valle dei mocheni
2 maggio 2009
VIDEO
 
Scorcio della Valle dei Mocheni (foto Agh)

Questa puntata è dedicata alla Valle dei Mocheni, "la valle incantata" che si inoltra nel Lagorai a nordest di Pergine. Per ulteriori informazioni vi invitiamo a consultare le puntate precedenti. Ci accompagna nella nostra visita Walter Moser della Pro Loco Valle dei Mocheni.

 
Con Walter Moser all'inizio del "Sentiero dei piccoli frutti" (foto Agh)  
   
Il sentiero percorre il fondovalle   Piccoli frutti della Coop. Sant'Orsola  
   
Lamponi, mirtilli, more (foto Agh)   La tabelle informative (foto Agh)  
 
Il "Sentiero dei piccoli frutti" può essere percorso anche in bicicletta (foto Agh)  
Sentiero dei piccoli frutti

La Valle dei Mocheni è famosa, oltreché per la bellezza del paesaggio e per la particolare isola linguistica di origine tedesca, anche per la coltivazione dei piccoli frutti. A Pergine ha sede la Cooperativa Sant'Orsola, che unisce il lavoro di 1300 soci, leader in Italia per la coltivazione e commercializzazione di fragole estive, ciliegie tardive e piccoli frutti: lamponi, more, mirtilli, ribes rosso e bianco, fragoline, uva spina. All'imbocco della Valle dei Mocheni parte il Sentiero dei piccoli frutti", ancora in fase di completamento, percorribile da tutti, a piedi o in bici, e che si addentra nella valle risalendo il corso del torrente Fersina, lungo il quale si possono ammirare coltivazioni di fragole, lamponi, mirtilli. E' un sentiero didattico, con tabelloni informativi, che spiega il delicato rapporto tra sviluppo economico sostenibile e il prezioso lavoro dei contadini di montagna. Al centro visitatori della Cooperativa Sant'Orsola si possono noleggiare gratuitamente le biciclette previa prenotazione.

Confezioni di piccoli frutti della Cooperativa di Sant'Orsola di Pergine (foto Agh)
Spuntino lungo il Fersina coi piccoli frutti, con Aldo Tamanini, Walter Moser (foto Agh)
Tullio Pegoretti è un appassionato pescatore: "Il Fersina è un torrente eccezionale per la pesca" (foto Agh)

Cooperativa Agricola Sant'Orsola
Via Lagorai, 131, 38057 Pergine Valsugana (Trento)
Tel. +39 0461 518111 - fax. +39 0461 534488
www.santorsola.com

Chiesa di Canezza (foto Agh)

 
Museo del paracarro al parco di Canezza (foto Agh)  
   
Con l'ideatore Dario Pegoretti   Sono 100 i paracarri esposti (foto Agh)  
   
Dalle strade italiane al museo   Paracarro in pietra scolpita (foto Agh)  
   
Paracarro in pietra (foto Agh)   Il cippo dedicato a Gilberto Simoni  
 
I paracarri del museo provengono in gran parte dal Trentino (foto Agh)  
Museo del paracarro di Canezza

Nel parco dietro la chiesa di Canezza, visitiamo il curioso Museo del paracarro (nei pressi del Museo degli attrezzi, vedi sito). L'idea, davvero originale, si deve a Dario Pegoretti, appassionato cicloamatore ma, soprattutto, per 36 anni sulle strade come tecnico per conto della Provincia Autonoma di Trento. Un giorno in un cantiere si trovò ad osservare un mucchio di paracarri che erano stati ammassati dopo essere stati tolti dalla sede stradale perché fuori norma. Di diversa foggia e materiale, provenivano dai luoghi più disparati della regione, molti di essi fiancheggiavano le strade epiche del ciclismo: Stelvio, Tonale, Rolle, Fedaia, Pordoi, Manghen... Un vero peccato buttarli via, pensò Pegoretti: così gli venne in mente l'idea di raccoglierli per farne un'esposizione. Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, come si dice, ma grazie ad una grande determinazione riuscì ad ottenere in circa 2 anni l'area adatta e tutti i permessi. Oggi il museo del paracarro, "dedicato a tutto coloro che hanno faticato sulle strade" (ciclisti ma anche cantonieri ed operatori della sicurezza stradale) conta ben 100 esemplari. Ogni paracarro è dedicato ad un campione di ciclismo, ed è affiancato da un cippo di legno che riporta la strada di provenienza e il nome del ciclista a cui è associato. Ad esempio c'è Gimondi con un paracarro della SS 47 Valsugana, Motta con un esemplare della SP 12 di Vignola (dove vinse la tappa), Merckx (altro paracarro della SS 47), Saronni (paracarro della ss del Caffaro), Francesco Moser, SS 612 di Cembra). Il Museo del paracarro è anche costituito in associazione che, con la collaborazione della Provincia Autonoma di Trento e delle altre Province italiane, si prefigge di arricchire ulteriormente la collezione del museo.

