VALLE DEL CHIESE
17 ottobre 2009
VIDEO
 
Romeo Valenti mostra orgoglioso le famose rape di Bondo (foto Agh)

E' con grande piacere che dedichiamo questa penultima puntata del nostro ciclo autunnale ad una valle ingiustamente considerata secondaria: la bellissima Valle del Chiese.

 
Scorcio caratteristico della Valle del Chiese (foto Consorzio Turistico)  
   
Cornelia Bazzoli (foto Agh)   Massimo Valenti (foto Agh)  
Valle del Chiese

A Bondo siamo accolti dai responsabili del Consorzio Turistico Valle del Chiese, Cornelia Bazzoli addetta alle pubbliche relazioni e il presidente Massimo Valenti.
La Valle del Chiese si trova nella parte sud occidentale del Trentino, a ridosso della Lombardia. Si tratta di una valle di confine, lontana da grandi centri abitati e sconosciuta ai grandi flussi turistici, il cui territorio, prettamente montuoso, offre le grandiose bellezze naturalistiche del massiccio dell'Adamello, da cui si diramano le due valli di Fumo (Val Daone) e di Breguzzo, le vie di accesso privilegiate al Parco Naturale Adamello - Brenta. Per ogni altra informazione o approfondimento vi rimandiamo all'ottimo sito ufficiale, veramente ben fatto: www.visitchiese.it.

 
La rapa di Bondo (foto Agh)  
La Rapa Tradizionale di Bondo  
 
Nel passato le rape erano un alimento importante per chi viveva dei prodotti della terra, poiché esse potevano essere conservate durante i mesi più freddi come riserva alimentare, quando la terra non produceva. La rapa tradizionale di Bondo ha caratteristiche uniche ed inconfondibili, derivate dal tipo di coltivazione tramandata da generazioni, dalle condizioni pedoclimatiche e soprattutto per l'uso del solo ed esclusivo seme di Bondo, frutto di attente selezioni che, nel corso dei secoli, hanno saputo migliorare costantemente il prodotto. La rapa di Bondo ha un sapore agro dolce che si sposa felicemente con carni grasse (suine, secondo tradizione) ma anche con formaggi, salumi ed altri prodotti tipici del Trentino.

 
La rapa di Bondo è coltivata biologicamente (foto Agh)  
 
Con Gilio Ghezzi (foto Agh)  
 
La raccolta (foto Agh)  
 
Un gruppo di contadini di Bondo ci accompagna nei campi di rape (foto Agh)  
 
Rape di Bondo (foto Agh)  
Coltivazione

Si semina a luglio, a cavallo delle festività dei S.S. Gioacchino e Anna, miscelando i semi (molto piccoli) con sabbia fine per rendere omogenea la distribuzione sul terreno, precedentemente smosso e liberato dalle male erbe, e concimato con letame ben stagionato. Dopo aver coperto il seme, è necessario irrigare a pioggia lenta. L’irrigazione va ripetuta anche nei giorni successivi, al fine di far ben germinare il seme. Un gruppo di contadini "irriducibili", capitanati da Gilio Ghezzi, ha deciso di creare un "Comitato Rapa di Bono" per salvaguardare e rilanciare questo prodotto tipico. La tecnica agricola tradizionale bandisce l’impiego di concimi chimici in favore di quelli naturali. Come insetticida si usa tradizionalmente la cenere di legna, e non è ammesso l'utilizzo di anticrittogamici e di diserbanti (solamente la sarchiatura manuale). La rapa tradizionale di Bondo deve pertanto ritenersi un prodotto assolutamente biologico, anche se ancora non sancito ufficialmente: il Comitato si propone di arrivare presto alla certificazione. La raccolta deve avvenire in corrispondenza con i primi freddi della stagione autunnale. In ossequio alla tecnica tradizionale di coltivazione, è bene che la rapa prenda le prime gelate (le "embrumàde") in modo che si addolcisca e si conservi meglio nel periodo invernale. La rapa è conservata quindi in locali bui e freschi, con temperatura pressoché costante tipica dei volti (cantine), e deve essere consumata giovane. Verso primavera le rape iniziano a germogliare: le più belle sono interrate in pieno campo e lasciate germogliare compiutamente. Si produce una rigogliosa vegetazione con frutti a forma di baccello (simili a fagiolini) di piccole dimensioni. Dai baccelli sono estratte le sementi che serviranno per ottenere un nuovo raccolto.

