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| Il castello di Avio con l'abitato di Sabbionara
(foto Agh) |
Puntata itinerante oggi in Vallagarina,
visitando i Monti Lessini, al confine con
il Veronese, e il Monte Zugna, ai "freschi"
per sfuggire all'afa del fondovalle, alla scoperta di luoghi minori ma non
per questo meno interessanti. Per un'ampia panoramica della Vallagarina
vi rimandiamo come al solito alle numerose puntate
precedenti.
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| L'ingresso del camping "Al Faggio"
(foto Agh)
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| I meravigliosi prati intorno al camping (foto Agh) |
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Camping
"Al Faggio"
Ci piace ogni tanto valorizzare anche quelle piccole realtà turistiche
che non trovano facilmente spazio. Per questo oggi visitiamo il Camping
"Al Faggio" a Sega di Ala sui
Monti Lessini. E' circondato da magnifici prati e foreste di faggio
secolari. Titolare è Patricia Veronese,
che gestisce il camping con tutta la famiglia. E' un posto ideale per
chi ama i luoghi davvero tranquilli: nel circondario si possono fare
splendide passeggiate e anche escursioni
più impegnative. Le piazzole sono 99, tutte con manto erboso, il
campeggio accetta animali, dispone di mini-market,
bar, telefono pubblico, camper service, piscina
e sala giochi. Aperto tutto l'anno,
è perfettamente accessibile anche ai disabili.
Simpatia e cordialità dei gestori caratterizzano questo bel campeggio
a conduzione famigliare. Al termine della nostra visita, Nicole
ci ha omaggiato di alcune confetture
di marmellata di ciliege fatte da lei.
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| Fioriera ricavata in una legnaia
(foto Agh)
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| Patricia Veronese (foto Agh) |
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Sono 99 le piazzole disponibili (foto Agh) |
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| Le piazzole ombreggiate nel verde
(foto Agh) |
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Il bar (foto Agh) |
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| Giorgio, Luciano, Francesca con Martin,
Nicole, Patricia (foto Agh) |
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| Martin e Nicole con il loro gattino
(foto Agh)
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Camping "Al Faggio"
Sega di Ala - Località Fratte
38061 - Ala (TN)
Tel e fax 0464 670162 |
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| I Monti Lessini (visti con Google
Earth) |
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| La "C-Crosser" Citroën
messa a disposizione da Bimotor di Trento (foto Agh) |
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| La Val d'Adige, sullo sfondo l'abitato
di Ala (foto Agh)
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| Osteria "Vecchio Carnera"
ad Ala (foto VC) |
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| Chardonnay di Albino Armani |
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Massimo Caglioni ci dà il
benvenuto |
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| "La caneva" (foto Agh) |
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Riccardo Ricci (foto Agh) |
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| Intervista a Massimo Caglioni (© Agh) |
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Saletta dell'osteria (foto Agh) |
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| Angolo della sala da pranzo (foto Agh) |
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Osteria Vecchio Carnera (foto Agh) |
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| "Ala Città di velluto",
ballo in costume d'epoca (foto Agh) |
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Ugo Sala dell'Associazione Culturale
Vellutai Città di Ala (foto Agh)
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| Gruppo in costume dell'Associazione
Culturale Vellutai Città di Ala (foto Agh) |
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Osteria "Vecchio Carnera" di Ala
Il "Vecchio Carnera" un'osteria
storica di Ala, è tornato a nuova vita. L'iniziativa si deve
a due vignaioli che, da soli, sono già un bel pezzo del panorama
vitivinicolo della Val d'Adige: Albino Armani
e Giuseppe Tognotti di Maso
Michei. Due artigiani del vino con un'idea fissa: un locale che proponga,
in maniera imprenditorial-mente efficace, la filosofia del territorio, a
partire dalla vendita diretta dei prodotti della terra. A dar manforte ai
due vignaioli, Massimo Caglioni, oste,
di origine bergamasca: viveva e lavorava a Milano ma un giorno, dopo un
viaggio in moto di sei mesi in giro per l'Europa, capitò in Valle
dei Ronchi e decise che era tempo di cambiar vita. Tornò a Milano
giusto il tempo per licenziarsi. Il tutto per la gioia di Francesco
Pedrinolla, giovane imprenditore di Ala e proprietario del locale,
che da tempo sognava di veder rinascere questo vecchio luogo che molta parte
ha avuto nella vita della sua famiglia. Questo affiatato gruppo di amici-soci
ha quindi rilanciato il "Vecchio Carnera", che vuole essere una
"caneva" un po' speciale: un
luogo accogliente e familiare dove è possibile degustare e acquistare
vino, trattenersi a mangiare qualche piatto della tradizione
culinaria trentina in un'atmosfera semplice, cordiale, rilassante.