Il paese di Canezza con la chiesa (foto Agh)
Museo del paracarro nel parco di Canezza (foto Agh)

Museo del Paracarro
Parco di Canezza
www.museodelparacarro.it

 
Diego Groff allunga in vista del... pranzo al ristorante Van Spitz (foto Agh)  
   
Dario Pegoretti (foto Agh)   Doppia borraccia... (foto Agh)  
   
Il cambio sul telaio... (foto Agh)   Diego Groff con la maglia "Alpina"  
   
Diego Tambosi (foto Agh)   Dario Pegoretti e Dimitri Tambosi  
 
Dario Pegoretti sulle strade di Kamauz (foto Agh)  
Ciclismo d'epoca al "Memorial Adriano Morelli"

A Canezza incontriamo alcuni simpatici ciclisti, con abbigliamento e bici d'epoca, che si stanno allenando in vista della corsa L'Alpina cicloturistica d'epoca "Memorial Adriano Morelli", che si terrà in Val dei Mocheni il 28 giugno 2009. Il ritrovo è a Maso Spitz in Località Kamauz a metri 1.695, la partenza vera e propria però è a Canezza verso le 9.30 col sistema "alla francese" (rallentamento del gruppo e partenza in movimento). Il percorso prevede un giro di 73 km, aperto a tutti con qualsiasi tipo di bicicletta. Per le bici d'epoca la distanza può essere ridotta a 35 km (3 giri dell'anello). Lungo il percorso è previsto un ristoro ma nessun servizio di assistenza tecnica, nello spirito storico della manifestazione. Per ogni necessità vi saranno comunque delle staffette ed un servizio di assistenza sanitaria. Sul tragitto sono allestiti dei punti di controllo ove si provvederà alla timbratura dei cartellini degli atleti. La manifestazione è promossa dall'Associazione Alpina Sport, glorioso e storico sodalizio sportivo (60 anni di vita), che dopo un decennio di quasi inattività ha deciso di rilanciarsi, come ci dice il suo presidente Dimitri Tambosi. Un centinaio di "ciclisti d'epoca" è già iscritto. Le iscrizioni restano aperte fino al 15 giugno 2009: per info e iscrizioni, Dimitri Tambosi o Diego Tambosi, tel-fax: 0461 1820592, cell: 3474116708, cell: 3489185311, alpinasport@prestabici.it oppure direttamente presso il negozio Prestabici in via Canestrini 25 a Trento.

Epica ascesa verso il ristorante Van Spitz a quota 1500 metri (foto Agh)

Alpina Sport - L'Alpina Cicloturistica d'epoca
c/o negozio Prestabici
via Canestrini 25, Trento, tel-fax: 0461 1820592
ref. Dimitri Tambosi o Diego Tambosi cell: 3474116708, cell: 3489185311
www.alpinasport.prestabici.it

Pergine e la Valle dei Mocheni (foto Agh)
Veduta invernale di Fierozzo, sullo sfondo il Gronlait (foto Agh)
Sulla dorsale del Monte Rujoch (foto Agh)

 
Il B&B "Gian" (foto Agh)  
   
Il logo B&B di qualità (foto Agh)   Daniela Dalbosco e Paola Barducci  
 
La sala per la colazione (foto Agh)  
B&B "Gian"

In località Stefani, una bella e tranquilla frazione nei pressi di Mala di Sant'Orsola, vistiamo il nuovo e bellissimo B&B "Gian", gestito dalla famiglia Turri. Una vecchia casa è stata splendidamente ristrutturata ed offre all'ospite ogni comfort in un'atmosfera rurale d'altri tempi. Gli spazi ed i servizi a disposizione sono 2 camere doppie ed 1 camera singola, per un totale di 5 posti letto, una bella sala con stufa ad olle per la prima colazione. Inoltre biancheria ed asciugamani, uso lavatrice, ferro da stiro e frigorifero, deposito sci e biciclette. Secondo tradizione, al mattino viene servita una gustosa colazione preparata con prodotti tipici dalla titolare Daniela Dalbosco. La struttura si serve dell'aiuto prezioso di Paola Barducci, dell'Associazione Accompagnatori di territorio del Trentino, che accompagna, chi lo desidera, in istruttive escursioni nella zona. Il B&B Gian fa parte dell'Associazione B&B di qualità del Trentino.

