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| Marionette di Depero alla Casa d'Arte
Fortunato Depero a Rovereto (foto Agh) |
Girovagando inizia questo nuovo ciclo primavera
2009 a Rovereto in Val Lagarina.
La bella cittadina ha una storia antica: faceva parte del Principato
Vescovile di Trento durante il Sacro Romano Impero di Germania, quindi
per circa un secolo alla Serenissima, poi
alla Contea del Tirolo dell'Impero Austro-Ungarico.
Oggi è una vivace cittadina che ospita uno dei più grandi
musei di arte contemporanea d'Europa, il MART.
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| Clementino Vannetti (1754 - 1795), studioso e letterato
roveretano (foto Agh) |
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| A spasso per la città (foto Agh) |
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Giulio Prosser (foto Agh) |
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| Maurizio Scudiero (foto Agh) |
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Mercato (foto Agh) |
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| Giulio Prosser, Luciano Da Canal, Stefano Andreis (foto Agh) |
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Rovereto città d'arte e di cultura
A Rovereto incontriamo Maurizio Scudiero,
tra i massimi conoscitori dell'artista futurista
roveretano Fortunato
Depero. Con Scudiero facciamo una passeggiata
nel centro storico della città alla scoperta dei suoi angoli
più caratteristici, quindi visitiamo la Casa
D'Arte Fortunato Depero, riaperta di recente dopo la ristrutturazione.
Giulio Prosser e Stefano
Andreis ci presentano Rovereto IN CENTRO.
E' un consorzio senza scopo di lucro nato nel 2005, che riunisce i principali
soggetti economici, ma non solo, della città di Rovereto. Lo scopo
è quello di creare e coordinare un impegno comune per il rilancio
socio-economico e per la riqualificazione strutturale e sostenibile
del centro storico di Rovereto. A questo scopo realizza iniziative promozionali
collettive per la valorizzazione delle strutture commerciali e ricettive
della città, promuove ed organizza eventi che valorizzino la città
nelle sue componenti sociali, culturali, turistiche ed economiche, anche
in collaborazione con enti pubblici o privati.
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| Affresco dell'annunciazione, detta
"dell'Erbivendola", in Piazza Cesare Battisti (foto Agh)
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| Turisti in Via della Terra (foto Agh) |
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| Piazza Cesare Battisti (foto Agh) |
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Piazza delle Erbe (foto Agh) |
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| L'antica Cappelleria Bacca con statue
di Depero |
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Fontana del Nettuno (foto Agh) |
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| I tipici vicoli nel centro storico
(foto Agh)
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Contrada della Terra (foto Agh) |
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| Particolare di fontana |
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Antico portale (foto Agh) |
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| Il palazzo affrescato della Cassa
di Risparmio |
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Lia Maraner del bar "Incontro"
(foto Agh)
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| Per le vie di Rovereto (foto Agh) |
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| MART - Museo Arte Moderna e Contemporanea
di Trento e Rovereto (foto Agh) |
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| Con Flavia Fossa Margutti (foto Agh) |
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Gino Severini - Ritratto di M. Pautrot |
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| Romolo Romani - L'urlo, 1904-05 |
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Boccioni - Moglie di Balla con la figlia |
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Le Mostre al MART
Il MART inaugura il 2009 con 2 grandi mostre
nel celebre edificio progettato da Mario Botta. Ne parliamo con Flavia
Fossa Margutti, responsabile comunicazione del MART. La prima è
intitolata "Futurismo100. Illuminazioni -
Avanguardie a confronto. Italia, Germania, Russia", la mostra
esplora in particolare le relazioni intercorse tra i futuristi e gli esponenti
delle parallele avanguardie russe e tedesche, da Chagall a Kandiskij, da
Klee alla Goncharova. L’evento fa da cornice a un altro appuntamento
importante per il museo: la riapertura al pubblico
della Casa d’Arte Fortunato Depero, chiusa da molti anni per
restauri. La mostra si inserisce in un progetto annuale a cura di Ester
Coen che vedrà una staffetta di eventi nei mesi successivi,
a Venezia prima e a Milano in autunno.
