"egitto mai visto"
Straordinaria mostra al Castello del Buonconsiglio - 13 giugno 2009
VIDEO
 
Un sarcofago alla mostra "Egitto mai visto" al Castello del Buonconsiglio (foto Agh)

Questa puntata è dedicata alla straordinaria mostra al Castello del Buonconsiglio, "Egitto mai visto", un percorso affascinante nell’antico Egitto, attraverso scoperte inedite. Ci accompagnano nella nostra visita alla mostra il direttore del museo Franco Marzatico e Alessandro Casagrande dell'ufficio stampa.

 
Sono due le collezioni "mai viste" presenti alla mostra (foto Agh)  
   
Franco Marzatico (foto Agh)   Alessandro Casagrande (foto Agh)  
   
Francesca Jurman (foto Agh)   Giorgio Salomon (foto Agh)  
 
Una delle sale espositive (foto Agh)  
La mostra

Il Museo del Buonconsiglio presenta per la prima volta al pubblico due preziose raccolte “mai viste”. Sebbene molto diverse tra loro per composizione e cronologia, restituiscono una vivida immagine del fascino esercitato dall’antico Egitto in Europa fra Ottocento e Novecento. La ricca collezione del museo, proveniente da un lascito dell’ufficiale asburgico Taddeo de Tonelli al Municipio di Trento nel 1858, rispecchia quella passione antiquaria che spinse esploratori e avventurieri alla ricerca di “cimeli” curiosi ed esotici, motivo di orgoglio e stupore nelle cerchie di intellettuali e nei salotti del tempo. L’eccezionale collezione del Museo Egizio di Torino rivela invece la grandiosa epopea delle esplorazioni archeologiche condotte da missioni internazionali. I ritrovamenti esposti si devono infatti alle fortunate ricerche compiute ad Assiut e Gebelein dall’italiano Ernesto Schiaparelli nei primi decenni del Novecento. Nella puntata in tv interviste anche a Francesca Jurman, responsabile dei Servizi Educativi del museo, e Giorgio Salomon, reporter e cineoperatore che ha realizzato per la mostra le fotografie e un documentario sull'Egitto.

Castello del Buonconsiglio a Trento (foto Agh)

 
Sarcofago (foto Agh)  
 
Oggetti della collezione di Taddeo de Tonelli (foto Agh)  
Egittomania

Alla metà dell’Ottocento l’ufficiale asburgico Taddeo de Tonelli lasciava in eredità al Municipio di Trento le sue raccolte d’arte e archeologia. In cambio chiedeva al comune di impegnarsi a donare in beneficenza cinquecento fiorini. Si trattava di una collezione enciclopedica e “curiosa”, custodita in trentasei casse, con oggetti egiziani, cinesi, giapponesi, ma anche pietre dure e cammei, porcellane, quadri, smalti e bronzetti: una collezione che rivelava il gusto del proprietario per l’oggetto insolito ed esotico. Il fascino esercitato sul de Tonelli dalla misteriosa “terra dei faraoni”, con le sue divinità e i suoi riti, si manifesta nelle centinaia di amuleti e di “ushabty”, ovvero decine di statuette funerarie raffiguranti divinità, gioielli, una splendida maschera funeraria, frammenti di sarcofago e di mummie umane, all’epoca ricercate anche per la preparazione di polveri afrodisiache e curative. Non mancano le mummie animali di un gatto e di un piccolo coccodrillo (vedi anche signifcato del gatto nella cultura egizia).

Castello del Buonconsiglio (foto Agh)

 
Statuette (foto Agh)  
 
Sarcofago (foto Agh)  
 
Serie di bastoni, simboli di potere (foto Agh)  
 
Il ricco catalogo della mostra (foto Agh)  
 
Una mummia (foto Agh)  
 
Modello di imbarcazione (foto Agh)  
 
Ricostruzione di una tomba (foto Agh)  
 
Decorazioni su un sarcofago (foto Agh)  
Egitto mai visto
30 maggio - 08 novembre 2009

