Vallagarina
Monti Lessini e Monte Zugna - 18 luglio 2009
VIDEO
 
Il castello di Avio con l'abitato di Sabbionara (foto Agh)

Puntata itinerante oggi in Vallagarina, visitando i Monti Lessini, al confine con il Veronese, e il Monte Zugna, ai "freschi" per sfuggire all'afa del fondovalle, alla scoperta di luoghi minori ma non per questo meno interessanti. Per un'ampia panoramica della Vallagarina vi rimandiamo come al solito alle numerose puntate precedenti.

 
L'ingresso del camping "Al Faggio" (foto Agh)  
 
I meravigliosi prati intorno al camping (foto Agh)  
Camping "Al Faggio"

Ci piace ogni tanto valorizzare anche quelle piccole realtà turistiche che non trovano facilmente spazio. Per questo oggi visitiamo il Camping "Al Faggio" a Sega di Ala sui Monti Lessini. E' circondato da magnifici prati e foreste di faggio secolari. Titolare è Patricia Veronese, che gestisce il camping con tutta la famiglia. E' un posto ideale per chi ama i luoghi davvero tranquilli: nel circondario si possono fare splendide passeggiate e anche escursioni più impegnative. Le piazzole sono 99, tutte con manto erboso, il campeggio accetta animali, dispone di mini-market, bar, telefono pubblico, camper service, piscina e sala giochi. Aperto tutto l'anno, è perfettamente accessibile anche ai disabili. Simpatia e cordialità dei gestori caratterizzano questo bel campeggio a conduzione famigliare. Al termine della nostra visita, Nicole ci ha omaggiato di alcune confetture di marmellata di ciliege fatte da lei.

Fioriera ricavata in una legnaia (foto Agh)
 
Patricia Veronese (foto Agh)   Sono 99 le piazzole disponibili (foto Agh)
 
Le piazzole ombreggiate nel verde (foto Agh)   Il bar (foto Agh)
Giorgio, Luciano, Francesca con Martin, Nicole, Patricia (foto Agh)
Martin e Nicole con il loro gattino (foto Agh)

Camping "Al Faggio"
Sega di Ala - Località Fratte
38061 - Ala (TN)
Tel e fax 0464 670162

I Monti Lessini (visti con Google Earth)
La "C-Crosser" Citroën messa a disposizione da Bimotor di Trento (foto Agh)
La Val d'Adige, sullo sfondo l'abitato di Ala (foto Agh)

 
Osteria "Vecchio Carnera" ad Ala (foto VC)  
   
Chardonnay di Albino Armani   Massimo Caglioni ci dà il benvenuto  
   
"La caneva" (foto Agh)   Riccardo Ricci (foto Agh)  
   
Intervista a Massimo Caglioni   Saletta dell'osteria (foto Agh)  
   
Angolo della sala da pranzo (foto Agh)   Osteria Vecchio Carnera (foto Agh)  
 
"Ala Città di velluto", ballo in costume d'epoca (foto Agh)  
 
Ugo Sala dell'Associazione Culturale Vellutai Città di Ala (foto Agh)
 
 
Gruppo in costume dell'Associazione Culturale Vellutai Città di Ala (foto Agh)  
Osteria "Vecchio Carnera" di Ala

