LA STRADA DEGLI ASPARAGI DI ZAMBANA
Alla Cantina "La Vis" per celebrare l'asparago - 25 aprile 2009
VIDEO
 
Gli asparagi di Zambana (foto Agh)

Questa puntata è dedicata ad un tipico prodotto stagionale, un'autentica prelibatezza trentina: lo squisito asparago di Zambana. La Cantina La Vis, in qualità di promotore della Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo, Valle di Cembra, da sempre organizza varie iniziative per far conoscere ed apprezzare i migliori prodotti del territorio.

 
Prelibatezza trentina: piatto di asparagi di Zambana (foto Agh)  
   
La zona di Zambana (foto Agh)   Il logo dell'Associazione (foto Agh)  
 
Asparagi di Zambana dell'Associazione AS.T.A (foto Agh)  
 
L'asparagaia nella zona di Zambana nei pressi del fiume Adige (foto Agh)  
 
Asparagi appena colti (foto Agh)  
L'asparago di Zambana

Il paese di
Zambana è la patria dell’asparago bianco, una vera squisitezza per sapore, tenerezza e assenza di fibra. Ciò è dovuto alle particolari condizioni climatiche, del terreno e alle tecniche di coltivazione. Il segreto è soprattutto nel terreno dove viene coltivato, che è di origine golenale. Le golene sono zone pianeggianti a ridosso del fiume che possono allagarsi nei periodi di piena. In questi piccoli fazzoletti di terra, per lo più sabbiosa, tra l'argine e il letto del fiume Adige, si coltivano gli asparagi tipici di Zambana, di cui si ha notizia fin dai primi anni dell’Ottocento. A Zambana la coltivazione degli asparagi è una piccolissima nicchia di mercato che però vanta un certo successo per la assoluta bontà del prodotto. I produttori di Zambana devono rispettare precise regole per ottenere il marchio di asparago trentino depositato presso l'apposita associazione dei produttori: terreno con 70% minimo di sabbia e pH tendente alla neutralità. Le prime notizie della coltivazione dell’asparago in Trentino risalgono ai primi anni dell’Ottocento, quando, a seguito dell’incorporamento nel 1810 del Trentino nel Regno Italico voluto da Napoleone, furono pubblicate sulla rivista “Annali dell’agricoltura del Regno d’Italia” memorie di autori vari sullo stato dell’agricoltura locale, in cui era citata anche la coltivazione dell'asparago. Lo sviluppo maggiore si ebbe intorno agli anni ’60, anche per la nascita di una rete commerciale in grado di indirizzare buona parte della produzione verso l’esportazione. Negli anni ’70 e ’80 vi è stata una crisi produttiva, ma ora le superfici coltivate ad asparago sono in costante crescita, con una produzione provinciale vicina ai 600 quintali annui. L’Associazione AS.TA. - Asparagicoltori Trentini Associati - raccoglie e commercializza direttamente circa 150 quintali di prodotto l’anno.

La Val d'Adige con la zona di Zambana (a sx) e la Piana Rotaliana (foto Agh)

 
L'asparago di Zambana (foto Agh)  
Storia e coltivazione dell'asparago

Il termine asparago deriva dal greco "aspharagos" e dal persiano "asparag", che significa germoglio. La coltivazione dell'asparago ha una storia millenaria. Fu coltivato e utilizzato nel Mediterraneo dagli egizi e in Asia Minore 2000 anni fa, così come in Spagna. Mentre i greci non sembra che coltivassero gli asparagi, i Romani già dal 200 a.C. avevano dei manuali in cui minuziosamente se ne espone la tecnica di coltivazione. L'asparago fu appunto citato da Teofrasto, Catone, Plinio e Apicio; in particolare questi ultimi due ne descrissero accuratamente non solo il metodo di coltivazione, ma anche quello di preparazione. Agli imperatori romani gli asparagi piacevano così tanto, che, ad esempio, sembra che abbiano fatto delle navi apposite per andarli a raccogliere, navi che avevano come denominazione proprio quella dell'asparago ("asparagus"). Dal XV secolo è iniziata la coltivazione in Francia, per poi, nel XVI secolo giungere all'apice della popolarità anche in Inghilterra; solo successivamente fu introdotto in Nord America. I nativi americani essiccavano gli asparagi per successivi usi officinali. Della stessa famiglia dell'aglio e della cipolla, l'asparago condivide con essi anche alcune proprietà positive (grazie all'effetto diuretico è un coadiuvante contro i casi di gotta, di calcoli renali, di reumatismi e di idropisia). In particolare esso ha un ruolo attivo nella diminuzione di casi di eczema. Uno dei principali componenti dell'asparago è l'asparagina, uno degli amminoacidi presente in abbondanza, che serve alla fabbricazione di numerose sostanze proteiche, e dunque per la trasformazione dello zucchero.

