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| Gli asparagi di Zambana
(foto Agh) |
Questa puntata è dedicata ad un tipico
prodotto stagionale, un'autentica prelibatezza trentina: lo squisito
asparago di Zambana. La Cantina
La Vis, in qualità di promotore della Strada
del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo, Valle di Cembra,
da sempre organizza varie iniziative per far conoscere ed apprezzare i migliori
prodotti del territorio.
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| Prelibatezza trentina: piatto di asparagi di Zambana
(foto Agh) |
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| La zona di Zambana (foto Agh) |
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Il logo dell'Associazione (foto Agh) |
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| Asparagi di Zambana dell'Associazione
AS.T.A (foto Agh) |
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| L'asparagaia nella zona di Zambana
nei pressi del fiume Adige (foto Agh) |
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| Asparagi appena colti (foto Agh) |
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L'asparago di Zambana
Il paese di Zambana è la patria
dell’asparago bianco, una vera squisitezza per sapore, tenerezza
e assenza di fibra. Ciò è dovuto alle particolari condizioni
climatiche, del terreno e alle tecniche di coltivazione. Il segreto è
soprattutto nel terreno dove viene coltivato, che è di origine golenale.
Le golene sono zone pianeggianti a ridosso del
fiume che possono allagarsi nei periodi di piena. In questi piccoli
fazzoletti di terra, per lo più sabbiosa, tra l'argine e il letto
del fiume Adige, si coltivano gli asparagi
tipici di Zambana, di cui si ha notizia fin dai primi anni dell’Ottocento.
A Zambana la coltivazione degli asparagi
è una piccolissima nicchia di mercato che però vanta un certo
successo per la assoluta bontà del prodotto. I produttori di Zambana
devono rispettare precise regole per ottenere il marchio
di asparago trentino depositato presso l'apposita associazione dei
produttori: terreno con 70% minimo di sabbia
e pH tendente alla neutralità. Le
prime notizie della coltivazione dell’asparago in Trentino risalgono
ai primi anni dell’Ottocento, quando,
a seguito dell’incorporamento nel 1810 del Trentino nel Regno Italico
voluto da Napoleone, furono pubblicate sulla rivista “Annali
dell’agricoltura del Regno d’Italia” memorie di
autori vari sullo stato dell’agricoltura locale, in cui era citata
anche la coltivazione dell'asparago. Lo sviluppo maggiore si ebbe intorno
agli anni ’60, anche per la nascita di una rete commerciale in grado
di indirizzare buona parte della produzione verso l’esportazione.
Negli anni ’70 e ’80 vi è stata una crisi produttiva,
ma ora le superfici coltivate ad asparago sono in costante crescita, con
una produzione provinciale vicina ai 600 quintali
annui. L’Associazione AS.TA. - Asparagicoltori
Trentini Associati - raccoglie e commercializza direttamente circa
150 quintali di prodotto l’anno.
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| La Val d'Adige con la zona di Zambana
(a sx) e la Piana Rotaliana (foto Agh)
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| L'asparago di Zambana (foto Agh) |
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Storia e coltivazione dell'asparago
Il termine asparago deriva dal greco "aspharagos"
e dal persiano "asparag", che
significa germoglio. La coltivazione dell'asparago ha una storia
millenaria. Fu coltivato e utilizzato nel Mediterraneo dagli egizi
e in Asia Minore 2000 anni fa, così come in Spagna. Mentre i greci
non sembra che coltivassero gli asparagi, i Romani
già dal 200 a.C. avevano dei manuali in cui minuziosamente
se ne espone la tecnica di coltivazione. L'asparago fu appunto citato da
Teofrasto, Catone, Plinio e Apicio; in particolare questi ultimi due ne
descrissero accuratamente non solo il metodo di coltivazione, ma anche quello
di preparazione. Agli imperatori romani gli asparagi piacevano così
tanto, che, ad esempio, sembra che abbiano fatto delle navi apposite per
andarli a raccogliere, navi che avevano come denominazione proprio quella
dell'asparago ("asparagus"). Dal XV
secolo è iniziata la coltivazione in Francia, per poi, nel
XVI secolo giungere all'apice della popolarità anche in Inghilterra;
solo successivamente fu introdotto in Nord America.