In anteprima mondiale
, a oltre cento anni dalle scoperte, l’esposizione “Egitto mai visto” permette di ammirare oltre 500 affascinanti ritrovamenti che fanno parte di due sorprendenti collezioni inedite, profondamente diverse tra loro. La più ricca e straordinaria raccolta, proveniente dai depositi del Museo Egizio di Torino, l’istituzione museale più importante dopo quella del Cairo, si deve al grande archeologo Ernesto Schiaparelli, celebre in tutto il mondo per la sensazionale scoperta della tomba di Kha, l’architetto del faraone Amenofi III. Grazie agli eccezionali materiali esposti, ai diari di scavo, alle lettere e alla documentazione fotografica, si potrà rivivere l’emozione delle ricerche, effettuate fra il 1908 e il 1920 a Gebelein e soprattutto ad Assiut, la mitica città dove, secondo la tradizione copta, si rifugiò la Sacra Famiglia nella fuga in Egitto. Il visitatore, anche attraverso ricostruzioni scenografiche di forte impatto, è condotto in un viaggio alla scoperta di questo capoluogo di provincia dell’Antico Egitto che per 4000 anni ha custodito i segreti della vita quotidiana e dell’Aldilà. In mostra sono proposti diversi sarcofagi a cassa stuccati e con iscrizioni variopinte che raccontano la vita della classe media, di amministratori provinciali e di piccoli proprietari terrieri nella provincia del Medio Egitto fra il 2100-1900 a.C., fra il Primo Periodo Intermedio e il Medio Regno. I sarcofagi, alcuni dei quali ancora contenenti la mummia, sono accompagnati da tutti gli elementi del corredo funerario che venivano deposti nelle tombe, vale a dire poggiatesta, specchi, sandali, bastoni, archi e frecce, vasellame, cassette in legno, modellini di animali, barche con equipaggi, modelli di attività agricole e artigianali. In mostra si possono ammirare anche due splendide vesti di lino in uno stato di conservazione eccezionale. I materiali documentano come l’artigianato nel Medio Regno in zone provinciali avesse raggiunto livelli artistici significativi in diverse produzioni, dagli oggetti legati all’espressione del potere ai beni di lusso, quali il cofanetto per la toeletta ed eleganti esempi di piccola statuaria. Attraverso l’osservazione di questi materiali è possibile ammirare la sorprendente capacità tecnica degli egiziani nella lavorazione del legno, che fece di Assiut uno dei centri dove fu raggiunto il massimo livello di espressione artistica alla fine del Primo Periodo Intermedio. E’ il segno di un’epoca nella quale l’indebolimento del potere faraonico centrale lasciò spazio ad espressioni artistiche locali di straordinaria vivacità e originalità. Per la prima volta inoltre sono esposte circa 40 pareti di sarcofago con geroglifici incisi e dipinti e dieci stele recentemente restaurate, che svelano i segreti di questa scrittura e permettono di riconoscere credenze religiose e divinità. Alcuni geroglifici rivelano l’ascesa del culto di Osiride e la conseguente “democratizzazione” delle concezioni di accesso alla vita eterna, tipica di questa fase della cultura egizia. La mostra riveste una notevole importanza sotto il profilo scientifico, poiché affronta per la prima volta lo studio completo dei materiali ritrovati dalla Missione Archeologica Italiana, permettendo una ricostruzione filologica dei contesti funerari fino ad oggi sconosciuti al grande pubblico.

Maschera funeraria (foto Agh)
"Ushabty", statutette funerarie XXVI dinastia (foto Museo Castello Buonconsiglio)

 
Sarcofago (foto Agh)  
 
Oggetti della collezione di Taddeo de Tonelli (foto Agh)  
   
Mummia di gatto (foto Agh)   Particolare di statuetta (foto Agh)  
 
L'esposizione della sezione egizia del Museo del Buonconsiglio (foto Agh)  
 
Oggetti raccolti dal trentino Taddeo de Tonelli a metà ottocento (foto Agh)  
La sezione egizia del Castello del Buonconsiglio