Tutti gli ingredienti dei piatti proposti sono rigorosamente
di stagione, acquistati in loco, e sono pensati per esaltare i profumi
e il carattere dei vini prodotti a Maso Michei.
Tre sono le linee-guida che ispirano la proposta culinaria: la stagionalità,
ogni settimana il menù viene rinnovato e mette in risalto verdure,
legumi e frutta tipici della stagione; la prossimità,
ogni ingrediente deve fare pochi chilometri per raggiungere la cucina, perché
viene coltivato e comprato in loco e nelle valli circostanti; la tipicità,
pochi piatti ma preparati con ogni cura e attenzione. Le ricette sono quelle
in uso presso le famiglie trentine, quelle delle tradizioni, dai sapori
semplici, soprattutto quelli di cui non ci si ricorda più e che l'Osteria
vuole aiutare a riscoprire. Il nome del locale deriva dal famoso pugile
friulano Primo
Carnera: l’osteria in realtà è sempre stata la “Trattoria
Alpino” ma per tutti è sempre stata il “Carnera”,
per quella vaga somiglianza di Mario Mellarini,
il gestore storico del locale, e il grande pugile degli anni '30. Anche
"il Mario" era un omaccione rude ma buono, per decenni ha mandato
avanti il locale con la madre Pierina, il figlio Gianni, la moglie Ida.
L'Osteria Vecchio Carnera partecipa e sostiene la manifestazione Ala
la Città di Velluto. Nella puntata in tv, interviste a Riccardo
Ricci, direttore artistico della manifestazione, e a Massimo
Caglioni, oste del Vecchio Carnera.
Ala
Città di Velluto sito ufficiale
Ala
Città di Velluto - puntata di Girovagando 4 giugno 2005
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| Una vecchia immagine degli anni '20
di Piazza Buonacquisto, dove c'è l'osteria "Vecchio Carnera"
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| L'osservatorio astronomico e il nuovo
Rifugio Monte Zugna (foto Agh) |
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| Gino, Manuela, Thomas e Luciano
durante l'intervista (foto Agh) |
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| Sala da pranzo (foto Agh) |
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Camere da letto (foto Agh) |
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| Torta di riso salata (foto Agh) |
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Tagliere di carne salada con grana |
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| Crauti e cotechino (foto Agh) |
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Spezzatino con polenta e puntine |
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| Il dessert (foto Agh) |
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Amaro
Trentino e Prezioso Mirtillo |
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| Il Monte Zugna con i gruppi del Pasubio
e Carega (da Google
Earth) |
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| Postazione italiana di mitragliatrice
(foto della galleria esposta al Rif. Zugna) |
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Rifugio Monte Zugna
Il rifugio è stato ristrutturato nel 2007
dalla Provincia Autonoma di Trento e dal Comune di Rovereto, che ne è
il proprietario. La gestione è affidata all'Associazione
"Amici dello Zugna", che da tanti anni ne cura la conduzione
tramite la famiglia Simoncelli. Il rifugio
sorge ai piedi del Monte Zugna, lungo la
dorsale che separa la Vallarsa e la Vallagarina, al centro di un’area
di grande valore storico legato agli eventi bellici
della Grande Guerra. Poco distante vi è l'Osservatorio
astronomico realizzato dal Museo
civico di Rovereto (vedi puntata
del 5 luglio 2003). Il rifugio è raggiungibile in auto da
Rovereto in circa 20 minuti, oppure a piedi da Matassone in Vallarsa
con il sentiero n. 118 (ore 2,30), da Passo Buole con il sentiero n. 115
(Sentiero della Pace). Nella zona di Coni Zugna, nell’ambito del progetto
Sentiero della Pace, sono stati
recuperati i principali manufatti militari dell’epoca: acquedotto,
ospedale militare, trincee e camminamenti. Lungo questi tratti del sentiero
non mancano i punti panoramici verso la
Valle dell’Adige e il Gruppo del Monte Baldo, il Gruppo del Pasubio.
La zona si raggiunge percorrendo appunto il Sentiero della Pace (segnavia
n. 115): in circa 30' dal rifugio è possibile proseguire fino a Passo
Buole (dove giunge la strada che sale da Ala), che fu teatro di aspre
battaglie. Un interessante percorso per salire al rifugio parte dalla piazza
di Serravalle all’Adige e in circa 4 ore raggiunge il rifugio lungo
le mulattiere militari costruite dai soldati italiani
nel 1916, toccando alcuni cimiteri di guerra. Il rifugio può
ospitare fino a 60 persone, divise in 5 camerette e 2 camere più
ampie. La famiglia Simoncelli ci ha preparato un gustoso pranzetto: come
"stuzzichino" la torta di riso salata,
quindi un mega tagliere con la carne salada
e scaglie di grana, poi polenta con puntine,
crauti, spezzatino,
salsiccia alla griglia, cotechino.
