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| Un sarcofago alla mostra "Egitto
mai visto" al Castello del Buonconsiglio (foto Agh) |
Questa puntata è dedicata alla straordinaria
mostra al Castello del Buonconsiglio,
"Egitto mai visto", un percorso
affascinante nell’antico Egitto, attraverso scoperte inedite. Ci accompagnano
nella nostra visita alla mostra il direttore del museo Franco
Marzatico e Alessandro
Casagrande dell'ufficio stampa.
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| Sono due le collezioni "mai
viste" presenti alla mostra (foto Agh) |
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| Franco Marzatico (foto Agh) |
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Alessandro Casagrande (foto Agh) |
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| Francesca Jurman (foto Agh) |
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Giorgio Salomon (foto Agh) |
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| Una delle sale espositive (foto Agh) |
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La
mostra
Il Museo del Buonconsiglio presenta per la prima
volta al pubblico due preziose raccolte “mai viste”.
Sebbene molto diverse tra loro per composizione e cronologia, restituiscono
una vivida immagine del fascino esercitato dall’antico Egitto in Europa
fra Ottocento e Novecento. La ricca collezione del museo, proveniente da
un lascito dell’ufficiale asburgico Taddeo
de Tonelli al Municipio di Trento nel 1858, rispecchia quella passione
antiquaria che spinse esploratori e avventurieri alla ricerca di “cimeli”
curiosi ed esotici, motivo di orgoglio e stupore nelle cerchie di intellettuali
e nei salotti del tempo. L’eccezionale collezione del Museo Egizio
di Torino rivela invece la grandiosa epopea delle
esplorazioni archeologiche condotte da missioni internazionali. I
ritrovamenti esposti si devono infatti alle fortunate ricerche compiute
ad Assiut e Gebelein
dall’italiano Ernesto Schiaparelli
nei primi decenni del Novecento. Nella puntata in tv interviste anche a
Francesca Jurman,
responsabile dei Servizi Educativi del museo, e Giorgio
Salomon, reporter e cineoperatore che ha realizzato per la mostra le
fotografie e un documentario sull'Egitto.
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| Castello del Buonconsiglio a Trento
(foto Agh)
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| Sarcofago (foto Agh) |
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| Oggetti della collezione di Taddeo
de Tonelli (foto Agh)
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Egittomania
Alla metà dell’Ottocento l’ufficiale asburgico Taddeo
de Tonelli lasciava in eredità al Municipio
di Trento le sue raccolte d’arte e archeologia. In cambio chiedeva
al comune di impegnarsi a donare in beneficenza
cinquecento fiorini. Si trattava di una collezione enciclopedica
e “curiosa”, custodita in trentasei
casse, con oggetti egiziani, cinesi, giapponesi, ma anche pietre
dure e cammei, porcellane, quadri, smalti e bronzetti: una collezione che
rivelava il gusto del proprietario per l’oggetto insolito ed esotico.
Il fascino esercitato sul de Tonelli dalla misteriosa “terra dei faraoni”,
con le sue divinità e i suoi riti, si manifesta nelle centinaia di
amuleti e di “ushabty”, ovvero decine
di statuette funerarie raffiguranti divinità, gioielli, una
splendida maschera funeraria, frammenti
di sarcofago e di mummie umane, all’epoca
ricercate anche per la preparazione di polveri afrodisiache e curative.
Non mancano le mummie animali di un gatto e di un piccolo coccodrillo (vedi
anche signifcato del gatto nella cultura egizia).