Accanto alla eccezionale raccolta principale, è presentata la curiosa sezione egizia del Castello del Buonconsiglio, costituita da oggetti mai visti prima d’ora, acquisiti nella prima metà dell’Ottocento dal trentino Taddeo de Tonelli, ufficiale dell’Impero Austro-ungarico e conservati fino ad oggi nei depositi del museo. Questa sezione rispecchia l’egittomania imperante all’epoca in tutta Europa e il gusto collezionistico che spinse molti nomi eccellenti dell’aristocrazia, rapiti dal fascino delle civiltà del Nilo, ad assoldare scienziati, esploratori e avventurieri “predatori” di antichità per arricchire i loro musei privati. In queste raccolte è privilegiata la ricerca di oggetti stravaganti, carichi di valenze magico-religiose che potevano essere esibiti nei salotti della nobiltà come status-symbol e per creare stupore, talvolta in connessione con risvolti esoterici. Fra gli oggetti donati al Municipio di Trento da de Tonelli figurano centinaia di amuleti, fra i quali soprattutto scarabei del cuore - simbolo di vita eterna – eleganti monili in paste vitree colorate, due stele iscritte, una splendida maschera funeraria in foglia d’oro, centinaia di modelli di servitori - detti ushabty - deposti nelle tombe perché sostituissero il defunto nelle attività nell’oltretomba. Tra i pezzi intriganti spicca, per l’ottimo stato di conservazione, una mummia di gatto del I secolo a.C.- I secolo d.C., animale sacro alla divinità Bastet che simboleggia il calore benefico del sole ed è venerata in qualità di protettrice della casa e della famiglia. Non mancano naturalmente resti di mummie umane: si tratta di mani e piedi strappati che evocano anche il florido commercio di polvere di mummia richiesta nell’Ottocento per presunte proprietà farmacologiche e afrodisiache.

Maschera in legno (foto Agh)

 
Il catalogo della mostra (foto Agh)  
La mostra è l’occasione per presentare i primi risultati di un’accurata campagna di ricerca e studio in corso sui materiali della collezione conservata nel Castello del Buonconsiglio. La mostra è curata dalle egittologhe Elvira D’Amicone e Giovanna Gotti per quanto riguarda la sezione del Museo Egizio di Torino, e da Sabina Malgora per quanto concerne la sezione del Castello del Buonconsiglio. L’allestimento è stato curato dall’architetto Michelangelo Lupo mentre le installazioni scenografiche sono di Gigi Giovanazzi. Fotografie e riprese video si devono a Giorgio Salomon. Per l’organizzazione della mostra hanno collaborato Davide Sandrini e Cristiano Turri. Il ricco catalogo è una coedizione della Soprintendenza Archeologica di Torino e del Castello del Buonconsiglio di Trento.

Maschera da sarcofago in legno dopo il restauro, part., XXVI Dinastia (foto Agh)
Veduta di Trento dal Castello del Buonconsiglio (foto Agh)

 
Il ristorante caffetteria Buonconsiglio nei giardini del Museo (foto Agh)  
   
Garganelli con crema di asparagi   Carpaccio di bresaola (foto Agh)  
   
Crespelle di ricotta e spinaci (foto Agh)   Roastbeef con verdure grigliate  
   
La Treccia Mòchena (foto Agh)   Grappa di Chardonnay"Casimiro"  
   
I fratelli Sandro e Luciano Da Canal   Bruno e Maria Rita Battistoni  
A tavola: "Ristorante caffetteria Buonconsiglio"

Per il pranzo siamo ospiti della caffetteria - ristorante Buonconsiglio, nei giardini del Castello, dove si può gustare in pieno relax un aperitivo, un pranzo, il branch domenicale o le "serate a tema" proposte durante l'estate. Il ristorante, che serve principalmente la clientela del museo ma è aperto a tutti, è gestito da Bruno e Maria Rita Battistoni. Lo chef Bruno propone piatti leggeri e veloci ma gustosi. Noi abbiamo degustato: garganelli con crema di asparagi, crespelle di ricotta e spinaci, lasagne al forno per i primi; per i secondi, roastbeef di manzo con verdure grigliate, vitello tonnato, carpaccio di bresaola, carpaccio di carne salada. Per dessert la famosa "Treccia Mòchena" e, per finire in bellezza, una grappa di chardonnay dell'Azienda Agricola Distilleria Casimiro, di Bernardino Poli.