Il "Vecchio Carnera" un'osteria storica di Ala, è tornato a nuova vita. L'iniziativa si deve a due vignaioli che, da soli, sono già un bel pezzo del panorama vitivinicolo della Val d'Adige: Albino Armani e Giuseppe Tognotti di Maso Michei. Due artigiani del vino con un'idea fissa: un locale che proponga, in maniera imprenditorialmente efficace, la filosofia del territorio, a partire dalla vendita diretta dei prodotti della terra. A dar manforte ai due vignaioli, Massimo Caglioni, oste, di origine bergamasca: viveva e lavorava a Milano ma un giorno, dopo un viaggio in moto di sei mesi in giro per l'Europa, capitò in Valle dei Ronchi e decise che era tempo di cambiar vita. Tornò a Milano giusto il tempo per licenziarsi. Il tutto per la gioia di Francesco Pedrinolla, giovane imprenditore di Ala e proprietario del locale, che da tempo sognava di veder rinascere questo vecchio luogo che molta parte ha avuto nella vita della sua famiglia. Questo affiatato gruppo di amici-soci ha quindi rilanciato il "Vecchio Carnera", che vuole essere una "caneva" un po' speciale: un luogo accogliente e familiare dove è possibile degustare e acquistare vino, trattenersi a mangiare qualche piatto della tradizione culinaria trentina in un'atmosfera semplice, cordiale, rilassante. Tutti gli ingredienti dei piatti proposti sono rigorosamente di stagione, acquistati in loco, e sono pensati per esaltare i profumi e il carattere dei vini prodotti a Maso Michei. Tre sono le linee-guida che ispirano la proposta culinaria: la stagionalità, ogni settimana il menù viene rinnovato e mette in risalto verdure, legumi e frutta tipici della stagione; la prossimità, ogni ingrediente deve fare pochi chilometri per raggiungere la cucina, perché viene coltivato e comprato in loco e nelle valli circostanti; la tipicità, pochi piatti ma preparati con ogni cura e attenzione. Le ricette sono quelle in uso presso le famiglie trentine, quelle delle tradizioni, dai sapori semplici, soprattutto quelli di cui non ci si ricorda più e che l'Osteria vuole aiutare a riscoprire. Il nome del locale deriva dal famoso pugile friulano Primo Carnera: l’osteria in realtà è sempre stata la “Trattoria Alpino” ma per tutti è sempre stata il “Carnera”, per quella vaga somiglianza di Mario Mellarini, il gestore storico del locale, e il grande pugile degli anni '30. Anche "il Mario" era un omaccione rude ma buono, per decenni ha mandato avanti il locale con la madre Pierina, il figlio Gianni, la moglie Ida. L'Osteria Vecchio Carnera partecipa e sostiene la manifestazione Ala la Città di Velluto. Nella puntata in tv, interviste a Riccardo Ricci, direttore artistico della manifestazione, e a Massimo Caglioni, oste del Vecchio Carnera.

Ala Città di Velluto sito ufficiale
Ala Città di Velluto - puntata di Girovagando 4 giugno 2005

Una vecchia immagine degli anni '20 di Piazza Buonacquisto, dove c'è l'osteria "Vecchio Carnera"

Osteria Vecchio Carnera
Piazza Buonacquisto, 4
38061 Ala (TN)
tel. 0464 671037
www.vecchiocarnera.com
Ala Città di Velluto
Il programma 2009

 
L'osservatorio astronomico e il nuovo Rifugio Monte Zugna (foto Agh)  
 
Gino, Manuela, Thomas e Luciano durante l'intervista (foto Agh)  
   
Sala da pranzo (foto Agh)   Camere da letto (foto Agh)  
   
Torta di riso salata (foto Agh)   Tagliere di carne salada con grana  
   
Crauti e cotechino (foto Agh)   Spezzatino con polenta e puntine  
   
Il dessert (foto Agh)   Amaro Trentino e Prezioso Mirtillo  
 
Il Monte Zugna con i gruppi del Pasubio e Carega (da Google Earth)  
 
Postazione italiana di mitragliatrice (foto della galleria esposta al Rif. Zugna)  
Rifugio Monte Zugna