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| Castello del Buonconsiglio (foto Agh) |
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| Statuette (foto Agh) |
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| Sarcofago (foto Agh) |
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| Serie di bastoni, simboli di potere
(foto Agh) |
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| Il ricco catalogo della mostra (foto Agh) |
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| Una mummia
(foto Agh) |
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| Modello di imbarcazione (foto Agh) |
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| Ricostruzione di una tomba (foto Agh) |
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| Decorazioni su un sarcofago (foto Agh) |
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Egitto mai visto
30 maggio - 08 novembre 2009
In anteprima mondiale, a oltre cento anni dalle scoperte, l’esposizione
“Egitto mai visto” permette
di ammirare oltre 500 affascinanti ritrovamenti
che fanno parte di due sorprendenti collezioni inedite, profondamente
diverse tra loro. La più ricca e straordinaria raccolta, proveniente
dai depositi del Museo
Egizio di Torino, l’istituzione museale più importante
dopo quella del Cairo,
si deve al grande archeologo Ernesto Schiaparelli,
celebre in tutto il mondo per la sensazionale scoperta della tomba di Kha,
l’architetto del faraone Amenofi III. Grazie agli eccezionali
materiali esposti, ai diari di scavo, alle lettere e alla documentazione
fotografica, si potrà rivivere l’emozione delle ricerche, effettuate
fra il 1908 e il 1920 a Gebelein e soprattutto ad Assiut,
la mitica città dove, secondo la tradizione copta, si rifugiò
la Sacra Famiglia nella fuga in Egitto. Il visitatore, anche attraverso
ricostruzioni scenografiche di forte impatto,
è condotto in un viaggio alla scoperta di questo capoluogo di provincia
dell’Antico Egitto che per 4000 anni ha custodito i segreti della
vita quotidiana e dell’Aldilà. In mostra sono proposti diversi
sarcofagi a cassa stuccati e con iscrizioni variopinte che raccontano
la vita della classe media, di amministratori provinciali e di piccoli proprietari
terrieri nella provincia del Medio Egitto fra il 2100-1900 a.C., fra il
Primo Periodo Intermedio e il Medio Regno. I sarcofagi,
alcuni dei quali ancora contenenti la mummia, sono accompagnati da
tutti gli elementi del corredo funerario
che venivano deposti nelle tombe, vale a dire poggiatesta, specchi, sandali,
bastoni, archi e frecce, vasellame, cassette in legno, modellini di animali,
barche con equipaggi, modelli di attività agricole e artigianali.
In mostra si possono ammirare anche due splendide
vesti di lino in uno stato di conservazione eccezionale. I materiali
documentano come l’artigianato nel Medio Regno in zone provinciali
avesse raggiunto livelli artistici significativi in diverse produzioni,
dagli oggetti legati all’espressione del potere ai beni di lusso,
quali il cofanetto per la toeletta ed eleganti esempi di piccola statuaria.
Attraverso l’osservazione di questi materiali è possibile ammirare
la sorprendente capacità tecnica degli
egiziani nella lavorazione del legno, che fece di Assiut
uno dei centri dove fu raggiunto il massimo livello di espressione artistica
alla fine del Primo Periodo Intermedio. E’ il segno di un’epoca
nella quale l’indebolimento del potere faraonico centrale lasciò
spazio ad espressioni artistiche locali di straordinaria vivacità
e originalità. Per la prima volta inoltre
sono esposte circa 40 pareti di sarcofago con geroglifici incisi e dipinti
e dieci stele recentemente restaurate, che svelano i segreti di questa
scrittura e permettono di riconoscere credenze religiose e divinità.
Alcuni geroglifici rivelano l’ascesa del culto
di Osiride e la conseguente “democratizzazione” delle
concezioni di accesso alla vita eterna, tipica di questa fase della cultura
egizia. La mostra riveste una notevole importanza
sotto il profilo scientifico, poiché affronta per la prima
volta lo studio completo dei materiali ritrovati dalla Missione
Archeologica Italiana, permettendo una ricostruzione filologica dei
contesti funerari fino ad oggi sconosciuti al grande pubblico.