Con il Comitato Rapa di Bondo (foto Agh)
Campagna nei pressi di Bondo (foto Agh)

 
Paolo Valenti con uno splendido esemplare di salmerino alpino (foto Agh)  
 
La "Troticultura Fiana" di Bondo (foto Valenti)  
   
Visita all'allevamernto (foto Agh)   Paolo Valenti mostra dei salmerini  
 
Il salmerino alpino ha un alto valore nutrizionale (foto Agh)  
 
Luciano Da Canal (al centro) con Claudio Valenti e il figlio Paolo (foto Agh)  
Il salmerino alpino dell'allevamento "Troticoltura Fiana"

A Bondo facciamo visita all’allevamento "Troticoltura Fiana" che si trova alla confluenza della Val Gavardina e Lanciada, ove scorre l'impetuoso torrente Fiana che, fino agli anni '50, permetteva un’attività molto intensa con varie segherie, mulini e fucine. L'allevamento è nato per volontà di Claudio Valenti, che ereditò dal padre, morto prematuramente, questo terreno, decidendo di riportarlo a nuova vita. Abbandonata l’attività di boscaiolo, nel 1994 con l'aiuto della moglie e dei tre figli, anche se giovani, costruisce alcune vasche per allevare trotelle fario, sfruttando l'acqua limpida e fredda del torrente. La trota fario era la specie ittica più diffusa e pescata nelle acque del Trentino, considerata tra le più pregiate e richieste dai pescatori per il ripopolamento. Grazie ai corsi per troticoltori organizzati dall'Istituto Agrario di S. Michele all'Adige, raffina l’esperienza che gli permette di ottenere un prodotto di qualità, sano, genuino e nel rispetto dell'ambiente. Nel 2004 l’allevamento adotta il ciclo completo di riproduzione con il nuovo incubatoio. Nel 2005 l'Istituto Agrario di S. Michele all'Adige, in collaborazione con l'Associazione Troticoltori Trentini Cooperativa “Astro”, contatta Valenti affinché aderisca ad un ambizioso progetto finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, denominato “CARPESCI”. Consiste nella raccolta, caratterizzazione genetica, allevamento e diffusione dei pesci salmonidi autoctoni dei laghi del versante sud delle Alpi, come il salmerino alpino. Nel 2008 l'Associazione Troticoltori del Trentino “Astro” chiede ed ottiene la Denominazione di Origine Protetta del Salmerino Alpino. La carne del salmerino alpino è un prodotto nuovo e di alto valore nutrizionale, ricco di proteine, aminoacidi essenziali e grassi polinsaturi, tra cui gli omega tre.

Contadino di Cimego (foto Agh)

 
Il Cimitero monumentale di Bondo (foto Agh)  
   
Il sindaco di Bondo Giuseppe Bonenti   L'abitato di Bondo (foto Agh)  
 
Sono quasi 700 le salme di soldati sepolte (foto Agh)  
Il Cimitero Monumentale di Bondo

Il Cimitero Monumentale di Bondo fu costruito a partire dal 1916 dal comandante austriaco Theodor Spiegel, con lo scopo di dare onorevole sepoltura ai militari austriaci che avevano combattuto ed erano morti sulle montagne giudicariesi. Con il passare degli anni è diventato un monumento ai caduti di tutte le guerre, come simbolo del tacito e sempre attuale richiamo alla pace fra i popoli di ogni nazione e ideologia. Il cimitero ospita 697 salme di soldati di quello che fu l'esercito di Francesco Giuseppe. Solo cinque salme sono di soldati ignoti. La struttura architettonica della grande scalinata è decorata con bassorilievi e statue: fu progettata da un religioso, padre Fabiano Barcatta, e terminata dopo la fine del conflitto.

Storia e restauro del cimitero monumentale di Bondo (pdf 2 mb)

 
Forte Larino a Lardaro (foto Agh)  
 
Interno di Forte Larino recentemente restaurato (foto Agh)  
 
Forte Larino lato sud (foto Agh)  
 
Con Lino Zulberti (foto Agh)  
Forte Larino e Forte Corno

Le testimonianze della Grande Guerra in Val del Chiese sono evidenti coi tre forti superstiti dei cinque che formavano lo Sbarramento di Lardaro e che erano a difesa delle linee austro-ungariche: Forte Larino a sud di Lardaro, Forte Corno nel Comune di Praso e Forte Carriola nei territori di Pieve di Bono. Originariamente collegati fra loro da una serie di camminamenti, trincee e gallerie, costituivano un imponente sistema difensivo che dominava e controllava la Valle del Chiese dall'alto. Rappresentano ancora oggi un'interessante esempio delle opere difensive del genio militare austriaco. Forte Larino e Forte Corno, ottimamente conservati, sono stati ristrutturati di recente e saranno presto visitabili al pubblico. Nella puntata in tv un'intervista a Lino Zulberti, guida turistica del Gruppo Museale Alto Chiese, che ci parla delle due principali fortificazioni. Forte Larino, conservato in ottimo stato, fu costruito agli inizi del 1860, su una superficie di un migliaio di metri quadrati, costituito da una batteria di casematte, da due batterie in terra e da un fabbricato ad uso magazzino e caserma. Forte Corno sorge su uno sperone di roccia a 1068 metri di quota e domina l'abitato di Praso: possiede una struttura di grande pregio nell'ambito dell'architettura militare. Ha 54 stanze, molte delle quali ottimamente conservate, e ospitava fino a 160 soldati. Fu costruito tra il 1890 e il 1892. Oggi è congiunto alla fortezza di fondovalle da un suggestivo sentiero bellico.