Zambana nuova (a sx) e la Val d'Adige con la confluenza dei fiumi Adige e Noce (foto Agh)
Zambana Vecchia: nel 1955 fu evacuata per una grande frana staccatasi dalla Paganella (foto Agh)

 
Remigio Caset raccoglie i preziosi turioni (foto Agh)  
 
Gli asparagi di Zambana sono bianchi perché crescono al buio  
 
Alessandro Malfatti, produttore e presidente AS.T.A (foto Agh)  
Coltivazione

Per la costituzione dell'asparagaia è tradizione avvalersi di rizomi (le radici) di un anno, chiamati "zampe", che sono messe a dimora, dopo un'accurata preparazione ed una cospicua concimazione organica del terreno, entro fosse della profondità di 20-25 cm e della larghezza di 50-70 cm, con una frequenza di tre zampe per metro. Le fosse corrono parallele ad una distanza media di 180-200 cm. Le zampe sono poi ricoperte di terra fino al ripristino del livello naturale del terreno. Il primo anno sono lasciate vegetare e l'intervento del coltivatore si limita alle normali cure colturali (sarchiatura, eventuale difesa fitosanitaria, recisione ed asporto degli steli secchi in autunno). Nella primavera del secondo anno sono costituite le "andane" di terra (inizio marzo), mediante l'ausilio di baulatrici (macchine per preparare il letto da semina) o direttamente a mano, al fine di consentire la crescita interrata dei "turioni" e quindi la loro assenza di colore. Allo stesso scopo le andane vengono pacciamate con film plastico scuro che consente l'assenza di colorazione anche degli apici dei turioni stessi. L'asparago di Zambana è infatti assolutamente bianco (è tollerata solo una leggera colorazione rosea degli apici). La raccolta è eseguita a mano con attrezzi tradizionali, per un periodo di circa due mesi (in fondovalle da fine marzo a fine maggio). Al termine della raccolta le andane sono spianate per evitare il progressivo innalzamento del rizoma ed i turioni che si sviluppano vengono lasciati vegetare e sono sottoposti alle normali cure colturali. Nella puntata in tv daremo conto della visita guidata alle asparagaie di alcuni produttori di AS.T.A. - Asparagicoltori Trentini Associati. La visita è stata preceduta da una degustazione di "gelatodrink" cembrano al Müller Thurgau offerta dalla Gelateria Serafini di Lavis.

Gli asparagi di Zambana nelle varie confezioni per la vendita (foto Agh)
 
Rocco Serafini offre il "gelatodrink" cembrano   La visita guidata alle asparagaie di Zambana
 
Le riprese di Girovagando nel campo di asparagi   Alessandro Malfatti mostra gli asparagi appena colti
 
Renzo Malfatti, coltivatore (foto Agh)   Il punto vendita sulla via Nazionale a Lavis (foto Agh)
Remigio Caset , responsabile commerciale ass. AS.T.A. e coltivatore di asparagi (foto Agh)

AS.T.A. - Asparagicoltori Trentini Associati
Via Maccani 199, Trento 38100, tel. 0461 / 420969
pres. Alessandro Malfatti cell. 338 / 6995216
Remigio Caset (addetto vendite) 339 / 7268022
punto vendita via Nazionale Lavis cell. 333 / 5779184