 
La sala per la colazione (foto Agh)   Dolci fatti in casa (foto Agh)
 
Formaggi con confetture (foto Agh)   Affettati misti di produzione locale (foto Agh)
 
Il libro degli ospiti (foto Agh)   Una delle camere da letto (foto Agh)
La piccola Anna con mamma Daniela e Luciano Da Canal (foto Agh)

B&B Gian
Località Stefani, 5
Sant'Orsola (TN)
Tel: 0461-540029 - Cell: 348-6449091
www.bebgian.com

Castel Pergine visto dalla Val dei Mocheni, sullo sfondo la Vigolana (foto Agh)
Kamauz visto dal Fravort (foto Agh)
Rododendri in fiore sul Gronlait (foto Agh)

 
Ristorante Van Spitz sopra Kamauz (foto Agh)  
   
Marilena Oberosler (foto Agh)   Fabrizio Corn (foto Agh)  
A tavola, Ristorante "Van Spitz"

Da Kamauz prendiamo la strada forestale che passa davanti alla chiesa e che porta dopo alcuni km a quota 1500 metri, dove in una radura circondata da boschi sorge un grande chalet in legno: il ristorante "Van Spitz" (prende il nome dalla località). La titolare, Marilena Oberosler, propone i piatti tipici della tradizione mochena. Il locale si presta a pranzi, merende, cene e feste (su prenotazione). Noi abbiamo degustato: antipasto "Van Spitz" con affettati e formaggi misti, per i primi i "rufioi", fatti con la verza, le tagliatelle speck e noci, la polenta con lo stinco di maiale, accompagnata da crauti e finferli, quindi la grigliata di carne. Infine il dolce tipico di Roveda, i "Kropfen" fatti con il riso, l'uvetta e la cannella. Si finisce in bellezza con una grappa Maxentia e un caffè Bontadi. Nella puntata in tv una intervista con Fabrizio Corn, presidente delle Proloco della Valle dei Mocheni.

 
Tavolata di Girovagando (foto Agh)   Antipasto "Van Spitz" (foto Agh)
 
Tagliatelle speck e noci e "rufioi" (foto Agh)   Polenta con stinco, crauti e finferli (foto Agh)
 
Vino "Ritratto Rosso" di Cantina La Vis (foto Agh)   La grigliata mista (foto Agh)
 
I "Kropfen", dolce tipico di Roveda (foto Agh)   Caffè Bontadi e grappa Maxentia

Ristorante Van Spitz
loc. Peun Van Spitz, Frassilongo Garait
tel. 338 6438397

Panorama dalla cima del Fravort verso la Valsugana (foto Agh)
La "C-Crosser" Citroën di Girovagando messa a disposizione da Bimotor di Trento sulle strade di Roveda

 
Una civetta di "Barbel Art" (foto Agh)  
   
Un capitello in lavorazione (foto Agh)   Andrea Oberosler (foto Agh)  
Le civette di "Barbel"

Andrea Oberosler è un ragazzone che abita a Maso Stolleri a Fierozzo, nella frazione di S. Felice, e che ha scoperto una strana vocazione per le civette. Civette di legno. Dapprima lavorava per una ditta artigiana, poi un giorno ha deciso di tentare il salto e mettersi in proprio, seguendo la sua passione per la falegnameria e la scultura. Recuperando vecchi pezzi di legno dei masi, li metteva assieme, li tagliava, li sagomava, realizzando delle simpatiche civette. I suoi lavori incontrarono subito un certo apprezzamento, così si lanciò. Oltre alle civette si mise a costruire mobili, capitelli di legno, crocifissi. "I cristi non sono ancora capace di farli" dice con modestia "ma un giorno o l'altro, chissà... Intanto preparo i capitelli per gli scultori". Realizza inoltre elementi di arredamento in stile rustico, accessori, panche, insegne, coperture dei tetti in scandole, arredamenti per interni ed esterni di baite. La ditta si chiama Barbel Art, dove "barbel" era il soprannome di famiglia. Andrea è simpatico e alla mano, se gli fate una visita sarà ben felice di mostrarvi i suoi lavori.