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| Luigi Russolo, Profumo, 1910, olio
su tela, Rovereto, MART |
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| Karel Sourek - Hail to the Red Army
Protectors of the New World, 1945 |
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| Coldwar: manifesto studentesco |
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Coldwar: tuta aerospaziale |
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La Guerra Fredda - Cold War. Arte e design in un
mondo diviso 1945-1970
L'altra importante mostra è La Guerra Fredda
- Cold War. Arte e design in un mondo diviso 1945-1970. Prodotta
dal Victoria
& Albert Museum di Londra in collaborazione con il MART,
sarà la prima esposizione dedicata al design, all’architettura,
al cinema e alla cultura popolare sviluppatisi in quegli anni. Saranno esposti
oltre 250 oggetti: da uno Sputnik, con tuta da austronauta delle
missioni ‘Apollo’, ai film di Stanley Kubrick; dai dipinti di
Robert Rauschenberg alle ceramiche di Pablo
Picasso; dalla moda di Paco Rabanne al design di Charles e Ray Eames
e di Dieter Rams; l’architettura di Le Corbusier,
di Richard Buckminster Fuller e di Archigram, nonché veicoli vari,
tra cui una micro-auto Messerschmidt.
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| Televisore portatile Sony "TV8
301 W", 1959 |
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| Luciano Da Canal con Maurizio Scudiero
(foto Agh)
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| Una delle sale della Casa Depero
(foto Agh)
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| Arredi (foto Agh) |
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| Arazzi (foto Agh) |
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| Una scolaresca in visita alla Casa
D'Arte Depero (foto Agh) |
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| Particolare del restauro (foto Agh) |
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Sala con gli arazzi (foto Agh) |
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| Sedie disegnate da Depero |
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Esposizione di stampe (foto Agh) |
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| Fortunato Depero |
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Maurizio Scudiero (foto Agh) |
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| Le marionette disegnate da Depero
(foto Agh)
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Casa D'Arte Fortunato Depero
E' l'unico esempio di museo futurista realizzato
in Italia. L'idea della Casa Museo nacque nel
1957, e fu Depero stesso a fondarla, con l'aiuto del Comune di Rovereto.
L’edificio, che in epoca tardo medievale
era sede del Banco di Pegni, si trova di fronte alla scalinata dell’antico
Castello della città. Già negli anni '40 Fortunato Depero
aveva proposto al Comune di Rovereto un progetto per la creazione di una
galleria permanente dove esporre tutta la sua opera. Contro il dettato futurista,
che aveva messo al bando ogni tipo di musealizzazione dell’arte, Depero
sognava di affidare alla storia la sua straordinaria vicenda d’uomo
e d’artista. L’amministrazione pubblica del tempo fu lungimirante:
in un’epoca in cui il futurismo non era proprio in auge nella storiografia
nazionale, volle comunque accogliere la proposta di questo suo amato cittadino.
Fra il 1957 e il 1959 Depero si dedicò
instancabilmente al suo progetto museale, destinandovi ogni energia,
come testimoniano anche i numerosi schizzi, con i quali definisce la struttura,
l'arredamento, le decorazioni e i rivestimenti. Il 1°
agosto 1959 il museo aprì alla sola presenza delle autorità
cittadine e dell’artista. L'inaugurazione ufficiale, annunciata per
il mese di settembre, sempre posticipata, non ebbe mai luogo. Conseguentemente
all'aggravarsi delle condizioni di salute e alla sua impossibilità
di lavorare, Depero accettò un contratto di compravendita con il
Comune in cambio di un vitalizio per sé e per la moglie. Depero morì
il 29 novembre 1960. Nel 1989 il Museo Depero
divenne parte integrante del MART, il Museo
d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Il MART amministra,
con la formula del comodato, il ricco patrimonio dell’artista roveretano.
Presso l’Archivio del ‘900 nella sede del MART è custodito
il prezioso materiale documentario e archivistico, composto da più
di 3.000 oggetti fra dipinti, disegni, tarsie in panno e in 'buxus',
collages, manifesti, locandine, mobili, giocattoli e prodotti d'arte applicata.
