Garibaldi 12, Mezzocorona (TN)
www.devescoviulzbach.it

Il paese di Mezzocorona visto dalla stazione di arriva della funivia di Monte (foto Agh)

 
Don Agostino Valentini con Luciano Da Canal  
Incontro con Don Agostino

La puntata si conclude con una chiacchierata con don Agostino Valentini, ex direttore di Vita Trentina e da qualche anno parroco di Mezzocorona. Nell'intervista ci parla della comunità del paese e ci mostra i recenti lavori di ristrutturazione della vecchia canonica, realizzati con il sostegno economico della Provincia Autonoma di Trento, che hanno permesso di riportare alla luce gli affreschi del '700 di Domenico Bonora (1685-1758).

 
Una delle sale della canonica rimessa a nuovo   Chiesa di Mezzocorona (foto Agh)
 
Piazza della Chiesa col Municipio (foto Agh)   Don Agostino col futuro Papa Ratzinger (foto Zotta)
Uno degli affreschi di Domenico Bonora nella canonica della chiesa di Mezzolombardo (foto Agh)

 
Il paese di Mezzocorona (foto Agh)  
   
Chiara de Vescovi (foto Agh)   Prodotti tipici della zona Rotaliana  
   
Visita a una cantina (foto Agh)   Il Teroldego, vino principe rotaliano  
Settembre rotaliano

Chiara de Vescovi, vice presidente della Proloco di Mezzocorona, ci parla del Settembre Rotaliano, una manifestazione che si svolge ogni anno agli inizi di settembre, dedicata ai sapori tipici locali da gustare nei vari stand eno-gastronomici allestiti negli angoli più caratteristici del centro storico. Ogni serata è allietata da concerti, intrattenimenti, spettacoli e tante altre iniziative di contorno quali giochi per bambini, palestra di roccia, mostre fotografiche e d’arte ed esposizioni di prodotti di artigianato. A palazzo Martini è stata proposta la mostra “Alla Scoperta del Teroldego” dove i visitatori hanno potuto degustare e conoscere il vino principe della Piana Rotaliana: il Teroldego.


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Il centro di Mezzocorona con la chiesa pievana di S. Maria (foto Agh)
  PRO LOCO MEZZOCORONA
Via F. Del Luca 4
38016 Mezzocorona, Italia
www.pianarotaliana.it
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
www.visittrentino.it

Puntate di Girovagando in zona Rotaliana

  San Michele all'Adige
Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina; la Cantina dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige; a tavola a "Maso Bellaveder" a Faedo
n. 285 - 23 febbraio 2008
     
  Mezzolombardo - Piana Rotaliana
Museo della grappa a Villa de Varda; azienda agricola Barone de Cles; macelleria Tait; il castagneto ai "Piani di Mezzolombardo"; a tavola al ristorante "Al Castagneto"; alla "caneva" Carlo Tait; la Cantina Pojer e Sandri -
n. 245 - 5 maggio 2007
     
  Girovagando con... gusto
Viaggio gastronomico con il trenino della Trento-Malé con tappe al Museo degli Usi e Costumi di S. Michele All'Adige, al Castello della Torre a Mezzolombardo, al Parco Dos del Pez a Cles in Val di Non, alla vecchia segheria di Malé in Val di Sole - n 224 - 2 /12/06
     
  S. Michele all'Adige e Monte di Mezzocorona
San Michele all'Adige: "Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina"; Monte di Mezzocorona; con il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento sul sentiero naturalistico di Monte - n. 100 - 29 maggio 2004

link

Istituzioni
Comune di Mezzocorona
Comune di Mezzolombardo
Istituto Agrario di S. Michele All'Adige
Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina

Mela trentina
www.melavalentina.it

Manifestazioni
Settembre Rotaliano

Cantine e distillerie
Gruppo Mezzacorona | Cantina Mezzacorona
Cantina de Vescovi Ulzbach
www.villadevarda.com
www.baronedecles.it
www.pojeresandri.it

Portali locali
www.pianarotaliana.it portale della Piana Rotaliana
www.teroldego.com il vino della Piana Rotaliana

Strade dei sapori
Strada del vino e dei sapori della Piana Rotaliana

A tavola - enogastronomia

La Cacciatora
Via Canè, 133 - 38016 Mezzocorona (TN)
Tel. 0461.650124 - Fax 0461.651080
www.lacacciatora.net

Azienda Agricola de Vescovi Ulzbach
Piazza Garibaldi 12, Mezzocorona (TN)
www.devescoviulzbach.it


La puntata in video streaming disponibile in video