Una civetta di Andrea Oberosler (foto Agh)
Pernici bianche (foto Agh)

Barbel Art
di Andrea Oberosler
Frazione S. Felice - Fierozzo
tel. 0461 / 551260 - cell. 338 / 5070988

 
Capra pezzata mochena (foto Agh)  
 
Capre sul tetto del maso... (foto Agh)  
   
Adriano Moltrer (foto Agh)   Il maso-stalla per le capre (foto Agh)  
 
La capra pezzata mochena è stata riconosciuta razza autoctona (foto Agh)  
 
Adriano Moltrer col suo allevamento di capre mochene (foto Agh)  
 
Dal latte delle capre mochene si ottiene un delizioso formaggio... (foto Agh)  
La capra pezzata mochena

A S. Felice incontriamo Adriano Moltrer, che avevamo conosciuto in qualità di guardia forestale nella puntata sull'Altopiano di Piné del 22 maggio 2004. Moltrer, da grande appassionato della sua terra, si è fatto promotore di una interessante iniziativa: recuperare la razza autoctona della capra pezzata mòchena, che corre pericolo di estinzione. Ampiamente presente fino agli anni '60, la popolazione attuale si è ridotta ad un numero esiguo, distribuita tra la Valle dei Mocheni, l'Altopiano di Piné, la zona di Pergine Valsugana. Il primo passo è stato quello di far riconoscere la razza come autoctona. La capra pezzata mochena è di costituzione robusta, anche se non particolarmente alta al garrese né molto lunga. Ha il mantello nero quasi sempre pezzato e lunghezza del pelo variabile, ma con prevalenza di soggetti a pelo lungo. Moltrer e gli amici Mattia Cadrobbi e Marco Casagranda si sono così messi al lavoro per incrementare il numero di capre mochene. Un vecchio maso con un grande prato adiacente è stato acquistato e adibito a stalla, dove i capi possono pascolare tranquillamente. Secondo Moltrer il latte delle capre mochene ha un profumo ineguagliabile, molto più dolce rispetto al classico latte di capra che ha un gusto piuttosto pronunciato, non gradito a tutti. Oltre al recupero della razza, l'obiettivo è di tornare a produrre il Dika Milch, il formaggio a palla essiccato nei rimasugli di fieno e poi affumicato con fumo di bacche di ginepro o pino mugo. Qui le difficoltà sono maggiori per la mancanza di caseifici locali. Moltrer comunque ha fatto dei tentativi e, partecipando a qualche fiera in Lombardia, assicura che il suo formaggio andava letteralmente a ruba. E' apprezzabile che dei giovani cerchino di non perdere del tutto le tradizioni di queste popolazioni che, a differenza dell'Alto Adige dove vigeva la tradizione del "Maso Chiuso" (la proprietà era interamente ereditata dal primo figlio maschio), usavano suddividere le proprietà in base al numero di figli, spezzettando così sempre più il patrimonio tramandato, che finiva per disperdersi. Oltre al "maso", una vacca e due capre era di solito tutto quanto era posseduto.

Ciclabile in val dei Mocheni (foto Agh)

 
Un filmato sui gemelli Pallaoro (da Youtube)  
   
Mario Pallaoro (foto Agh)   La macina di pirite (foto Agh)  
   
Pepita d'oro (foto Agh)   Il mini-museo in casa Pallaoro  
   
Lino Pallaoro (foto Agh)   Mario Pallaoro mostra dei fossili  
   
Damiano Fontanari (foto Agh)   Lampade da minatore (foto Agh)  
 
Vecchio carrello minerario trasformato in fioriera (foto Agh)  
Gemelli Pallaoro, cercatori d'oro