Il rifugio è stato ristrutturato nel 2007 dalla Provincia Autonoma di Trento e dal Comune di Rovereto, che ne è il proprietario. La gestione è affidata all'Associazione "Amici dello Zugna", che da tanti anni ne cura la conduzione tramite la famiglia Simoncelli. Il rifugio sorge ai piedi del Monte Zugna, lungo la dorsale che separa la Vallarsa e la Vallagarina, al centro di un’area di grande valore storico legato agli eventi bellici della Grande Guerra. Poco distante vi è l'Osservatorio astronomico realizzato dal Museo civico di Rovereto (vedi puntata del 5 luglio 2003). Il rifugio è raggiungibile in auto da Rovereto in circa 20 minuti, oppure a piedi da Matassone in Vallarsa con il sentiero n. 118 (ore 2,30), da Passo Buole con il sentiero n. 115 (Sentiero della Pace). Nella zona di Coni Zugna, nell’ambito del progetto Sentiero della Pace, sono stati recuperati i principali manufatti militari dell’epoca: acquedotto, ospedale militare, trincee e camminamenti. Lungo questi tratti del sentiero non mancano i punti panoramici verso la Valle dell’Adige e il Gruppo del Monte Baldo, il Gruppo del Pasubio. La zona si raggiunge percorrendo appunto il Sentiero della Pace (segnavia n. 115): in circa 30' dal rifugio è possibile proseguire fino a Passo Buole (dove giunge la strada che sale da Ala), che fu teatro di aspre battaglie. Un interessante percorso per salire al rifugio parte dalla piazza di Serravalle all’Adige e in circa 4 ore raggiunge il rifugio lungo le mulattiere militari costruite dai soldati italiani nel 1916, toccando alcuni cimiteri di guerra. Il rifugio può ospitare fino a 60 persone, divise in 5 camerette e 2 camere più ampie. La famiglia Simoncelli ci ha preparato un gustoso pranzetto: come "stuzzichino" la torta di riso salata, quindi un mega tagliere con la carne salada e scaglie di grana, poi polenta con puntine, crauti, spezzatino, salsiccia alla griglia, cotechino. Tutto molto gustoso. Infine il dessert con "salame" di cioccolata, panna e strudel di mele. Per concludere il fiero pasto, una "crema caffé" del rifugio, un"Amaro Trentino" e un "Prezioso Mirtillo" dell'Antica Erboristeria Cappelletti.

Luciano col poderoso staff del rifugio Monte Zugna (foto Agh)

Rifugio Monte Zugna m 1612
Monte Zugna, tel. 0464 / 917959
www.rifugiomontezugna.it

 
I bambini nel bosco sul Monte Zugna (foto Tomasi)  
   
(foto Tomasi)   (foto Tomasi)  
   
(foto Tomasi)   Intervista con Paola Tomasi (foto Agh)  
 
Con la guardia forestale (foto Tomasi)  
“A scuola nel bosco”

Al Rifugio Zugna incontriamo
Paola Tomasi, insegnante, che ci descrive il progetto "A scuola nel bosco" per i bambini e le bambine dai 4 ai 7 anni. Questo progetto consiste nella realizzazione di una scuola all’aperto residenziale in montagna, e fa riferimento alla concezione della pedagogia sviluppata dal prof. Piero Bertolini, ispirata alla filosofia fenomenologica di E. Husserl. Essa concepisce l’educazione non come una passiva trasmissione di contenuti già dati, magari con metodi rigidi ed un percorso precostituito, ma come una continua relazione tra educatore ed educando, che si confrontano in varie “esperienze in situazione”. Una pedagogia molto attenta alla soggettività umana ed al significato che ogni individuo assegna alle sue azioni. L’insegnante è attento alle risorse individuali degli allievi e coglie i loro interessi, prendendo spunto da questi per coinvolgerli in un percorso di apprendimento, stimolandoli ed accompagnandoli, ma diminuendo il suo intervento diretto mano a mano che si dimostrano capaci di gestire autonomamente la loro ricerca di conoscenza. La “scuola nel bosco” aderisce molto bene a questa concezione pedagogica, perché il bosco di montagna, come molti altri ambienti naturali è, in sé, una risorsa multidisciplinare. Vivere in quest’ambiente permette di fare, con le mani, la mente, il corpo e tutti i sensi, esperienze significative e dense di emozioni.