I nativi americani essiccavano gli asparagi per successivi usi officinali.
Della stessa famiglia dell'aglio e della cipolla, l'asparago condivide con
essi anche alcune proprietà positive (grazie
all'effetto diuretico è un coadiuvante contro i casi di gotta, di
calcoli renali, di reumatismi e di idropisia). In particolare esso ha un
ruolo attivo nella diminuzione di casi di eczema.
Uno dei principali componenti dell'asparago è l'asparagina,
uno degli amminoacidi presente in abbondanza, che serve alla fabbricazione
di numerose sostanze proteiche, e dunque per la trasformazione dello zucchero.
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| Remigio Caset raccoglie i preziosi
turioni (foto Agh) |
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| Gli asparagi di Zambana sono bianchi perché
crescono al buio |
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| Alessandro Malfatti, produttore e presidente
AS.T.A (foto Agh) |
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Coltivazione
Per la costituzione dell'asparagaia è
tradizione avvalersi di rizomi (le radici)
di un anno, chiamati "zampe", che sono messe a dimora, dopo un'accurata
preparazione ed una cospicua concimazione organica del terreno, entro
fosse della profondità di 20-25 cm e della larghezza di 50-70 cm,
con una frequenza di tre zampe per metro.
Le fosse corrono parallele ad una distanza media di 180-200 cm. Le zampe
sono poi ricoperte di terra fino al ripristino del livello naturale del
terreno. Il primo anno sono lasciate vegetare
e l'intervento del coltivatore si limita alle normali cure colturali (sarchiatura,
eventuale difesa fitosanitaria, recisione ed asporto degli steli secchi
in autunno). Nella primavera del secondo anno
sono costituite le "andane" di terra (inizio marzo), mediante
l'ausilio di baulatrici (macchine per preparare il letto da semina) o direttamente
a mano, al fine di consentire la crescita interrata dei "turioni"
e quindi la loro assenza di colore. Allo stesso scopo le
andane vengono pacciamate con film plastico scuro che consente l'assenza
di colorazione anche degli apici dei turioni stessi. L'asparago
di Zambana è infatti assolutamente bianco (è tollerata
solo una leggera colorazione rosea degli apici). La
raccolta è eseguita a mano con attrezzi tradizionali, per
un periodo di circa due mesi (in fondovalle da fine marzo a fine maggio).
Al termine della raccolta le andane sono spianate per evitare il progressivo
innalzamento del rizoma ed i turioni che si sviluppano vengono lasciati
vegetare e sono sottoposti alle normali cure colturali. Nella puntata in
tv daremo conto della visita guidata alle asparagaie
di alcuni produttori di AS.T.A. - Asparagicoltori
Trentini Associati. La visita è stata preceduta da una degustazione
di "gelatodrink" cembrano al Müller Thurgau offerta dalla
Gelateria Serafini di Lavis.