I gemelli Pallaoro, Mario e Lino, sono due estrosi personaggi che abitano in una graziosa e panoramica località mochena ai "Titani". Sono diventati famosi per la loro passione per i minerali, che coltivano fin da quando erano ragazzini, quando sentivano le esplosioni nelle cave vicine, e correvano (di nascosto) a vedere. Dopo tanti anni di ricerche e studio sono diventati dei grandi esperti, tantoché organizzano importanti esposizioni mineralogiche in Italia e all'estero. I gemelli Pallaoro rivendicano con orgoglio il più grande ritrovamento aurifero degli ultimi 100 anni, avvenuto sul Monte Rosa, dove hanno trovato una pepita d'oro di ben 24 kg! Di recente sono stati invitati anche nel programma televisivo Geo&Geo sulla Rai. "Facciamo tutto per pura passione, per hobby, non commercializziamo minerali, anzi spesso i ritrovamenti più importanti li doniamo ai musei" dicono con soddisfazione. Ci mostrano una vecchia macina di pietra sulla quale si frantumava e polverizzava un minerale, la pirite: la polvere che si otteneva era chiamata "sugarina", e un tempo serviva per asciugare l'inchiostro delle stampe. Dalla sugarina deriva il nome di "Val Sugana". Nel giardino di casa ci sono minerali sparsi ovunque, tra cui un macigno con dei fantastici fossili marini, delle scotelle (stelle di mare) vecchie di 40-50 milioni di anni. Proviene da una frana a Carzano. Nell casa hanno adibito una stanza a piccolo museo, che i gemelli Pallaoro aprono ben volentieri agli occasionali visitatori. Il loro sogno di un museo vero però si sta finalmente concretizzando grazie all'interessamento dell'amministrazione pubblica, come ci dice il sindaco di Sant'Orsola Damiano Fontanari. Sarà realizzata in valle una sede espositiva dove i gemelli Pallaoro potranno donare alla comunità il loro grande patrimonio di minerali.

Ciclabile in val dei Mocheni (foto Agh)

 
Ristorante "Blumen Stube" (foto Agh)  
 
Ezio Eccel, con la figlia Martina e la moglie Rosanna (foto Agh)  
Ristorante "Blumen Stube"

Per concludere la giornata visitiamo un nuovo ristorante tipico nella bella e tranquilla località Pizoi a Sant'Orsola. L'edificio dove è situato il ristorante “Blumen Stube” vanta una lunga storia ricca di tradizione. Risulta censito per la prima volta negli atti catastali nel 1800, a nome di Gaspare Pallaoro che lo costruì. Ai primi del ‘900 fu ampliato dai suoi discendenti, realizzando un edificio di tipo padronale di dimensioni piuttosto importanti per l’epoca, a testimonianza di un certo benessere raggiunto. Nel 1959 la famiglia Pallaoro decide di trasferirsi in un altra zona, per cui vende la casa rurale e i terreni circostanti a Modesto Broll di Sant’Orsola. Alla sua morte, l’edificio passa in eredità alla figlia Maria, sposata Eccel, la quale successivamente la cede al figlio Ezio che, ristrutturato l'immobile e rispettandone lo stile e l’architettura, lo trasforma nell'attuale ristorante “Blumen Stube”, di cui è titolare la giovane figlia Martina. La moglie di Ezio, Rosanna, è ai fornelli e prepara piatti e ricette tipiche della cucina mochena.

Ristorante Blumen Stube
Loc. Pizoi, 7
38050 Sant’Orsola (TN)
Tel. +39 0461 / 551216
www.blumenstube.it

 
La copertina del libro di ricette mochene  
Ricette mochene nel libro "Bos Koch Ber"

A proposito di ricette mochene segnaliamo questo libro Bos Koch Ber (letteralmente "Cosa cuciniamo noi") che contiene alcune ricette, esattamente diciotto. Le autrici Cristina Moltrer, Erika Laner ed Ingrid Petri Anderle, collaboratrici del Bersntoler Kulturinstitut, hanno realizzato questa raccolta grazie all’aiuto di alcune donne della Valle dei Mocheni. Il libro è stato interamente redatto in lingua minoritaria, "bersntolerisch", con le traduzioni in italiano e tedesco. L’idea della realizzazione di questa pubblicazione è nata in seguito ad un progetto che prevedeva l’organizzazione da parte delle stesse autrici di un evento chiamato “Cena nella valle incantata” svoltasi il 10 maggio 2006 in collaborazione con l’IPSCT di Levico Terme. Le foto, che rappresentano una parte consistente del libro, sono state affidate a Stefano Moltrer giovane fotografo non professionista. Il libro rappresenta un primo tassello importante per quello che riguarda l’arte culinaria della Valle dei mocheni. Il volume è in vendita presso l'Istituto Culturale Mocheno di Palù del Fersina.