Progetto "A Scuola nel bosco" (rtf 15k)

L'abitato di Sdruzzinà circondato dai vigneti (foto Agh)

 
Agritur Maso Carpenè, a pochi minuti d'auto da Rovereto (foto Agh)  
 
La sala da pranzo (foto Agh)  
 
Claudia e David (foto Agh)  
 
Stanza da letto (foto Agh)  
 
La splendida vista su Rovereto (foto Agh)  
Agritur "Maso Carpenè" a Isera

"Maso Carpenè" si trova in una spettacolare posizione panoramica sulla Vallagarina a mezza costa in collina, a 400 m di quota, ai margini di un bosco nella tranquillità più assoluta. I gestori sono due giovani pieni di entusiasmo, Claudia Lorenzini e David Suissa. Lui è isrealiano: si sono conosciuti durante un viaggio in Isreale di Claudia. E' scoppiato subito l'amore. Lei aveva questa vecchia casa di campagna, ereditata dai genitori: detto fatto, hanno deciso di creare un agritur con annessa azienda agricola. David si è trasferito in Italia pieno di buona volontà. Aveva lavorato nei kibbutz del suo paese, ma non aveva alcuna esperienza come vignaiolo. Non si è perso certo d'animo, ha seguito un corso all'Istituto Agrario di S. Michele ed ha iniziato a coltivare le vigne. I risultati sono stati fin da subito eccellenti. Lui dice modestamente "Non sono proprio sicuro che questo buon vino sia tutto merito mio, secondo me è proprio questo posto ad essere particolarmente fortunato". L'azienda agricola è biologica certificata, a conduzione famigliare, la cui unica filosofia è presto detta: lavorare con impegno e serietà, senza strafare, in sintonia con la natura. Il nucleo originario del maso è stato mantenuto, ampliandolo ai lati. Davanti è stata eliminata la disagevole rampa ed è stato ricavato uno splendido terrazzo con il prato, che guarda sulla valle. Le stanze sono in una piccola dependance staccata dal corpo centrale, arredate in uno stile rustico ma elegante al tempo stesso. La cucina si basa sui piatti della tradizione trentina, semplice e casalinga, con molti prodotti che provengono direttamente dall'azienda agricola. Si organizzano cene e cerimonie, con menù anche vegeteriano o vegano.

Agritur Maso Carpenè
Loc. Carpenè 1, Folaso di Isera
cell. 335 5926227
www.masocarpene.com



testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Il Castello di Avio visto dalla strada che sale a Sega di Ala (foto Agh)
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Puntate precedenti in Vallagarina / Altopiano Brentonico

  Città di Rovereto
11 aprile 2009
    Altopiano di Brentonico
10 dicembre 2009
             
  Altopiano di Brentonico
9 febbraio 2008
    Vallagarina - Altopiano di Brentonico
20 ottobre 2007
             
  Val di Gresta e Altopiano di Brentonico
21 ottobre 2006
    Valle di Gresta in osteria
22 luglio 2006
             
  Vallagarina e Val di Gresta, Altopiano di Brentonico
3 giugno 2006
    Altopiano di Brentonico
7 gennaio 2006
             
  Autunno Trentino in Vallagarina
23 ottobre 2004
    Altopiano di Brentonico
5 giugno 2004
             
  Polsa di Brentonico
11 dicembre 2004
    Altopiano di Brentonico
12 luglio 2003
             
  Speciale
Marzemino 2

18 ottobre 2003
    Speciale
Marzemino 1

11 ottobre 2003
             
  Rovereto e Altopiano di Brentonico
12 luglio 2003
    Polsa di Brentonico
18 gennaio 2003
             
  Museo Civico di Rovereto
12 luglio 2003
    Castione di Brentonico
12 ottobre 2002
             
  Cammina Grestana
31 agosto 2002
    Biotopo Lago di Cei
24 agosto 2002
             
  Valle di Gresta
6 ottobre 2001
       

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Elenco delle Ricette tradizionali trentine
(file formato pdf)
Associazione ristoratori del Trentino
Osteria Tipica Trentina
Trentino in tavola guida all'offerta gastronomica trentina
Associazione Agriturismo Trentino
Movimento turismo del Vino

Rifugio
www.rifugiomontezugna.it

A tavola

Rifugio Monte Zugna m 1612
Monte Zugna, tel. 0464 / 917959
www.rifugiomontezugna.it


www.vecchiocarnera.com

Agritur Maso Carpenè
Loc. Carpenè 1, Folaso di Isera
cell. 335 5926227
www.masocarpene.com


La puntata in video streaming disponibile in video