Tutto molto gustoso. Infine il dessert con "salame"
di cioccolata, panna e strudel di mele.
Per concludere il fiero pasto, una "crema caffé" del rifugio,
un"Amaro Trentino" e un "Prezioso
Mirtillo" dell'Antica
Erboristeria Cappelletti.
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| Luciano col poderoso staff del rifugio
Monte Zugna (foto Agh) |
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| I bambini nel bosco sul Monte Zugna
(foto Tomasi) |
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| (foto Tomasi) |
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(foto Tomasi) |
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| (foto Tomasi) |
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Intervista con Paola Tomasi (foto Agh) |
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| Con la guardia forestale (foto Tomasi) |
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“A scuola nel bosco”
Al Rifugio Zugna incontriamo Paola Tomasi,
insegnante, che ci descrive il progetto "A
scuola nel bosco" per i bambini e le bambine dai 4 ai 7 anni.
Questo progetto consiste nella realizzazione di una
scuola all’aperto residenziale in montagna, e fa riferimento
alla concezione della pedagogia sviluppata dal
prof. Piero Bertolini, ispirata alla filosofia fenomenologica di
E.
Husserl. Essa concepisce l’educazione non come una passiva trasmissione
di contenuti già dati, magari con metodi rigidi ed un percorso precostituito,
ma come una continua relazione tra educatore ed
educando, che si confrontano in varie “esperienze in situazione”.
Una pedagogia molto attenta alla soggettività
umana ed al significato che ogni individuo assegna alle sue azioni.
L’insegnante è attento alle risorse individuali degli allievi
e coglie i loro interessi, prendendo spunto da questi per coinvolgerli in
un percorso di apprendimento, stimolandoli
ed accompagnandoli, ma diminuendo il suo intervento diretto mano a mano
che si dimostrano capaci di gestire autonomamente la loro ricerca di conoscenza.
La “scuola nel bosco” aderisce molto bene a questa concezione
pedagogica, perché il bosco di montagna, come molti altri ambienti
naturali è, in sé, una risorsa multidisciplinare. Vivere in
quest’ambiente permette di fare, con le mani, la mente, il corpo e
tutti i sensi, esperienze significative e dense di emozioni.
Progetto
"A Scuola nel bosco" (rtf 15k)
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| L'abitato di Sdruzzinà circondato
dai vigneti (foto Agh) |
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| Agritur Maso Carpenè, a pochi
minuti d'auto da Rovereto (foto Agh) |
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| La sala da pranzo (foto Agh) |
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| Claudia e David (foto Agh) |
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| Stanza da letto (foto Agh) |
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| La splendida vista su Rovereto (foto Agh) |
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Agritur "Maso Carpenè" a Isera
"Maso Carpenè" si trova in una spettacolare
posizione panoramica sulla Vallagarina a mezza costa in collina,
a 400 m di quota, ai margini di un bosco nella tranquillità più
assoluta. I gestori sono due giovani pieni di entusiasmo, Claudia
Lorenzini e David Suissa. Lui è
isrealiano: si sono conosciuti durante un viaggio in Isreale di Claudia.
E' scoppiato subito l'amore. Lei aveva questa
vecchia casa di campagna, ereditata dai genitori: detto fatto, hanno
deciso di creare un agritur con annessa azienda
agricola. David si è trasferito in Italia pieno di buona volontà.
Aveva lavorato nei kibbutz
del suo paese, ma non aveva alcuna esperienza come vignaiolo. Non si è
perso certo d'animo, ha seguito un
corso all'Istituto Agrario di S. Michele ed ha iniziato a coltivare
le vigne. I risultati sono stati fin da subito eccellenti. Lui dice modestamente
"Non sono proprio sicuro che questo buon
vino sia tutto merito mio, secondo me è proprio questo posto ad essere
particolarmente fortunato". L'azienda agricola è biologica
certificata, a conduzione famigliare, la cui unica filosofia è
presto detta: lavorare con impegno e serietà, senza strafare, in
sintonia con la natura. Il nucleo originario del maso è stato mantenuto,
ampliandolo ai lati. Davanti è stata eliminata la disagevole rampa
ed è stato ricavato uno splendido terrazzo
con il prato, che guarda sulla valle. Le stanze sono in una piccola dependance
staccata dal corpo centrale, arredate in uno stile rustico ma elegante al
tempo stesso. La cucina si basa sui piatti della tradizione trentina, semplice
e casalinga, con molti prodotti che provengono
direttamente dall'azienda agricola. Si organizzano cene e cerimonie,
con menù anche vegeteriano o vegano.
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| Il Castello di Avio visto dalla strada che sale
a Sega di Ala (foto Agh) |
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