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| Gli asparagi di Zambana nelle varie
confezioni per la vendita (foto Agh) |
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| Rocco Serafini offre il "gelatodrink"
cembrano |
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La visita guidata alle asparagaie
di Zambana |
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| Le riprese di Girovagando nel campo
di asparagi |
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Alessandro Malfatti mostra gli asparagi
appena colti |
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| Renzo Malfatti, coltivatore (foto Agh) |
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Il punto vendita sulla via Nazionale a Lavis (foto Agh) |
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| Remigio Caset , responsabile commerciale
ass. AS.T.A. e coltivatore di asparagi (foto Agh)
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AS.T.A. - Asparagicoltori Trentini Associati
Via Maccani 199, Trento 38100, tel. 0461 / 420969
pres. Alessandro Malfatti cell. 338 / 6995216
Remigio Caset (addetto vendite) 339 / 7268022
punto vendita via Nazionale Lavis cell. 333 / 5779184 |
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| Piana Rotaliana e Colline Avisiane,
sullo sfondo le Cime di Vigo (foto Agh)
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| Cantina La Vis (foto Agh) |
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| Enoteca della Cantina La Vis |
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Fausto Perathoner (foto Agh) |
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| Rosario Pilati (foto Agh) |
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Concerto (foto Agh) |
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| Il logo della Cantina (foto Agh) |
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Prodotti tipici del territorio (foto Agh) |
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| Con lo staff della Vinoteca della
Cantina La Vis e Valle di Cembra (foto Agh) |
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| Esposizione di bottiglie alla Cantina
La Vis: "Storie di vite" (foto Agh) |
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La Cantina La Vis e la Strada degli asparagi
Presso la Stube della cantina La Vis
si è tenuta venerdi 20 aprile scorso la presentazione del calendario
degli eventi estivi proposti ogni anno dalla Vinoteca dell’omonima
cantina. Alla presenza di numerosi ospiti (giornalisti, in particolare
del settore enogastronomico, sindaci dei comuni coinvolti, ristoratori
che cureranno la cucina nelle diverse serate e molti altri protagonisti
dell’iniziativa), Fausto Perathoner,
direttore generale del gruppo La Vis, ha presentato le iniziative della
Cantina e ribadito l'importanza del connubio tra i produttori locali,
l'arte e la cultura, l'ospitalità e il turismo. Rosario
Pilati, responsabile dell’iniziativa, ha fatto un veloce
riepilogo sull’anno trascorso, ricordando i diversi eventi, in cui
il filo conduttore era un “viaggio” fra le diverse realtà
territoriali e produttive dove operano le cantine del gruppo La Vis, dalla
Sicilia all’Alto Adige. Per il 2009 viene proposto un nuovo ed intrigante
percorso sensoriale intitolato “Elementi":
terra, aria, fuoco e acqua diventano gli elementi, per l'appunto, per
le "Cene sotto le stelle". Il 17 aprile
la “Via degli Asparagi”: un viaggio nella produzione
di questa primizia del nostro territorio, con successiva cena presso la
Stube della cantina a cura dello chef stellato Markus
Baumgartner del ristorante
Maso Franch. Il 26 giugno ”la Cena
del Solstizio”: presso la piazzetta
della cantina La Vis, cena dell’estate a cura della locanda “Il
Passatore” di Faver e con la presenza dello storico del dialetto
trentino Elio Fox. Il 24 luglio il "Ritorno
in Vigna": presso Maso Roncador
nei vigneti tra la Val di Cembra e la Val d’Adige: le donne rurali
di Cembra propongono una serata all’insegna della cucina della tradizione
valligiana, arricchita dalle incursioni teatrali di Maura Pettorruso.
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| Gruppo Strumentale Giovanile di Lavis
(foto Agh) |
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| Il rinfresco (foto Agh) |
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Stuzzichini (foto Agh) |
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| La stube della Cantina La Vis (foto Agh) |
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Con il maitre d'hotel Renzo Calvetti
(foto Agh) |
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| Con Stefano Gasperi coordinatore Ass. AS.T.A. |
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La saletta con i musicanti (foto Agh) |
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| La Stube della Cantina La Vis (foto Agh) |
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| Lo chef Markus Baumgartner (foto Agh) |
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| Cannoli croccanti con burrata |
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Lasagnetta di crespella (foto Agh) |
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| Trentino DOC Sauvignon Maso Tratta |
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Asparagi con salsa bolzanina |
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| Dessert (foto Agh) |
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Tavolata di Girovagando (foto Agh) |
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| Peter Sacksl, Enrica De Bastiani,
Emanuele Pescador, Markus Baumgartner |
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"Sapori di... vini" alla Cantina La Vis
Nell’ambito della 1° edizione di “Sapori
di...vini” a cura della Strada del
Vino e dei Sapori delle Colline Avisiane, Faedo, Valle di Cembra,
la Vinoteca organizza "Dalla terra alla cucina",
in compagnia dei produttori e dello chef stellato Markus
Baumgartner di Maso Franch, che ha interpretato questa primizia di
stagione per gli ospiti della stube della Cantina di La Vis. Dopo la visita
guidata all'asparagaia nel pomeriggio, al ritorno un "Aperitivo
in Musica" tra le botti della cantina, con l’accompagnamento
musicale del Gruppo Strumentale Giovanile di Lavis.