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| Maschera funeraria (foto Agh) |
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| "Ushabty", statutette funerarie XXVI
dinastia (foto Museo Castello Buonconsiglio) |
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| Sarcofago (foto Agh) |
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| Oggetti della collezione di Taddeo
de Tonelli (foto Agh) |
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| Mummia di gatto (foto Agh) |
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Particolare di statuetta (foto Agh) |
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| L'esposizione della sezione egizia del Museo del Buonconsiglio
(foto Agh) |
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| Oggetti raccolti dal trentino Taddeo
de Tonelli a metà ottocento (foto Agh) |
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La sezione egizia del Castello del Buonconsiglio
Accanto alla eccezionale raccolta principale, è presentata la curiosa
sezione egizia del Castello del Buonconsiglio,
costituita da oggetti mai visti prima d’ora, acquisiti nella prima
metà dell’Ottocento dal trentino
Taddeo de Tonelli, ufficiale dell’Impero Austro-ungarico e
conservati fino ad oggi nei depositi del museo. Questa sezione rispecchia
l’egittomania imperante all’epoca in tutta Europa e il gusto
collezionistico che spinse molti nomi eccellenti dell’aristocrazia,
rapiti dal fascino delle civiltà del Nilo, ad assoldare scienziati,
esploratori e avventurieri “predatori” di antichità per
arricchire i loro musei privati. In queste raccolte è privilegiata
la ricerca di oggetti stravaganti, carichi
di valenze magico-religiose che potevano essere esibiti nei salotti della
nobiltà come status-symbol e per creare stupore, talvolta in connessione
con risvolti esoterici. Fra gli oggetti donati al Municipio di Trento da
de Tonelli figurano centinaia di amuleti, fra i quali soprattutto scarabei
del cuore - simbolo di vita eterna – eleganti monili in paste vitree
colorate, due stele iscritte, una splendida maschera funeraria in foglia
d’oro, centinaia di modelli di servitori - detti ushabty - deposti
nelle tombe perché sostituissero il defunto nelle attività
nell’oltretomba. Tra i pezzi intriganti spicca, per l’ottimo
stato di conservazione, una mummia di gatto
del I secolo a.C.- I secolo d.C., animale sacro alla divinità
Bastet che simboleggia il calore benefico del sole ed è venerata
in qualità di protettrice della casa e della famiglia. Non mancano
naturalmente resti di mummie umane: si
tratta di mani e piedi strappati che evocano anche il florido commercio
di polvere di mummia richiesta nell’Ottocento per presunte proprietà
farmacologiche e afrodisiache.
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| Maschera in legno (foto Agh) |
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| Il catalogo della mostra (foto Agh) |
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La mostra è l’occasione per presentare i primi risultati di
un’accurata campagna di ricerca e studio
in corso sui materiali della collezione conservata nel Castello del Buonconsiglio.
La mostra è curata dalle egittologhe Elvira
D’Amicone e Giovanna Gotti
per quanto riguarda la sezione del Museo Egizio di Torino, e da Sabina
Malgora per quanto concerne la sezione del Castello del Buonconsiglio.
L’allestimento è stato curato dall’architetto Michelangelo
Lupo mentre le installazioni scenografiche sono di Gigi
Giovanazzi. Fotografie e riprese video si devono a Giorgio
Salomon. Per l’organizzazione della mostra hanno collaborato
Davide Sandrini e Cristiano
Turri. Il ricco catalogo è una coedizione della Soprintendenza
Archeologica di Torino e del Castello del Buonconsiglio di Trento.
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| Maschera da sarcofago in legno dopo
il restauro, part., XXVI Dinastia (foto Agh) |
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| Veduta di Trento dal Castello del Buonconsiglio
(foto Agh)
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| Il ristorante caffetteria Buonconsiglio
nei giardini del Museo (foto Agh) |
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| Garganelli con crema di asparagi |
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Carpaccio di bresaola (foto Agh) |
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| Crespelle di ricotta e spinaci (foto Agh) |
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Roastbeef con verdure grigliate |
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| La Treccia Mòchena (foto Agh) |
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Grappa di Chardonnay"Casimiro" |
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| I fratelli Sandro e Luciano Da Canal
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Bruno e Maria Rita Battistoni |
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A tavola: "Ristorante caffetteria Buonconsiglio"
Per il pranzo siamo ospiti della caffetteria -
ristorante Buonconsiglio, nei giardini del Castello, dove si può
gustare in pieno relax un aperitivo, un pranzo, il branch domenicale o le
"serate a tema" proposte durante l'estate. Il ristorante, che
serve principalmente la clientela del museo ma è aperto a tutti,
è gestito da Bruno e Maria Rita Battistoni.
Lo chef Bruno propone piatti
leggeri e veloci ma gustosi. Noi abbiamo degustato: garganelli
con crema di asparagi, crespelle di ricotta
e spinaci, lasagne al forno per
i primi; per i secondi, roastbeef di manzo con
verdure grigliate, vitello tonnato,
carpaccio di bresaola, carpaccio
di carne salada. Per dessert la famosa "Treccia
Mòchena" e, per finire in bellezza, una grappa
di chardonnay dell'Azienda
Agricola Distilleria Casimiro, di Bernardino Poli.