 
Ristorante hotel "Aurora" a Cimego (foto Agh)  
 
La sala da pranzo (foto Agh)  
 
Il titolare Graziano Tamburini (foto Agh)  
A tavola: Ristorante "Hotel Aurora" a Cimego

Per il pranzo siamo ospiti del ristorante dell'Hotel Aurora di Cimego. Il ristorante è stato inserito nella prestigiosa Guida delle Osterie d'Italia 2003 edita da Slow Food ed è segnalato sulla rinomata Guida Michelin. La cucina, familiare e casalinga, propone specialità tipiche locali, anche a base di selvaggina. La carta dei vini, fornita e ricercata, espone la parte più rappresentativa dei vini territoriali e nazionali. L'elegante sala si presta inoltre per banchetti e cerimonie di ogni genere. L'hotel è molto accogliente, con camere confortevoli, tutte con servizi e telefono, ascensore, ampio giardino, sala caminetto, saletta intima, l'attrezzatissima piscina esterna riscaldata con fornito bar esterno. Tra le novità recenti, il nuovissimo centro wellness. Per la cucina noi abbiamo degustato una serie di eccellenti piatti tipici, tra cui: il "Capun" o Capuc alla Cimeghese, una specie di involto in foglia di vite che contiene un delizioso impasto di erbette e formaggio, tra cui la famosa Spressa Doc, pane vecchio, olio, aglio, sale e pepe; dei gustosi Malfac "strangolapreti", squisiti gnocchi di polenta Macafana e Carbonera, il salmerino di torrente ai ferri. Il titolare Graziano Tamburini ci ha dato simpaticamente le ricette. Nella puntata in tv, anche un'intervista con Arturo Donati, direttore di Agri90, cooperativa che produce, tra gli altri prodotti del territorio, la rinomata Farina Gialla di Storo.

 
Arturo Donati direttore di Agri90 (foto Agh)   Marzemino Trentino DOC di Grigoletti (foto Agh)
 
Il "capun", piatto tipico della Valle del Chiese   Formaggi misti (foto Agh)
 
Gnocchi di polenta macafana e carbonera (foto Agh)   Angus (foto Agh)
 
Salmerino ai ferri (foto Agh)   La panna cotta (foto Agh)

Ristorante Hotel Aurora
Loc. Casina dei Pomi 139 - 38082 Cimego TN
Tel 0465 621064 - Fax 0465 621771
www.hotelaurora.tn.it

Stanza da letto del museo etnografico di Casa Marascalchi (foto Agh)
Tutto è rimasto come un tempo a Casa Marascalchi (foto Agh)

 
Casa Marascalchi a Cimego (foto Agh)  
 
Massimo Valenti, Carlo Bertini e Luciano Da Canal a Casa Marascalchi  
 
Piattaia e credenza (foto Agh)  
 
Nelle cantine (foto Agh)  
La civiltà contadina di Casa Marascalchi a Cimego

La civiltà contadina che popolava la valle in passato rivive oggi tra le antiche mura di Casa Marascalchi a Cimego. Restaurata e aperta al pubblico nello storico quartiere di Quartinago, si presenta come un museo delle tradizioni e degli usi popolari, poiché custodisce intatte al suo interno le caratteristiche originali della casa contadina giudicariese, oltre ad un enorme quantitativo di materiale: dagli attrezzi per la campagna agli utensili della casa. Gli ambienti hanno mantenuto la loro destinazione originale d'uso, con arredi e oggetti che un tempo venivano utilizzati dalla famiglia residente, emigrata nel 1962. La casa è organizzata su più livelli: nel seminterrato si trova la cantina per la conservazione del vino e quella per l'immagazzinamento delle derrate alimentari, quindi la stalla. Al pianterreno la cucina, che presenta il locale con l'antico focolare aperto e quello con la più recente cucina economica, quindi il laboratorio con il banco del falegname e tutta l'attrezzatura necessaria per la manutenzione ordinaria della casa e degli strumenti di lavoro. Al primo piano le camere da letto, con la stanza riservata all'allevamento dei bachi da seta e alla tessitura, e al secondo piano l'ampio spazio aperto dove, tramite una carrucola, si issavano legna, fascine, fieno, paglia, grani. Quindi il sottotetto, usato un tempo come deposito. Carlo Bertini, sindaco di Cimego, ci guida nella visita a Casa Marascalchi.