Le opere sono rappresentative della sua intensa
attvità, dalle sperimentazioni del primo decennio del ‘900
fino alle commissioni pubbliche degli anni cinquanta.
Il 17 gennaio 2009 Casa Depero ha riaperto
al pubblico dopo un accurato restauro, firmato dall’architetto
Renato Rizzi. Il progetto museografico
è a cura di Gabriella Belli. Il
visitatore ritrova lo spirito delle intuizioni originali di Fortunato Depero,
che in quelle sale voleva non solo esporre il proprio lavoro – arazzi,
tele, giocattoli, grafica – ma anche offrire alla città un
luogo dinamico di incontro e formazione.
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| Scolaresca alla Casa D'Arte Depero
(foto Agh)
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MART - Museo di Arte Moderna e Contemporanea
di Trento e Rovereto
corso Bettini 43, 38068 Rovereto (TN)
Numero verde 800 397760
www.mart.trento.it |
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| Ristorante Al Trivio nel centro di
Rovereto (foto Agh) |
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| Interno del ristorante (foto Agh) |
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| Angolo del ristorante (foto Agh) |
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| Servizio impeccabile (foto Agh) |
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Marzemino di Maso Salengo |
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| Gamberoni di mare (foto Agh) |
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Fagottino ripieno (foto Agh) |
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| Filetti di branzino (foto Agh) |
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Baccalà "en tecia" (foto Agh) |
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| Il tavolo di Girovagando (foto Agh) |
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Guido Lorenzini (foto Agh) |
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| L' affresco di Schweizer nella sala
del ristorante (foto Agh) |
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| Il grande affresco originale recuperato
da un hotel di Limone del Garda |
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| Ceramiche di Schweizer (foto Agh) |
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| Monica Zorer, Francesco Pace e Sara, Saori Konno, Guido
Lorenzini, Luciano |
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Ristorante "Al Trivio" a Rovereto
Il ristorante "Al Trivio" nasce
per una serie di curiose coincidenze, da cui scaturisce l'incontro tra due
trentini e una giapponese. Lo chef Francesco Pace,
detto anche "Franz", come tanti cuochi si è fatto una solida
gavetta in ristoranti italiani ed esteri. Dopo anni di girovagare, è
ritornato in Trentino per lavorare in ristoranti di prestigio, come lo stellato
"Due
Spade" di Trento. Anche Saori Konno,
originaria di Saitama poco a nord di Tokyo, ha lavorato a lungo per ristoranti
di mezza Europa, quindi è arrivata in Italia nel 2001, dove ha ha
collaborato con diversi ristoranti stellati, a Napoli, Firenze e Torino.
In seguito è giunta a Trento, dove Al Due Spade ha conosciuto che
è poi è diventato suo marito. I due conoscono l'imprenditore
Guido
Lorenzini di Mori, in un pub, dove fantasticano di lanciarsi
in avventure imprenditoriali. Nel 2004 si presenta l'occasione che cercavano:
a Rovereto si libera un immobile che, per la sua posizione strategica, si
presta ottimamente per aprire un ristorante. Le condizioni sembrano assai
favorevoli: a due passi c'erano il neonato MART, la "Casa D'Arte Depero"
e il Museo della Guerra. Inoltre correva voce che il celebre ristorante
"Al Borgo" di Rinaldo Dalsasso
avrebbe cessato l'attività, lasciando quindi un vuoto importante
nella ristorazione di qualità. Alla fine del 2004 apre ufficialmente
i battenti il Ristorante “Al Trivio” in Campiello del Trivio
11, ovvero nella parte veneziana di Rovereto,
dove i segni della dominazione della Serenissima sono ancora evidenti. La
sfida non è facile: si tratta di conciliare
i sapori forti della cucina tipica del Trentino con quelli di una cucina
più internazionale, per rispondere alle esigenze di una clientela
eterogenea. Nascono così le ricette degli chef Pace & Konno,
che tanto apprezzamento hanno ricevuto in questi 5 anni di vista del ristorante
e che anche noi di Girovagando in Trentino abbiamo degustato. Il nostro
menù: antipasto di gamberoni di mare in
padella su crema ai carciofi e gnocchi di semolino gratinati; per
i primi, strangolapreti alla trentina con
burro versato e scaglie di Vezzena, tagliatelle
al ragù d’agnello ed olive nere con riccioli di Vezzena.