Piana Rotaliana e Colline Avisiane, sullo sfondo le Cime di Vigo (foto Agh)

 
Cantina La Vis (foto Agh)  
   
Enoteca della Cantina La Vis   Fausto Perathoner (foto Agh)  
   
Rosario Pilati (foto Agh)   Concerto (foto Agh)  
   
Il logo della Cantina (foto Agh)   Prodotti tipici del territorio (foto Agh)  
 
Con lo staff della Vinoteca della Cantina La Vis e Valle di Cembra (foto Agh)  
 
Esposizione di bottiglie alla Cantina La Vis: "Storie di vite" (foto Agh)  
La Cantina La Vis e la Strada degli asparagi

Presso la Stube della cantina La Vis si è tenuta venerdi 20 aprile scorso la presentazione del calendario degli eventi estivi proposti ogni anno dalla Vinoteca dell’omonima cantina. Alla presenza di numerosi ospiti (giornalisti, in particolare del settore enogastronomico, sindaci dei comuni coinvolti, ristoratori che cureranno la cucina nelle diverse serate e molti altri protagonisti dell’iniziativa), Fausto Perathoner, direttore generale del gruppo La Vis, ha presentato le iniziative della Cantina e ribadito l'importanza del connubio tra i produttori locali, l'arte e la cultura, l'ospitalità e il turismo. Rosario Pilati, responsabile dell’iniziativa, ha fatto un veloce riepilogo sull’anno trascorso, ricordando i diversi eventi, in cui il filo conduttore era un “viaggio” fra le diverse realtà territoriali e produttive dove operano le cantine del gruppo La Vis, dalla Sicilia all’Alto Adige. Per il 2009 viene proposto un nuovo ed intrigante percorso sensoriale intitolato “Elementi": terra, aria, fuoco e acqua diventano gli elementi, per l'appunto, per le "Cene sotto le stelle". Il 17 aprile la “Via degli Asparagi”: un viaggio nella produzione di questa primizia del nostro territorio, con successiva cena presso la Stube della cantina a cura dello chef stellato Markus Baumgartner del ristorante Maso Franch. Il 26 giugno ”la Cena del Solstizio”: presso la piazzetta della cantina La Vis, cena dell’estate a cura della locanda “Il Passatore” di Faver e con la presenza dello storico del dialetto trentino Elio Fox. Il 24 luglio il "Ritorno in Vigna": presso Maso Roncador nei vigneti tra la Val di Cembra e la Val d’Adige: le donne rurali di Cembra propongono una serata all’insegna della cucina della tradizione valligiana, arricchita dalle incursioni teatrali di Maura Pettorruso.

Gruppo Strumentale Giovanile di Lavis (foto Agh)
 
Il rinfresco (foto Agh)   Stuzzichini (foto Agh)
 
La stube della Cantina La Vis (foto Agh)   Con il maitre d'hotel Renzo Calvetti (foto Agh)
 
Con Stefano Gasperi coordinatore Ass. AS.T.A.   La saletta con i musicanti (foto Agh)
La Stube della Cantina La Vis (foto Agh)

 
Lo chef Markus Baumgartner (foto Agh)  
   
Cannoli croccanti con burrata   Lasagnetta di crespella (foto Agh)  
   
Trentino DOC Sauvignon Maso Tratta   Asparagi con salsa bolzanina  
   
Dessert (foto Agh)   Tavolata di Girovagando (foto Agh)  
 
Peter Sacksl, Enrica De Bastiani, Emanuele Pescador, Markus Baumgartner  
"Sapori di... vini" alla Cantina La Vis