Stanza con cucina economica di Casa Marascalchi (foto Agh)
Micio di Bondo (foto Agh)

 
La pista ciclopedonale della Valle del Chiese (foto Agh)  
 
La pista collega Cologna con il Lago d'Idro (foto Agh)  
 
La ciclopedonale è lunga circa 22 km (foto Agh)  
La pista ciclopedonale della Valle del Chiese

Tra bei paesaggi alpini
la pista ciclopedonale costeggia il fiume Chiese, toccando i numerosi abitati del fondovalle che non di rado celano insospettabili gioielli architettonici e artistici: a Condino, oltre i palazzi e le chiese del nucleo antico, spicca la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, un vero monumento di storia o, a Pieve di Bono, la chiesa di Santa Giustina. Dalla ciclabile si scorge anche il tratto terminale delle imponenti condotte della centrale idroelettrica per lo sfruttamento del fiume Chiese, che scende dalla Val Daone dove vi sono i due grandi bacini artificiali di Lago Boazzo e Lago Bissina. La pista ciclopedonale è pressoché pianeggiante, lunga 22,370 chilometri, e collega il grande Lago d’Idro, in Lombardia, con il paese di Cologna, dove vi è la nuova sede del Consorzio Turistico Valle del Chiese. Il tempo medio di percorrenza ad andatura turistica per l'intero tratto è di circa 3 ore, il dislivello di 76 metri.

La pista ciclopedonale percorre luoghi idilliaci (foto Agh)
La nuova sede del Consorzio Turistico a Cologna, dove inizia la ciclabile (foto Agh)

 
Il lago artificiale di Malga Bissina in Val Daone (foto Paolo Chiaromonte)  
   
La sede del BIM a Condino (foto Agh)   Con Vigilio Nicolini (foto Agh)  
BIM del Chiese

Il Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero Montano (BIM) del Chiese è stato istituito nel 1955 in risarcimento al territorio della Valle del Chiese per i danni ambientali dovuti alla realizzazione degli impianti idroelettrici. Il Consorzio si prefigge lo scopo esclusivo di favorire il progresso economico e sociale delle popolazioni e del territorio del Bacino Imbrifero Montano del Chiese, impiegando i proventi dei sovracanoni che gli sono attribuiti in base alla Legge 27.12.1953, n. 959. Il BIM del Chiese raggruppa i seguenti comuni: Bondone, Storo, Condino, Brione, Cimego, Castel Condino, Pieve di Bono, Prezzo, Bersone, Praso, Daone, Lardaro, Roncone, Bondo, Tiarno di Sopra. Nella puntata in tv un'intervista con il presidente Vigilio Nicolini.

BIM del Chiese
Via Oreste Baratieri, 11 38083 Condino (TN)
tel. 0465 621048 - fax 0465 621720
www.bimchiese.tn.it

Scorcio di Condino con la Torre Civica (foto Agh)
Transumanza in Val Daone (foto Agh)

Tra i prossimi eventi di rilievo segnaliamo il 19° campionato mondiale di Scacchi Senior, competizione omologata dalla FIDE e dalla Federazione Scacchistica Italiana che si disputa al Centro Congressi di Condino dal 27 ottobre all’8 novembre 2009.


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Val Daone (foto Agh)
  CONSORZIO TURISTICO VALLE DEL CHIESE
Via Brescia 62 - 38087 Lardaro Tn
tel. +39 0465 / 901217 - fax +39 0465 / 901937 mobile 339 / 8387482
www.visitchiese.it
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
www.visittrentino.it

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Istituzioni
Comune di Bersone
Comune di Bondo
Comune di Bondone
Comune di Brione
Comune di Cimego
Comune di Castel Condino
Comune di Condino
Comune di Daone
Comune di Lardaro
Comune di Pieve di Bono
Comune di Praso
Comune di Prezzo
Comune di Roncone
Comune di Storo
Comprensorio delle Giudicarie

Portali
Ecomuseo Valle del Chiese
Valle del Chiese (da wikipedia)

Grande Guerra
Grande Guerra in Valle del Chiese eventi 2009

Economia
Expo Valle del Chiese

Bim
Bim del Chiese

Scacchi
19° Campionato mondiale scacchi senior

Agricoltura
Istituto Agrario di S. Michele all'Adige
Agri90

Itticoltura

Associazione Troticoltori Trentini Cooperativa “Astro

Libri
Libreria del Chiese

A tavola

Ristorante Hotel Aurora
Loc. Casina dei Pomi 139 - 38082 Cimego TN
Tel 0465 621064 - Fax 0465 621771
www.hotelaurora.tn.it

Agri90 cooperativa di agricoltori

La puntata in video streaming disponibile in video