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

© Copyright 2001-2010 - E' vietata la riproduzione di testi o foto salvo esplicita autorizzazione - Tutti i diritti riservati / All rights reserved

Tramonto dal Fravort (foto Agh)
Panoramica della Val dei Mocheni da Cima Costalta (foto Agh)
Plastigrafia della Valle dei Mocheni con le varie località (foto Agh)
  CONSORZIO PRO LOCO VALLE DEI MOCHENI
Ufficio turistico di Sant'Orsola (Trento) Italia
Loc. Pintarei, 75/a 38050
tel. 0461 / 551440 fax 0461 / 551030
www.valledeimocheni.it
     
  TRENTINO SPA
Società di marketing territoriale del Trentino
Booking & Contact Center
tel. 0461 / 219500; fax 0461/ 219406
www.visittrentino.it

Puntate precedenti in Valle dei Mocheni

  Valle dei Mocheni
18 febbraio 2006
    Valle dei Mocheni
24 gennaio 2004

Approfondimenti

  Cenni storici sulla Valle dei Mòcheni
La storia antica e moderna, la lingua
a cura dell'Istituto Culturale Mòcheno - Cimbro

Le escursioni di Girovagando in zona

  Monte Fravort m 2383
Una splendida "classica" dello sci alpinismo in Lagorai, partendo dalla Valsugana, con percorso ideale anche da fare in ciaspole
n. 338 - 28 febbraio 2009
     
  Piz di Levico m 1908
Facile escursione, ideale anche in ciaspole, al Piz di Levico (o Cima Vezzena) con grandiosa vista sulla Valsugana. Giro ad anello che percorre i versanti est ed ovest, con digressione a Malga Marcai - n. 286 - 1 marzo 2008
     
  Monte Rujoch m 2415
Salita al "re" della Valle dei Mocheni, il monte Rujoch: un superpanoramico itinerario ad anello con partenza da Passo Redebus tra spendidi scenari naturali del Lagorai
n. 159 - 3 settembre 2005
     
  Mini-trekking del Sette Selle
Fantastica "cavalcata" di cime in valle dei Mocheni, dal rifugio Sette Selle al Lago Erdemolo, con salita alle cime di Sette Selle e Sasso Rotto nel Lagorai sud occidentale
n. 156 - 11 agosto 2005
     
  Monte Croce m 2490
Grandiosi panorami salendo alla cima più alta del Lagorai occidentale
n. 138 aprile 2005
     
  Gronlait m 2383
Una "classica" escursione nel Lagorai da fare in sci
oppure in ciaspole
24/03/2005
     
 
  Escursioni d'autunno
Itinerari in Valle dei Mocheni e dintorni: Gronlait, Hoabonti e Monte Cola, Lago di Erdemolo e traversata al Rifugio Sette Selle
6/11/2004
     
  Monte Fregasoga m 2452
Alla scoperta del Lagorai meno conosciuto: tre percorsi ad anello sul Monte Fregasoga, tra pascoli, rododendri e cirmoli secolari
19/AGO/2004
     
  Due escursioni superpanoramiche
Due facili escursioni con eccezionali punti panoramici: Il Monte Costalta nel Pinetano, Cima Larici sull'Altopiano di Vezzena
n. 94 - 21/FEB/2004

Link

Istituzioni
Istituto culturale Mòcheno
Comprensorio Alta Valsugana
Comune di Fierozzo
Ministero Interno – La minoranza Ṃchena (pdf)

Turismo

Vacanze in Baita
B&B Gian

Portali locali

Consorzio delle Pro Loco Valle dei Mòcheni
Bernstol.it sito ufficial della comunità mochena
Infotrentino | La valle dei Mòcheni
www.kib.it Istituto culturale mòcheno - cimbro

Minoranze linguistiche

www.minoranzelinguistiche.provincia.tn.it

Musei
www.museodelparacarro.it
Museo degli Attrezzi di Canezza

Ciclismo
Alpina Sport

Montagna

Rifugio Sette Selle
Rifugio Spruggio - "G. Tonini"

A tavola

Ristorante Van Spitz

loc. Peun Van Spitz, Frassilongo Garait
tel. 338 6438397


Ristorante Blumen Stube
Loc. Pizoi, 7
38050 Sant’Orsola (TN)
Tel. +39 0461 / 551216
www.blumenstube.it


Prodotti tipici
Cooperativa Sant'Orsola i piccoli frutti
www.trentinoagricoltura.it prodotti tipici trentini

La puntata in video streaming disponibile in video