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| Con lo staff del ristorante Buonconsiglio:
Bruno, Carmen (Luciano), Maria Rita, Daniela (foto Agh) |
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| (foto Orler) |
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| (foto Orler) |
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| (foto Orler) |
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| (foto Orler) |
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| PIerluigi con l'amica Giovanna |
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Durante l'intervista.... (foto Agh) |
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Pierluigi Orler, fotografo
Al Castello del Buonconsiglio incontriamo il fotografo
Pierluigi Orler, "il designer delle foto", impegnato in
alcune riprese fotografiche. Eclettico, eccentrico, versatile; tre attributi
che raccontano in sintesi le cifre emblematiche della personalità
di Orler. Trentino all’anagrafe ma milanese di adozione, Orler interpreta
abilmente le geometrie degli spazi, realizzando ardite istantanee che diventano
arte visiva. Una selezione di sue immagini è
stata esposta recentemente al Mart - Museo di Arte Moderna di Trento
e Rovereto, dove ha raccontato con il suo linguaggio d’avanguardia
la neve nelle sue sorprendenti geometrie. Da questo il titolo della mostra:
Snowart. Professionista dal talento versatile,
Orler affronta con fantasia le tematiche che vanno dal paesaggio all'architettura,
dai reportage di viaggio alle foto di sport. Alcune sue immagini sono state
pubblicate nel libro "Best" del Comitato Olimpico che raccoglie
le più belle immagini sportive pubblicate al mondo.
www.orlerimages.com
(sito ufficiale)
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| (foto Orler) |
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| Disfida tra Ciusi e Gobi (foto Comitato
Feste Vigiliane) |
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| Corteo storico (foto CFV) |
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Spettacolo in piazza (foto CFV) |
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| Fuochi di S, Vigilio (foto CFV) |
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Spettacolo di danza (foto CFV) |
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| Palio dell'Oca (foto CFV) |
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Con Guido Malossini (foto Agh) |
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| Sfilata in costume (foto CFV) |
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Feste Vigiliane a Trento
dal 18 al 26 giugno 2009
Organizzate a Trento già in epoca medievale per festeggiare San
Vigilio, il patrono della città, le “Feste
Vigiliane" sono rinate in veste moderna nel 1983
e si ripropongono quest’anno per la 26a volta con un programma particolarmente
ricco e coinvolgente. Da giovedì 18 a venerdì
26 giugno, la città si vestirà a festa su iniziativa
dell’Amministrazione Comunale che, ancora una volta, ha affidato l’allestimento
della manifestazione ad un collaudato Comitato Organizzatore capeggiato
da Guido Malossini. Il programma alterna
contenuti culturali e folcloristici a iniziative
di carattere espositivo e di promozione delle tradizioni locali:
il tutto allo scopo di consentire a residenti e turisti un approccio con
la Città del Concilio che permetta
di farne conoscere gli angoli più affascinanti e raccontarne la storia.
La splendida piazza Duomo, ritenuta una delle più belle piazze d’Italia,
l’accogliente piazzetta Adamo d’Arogno, le vie che corrono lungo
le mura medievali, l’ampia piazza Fiera, riscopriranno il loro antico
fascino rinascimentale grazie all’animazione
di personaggi in costume, musici e giocolieri e ospiteranno spettacoli
teatrali e musicali, cortei in costume,
mercati con i prodotti dell’artigianato
artistico e le specialità della gastronomia tipica trentina.
Tutte le sere i golosi potranno sedersi, all’ombra della splendida
cattedrale romanica, ai tavoli dell’Osteria del Viandante dopo aver
assistito ad una serie di spettacoli che alterneranno proposte ricche di
forti suggestioni storiche a eventi musicali. Nella giornata di domenica
21 giugno lo spettacolo si trasferirà sul fiume Adige per il “Palio
dell’Oca” con in gara oltre
sessanta zattere in rappresentanza di tutti i rioni e sobborghi della
città. Non mancherà l’irriverente rito della “Tonca”
che darà occasione al comico Lucio Gardin
di mettere alla berlina le “malefatte” di politici e notabili
cittadini.
Feste
Vigiliane sito ufficiale
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| Con Debora Rungaldier, guida turistica
al Museo del Buonconsiglio (foto Agh)
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