Nell’ambito della 1° edizione di “Sapori di...vini” a cura della Strada del Vino e dei Sapori delle Colline Avisiane, Faedo, Valle di Cembra, la Vinoteca organizza "Dalla terra alla cucina", in compagnia dei produttori e dello chef stellato Markus Baumgartner di Maso Franch, che ha interpretato questa primizia di stagione per gli ospiti della stube della Cantina di La Vis. Dopo la visita guidata all'asparagaia nel pomeriggio, al ritorno un "Aperitivo in Musica" tra le botti della cantina, con l’accompagnamento musicale del Gruppo Strumentale Giovanile di Lavis. Quindi la cena con i piatti proposti dallo chef: stuzzichini a base di asparagi in conserva, con spumante Cesarini Sforza Tridentum Trento Doc; cannolo croccante di pasta fillo farcito con burrata e insalata di asparago di Zambana, con Trentino Doc Nosiola Simboli 2008; lasagnetta di crespella con asparagi e pesto di aglio orsino, accompagnata da Trentino Doc Sauvignon Maso Tratta 2007. Quindi un frappè di asparagi su coulis di lamponi. Asparago lesso, vinaigrette di verdure, salsa bolzanina e uovo fritto in camicia, con Trentino Doc Chardonnay Ritratti 2007. Infine il dessert: variazione dolce di asparagi, con Mandolaia Vigneti delle Dolomiti Igt 2007.

Markus Baumagartner con Luciano Da Canal e gli imprenditori Mario Obrelli, Sergio Groff, Antonio Conta

Cantina La Vis e Valle di Cembra
Via Carmine, 7
38015 Lavis (Tn), Italy
Tel. +39.0461.246325
www.la-vis.com

 
Pista ciclabile (foto Servizio Ripristino)  
 
Sono circa 400 km le piste ciclabili in Trentino (foto Servizio Ripristino)  
 
Sulle rive del Lago di Levico (foto Agh)  
 
"Bicigrill", punto di sosta e ristoro per ciclisti (foto Servizio Ripristino)  
Le piste ciclabili in Trentino

Nella puntata in tv un servizio sulle piste ciclabili in Trentino. Nonostante sia una regione di montagna, il Trentino può vantare una tradizionale propensione per la bicicletta, espressa da grandi campioni come Francesco Moser, Maurizio Fondriest, Gilberto Simoni. Il mutare delle tecnologie ha ampliato le possibilità portando la bicicletta fin sui sentieri dei monti e sulle vette con le mountain bike. Ma non solo di scalatori è fatto il popolo dei ciclisti: la passione per i grandi tour in bicicletta è diventata una interessante alternativa alle tradizionali vacanze e sempre più numerosa è la schiera dei cicloturisti che, ispirati all'elogio della lentezza, esplorano il territorio con il lento incedere della pedalata in bicicletta. Per questo è nato il progetto della Provincia di dotare le valli del Trentino di piste ciclabili protette (400 km finora tra provinciali e comunali), utilizzabili da tutte le categorie di ciclisti, da allenati agonisti ai tranquilli pedalatori della domenica. L'idea di costruire una rete di piste ciclabili, collegate fra loro per quanto possibile, vuole essere l'inizio per una nuova proposta che il Trentino cerca di avviare nel campo del turismo in bicicletta. In Val d'Adige ad esempio esiste la più importante pista ciclabile del Trentino, che collega la provincia di Bolzano con quella di Verona lungo la direttrice nord/sud, attraversando tutta la Provincia di Trento. La pista, pressoché pianeggiante, è lunga 80 km e costeggia quasi interamente gli arginali del fiume Adige. Un importante servizio per i cilisti sono i "bicigrill", punti di ristoro, informazione ed assistenza situati in luoghi strategici.

Per conoscere possibilità e percorsi piste ciclabili in Trentino


testi e foto di
Alessandro Ghezzer
(Agh)

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Con Giuseppe Melchionna dell'Ass Prodigio: la Cantina La Vis è "ok" per l'accesso ai disabili! (foto Agh)
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Istituto Agrario di S. Michele
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Vino
Cantina La Vis
www.cantinavalledicembra.com
Rassegna del Müller Thurgau

Itinerari

Strada del Vino e dei Sapori

Dürerweg sito ufficiale del sentiero del Dürer

Ciclabili
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Natura
Piramidi di Segonzano
Aree Protette del Trentino
Biotopi del Trentino


Turismo

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