Con lo staff del ristorante Buonconsiglio: Bruno, Carmen (Luciano), Maria Rita, Daniela (foto Agh)

Caffetteria ristorante Buonconsiglio
via Bernardo Clesio 5, Trento 38100
tel. 340 / 5906500
www.caffetteriabuonconsiglio.it

 
(foto Orler)  
 
(foto Orler)  
 
(foto Orler)  
 
(foto Orler)  
   
PIerluigi con l'amica Giovanna   Durante l'intervista.... (foto Agh)  
Pierluigi Orler, fotografo

Al Castello del Buonconsiglio incontriamo il fotografo Pierluigi Orler, "il designer delle foto", impegnato in alcune riprese fotografiche. Eclettico, eccentrico, versatile; tre attributi che raccontano in sintesi le cifre emblematiche della personalità di Orler. Trentino all’anagrafe ma milanese di adozione, Orler interpreta abilmente le geometrie degli spazi, realizzando ardite istantanee che diventano arte visiva. Una selezione di sue immagini è stata esposta recentemente al Mart - Museo di Arte Moderna di Trento e Rovereto, dove ha raccontato con il suo linguaggio d’avanguardia la neve nelle sue sorprendenti geometrie. Da questo il titolo della mostra: Snowart. Professionista dal talento versatile, Orler affronta con fantasia le tematiche che vanno dal paesaggio all'architettura, dai reportage di viaggio alle foto di sport. Alcune sue immagini sono state pubblicate nel libro "Best" del Comitato Olimpico che raccoglie le più belle immagini sportive pubblicate al mondo.

www.orlerimages.com (sito ufficiale)

(foto Orler)

 
Disfida tra Ciusi e Gobi (foto Comitato Feste Vigiliane)  
   
Corteo storico (foto CFV)   Spettacolo in piazza (foto CFV)  
   
Fuochi di S, Vigilio (foto CFV)   Spettacolo di danza (foto CFV)  
   
Palio dell'Oca (foto CFV)   Con Guido Malossini (foto Agh)  
 
Sfilata in costume (foto CFV)  
Feste Vigiliane a Trento
dal 18 al 26 giugno 2009

Organizzate a Trento già in epoca medievale per festeggiare San Vigilio, il patrono della città, le “Feste Vigiliane" sono rinate in veste moderna nel 1983 e si ripropongono quest’anno per la 26a volta con un programma particolarmente ricco e coinvolgente. Da giovedì 18 a venerdì 26 giugno, la città si vestirà a festa su iniziativa dell’Amministrazione Comunale che, ancora una volta, ha affidato l’allestimento della manifestazione ad un collaudato Comitato Organizzatore capeggiato da Guido Malossini. Il programma alterna contenuti culturali e folcloristici a iniziative di carattere espositivo e di promozione delle tradizioni locali: il tutto allo scopo di consentire a residenti e turisti un approccio con la Città del Concilio che permetta di farne conoscere gli angoli più affascinanti e raccontarne la storia. La splendida piazza Duomo, ritenuta una delle più belle piazze d’Italia, l’accogliente piazzetta Adamo d’Arogno, le vie che corrono lungo le mura medievali, l’ampia piazza Fiera, riscopriranno il loro antico fascino rinascimentale grazie all’animazione di personaggi in costume, musici e giocolieri e ospiteranno spettacoli teatrali e musicali, cortei in costume, mercati con i prodotti dell’artigianato artistico e le specialità della gastronomia tipica trentina. Tutte le sere i golosi potranno sedersi, all’ombra della splendida cattedrale romanica, ai tavoli dell’Osteria del Viandante dopo aver assistito ad una serie di spettacoli che alterneranno proposte ricche di forti suggestioni storiche a eventi musicali. Nella giornata di domenica 21 giugno lo spettacolo si trasferirà sul fiume Adige per il “Palio dell’Oca” con in gara oltre sessanta zattere in rappresentanza di tutti i rioni e sobborghi della città. Non mancherà l’irriverente rito della “Tonca” che darà occasione al comico Lucio Gardin di mettere alla berlina le “malefatte” di politici e notabili cittadini.

Feste Vigiliane sito ufficiale


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Con Debora Rungaldier, guida turistica al Museo del Buonconsiglio (foto Agh)
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