Quindi la cena con i piatti proposti dallo chef: stuzzichini
a base di asparagi in conserva, con spumante Cesarini Sforza Tridentum
Trento Doc; cannolo croccante di pasta
fillo farcito con burrata e insalata di asparago di Zambana,
con Trentino Doc Nosiola Simboli 2008; lasagnetta
di crespella con asparagi e pesto di aglio orsino, accompagnata da
Trentino Doc Sauvignon Maso Tratta 2007. Quindi un frappè
di asparagi su coulis di lamponi. Asparago
lesso, vinaigrette di verdure, salsa bolzanina e uovo fritto in camicia,
con Trentino Doc Chardonnay Ritratti 2007. Infine il dessert: variazione
dolce di asparagi, con Mandolaia Vigneti delle Dolomiti Igt 2007.
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| Markus Baumagartner con Luciano Da
Canal e gli imprenditori Mario Obrelli, Sergio Groff, Antonio Conta
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Cantina La Vis e Valle di Cembra
Via Carmine, 7
38015 Lavis (Tn), Italy
Tel. +39.0461.246325
www.la-vis.com |
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| Pista ciclabile (foto Servizio Ripristino) |
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| Sono circa 400 km le piste ciclabili
in Trentino (foto Servizio Ripristino) |
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| Sulle rive del Lago di Levico (foto Agh) |
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| "Bicigrill", punto di sosta
e ristoro per ciclisti (foto Servizio Ripristino) |
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Le piste ciclabili in Trentino
Nella puntata in tv un servizio sulle piste ciclabili
in Trentino. Nonostante sia una regione di montagna, il Trentino
può vantare una tradizionale propensione per la bicicletta, espressa
da grandi campioni come Francesco Moser,
Maurizio Fondriest, Gilberto
Simoni. Il mutare delle tecnologie ha ampliato le possibilità
portando la bicicletta fin sui sentieri dei monti e sulle vette con le mountain
bike. Ma non solo di scalatori è fatto il popolo dei ciclisti:
la passione per i grandi tour in bicicletta
è diventata una interessante alternativa alle tradizionali vacanze
e sempre più numerosa è la schiera
dei cicloturisti che, ispirati all'elogio
della lentezza, esplorano il territorio con il lento incedere della
pedalata in bicicletta. Per questo è nato il progetto della Provincia
di dotare le valli del Trentino di piste ciclabili
protette (400 km finora tra provinciali e comunali), utilizzabili
da tutte le categorie di ciclisti, da allenati agonisti ai tranquilli pedalatori
della domenica. L'idea di costruire una rete di
piste ciclabili, collegate fra loro per quanto possibile, vuole essere
l'inizio per una nuova proposta che il Trentino cerca di avviare nel campo
del turismo in bicicletta. In Val
d'Adige ad esempio esiste la più importante pista ciclabile
del Trentino, che collega la provincia di Bolzano
con quella di Verona lungo la direttrice nord/sud, attraversando
tutta la Provincia di Trento. La pista, pressoché pianeggiante, è
lunga 80 km e costeggia quasi interamente gli arginali del fiume Adige.
Un importante servizio per i cilisti sono i "bicigrill",
punti di ristoro, informazione ed assistenza situati in luoghi strategici.
Per
conoscere possibilità e percorsi piste
ciclabili in Trentino
testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)
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| Con Giuseppe Melchionna dell'Ass
Prodigio: la
Cantina La Vis è "ok" per l'accesso ai disabili!
(foto Agh)
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