Per i secondi, fagottino all’uovo ripieno
di zucchine, code di gamberi e ricotta nostrana su crema di zucca;
baccalà "en tecia" con polenta
brustolada; filetti di branzino su salsa
marinara e tortino soffice di patate della val di Gresta. Infine
il dessert, composto da una mousse al mascarpone
ed amaretti di Saronno su salsa al caffè ed un tortino tiepido
al cioccolato fondente e pere Williams con gelato alla vaniglia e la sua
salsa. Tutto squisito, da provare. Per il vino, un eccellente Marzemino
dei Ziresi di Maso
Salengo. Periodicamente il ristorante propone, in omaggio al Giappone,
delle serate di cucina giapponese, una
vera rarità per la nostra regione. La vocazione artistica di Rovereto
si riflette anche nel ristorante, che espone preziose opere del maestro
primierotto Riccardo Schweizer, di cui
Lorenzini è un grande appassionato. Con degli amici è riuscito
a recuperare e restaurare un grande
affresco che si trovava in un Hotel di Limone destinato alla demolizione,
dove il maestro aveva soggiornato. Ora il grande affresco, che rappresenta
una allegoria di una grande tempesta sul Lago di Garda, fa bella
mostra di sè nella sala del ristorante. E' stato diviso in due
perché troppo grande,
l'altra metà si trova nella casa di torrefazione del Caffè
Bontadi.
Ristorante Al Trivio
Campiello del Trivio 11
Rovereto 38068
www.altrivio.it
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| Caffè Rosmini a Rovereto (foto
fam. Bontadi) |
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| Il trasporto del caffè sui
carri (foto fam. Bontadi) |
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| Stefano Andreis (foto Agh) |
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Il bar pasticceria in Piazza Battisti
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| Caffè Bontadi in centro (foto Agh) |
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Il punto vendita e degustazione |
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| La torrefazione Caffè Bontadi
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Caffè
Bontadi
A Rovereto esiste l'unica torrefazione di caffè cittadina,
che ha origine dal lontano 1790 per opera
della famiglia Bontadi. Il precursore fu
Carlo, che di professione faceva il commerciante. All'epoca il caffè
era venduto "crudo", la gente lo tostava
sul focolare domestico con lo stesso tostino che si usava per tostare
quotidianamente il caffè d'orzo. Nel 1890
Oddone Bontadi acquista le prime attrezzature specifiche per tostare il
caffè manualmente, con le quali riusciva a lavorare 5 kg di caffè
per "tostata". Nel 1930 Leo Bontadi
utilizza la prima macchina con motori elettrici della capacità di
30 kg di caffè per tostata. Nel 1954
Remo Bontadi continua e sviluppa la torrefazione potenziando le attrezzature
in grado di produrre ben 500 kg di caffè torrefatto all'ora. Oggi
l’azienda di famiglia segue le fasi salienti della torrefazione, custode
dei segreti di miscele frutto di centenarie esperienze,
che conferiscono al caffè torrefatto aroma e profumo inconfondibile.
Stefano Andreis, che ha rilevato l'azienda
anni fa e l'ha rilanciata, ci fa visitare le sale dove avviene la torrefazione.
Il Caffè Bontadi è sponsor di Girovagando
in Trentino.
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| Ufficio del Caffè Bontadi
(foto fam. Bontadi) |
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| Hotel Venezia (foto fam. Bontadi) |
Torrefazione Caffè Bontadi
38068 Rovereto (TN) Italy
Vicolo del Messaggero, 10
tel +39 0464 / 421110
www.bontadi.it |
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| La "C-Crosser" Citroën
di Girovagando messa a disposizione da Bimotor di Trento (foto Agh) |
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